Arriva da Mononoke (28 settembre 2007) la proposta dei blog unificati, questa volta si parte da un post di Mariottola (27 settembre 2007) che ci propone un vecchio e sempreverde brano di Woody Allen…. aggiungo la parte introduttiva. Non ho la più pallida idea se faccia parte di una raccolta o altro…
La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo…
Cosa ottieni alla fine? La morte.
Che significa? Che cos`è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant`anni,
fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.
Seguono feste, alcool, erba e il liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino,
giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato,
ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi… galleggiando
e… finisci il tutto con un bell`orgasmo!
Woody Allen
Adoro Woody, e gli devo alcune strampallate idee sulla convivenza… avete presente? Due appartamenti sullo stesso pianerottolo, o, meglio ancora, dirimpettai, sarebbe splendido riuscire a far capire che non è perchè non ti voglio tra i piedi… ma è che ho bisogno dei miei spazi!
Era il tempo in cui la psicanalisi non era confinata a stregoneria…
In ogni caso…. sottoscrivo in pieno il rovesciamento dei cicli vitali!
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