Archivio per novembre, 2010

La lista per Vieni via con me – disabili

Dal sito tuttiascuola.org la lista dei motivi per andare via dall’Italia e quelli per restare.

Vado via dall’Italia perché da più parti si sente dire che le classi differenziali per i bambini disabili possono essere una soluzione;
Resto in Italia perché siamo stati il primo paese in occidente ad abolire le classi differenziali per i disabili;

Vado via dall’Italia perché il mio bambino disabile trascorre molto tempo fuori dalla classe perchè “disturba”;
Resto in Italia perché sono convinto che il mio bambino disabile sia una straordinaria risorsa per gli altri miei figli e per i suoi compagni;

Vado via dall’Italia perché gli insegnanti di sostegno sono sempre di meno ;
Resto in Italia perché esistono gli insegnanti di sostegno;

Vado via dall’Italia perché io e mia moglie invecchiando non sappiamo nostro figlio che fine farà;
Resto in Italia perché solo in un paese come il nostro sono presenti leggi come la 104 e la 328 ;

Vado via dall’Italia perché in televisione si parla dei disabili solo quando un padre disperato uccide il proprio figlio malato;
Resto in Italia perché spero che “vieni via con me” racconti le nostre storie.

Lascia un commento

WIKILEAKS… come fu che Berlusconi riebbe consenso.

Peggio di una catastrofe naturale.

C’eravamo vicini, a pochi metri e avremmo finalmente avuto il piacere di vedere soccombere il Berlusconi politico, sembrava fatta, gli amici ormai lo avevano abbandonato, il popolo votante era rimasto finalmente sconcertato e nauseato dall’ennesima storia di sesso e favori da corte di Luigi XVI e che cosa ti succede?

Wikileaks lo attacca perché è incapace, sfrenato, con amicizie sospette.

Cioè niente di più né di meno di quanto gli italiani non sappiano da sempre.

Sulla base di ciò ha costruito il suo consenso.

Anche coloro che avevano detto basta adesso ci ripenseranno e torneranno a proteggere il loro Presidente? Sospetto di sì, lo sospetto dalle risatine della gente per strada, in fondo quanto ci è simpatico questo presidente così uomo, così vicino a noi, così poco politico e tanto imprenditore furbetto?

Le rivelazioni di Wikileaks non sono tali da rappresentare un vero attacco. Anzi, niente di meglio, persino provvidenziale per riappropriarsi dei consensi perduti.

Se fossi malevola penserei che l’anonimo che ha inviato i file sia proprio lui, una bella lavata di panni mondiale, ma panni da cerimonia, niente di veramente segreto, niente di veramente pericoloso. Un duro colpo agli Stati Uniti e alla loro diplomazia e un colpetto per tutti, ma per Silvio solo i soliti malevoli commenti di gente invidiosa…

Altro che l’11 settembre della diplomazia, questa è la rivincita di Berlusconi, adesso può ridersela liberamente di tutti noi.

Lascia un commento

Il mio lavoro

Il mio è uno di quei lavori difficili, non riconosciuti e abbastanza mal pagati.
Una new entry, in effetti, nel mondo del lavoro, talmente new che da oltre un ventennio aspettiamo che qualcuno si decida a dirci chi siamo.
Noi assistenti alla comunicazione scolastici? No, in effetti io non sono affatto un assistente alla comunicazione scolastico, che, come da definizione, opera all’interno della classe.
Io sarei più un aiuto integrativo pedagogico e rieducativo domiciliare…
Che è cosa diversa da un insegnante di recupero, che deve semplicemente aiutare chi è in difficoltà in una-due materie. Noi assistenti domiciliari siamo più un supporto allo svolgimento del carico scolastico che ogni studente deve fare a casa, quello altrimenti noto come “studio individuale”.

… per studenti con disabilità sensoriali, da cui alla mia formazione di base si deve aggiungere una formazione specifica per le disabilità sensoriali

… in particolare per i disabili sensoriali dell’udito, altrimenti noti come sordi, che sommato ai precedenti mi dà un percorso di studi in cui si include la lingua dei segni, la labiolettura, la dattilologia, il metodo oralista, il bimodale, la cultura dei sordi, le peculiarità dell’apprendimento dei bambini sordi, la didattica speciale e la didattica visiva e a voler essere formati-formati ci si potrebbe dilettare con le nuove tecnologie e la didattica multimediale. Più tanto altro ancora.

