Archivio per maggio, 2011

Cambiare la Convenzione Onu sulle p.c.d.

Almeno stando al Comitato Nazionale Genitori Familiari Disabili Uditivi:

La sordità è una disabilità e non può costituire tratto aggregante di una comunità. Chi sostiene il riconoscimento della LIS deve essere conscio che questo significa un cambiamento di status per cui i sordi non sarebbero più disabili, ma appartenenti ad una minoranza linguistica. Ne consegue che essi dovrebbero rinunciare a tutte le tutele economiche, sanitarie, sociali e lavorative previste dalle norme sulla disabilità per usufruire altresì di quelle previste per le minoranze linguistiche. In sostanza si deve scegliere se essere disabili o minoranza linguistica, le due cose sono tra loro incompatibili.

http://www.sora24.it/i-sordi-invisibili-13966.html

Comitato Nazionale Genitori Familiari Disabili Uditivi

Urge che qualcuno avvisi immediatamente il Segretario Generale delle Nazioni Unite, i 100 Paesi che hanno adottato la Convenzione ONU per i dirirtti delle persone con disabilità che devono aver commesso un errore madornale, di cui, per fortuna ci dà conto il comitato:
La sordità è una disabilità e non può costituire tratto aggregante di una comunità.
Essendo la Convenzione sui diritti dellepersone con disabilità è necessario inserire una errata corrige poiché, evidentemente per dolo, colpa o ignoranza, alle Nazioni Unite ritengono possibile considerare la sordità una disabilità e da essa trarre il tratto aggregante di una comunità.

e’ altresì necessario rigettare la risoluzione del Parlamento Europeo del 98, Risoluzione sulla Lingua dei Segni , Riconoscimento e diritto all’uso della Lingua dei segni; e del 98, Risoluzione sulla Lingua dei Segni, secondo atto.
Già che ci siamo una bottarella alla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, adottata dal Consiglio d’Europa a Strasburgo il 5 novembre 1992, lingue che, secondo gli europei, possono anche non essere vincolate alla territorialità. Carta all’interno della quale vengono inserite le Lingue dei Segni come Lingue di una comunità, quella dei sordi.
Ma si sa, gli europei sono ignoranti.

Questa minaccia secondo la quale se sei minoranza linguistica perdi lo status di disabile e quindi previdenze e tutele ha preso piede fortemente, ma è una vera stupidaggine. Sarebbe davvero folle riconoscere la lingua dei segni così come viene richiesto da tutti gli organismi sovranazionali e internazionali, cioè lingua delle persone sorde, riconosciute come comunità su base della disabilità e togliere le tutele dovute alla disabilità… quindi occorre con tutti i mezzi, anche le menzogne e le minacce tentare di dissuadere dalla richiesta del riconoscimento dei propri sacrosanti sanciti e riconosciuti diritti??.

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Lingua dei segni e minoranza linguistica. (1a parte)

La Convenzione ONU dei diritti delle Persone con disabilità asserisce che la Lingua dei gesti è una LINGUA e non una tecnica riabilitativa o della comunicazione

La Convenzione ONU dei diritti delle Persone con disabilità richiede agli Stati Parti di riconoscere, tutelare e promuovere la lingua dei segni e l’identità linguistica della COMUNITA’ DEI SORDI.

O meglio, per dirla con le parole dell’avv.to Nocera, i cosidetti sordi segnanti della sedicente “comunità sorda”.
E che i compilatori della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità se ne facciano una ragione.

Stando all’analisi dell’avv.to i punti dolenti della Proposta di Legge sono:
(in corsivo le mie aggiunte)

1- il riferimento all’articolo 6 della Costituzione relativo alla LIS – con il combinato disposto dell’articolo 1, comma 3 della Proposta di Legge – creerebbe dei paradossi del tutto nuovi nel campo della tutela delle “minoranze linguistiche”.

Bene, via l’art. 6 e riconosciamo la Lingua dei Segni come lingua dei Segni senza riferimento all’art. 6.

2. Tutte le persone sorde, “segnanti” e “oraliste”, verrebbero accomunate in un’unica comunità, mentre gli “oralisti” pretendono di non essere accomunati ai “segnanti”…..

… via l’art. 6 e riconosciamo la lingua dei Segni come Lingua dei Sordi Segnanti e Bilingui Non Oralisti…

3. La sedicente “comunità sorda” non è concentrata su un certo territorio, ma è diffusa in tutto il Paese. Se pertanto si dovesse applicare alla – ripeto – sedicente “comunità minoritaria sorda” l’articolo 6 della Costituzione, si dovrebbe pretendere che in tutto il Paese venisse garantito in tutti gli uffici pubblici l’uso della LIS, con la conseguente necessità che Stato, Regioni ed Enti locali dovrebbero assicurare alle persone sorde – a spese pubbliche – la presenza di interpreti gestuali, di vocabolari della LIS, di telefoni con il display per la lettura delle persone sorde ecc.

