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Tempio di Zeus a Porto Empedocle

Rigassificare sul Kaòs

tempio-giove

creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 03/02/2009 15:08

Nota di Alessio Lattuca – Confimpresa

 

 

Il molo di ponente è stato costruito con i resti del tempio di Zeus tra il  1746 e il 1763 per iniziativa del re Carlo Sebastiano di Borbone.

Per lungo tempo fu accusato dello scempio il Vescovo di Giorgenti Lorenzo Gioieni, circostanza smentita dal filologo agrigentino Angelo Palillo e dall’archeologo Giuseppe Castellana che avendo condotto delle ricerche più accurate sostengono che Gioieni scrisse a Carlo III nel 1746 chiedendo l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo porto a San Leone.

Carlo III fu irremovibile e affidò l’incarico della progettazione all’ing. Salvatore Lanza, mentre il conte Juan Filangeri fu il primo sovrintendente generale dell’opera. 
 Il molo in questione è quello vecchio, per intenderci quello vicino alla Torre di Carlo V.

 Non è noto a tutti che nel XIX secolo, in occasione della costruzione dell’attuale  molo di ponente   (quello prossimo alla capitaneria che comprende la spiaggia), è stato realizzato con gli stessi blocchi che erano stati semplicemente spostati.

Pertanto in passato i resti del tempio di Zeus erano stati cercati nel vecchio molo e nessuno era mai andato a cercarli nel nuovo molo.

Oppure se qualcuno si è interessato,  non lo ha divulgato.

E’ certo che i marinai della zona lo sapevano e forse anche i responsabili della capitaneria che forse per ignoranza non hanno mai fatto nessuna segnalazione alle autorità competenti (soprintendenza) come la Legge impone.
 
Alcuni mesi fa Marco Falzone, operatore tecnico scientifico per i beni archeologici, ha reso noto che molti resti del tempio di Zeus sono ancora ben visibili nel molo di Ponente del porto di Porto Empedocle. 

Nel mese di ottobre  in occasione di un incontro svoltosi all’interno del tempio di Zeus il Prof. Beste dell’ Istituto Germanico di Archeologia di Roma, ha dichiarato di non sapere nulla dei suddetti resti.

Pertanto su  sua richiesta è stata organizzata una visita all’interno del  porto a seguito di informale richiesta rivolta  alla Capitanieria che ha fornito l’assistenza di un Ufficiale per la ricognizione. 

Lungo il tragitto verso il porto il professore rivelò che secondo le sue indagini in situ mancavano tracce di 18 semicolonne e che pertanto a parer suo il tempio era rimasto incompiuto. 

Dopo aver visto i resti del tempio, che incredibilmente presentano ancora interessanti  particolari architettonici, il professore ha ritirato le  considerazioni espresse in quanto i resti mancanti erano evidenti.

Il professore era perfettamente a conoscenza che il tempio era stato usato come cava per il porto. Tuttavia, gli era sempre stato riferito che non esisteva più nulla.

Insomma è paradossale che non fosse mai stata effettuata una ricognizione dei resti all’interno del porto.

Il Prof. Beste ha evidenziato che la visione dei resti in parte coperti dall’acqua marina è risultata estremamente significativa per i suoi studi ed ha manifestato riconoscenza per le preziosa  informazioni.
 
In occasione delle Giornate Gregoriane e successivamente nell’ambito delle iniziative organizzate per il decennale  dell’inserimento della Valle dei Templi nell’Heritage List - UNESCO ha confermato di avere riconosciuto i resti del tempio.

Ciò ha suscitato particolare interesse da parte degli archeologi presenti e in particolare, del  Prof Mertens (uno dei più importanti esperti di archeologia classica del Mondo) i quali hanno convenuto sulla opportunità di apporre il vincolo archeologico.

Con la consapevolezza delle enormi difficoltà di procedere al recupero rispetto all’erosione marina e  al tempo stesso della necessità di proteggerli dall’uomo. 

D’altrocanto anche i resti del tempio di Zeus in situ sono in cattive condizioni e soggetti all’erosione ma, grazie al vincolo archeologico, sono protetti dall’uomo. 
 Pure i resti del tempio gettati nel mare dai  predecessori, ignoranti e irresponsabili, meritano un vincolo che ad oggi non posseggono. 

