Archivio per luglio, 2011

Sordi e Minoranze linguistiche.

A parte un colossale errore in Wikipedia che dà per riconosciuta la Lingua dei Segni dalla Regione Sicilia come minoranza linguistica…
da Wikipedia:

A livello di legislazione regionale, la Sicilia ha riconosciuto la LIS, con la Legge del 9 febbraio 2011.

mai avvenuto. Legge e riferimento inesistente.

… chi ha paura della minoranza linguistica?
No, perché il testo sul riconoscimento della lingua dei segni, ora testo per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva, partiva proprio da lì, dal riconoscimento della lingua dei segni come minoranza linguistica.

Sparito il riferimento dal nuovo testo e sparito dal ricordo di tutte le parti coinvolte… dev’essere stato un errore… una svista, chissà a chi era venuto in mente di avanzare una tale proposta…

Chiunque abbia fatto un corso LIS sa che la Lingua dei Segni è lingua di una comunità… così ci hanno spiegato, che la comunità dei sordi ha una sua lingua tramandata negli istituti che, in qualche modo, fungono da regioni avendo ogni istituto adattato i segni ad una sorta di dialetto.
Immagino già nei nuovi corsi: vietato ogni riferimento alla minoranza linguistica. Ma quale comunità, ma quale cultura dei sordi!
I sordi sono tanti, milioni di milioni, ognuno si regoli col proprio specifico caso e smettiamola di generalizzare!

Avendo studiato con passione la linguistica della LIS, avendone approfondito la storia, l’evoluzione, avendo avuto il trauma della scoperta antropologica del popolo sordo… è ovvio: rimpiango quel riferimento, insieme a pochi, silenziosi amici.

Alla Commissione Affari Sociali il dibattito si è arenato (in apparenza) sulla vecchia diatriba oralisti e segnanti, ma questa legge non era per gli oralisti, era una legge per i sordi segnanti educati alla lingua dei segni. Tutti sappiamo che ci sono mille sfumature ma che, sino a qualche mese fa, c’era una comunità orgogliosa e presente. Sino al qualche mese fa, in Italia, c’erano i sordi segnanti.
Oggi non si sa, una delegazione va a trovare i politici di turno, belle foto, richieste di riconoscimenti ma… i contenuti? Cosa si richiede?
L’elemosina di poter utilizzare la Lingua dei Segni?
O il riconoscimento di un diritto sancito dalla Comunità internazionale e ratificato dall’Italia?
No, perché per gli amanti della precisione qualche differenza ci sarebbe tra un fine ed un altro, qualunque sia il mezzo per raggiungerlo…

Il riconoscimento della minoranza linguistica conferisce dignità.
Il poter utilizzare la lingua dei Segni è una concessione.
Che poi si passi dalla promozione e tutela della Lingua dei Segni, in quanto lingua, in quanto patrimonio del popolo italiano, in quanto mezzo espressivo a parità della lingua orale ad un testo che prevede la promozione dell’apprendimento della lingua orale e scritta… on. Grassi puntualizza in uno degli emendamenti prima presentati e poi di forza ritirati: lingua italiana, badate, lingua italiana… che poi si passi da questo a quello la dice lunga su tante cose.

Prima di tutto dice che si passa da una legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni ad una legge per i sordi oralisti e/o bilingui.

Niente di male, se non fosse il capovolgimento del testo approvato… e allora perché approvarlo? Meglio sarebbe stato rinviarlo al mittente con su scritto: inaccettabile.

Il nuovo testo non cambia di molto l’esistente, che la LIS venga usata è già dato, che venga riconosciuta… ma cosa riconosciamo? una lingua? una tecnica? uno strumento di comunicazione aumentativa?

La definizione di Lingua dei Segni manca, una mancanza non da poco soprattutto se poi si legge “LIS e altra tecnica” da cui deduco che la LIS sia una tecnica… un noto e famoso giurista mi ha insegnato che nei testi di legge non c’è una sola virgola, una sola congiunzione, una sola parentetica messa per caso, sono infatti determinanti nell’interpretazione dello spirito della legge.

