Mononoke e BastianCuntrari si sono già attivate per la Valle dei Templi, sono grata ad entrambe e entrambe mi hanno fatto trattenere le lacrime.
Se oggi nessuno può negare che sulla vicenda del Vaccino contro l’HPV oltre all’informazione di parte in Italia c’è stata un informazione completa è grazie a noi: prendiamocelo questo merito. I vostri link, lo sapete, ancora portano centinaia di persone su questo blog, che ha avuto ed ha ancora un ruolo piccolo ma non indifferente.
Per me è stata la scoperta che l’informazione in Italia è davvero controllata e pilotata. Ma anche che la rete può innescare processi contrari e ricostruibili grazie ai contatori. Si poteva fare di più ma non avrei potuto farlo io, per motivi che un giorno o l’altro vi racconterò.
Per la Valle possiamo provare a far la stessa cosa, per altro paradossalmente dovrebbe essere una vicenda di più semplice approccio: un rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, basta il buon senso per capire che dire no è un’opzione legittima.
Non occorre nemmeno essere ambientalisti, non occorre appartenere a nessun tipo di schieramento, la scelta è tra una Valle che è stata ed è amata da milioni di nomi illustri ed anonimi sconosciuti e una costruzione che ne mette a rischio l’esistenza.
I rigassificatori sono sicuri. Ma sottoposti alle direttive Seveso, quelle applicate per costruzioni al più alto rischio di pericolosità. I rigassificatori sono sicuri ma è possibile che provichino disastri. Su questa possibilità si vuol giocare il destino di 2500 anni di testimonianza storica.
Il punto è tutto qui. Dietro questo punto c’è il mondo della finanza, delle scelte politiche, dei piani di sviluppo, degli equilibri internazionali, di tutto quello che volete, ma a noi interessa soprattutto quel punto: esporre la Valle alla possibilità del degrado, del finire per l’essere inserita in un contesto di industrializzazione al massimo grado di pericolosità.
Bastian cuntrario lancia un’idea semplicissima: una mail di protesta al Presidente della Regione Sicilia.
… io so fare tante cose, ma non ho idea di come si faccia una mail di protesta in rete, non sono nemmeno brava a scrivere gli appelli, lo sapete, ognuno ha i suoi limiti, occorre il dono della sintesi e della chiarezza… ci serve una mano. anche un paio.
Vorrei far tutto con ordine ma anche questa volta (come per il Vaccino contro l’HPV) sono arrivata a giochi fatti e dovrò sia ricostruire le varie fasi che tenermi e tenervi al passo con i fatti.
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E il fatto è che è entrata in vigore la norma del segreto di stato…
cioè mi sto mettendo in guai seri, ma questo è solo un inciso…
cioè, intendevo dire, è tutto sottoposto al segreto di stato: dall’iter autorizzativo al monitoraggio, dalla costruzione alla logistica.
Ah bé.
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Quindi nessuno saprà mai come fece la Nuove Energie srl ad ottenere di costruire e gestire il rigassificatore senza avere le autorizzazioni per costruire e gestire il rigassificatore… secondo il garante per la concorrenza- Provvedimento 15464 - il dettaglio è ininfluente …non so secondo la Procura e temo non lo saprò mai…
Nessuno saprà mai se Nuove energie delle famiglie Stabiumi e Lonati di Brescia avessero concordato la vendita del loro 90% all’Enel sin dall’inizio (il resto di Nuove Energie srl è sempre degli stessi Stabiumi e Lonati e quindi restano in società per il loro 10% con l’Enel nella costruzione e gestione del rigassificatore)… sempre secondo il garante no, ma secondo la Procura… non lo sapremo mai.
Nuove energie srl… Margherita Stabiumi Amministratore Delegato e Vito Aurelio Campanella Project Manager… coinvolto nel 2006 nell’inchiesta per la maxi truffa dei fondi europei alle imprese… a meno che non si tratti di un caso di omonimia.