... immaginiamo di lasciare l’art. 6: abbiamo i soldi garantiamo tutti i cittadini italiani sordi segnanti (ed eventualmente i sordi segnanti bilingue)… vogliamo dare alla sedicante comunità sorda soldi pubblici????

4. Ciò contrasterebbe, per altro, con l’articolo 3 della Proposta di Legge, che vieta per l’attuazione della norma nuove o maggiori spese le quali, invece, dovrebbero necessariamente aversi, proprio per garantire il rispetto di questa ipotetica minoranza linguistica. Anzi, in caso di inadempienza su tale diritto, le persone sorde “segnanti” potrebbero denunciare l’Italia sia alla Corte di Giustizia Europea, sia alla Segreteria Generale dell’ONU, in forza delle Convenzioni europee e della Convenzione ONU, con conseguente condanna dell’Italia sia al pagamento di multe, sia all’esposizione del ludibrio internazionale, per mancato rispetto delle minoranze linguistiche.

… va bene, invece denunceremo l’Italia sia alla Corte di Giustizia Europea sia alla Segreteria Generale dell’ONU in forza delle Convenzioni Europee e della Convenzione ONU sui dirirtti delle persone con disabilità, con conseguente condanna dell’Italia ecc, ecc…

5. E ancora, se la LIS diventasse lingua di una minoranza linguistica ai sensi dell’articolo 6 della Costituzione, si dovrebbe tener presente che, malgrado il divieto di maggiori spese sancito dfall’articolo 3 della Proposta di Legge, tutti i sordi segnanti avrebbero facile gioco ad ottenere dalla Corte Costituzionale la declaratoria di incostituzionalità di quello stesso articolo 3, dal momento che è costante giurisprudenza della Corte – da ultima la Sentenza 80/10 – che il nucleo essenziale di un diritto costituzionalmente garantito non può essere insoddisfatto neppure per motivi di vincoli di bilancio.

… di nuovo il discorso money… decidiamo: o parliamo di diritti e sui diritti non contabilizziamo, o parliamo di spesa pubblica e lasciamo perdere questa discussione

Ma quando si utilizzano termini come “cosidetti” “sedicente” “ipotetica”… che discutiamo a fare?
I termini del discorso posti dall’avvocato Nocera sono interessanti: non c’è il disconoscimento seppure l’insinuazione abbonda ed infastidisce, però non ci si può concentrare su una discorso da cavillo giuridico perché allora… effettivamente… basta che venga richiesto che si elimini l’art. 3 sulla neutralità finanziaria e le contestazioni dell’avv.to si ritrovano dimezzate?

Meglio, credo, l’onestà intellettuale dimostrata dai vari comitati più o meno scientifici che esplicitamente dichiarano la propria avversione all’educazione attraverso la Lingua dei Segni e la superiorità dell’educazione oralista.

L’avv.to Nocara vorrebbe spiegarci perché i sordi non possono essere una minoranza linguistica e ci ha spiegato
- che nella proposta di legge ci sono delle norme che cozzano tra loro – cosa risolvibile eliminando l’art. 3
- che il riconoscimento della proposta di legge creerebbe paradossi nella legge sulle minoranze linguistiche – cosa che prima o poi dovremo affrontare a seguito dell’impegno preso con l’ONU
- che i sordi oralisti verrebbero iscritti a viva forza tra i sordi segnanti – …facciamo che la Legge 381/70 resta per i Sordi e per i disabili sensoriali dell’udito oralisti resta a disposizione la Legge 104/92? Risolto.

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Lingua dei Segni audizioni dell’1 giugno 2011

Convocazione della XII Commissione
(Affari sociali)
Mercoledì 1° giugno 2011

Ore 10 AUDIZIONI INFORMALI
Audizione di rappresentanti dell’European Society for Mental Health and Deafness (E.S.M.H.D), dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del CNR, del Gruppo per lo studio e l’informazione sulla lingua italiana dei segni (S.I.L.I.S.) onlus, della Società cooperativa sociale Il Treno onlus e dell’Istituto statale per sordi, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 4207 approvata, in un testo unificato, dalla 1ª Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci e C. 3490 Miglioli, recanti “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”

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Commissione Europea Multilinguismo

L’Europa: un continente con molti linguaggi dei segni

I linguaggi dei segni sono parte importante della diversità linguistica dell’Europa. Basati sui movimenti delle mani anziché sui suoni, tali linguaggi sono altrettanto ricchi delle lingue parlate in quanto a strutture grammaticali, sintassi e lessico. In pratica, ogni lingua parlata ha un linguaggio dei segni corrispondente.