“E altra tecnica”. Diverso sarebbe stato “LIS e tecniche”, in cui Lis è una cosa diversa dalle tecniche. “LIS e altre tecniche” include nel concetto di tecniche la LIS. Non essendoci definizione di cosa sia la LIS… il gioco è fatto e il dado è tratto!

Non stiamo più parlando di minoranza linguistica ma nemmeno di lingua, lo Stato potrebbe alla stessa maniera riconoscere la Comunicazione Aumentativa Alternativa, altra tecnica, che a differenza di una lingua non porta con sé valori di identità, appartenenza e comunità.

Il disconoscimento della cultura sorda con un colpo di spugna, questo nella realtà la nuova pdl 4207, inasprito dalla promozione della lingua orale e scritta (italiana, badate, italiana, non specificato per la solita superficialità di chi non vive la quotidianità di ciò su cui pretende di legiferare, se ne sono accorti dopo che, persone come me, su questa dimenticanza  possono dare filo da torcere…)

Perché promuovere la lingua italiana significa conferire status effettivo di linguaggio mimico gestuale alla LIS.

Per questo non credo che il vero nemico della LIS sia la comunità dei sordi oralisti.

Temo che siano i sordi segnanti ad avere avversione per la minoranza linguistica. I sordi colti, in Italia, si esprimono in lingua italiana.

Avanzare l’ipotesi di una dignità alla Lingua dei Segni significa restituire dignità a chi si esprime, invece, con la LIS.

Temo siano i sordi segnanti bilingue quelli veramente poco propensi ad accettare altro status oltre il proprio e che questa legge sia avversa a chi cerca dignità sociale a livello personale e/o di gruppo elitario e  non persegue, invece, la difesa dei diritti degli individui tutti.

Temo che la minoranza linguistica sia più minoranza di quello che appare a noi udenti, più silenziosa e di certo in nessun modo rappresentata da alcuno.

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Lingua dei Segni. Considerazioni sparse…

In Commissione Affari Sociali gran bagarre e il testo rimane quell’orrore partorito dal Comitato Ristretto….

Il relatore, on. Gero Grassi, era riuscito a far ritirare tutti gli emendamenti (compresi quelli non ritirati… evidentemente…) e a far passare che lui, invece, potesse presentare emendamenti… a cui si potevano poi applicare subemendamenti…

:-(

così in aula si sono ribellati e lo hanno mandato a fare qualcos’altro e ci sarebbe andato, se non fosse che il Presidente di Commissione ha puntalizzato che è il solo che, al limite, potrebbe mandarcelo…

insomma alla fine della fiera il testo che rimane in vigore è il 4207 rivisto e riscritto dal Comitato Ristretto, testo che con il precedente, 4207  liquidato dal Senato, non ha in comune che un unica cosa: la numerazione.

Per il resto il nulla.

Il testo del Senato era per la promozione della lingua dei Segni, questo per la promozione dell’apprendimento della lingua orale e scritta.

Che vogliamo di più?

Gli sforzi di equilibrio del Relatore, on. Gero Grassi sono stati enormi, equilibrio tra due sordità, due approcci, due mondi. Tanto enormi che alla fine deve essersi confuso e fortuna che anche i suoi emendamenti sono finiti cassati perché qualcuno non era poi equilibrato-equilibrato…

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:
a-bis) disciplinano le modalità e i tempi per l’organizzazione di corsi gratuiti per l’apprendimento della lingua italiana orale e scritta per giovani e adulti non udenti italiani ed immigrati residenti in Italia;.
2. 101.Il Relatore.

Come volevasi dimostrare… chi si era accorto che il testo di legge, fatto evidentemente da chi di sordità e LIS ne capisce zero, aveva omesso di esplicitare quale lingua orale e scritta si dovesse far imparare ai sordi? Ma l’ITALIANO, ci dice l’emendamento, che qualcuno sia mai capisca che ci si può esprimere e scrivere in Lingua dei Segni che è appunto dei segni, mica della parola o della scrittura!