Secondo le ultime rivelazioni del pentito Campanella… Vito Aurelio Campanella sarebbe la mente delle maxi truffe, lo schema seguito era quello di fare società fittizie per accedere ai finanziamenti… cioè :
““Facevano una srl scatola, utilizzavano attestazioni bancarie false o vere duplicate, come nel caso di Oasi, e ottenevano un decreto di finanziamento nel settore turistico-alberghiero. Poi, con una serie di compiacenze all´interno dei ministeri e della banche concessionarie, trasferivano, vendendoli, i decreti di finanziamento a società terze e ne lucravano il corrispettivo”. da Articolo21
ah bé.
e qualcuno può dirmi se è questa la società di cui stiamo parlando?
Siamo praticamente ammutolite dopo aver visto Che tempo che fa
Quelle notizie che nemmeno val più la pena, cheSchifani sia un amico di mafiosiè riportato su Wikipedia tanto è dato oggettivo. [nota: il giorno successivo alla pubblicazione di questo post la voce "Renato Schifani" in wikipedia è stata modificata e Schifani non è più oggettivamente amico di mafiosi...]
Commentiamo, io e Mononoke, poi di nuovo affrontiamo l’argomento che da qualche giorno non riusciamo a districare.
Il pericolo del mio rientro in Sicilia con la testa che mi ritrovo, si potrebbe riassumere così.
Pericolo che Mononoke adesso sente più vicino, ho iniziato ad interessarmi alla vicenda del rigassificatore della Valle dei Templi, caratterizzata anche questa vicenda da un’assenza di informazione, come se fosse un dettaglio ininfluente che accanto ci sia un’Area Archeologica sotto tutela Unesco.
Ne parlo a Verona, sorrisi: è una delle solite vicende siciliane, non sarebbe mai successo in un altro luogo. Ancora una volta la sensazione che per sempre la mia origine mi renderà “diversa”, il marchio delle vittime che mai si ribellano, che tutto subiscono, che non hanno consapevolezza dell’essere cittadini.
Cerco appoggio morale: mi batterò perché non avvenga questo scempio e i volti cambiano, diventano tesi, si legge l’affetto e la preoccupazione.
Mononoke. Mononoke ha l’esatta percezione delle mie parole e si preoccupa. Sa che Gian Joseph Morici ha già ricevuto due minacce di morte, Gian Joseph Morici si oppone anche facendo informazione.
Mononoke. Spiego, non mi giustifico, spiego perché tornare nella mia terra significa chiedermi come ci tornerò e spiego la mia scelta, maturata da mesi, la scelta di combattere per la legalità. Carlo con una frase mi blocca per giorni, “persone come voi” ed io non saprei dire che tipo di persone, non c’è un tipo di persona, però forse c’è un tipo di rabbia. Non ho risolto, non so cosa dire, non dovrebbe esserci Carlo, Carlo non dovrebbe pensare che per fortuna ci sono altre persone che osano dire, Carlo dovrebbe chiedersi perché non si dovrebbe poter dire senza avere la sensazione che sia pericoloso… ma ha ragione lui.
E’ che non dovrebbe essere così. Non dovrei dover mettere in conto che se comincio a difendere la Valle dei Templi da una costruzione potenzialmente pericolosa potrei finire io stessa in pericolo. Non dovrei chiedermi se sono disposta ad affrontare un rischio di questo tipo, non dovrei pensare a come dirlo alla mia famiglia, a come inciderà sulla mia ricerca di un nuovo lavoro.
Invece devo interrogarmi e lucidamente chiedermi se sono disposta ad andare fino in fondo, fare i conti con la possibilità che “dire” diventi un’attività pericolosa. La possibilità.
La mafia si combatte con la parola, con l’informazione, la mafia vince quando riesce a far calare il silenzio, quando la verità diventa qualcosa di pericoloso, da cui è meglio stare lontano.
Non so se e quanta mafia ci sia dietro la vicenda del rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, non so se sia davvero pericoloso tentare di difenderla, ma pensare preventivamente che sia meglio lasciar perdere perché potrebbe essere pericoloso… no, tanto vale non tornare nella mia terra se dovesse essere questo il mio modo di pormi.
Non mi sto giustificando, vorrei solo spiegare. Anche perché ho bisogno che se ne parli il più possibile e che salvare la Valle non resti un fatto di Sicilia.
Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.
……………
Non -rigassifichiamo la Valle (2)
Giovanni Puglisi - Unesco
………..
