Il senso

E’ una cosa a cui non penso spesso, il senso.

Ricerco più il come del perché. Poi se cercassi il senso in tutto quello che abbiamo costruito… perderei il senso

Siamo giustamente atterriti all’idea che possa vincere le elezioni il PDL. Giustamente perché essendo portatori di altre idee vedremmo realizzate quelle contro cui combattiamo.

Epperò quelle sono idee di una parte di popolo italiano, se Berlusconi vincerà vorrà dire che il popolo italiano così a scelto.

Il pericolo? Che la società italiana in mano alle destre diventi una società di destra. Perdita dei diritti acquisiti: primi tra tutti diritto allo studio, poi diritto ad una gravidanza responsabile e tra i due ce ne sono altri che diventeranno difficili da esercitare.

Ma non è ingiusto che ciò avvenga, se è espressione della volontà popolare non è ingiusto, può non piacere e a me non piace, ma non è ingiusto.

Vorrà dire che il popolo sovrano non è stato convinto che un altro modo è possibile. D’altra parte difficile convincere qualcuno quando si hanno le idee confuse…

Chiunque vincerà non sarà perché c’è una legge anticostituzionale ma perché avrà preso i voti necessari, la legge anticostituzionale lo è perché impedisce di scegliere in modo diretto il proprio rappresentante, ma siamo ancora liberi di votare e di scegliere chi ci rappresenta. Se il popolo italiano si sentisse rappresentato da un partito anche piccolo e lo votasse in massa… il partito piccolo governerebbe il paese.

Perché ’sta manfrina? Perché i toni di questa campagna elettorale non mi piacciono in due direzioni questa volta: non mi piacciono quelli dei politici  e non mi piacciono i toni degli elettori.

Sono elezioni blindate, vero, ma sono libere e se abbiamo un centro sinistra che ci fa cagare non è colpa della legge elettorale, è che il PCI si è spostato in blocco ed ha sposato la DC mentre Bertinotti faceva da testimone.

Qual è il senso?

Il senso è che dovremmo tornare ognuno al proprio posto: chi si riconosce con il centro destra vota centro destra, chi si riconosce col centro sinistra voti per il centrosinistra, gli altri cerchino rappresentanza agli estremi.

Facile facile.

Senza ipocrisie colossali, senza dover votare il male minore che altrimenti avresti votato da un’altra parte… ma quanto mai? “Per salvare l’Italia da Berlusconi” ? E chi ve lo chiede questo salvataggio? Non quanti vedono in Berlusconi e nei valori della destra la società in cui vorrebbero vivere. Ed io voglio essere salvata anche dall’Italia dell’ipocrisia prodiana e del tuttoXtutti veltroniano.

E’ un’elezione bella tutto sommato: il momento della verità, ognuno di fronte a se stesso e alle sue scelte e alle sue responsabilità, e da martedì 15 prepariamoci a vivere in un altra Italia, chiunque sarà il vincitore.

Pubblicato in: on Aprile 7, 2008 at 12:08 pm Commenti (5)
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Elezioni incostituzionali - l’ultima sentenza.

Cartastraccia e Nadia ancora una volta collaborano a tenerci informate sugli esiti delle sentenze dei ricorsi contro la costituzionalità di queste elezioni. (QUI il documento word)

Sintesi: ricorso respinto in quanto inammissibile.

Ma essendo che tutti noi siamo più che rompicoglioni della domenica… diamo un’occhiata da vicino alla sentenza che in 4 punti liquida la possibilità di ricorrere contro una qualunque legge elettorale…

a mio ignorantissimo parere, eh?

Il punto A) e B) sono davvero troppo tecnici per me che li traduco con

A) il ricorso è dichiarato inammissibile per carenza di utilità dell’eventuale accoglimento. Cioè: a che pro sospendere gli atti con cui si indicono le elezioni? Al fine di dimostrare la tesi non occorre la sospensione.