Al di là dell’importanza che possono rivestire sotto il profilo storico risulterebbero una formidabile risorsa per attrarre   turisti e viaggiatori nella città di Porto Empedocle.
 
E’ urgente adoperasi per la salvaguardia dell’importante risorsa ai fini occupazionali per evitare soprattutto che – con la futura ristrutturazione del porto – i resti del tempio scompaiano del tutto.

Le responsabilità di tale scempio saranno in capo a tutta la classe dirigente locale, regionale e nazionale e, ovviamente,  in misura maggiore in capo a chi ha il dovere di proteggere, recuperare, conservare e valorizzare i beni culturali, ambientali e paesaggistici.

A tale proposito è indispensabile interrogarsi su come sia possibile conciliare la tutela dei beni culturali  della loro valorizzazione con la collocazione di un impianto di  rigassificazione nel Porto di Porto Empedocle.

 

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Agrigento

Vivere qui è dover ogni giorno combattere contro l’assurdo, contro la sensazione che il limite si sia superato ormai da molto ed è impossibile tornare indietro, devi solo adattarti e cercare di capire come muoverti in questa terra in cui…  voci parlano.

Voci senza corpo, senza vita, senza relazioni con il resto del mondo. Vivere in questo modo non è vivere in Italia, dev’essere successo qualcosa perché qui, ad Agrigento, l’Italia non c’è.

O forse mi sbaglio ed è vero l’esatto opposto, qui c’è l’Italia più vera, quella che non conosce legalità, che non ha senso dello Stato né della cittadinanza, quell’Italia che altrove si intuisce solamente e qui prospera e si mostra senza vergogna.

Vedete è che Agrigento è veramente bella, non perché è la mia città, Agrigento è davvero di una bellezza a tratti sconvolgente, e questo rende tutto più doloroso.

Dovrebbe essere donata al mondo questa bellezza, dovremmo accogliere chi viene a farci visita con l’emozione negli occhi, aspettando con ansia l’espressione che avrà il loro volto quando da lontano scorgeranno i templi stagliati sul mare, quando si affretteranno per raggiungerli e piano piano, diminuendo l’andatura, si accosteranno alla bellezza.

Parlando di Empedocle, immaginandolo camminare perché Empedocle te lo immagini così, che cammina lungo la via Aurea, mai fermo, sempre in cerca di cose, attento, vigile, pronto, una mente capace di spaziare dalla filosofia alla medicina, capace di ingegno tecnico e poesia…  lo vedi  che cammina maestoso nella sua tunica bianca e oro, con i suoi pensieri che iniziano la storia del pensiero, con le sue parole che iniziano la storia delle parole. E tramite le sculture di un Greg Wyatt ispirato da empedoclee suggestioni fare un balzo dall’alba della cultura all’arte contemporanea.

Parlando di Sciascia, ad nord dei templi, dopo Tomasi di Lampedusa, ad est, opposto rispetto Pirandello, a ovest. Di fronte il mare Africano.

Pirandello. Non c’è persona che sia capace di poche parole su Pirandello, nemmeno l’unica che lo contraddistingue, genio, è sufficiente a dire le emozioni che lascia Pirandello in chi lo studia anche solo per dovere scolastico. Pirandello vicino a Camilleri, nuovo e moderno amore di molti, non so chi ha scritto di immaginare il Commissario Montalbano che esce sulla sua veranda e lancia uno dei suoi penetranti sguardi… ad un rigassificatore; immaginate anche Pirandello che esce di casa, cammina lungo il breve sentiero e si siede sotto il pino, guardando il mare  e di nuovo immagina di spargere le sue ceneri… sul rigassificatore.

Anch’io mi sono fatta prendere dai tecnicismi ed ora che siamo agli sgoccioli credo che sia la strada sbagliata , non m’importa nulla né del fabbisogno energetico né delle direttive Seveso, né  chi e con chi si farà, chi ne trarrà profitti e chi ne godrà vantaggi. Non m’importa, penso solo che non abbiamo saputo difendere la bellezza e di questo siamo tutti colpevoli.