Paragrafi in cui è diviso questo post:
1- La posizione di Puglisi PRIMA
2 - La posizione di Puglisi DOPO
3 - Da Puglisi a Unicredit in una mossa
4 - Da Puglisi a Mediaset in una mossa
5 - Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)
Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro
Roma, 27/04/2007
Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:
A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.
La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO - scrive Puglisi - evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”
Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”
(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento
– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007
se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.
Lo so, lo so, sono maligna.
Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?
e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!
Parola di presidente Unesco.
……
3 e 4 - DA PUGLISI A….
da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.
Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri
…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”
Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case - denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/
… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli?????? DILLO A PROFUMO. ORG
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6 - CONCLUSIONI
Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?
Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.
Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.
I criteri che vengono citati:
(i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
(ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
(iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
(iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana
Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.
Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.
Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.
Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.
Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:
ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.
ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.
ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.
ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.
Queste le più ovvie.
Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:
la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…
Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!
C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.
Passando dalla Valle.
ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni(laValledeiTempli.net)
Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.
Se andate subito forse sarete tra i pochi privileggiati che vedrano il suo sito dedicato a me…. flap-flap
Perché come sono insistente io credo pochi…
ma volevo solo il testo di una canzone che ascolto e riascolto e….
bé, ascoltatela da voi, si tratta di e semu ccae se anche non capite le parole gustatevi la musica e il timbro, poi ne parliamo, poi se volete avrete la traduzione, per il momento ascoltatela e basta.
Quando questo post si sarà autodistrutto e nessun link sarà più… su myspace potete ritrovare Francesco Giunta e continuare a scoprirlo.
E se questo blog desse la possibilità di accogliervi con una musica “E semu cca” sarebbe la musica che trovereste, sarebbero le parole che vi canterei, sarebbero le note che vi farebbero muovere i pensieri e il corpo.
Il titolo significa “e siamo qui” ed è esattamente dove siamo tutti. Però c’è la musica che no, non indica immobilità. E’ dove sono io, tra luce e buio, è dove siete voi, a cuore nudo. Punto di arrivo? Di partenza? Fremiti. Ma se parto a dirvi di questa musica e di queste parole vien fuori uno di quei miei incomprensibili post di parole e suoni, per ora gustatela con le vostre papille.
….qualcuno ti porta una poesia, un fiore, tanto colore.
Impossibile non dire, come impossibile non sentire la commozione per un gesto inatteso, quelli che vengono dal cuore, nessun motivo, nessuna ricorrenza, solo un gesto.
Portami il girasole ch’io lo trapianti
Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.
Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
‘Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli…
‘a litturina da ciccum-etnea
i saggi ginnici ‘u Nabuccu
‘a scola sta finennu.
Man manu ca passunu li jonna
sta frevi mi trasi ‘nda ll’ossa
‘ccu tuttu ca fora c’è ‘a guerra
mi sentu stranizza d’amuri… l’amuri
e quannu t’ancontru ‘nda strata
mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
‘ccu tuttu ca fora si mori
na’ mori stranizza d’amuri… l’amuri.
Traduzione:
Nel vallone di Scammacca
i carrettieri ogni tanto
lasciavano i loro bisogni
e i mosconi ci volavano sopra
andavamo a caccia di lucertole
il vagone della circum-etnea
i saggi ginnici al Nabucco
la scuola sta finendo
man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori c’è guerra
mi sento una stranezza d’amore…l’amore
e quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
con tutto che fuori si muore
non muore questa stranezza d’amore…l’amore.
Il palcoscenico è nudo, il centro vuoto, appena a destra una sedia, una bottiglia di vetro con dell’acqua, a terra davanti alla sedia un pannello quadrato e scuro. Sulla sinistra la postazione per due musicanti sgabello, microfoni, cassa, una piccola giara, una brocca di vetro, una chitarra acustica. Basta. Il palcoscenico nudo mi fa sempre più effetto di qualunque altra coreografia, è impegnativo e non hai dove posare gli occhi in caso di noia…
Nessuna noia ieri al Teatro Camploy di Verona. Ma rapimento, totale, coinvolgente rapimento. Davide Enia fa parte di quelle rare persone che hanno il dono della fabulazione, cantastorie senza figure dipinte, gestualità essenziale come essenziale è la scena e in quella essenzialità… immagini, l’occhio costretto a seguire i movimenti impercettibili e la mente che liberamente elabora l’immagine.