B) “il ricorso è incentrato sulla ricostruzione del patente conflitto tra la legge elettorale vigente ed il sistema costituzionale di sovranità popolare, di cui si chiede di investire la Corte Costituzionale. In attesa della pronuncia del giudice delle leggi, il ricorrente chiede di assicurare provvisoriamente gli effetti delle decisioni di merito “al fine di evitare l’irreparabile pregiudizio che deriverebbe dall’impossibilità di esercitare il proprio diritto di voto, costituzionalmente garantito nel suo esercizio libero e diretto

e

“Non può in proposito sfuggire come la mancata adeguata specificazione dell’azione cautelanda, oltre ad incidere in via generale sotto il profilo processuale sulla ammissibilità del ricorso, impedirebbe peraltro qualunque valutazione di rilevanza della dedotta incostituzionalità.

cioè: non accogliamo la richiesta e se l’accogliessimo, poi, come potremmo studiare l’incostituzionalità della legge?

papero che strabuzza gli occhi

I punti C) e D) sono più comprensibili….

C) “Nell’odierna discussione orale il ricorrente ha ritenuto di individuare l’azione in questione come di “accertamento del diritto al libero voto …. “ non pare al Tribunale che una così generica enunciazione possa rivestire i requisiti di specificazione richiesti per la valida instaurazione di un procedimento cautelare

… bé, l’avv.to Bozzi qui deve aver toppato qualcosa perché il voto resta libero anche col porcellum, in senso stretto, 115 partiti in lizza, la scelta c’è, non è DIRETTO, che è cosa diversa, ma l’avv.to Bozzi lo sa meglio di me… dev’essersi espresso male… o non è stato compreso… chissà?

D) ma soprattutto D) l’unica che ho capito bene, le altre potete chiarirmele meglio ma la D) l’ho capita da me e ve la spiego:

se in Italia una legge elettorale non piace al popolo italiano… cazzi sua!

Non c’è organo a cui puoi rivolgerti, hai voluto la bicicletta? Pedala!

Eppure le nostre leggi escono fuori da una costituzione che conosceva la dittatura, qualcosina avrebbe dovuto prevederla per casi come questi, pensi tu che sei un ingenuo… no, no, e ancora no: in Italia se il popolo sbaglia… paga.

Ove, per assurdo, si potesse prescindere dalla radicale inammissibilità del ricorso, pare anche a questo Tribunale di dovere convenire con l’AGA in relazione alla assoluta carenza di giurisdizione in relazione alle pretese qui azionate in via cautelare. Come accennato, il ricorrente chiede di sospendere una serie di provvedimenti con cui il Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Interno hanno dato avvio al complesso procedimento delle operazioni elettorali, disapplicandoli, previa valutazione della loro illegittimità (derivata dalla illegittimità costituzionale della legge elettorale vigente). Come è noto (cfr. Cass. S.U., ord. 16/5/06 n. 11623) vi sono atti che non sono, per i loro caratteri intrinsechi, soggetti a controllo giurisdizionale, in quanto attraverso di essi si realizzano scelte di specifico rilievo costituzionale e politico; atti che non sarebbe corretto qualificare come amministrativi e in ordine ai quali l’intervento del Giudice determinerebbe un’interferenza del potere giudiziario nell’ambito di altri poteri.

Quindi grazie all’Avv.to Bozzi

E’ STATO SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATO CHE:

SE IN ITALIA

VENISSE APPROVATA

UNA LEGGE ELETTORALE

ANTICOSTITUZIONALE

I CITTADINI ITALIANI

POTREBBERO

ESCLUSIVAMENTE…

COMINCIARE A PREGARE!

No all’astensione attiva al seggio

Astensionismo attivo con verbalizzazione, poco ma sicuro che ormai tutti i Presidenti di Seggio sono allertati e si stanno informando su come rispondere a quella che potrebbe essere la prima uscita pubblica dell’astensionismo politico e attivo.

Però sulla verbalizzazione io due domande due me le farei.

Nessun partito mi rappresenta… avete letto i programmi di tutti i partiti? Io dopo qualche ricerca ho trovato una lista con cui mi trovo in perfetta sintonia. Nonostante questo non andrò a votare perché mi riconosco in una formazione politica, infatti io non voto la mia formazione politica.

Verbalizzare circa le elezioni anticostituzionali (come quelle precedenti) è pretestuoso. Reale ma pretestuoso. Perché se avessimo rappresentanti politici da votare non ce ne saremmo accorti che abbiamo una legge elettorale anticostituzionale, l’avremmo chiamata porcellum e avremmo comunque votato.

Non ho una mentalità astensionistica ma parecipativa, mi è difficile astenermi ma per me il mio voto ha un senso e quindi anche il mio non voto, disilluso ma non disaffezionato, sanzionatorio, io non voto la mia parte politica perché mi ha delusa, probabilmente tornerò a votarla se recupera la ragione ANCHE dopo la campagna elettorale.