Siamo la provincia più povera d’Italia, non abbiamo acqua corrente, né strade, né sistemi fognari, non abbiamo nulla oltre alla bellezza e, tra poco, non avremo nemmeno quella.

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Figure di merda: rigassifichiamo la Valle nel mondo…

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/gas-plant-to-overshadow-greek-temples-1026327.html

http://www.nzherald.co.nz/history/news/article.cfm?c_id=500832&objectid=10544240

Ah bé… c’era da aspettarselo che si faceva una gran figura di merda e consentitemi di usare il delicato eufemismo perché ne avrei di peggio da dire e scrivere….

Sull’Indipendent, giornaletto oltremanica, ci si chiede se gli Italiani siano tutti deficienti e se non sia il caso di discutere delle cose importanti, tipo la tutela del patrimonio dell’Umanità, fuori dall’Italia…

Oltremanica infatti si chiedono se per caso non si debba giustificare il popolo italiano ed i suoi governanti adducendo la solita scusa della mafia, lasciamo che lo credano, sempre meglio essere considerati vittime innocenti che imbecilli impenitenti!

Infatti cosa altro saremmo noi Agrigentini se non imbecilli?

Se si sente dire ad ogni dove: ci hanno forse dato lavoro e ricchezza (i templi intendendo) ?

Se non ce ne può fregare di meno di quelle quattro colonne che c’è voluto ancora una volta un inglese a tirarle su, utilizzando il proprio patrimonio per farlo, ché se fosse stato per noi ci facevamo un altro braccio del molo di Porto Empedocle con quei quattro ruderi!

Un’altro…

Perché in fondo a pensarci bene Porto Empedocle ed i templi sono nemici giurati da sempre: il primo molo venne costruito distruggendo il tempio più grande che il mondo greco abbia mai conosciuto, Giove Olimpico, quello dei Telamoni per capirci… non avete presente… diciamo allora che si trattava dell’unico tempio su più piani.

Ma che farsene dell’unico tempio su più piani mai costruito dalla cultura greca? Un molo, un bel molo ché così almeno puliamo un pò.

Adesso cosa altro stiamo barattando se non i templi con un altro molo? infatti l’altro molo si farà, lo farà Enel, perché è noto che il turista ama attraccare accanto ai rigassificatori, infatti anche in Spagna, ci dicono, c’è il molo turistico ed il molo per il rigassificatore… no, distano l’uno dall’altro poche centinaia di metri, ma d’altra parte Agrigento non è certo Barcellona e quindi noi i due moli, quello turistico e quello industriale, li facciamo uno di fronte all’altro!

E a me piacerebbe che lo dicessero senza ipocrisia che si sta barattando la vocazione turistica mai diventata realtà per un’altro tipo di sviluppo, meno dorico… diciamo.

Quindi… ditelo senza fare le vittime immolate, brutti stronzi agrigentini, che diventi apertamente una guerra tra chi l’arte e la cultura la difende e chi se la vende senza pensarci su, brutti stronzi agrigentini e brutti stronzi italiani, Pecoraro Scanio in testa e tutti gli altri a seguire!

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Rigassifichiamo la Valle…

ENERGIA: SGARBI, NO A RIGASSIFICATORE NELL’AGRIGENTINO

(ANSA) – SALEMI (TRAPANI), 8 GEN – ”Il sindaco di Porto Empedocle, invece di gingillarsi con un grottesco bando per una scultura a grandezza naturale del ‘commissario Montalbano’ che doveva essere scelta da una giuria presieduta dal perdigiorno Andrea Camilleri, farebbe buona cosa a difendere la sua citta’ dall’infame progetto del rigassificatore, estrema violenza ad una citta’ devastata dalla criminalita’ e dalla nuova mafia delle pale eoliche”. Lo dice il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. ”Che senso ha – si chiede Sgarbi – dedicare la scultura a un personaggio fantastico che ha agito in una citta’ che si chiama ‘Vigata’ negando perfino il nome di Porto Empedocle che glorifica un eroe inesistente? Il sindaco di Porto Empedocle scambia i romanzi e la televisione per la realta’. Potrebbe fare il sindaco di un programma televisivo”. (ANSA). COM-FK/GIU
08/01/2009 16:50

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20090108165034800604.html

A me Sgarbi non piace, sia chiaro, ma gli rendo atto di aver speso qualche parola contro il rigassificatore, poche, in realtà, se si pensa a tutte quelle spese contro l’abusivismo nella Valle

Sempre meglio poche parole che niente, vien da dire…

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Anno nuovo vita vecchia?

