La Valle, il rigassificatore e i blogger

Mononoke e BastianCuntrari si sono già attivate per la Valle dei Templi, sono grata ad entrambe e entrambe mi hanno fatto trattenere le lacrime.

Se oggi nessuno può negare che sulla vicenda del Vaccino contro l’HPV oltre all’informazione di parte in Italia c’è stata un informazione completa è grazie a noi: prendiamocelo questo merito. I vostri link, lo sapete, ancora portano centinaia di persone su questo blog, che ha avuto ed ha ancora un ruolo piccolo ma non indifferente.

Per me è stata la scoperta che l’informazione in Italia è davvero controllata e pilotata. Ma anche che la rete può innescare processi contrari e ricostruibili grazie ai contatori. Si poteva fare di più ma non avrei potuto farlo io, per motivi che un giorno o l’altro vi racconterò.

Per la Valle possiamo provare a far la stessa cosa, per altro paradossalmente dovrebbe essere una vicenda di più semplice approccio: un rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, basta il buon senso per capire che dire no è un’opzione legittima.

Non occorre nemmeno essere ambientalisti, non occorre appartenere a nessun tipo di schieramento, la scelta è tra una Valle che è stata ed è amata da milioni di nomi illustri ed anonimi sconosciuti e una costruzione che ne mette a rischio l’esistenza.

I rigassificatori sono sicuri. Ma sottoposti alle direttive Seveso, quelle applicate per costruzioni al più alto rischio di pericolosità. I rigassificatori sono sicuri ma è possibile che provichino disastri. Su questa possibilità si vuol giocare il destino di 2500 anni di testimonianza storica.

Il punto è tutto qui. Dietro questo punto c’è il  mondo della finanza, delle scelte politiche, dei piani di sviluppo, degli equilibri internazionali, di tutto quello che volete, ma a noi interessa soprattutto quel punto: esporre la Valle alla possibilità del degrado, del finire per l’essere inserita in un contesto di industrializzazione al massimo grado di pericolosità.

Bastian cuntrario lancia un’idea semplicissima: una mail di protesta al Presidente della Regione Sicilia.

… io so fare tante cose, ma non ho idea di come si faccia una mail di protesta in rete, non sono nemmeno brava a scrivere gli appelli, lo sapete, ognuno ha i suoi limiti, occorre il dono della sintesi e della chiarezza…  ci serve una mano. anche un paio.

Un abbraccio a tutti,

Angela

Non-rigassifichiamo la Valle (3)

Vorrei far tutto con ordine ma anche questa volta (come per il Vaccino contro l’HPV) sono arrivata a giochi fatti e dovrò sia ricostruire le varie fasi che tenermi e tenervi al passo con i fatti.

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E il fatto è che è entrata in vigore la norma del segreto di stato

cioè mi sto mettendo in guai seri, ma questo è solo un inciso…
cioè, intendevo dire, è tutto sottoposto al segreto di stato: dall’iter autorizzativo al monitoraggio, dalla costruzione alla logistica.

Ah bé.

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Quindi nessuno saprà mai come fece la Nuove Energie srl ad ottenere di costruire e gestire il rigassificatore senza avere le autorizzazioni per costruire e gestire il rigassificatore… secondo il garante per la concorrenza- Provvedimento 15464 - il dettaglio è ininfluente …non so secondo la Procura e temo non lo saprò mai…

Nessuno saprà mai se Nuove energie delle famiglie Stabiumi e Lonati di Brescia avessero concordato la vendita del loro 90% all’Enel sin dall’inizio (il resto di Nuove Energie srl è sempre degli stessi Stabiumi e Lonati e quindi restano in società per il loro 10% con l’Enel nella costruzione e gestione del rigassificatore)… sempre secondo il garante no, ma secondo la Procura… non lo sapremo mai.

Nuove energie srl… Margherita Stabiumi Amministratore Delegato e Vito Aurelio Campanella Project Manager… coinvolto nel 2006 nell’inchiesta per la maxi truffa dei fondi europei alle imprese… a meno che non si tratti di un caso di omonimia.