L’astensionismo organizzato per dare un colpo nello stomaco alla politica mi sa di vendetta e effettivamente anch’io avrei voglia di vendetta, ma a ragionarci su non è un comportamento che perseguo, io non sono così. Io costruisco, non amo distruggere. E costruire un elettorato che sa che può utilizzare il voto per sanzionare la politica è una sfumatura diversa dal restituire la scheda elettorale al mittente, che è un gesto dal sapore antipolitico.

Chiunque ama la politica e la considera parte integrante della propria vita, chi si rende conto che davvero le scelte politiche influiscono sulla propria vita quotidiana dovrebbe considerare l’astensionismo con attenzione, gli appelli a comportamenti leggeri e per altro rischiosi perché esistono i reati elettorali, dovrebbero essere molto più cauti.

Vogliamo essere visibili nella nostra scelta astensionistica: facciamoci un paio di foto davanti al seggio dove non abbiamo votato e raccogliamole in un album. Stop. Discutiamo dell’astensione come strumento sanzonatorio della propria parte politica, raccolgiamo dati, informiamo, ma non lanciamoci in campagne folli con catene di Sant’Antonio, senza spiegare, solo per raccogliere consensi facili come qualunque becero politicante.

Perché verbalizzare il mio dissenso? Qual è il risultato che mi attendo? Io non ho ancora capito questo, cosa ti attendi in risposta? Ti senti meglio perché sei andato al seggio e hai rifiutato la scheda puntando il dito contro tutto l’arco di partiti italiani e contro tutti i politici italiani?

Io non riesco a farlo, io qualcosa di buono ancora lo vedo, qualche speranza ancora ce l’ho e se non voto è un discorso tra me e la mia parte politica. Ma credo nel sistema politico e nella sua migliorabilità. E credo che l’astensione possa essere uno strumento di indirizzo politico, non una violenza gratuita contro lo Stato.

Presidente di Seggio… verbalizzi?


Accadeva già durante un referendum nel 2002 :“….una circolare del Ministero dell’Interno, diramata ai Prefetti per essere indirizzata ai Presidenti di seggio, nella quale testualmente era scritto:

Alcuni gruppi politici hanno diramato sulla stampa quotidiana un invito agli elettori affinché richiedano al presidente di seggio, in occasione delle operazioni di voto del referendum costituzionale di domenica 7 ottobre p.v., che venga fatta verbalizzare una dichiarazione con la quale si contesta la validità e la legalità della consultazione a causa, in sostanza, della presunta scarsa pubblicità data alla stessa.
Al riguardo si ritiene che tali dichiarazioni, concernendo le modalità di svolgimento della propaganda referendaria, non possano essere assunte a verbale, non rientrando nella fattispecie dei reclami, proteste e contestazioni, afferenti alle operazioni elettorali di cui all’art. 74 comma 2, del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361. Si pregano, pertanto le ss.ll. di rappresentare quanto sopra ai presidenti di seggio. Sottolineando la necessità di dare corretta applicazione al suddetto disposto normativo, come nei sensi indicati, e richiamando altresì l’attenzione sulle disposizioni del paragrafo 7 della pubblicazione n. 2 “Referendum” curata dal Ministero dell’Interno, recante “istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione”.

La citata circolare del Ministero degli interni ha posto in seria difficoltà i Presidenti di seggio che, di fronte alla richiesta di verbalizzazione degli elettori, si sono comportati in modo diverso nelle diverse sezioni elettorali d’Italia :
alcuni, hanno accolto la contestazione e verbalizzato quanto richiesto dagli elettori;
altri, attenendosi rigorosamente a quanto sollecitato dalla circolare ministeriale, hanno rigettato categoricamente la richiesta di verbalizzazione
altri ancora, hanno accettato di verbalizzare il mancato accoglimento della contestazione

http://www.radicali.it/view.php?id=23360

….

Quindi la risposta definitiva è che l’astensione attiva si può forse fare, dipende dal Presidente di Seggio.

Ricordatevi però che alcune cose sono reato:

non restituire la scheda elettorale

strappare la scheda elettorale

intralciare le operazioni di voto

…..

Poniamo che incontrate un Presidente di Seggio di quelli che non verbalizzano….