Secondo me no, però un po’ ci assomiglia…
Aggiornamenti: il mondo spera che Obama dia una sterzata verso la giustizia sociale, il rigassificatore di Porto Empedocle si farà, io continuo a cercare lavoro.
Nel frattempo sono diventata una segnante, ormai parlo la lingua dei segni in modo quasi corretto, tra pochi mesi sarò un tecnico L.I.S qualificato.
Un paio di nuove voci contro la vaccinazione HPV: sospetti sull’assegnazione del nobel all’inventore del vaccino e da Milano ancora richieste di prudenza, sempre, ovviamente, inascoltate.
Per quanto mi riguarda sono nella fase che non mi sento sufficientemente in forma per salvare il mondo…
Ah, le notizie sul vaccino continuano ad avere uno strano andamento nel mondo virtuale delle news: compaiono, scompaiono, ci sono, non ci sono più…
dal mondo:
http://www.diariopanorama.com/diario/noticias/2009/01/21/a-33733.html

http://www.farodevigo.es/secciones/noticia.jsp?pRef=2009011700_20_289137__Cartas-virus-corrupto

Sul rigassificatore… sempre premesso che non lo vorrei manco se fosse fatto in ceramica di Caltagirone con colonnato di tufo…
ma il fatto che si sia scoperto uno dei più grossi giacimenti del Mediterraneo proprio di fronte al sito destinato al rigassificatore è cosa che so soltanto io o qualcun altro ne è a conoscenza?

Addio mia bella Valle, il tuo destino, dopo 2500 anni, è ormai segnato.
E se tra qualche decennio vi chiederete come sia stato possibile ridurre a sito industriale uno dei siti archeologici più belli del mondo… chiedete all’ing. Noto Campanella, all’ ex Presidente della Regione Sicilia Cuffaro, all’attuale Presidente della Regione Sicilia Lombardo, al ministro dell’Ambiente Pecorario Scanio, all’ambientalista Giuseppe Arnone, al Presidente dell’UNESCO Italiana Giovanni Puglisi e a quanti, e sono tanti, sono responsabili.

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Rigassificare la valle – fuori tempo

Premetto che sarà per sempre la mia battaglia mancata, quella in cui avrei dovuto essere e non sono stata, che non mi fa onore aver anteposto i miei problemi ai problemi della mia terra ma ci sono momenti per ognuno di noi in cui si può solo cercare di lottare per se stessi.

Siamo alle fasi finali, a sorpresa il sindaco Zambuto ha dichiarato che ricorrerà al Tar per evitare che il rigassificatore venga realizzato, atto coraggioso seppure arriva veramente in ritardo, lo avesse detto chiaramente e prima che era contrario magari sarebbe stato lui, nelle sue vesti ufficiali, rappresentante della cittadinanza, a diventare simbolo della lotta per la salvare la valle dei templi…
http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_19/Valle_dei_Templi_lite_sul_rigassificatore_ed7bb3ae-b608-11dd-9288-00144f02aabc.shtml

Da cui possiamo leggere insieme: “…dopodomani sbarcherà qui il direttore generale dell’Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura. Che forse incontrerà anche il professor Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei Beni culturali, che da sempre considera «indecoroso» il progetto. “

Qualcuno ha notizie? Magari l’interprete se non i mass media, qualcuno sarebbe così gentile da fornirmi anche una versione non ufficiale, qualche pettegolezzo, qualcosa che mi dia una indicazione sull’idea di sviluppo sostenibile del Presidente Unesco? (si è appena conclusa a Palermo la settimana Unesco sullo sviluppo sostenibile, sarebbe carino che il Presidente Unesco avesse deciso di dire della sua ferma opposizione alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle…) (ehm… perché immagino sia fermamente contrario… o no?)

