HPV la domenica mattina

Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti!

Domenica mattina e mi viene in mente di cercare se ci sono novità sul vaccino HPV… ci sono.

In Italia l’Istituto Mario Negri sconsiglia la vaccinazione obbligatoria e ripropone in punti i motivi per cui forseforse questa vaccinazione è un attimo avventatella.

In Spagna hanno fatto di meglio: una petizione per bloccare la vaccinazione, firmatari nomi del mondo accademico spagnolo.

Che magari adesso qualcuno in Italia comincia a pensare che forseforse avventatelli meglio non esserlo?

Non sono contro i vaccini, non sono un medico, non ho competenze specifiche eppure da mesi mi sputtano in una campagna contro una vaccinazione che è una spesa folle, che non ha sicurezze scientifiche e che porterà, al meglio una diminuizione  dell’incidenza dei tumori alla cervice dell’utero, al peggio un aumento perché potrebbe infondere una sicurezza non corrispondente alla realtà!!!!

Ma porca meseriaccia: questo blog è conosciuto ormai da tutta la comunità scientifica italiana, lo so per certo, come so che sia la Merk che la Glaxo-Smith sanno di questo blog, oltre ad un certo numero di giornalisti. VOLETE SVEGLIARVIIIIII?????

Non c’è nessun leghista capace di dire “io ce l’ho duro e il vaccino gratis a tre fasce d’età al sud non lo do.. perché al nord è gratis solo per le dodicenni!” Che forse siamo tutti scemi e non lo capiamo che c’entrano le pressioni delle case farmaceutiche al sud? AL SUD LA VACCINAZIONE è  potenzialmente più inutile e dannosa che al nord perché non è coperto dalle strutture di screening!!!!

AAAAARRRRGGGGHHHHHHH

Nessun giornalista vuol sapere perché il Cervarix non è stato approvato dal FDA statunitense????

Nessun universitario è in grado di dire “signori, occhi aperti, la vaccinazione non è sicura”

Nessuno capace di dire che statisticamente non è certa una diminuizione dei tumori alla cervice dell’utero?

Nessuno capace di dire che forse ma forse se questi soldi andassero alle strutture di screening qualche ritorno in termini di salute pubblica ci sarebbe?

Aspettare di essere certi che abbia un senso vaccinare tutte le ragazzine, no eh? Aspettare di essere certi che non saranno  loro a pagare il nostro menefreghismo di nuovo no, vero? C’è chi si chiede se non si svilupperà nuovi fattori oncogeni, mica se procura brufoli! non me lo chiedo io, io mi chiedo solo se oltre a queste voci inutili di blog, altroconsumo, vaccini.net c’è qualcuno capace di capire che RIMANDARE LA VACCINAZIONE è NECESSARIO, non opportuno, non UN’OPZIONE, è l’unica strada che dovrebbe seguire uno Stato che davvero si prende cura dei propri cittadini e non li UTILIZZA invece per gigantesche scommesse!

E ‘fanculo alla moderazione!

Istituto Negri sul vaccino HPV

il parere dell’istituto mario negri

VACCINO HPV NON PUO’ ESSERE TRA GLI OBBLIGATORI

   (AGI/ ISTITUTO MARIO NEGRI) - Roma - Il vaccino per il papilloma virus (Hpv) non possiede caratteristiche tali da essere posto fra le vaccinazioni obbligatorie, perche’ non rientra fra le azioni prioritarie per la sanita’ pubblica; cio’ non toglie che esso possa essere comunque valido per singoli casi. E’ il parere dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. I tumori del collo dell’utero (o della cervice uterina) rappresentano in Italia l’1,6% di tutti i tumori femminili e sono in costante diminuzione.

 

Ogni anno secondo i dati del Ministero della Salute vengono diagnosticati circa 3500 nuovi casi che determinano circa 1000 decessi. Il virus HPV e’ la causa del tumore della cervice uterina. Tuttavia non tutte le donne infettate da HPV sono destinate ad avere un tumore. Su 100,000, donne solo 10-15.000 hanno un’ infezione persistente, e di esse solo pochi casi che non effettuano il PAP-test avranno un cancro della cervice uterina. Il tempo fra l’infezione e una lesione pre-cancerosa e’ di circa 5 anni; il tempo fra la lesione pre-cancerosa e il tumore e’ di alcuni decenni (20-40anni).