Le fasi generalmente sono queste: identificazione dell’elettore e consegna della scheda. La consegna della scheda non è un’automatismo, se non erro, infatti il Presidente di Seggio dovrebbe chiedere quale scheda si intende votare nel caso di più schede…

Poniamo che io sia un Presidente di Seggio, arrivi tu col tuo piano dell’astensione attiva. Io non sono deficiente e navigo su internet come te, mi sono studiato bene bene come accoglierti…

Se chiedo e rifiuti le schede cavoli tuoi, io non verbalizzo niente che non sia strettamente inerente alla conduzione del seggio. Vuoi chiamare il pubblico ufficiale per costringermi a mettere a verbale che è tutto un magna magna? Lo chiamo io e verbalizzo che ti allontano dal seggio perchè stai disturbando. E se insisti verbalizzo che ti faccio portare in galera. I tuoi allegati e le tue dichiarazioni ce le discutiamo in altra sede. Intanto mi fai proseguire e non rompi i coglion*. Il pubblico ufficiale è ai miei ordini, protegge me e le mie decisioni delle quali risponderò in seguito nelle sedi preposte.

Il segretario viene multato se non verbalizza il tuo reclamo contro la costituzionalità delle elezioni o la tua protesta perchè non ti senti rappresentato? C’è una norma che preveda che debba verbalizzare le opinioni e i dissensi politici di qualunque esaltato? No, che sia chiaro, perchè se devo verbalizzare qualunque cosa salti in mente agli elettori mi ritrovo con gente di tutti i tipi. Io verbalizzo reclami e proteste inerenti a questo seggio, non alla politica nazionale.

Se chiedo e le prendi e poi mi guardi in faccia e me le restituisci…. le metto nell’urna. Non vuoi? Vuoi verbalizzare cosa? Che è tutto un magna magna? Mi chiamate l’ufficiale giudiziario per favore e allontanate ’sto tipo dal seggio? Non sono bianche? Sono “restituite”? Lo sai che ti ho chiesto per cosa intendevi votare e mi hai risposto “camera e senato”? Lo sai che sono un pubblico ufficiale in questo momento? Lo sai che hai dichiarato il falso con l’intento di ritardare ed intralciare le operazioni di voto? Lo sai che è un reato? Lo sai che i reati elettorali possono interdire per sempre dai pubblici uffici?

Non vuoi che le metta nell’urna? Bene, le invalido perchè non è possibile votare fuori dalle cabine. Vuoi che metta a verbale che non ti senti rappresentato? Potevi anche startene a casa, qui si viene per votare dentro quella cabina lì, fuori da quella cabina lì siamo in un ufficio elettorale, non si raccolgono opinioni politiche.

C’è una possibilità di risultare nei processi verbali per disposizione: basta non restituire la scheda. In quel caso risulta che sei andato a votare e non hai restituito la scheda. Cosa succede? “L’elettore che non riconsegna una scheda o la matita è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 200.000 a lire 600.000.” : restituite la scheda elettorale. Il Presidente di Seggio : Art. 44 Può disporre altresì che gli elettori, i quali indugino artificiosamente nella votazione, o non rispondano all’invito di restituire la scheda riempita, siano allontanati dalle cabine, previa restituzione della scheda, e siano riammessi a votare soltanto dopo che abbiano votato gli altri elettori presenti. Di ciò è dato atto nel processo verbale http://www.camera.it/cost_reg_funz/667/668/728/listaArticoli.asp

Le condanne per reati elettorali, ove venga dal Giudice applicata la pena della reclusione, producono sempre la sospensione dal diritto elettorale e l’interdizione dai pubblici uffici.: evitate di prendere a pugni un Presidente di Seggio

art. 100 Chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali o altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi è punito con la reclusione da uno a sei anni : non strappate la scheda elettorale.

Astensione attiva/rifiuto della scheda: attenti!!!!

Il dubbio è: E’ POSSIBILE RICHIEDERE CHE SI VERBALIZZINO SOLO RECLAMI O PROTESTE SULLA CONDUZIONE DEL SEGGIO, NON OPINIONI O DISSENSI DI TIPO POLITICO?

Grazie a Sale del Mondo si può finalmente fare un po’ di chiarezza sull’astensione attiva e quanto ne deriva, ma non c’è nulla di certo, in realtà:

“Da più parti arriva la richiesta di un riscontro di legge puntuale circa la possibilità di non ritirare o restituire le schede elettorali, con conseguente verbalizzazione dei motivi del rifiuto o della restituzione.
Il dubbio, è che in assenza di una previsione normativa chiara i Presidenti di seggio potrebbero facilmente mettere in difficoltà chi volesse portare avanti questo tipo d’iniziativa.