Io sono formata formata.

Ma non andrei a fare l’assistente domiciliare per studenti ciechi, neanche se facessi n.30 ore di Braille. Sempre per una questione di voler lavorare bene, probabilmente sarebbe necessario un percorso di formazione inferiore a quello necessario per gli studenti sordi, ma un percorso di formazione temo che lo richiederei. Giusto per avere coscienza di quello che faccio. Aver svolto attività di volontariato per un paio di anni con gli adulti ciechi non mi rende formata per lavorare con i bambini ciechi, io ritengo.

Va bene, non sono problemi miei, ma visto che si tende a mettermi sullo stesso piano di un assistente domiciliare per ciechi, ci tenevo a dirlo: proprio uguali uguali non siamo, nel senso che un bambino sordo con un bambino cieco proprio la stessa cosa non è, ci sono alcune differenze che se non le vedete una certificazione di disabilità io la proporrei… sì, ma per voi.

Il mio lavoro è un gran bel lavoro, difficile, mal pagato, non riconosciuto ma bello, importante, di quelli che torni a casa e sai di aver fatto qualcosa di buono.

Lascia un commento

Ipotesi di reato

Poniamo il caso che ci siano tutti gli ingredienti.
Poniamo che più approfondiamo la questione più ci accorgiamo che la strada è sbagliata… non si tratta di approfondire, piuttosto di dichiarare l’inevitabile: avevate proprio imboccato la strada sbagliata.
Tra il dire e il non dire mi sono sempre mossa maluccio, in genere preferisco dire, giusto per non sbagliare col silenzio colposo della terra dell’omertà.
Epperò alle volte si deve aspettare prima di dire.
Giusto per capire se si sta per dire una stupidaggine o se si sta per far scoppiare una bomba sotto la poltrona di qualcuno.
A metà strada ci sarebbe un petardo, potrebbe anche essere, in effetti cosa è l’ipotesi di reato? Forse una stupidaggine, forse una bomba, forse un petardo.

Lascia un commento

Il riassunto

Può sembrare strano che uno studente che si prepara una lezione possa suscitare commozione ed orgoglio, ma succede.

Succede che dopo tanto lavoro finalmente ci siamo, la ragazza poggia il libro sulle gambe e cerca di sistemare la lezione per poterla comprendere, per farne un riassunto e affrontare la terribile docente di storia e italiano.

Succede che da quando lavoro con lei non ho fatto che ripeterle che l’obiettivo è solo uno: far in modo che lei possa fare a meno di me. Il mio compito è darle gli strumenti che la scuola non le ha fornito. Perché di questo si tratta. Con una scuola attenta e docenti preparati non sarebbe arrivata a sfiorare la programmazione differenziata, purtroppo spesso, molto spesso, la scuola non è posteggio per ragazzi disabili, ma posteggio di professori che hanno sbagliato mestiere.
Ho capito che non aveva problemi cognitivi dopo quattro mesi che la sostenevo negli studi, che il problema era una deprivazione culturale colpevolmente indotta dalla scuola, che la ragazza aveva iniziato bene ma poi era stata sempre più abbandonata a se stessa, senza una programmazione, senza attenzione, senza un progetto di vita.

Non è facile, anzi l’opposto. Non per lei che ormai è una vera “secchiona”, con l’entusiasmo di chi finalmente ha accesso alla stanza misteriosa del sapere, e gioca, mi corregge, sbuffa… no, non è facile con i docenti curriculari, che ancora non intendono cedere dalle posizioni del rifiuto, del disconoscimento dei progressi e delle possibilità. Fortuna dopo due il terzo insegnante di sostegno sembra quello giusto, competente e preparato, forse mi riappacifico con la categoria…

Informo il genitore, si prepara da sola la lezione, il genitore con gli occhi lucidi riesce solo a dire “è maturata” ed è vero, l’ho vista crescere piano piano e prendere in mano il suo futuro e lottare contro chi glielo vuole negare il futuro. E’ maturata. Ancora tanto lavoro davanti, ma ci siamo: stai cominciando a non aver più bisogno di me.
Soprattutto sono fiera di te.