Diffusione dei linguaggi dei segni

Non vi sono statistiche dettagliate su quante persone utilizzano i linguaggi dei segni nell’Unione europea, ma un sondaggio Eurobarometro effettuato nel 2001 ha rilevato che lo 0,2% degli intervistati conosceva un linguaggio dei segni. Estrapolando questa cifra sul totale della popolazione dell’UE, si tratterebbe di circa 900 000 persone, anche se occorre una certa prudenza a causa delle ridotte dimensioni del campione. Altre stime suggeriscono che nell’UE una persona su mille utilizzi un linguaggio dei segni nazionale come prima lingua, vale a dire circa mezzo milione di persone. Fra gli utilizzatori di linguaggi dei segni troviamo i non udenti, per i quali tali linguaggi fungono spesso da lingua materna, gli ipoacusici e i loro amici e parenti, nonché altre persone che usano un linguaggio dei segni come seconda o terza lingua.

Status giuridici diversi

Lo status ufficiale dei linguaggi dei segni cambia da un paese all’altro dell’UE. Tre paesi riconoscono il linguaggio dei segni nazionale nella loro Costituzione:

  • Austria (dal 2005)
  • Finlandia (dal 1995)
  • Portogallo (dal 1997)

Altri Stati membri sono ricorsi ad altri provvedimenti per dare uno status ufficiale al linguaggio dei segni: si tratta della Comunità fiamminga (di lingua olandese) e della Comunità di lingua francese del Belgio, nonché di Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Norvegia, Slovenia, Svezia e Regno Unito.

Tali provvedimenti hanno il sostegno del Parlamento europeo, che nel 1988 ha adottato una risoluzione sui linguaggi dei segni (poi rinnovata nel 1998). La risoluzione invita la Commissione europea e gli Stati membri a promuovere il linguaggio dei segni e a garantire ai non udenti la possibilità di lavorare e studiare nella lingua di loro scelta. Dal 1996 al 1997, la Commissione ha sostenuto un progetto di vasta portata volto a promuovere il riconoscimento dei linguaggi dei segni, coordinato dall’Unione europea dei sordi (EUD), vale a dire la federazione europea che rappresenta le associazioni nazionali dei non udenti.

da

Commissione Europea Multilinguismo

http://ec.europa.eu/education/languages/languages-of-europe/doc189_it.htm

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Fuoco a tiro incrociato sull’ENS e sulla Comunità Sorda

Lettera aperta sulle vicende dell’ENS
e
Le persone sorde non possono essere una minoranza linguistica

Adesso, prima di dire qualunque cosa mi verrebbe voglia di dire io….

…. mi prenderei un giorno o due per leggere, rileggere, smaltire certe rabbie che spontanee mi sorgono e poi tornerò a dire la mia.

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Sordi a Roma per 3 giorni di protesta.

LisSubito

Partono da Siracusa, Padova, Lecce, si organizzano pullman da Firenze, Treviso, e Milano
Saranno tre giorni di festa,  incontri e confronti sulla Lingua dei Segni e sulla Proposta di Legge approvata al Senato lo scorso Marzo e che sembra trovare, invece,  numerose difficoltà alla Camera dei Deputati.
I Sordi di tutta Italia hanno chiamato a raccolta per una mobilitazione ad altranza  che indicano,  nel programma dei primi tre giorni,  come una manifestazione pacifica con canti, poesie e qualunque altro intrattenimento in LIS.
I promotori sono i giovani sordi del CGSI e di Frontrunners

Questo il programma:
25 maggio Piazza dei Santi Apostoli – ore 10.00 fino alle 20.00
26 maggio Piazza Montecitorio – dalle ore 14.00
27 maggio di nuovo in Piazza Montecitorio – ore 8.00 fino le ore 14.00

Appuntamento dato e gli inviti estesi a tutti i sordi e gli udenti che hanno a cuore il rispetto dei diritti degli individui.
Il CGSI si sta muovendo anche a livello internazionale, contattando sordi residenti all’estero che, in concomitanza con la manifestazione a Roma,
sosterranno il Progetto di Legge per il riconoscimento della Lingua dei Segni davanti alle rispettive ambasciate italiane.

