Nell’allegra cittadina succedono sempre cose, qui la vita non è certo una strada larga e dritta, son curve, dossi, tornanti e buche, buche di quelle che si compongono a tradimento proprio nell’attimo esatto in cui entrano nel tuo campo visivo ed escono dalla possibilità di essere evitate.
L’allegra cittadina per altro è feudo di mafia, non si tratta di illazioni o maldicenze, qui abbiamo dato i natali a illustri delinquenti e continuiamo ad allevare futuri boss, killer, manager dei traffici internazionali, trafficanti di droga, armi, avvocati e politici della mafia s.p.a., in una formazione continua e permanente di cui non c’è traccia ma che c’è, evidentemente. O forse la traccia c’è, ma meglio non guardare e far finta che l’allegra cittadina sia altro da quello che è.
Così organizziamo giornate di ringraziamento alle forze dell’ordine mentre ragazzini col muso sporco di latte mai e poi mai si sognerebbero di avere a che dire con gli “sbirri”.
La gente perbene e quella che perbene non è.
Quella che perbene non è.
In fondo però li riconosci, i segnali ci sono, una sorta di odore di clan che si portano addosso ed è per questo che non la si fa facilmente ad un siciliano e sempre per questo non credetegli se dice che non sapeva, se vuol far l’anima candida, se quasi pare sia stato ingannato perché un certo odore di clan, addosso, ci resta. Ora, vero è che gli stupidi ci son ovunque, ma se sei stupido poi non arrivi a certe posizioni, se ci arrivi allora stupido non sei e com’è che per difenderti ti appelli alla stupidità?
Contorto e confuso, eh? Lo so, ma qui si scrive di mafia vivendoci dentro, provate e poi ditemi se sapete fare di meglio.
Vivendoci dentro.
La distinzione è d’obbligo: c’è la normale attività di corruzione, clientelismo, niente a che vedere con la criminalità organizzata, insomma, proprio niente niente magari no, perché sono sistemica, perché il tutto e le parti, perché proprio niente niente no, un amico, un affare, un protettore, una firma messa per amicizia, un appalto dato per affetto, una massa di giovani disoccupati che a ben vedere potrebbero essere l’esercito di senza futuro a cui attingere per attività criminali a scopo di lucro e/o intimidazione.
E il senso dello Stato?
Mica tanto.
Li hai sentiti parlare questi ragazzini che studiano da emigranti? Sei stato nelle scuole a sentire la lezione strascicata di un professore sconfitto o l’ira funesta del professore frustrato da mille battaglie perse?
Il senso dello Stato.
La normale attività di clientelismo… nemmeno quella è tanto normale perché si ragiona a grandi numeri, su una popolazione di precari (i fortunati) e disoccupati (gli sfortunati) parliamo di cifre alte, numeri che spostano consensi, che determinano ascese e cadute.
Allora ti pare che il politico che l’ha vista giusta sia quello che frantuma.
Frantumare il potere in tanti piccoli, inconsistenti, praticamente inutilizzabili settori di onesto mercato del lavoro (precario).
Un Assessore lo ha fatto, scatenando l’inferno in terra nel piccolo mondo delle assistenti alla comunicazione.
Poi la Giunta è stata azzerata e l’Assessore probabilmente non assessorerà più nulla, ma il merito gli va comunque reso, lui la delibera onesta l’ha fatta. Il tentativo di togliere delle lavoratrici da un filo invisibile di ricatti e clientelismi, il tentativo di comporre una normale situazione di collaborazione professionale: gli utenti, l’ente pubblico, le cooperative sociali ed infine la quarta gamba: le lavoratrici.
Ha ragione Lei, assessò, ‘sta quarta gamba non la vogliono mostrare. Il lavoratore è merce rara e preziosa, assessò, non lo si divide facilmente con altri, lo si tiene in salamoia con anni ed anni di precariato e Lei, Lei assessò, adesso vuole portarlo prematuramente alla luce, mostrare chi è e com’è che se lo è aggiudicato ‘sto posto precario, così vanifica, dovrebbe capirlo da sé, assessò, così vanifica anni ed anni di costruzione di consensi e clientelismo, rischiando persino di rendere le Assistenti alla comunicazione persone, ma che dico persone? LA-VO-RA-TRI-CI!
Giorno 9 Luglio ci sarà la giornata del ringraziamento alle forze dell’ordine per il loro impegno per la lotta alla mafia e questa è una piccola storia che non verrà raccontata.