;-)

Lascia un commento

X factorrrrr… Stefano.

Stefano contro i kimera è sembrata una lotta impari…
vero, il paragone è impossibile tra la coppia più bella del mondo, novelli Albano e Romina dei tempi nostri e Stefano, Pierrot dalla voce che si spezza per l’emozione.
Musicalmente si tratta di gusti, sono più curiosa di ascoltare la canzone di Stefano sperando che sia un pezzo che riesce a portarmi via da qui, in un mondo pulito, il mondo che Stefano sa raccontare.
I Kimera vabene, bravi bene bis, questione di gusti, a me non piacciono, non mi piace il genere, meglio Nevruz se proprio.
Qui sotto il post per Benigni e li vedo bene insieme, Stefano e Roberto Benigni intendo, la stessa poesia, la stessa sensazione che non saprebbero mentirti, che non saprebbero ingannarti.
La sensazione che incontrarli ti lasci qualcosa di buono addosso, un sorriso, la profondità e la leggerezza di un sorriso che viene dal cuore e passa attraverso gli occhi.
ed una canzone da cantare.

Lascia un commento

Il ritorno di Benigni

Impossibile non riportare per intero il video, riascoltarlo e sperare che l’aria fresca che è arrivata riesca a far cambire l’atmosfera.

Per i miei amici sordi: spero che abbiate vicino qualche amico che vi aiuti ad accedere a questo grande momento di civiltà e libertà.

Emozionante il momento in cui Benigni si rivolge direttamente al camorrista che ha messo a morte Saviano:
Francesco “Sandokan” Schiavone e gli chiede di mettere fine alla “fatwa” contro l’autore di Gomorra. “Se lo devi uccidere fallo con un libro, scrivi un libro anche tu. Ma possibile che uno che ha scritto un libro sia condannato a morte? Sandokan Schiavone, ma scrivi un libro pure te! Lui non ha la pistola, ha la biro”.
Saviano “vive in esilio” come Alighieri: “Allora, Sandokan, falla finita, e ringrazia Roberto che ti ha reso immortale, ha reso il tuo Male immortale, come aveva fatto Dante”.

Commenti (1)

Catania: assistenza scolastica per disabili. Salta la mediazione delle coop

Portatori di handicap, l’assistenza nelle scuole
Ci sono volute ben sei sedute a vuoto, nonché i richiami all’ordine dei capigruppo e capicorrente, perché il Consiglio comunale tornasse a riunirsi con un numero consistente di presenti: una media di trentadue-trentacinque consiglieri su 45, quasi un record.

È anche possibile che l’argomento stesse particolarmente a cuore agli inquilini di Palazzo degli Elefanti, meno ostico, antipatico e rischioso dei debiti fuori bilancio. Si trattava di approvare la modifica del regolamento per l’assistenza igienico- personale agli alunni portatori di handicap. Una questione che vede coinvolti circa 250 giovani.
Il servizio fino allo scorso anno scolastico è stato erogato da alcune coop, a cui si rivolgevano i dirigenti scolastici. Scaduta la convenzione, per l’anno corrente saranno direttamente presidi e direttori d’istituto a chiedere l’assistenza, attingendo ad un apposito albo del personale, depositato all’assessorato alle Politiche sociali, composto perlopiù dagli stessi addetti delle coop finora impegnati in un servizio estremamente delicato e particolare. Una settantina le unità che proseguiranno a lavorare nel settore.
Saranno le famiglie a chiedere l’attivazione del servizio rivolgendosi ai dirigenti. I costi per il Comune diminuiranno perché salterà la mediazione delle coop. Unanimità per una volta in aula: 35 su 35 hanno detto sì all’importante provvedimento. Soddisfatto alla fine l’assessore Carlo Pennisi, che ha ringraziato i consiglieri. Il provvedimento è immediatamente operativo.

Lascia un commento

Agrigento: il Presidente D’Orsi scrive….