L’oralismo è esattamente questo, il non voler considerare la Lingua Italiana seconda lingua per le persone sorde segnanti.
Per questo era necessario il riconoscimento della Lis come lingua, tutto il resto, tutto questo battibeccare, non restituirà nulla alle persone sorde segnanti, non certo la dignità che lo spirito del testo liquidato al Senato aveva promesso.

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Lingua dei segni: emendamenti non ritirati e nuovi emendamenti.

Ad una lettura veloce mi pare che ci siano ancora emendamenti attivi sul nuovo testo di legge per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva: quelli di Mannino, Marinello e Pizzetti. (Assenti in aula?)
In ogni caso la nuova convocazione è per il 26 luglio, il relatore si è dato la possibilità di presentare nuovi emendamenti.

Convocazione della XII Commissione
(Affari sociali)

Martedì 26 luglio 2011
[...]
Al termine

SEDE REFERENTE

Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva (esame nuovo testo C. 4207 approvato, in un testo unificato, dalla 1ª Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci, C. 3490 Miglioli e petizione n. 1239 – rel. Grassi)

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Lingua dei Segni: emendamenti KO

Resoconto della XII Commissione permanente
(Affari sociali)

XII Commissione
SOMMARIO

Mercoledì 20 luglio 2011

SEDE REFERENTE:

Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva. Nuovo testo C. 4207 approvato, in un testo unificato, dalla 1a Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci, C. 3490 Miglioli e petizione n. 1239 (Seguito dell’esame e rinvio) … 106
ALLEGATO (Emendamenti) … 109

Sull’ordine dei lavori … 106

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

AVVERTENZA

XII Commissione – Resoconto di mercoledì 20 luglio 2011

SEDE REFERENTE

Mercoledì 20 luglio 2011. – Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Nello Musumeci.

La seduta comincia alle 14.10.

Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva. Nuovo testo C. 4207 approvato, in un testo unificato, dalla 1a Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D’Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci, C. 3490 Miglioli e petizione n. 1239.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 luglio 2011.

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, dispone l’attivazione del circuito.
Avverte, altresì, che sono stati presentati emendamenti al nuovo testo della proposta di legge n. 4207, adottato come testo base nella seduta del 5 luglio 2011 (vedi allegato).
Fa presente, infine, che, per esigenze rappresentate da diversi gruppi, si è convenuto di concludere i lavori odierni della Commissione entro le ore 15.

Sull’ordine dei lavori.

Anna Margherita MIOTTO (PD) osserva che molti degli emendamenti presentati ripropongono questioni già affrontate in sede di Comitato ristretto e rischiano, a suo avviso, di compromettere il delicato equilibrio su cui poggia il testo elaborato dal Comitato medesimo. Ciò potrebbe impedire, inoltre, la rapida approvazione del provvedimento, laddove, mantenendo il testo elaborato dal Comitato ristretto, potrebbero sussistere le condizioni per la sua approvazione in sede legislativa. Suggerisce, pertanto, al relatore di considerare l’opportunità di invitare i presentatori a ritirare tutti gli emendamenti presentati.

Paola BINETTI (UdCpTP) dichiara di concordare pienamente con la proposta della collega Miotto, ritenendo che il testo elaborato dal Comitato ristretto rappresenti un soddisfacente punto di equilibrio tra le diverse istanze degli oralisti e dei segnanti.

Lucio BARANI (PdL) dichiara di concordare con le colleghe che lo hanno preceduto, ritenendo che il testo elaborato dal Comitato ristretto rappresenti una sintesi difficilmente migliorabile. Auspica, quindi, che i presentatori ritirino tutte le proposte emendative e che, successivamente, vi sia l’assenso di tutti i gruppi per il trasferimento della proposta di legge alla sede legislativa.