Un trama per capire? Dunque: c’è Antonino che ha 13 anni e c’è labbra dorate che vale 10 punti… no, c’é Antonino che ha 13 anni e vuole quei 10 punti che consistono in bacio di bocca con la lingua e toccata di minne…. dunque c’è Antonino che è il numero 9… ma voi non lo sapete cos’è il numero 9… ve lo dovrebbe spiegare il pescesqualo. Dunque c’è Antonino che ha 13 anni ed è bravo bravissimo a fare una cosa: lui non perde mai nella gara di masturbazione di gruppo… che è il sole di luglio e brividi di grano lungo la schiena…. ma il re del mare lo direbbe meglio e allora sapreste anche come il mare cominciò a muoversi dopo essere stato salato… dunque c’è Antonino che ha 13 anni e vuol fare il pescatore da grande per andare oltre l’orizzonte e vuole 10 punti dal bacio di bocca con la lingua e toccata di minne con labbra dorate e non gli piace labbra dorate perché è una stupida femmina e a lui non piacciono le stupide femmine e… il ragazzo secco invece nell’unica mano rimasta adesso ha un ricciolo biondo mentre si allontana disteso sulla barca… e un fischio…
…un fischio che si fischia da solo nella mente mentre torno a casa, colonna sonora di un prezioso momento, come le note della chitarra, i colpi sulla cassa, le tre voci insieme per scappare, per piangere, per narrare. Davide Enia, Giulio Barocchieri e Rosario Punzo sul palcoscenico nudo.
ecco, un post complesso da scrivere…. dovrei rimandarvi al post “Folk siciliano: Rosa Balistreri”….. in cui è una splendida canzone di Rosa “Quannu moru” che….
Ciao Angela,
mi fa piacere leggere quanto scrivi su Rosa Balistreri.
Da qualche tempo mi dedico alla diffusione dell’opera di Rosa..
L’immagine e il video su “Quannu moru” che riporti provengono (magari non direttamente) da www.rosabalistreri.it, sito che curo da qualche tempo e e sul quale potrai trovare molte altre notizie, immagini e informazioni su Rosa e sul lavoro che abbiamo fatto (e continuiamo a fare) con Teatro del Sole.
Mi stupisce non trovare il link al nostro sito e, quasi certamente, non ne avevi notizia.
Spero di averti fatto cosa gradita scrivendoti.
Cordialmente
Francesco Giunta
Carissima Angela,
nessun problema e autorizzazione illimitata (piuttosto davvero grazie).
Due cose brevissime su “Quannu moru”, pubblicata postuma come alcune altre “perle” della grande Rosa.
L’unica registrazione esistente di questo brano (almeno fino ad adesso) è quella presente in “Rari e Inediti” che ho curato per Teatro del Sole nel 1997.
Rosa la cantò a Palermo, poco tempo prima di morire, in casa di Felice Liotti che di Rosa fu fino all’ultimo. Felice la registrò con un “mangianastri” e ricorda che Rosa in quella occasione gli disse “Ti lassu ‘u me testamentu”.
Una pura coincidenza, diversi anni dopo, mi fa incontrare Felice che, saputo che mi stavo accupando di Rosa, mi passò questo straordinario documento sonoro che ho immediatamente pubblicato.
Un secondo evento singolare: Wim Wenders è in questi giorni a Palermo per girare un film. In conferenza stampa, essendo nota la sua predilezione a utilizzare la musica del territorio in cui realizza le sue opere, gli è stato chiesto quale musica ha la “sua” Palermo. L’unica cosa certa - ha risposto - è che nel suo film ci sarà proprio la voce di Rosa, che canta “Quannu moru”.
Grazie ancora Rosa!
@Francesco…e quindi io ho in esclusiva mondiale questo tuo commento? Con autorizzazione illimitata? Approfittatrice all’opera, domani grande apertura di Blog con Francesco Giunta, Felice Liotta e Win Wenders. Musiche di Rosa Balistreri.
Dopo di ciò…potrei persino chiuderlo questo blog. Ultimo post: Win Wenders e Rosa.
nient’altro da dire.
solo… grazie.
Non c’era altro modo per spiegarvi l’antefatto!