 

Esistono circa 150 genotipi del virus HPV, ma il 65% delle lesioni pre-cancerose e’ associato al tipo 16, al tipo 18 o ad entrambi. La prevenzione secondaria (soggetti che possono essere stati infettati) e’ assicurata dal PAP-test e dal test per HPV - strumenti altamente efficaci, che consistono in un esame citologico che segue ad un prelievo di cellule dall’utero da eseguire ogni tre anni a partire dai 25 anni di eta’.

 

Per la prevenzione primaria (soggetti che non hanno avuto l’infezione) sono disponibili due vaccini : il Gardasil che vaccina contro 4 tipi (6,11 - responsabili dei condilomi genitali - 16 , 18 ) del HPV ed il Cervarix che agisce contro 2 tipi ( 16 e 18 ) del HPV. I vaccini rappresentano una scoperta importante che apre una nuova via per la prevenzione dei tumori di origine virale.

 

La discussione riguardante l’ utilita’ di vaccinare le ragazze dodicenni, in base a quanto stabilito dalla legge finanziaria 2008, deve tener conto delle seguenti considerazioni :

1. Il vaccino copre solo il 65% delle infezioni che possono dar luogo ad un tumore della cervice uterina. Occorre ricordare che vaccinando quest’anno tutte le 250.000 ragazze di dodici anni solo fra alcuni decenni si potr?vere un impatto sul tumore della cervice uterina che sar?omunque piccolo e in funzione del PAP-test.

2. L’utilizzo del vaccino non implica l’abbandono del PAP test che deve essere eseguito regolarmente, perche’ solo il PAP-test puo’ rilevare lesioni pre-cancerose che devono essere curate. Il vaccino non agisce nelle donne che hanno gia’ contratto l’infezione.

3. Per ora la immunita’ e’ garantita per 5-6 anni e bisognera’ attendere per sapere se non si debba rinnovare la somministrazione del vaccino.

4. Sono gia’ stati messi a punto vaccini piu’ efficaci che arriveranno a coprire piu’ 95% dei genotipi HPV associati al tumore del collo dell’utero.

5. Non e’ noto se la neutralizzazione dei tipi HPV 6,11,16 e 18 non determini una maggior probabilita’ di infezione da parte degli altri genotipi, ne’ e’ prevedibile se negli anni il virus HPV subisca mutazioni che cambino la relativa virulenza dei vari tipi.

6. Il presunto costo del solo vaccino (60 milioni di euro per vaccinare 250,000 ragazze) potrebbe essere utilizzato per aumentare la copertura del PAP-test che e’ ancora insufficiente soprattutto nel Sud-Italia.

7. Si dovrebbe prendere in considerazione l’utilita’ di vaccinare i maschi qualora fosse disponibile un vaccino di maggior efficacia a causa di un piu’ largo spettro d’azione.

Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)

Papilloma virus, una campagna vaccinale con tanti dubbi

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/194133.htm
Costoso e con dubbi sulla sua utilità. Sono queste le nostre principali perplessità sul vaccino contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero. La campagna vaccinale, ora entrata nel vivo, ha ottenuto la copertura economica con la legge finanziaria 2008: l’obiettivo è raggiungere la progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di questa infezione. A essere vaccinate gratuitamente saranno ogni anno le dodicenni italiane (in alcune Regioni l’offerta è estesa ad altre fasce d’età).