  • l’elettore non ritira la scheda: vuol dire che non partecipa al voto e questo viene annotato sulle pandette (non sul verbale)
  • l’elettore non consegna la scheda: questo viene annotato sul verbale e l’elettore è sicuramente passibile di sanzioni amministrative (è detto chiaramente che chi non restituisce la matita viene multato…. per la scheda la legge non dice niente, ma potrebbero esserci anche conseguenze penali)

Nel caso specifico, c’è un indubbio interesse dell’elettore ad esercitare il proprio diritto di voto. Ma oltre che un diritto, l’esercizio di voto è anche un dovere civico Per le elezioni politiche la legge prevede per i non votanti che si astengono dal voto (non vanno a votare) l’iscrizione nel casellario giudiziario della menzione “NON HA VOTATO”, ma solo per le politiche, non anche per le amministrative. Questa dizione però, è stata inserita solo una volta (elezioni del 1948), poi la norma è caduta in disuso.

Art. 104, comma 5, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche: Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000. La norma si riferisce alle disposizioni che impartisce il Presidente di Seggio. Non qualsiasi elettore

Per concludere, in attesa di studiare meglio quale o quali proteste avanzare nei seggi, dei consigli utili.

Come sopra ricordato, il segretario di sezione è obbligato a verbalizzare qualsiasi reclamo provenga dagli elettori. Benché forti di questa norma, evitare in ogni caso di passare dalla ragione al torto ed incorrere nelle sanzioni previste per chi turba il regolare svolgimento delle operazioni di voto.

Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto, evitare di farsi coinvolgere in accese ed inutili discussioni.
Rivolgersi invece alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche). La forza pubblica è alle dirette dipendenze del Presidente di seggio che può anche ordinare l’arresto di chi disturba il regolare andamento delle elezioni; ma il più delle volte esecita solo di potere di chiamare la forza pubblica per far allontare l’elettore. Se si ‘notifica’ per il tramite dell’Ufficiale giudiziario un ‘reclamo’ o un ‘esposto’ questo viene allegato al verbale e si riferisce ad irregolarità nella conduzione e gestione del seggio allora la magistratura apre una indagine nei confronti dei componenti del seggio, primo tra tutti il Presidente.

Conclusioni: questo tipo di protesta non produce alcun risultato, pretendere di far inserire a verbale dichiarazioni del tipo “non voto perchè sono tutti stronzi” non è possibile: non voti e basta…… disegnare oscenità sulla scheda: un’altra stronzata, perchè al momento dello scrutinio il Presidente dichiara “scheda nulla” e basta e la scheda va nel pacchetto delle schede nulle, insieme a quelle votate per due partiti o qualcos’altro che non rende intellegibile il voto.

Chi non vuole votare, quindi, deve SOLO accontentarsi di far eleggere i deputati e i senatori da quelli (magari pochi o pochissimi) che andranno a votare.
Se poi vuole andare sui giornali: si mette un cartello al collo “non andate a votare” e si presenta davanti alle scuole dove ci sono i seggi elettorali. Viene subito arrestato, ma finisce sui giornali; sta due o tre giorni dentro e poi viene rilasciato…… in attesa di giudizio.

N.B. LE SCHEDE BIANCHE O NULLE NON RIENTRANO NEL COMPUTO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA!

Pubblicato in: on at 10:50 am Commenti (16)
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voto… non voto…. voto…non voto

gerbera - fiore

Sono in crisi: ho letto i dieci punti di io voto libero, la mia decisione di non votare è incrinatissima dal punto 10.

Su 10 punti 9 mi confermano che non dovrei votare: non esiste qualcuno che possa sopravvivere ai primi 9 punti… poi ti arriva il 10: se anche non hai trovato nessuno da votare… vota lo stesso, meglio il meno peggio al peggio.

Va bene, immagino di votare e per le amministrative non avrei avuto problemi: avrei votato le liste civiche di Grillo, probabilmente.

