Archivio per febbraio, 2009

Disponibilità di sé

Ma francamente tra la puntatona sulla morte di Eluana e non so quanti deficienti isterici rinchiusi… non so, ma credo che a mia nipote avrei consigliato il GF e poi  le avrei parlato con calma di quello che significa il caso Eluana, lo scontro tra chi vuole introdurre il testamento biologico in Italia e chi no e come questo sia uno scontro tra titani perché si passa dall’era in cui l’individuo era di proprietà dello Stato all’era in cui è padrone di se stesso e ci saremmo interrogate se questo significhi necessariamente libertà.

Il tema è complesso e come al solito viene spacciato per beghe condominiali, conferire la proprietà di se stesso all’individuo modifica nelle radici il nostro ordinamento giuridico e la nostra struttura sociale

Quanto mi rompe i coglioni che sempre e sempre e sempre tutto venga ridotto allo scontro tra religione e laicità, come se bastasse dire che se lo dicono i cristiani allora è un’idiozia, allora è una prevaricazione, allora non sei un libero pensatore.

Il punto è modificare nel midollo la società conferendo all’individuo la piena disponibilità di sé.

Questo avrei detto a mia nipote e da questo avrei cominciato a spiegarle quante leggi, comportamenti, divieti derivano dall’indisponibilità in cui viviamo:  il suicidio come reato, la vendita di organi umani come reato, lo sfruttamento della prostituzione come reato. E avremmo ragionato della struttura sociale, del ruolo dello Stato, dei confini della libertà individuale, del senso di essere cittadini, dei diritti fondamentali di tutti, e avremmo riso di chi immagina sia cristiano negare le cure a qualcuno e altrettanto cristiano imporle ad altri.

Ci sono i principi e ci sono le conseguenza, qui mi pare si vogliano attaccare le conseguenze per poter modificare i principi e potremmo parlarne, ma con grande onestà intellettuale.

Commenti (4)

Una tazza di thè

20 ani fa un thè, si presenta così, l’antefatto punto.

20 anni fa.

Si può pensare in qualunque momento al tempo che passa quindi niente di strano pensarci oggi.

Ero un altra persona, in più di un senso. Diversi i pensieri, le aspettative, diverse le convinzioni, diversa dentro, per quell’età andava bene, così come oggi vado bene come sono, 40 anni.

Sembro spenta, lo so, me lo dicono molti per poter essere solo l’errore di uno, sembro spenta ma è che molte cose non mi stupiscono più, soprattutto  le persone, soprattutto quelle non mi stupiscono più. Nel bene e nel male i meccanismi sono quelli per tutti, nel bene e nel male siamo tutti abbastanza prevedibili ed avendo io un intuito notevolmente sviluppato… difficile stupirmi, sorprendermi. Lo dico come chi invece ci spera.

Sembro spenta. Secondo qualcuno no, ancora troppo viva, ancora troppo fuori i codici comportamentali convenzionali, ancora troppo me. Codici comportamentali, l’età non c’entra, conosco giovinette che non sapranno mai cosa significa essere giovani , avere la capacità di sognare di cambiare il mondo in un qualunque modo, con un’idea personale.

Non sono accesa, significa questo? Non si vedono scintille e si concludono che non ci sia vita, che sia tutto silenzio? Bello il silenzio, saperlo ascoltare, amarlo, sentire col naso, con la pelle, sentire con le dita la vita, vederla scorrere, fluire, danzare e alle volte essere trafitta,  spezzata a metà, mischiare lacrime e sangue. Vivere e morire ogni giorno. Ero ancora dark 20 anni fa? O già un altra vita dentro le mie mille vite?

Rapporto diretto: più sono conformisti più mi chiedono perché non vado a passeggio per negozi… mentre se sono anticonformisti non capiscono perché non bevo alcool e non mi faccio le canne o altra droga alternativa secondo  il genere di musica che ascolti. Ci avete mai fatto caso al nesso tra musica e droga? Ogni genere ha la sua droga, non sbagli, jazz cocaina, difficilmente troverete un eroinomane che ama il jazz, non c’è feeling tra l’eroina e il jazz…

Io al massimo alcoolizzata, più esistenzialista, introspettiva, gente da bettola, gente che in fondo non ha proprio nulla da nascondere. Succodifrutta, la gente come me alla fine ordina un succodifrutta, gli analcolici mi infasticono per la loro superficialità.