Antonio PALAGIANO (IdV), preso atto della convergenza manifestata dagli altri gruppi, dichiara la propria disponibilità a ritirare gli emendamenti di cui è firmatario.

Marco RONDINI (LNP) dichiara di concordare con la proposta dai colleghi che lo hanno preceduto.

Gero GRASSI (PD), relatore, osserva, preliminarmente, che gli emendamenti presentati possono suddividersi in quattro categorie: quelli presentati dai sostenitori della lingua dei segni italiana, quelli ispirati alle ragioni degli oralisti, quelli che denotano una sostanziale estraneità al dibattito svoltosi in sede di Comitato ristretto e, infine, quelli volti a migliorare oggettivamente la qualità del testo. In tutte le categorie descritte sono presenti emendamenti sottoscritti da colleghi sia della maggioranza sia dell’opposizione. Pertanto, nel condividere lo spirito della proposta formulata dai colleghi sin qui intervenuti, ritiene che sarebbe utile fare salvo il contenuto degli emendamenti volti a migliorare la qualità del testo normativo, eventualmente presentando, a tal fine, propri emendamenti in qualità di relatore.

Il sottosegretario Nello MUSUMECI, nel ribadire che il Governo si rimette alle valutazioni della Commissione e giudica favorevolmente la proposta avanzata dall’onorevole Miotto e ripresa dagli altri deputati intervenuti, auspica che essa contribuisca a favorire una rapida conclusione dell’iter.

Giuseppe PALUMBO, presidente, precisa che, se gli emendamenti presentati non vengono ritirati, occorre procedere all’espressione del parere da parte del relatore e del Governo e, quindi, alla loro votazione. In caso contrario, cioè se i presentatori ritirano tutti gli emendamenti, è fatta comunque salva la facoltà del relatore di presentare gli emendamenti che reputi utili al fine di migliorare la qualità del testo.

Maria Antonietta FARINA COSCIONI (PD) ricorda che, in sede di Comitato ristretto, il relatore aveva invitato tutti i gruppi ad astenersi dal presentare proposte emendative, al fine di non compromettere l’equilibrio complessivo del testo elaborato in quella sede. Essendosi attenuta a tale indicazione, prende atto con rammarico del fatto che essa sia stata largamente disattesa. Sottolinea, altresì, che a fronte della dichiarata volontà del relatore di presentare suoi emendamenti, non apparirebbe corretto un invito del relatore a ritirare tutti gli emendamenti presentati dai colleghi.

Antonio PALAGIANO (IdV) esprime la propria sorpresa per le valutazioni del relatore sugli emendamenti presentati, precisando che, se si dovesse entrare nel merito di tali proposte emendative, verrebbe meno la sua disponibilità a ritirare quelle a propria firma.

Carla CASTELLANI (PdL) invita il relatore ad accogliere la proposta emersa da tutti i gruppi presenti in Commissione, al fine di procedere celermente all’approvazione del provvedimento, ricordando come sia comunque fatta salva la possibilità per i colleghi di presentare emendamenti in sede legislativa, qualora la Commissione proceda in tal senso.

Anna Margherita MIOTTO (PD) precisa che, se tutti gli emendamenti presentati vengono ritirati, è evidente come il relatore non possa esprimere un parere sugli stessi, ma solo presentare eventuali nuove proposte emendative.

Gero GRASSI (PD), relatore, nel riservarsi di presentare emendamenti al fine di recepire il contenuto delle sole proposte emendative volte a migliorare la qualità del testo, invita i presentatori a ritirare tutti gli emendamenti presentati.