Secondo le ultime rivelazioni del pentito Campanella… Vito Aurelio Campanella sarebbe la mente delle maxi truffe, lo schema seguito era quello di fare società fittizie per accedere ai finanziamenti… cioè :

““Facevano una srl scatola, utilizzavano attestazioni bancarie false o vere duplicate, come nel caso di Oasi, e ottenevano un decreto di finanziamento nel settore turistico-alberghiero. Poi, con una serie di compiacenze all´interno dei ministeri e della banche concessionarie, trasferivano, vendendoli, i decreti di finanziamento a società terze e ne lucravano il corrispettivo”. da Articolo21

ah bé.

e qualcuno può dirmi se è questa la società di cui stiamo parlando?

La possibilità.

Siamo praticamente ammutolite dopo aver visto Che tempo che fa

Quelle notizie che nemmeno val più la pena, che Schifani sia un amico di mafiosi è riportato su Wikipedia tanto è dato oggettivo. [nota: il giorno successivo alla pubblicazione di questo post la voce "Renato Schifani" in wikipedia è stata modificata e Schifani non è più oggettivamente amico di mafiosi...]

Commentiamo, io e Mononoke, poi di nuovo affrontiamo l’argomento che da qualche giorno non riusciamo a districare.

Il pericolo del mio rientro in Sicilia con la testa che mi ritrovo, si potrebbe riassumere così.

Pericolo che Mononoke adesso sente più vicino, ho iniziato ad interessarmi alla vicenda del rigassificatore della Valle dei Templi, caratterizzata anche questa vicenda da un’assenza di informazione, come se fosse un dettaglio ininfluente che accanto ci sia un’Area Archeologica sotto tutela Unesco.

Ne parlo a Verona, sorrisi: è una delle solite vicende siciliane, non sarebbe mai successo in un altro luogo. Ancora una volta la sensazione che per sempre la mia origine mi renderà “diversa”, il marchio delle vittime che mai si ribellano, che tutto subiscono, che non hanno consapevolezza dell’essere cittadini.

Cerco appoggio morale: mi batterò perché non avvenga questo scempio e i volti cambiano, diventano tesi, si legge l’affetto e la preoccupazione.

Mononoke. Mononoke ha l’esatta percezione delle mie parole e si preoccupa. Sa che Gian Joseph Morici ha già ricevuto due minacce di morte, Gian Joseph Morici si oppone anche facendo informazione .

Mononoke. Spiego, non mi giustifico, spiego perché tornare nella mia terra significa chiedermi come ci tornerò e spiego la mia scelta, maturata da mesi, la scelta di combattere per la legalità. Carlo con una frase mi blocca per giorni, “persone come voi” ed io non saprei dire che tipo di persone, non c’è un tipo di persona, però forse c’è un tipo di rabbia. Non ho risolto, non so cosa dire, non dovrebbe esserci Carlo, Carlo non dovrebbe pensare che per fortuna ci sono altre persone che osano dire, Carlo dovrebbe chiedersi perché non si dovrebbe poter dire senza avere la sensazione che sia pericoloso… ma ha ragione lui.

E’ che non dovrebbe essere così. Non dovrei dover mettere in conto che se comincio a difendere la Valle dei Templi da una costruzione potenzialmente pericolosa potrei finire io stessa in pericolo. Non dovrei chiedermi se sono disposta ad affrontare un rischio di questo tipo, non dovrei pensare a come dirlo alla mia famiglia, a come inciderà sulla mia ricerca di un nuovo lavoro.

Invece devo interrogarmi e lucidamente chiedermi se sono disposta ad andare fino in fondo, fare i conti con la possibilità che “dire” diventi un’attività pericolosa. La possibilità.

La mafia si combatte con la parola, con l’informazione, la mafia vince quando riesce a far calare il silenzio, quando la verità diventa qualcosa di pericoloso, da cui è meglio stare lontano.

Non so se e quanta mafia ci sia dietro la vicenda del rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, non so se sia davvero pericoloso tentare di difenderla, ma pensare preventivamente che sia meglio lasciar perdere perché potrebbe essere pericoloso… no, tanto vale non tornare nella mia terra se dovesse essere questo il mio modo di pormi.