O un thè, vero, sempre amato il thè, il thè sfuso, da colare, da trovare qualche residuo in fondo alla tazza, da tenere la tazza tra le mani e respirarne il vapore intenso. Musica in sottofondo? Non so, folk, ma forse persino punk con il thè, i Cure, oppure il Duca, sì, Bowie e il thè 20 anni fa.

Commenti (2)

Inferno ad Agrigento.

A Lampedusa si muore ingoiando lamette spezzate.
Si muore impiccandosi.
O almeno si tenta di morire perché non c’è altro da fare, lo capisco, lo farei anch’io.
A Lampedusa si muore perché muore la speranza e nessuno sopravvive al lutto.
Si muore perché non ci sono fratelli.
Perché ci sono pistole e sbarre e tornatene a casa tua.
Si muore perché qui non ti vogliamo.
Si muore perché ci sono i limiti al numero di bestie che ci necessitano nei campi, nelle fabbriche, dentro le nostre case.
Perché dopo aver lasciato ed essere sopravvissuto all’inferno scopri di essere arrivato in un posto peggiore.
Allora è inutile restare vivo, scoprire che quel mare che ti ha inghiottito, te, la tua famiglia, i tuoi risparmi, si può sor vo la re. In poco meno di un ora. Gratis. In senso inverso. Ci pensano le istituzioni a riprenderti e ricacciarti via, indietro, nella vita da cui sei scappato sfidando il mare.
A Lampedusa si muore, si inghiottono bulloni e lamette spezzate, ci si impicca con le lenzuola ed io lo capisco, capisco che si possa morire quando il tuo vivere diventa illegale, non autorizzato.
Alla tv sentirete che ad Agrigento c’è la Sagra del Mandorlo in Fiore e non è vero: ad Agrigento oggi si muore.

Lascia un commento

Tempio di Zeus a Porto Empedocle

Rigassificare sul Kaòs

tempio-giove

creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 03/02/2009 15:08

Nota di Alessio Lattuca – Confimpresa

 

 

Il molo di ponente è stato costruito con i resti del tempio di Zeus tra il  1746 e il 1763 per iniziativa del re Carlo Sebastiano di Borbone.

Per lungo tempo fu accusato dello scempio il Vescovo di Giorgenti Lorenzo Gioieni, circostanza smentita dal filologo agrigentino Angelo Palillo e dall’archeologo Giuseppe Castellana che avendo condotto delle ricerche più accurate sostengono che Gioieni scrisse a Carlo III nel 1746 chiedendo l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo porto a San Leone.

Carlo III fu irremovibile e affidò l’incarico della progettazione all’ing. Salvatore Lanza, mentre il conte Juan Filangeri fu il primo sovrintendente generale dell’opera. 
 Il molo in questione è quello vecchio, per intenderci quello vicino alla Torre di Carlo V.

 Non è noto a tutti che nel XIX secolo, in occasione della costruzione dell’attuale  molo di ponente   (quello prossimo alla capitaneria che comprende la spiaggia), è stato realizzato con gli stessi blocchi che erano stati semplicemente spostati.

Pertanto in passato i resti del tempio di Zeus erano stati cercati nel vecchio molo e nessuno era mai andato a cercarli nel nuovo molo.

Oppure se qualcuno si è interessato,  non lo ha divulgato.

E’ certo che i marinai della zona lo sapevano e forse anche i responsabili della capitaneria che forse per ignoranza non hanno mai fatto nessuna segnalazione alle autorità competenti (soprintendenza) come la Legge impone.
 
Alcuni mesi fa Marco Falzone, operatore tecnico scientifico per i beni archeologici, ha reso noto che molti resti del tempio di Zeus sono ancora ben visibili nel molo di Ponente del porto di Porto Empedocle. 

Nel mese di ottobre  in occasione di un incontro svoltosi all’interno del tempio di Zeus il Prof. Beste dell’ Istituto Germanico di Archeologia di Roma, ha dichiarato di non sapere nulla dei suddetti resti.

Pertanto su  sua richiesta è stata organizzata una visita all’interno del  porto a seguito di informale richiesta rivolta  alla Capitanieria che ha fornito l’assistenza di un Ufficiale per la ricognizione. 