qui risulta che c’è un progetto Unesco per rilanciare Agrigento,

UNESCO ED EXPEDIA PROMUOVONO AGRIGENTO E PANTALICA
Si sta definendo, fra Expedia e Unesco, un importante accordo per la valorizzazione turistica della Valle dei Templi di Agrigento e della necropoli di Pantalica. Si tratta di un progetto che potrebbe avere importanti ricadute economiche per i due siti siciliani. Expedia (operatore del gruppo Microsoft) e Unesco hanno infatti siglato una intesa per valorizzare attraverso il turismo sostenibile i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità. Una collaborazione che nasce dalla convinzione che i turisti “consapevoli” possono contribuire alla salvaguardia delle risorse naturalistiche, alla conservazione del patrimonio storico e alla riduzione della povertà attraverso un turismo sostenibile. (marzo 2008)

Quindi signori turisti consapevoli, mi raccomando, non sporcate la valle mentre le nostre amministrazioni ci piazzano accanto un bel rigassificatore con annesso metanodotto e traffico pesante.

A proposito: vi ho mai detto che le strade di congiunzione tra Porto Empedocle e l’entroterra attraversano il parco archeologico? Ve l’ho detto, ve l’ho detto… è una cosa che non preoccupa minimamente nessuno, nessun ingegnere, nessun urbanista, nessun paesaggita, nessuno nessuno perché noi ITALIANI tutti ragioniamo in un modo moooolto particolare: a comparti stagni. Stiamo parlando del rigassificatore di Porto Empedocle? Allora vediamo quanti metri è alto, se deturpa il panorama e, ma al limite, se “si vede” dalla Valle dei Templi. Il nuovo molo lo utilizziamo per incrementare il traffico turistico che si sa che tutti i turisti sognano di attraccare ad un molo commerciale, accanto ad un rigassificatore, prima di farsi un paio di foto accanto alle colonne greche… non parliamo della capacità effettiva del sistema viario di sopportare l’inevitabile incremento del traffico pesante… che tanto qualche solduzzo per raddoppiare poi ce lo faremo dare… e in cul* la valle!

 

da leggere:

http://go-willywonka.blogspot.com/2008/11/la-sicilia-come-metafora.html

http://busetta.blogspot.com/2008/11/giornalista-del-corriere-della-sera.html

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Cicli storici

Va bene, che non sono simpatica tanto lo si sa… eheheh: la premessa dovrebbe anticiparvi che il post è antipatico.

Uno di quelli in cui dico la mia… sapete (qualcuno no che non lo sa: è il mio blog, dico la mia) MICA è una pubblicazione, un prodotto editoriale, un organo di informazione, un sito specialistico, strafigo, stracult… no: questo è un bblog, qui potete leggere di quante volte evacuo e come vanno le vicende della mia famiglia, tra una cosa e l’altra ANCHE le MIE personali riflessioni sui massimi sistemi, che essendo mie hanno una caratteristica imprescindibile: le condivido. Se non le condividete non tenetene conto, non posso che ringraziare per l’attenzione, ovvio, vi voglio bene lo stesso, grazie di esistere, ma che qui si dicano banalità MICA determina sconvolgimenti nella vita delle nazioni! Cambiate canale, basta poco perché mi pare un tantino stupido (ma giusto un tantino) perdere tempo a far discussioni su qualcosa che si considera banale o altro epitetto a piacere.

Tanto io lo so da tempo che ci sarà sempre qualcuno che non la pensa come me, MICA mi sconvolgo per questo, e non ho mai preteso che la si pensasse come me a tutti i costi (sono contro la pena di morte anche per i delitti più efferati)

OK?

Conclusa la premessa…

cicli storici.

Perché non mi stupisce ricevere una mail in cui mi si invita in una mostra in cui il mito e la semplicità sono i protagonisti?

Mito e semplicità, per gli appassionati rimanderei al decadentismo per ritrovare le origini moderne dell’affermarsi del mito e del mito della semplicità… per altro non so se ne siamo mai usciti dal decadentismo…

E quindi (NON sono un critico d’arte, tutto quello che scrivo è frutto di mie speculazioni fondate sui ricordi confusi di un paio di paginette lette alle medie)… dove sarebbe la novità?