Cominciamo dai costi: attualmente i vaccini disponibili sono due, Gardasil Merck (distribuito in Europa da Sanofi Pasteur) che copre i ceppi Hpv 6, 11, 16 e 18 (prezzo al pubblico circa 170 euro a dose e servono tre iniezioni) e Cervarix Glaxo, contro i ceppi Hpv 16 e 18 (prezzo circa 150 euro a dose e anche in questo caso servono tre dosi). Come si capisce da questi dati, la spesa per il Servizio sanitario sarà notevole, intorno ai 75 milioni di euro l’anno. Sono soldi ben spesi? Ne dubitiamo, soprattutto perché non pensiamo che i benefici della vaccinazione, i cui effetti potranno essere misurati tra una trentina d’anni, siano tali da giustificare costi così alti. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi del papilloma (i ceppi 16 e 18), responsabili del 70% dei casi di cancro alla cervice uterina.

Anche se coperte dal vaccino, le donne dovranno dunque continuare a fare il pap test per individuare precocemente i tumori della cervice uterina causati da altri ceppi di Hpv (e sappiamo che l’organizzazione degli screening è carente in molte Regioni italiane).

A questo bisogna aggiungere che le sperimentazioni disponibili sull’efficacia del vaccino finora non si sono protratte per un tempo sufficientemente lungo, per dire che abbiamo a disposizione una dimostrazione certa della riduzione dei tumori (e delle relative morti).

Siamo perplessi anche sulla durata della copertura: il vaccino viene offerto alle ragazze di 12 anni perché il virus si trasmette per via sessuale e con la vaccinazione si vorrebbe indurre lo sviluppo dell’immunità prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Ma la copertura vaccinale è stata sperimentata solo per cinque anni: dopo questo tempo, quando le ragazze avranno circa 17 anni (e cioè inizieranno presumibilmente a essere sessualmente attive), nessuno può sapere fino a che punto il suo effetto sarà ancora valido.

Vaccino HPV - La Repubblica (44)

http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2008/01/17/primopiano/008rag5638.html

Ragazze vaccinate

Approvata con fondi nella Finanziaria 2008 la campagna sull’HPV : coinvolte in 280 mila. Iniziata già in Basilicata e Val d’Aosta. Ora i piani di intervento e le gare d’appalto

di Mariapaola Salmi

Non c’è madre in questo momento nel Paese che non si chieda: “devo far vaccinare mia figlia per proteggerla dal tumore del collo dell’utero, oppure no?”.
E non c’è giovane donna che non pensi alla possibilità di sottoporsi alla vaccinazione. La battaglia pro e contro si è scatenata tra la gente, tra i medici, tra le aziende sanitarie. E naturalmente tra Merck e Glaxo SmithKline, l’una ha prodotto Gardasil commercializzato da Sanofi-Pasteur, il vaccino tetravalente che protegge dai ceppi HPV 16-18 ad alto rischio per tumore al collo dell’utero, e 6-11 meno pericolosi, ma responsabili dell’insorgenza di condilomi acuminati, l’altra ha realizzato Cervarix, il vaccino bivalente che immunizza contro i più pericolosi ceppi HPV 16 e 18.
Entro i primi mesi del nuovo anno la campagna di vaccinazione attiva contro il Papilloma virus umano (HPV) offerta alle quasi 280 mila dodicenni italiane dovrebbe partire su tutto il territorio nazionale. La Basilicata, la prima ad iniziare a giugno 2007, ha allargato la somministrazione del vaccino a quattro fasce d’età: 12-15- 18-25 anni.
Dopo è arrivata la Val d’Aosta che ha ampliato a due fasce: 12-16 anni. Le altre Regioni, in attesa dei primi 40 milioni di euro su un totale di 75 che il ministero sborserà per finanziare la coorte da vaccinare, si preparano a farlo con piani vaccinali e gare per l’acquisto del vaccino tra discussioni e incertezze infinite. Malgrado il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità e del ministero della Salute che in tempi e modi diversi hanno spiegato l’importanza di questa vaccinazione in termini di sanità pubblica e auspicato di coprire più fasce d’età, la comunità scientifica è divisa, il dibattito infuocato.