Lungo il tragitto verso il porto il professore rivelò che secondo le sue indagini in situ mancavano tracce di 18 semicolonne e che pertanto a parer suo il tempio era rimasto incompiuto. 

Dopo aver visto i resti del tempio, che incredibilmente presentano ancora interessanti  particolari architettonici, il professore ha ritirato le  considerazioni espresse in quanto i resti mancanti erano evidenti.

Il professore era perfettamente a conoscenza che il tempio era stato usato come cava per il porto. Tuttavia, gli era sempre stato riferito che non esisteva più nulla.

Insomma è paradossale che non fosse mai stata effettuata una ricognizione dei resti all’interno del porto.

Il Prof. Beste ha evidenziato che la visione dei resti in parte coperti dall’acqua marina è risultata estremamente significativa per i suoi studi ed ha manifestato riconoscenza per le preziosa  informazioni.
 
In occasione delle Giornate Gregoriane e successivamente nell’ambito delle iniziative organizzate per il decennale  dell’inserimento della Valle dei Templi nell’Heritage List - UNESCO ha confermato di avere riconosciuto i resti del tempio.

Ciò ha suscitato particolare interesse da parte degli archeologi presenti e in particolare, del  Prof Mertens (uno dei più importanti esperti di archeologia classica del Mondo) i quali hanno convenuto sulla opportunità di apporre il vincolo archeologico.

Con la consapevolezza delle enormi difficoltà di procedere al recupero rispetto all’erosione marina e  al tempo stesso della necessità di proteggerli dall’uomo. 

D’altrocanto anche i resti del tempio di Zeus in situ sono in cattive condizioni e soggetti all’erosione ma, grazie al vincolo archeologico, sono protetti dall’uomo. 
 Pure i resti del tempio gettati nel mare dai  predecessori, ignoranti e irresponsabili, meritano un vincolo che ad oggi non posseggono. 

Al di là dell’importanza che possono rivestire sotto il profilo storico risulterebbero una formidabile risorsa per attrarre   turisti e viaggiatori nella città di Porto Empedocle.
 
E’ urgente adoperasi per la salvaguardia dell’importante risorsa ai fini occupazionali per evitare soprattutto che – con la futura ristrutturazione del porto – i resti del tempio scompaiano del tutto.

Le responsabilità di tale scempio saranno in capo a tutta la classe dirigente locale, regionale e nazionale e, ovviamente,  in misura maggiore in capo a chi ha il dovere di proteggere, recuperare, conservare e valorizzare i beni culturali, ambientali e paesaggistici.

A tale proposito è indispensabile interrogarsi su come sia possibile conciliare la tutela dei beni culturali  della loro valorizzazione con la collocazione di un impianto di  rigassificazione nel Porto di Porto Empedocle.

 

Commenti (1)

Una mattina così

… dolori sparsi, se lavorassi sarei in ufficio, ma essendo disoccupata posso concedermi il lusso di una mattina in pigiama senza nessun senso di colpa particolarmente acuto… se non il dover scacciare a intervalli l’immagine della disoccupata ormai cronica… ma no, lasciamo stare, in fondo sto in giro ogni giorno, ogni giorno non produco reddito ma faccio esperienze di lavoro non retribuito che non troveranno mai spazio in un curriculum serio: la voce “volontariato” non l’ho mai inserita, in effetti, così come la voce “convegni e seminari”… ho imparato, negli anni di ricerca di lavoro retribuito, che certe cose è meglio tenersele per sé. Ho anche imparato a fare i curriculum mirati, per settore, quelli che metti in evidenza un percorso piuttosto che un altro… il risultato di essere una pioniera della flessibilità è questo curriculum variegato, modellabile, flessibile.

Le possibilità che io trovi un’occupazione retribuita in questa ridente città sono veramente scarse, questo in conseguenza a due fattori: non voglio chiedere favori a nessuno, vecchio e saldo principio a cui resto fedele, non sono una che accetta situazioni losche…  in effetti a Verona le ho accettate, diverse volte… ma il losco di Verona può significare reati penali significativamente meno gravi del losco agrigentino!