Mi pareva mancasse, in effetti, il manifesto artistico del ritorno al mito e alla semplicità…

Le voglie totalitariste le abbiamo.

Il controllo dell’informazione pure.

La propaganda di regime ce l’ho.

L’opposizione che non si oppone anche.

La superiorità della razza ce l’abbiamo eccome se ce l’abbiamo.

Gli artisti che si dissociano dalle mostre di stato ben vengano… ma almeno sui temi un po’ di originalità no, eh?

No, l’ho letto, l’ho letto con attenzione e mi pare scritto tra la fine dell800 o tra le due guerre mondiali… e la frammentazione dell’individuo dove la mettiamo? NO, lo sapete, amo Pirandello, ci fosse un posticino anche per lui…

Anticonformisti e antimoderni…

Il guaio è che c’è ggente come me che invece non è né l’uno né l’altro, ignoranti MICA semplici, e insomma invece di anticonformisti e antimoderni avreste dovuto scrivere in linea con la tradizione artistica dell’ultimo secolo e classicamente moderni, quella modernità iniziata oltre un secolo fa. Detto ovviamente da una conformista moderna… deduco.

Individualismo. Evasione dalla realtà. Mioddio la poetica del fanciullinooooooo???? Mi stava antipatica già alle media la poetica del fanciullino, figurati se adesso mi metto a discutere con novelli Pascoli!

E perché io già sono ignorante e se voi poi ci mettete le mistificazioni… m’incazzo eccheccazzo!

Ecchevedi nellle campagne ci sono le zanzare selvagge, i serpenti, i topi, i cani, le carcasse di gatti schiacciati, il fetore delle stalle. Ai bbbordi delle strade ci sono gli aliti che puzzano di alcool alle 8 del mattino, quelli che puzzano perché non hanno una casa dove andare a lavarsi ed in ogni caso non hanno abiti per cambiarsi. Non metterli nel tuo quadro ché deturpano l’effetto naif.

Certo che magari studiarlo il ‘900 all’ultimo anno di scuole superiori… e se la storia non la studia mi pare difficile che possa insegnare qualcosa! 

Volete che vi presenti io? Vi presento: individui che cercano il loro posto al sole conformandosi allo stereotipo dell’artista in voga negli anni del fascismo: droghe per indimenticabili visioni private, mitizzazione di qualunque cosa sia mitizzabile: da Odisseo alla ggente che vive ai bbordi.

Individualismo, nessun interesse ai cambiamenti sociali, solo la “protesta” per non essere considerati i grandi artisti quali voi vi sentite. E chi cavolo lo dice che siete grandi artisti? i vostri amici grandi artisti (o almeno da voi riconosciuti tali).

non ho visto le opere e quindi potrebbe trattarsi di una pessima presentazione per una splendida mostra.

Oppure sono nervosa. Sì, carino, magari per farmi scandalizzare da una mostra però cercherò da qualche altra parte, senza offesa.

 

 

 

 

 

 

 

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La Valle dei Templi e della vergogna.

“La Valle dei Templi è inserita in uno scenario… “

“La Valle dei Templi è la testimonianza di un passato… “

La Valle dei Templi.

Mi vergogno. Ci sono state altre volte in cui mi sono vergognata di essere siciliana, ma ho sempre reagito con fierezza, come parte innocente ed incolpevole, come vittima. Questa volta mi è più difficile e mi vergogno. Non sto trattando l’argomento con il dovuto distacco, non riesco a mettere giù la vergogna degli inciuci, delle parentele politiche, dello scenario in cui adesso è inserita la Valle dei Templi.

I miei concittadini al meglio credono che anche questo progetto, il rigassificatore accanto alla valle, fallirà, ma credono e lo urlerebbero in coro che meglio questo tipo di sviluppo che niente.

Il sindaco di Porto Empedocle gran sostenitore del progetto? Impiegato Enel.

La mia è una città mafiosa. Il mio è un territorio mafioso. Ci sono cresciuta. Figlia di sbirro, selezionare le compagnie, meglio i morti di fame mi ripeteva mio padre, poveri se onesti in Sicilia.