Ma costa tanto
Secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione sanità del Senato, “il vaccino per ora costa tanto, è vero, molte sono le domande ancora senza risposta, ma parliamo di un vaccino contro il cancro, non di una malattia qualunque. Come non investire su un mezzo che può prevenire il tumore?”. Di opposto parere Luisella Grandori dell’Associazione culturale pediatri che lamenta ben altre priorità di salute pubblica e scarsa conoscenza sull’efficacia e la sicurezza del vaccino. Negativo il giudizio di Michele Grandolfo dell’Istituto Superiore di Sanità che lascia intendere e nemmeno tanto velatamente quanto si tratti in realtà di una operazione di marketing utile alle case farmaceutiche e che, sia o non sia efficace, il vaccino toglie risorse allo screening con il Pap test l’unica arma finora efficace per prevenire il tumore del collo dell’utero. Punto sul quale è in disaccordo Mario Sideri dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano che fa notare come la maggior parte delle donne colpite da questo tumore ha fatto regolarmente il Pap-test.

Gli effetti solo nel tempo
Per infettivologi, igienisti, pediatri, ginecologi, oncologi e ricercatori la novità c’è, è interessante, e nonostante il mercato prema in modo eccessivo e le risorse economiche e organizzative in sanità siano all’osso, tutti augurano che l’intera operazione venga condotta con estrema serietà e attenzione per le ricadute positive che potrebbero esserci tra quindici, vent’anni.
Le questioni che restano da approfondire e da risolvere sono tante e complesse. Vedere se il vaccino sarà efficace anche sulla popolazione femminile generale, un po’ diversa da quella selezionata per le sperimentazioni, quanto durerà l’immunità e se saranno necessari i richiami. Capire se la vaccinazione potrebbe provocare la selezione di ceppi oggi innocui. Si dovrà ragionare sull’opportunità di vaccinare anche i maschi e le donne già infette. Il problema etico è drammatico, questi vaccini sono molto costosi e difficilmente arriveranno ai paesi poveri dove il tumore della cervice uterina uccide l’80% delle donne colpite nel mondo.

L’efficacia sull’uomo?
Ma la domanda principale riguarda l’efficacia. Questo vaccino è davvero capace di prevenire le lesioni precancerose genitali e il conseguente tumore invasivo? Parecchie cose sono state accertate in oltre dieci anni di studi. “Si tratta di vaccini profilattici altamente immunogenici, ossia in grado di provocare una elevata risposta anticorpale nelle donne non infette”, spiega Antonio Perino, direttore della clinica ginecologica dell’Università di Palermo e coordinatore dello studio internazionale multicentrico FUTURE, “e di garantire una certa protezione (cross protection) anche alle donne che sono già entrate in contatto con l’HPV. Gli studi sui maschi sono piuttosto avanti, entro l’anno usciranno i primi dati di efficacia, ma in nessun Paese è partita la vaccinazione - nonostante gli igienisti abbiano ribadito che la copertura trasversale uomo-donna assicura la maggiore protezione - eccezion fatta per l’Austria dove il vaccino è raccomandato anche per l’uomo”.
Oltre alle lesioni pre-neoplastiche del collo e della cervice dell’utero, l’HPV è implicato in quelle di vulva, vagina e ano. Senza considerare che il 30-40% dei cancri di faringe, laringe, lingua e corde vocali è dovuto al genotipo 16 dell’HPV. La medicina è una scienza non esatta e costosa, va avanti per prove, errori e successi. Per ora questi vaccini un traguardo l’hanno raggiunto e non sarà l’ultimo.

Gardasil: Thelegraph.uk.co. (43)

Scusate, vado di fretta e le traduzioni non sono il mio forte, la sintesi dell’articolo pubblicato dal Thelegraph.uk.co (inghilterra) dice sostanzialmente che il vaccino è collegato a morti e a gravi eventi avversi dagli oppositori, mentre la casa farmaceutica produttrice del vaccino nega il collegamento, che il vaccino è stato studiato su una fascia di età diversa rispetto a quella a cui verrà somministrato, che quindi qualcuno parla di bambini trattati da cavie. Insomma, quanto già sappiamo in pochi in Italia.

Cervical cancer drug Gardasil linked to deaths

http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/10/29/njab129.xml
By Lucy Cockcroft
Last Updated: 1:07am GMT 29/10/2007

Fears have been raised over the safety of a cervical cancer vaccine which health officials plan to give all 12-year-old girls, after it was revealed that the drug has been linked to several deaths.