La situazione agrigentina sul fronte opportunità di lavoro è semplicemente drammatica, qui si chiude e fallisce, siamo già in recessione  seppure poi… a voler essere pignoli… un paio di domande viene da farsele su questa recessione… perché se è vero che si chiude e si fallisce è anche vero che ci sono i nuovi settori che progrediscono e si espadono… solo che noi ci concentriamo sulle disgrazie, mai sulle cose positive! Ad esempio i centri commerciali, chiudono i negozi tradizionali, vero, ma i centri commerciali aprono… 

Ad esempio le energie rinnovabili che ad Agrigento vedono il boom… abbiamo una delle aziende europee più grandi… epperò sul territorio si vedono le pale che girano, non i soldi…

… Intanto mi chiedo se la Presidenza del Consiglio sia interessata al mio blog in quanto agrigentina, considerato le presenze agrigentine nel governo, in quanto contraria al rigassificatore o in quanto strumento di controinformazione sul vaccino HPV… per qualunque motivo ringrazio per l’onore concessomi e per qualunque ulteriore chiarimento (sul vaccino e sul rigassificatore) rimango a disposizione… a meno che non sia una delle assidue fan di San Giuda Taddeo a scrivere le sue preghiere dal palazzo del Governo… imbarazzante la catena di preghiere ma non ho il coraggio di chiudere i commenti, mi par blasfemo…

Facebook non mi prende, sarà che non amo le chat in generale, sarà che non mi piace l’alta reperibilità e dover dar conto dei miei momenti, direi che dopo meno di un mese di iscrizione sono già pronta a gettare la spugna e lasciar perdere per incompatibilità… insomma anche chiedermi perché non mi iscrivo a sostegno di questa o quest’altra causa no, eh? No perché per sostenere una causa io prima me la devo studiare, mica sostengo così, se devo diventare fan di Mafalda bene, al volo, magari non mi iscriverò come fan a tutto quello che amo ma va bene, un clic al volo lo dedico, ma alle cause no, lasciatemi in pace.

…. poco dopo aver soccorso mio padre da un ennesimo svenimento, aver prestato i primi soccorsi, aver fatto i controlli necessari a determinare se chiamare un ambulanza o no (l’esito è stato no, solo un semplice capogiro con conseguente caduta) rileggo questo post e confermo che non importa se troverò o no lavoro, quel che importa è essere qui, vicino a chi amo ed ha bisogno del mio appoggio.

Lascia un commento

UE / HPV … che confusione!!!

Ricercatori finanziati dall’UE affrontano il cancro della cervice

Grazie alla piattaforma prototipo ASSIST i ricercatori possono archiviare ed elaborare i dati riguardanti il cancro della cervice, la forma tumorale più diffusa

Il cancro della cervice è la forma tumorale più comune a livello mondiale. Ogni anno viene diagnosticato in circa 60.000 donne e in più o meno nella metà di esse è causa di decesso. Bloccare il problema sul nascere è un’impresa difficile se la malattia non viene scoperta e curata in uno stadio sufficientemente precoce. Il progetto ASSIST (“Association studies assisted by inference and semantic technologies”), finanziato dall’UE con 2,63 milioni di euro, aveva l’obiettivo di risolvere questo problema attraverso la creazione di collegamenti tecnologici tra centri medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento del cancro della cervice, nonché di aumentare lo scambio dei dati e la creazione di maggiori quantità di dati.

Mentre gli scienziati accettato il fatto che il papillomavirus (HPV) rappresenta il maggiore rischio per il cancro della cervice, essi riconoscono anche che l’HPV non è l’unico responsabile. I ricercatori hanno valutato il ruolo dei fattori genetici e ambientali specifici nella determinazione della persistenza dell’HPV e la conseguente progressione della malattia. Studi precedenti avevano suggerito meccanismi patogenici che avrebbero potuto fornire nuovi marcatori del rischio, diagnosi e prognosi e avrebbero condotto a potenziali nuovi trattamenti.

Il progetto ASSIST intendeva combinare i diversi tipi di dati raccolti dai ricercatori, automatizzare il processo di valutazione delle ipotesi mediche, fornire un motore di inferenza capace di valutare il materiale statisticamente, riunire le cartelle cliniche dei pazienti delle istituzioni partecipanti, e sviluppare strumenti grafici espressivi per i ricercatori medici dove indirizzare i loro quesiti.