La mia è una città in cui la mafia controlla ogni cosa e chi non la vede è perchè ha gli occhi chiusi.

La mafia dell’acqua. La mafia dei traffici internazionali di droga. Interi paesi trasformati in piazza per lo smercio della droga. La mafia dell’agricoltura. La mafia dell’edilizia. La mafia dei fondi europei. Il pizzo. Le tangenti. I morti ammazzati. I latitanti. La mafia a cui i politici sono soggetti, mai avuto l’impressione che la politica controllasse in alcuna misura la mafia, da noi la mafia controlla la politica come nei migliori film di mafia. Il reclutamento massiccio di voti attraverso la costituzione di centinaia di cooperative, mi ci sono iscritta anch’io, non so chi fossero i referenti, si andava a gruppi di centinaia, ore di fila per sperare che davvero arrivasse il finanziamento e potessi ottenere un lavoretto, un qualunque lavoretto.

Molti miei concittadini mi direbbero che non è vero e diffamo una provincia. Molti si vergognerebbero di me, per le mie parole, per le mie accuse, io mi vergogno di loro e siamo pari.

Il rigassificatore è cosa di Cuffaro. Condannato in primo grado per favoreggiamento semplice in un processo di mafia. Non significa che il rigassificatore è cosa di mafia. No. Dalle nostre parti è così facile trovarsi gomito a gomito con un mafioso… e non è una battuta, triste ma non è una battuta, ci sono quelli che lo sai, ci sono quelli che forse e ci sono quelli che non lo avresti mai sospettato.

Nella mia terra ancora si differenzia tra “paciere” e mafioso. Il paciere è l’uomo che ha influenza e a cui ci si rivolge per dirimare le controversie, è alternativo ad un giudice di pace. Non si chiamano più uomini d’onore perchè uomo d’onore è il mafioso, il “paciere” è un uomo di cui si rispetta il verdetto. Nessuno saprebbe dire perché, è così, poi ogni tanto qualche “paciere” finisce sui giornali come boss mafioso e no, la popolazione non crede che non fosse altro che un “paciere”.

Nella mia terra.

Non sono tutti mafiosi i cittadini della mia città. Sono onesti cittadini che si muovono come su un campo minato, ma ci viviamo da sempre e sappiamo come muoverci. Sappiamo che i diritti sono cose scritte sulle carte. Ma il furto di diritti è stato totale e quel che conosciamo meglio sono le concessioni di favori.

La Valle dei Templi è il riscatto per molti agrigentini. E’ quello che non ci hanno tolto, come le spiagge, come il sole, è l’unico vanto, l’unica cosa di cui andiamo fieri e ci inalberiamo perché sappiamo che l’abbiamo protetta, perchè non è al centro della città, perché è lì, tra noi e il mare. E ci consola. Ci ricorda chi siamo, l’amore per la bellezza, per la cultura, per il passato. La grandiosità di cui godremmo se non fossimo schiavi di ombre. Quasi una promessa, qualcosa a cui tornare, la testimonianza che un tempo c’è stato e potrebbe di nuovo esserci.

Mi vergogno. Penso che stiamo rubando alle generazioni future la bellezza. La speranza. La consolazione. E mi vergogno.

 

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Parola di Vito A. Campanella

Dobbiamo arrenderci all’evidenza, lo avessi letto prima non avrei fatto tutto ’sto cancan, ma meglio tardi che mai: Porto Empedocle è il miglior sito AL MONDO dove costruire un rigassificatore. Parola di Vito Aurelio Campanella.