Luciana PEDOTO (PD) ritira i suoi emendamenti 1.8, 1.11, 2.5, 2.7 e 2.9.
Lucio BARANI (PdL) ritira i suoi emendamenti 1.6, 1.9, 1.14, 2.6 e Tit. 2.
Delia MURER (PD) ritira i suoi emendamenti 1.20, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.22, 2.15, 2.16, 2.17, 2.19 e 2.18.
Vittoria D’INCECCO (PD) ritira i suoi emendamenti 1.23, 1.21, 1.25, 2.24, 2.23, 2.22, 2.21 e Tit. 3, invitando, comunque, i colleghi a riflettere sull’opportunità di modificare il titolo introducendo un riferimento espresso al riconoscimento della LIS, come proposto dal suo emendamento Tit. 3, testé ritirato.

Marco RONDINI (LNP) ritira i suoi emendamenti 1.3, 1.5, 1.4 e 2.23.

Antonio PALAGIANO (IdV) ritira gli emendamenti Mura 1.1, 1.2, 2.12, 2.13, 2.11 e 3.1, di cui è cofirmatario.

Donata LENZI (PD) ritira il suo emendamento 1.24.

Giuseppe PALUMBO, presidente, essendosi convenuto di concludere i lavori della Commissione entro le ore 15 ed essendosi il relatore riservato di presentare nuovi emendamenti, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

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Lingua dei Segni & Lobbies

«Sulla Lis è in atto una guerra di lobbies»

Giovedì 14 Luglio 2011 14:35 Ivan Mazzoletti

.

Il deputato del Pd: occorre approvare la proposta di legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni. Migliaia di persone la chiedono ogni giorno

Sul riconoscimento della “Lingua dei segni” si è scatenata una vera e propria guerra delle lobby. Come spesso accade in Italia, dietro ogni iniziativa di carattere sociale, culturale o politico si nascondono sempre degli interessi economici. E anche il mondo dei non udenti negli ultimi mesi è stato attraversato da una vera e propria battaglia sferrata contro chi si sta impegnando per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva. Ne abbiamo parlato con il deputato del Pd Gero Grassi, relatore del provvedimento, che lo scorso 5 luglio in commissione Affari Sociali a Montecitorio ha proposto di far adottare il nuovo testo della proposta di legge. Le prime reazioni non sono state positive: il provvedimento è stato criticato perché stravolgerebbe e metterebbe in un angolo il riconoscimento della Lis, la sua promozione, le garanzie per l’integrazione scolastica e la formazione degli operatori.

Onorevole Grassi, al Senato il 16 marzo scorso è stato approvato all’unanimità, in commissione Affari istituzionali, il riconoscimento della lingua dei segni. Poi la palla è passata alla Camera. Tra gli “addetti ai lavori” e sui social network, però, è scoppiata la bagarre. Che cosa sta accadendo?

È vero, appena la proposta di legge è arrivata a Montecitorio è scoppiato il caos. Un “tutti contro tutti”. Una bagarre non solo politica ma anche interna alle stesse associazioni “di categoria”. Si sono formati due partiti: quelli che vogliono la Lis e quelli che non la vogliono.

In che modo vi siete posti di fronte al dilemma?

Abbiamo fatto centinaia di audizioni in Commissione ma a un certo punto abbiamo dovuto interrompere tutto perché non si poteva più continuare.

Quali erano i motivi sui quali non si riusciva a trovare un accordo?

Secondo me nella legge del Senato c’erano oggettivamente delle forzature che non avrebbero reso un servizio a coloro che sostengono la Lis.

Cioè?

A Palazzo Madama il testo equiparava la lingua dei segni a una minoranza linguistica che normalmente ha come caratteristica il legame con un territorio. Nel nostro caso non c’entra la territorialità. Quindi si è scatenato nelle audizioni il parere contrario alla Lis da parte di coloro che parlano di ghettizzazione perché al giorno d’oggi ci sono gli strumenti informatici o tecnologici che consentono ai non udenti di evitare la lingua dei segni.

E dall’altra parte chi c’era?

Dall’altra parte ci sono coloro che, come me, si sono preoccupati di fare un’operazione di un altro tipo: non dobbiamo esaltare la Lis e diminuire la potenzialità delle altre tecniche bensì equiparare tutte le “soluzioni”. Noi con la legge dobbiamo dare la possibilità a chi vuole usare la Lis di non avere problemi. Chi non la vuole usare, non la usi. In piena libertà.

