Archivio per settembre, 2010

Pensando

a una tazza di the

a tutti gli amici che vorrei incontrare

 a quelle persone speciali che credono non mi ricordi più di loro

al tempo che non ho

ai nipoti che crescono

 ai nipoti che sono cresciuti

ai genitori che vogliono coccole

al lavoro che non ammette pause

al futuro che resta sempre futuro e al presente che è sempre troppo fuggevole

pensando a tutti

ma senza avere tempo per nessuno

mi dispiace

vorrei

ma non c’è più tempo in questo tempo

arriverà di nuovo

ma non adesso

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Lingua Italiana dei Segni. La forma scritta

La Lingua Italiana dei Segni non ha una forma scritta.

Che è un po’ come l’assunto "L’assistente alla comunicazione non si occupa di didattica"

Bravi, Bene.

Peccato che poi ci siano ragazzi segnanti che scrivono in LIS e assistenti alla comunicazione che si occupano eccome di didattica.

Ma a noi interessano gli assunti, non indagare nella quotidianità.

I linguisti fanno il loro lavoro di linguisti ed essendo riusciti da pochi decenni a comprendere che la LIS è una lingua facciamo che è solo una lingua visivo gestuale, scrivere no, se la vuoi scrivere devi tornare all’iconografia tipo egizi.

Perché la forma segnata della LIS è estremamente ricca di componenti non verbali, impossibile riportarli per iscritto.

Immagino qualcuno dicesse lo stesso quando si passò dalla tradizione orale alla forma scritta. Me li sento nelle orecchie: L’eneide scritta? che schifo! vuoi mettere l’impersonificazione, la fabulazione, il viso, gli occhi, l’espressione di chi racconta!

Infatti abbiamo sviluppato diverse tipologie di possibilità espressive in forma scritte, abbiamo linguaggi, il testo teatrale, il romanzo, lo stile giornalistico ecc ecc ecc

Sbarri gli occhi e esprimi stupore esclamando con il corpo leggermente indietro "mio dio!" – emozione paura.

Stringi gli occhi e esprimi forza trattenuta con il corpo teso in energie contrastanti esclamando "mio dio!" -  emozione tenetemi o lo ammazzo

Certo che se avessimo dovuto scrivere in questo modo non sarebbe stato un bello scrivere.

La lingua Italiana dei Segni ha quest’aggettivo al centro: Italiana, perché il lessico utilizzato è italiano ed il segno è dei sordi italiani.

A me questo sembra una base interessante, abbiamo lo stesso lessico… lo sfruttiamo o facciamo finta che l’aggettivo italiano dica la cittadinanza e null’altro?

Il problema quel è?

Ai ragazzi sordi stanno insegnando che la LIS non si può scrivere, si scrive in Italiano, idiota, se scrivi usando la struttura della Lingua che utilizzi… no, no, no, stai scrivendo un italiano povero.

Fior di linguisti, mica ignoranti come me!

Consegue che al ragazzo sordo deve essere videocamera dotato, lui non scrive, mai, lui segna. Se scrive e non è bilingue chiede scusa, SA che scrive italiano povero.

Il problema è che se i ragazzi sordi scrivessero nella loro lingua cadrebbero alcune certezze, tipo il mondo è rotondo e il sordo non sa scrivere se è segnante. E che cazzo! Ancora non siamo sicurisicuri che tu sia intelligente adesso ti diamo persino una penna in mano!

Peccato perché ci sono sordi segnanti che  scrivono sms in LIS, ed io li capisco…  loro capiscono un po’ meno la mia LIS scritta ma hanno ragione, è come chiedere ad un inglese di capire il mio inglese scritto…

Peccato perché ci sono studenti sordi che si disperano, possono segnare le lezioni ma devono scrivere in Italiano, un bilinguismo di tipo misto, parla con una lingua e scrivi con un altra. Con padronanza, occhio, che nessuno faccia il furbo e si permetta di invertire le cose.

Tipo cervello separato in due.

Provateci voi a parlare con una lingua e scrivere con un altra! 

Appello ai ragazzi sordi segnanti: scrivete come parlate! E’ la vostra lingua, non fatevi infinocchiare ancora!

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La Lingua Italiana dei Segni. Modernità.

Più la studio e la … segno, più mi sembra di intravedere qualcosa di innovativo e moderno, non è un caso che esploda adesso la LIS-mania.

Forse il nostro cervello sta sviluppando nuove sinapsi e la lingua dei segni si inserisce come il tassello mancante, una lingua visiva per l’era dell’immagine.

Il richiamo all’attenzione; le orecchie non ascoltano più molto per il bombardamento continuo di suoni, rumori, discorsi, onde sonore superfle che abbiamo imparato a surfare. Con la lingua dei segni ritorna la concentrazione sulla comunicazione ma non sono parole che stancano e pigiano, sono mani che volano, espressioni, corpi che interpretano, impersonificano, rendono visibile il racconto.

L’era della tridimensionalità e la lingua dei segni è tridimensionale, flashback continui, se non fosse stata dei sordi sarei tentata di dire che è l’invenzione conseguenziale all’epoca in cui viviamo.

Leggere il silenzio, niente di più poetico e moderno.

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