 

La Sicilia

Rigassifcatore: Sondaggi ok»
Porto Empedocle. Secondo Nuove Energie il sito si conferma ideale
Porto EMPEDOCLE. Promossa a pieni voti. E’ la zona sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie ha proposto nei mesi scorsi e che è in attesa di ottenere le necessarie autorizzazioni. Si tratta del riempimento a mare a circa 2 chilometri dal centro abitato che una ditta di Favara ha scandagliato, trivellato e sondato nei mesi scorsi, fino ad alcuni giorni fa. A stilare la pagella è l’ingegnere Vito Aurelio Campanella, papà del progetto dell’impianto sul quale si continuano a registrare pareri abbastanza variegati sulla reale fattibilità dell’opera. «Sapevamo che il sito era il migliore che potessimo individuare a livello non solo nazionale, ma mondiale. Qui ci sono argille durissime che offrono una straordinaria area di ubicazione per i recipienti interrati che andremmo a realizzare. Siamo anzi convinti di avere ottenuto ulteriori elementi confortanti sulla consistenza ideale dei sito. Nelle prossime settimane – sottolinea Campanella – illustreremo i risultati di questa campagna di sondaggi all’opinione pubblica, per far capire la cura con la quale stiamo lavorando. Abbiamo già incontrato in maniera informale l’amministrazione comunale appena insediata e siamo in attesa che a Roma riprenda l’attività di valutazione dei nostro progetto, giunto già a un ottimo livello».
F.D.M. 

da provinciadiagrigento.it (agosto 2006) al link: http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1406

Ora mi informerò con attenzione perché a me che si costruisca un rigassificatore sull’argilla non è che mi faccia fare i salti di gioia come a Campanella, nelle nostre parti non ci costruisci una casetta sull’argilla, (le mie parti sono le stesse del rigassificatore, poi) perché ti scivola via una casetta costruita sull’argilla… No, ma m’informo eh? Ed eventualmente cominciamo a costruire su argille da oggi in poi. Se ci fanno su i rigassificatori…

 altri post su Vito Aurelio Campanella:

http://tasti.wordpress.com/2008/05/20/nuove-energie-srl-chi-lha-vista/

http://tasti.wordpress.com/2008/05/12/non-rigassifichiamo-la-valle-3/

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Vulpio, Travaglio e i rigassificatori

copertina del libro di carlo vulpioRicevo una mail da Gaetano Graziano, componente del Comitato no rigassificatore, che mi segnala l’uscita del libro di Carlo Vulpio 

“Roba nostra:storie di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare”- Edizioni Il Saggiatore-.

Bene, eccovi il testo della mail

“Carlo Vulpio è l’inviato del “Corriere della Sera” che per primo si occupò dell’affaire rigassificatore di Porto Empedocle, dalle pagine del Corriere il 26 marzo dello scorso anno, con una coraggiosa inchiesta dal titolo “Scontro sul rigassificatore vicino alla Valle dei Templi”.

Vulpio appartiene a quei pochi giornalisti italiani di razza che possono a buon diritto definirsi “dalla schiena dritta”; non a caso la prefazione del libro è stata curata da Marco Travaglio che, nel concluderla, avverte “nessuno, grazie a questo libro, potrà più dire di non aver saputo”.
Vulpio denuncia, senza peli sulla lingua, gli intrighi, le connessioni tra politica (di destra e di sinistra), sindacati, magistratura e malaffare che hanno attraversato gli anni della cosiddetta seconda repubblica. Mi piace riportare l’incipit del primo risvolto di copertina del libro: “Bisogna far sistema. Questa ricetta con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano trova da noi un’applicazione tipicamente all’italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche”.
E al saccheggio (fino ad oggi tentativo di saccheggio) della Valle dei Templi di Agrigento Vulpio ha dedicato un intero paragrafo dall’eloquente titolo “Gas nella Valle dei Templi di Agrigento”, inserito nel capitolo più vasto dal titolo altrettanto eloquente “Le mani sul patrimonio dell’umanità”.
Senza timori riverenziali per nessuno Vulpio ci spiega, attraverso un excursus di10 pagine, l’intrigo di politici, sindacalisti, funzionari infedeli, faccendieri, ecologisti pentiti (dagli accorati appelli alle repentine ritrattazioni “illuminati” sulla via del rigassificatore) che hanno potuto ideare, progettare e, a vario titolo, sostenere e avallare ciò, che se realizzato, potrà a buon diritto essere considerato un crimine contro il patrimonio culturale universale.
Non vi anticipo altro: correte in libreria a comprare il libro di Carlo Vulpio.
Gaetano Gaziano”

Mille grazie,

corro.

 

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