Oggi in Commissione scadono gli emendamenti. Qual è l’atmosfera?

Politicamente c’è intesa. Qualche malumore c’è negli ambienti della Lega che non vuole la Lis. Così come anche nel Pd che preparerà qualche emendamento legato alla neutralità finanziaria. Comunque, l’importante è riconoscere la lingua dei segni. Ma non dandole qualcosa in più o di meglio rispetto alle altre possibilità che i non udenti già hanno. Mi sono confrontato con migliaia di persone e tantissime associazioni. Mi hanno letteralmente braccato. Se c’è la richiesta di un sistema aggiuntivo perché negarlo?

Ma allora chi è contro la Lis?

I medici.

I medici?

Perché “impiantano” gli “apparecchi”.

Ecco, salta fuori la lobby…

Molti di loro mi hanno parlato della Lis come di un qualcosa di obsoleto, degli anni ’40, ghettizzante. Una posizione che fa “spaccare” anche il mondo dei non udenti che si dividono in quelli che vogliono la Lis e quelli che si oppongono.

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Ens e LisSubito uniti per il riconoscimento della Lingua dei Segni

Finalmente!

Il Direttivo ENS accoglie una delegazione del Comitato LIS SUBITO!

Pubblicato il lunedì 11 luglio 2011 | ATTUALITÀ

Il 7 luglio scorso, durante la riunione del Consiglio Direttivo E.N.S. tenutasi presso i locali della Sede Centrale, è stata accolta una delegazione del “Comitato LIS SUBITO!”

Il “Comitato LIS SUBITO!” composto da persone sorde e udenti, professionisti, interpreti, studenti, ricercatori che gravitano intorno al mondo della sordità, è nato spontaneamente per chiedere con forza l’immediata approvazione della proposta di legge C 4207 “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”, il cui testo è stato licenziato all’unanimità dalla I Commissione permanente del Senato il 16 marzo 2011.

Scopo dell’incontro, cui hanno partecipato, il Presidente dell’ E.N.S. Giuseppe Petrucci, il Coordinatore del “Comitato LIS SUBITO!” Michele Castiglione, nonché Marcello Cardarelli, Beatrice D’Aversa, Humberto Insolera e Debora Pettinelli, è stato quello di trovare una strategia comune da adottare al fine di vedere finalmente riconosciuto, alle Persone sorde, il sacrosanto diritto di scelta della lingua con la quale intendono lavorare, divertirsi, amare, trasmettere il sapere.

Il Comitato ha espresso l’intenzione di proporre degli emendamenti per migliorare il testo modificato dal Comitato Ristretto della Commissione Affari Sociali della Camera, riunitosi nei giorni 14, 15 e 21 giugno scorsi, che presenta diverse modifiche rispetto al testo precedentemente approvato all’unanimità dal Senato.

Il 14 luglio p.v. scadono i termini per presentare gli emendamenti alla bozza di testo elaborata dal Comitato Ristretto, i tecnici dell’ENS e del Comitato “LIS SUBITO!” sono a lavoro per redarre gli emendamenti necessari ad armonizzare il Disegno di Legge nell’ottica di una sintesi tra tutti gli operatori che gravitano intorno al mondo della sordità e, soprattutto, che abbiano quale obiettivo primario il benessere e la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva.

L’E.N.S. e il Comitato “LIS SUBITO!” si batteranno con forza sino a raggiungere l’obiettivo prefisso ovvero il riconoscimento della LIS e garantire appieno i diritti delle persone sorde.

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Legge 4207. Emendamento n.1

Giorno 14 in Aula per discutere il nuovo testo di legge ex riconoscimento della Lingua dei Segni, oggi “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita colletiva” 

Chi sono i sordi?
Partiamo da qui.