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Adesso però non so come spiegarvi oltre…. Win Wenders… avete presente? Io si, ho sempre presente “Il cielo sopra Berlino”, quel sapore di ricerca delle origini e di distacco mescolate insieme, di attesa, osservazione, sensi, barriere e precipizi.
E Rosa Balistreri, quel sapore delle origini e distacco mescolate insieme, di attesa, osservazione, sensi, barriere e precipizi.
Nato dall’iniziativa di un professionista locale che aveva pensato a lui per un film sulla città, “Palermo Story” avrà un budget di circa quattro milioni di Euro, finanziato in parte con fondi dell’Unione Europea, ma soprattutto sarà una pellicola che rileggerà alcuni dei temi più cari a Wenders: l’inquietudine, il viaggio come ricerca di sé, e la scoperta delle diversità.
Durante la conferenza stampa, Wenders ha così commentato: “Ho scelto questa citta’ perché è legata al ricordo di quando ero giovane, sono venuto qui nel 1968. Con questa pellicola torno alla mia stagione di film europei, che si era interrotta con Lisbon story, girato nella parte ovest d’Europa. Questo sara’ invece il film sulla parte sud del continente. Ho girato diversi film senza una sceneggiatura interamente definita, anzi, alcuni addirittura senza una sceneggiatura. Alice nelle città, Nel corso del tempo, Lo stato delle cose, Nick’s film - Lighting over water, Il cielo sopra Berlino sono tra questi, così come i documentari, Buena Vista Social Club o L’anima di un uomo. Anche Paris, Texas è stato realizzato con una sceneggiatura scritta a metà. L’attuale situazione dei finanziamenti cinematografici sembra ormai aver reso impossibile questo tipo di approccio, ma poiché in questo caso, grazie al sostegno finanziario di cui dispongo, avrò il lusso della massima libertà, sono determinato a riaffacciarmi in quel territorio così avventuroso nel quale sento di aver realizzato i miei migliori lavori. Se si arriva in un posto nuovo con delle idee precostituite non si è liberi di immaginare o pensare. Io sono venuto qui con il cuore aperto, voglio che Palermo mi racconti la sua storia, affinché io la racconti al mondo. Certamente il film avrà gente del luogo, ma anche un attore straniero, che sappia ascoltare non da cittadino, ma da visitatore. Sono gli stereotipi i peggiori nemici della cultura contemporanea.”
La trama del film vedrà un berlinese di mezza età ritrovatosi in una crisi esistenziale e la necessità di rompere col passato, a confrontarsi con un radicale cambiamento che lo porterà a Palermo, dove incontrerà una giovane donna ed una vita completamente differente. Nelle riprese, che verranno ultimate entro il 2008, la musica, come in tutti i film del cineasta, avrà un particolare risalto, a doppio filo con la sceneggiatura.
“Non che non abbia dimostrato già quanto questo approccio rock’n'roll mi sia congeniale, ma questo sarà decisamente un film che non si ispirerà ad alcun modello. Né l’argomento né la fotografia sono mai stati affrontati in questo modo, né si è mai incontrata la musica in questo contesto. Sarà un viaggio sorprendente, innovativo, dal ritmo veloce. E posso promettere che mescolando diverse tecnologie di ripresa e utilizzando al massimo i vantaggi della postproduzione digitale, da un punto di vista visivo, sarà un viaggio davvero inusuale”.
Wenders racconta il cielo sopra Palermo
«Nel mio thriller le due anime della città»
PALERMO (6 ottobre) - Dal Cielo sopra Berlino a The Palermo shooting, un thriller romantico che sembra legare come un filo rosso la Germania alla Sicilia. Il regista Wim Wenders presenta così il film che inizierà a girare da lunedì nel capoluogo siciliano e che avrà tra gli attori, Campino, cantante del gruppo rock Die Toten Hosen, Dennis Hopper e Giovanna Mezzogiorno. «È un film “positivo” e propositivo che non vuole raccontare Palermo attraverso stereotipi, come la mafia e la violenza, ma trasmettere l’amore per una città complessa, orgogliosa di mostrare le sue ferite e dove si respira il misterioso rapporto tra morte e vita, luce e buio». The Palermo shooting è il primo film che Wenders gira tra Germania e la Sicilia: ha iniziato le riprese a Dusseldorf e ad Essen e ora il cast si è trasferito a Palermo. Wenders ha affidato a Campino, con cui ha collaborato nel 1999, il ruolo del fotografo Finn, il protagonista del film.