Ci sono fondati dubbi sulla mafiosità dello stato italiano. Una delle mie? Ebbene sì: una delle mie e, come tutte le mie, messe qui a disposizione di tutti, spudoratamente e senza vergogna. Dire che ci sono fondati dubbi sulla mafiosità dello Stato Italiano è l’equivalente di dire che ci sono fondati dubbi sulla Regione Sicilia, non tutti sono mafiosi, ma il sistema “Regione” è governato dalla mafia. Da cui discende tutto.

Per le amministrative occhio a chi votate. E’ da lì che partono gli inciuci.

E per le nazionali che si fa? si vota in un sistema blindato di finta democrazia per schieramenti politici che sono legati alle organizzazioni criminali o non si vota e questi continuano a svenderci alle mafie?

Una cosa è non avere rappresentanza politica, altra cosa è avere uno stato mafioso.

Ci fossero le preferenze… e non ci sono, no, nessuna preferenza, pacchetto unico, non decido io a chi va il mio voto.

…. dare il mio voto ad un partito tipo “impotenti esistenzialisti”????

KI MINKIA VOTO?????

riflettiamo: antimafia, come si fa antimafia? Non si vota per schieramenti inquinati… ah bé.

PdL? lasciamo perdere. PD? chiedete a De Magistris. Casini e Cuffaro con lo slogan “cannoli per tutti”? Sinistra Arcobaleno… no, Sinistra Arcobaleno non può essere il meno peggio.

Mi va a fare l’inciucio con il PD se solo ne ha occasione, pronto a disconoscere ogni cosa in nome delle responsabilità di governo! Continuano a dire “è Walter che non ci ha voluti e se nò noi nemmeno ci pensavano di dissociarci da Walter”

Ha fatto le liste, non esenti da critiche ma liste. L’antimafia è presente nelle liste della sinistra arcobaleno.

Devo riflettere.
Qual è la priorità in uno stato di mafia? Combattere la mafia. Ripulire il sistema, segnare i confini, denunciare le ambiguità, pretendere PRETENDERE trasparenza. Togliere dal potere politico i collusi.

Ma come ci si può fidare della Sinistra Arcobaleno? Non è un arcobaleno vero, è di cartone, lo hanno attaccato ad una parete finta, non hanno nemmeno fatto lo sforzo di riscrivere i discorsi elettorali: hanno preso quelli di 25 anni fa, ascoltateli con attenzione che sono pezzi storici, dopo il 15 aprile col cavolo che li risentiremo di nuovo!

E però c’è un po’ di antimafia insieme a questi orfani di Walter.

E l’antimafia è garanzia di qualcosa: lotte per un parlamento pulito, per la difesa dei poteri della magistratura, accesso a documenti e possibilità di controllo e di denuncia.

Ma…. il capolista veneto è Paolo Ferrero, ministro delle politiche sociali nel Governo Prodi.

Sintesi: tutte le sfighe a me.

Paolo Ferraro è stato indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’esercizio delle sue funzioni di Ministro…. qualcuno sa nulla della sentenza? Procura di Roma: assolto o condannato?
I fatti: ha messo nella consulta nazionale per le tossicodipendenze un’ex terrorista connannata a 12 anni di carcere per omicidio (politico). Pena scontata, riabilitata ma interdetta per sempre ai pubblici uffici.

Il ministro Paolo Ferraro ha pensato che si poteva fare un’eccezione? Per persona di provate competenze, non metto in dubbio, resta il fatto che era interdetta dai pubblici uffici. E che potrebbe offendere parecchia gente che si facciano certe eccezioni: non tutti hanno un bel ricordo della lotta armata degli anni ‘70.

Sollevazione da destra e da sinistra, gran polverone tra chi “non si perdona mai” e chi “si può sempre ricominciare”. Ma il punto non è questo.

Il punto è credere di poter agire al di sopra della legge quando si arriva ai piani alti. E non mi importa se è per persona di comprovata competenza: onestà vuole che si agisca in modo nettamente opposto: si va in Parlamento e si dice: “vorrei usare le competenze di tizio ma la legge me lo impedisce, è una legge giusta?”

Non so il nostro parlamento, io però ti avrei risposto che se si commettono reati politici efferati non importa il colore, l’ideologia, la vicinanza ideologica. O colpire un avversario politico con l’eliminazione fisica di un suo componente lo mettiamo tra i reati che non comportano l’interdizione dai pubblici uffici? Un paio di cannoli e non ci pensiamo più?

Cara Sinistra Arcobaleno: io non ce la fo a votare Ferrero.

Quindi anche volendo….