Legge 381/70 La sordità ai sensi della legge n. 381/70 Secondo quanto previsto dal nuovo articolo 1, comma 2, della legge n. 381 del 1970, si considera “sordo” colui che abbia una perdita uditiva dalla nascita o acquisita durante l’età evolutiva, che gli abbia “compromesso” il normale apprendimento del linguaggio parlato, purchè la sordità non abbia avuto origine esclusivamente psichica o per causa di guerra, lavoro o servizio.

Sordo si nasce o lo si diventa da infante. Per questo la nuova legge, nel disporre alla piena partecipazione dei sordi alla vita collettiva fa un affondo: diagnosi precoce, protesizzazione, logopedia, scrivere e parlare.

In effetti così non diamo le disposizioni per la piena partecipazione alla vita collettiva dei sordi ma andiamo a legiferare per far scomparire la sordità. Attacchiamo entro il 12° anno, età evolutiva, e vediamo chi resta sordo…
Allora propongo un emendamento:
si cambi il titolo della legge da
“Disposizioni… ecc”
a
“Norme dello Stato Italiano per la prevenzione e cura della sordità e inserimento sociale degli audiolesi”.
Avrebbe più senso e coerenza.

In questo caso avrebbe anche senso il riconoscimento della lingua dei segni e altra tecnica

b) determinano le modalità di utilizzo della LIS e delle altre tecniche, anche informatiche, idonee a favorire la comunicazione delle persone sorde in ambito scolastico e universitario,

la premessa del testo di legge è infatti un tantino in contrasto con il contenuto del medesimo testo di legge:

la Repubblica promuove la rimozione delle barriere che limitano la partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva

e

garantisce ogni forma di prevenzione, diagnosi anche precoce e cura della sordità.

sulla seconda parte del periodo ci siamo, la legge prevede il prevedibile… seppure si fa una precisa scelta oralista, ma va bene, sempre una scelta è… magari un poco in controtendenza rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità.
ma per la rimozione delle barriere?

cosa sono le barriere?

Nel rispetto della definizione della persona sorda le barriere sono tutto ciò che impedisce l’apprendimento e la comunicazione, da cui deriva il resto.

La sordità è l’impedimento? Così si ragionava prima dell’ICF e prima della Convenzione ONU.
Adesso invece l’impedimento che determina la condizione fisica è dato da una serie di fattori, in cui il dato organico ricopre ruolo marginale.

Nel senso che se un disabile su carrozzina non può salire le scale NON è che gli trapiantiamo delle gambe nuove, ma mettiamo degli scivoli in modo che, in autonomia, possa andare dove portano le scale e lo scivolo… se poi volesse il trapianto di gambe gli deve essere garantito l’accesso alle strutture sanitarie e riabilitative che gli permetteranno di fuoriuscire dalla sua disabilità ed entrare in una nuova condizione di disabilità momentanea o inferiore o di sanità ritrovata (dipende dalla riuscita dell’intervento, dalla riabilitazione, dal cambiamento delle sue possibilità di movimento senza ausili e/o protesi o con ausili e/o protesi di diverso tipo)

Il senso di questo testo di legge invece è proprio questo: i sordi sono sordi perché non ci sentono, ogni loro impedimento deriva da questo fatto.
Quindi si adeguino: facciano quanto più possibile, assistiti e supportati dallo Stato italiano, per essere più uguali agli uditonormodotati.

In evidente violazione alla Convenzione ONU e alla Classificazione Internazionale del Funzionamento.

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Lingua dei Segni. 1) Parlare e scrivere

Bene, sono trascorsi alcuni giorni dalla presentazione del nuovo testo della proposta di legge n.4207, in questo blog altre volte chiamata pdl per il riconoscimento della Lingua dei Segni (LIS) e le reazioni non sono state molte.

La prima cosa che salta all’occhio è che non è più la legge per il riconoscimento della Lingua dei Segni, ovvero il titolo con cui era stata approvata in Senato “Disposizioni per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della Lingua dei Segni” ha subito l’importante amputazione e rimane “Disposizioni per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva”.