I ricercatori medici usano studi associativi per individuare i fattori comuni presenti nelle varie malattie. Essi valutano i dati clinici dei test ospedalieri, dati sullo stile di vita (come il fumo o le abitudini alimentari) e dati genetici. I ricercatori confrontano anche i dati dei pazienti con quelli di soggetti sani.

“Quello che cerchiamo di fare è di permettere ai ricercatori medici impegnati negli ospedali e nei centri medici specializzati di usare i dati reciproci e di combinarli in un contesto più ampio”, ha detto il professor Pericles Mitkas del Centro per la ricerca e la tecnologia – Hellas, Informatics and Telematics Institute, in Grecia. “Il problema è che ogni ospedale usa formati diversi, regole diverse per la conservazione dei dati, anche se si tratta di esattamente lo stesso test,” ha detto il coordinatore del progetto. “Perfino nello stesso ospedale, ogni medico potrebbe avere il suo modo particolare di fare le cose.”

Il prof. Mitkas ha fatto notare che il più grande successo raggiunto da ASSIST è stato quello di rafforzare il dialogo tra medici, biologi molecolari e esperti informatici. “Finalmente si parlano e capiscono il rispettivo ‘linguaggio tecnico’,” ha spiegato.

Tre ospedali in Belgio, Germania e Grecia hanno partecipato alla prima parte del progetto. Dopo essersi trovati d’accordo sulla terminologia e sulla rappresentazione e consultazione dei dati, il team di ricerca ha sviluppato una piattaforma software prototipo che assicura ai ricercatori la ricezione dei dati nel formato richiesto. “Lo facciamo usando la rappresentazione semantica, il ché significa che assegniamo un’interpretazione ad ogni valore per aiutare il computer a capire a cosa si riferisce un determinato dato,” ha spiegato il capo del progetto.

Facilitiamo anche l’interpretazione di valori soggettivi come “alto rischio” o “basso rischio”, “caso serio” e “caso non serio”, e usiamo tecniche inferenti basate su una serie di norme mediche fornite dai medici per dire al computer quali risultati sono più validi,” ha detto. “I risultati delle biopsie, ad esempio, sono più attendibili dei risultati del Pap test e potrebbero indicare uno stato precanceroso che il Pap test non ha rivelato.”

La piattaforma prototipo ASSIST ha offerto ai ricercatori accesso ai dati dei pazienti dei reparti di ginecologia e ostetricia dei tre ospedali. “Man mano che andiamo avanti, aggiungiamo funzionalità, ma almeno ora i medici hanno tra le mani qualcosa con cui lavorare e valutare,” ha detto il prof. Mitkas.

“Più in là, capire il percorso della malattia e i fattori che influiscono su di essa, aiuterà i singoli medici a diagnosticarla più precocemente, prevenirla dando indicazioni alle loro pazienti, e sviluppare farmaci o procedure per curare la malattia,” ha detto. “Ma ASSIST è soprattutto uno strumento per i ricercatori, che attraverso i risultati delle loro ricerche potranno aiutare tutte le donne.

Fonte: Cordis (28/01/2009)  ?

Qualcuno vuol dire all’UE che c’è il vaccino contro il Papilloma Virus, che si stanno vaccinando tutte le giovani donne europee con il Vaccino contro il Papilloma Virus, che tutti quei soldi si potrebbero spendere in altro visto che è universalmente noto che il cancro alla cervice è procurato dal Papilloma Virus?

O l’Unione Europea crede che una cosa è una strategia di marketing, altra cosa la ricerca scientifica seria?

Lascia un commento

HPV Vaccine: Premio giornalismo libero a…. Messina News!

http://www.messinanews.com/cultura-societa/le-lobbyes-del-farmaco-costruttrici-di-allarmismi/

Lobbyes del farmaco ed allarmismi infondati

2 dicembre 2008 | Di Domenico Majorana | Categoria: Cultura e Società, Focus

<!– –>Fino ad un paio di anni fa l’HPV (Human papilloma virus) era una patologia semi sconosciuta alla maggioranza della popolazione; ma dal 2007, guarda caso dal periodo in cui è stato messo in commercio dalla Merck un vaccino anti HPV, è cominciata una vera e propria campagna informativa di massa sui rischi del papilloma virus. Il contagio di questo patogeno avviene attraverso i rapporti sessuali non protetti e, secondo alcuni studiosi, questo virus potrebbe essere responsabile di buona parte dei tumori al collo dell’utero.