Non mi sto giustificando, vorrei solo spiegare. Anche perché ho bisogno che se ne parli il più possibile e che salvare la Valle non resti un fatto di Sicilia.

Non-rigassifichiamo la Valle (2)

post precedente:
non rigassifichiamo la Valle (1)
in sintesi: ad un chilometro dal confine dell’Area Archologica di Agrigento si vuol fare un rigassificatore.
L’area è patrimonio dell’Umanità dal 1997. Cioè dal 1997 è sotto tutela dell’UNESCO.

…………….

Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.

……………

Non -rigassifichiamo la Valle (2)

Giovanni Puglisi - Unesco

………..

Paragrafi in cui è diviso questo post:

1- La posizione di Puglisi PRIMA

2 - La posizione di Puglisi DOPO

3 - Da Puglisi a Unicredit in una mossa

4 - Da Puglisi a Mediaset in una mossa

5 - Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)

6 - CONCLUSIONI

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1 - PRIMA:

Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro

Roma, 27/04/2007

Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:

A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO - scrive Puglisi - evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”

Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”

(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento

da: lavalledeitepli.net

2 - DOPO:

– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007

se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.

Lo so, lo so, sono maligna.

Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?

e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!

Parola di presidente Unesco.

……

3 e 4 - DA PUGLISI A….

da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.

Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri

tra le altre attività è Presidente della Fondazione Banco di Sicilia

….. che ha una quota Unicredit….

…. è rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano….

…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”

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5 - Dillo a Profumo .org

Unicredit e Puglisi però ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori - per un totale di 280 milioni di euro - del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case - denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????
DILLO A PROFUMO. ORG

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6 - CONCLUSIONI

Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?

Non rigassifichiamo la Valle. (1)

Signori… è in arrivo il prossimo tormentone di questo Blog.

Spero mi aiuterete ancora una volta.

Si tratta della Valle dei Templi.

Dal sito dell’UNESCO:

Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.

Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

I criteri che vengono citati:

  • (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  • (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
  • (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
  • (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.

Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.

Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.

Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.

Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:

ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.

ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.

ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.

ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.

Queste le più ovvie.

Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:

la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…

Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!

C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.

Passando dalla Valle.

ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni (laValledeiTempli.net)

Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.

Per Mononoke… :-D

Ecco: regalo per te perché… non pensate male ma… adoro questa donna!

Primo esemplare umano in grado di avere astinenza da jazz…

Il film è Cenerentola a Parigi e non hai idea di sotto quanta polvere fosse nel mio affollato cassetto della memoria…

ma spolverato, trovato … scoperta! Le musiche sono niente di meno che dell’autore di Summertime e Rhapsody in Blue,

George Gershwin, … ecco perché quel film mi è rimasto scolpito nella memoria! Ma tu guarda il caso però.

E dopo qualche ricerca…. Tha-da: il video!!!!

Pubblicato in: on Aprile 4, 2008 at 12:23 pm Commenti (3)

Francesco Giunta - E semu cca

Questo post si autodistruggerà entro 48 ore….

Se andate subito forse sarete tra i pochi privileggiati che vedrano il suo sito dedicato a me…. flap-flap

Perché come sono insistente io credo pochi…

ma volevo solo il testo di una canzone che ascolto e riascolto e….

bé, ascoltatela da voi, si tratta di e semu cca e se anche non capite le parole gustatevi la musica e il timbro, poi ne parliamo, poi se volete avrete la traduzione, per il momento ascoltatela e basta.

E poi chianchi di ferra e cala lu suli

Quando questo post si sarà autodistrutto e nessun link sarà più… su myspace potete ritrovare Francesco Giunta e continuare a scoprirlo.

E se questo blog desse la possibilità di accogliervi con una musica “E semu cca” sarebbe la musica che trovereste, sarebbero le parole che vi canterei, sarebbero le note che vi farebbero muovere i pensieri e il corpo.

Il titolo significa “e siamo qui” ed è esattamente dove siamo tutti. Però c’è la musica che no, non indica immobilità. E’ dove sono io, tra luce e buio, è dove siete voi, a cuore nudo. Punto di arrivo? Di partenza? Fremiti. Ma se parto a dirvi di questa musica e di queste parole vien fuori uno di quei miei incomprensibili post di parole e suoni, per ora gustatela con le vostre papille.