«Ho praticamente scritto il personaggio di Finn - dice Wenders - su misura per Campino, che oltre ad essere un musicista è un grande attore dotato di una forte presenza scenica».
«Per impostazione mentale - dice ancora il regista - non faccio mai film contro qualcosa. Ancor di più se si tratta di andare contro una città come Palermo che amo e da cui mi sento attratto. E’ una realtà misteriosa dove la vita e la morte si intrecciano e vivono in simbiosi, sconfinando nel sacro e nel profano. Sarà questo lo spirito del film: una città vista da due opposti punti di osservazione, quello dell’obiettivo della macchina fotografica di Finn e quello dell’arte della restauratrice interpretata da Giovanna Mezzogiorno».
Con il film Wenders vuole anche far riflettere la gente sul significato dell’esistenza,
esortando gli uomini a riappropriarsi di cose dimenticate come, per i palermitani, il mare: «Sembra che abbiano dimenticato di averlo, gli danno le spalle».
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Rosa Balistreri….
Francesco Giunta si occupa di diffonderne l’opera, nel sito spiega così i perchè:
Rosa Balistreri è universalmente considerata la Voce della Sicilia, senza dubbi o esitazioni. A livello internazionale, nonostante la sua scomparsa risalga al 1990, l’interesse per la sua opera non diminuisce, piuttosto cresce a ogni incontro con un nuovo ascoltatore di qualsiasi generazione.
Eppure la grande artista licatese non ha ancora ricevuto dalla sua terra il giusto omaggio.
Neanche la conclusione tragica della sua esistenza ha scosso i siciliani giustificando, per l’ennesima volta, l’idea fin troppo diffusa che in loro il sentimento più forte è la rassegnazione.
In realtà tanti di noi hanno continuato a ripetere in questi 16 anni che davanti alla perdita di un gioiello così prezioso non si può restare in silenzio, né consentire che il tempo cancelli insieme alla memoria anche la grande eredità che Rosa ci ha lasciato.
Questo sito nasce con l’intenzione di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono incontrare Rosa Balistreri o conoscerla ancora di più.
Siamo solo all’inizio ma finalmente all’inizio.
Il progetto verrà sviluppato con il contributo di quelli che l’hanno conosciuta e di quanti vorranno mettere a disposizione la loro conoscenza, la loro testimonianza o anche semplicemente la loro adesione e il loro sostegno.
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e, non ultimo, un divertente incontro, un gruppo bolognese…. quasi, i rRò, a Tato non posso che mandare un grandissimo abbraccio…
rRò live - Signuruzzu chiuviti chiuviti
cos’è rRò? rRò è un omaggio, un’eredità, un tesoro da serbare, tutto ciò che ha significato e significa Rosa Balistreri. Rosa, sconosciuta ai più, era ed è la Sicilia o meglio la sua atavica sofferenza; definirla semplicemente una cantante folk o un’interprete o una voce profonda, non basta, perchè insieme a tutte queste cose, Rosa è un dono, quel qualcosa che non poteva non esistere nella terra siciliana, una presenza necessaria. Ha cantato la Sicilia come nessun’ altra o altro, il suo è stato il vero folk, il canto popolare, ciò che per gli schiavi afroamericani era il blues; infatti come loro ha cantato la terra, il carcere, la violenza subita, l’ingiustizia, un’amore profondo per ciò che faceva. E’ stata definita l’Amalia Rodrigues siciliana, per noi è Rosa Balistreri, unica. Per questo abbiamo sentito la necessità di cantarla, di cantare i suoi canti, come lei stessa auspica nella sua ultima canzone-testamento. Di farlo a modo nostro avendo sempre il suo spirito e la sua energia accanto e dentro di noi. Lo stiamo facendo perchè la Sicilia che cantava negli anni 70 non sembra infondo così lontana da oggi. Seppur con sfumature diverse, la sofferenza si è solo evoluta ma mai ha smesso di essere tale. Lo stiamo facendo per non dimenticarla e non farla dimenticare. Lo stiamo facendo perchè qualcosa dentro ci ha spinti a farlo. www.myspaceeditor.it