L’ENS naturalmente appoggia e collabora per la piena riuscita dell’evento.
L’Associazione degli interpreti della Lingua dei Segni ANIOS parteciperà fornendo interpreti a titolo gratuito.
L’Associazione degli interpreti della Lingua dei Segni ANIMU parteciperà con una propria rappresentanza.

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Riconoscimento LIS.. anzi no.

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Lingua dei Segni – nuove audizioni

Convocazione della XII Commissione
(Affari sociali)
Martedì 24 maggio 2011

Ore 12.30 AUDIZIONI INFORMALI (Sala del Mappamondo)
Audizione di rappresentati dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (ENS), delle Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi (FIADDA), del Comitato nazionale di genitori, famigliari e giovani audiolesi, dell’Associazione sordi “Antonio Provolo” onlus, dell’Associazione nazionale interpreti di lingua dei segni italiana (ANIMU), dell’Associazione interpreti di lingua dei segni italiana (ANIOS) e dell’Istituto statale di istruzione specializzata per sordi (ISISS), nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 4207 approvata, in un testo unificato, dalla 1ª Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci e C. 3490 Miglioli, recanti “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”

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Ente Nazionale Sordi e Lingua dei Segni.

Nonostante questi siano tempi difficili all’interno dell’Ente storico dei Sordi alcuni punti fermi possono essere messi:

la Presidente sfiduciata Gr. Uff. Ida Collu è a favore della Proposta di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni.

Il Commissario Straordinario Giuseppe Petrucci e i 19 firmatari della mozione di sfiducia sono a favore della Proposta di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni

I Consigli Regionali sono a favore della Proposta di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni.

A fronte di ciò

immagino ci sarà un bel fronte unito e compatto per le tre giornate a sostegno del riconoscimento della Lingua dei Segni;

immagino che, dovendo sollecitare  che il dibattito in XII Commissione Affari Sociali segua un andamento più coerente e meno tendenziosamente inclinato verso la distruzione dell’impianto del testo approvato al Senato lo Scorso marzo, l’ENS sappia ritrovare la sua unità almeno per tre giorni;

immagino che parteciperanno tutti i sordi segnanti e tutti i genitori udenti di bambini sordi segnanti;

immagino che parteciperanno tutti i familiari e gli amici della Comunità Sorda;

immagino che parteciperanno assistenti alla comunicazione e interpreti della Lingua dei Segni, insegnanti di sostegno e docenti;

immagino parteciperanno i linguisti e gli studiosi della Lingua dei Segni;

immagino parteciperanno i giornalisti, gli informatici e gli studiosi della cultura dell’informazione e dell’accessibilità;

immagino parteciperanno liberi cittadini indignati dalla discriminazione assurda che viene imposta ad una comunità, con il disconoscimento della Lingua dei Segni attuata nel lontano 1880 e dallo Stato Italiano non ancora cancellato;

immagino parteciperanno tutte le forze della società civile che si battono per il rispetto dei diritti inalienabili dell’uomo, in questo caso di poter esprimersi nella propria lingua madre riconoscendone la dignità.

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Farina Coscioni querela Ida Collu (post modificato)

Farina Coscioni: Ho dato mandato all’Avvocato Rossodivita di sporgere querela per diffamazione nei confronti dell’ex presidente nazionale dell’Ente Nazionali Sordi

(la pagina a cui rimandava il link è stata rimossa, adesso è possibile leggere lo stesso comunicato al link seguente: http://www.lucacoscioni.it/comunicato/comunicato-dellon-maria-antonietta-farina-coscioni )

Dichiarazione dell’On. Maria Antonietta Farina Coscioni

Farina Coscioni: Ho dato mandato all’Avvocato Rossodivita di sporgere querela per diffamazione nei confronti dell’ex presidente nazionale dell’Ente Nazionali Sordi che mi ha attribuito affermazioni che non ho mai fatto e per le quali sono oggetto di insulti gratuiti.

“A seguito di un comunicato della signora Ida Collu, ex Presidente dell’Ente Nazionale Sordi nonché Segretaria del Movimento politico “LaDiscussione”, sono stata fatta e sono tuttora oggetto di una serie di email che contengono critiche infondate e spesso insulti nonchépreoccupanti promesse.

Essendo il comunicato della Signora Collu fondato su affermazioni false, poiché la stessa mi attribuisce pensieri o frasi da me mai pronunciate o scritte, ho conferito mandato al mio legale Avv.Giuseppe Rossodivita di sporgere querela per diffamazione nei confronti dell’ex Presidente dell’Ens  Ida Collu.”
da

http://www.lucacoscioni.it/

Probabilmente questo il comunicato stampa
dell’ex Presidente ENS
a cui l’on. Farina Coscioni si riferisce

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