Grazie Francesco.

Rosa Balistreri. Rosa corre ancora.

“lei era una persona anticonformista, non mandava giù le persone che cercano di sfruttare le occasioni, era genuina, sincera, altruista, ma quando perdeva le staffe non guardava in faccia nessuno, e perdeva anche lavoro quando trovava persone che non gli piacevano.”

Luca Torregrossa descrive così Rosa nei commenti al post Folk Siciliano: Rosa Balistreri, ed è la descrizione esatta delle donne della mia terra, di parte di esse, di quelle che non chinano la testa e sono pronte a graffiare non come gatte, sono tigri. Luca è parte della storia di Rosa, storia nella storia, come un quadro con prospettive che si intrecciano: la storia della Sicilia, la storia d’Italia, la storia della musica, la storia dell’impegno politico, la storia di una donna, la storia di un uomo, l’intimità di un rapporto filiale.

C’è un quadro nella home page del sito aperto da Luca, http://www.balistrerirosa.it/, è stato fatto da chi Rosa l’ha accompagnata per un tratto di vita, Manfredi, guardatelo con attenzione e avrete chiara l’idea della donna che intendo, una donna che ha fragilità ma che deve proteggersi da sé, uno sguardo attento, non sognante, uno sguardo che punge, che vede dentro e dietro e non puoi sfuggire, non lo inganni uno sguardo così.

Rosa tutto questo lo ha riversato nei suoi testi, nulla di verghiano, nessun vinto, la forza di non conformarsi e se non hai nulla, se perdi tutto per non scendere a compromessi…sei comunque tu il vincitore. Quando si parla di Rosa non si parla solo di musica, la musica per lei era mezzo, non fine, imparò a suonare la chitarra su suggerimento di Ignazio Buttitta, poeta… poeta? Bè, Ignazio Buttitta è un’altro post, è un’altro pezzo della storia della Sicilia, della storia d’Italia, dell’antifascismo, delle lotte contadine…

Non è quindi per cambiare discorso che oggi dedico il mio post a Rosa, è per dire, per dire come lo avrebbe detto lei, per far mia la sua rabbia, la sua grinta, la sua capacità di guardare dietro e dentro.

Stasira vaju e curru cu lu ventu
a grapiri li porti di la storia.
Stasira vogliu dari p’un mumentu
la vita a lu passatu i a la memoria.
Stasira cu la vampa di l’amuri
scavu na fossa, na fossa a lu duluri.
C’è chiù duluri, c’è chiù turmentu
ca gioia e amuri pi l’umanità
Nun è lu chiantu ca cancia lu distinu,
nun è lu scantu ca ferma lu caminu,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Nuddu binidicì lu me caminu,
mancu la manu nica d’un parrinu
e vaju ancora comu va lu ventu
cercari paci sulu p’un mumentu.
Vogliu spaccari…spaccari li cieli
pì fari chioviri…chioviri amuri.
C’è cu t’inganna, c’è cu cumanna
e cu ‘n silenziu mutu si nni sta.
È lu putiri ca nforza li putenti,
è lu silenziu ca ammazza li ‘nnuccenti,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Vinni a stu munnu quannu lu “Voscienza”
si schifiava pi li strati strati.
Tempi d’abbusi, di fami e di guerra
criscivu mmenzu di li malannati.
Lacrimi muti ni chiancivi e quanti,
la me nnuccenza si la sparteru ‘n tanti.
La mala genti, li priputenti,
tanti su tanti nni sta sucità.
Nun è l’amuri ca crisci ad ogni banna,
ma lu favuri ca sparti cu cumanna,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri… lu cuntu.
(Rosa Balistreri)