Negli ultimi tempi si è detto molto sulla pericolosità di questo virus e sui danni che esso può causare sia nella donna che nell’uomo. La campagna informativa creata attorno all’HPV consiglia di vaccinare tutti i soggetti a rischio, per evitare la possibilità di contrarre l’ agente patogeno, in alcuni casi creando dei veri e propri allarmismi. A seguito di ciò in Canada il governo conservatore di Stephen Harper ha annunciato lo stanziamento di 300 milioni di dollari per una vaccinazione di massa a tutte le ragazze in età compresa tra i 9 e i 13 anni (età in cui ancora il virus non dovrebbe essere stato contratto) nonostante le parecchie perplessità che lo stesso Gardasil (vaccino prodotto dalla Merck ndr) aveva fatto evidenziare nel 2007 negli States, con i gravi effetti avversi registrati nei 20 Stati in cui era stata portata avanti la campagna di vaccinazione, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista…”, “segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d’urgenza.

Dopo aver causato tutti i sovra citati effetti collaterali è chiaro che l’attuale vaccino anti HPV sia poco sicuro. Nonostante ciò in diversi stati (anche in Europa) si sta attuando una campagna di vaccinazione di massa “gratuita” per tutti i soggetti “a rischio”, ma con i soldi dei contribuenti, perché è lo stato che di fatto compra questi vaccini dall’unico fornitore che attualmente è la Merck. In realtà esiste un vaccino HPV concorrente, il Cervarix della Glaxo Smith Kline, ma non sarà disponibile prima del gennaio 2008. Questo significa che mentre più bambini saranno vaccinati col Gardasil, ne rimarranno sempre meno che potranno ricevere il richiamo da un vaccino concorrente incompatibile, la Merck sta quindi tentando di catturare la quota maggiore di mercato possibile, intascando milioni di dollari dei contribuenti, grazie probabilmente alla compiacenza di alcuni esponenti politici.

In Italia non vogliamo essere da meno, infatti l’ex Ministro della Salute Livia Turco ha avviato dal gennaio 2008, in gran parte delle regioni tra cui anche la Sicilia, un programma di vaccinazione gratuito per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla propria ASL a vaccinarsi, la quale ha dichiarato con orgoglio che «Siamo stati il primo paese in Europa
– disse ai tempi l’ex ministro – ad offrire gratuitamente tramite il servizio sanitario pubblico questo vaccino”. I finanziamenti in Italia ammontano a circa 100 milioni di euro, denaro che sicuramente fa gola a molti.

C’è da dire che l’infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi e solo una piccola parte di queste infezioni è destinata, se non trattata, a causare un cancro. I tipi di virus del papilloma umano che possono infettare le mucose genitali possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (5 ceppi) e HPV ad alto rischio (15 ceppi). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni da HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino. In alcuni casi invece, l’infezione si può manifestare con condilomi in sede genitale. E’ da evidenziare che l’attuale vaccino, composto da virus vivi ma geneticamente modificati per non indurre la malattia, copre solo verso due dei 15 ceppi potenzialmente cancerogeni.

Ma è davvero necessario, alla luce dei gravi effetti collaterali, inoculare a delle dodicenni, che non corrono alcun rischio in quanto non attive sessualmente, inoculare un vaccino potenzialmente pericoloso che garantisce solo una protezione quinquennale? O è una furba azione di marketing da parte dell’Industria farmaceutica per esagerare questa malattia e creare dei falsi bisogni allo scopo di giustificare l’acquisto del suo farmaco al fine di bruciare le altre concorrenti sul tempo ed assicurarsi una grossa fetta di mercato anche per gli anni a venire?

Sarebbe opportuno che lo stato finanziasse invece una campagna informativa per ricordare che per ridurre le possibilità di contagio di tutte le malattie sessualmente trasmissibili (anche per quanto riguarda l’HPV) sarebbe sufficiente usare il preservativo, finchè non si avrà a disposizione un vaccino realmente sicuro. Nel frattempo si permette alle lobbyes del farmaco di lucrare sulla pelle dei cittadini.

Fonti Maggiori:

  • lifesitenews.com
  • laleva.org
  • ministerosalute.it
  •  

    Lascia un commento

    Follow

    Get every new post delivered to your Inbox.