lo so, sono come scomparsa e molti si chiedono cosa sia successo…
Da un lato una cosa bellissima adesso… tengo famiglia, una splendida famiglia, una numerosa e rumorosa famiglia… e poi il giardino, e le case (mica vivivamo tutti in un unico appartamento… no, un’intera palazzina ché così di superficie da mettere quotidianamente sottosopra ce n’è di più) e i giardini, le piazzette, gli spazi dei bimbi, dei giovani, dei vecchi… il concetto di famiglia mononucleare immagino debba aspettare le generazioni future prima di cominciare ad essere considerato tra le ipotesi possibili… noi ancora lottiamo tra il matriarcato e il patriarcato… e spesso la vinciamo!
Vi direi che cerco lavoro ma in realtà non ho tempo nemmeno per quello, da un paio di colloqui risulta a) che non sono specializzata in campi in cui non sono specializzata… b) che posso anche cominciare a lavorare gratis e senza contratto ché poi arriveranno le soddisfazioni se dimostro di essere specializzata nel campo in cui sono specializzata… ovvero come in Sicilia si debba ringraziare di avere un’occupazione e considerare contratti e pagamenti optional da conquistarsi nel tempo! Ma non ho né tempo né voglia per incazzarmi.
Perché da quando sono tornata ho scoperto che esistono le aderenze post operatorie che inquinano e non di poco la qualità della vita di chi ci convive. Adesso star qui a raccontarvi i mesi di ospedalizzazione di una delle persone a me molto care non mi va, da un paio di settimane è a casa, ma la situazione è difficile e non si trova – come purtroppo spesso succede – qualcuno che dia indicazioni chiare, nonostante i molti centri, le tantissime indagini, molte delle quali invasive, nonostante i colloqui, i viaggi, i pellegrinaggi dai luminari del caso e quant’altro.
Le aderenze post operatorie si formano a seguito di un intervento chirurgico e generalmente si tende a non intervenire nuovamente chirurgicamente per rimuoverle: il rischio che ricompaiano è infatti altissimo. Fintanto che si può rimandare si rimanda, significa dolori, significa entrare ed uscire dagli ospedali, significa cercare indicazioni per evitare di morire denutrita visto che se non funziona l’intestino la cosa più ovvia è che non si può mangiare.
Non ci sono indicazioni certe né centri specializzati, così come seppure è consigliato che per le operazioni che possono produrre aderenze si debba educare il paziente o, quantomeno informarlo… vi pare che nessuno ci abbia mai parlato di aderenze sino a quanto non sono state diagnosticate in regime di emergenza?
Ed è questo il motivo di questo post: se avete conoscenze, se avete consigli, se avete amicizie, qualunque aiuto in questo momento potrebbe essere prezioso.
Vi abbraccio tutti con affetto.
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ciao Tasti, arrivo subito al nocciolo della questione… io sono meno di niente, ma qualcuno conosco. sentirò cosa mi dicono e, nel caso raccolga notizie interessanti, te le rigirerò tempestivamente. un abbraccio affettuoso, bb.
@BigBruno… mille grazie, purtroppo continuiamo a non aver nessun punto di riferimento… dopo che ne avremo passate di tutti i colori immagino potrò dare da questo blog indicazioni ad altri poveri sventurati.
Per il momento davvero con l’acqua alla gola.
Ti abbraccio.
Ciao, cercando di informarmi un poco di più sulle aderenze sono capitata da queste parti… mia mamma è stata operata la bellezza di 11 volte per questo insidioso problema , tutte la volte l’operazione è stata decisa in fase di emergenza perchè si cerca sempre di procrastinare il più possibile visto che ad ogni nuovo intervento si rigenerano sempre più. Non so darti indicazioni precise ma nell’ultima operazione hanno sperimentato su di lei un liquido , arrivato dall’america dove sembra aver dato buoni risultati, a quanto mi hanno spiegato è totalmente biocompatibile e viene pian piano assorbito dall’organismo; di fatto serve a creare massa in modo da contrastare la riformazione di aderenze post operatorie.
Mia madre è segiuta all’ospedale civile di brescia quindi magari possono darti delle informazioni sicuramente più specifiche , anche solo per un consulto.tentare non nuoce.
Se possoesserti utile o se vieni a conoscenza di qualcosa di nuovo ti chiedo cortesemente di contattarmi via mail.
Buona fortuna
@Elena… ti ringrazio Elena; purtroppo in questi giorni la situazione è abbastanza delicata. Spero di dare buone notizie a breve.