… e comunica alle famiglie dei ragazzi ciechi e sordi che presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico sono disponibili i moduli per la scelta delle cooperative a cui affidarsi e le relative carte servizi.
Il Presidente raccomanda caldamente di leggere, tutte, una per una, ché la scelta della cooperativa deve essere un atto responsabile del genitore.
Io ho provato a leggerle tutte e confesso… non ci sono riuscita. Non solo perché si tratta di una lunga lettura (sono 4 tipologie di servizi, un centinaio di carte servizi) ma anche perché su qualcuna mi sono soffermata.
Non certo su quelle prive di servizi migliorativi, ché ci perdi giusto il tempo di aprire il link verificare il niente e ritornare all’elenco.
Per alcune ho perso tempo per riconoscere mentalmente l’intelligenza di chi gestisce la cooperativa, intelligenza che ha fatto optare per dei servizi migliorativi ovvi e indispensabili: aumentare le ore previste dal bando per il servizio. Cioè: la Provincia ti paga l’assistente per due ore pomeridiane? noi ti diamo un paio d’ore gratis. La Provincia ha diminuito le ore per il lavoro dei componenti dell’équipe multidisciplinare? No problem, idem come sopra e ti restituiamo le ore tolte. Essendo un operatrice del settore mi chiedo come abbiano preso le operatrici colleghe tale scelta… magari le cooperative pagano di tasca loro… non ci crede nessuno? Nemmeno io. Più facile che ci sia un “volontariamente costrette”.
Sempre nell’ambito dell’intelligente la trovata di un ente che si fa approvare un bando di servizio civile in cui include il servizio migliorativo che fornirà per il servizio di assistenza domiciliare. La classe non è acqua.

I pasticcioni ci sono sempre e i copia incolla finiscono male, per cui qualche servizio di logopedia e psicologia si avvale di una intera équipe che si recherà al domicilio dell’utente presso cui si garantisce il trasporto  mentre qualcun altro quello ha e quello offre: 
-supporto per l’igiene personale e periodica pulizia completa dell’alloggio;
-aiuto per la preparazione e somministrazione dei pasti;
-lavaggio e stiratura della biancheria;
-supporto per la pulizia e l’igiene dell’alloggio;
che se si parla del servizio di assistenza igenico familiare alla persona va ben pure, sempre meglio assicurarsi ordine e pulizia sul posto di lavoro, ma se parliamo di assistenza a ciechi e sordi… allora giocate sporco: se i genitori leggessero davvero le carte servizi è ovvio che sarebbe questa la scelta: chi diavolo rinuncerebbe a un anno di pulizie gratuite assicurate? colf gratis a go-go ad Agrigento e Provincia per le famiglie dei disabili sensoriali!
Infine le ambigue, su quelle ho dovuto soffermarmi per capire se capivo, tipo “previa richiesta da parte degli utenti si offre la possibilita di fruire di un numero di sedute logopediche pari a quelle effettuate privatamente ma fino a un massimo di 2 sedute mensili”… significa che chi non fa logopedia a pagamento non riceve logopedia o capisco male? Cioè se paghi ti offro altre sedute, se non paghi nisba, fatti tuoi, si vede che non ne hai necessità.

Le emerite ci sono, non è un disastro, anzi, alcune sono davvero costruite con il criterio di chi opera seriamente da anni e ha maturato competenze e mette a disposizione rete territoriali e solidarietà importanti, se così non fosse sarebbe davvero solo da ridere. O da piangere, fate voi.

Per gli addetti ai lavori:
Ovviamente, perché all’ovvio non c’è mai fine… gliene frega niente a nessuno delle assistenti alla comunicazione? e se potessi avere spiegazioni… chi mi spiaga che cosa significa “assistente alla comunicazione esperta in LIS” (Lingua Italiana dei Segni)? Sarebbe un interprete della Lingua dei Segni? No, altrimenti avrebbero scritto Interprete LIS. Ci sono assistenti alla comunicazione per sordi che non conoscono la LIS? E quindi… che assistenti alla comunicazione sono quelle assistenti alla comunicazione per sordi che non sono esperte nella lingua dei segni? Mha, misteri delle Carte dei servizi.

Chissà se il Presidente D’Orsi ha seguito il suo stesso consiglio e se le è lette…

Commenti (2)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.