Seconda cosa che salta all’occhio è la perdita del riferimento all’art.6 della Costituzione Italiana, relativo alle minoranze linguistiche, e alle Risoluzioni Europee 1988/98 sul riconoscimento della Lingua dei Segni da parte degli Stati membri dell’Europa.

Terzo:
l’art. 2 del nuovo testo di legge da una precisa linea di indirizzo: i sordi devono imparare a parlare e scrivere.

a) promuove l’acquisizione e l’uso da parte delle persone sorde della lingua orale e scritta;

Vero è che non c’è il riferimento alla lingua italiana per cui potrei interpretare la norma con la possibilità che il sordo impari a parlare in lingua dei Segni e a scrivere con la stessa lingua…
… che io sia cavillosa lo so da me…

ma.

posto che i sordi segnano, presumo che pensino segnando. Se imparano ad usare l’espressione verbale questa legge impone che si impari ad usarla in lingua italiana? Io direi di no.

Esempi per i non addetti ai lavori:
Lingua italiana – Il gatto è sopra la sedia
LIS – Sedia gatto sopra.

Lingua italiana – Mangio la mela
LIS – Mela mangio

Non essendo un esperta il linguistica LIS potete correggermi, ma diciamo che la traduzione dovrebbe rendere, grosso modo, la differenze tra le due lingue.

eheheh… come la mettiamo? Facciamo un bell’emendamento a specifica del tipo di lingua parlata e scritta o io continuo a rompere le scatole all’interno delle scuole…. ?
In altre parole: questa legge garantisce il bilinguismo, per cui quando si parla di lingua dei segni stiamo dando dignità di lingua alla lingua dei segni seppure non come minoranza linguistica..
oppure
stiamo parlando di bimodale, per cui la lingua dei segni diventa supporto all’acquisizione della lingua italiana?

NO, perché per noi operatori, assistenti alla comunicazione, la differenza non è da poco.

Nel caso del bilinguismo la forma di comunicazione utilizzata può essere in lingua dei segni o in lingua italiana secondo le competenze nell’una o l’altra lingua e, posto che la lingua dei segni sia lingua, la competenza alla comunicazione in lingua dei segni dovrebbe essere tenuta di conto e perseguita a pari livello della competenza in lingua italiana.
Se, invece,
la lingua dei segni è supporto alla lingua italiana, lo studente sordo non verrà valutato rispetto alle sue competenze linguistiche in lingua dei segni, ma sulla competenze in lingua italiana.

Lo so, troppi tecnicismi, mi è già stato rimproverato da più parti…

QUARTO, ma non meno importante: il sordo deve imparare a parlare e scrivere.

Il sordo, non il bambino sordo.

Ragazziiiiii… tutti a norma di legge?

Eh, no, non facciamo i furbi, se ci sono sordi che ancora non hanno imparato a parlare e scrivere non va mica bene, la legge che dispone per la vostra piena partecipazione promuove l’acquisizione della lingua parlata e scritta…

Speriamo che l’ENS si attrezzi per corsi di oralismo e scrittura rivolti agli adulti….

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Lingua dei Segni. Le reazioni: Comitato LisSubito.

QUI il comunicato in videoLIS del Comitato LisSubito.
Io non riesco a vederlo, spero voi si…

Non appena posso visionarlo commenterò il commento…
:-(

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Lingua dei Segni: le reazioni. ANIMU

dal sito dell’Associzione Nazionale Interpreti Lingua Italiana dei Segni Italiana:

Il 5 luglio 2011 la XII Commissione Affari Sociali della Camera ha stravolto in maniera negativa il testo sul riconoscimento della LIS. Fino al 14 luglio si possono presentare gli emendamenti.

L’ANIMU è fortemente preoccupata e si rende disponibile ad ogni forma di protesta per opporsi che il DDL Lis diventi legge con le modifiche apportate

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 06 Luglio 2011 11:50)

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