Traduzione

Stasera vado e corro insieme al vento
ad aprire le porte della storia.
Stasera, per un momento,
voglio ridare vita al passato e alla memoria.
Stasera, con la vampa dell’amore,
scavo una fossa al dolore.
C’è più dolore, c’è più tormento
che gioia e amore per l’umanità.
Non è il pianto che cambia il destino,
non è la paura che arresta il cammino,
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Nessuno ha benedetto il mio cammino
neanche la piccola mano di un prete
e vado ancora come va il vento
a cercare pace solo per un momento,
voglio spaccare… spaccare i cieli
per far piovere, piovere amore.
C’è chi ti inganna, c’è chi comanda
e chi in silenzio, zitto se ne sta.
È il potere che rafforza i potenti
è il silenzio che ammazza gli innocenti
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Sono venuta al mondo quando il “Vossignoria”
si profferiva ad ogni angolo di strada.
Tempi di abusi, di fame e di guerra,
sono cresciuta in mezzo ai malandati.
Lacrime mute ne ho piante, e quante,
la mia innocenza se la sono divisa in tanti
La cattiva gente, i prepotenti,
sono tanti e tanti in questa società.
Non è l’amore che cresce ad ogni angolo
ma il favore che elargisce chi comanda
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

(testo e traduzione dal blog sulle spalle dei giganti)

dai ‘rRO potete ascoltare questo ed altri brani di Rosa interpretati dal gruppo agribolognese…

Ciao Luca e grazie, spero il tuo sito continui ad arricchirsi di ricordi della tua mamma, della sua musica e delle sue grandi lezioni di vita.

Una mattina, ad esempio…

….qualcuno ti porta una poesia, un fiore, tanto colore.

Impossibile non dire, come impossibile non sentire la commozione per un gesto inatteso, quelli che vengono dal cuore, nessun motivo, nessuna ricorrenza, solo un gesto.

 

Portami il girasole ch’io lo trapianti

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

 

Eugenio Montale, Ossi di Seppia.

Pubblicato in: on Gennaio 31, 2008 at 10:23 am Commenti (2)

I capitoli dell’infanzia - Davide Enia

Il palcoscenico è nudo, il centro vuoto, appena a destra una sedia, una bottiglia di vetro con dell’acqua, a terra davanti alla sedia un pannello quadrato e scuro. Sulla sinistra la postazione per due musicanti sgabello, microfoni, cassa, una piccola giara, una brocca di vetro, una chitarra acustica. Basta. Il palcoscenico nudo mi fa sempre più effetto di qualunque altra coreografia, è impegnativo e non hai dove posare gli occhi in caso di noia…

Nessuna noia ieri al Teatro Camploy di Verona. Ma rapimento, totale, coinvolgente rapimento. Davide Enia fa parte di quelle rare persone che hanno il dono della fabulazione, cantastorie senza figure dipinte, gestualità essenziale come essenziale è la scena e in quella essenzialità… immagini, l’occhio costretto a seguire i movimenti impercettibili e la mente che liberamente elabora l’immagine.

Un trama per capire? Dunque: c’è Antonino che ha 13 anni e c’è labbra dorate che vale 10 punti… no, c’é Antonino che ha 13 anni e vuole quei 10 punti che consistono in bacio di bocca con la lingua e toccata di minne…. dunque c’è Antonino che è il numero 9… ma voi non lo sapete cos’è il numero 9… ve lo dovrebbe spiegare il pescesqualo. Dunque c’è Antonino che ha 13 anni ed è bravo bravissimo a fare una cosa: lui non perde mai nella gara di masturbazione di gruppo… che è il sole di luglio e brividi di grano lungo la schiena…. ma il re del mare lo direbbe meglio e allora sapreste anche come il mare cominciò a muoversi dopo essere stato salato… dunque c’è Antonino che ha 13 anni e vuol fare il pescatore da grande per andare oltre l’orizzonte e vuole 10 punti dal bacio di bocca con la lingua e toccata di minne con labbra dorate e non gli piace labbra dorate perché è una stupida femmina e a lui non piacciono le stupide femmine e… il ragazzo secco invece nell’unica mano rimasta adesso ha un ricciolo biondo mentre si allontana disteso sulla barca… e un fischio…

…un fischio che si fischia da solo nella mente mentre torno a casa, colonna sonora di un prezioso momento, come le note della chitarra, i colpi sulla cassa, le tre voci insieme per scappare, per piangere, per narrare. Davide Enia, Giulio Barocchieri e Rosario Punzo sul palcoscenico nudo.

Pubblicato in: on Gennaio 23, 2008 at 11:03 am Commenti (2)