Three young women are reported to have died days after the drug Gardasil was administered, while the jab is also suspected of triggering “adverse reactions” in 1,700 patients. The figures were uncovered by campaigners who made a freedom of information request in the US, where the vaccine was approved for use a year ago.

Tom Fitton, the president of Judicial Watch, which extracted the data, said: “Reports on the vaccine read like a catalogue of horrors.”

advertisementThe women – aged 12, 19 and 22 – suffered heart attacks or blood clots after being injected with Gardasil, which protects against the sexually transmitted human papilloma virus which causes most cases of cervical cancer. Hundreds of others reported suffering what could be adverse reactions, including paralysis, seizures and miscarriages.

The news comes just days after the announcement that the drug would be added to the childhood immunisation programme.

However, it has not been conclusively proven that Gardasil had directly caused any of the deaths or reported health problems.

Nicholas Kitchin, from Gardasil, manufacturers Sanofi Pasteur MSD, said the fact that symptoms were reported after a vaccination did not necessarily mean they were caused by the vaccine.

A spokesman for the Medicines and Healthcare products Regulatory Agency said no “proven, serious new risks have been identified”, but added the effects would be monitored when Gardasil is used in the UK.

Jackie Fletcher, from the vaccine damage support group Jabs, said: “Trials of this jab have mostly been on adults, so we don’t have any idea of the long-term effect on children.”

Dr John Oakley, a West Midlands GP, said the trials for Gardasil had been so limited that the children taking it would be like “guinea pigs”.

Many health campaigners have welcomed the plan to vaccinate British girls, although there have been claims it will encourage teenagers to have sex early.

Pubblicato in: on Ottobre 29, 2007 at 12:14 pm Commenti (0)

Italia: stato dell’arte vaccino HPV (42)

http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20071026/thl-tumori-vaccino-anti-hpv-a-singhiozzo-6a24347_1.html

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) - La vaccinazione contro il Papillomavirus, responsabile del tumore alla cervice uterina, partirà ‘a singhiozzo’ in Italia. La decisione del Governo di offrire, a carico del Servizio sanitario nazionale, il vaccino gratuito per le dodicenni si è scontrata con l’autonomia regionale in campo sanitario. A fare il punto della situazione è il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, che ha pubblicato su Epicentro (www.epicentro.iss.it) il rapporto ‘Rilevamento sull’introduzione della vaccinazione anti-Hpv nelle Regioni italiane: risultati preliminari’.

Sono solo due, Valle d’Aosta e Basilicata, ad avere già avviato l’offerta attiva. Altre otto Regioni (Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto) partiranno a gennaio prossimo, mentre Sardegna, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno fissato la data rispettivamente a febbraio, marzo e giugno 2008. All’appello mancano Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Lombardia, Provincia autonoma di Trento.

“Tutte le 13 Regioni che hanno programmato la data di avvio del programma di vaccinazione - riferisce il documento - prevedono l’offerta gratuita per le dodicenni, per cui il vaccino è stato inserito nella fascia H del prontuario farmaceutico nazionale. La gratuità per questa fascia di età è esplicitamente prevista anche in Campania, Lombardia e Marche, anche se in queste Regioni non è stata fissata la data di avvio dell’offerta. Quattro Regioni prevedono la gratuità per altre fasce d’età oltre alle dodicenni, e due stanno valutando questa opportunità. Sette delle undici Regioni che hanno programmato l’offerta del vaccino anti-Hpv ne prevedono anche la disponibilità in co-payment per altre fasce di età; altre due Regioni ne stanno valutando la disponibilità. Anche la Lombardia sta definendo per quali fasce di età prevedere il co-payment”.

Nessuna decisione è invece stata ancora presa da Abruzzo, Molise e Provincia di Trento.”La maggior parte delle Regioni - ricorda il rapporto - ha riferito che registrerà le vaccinazioni effettuate su anagrafi informatizzate. Solo una Regione ha scelto di utilizzare registri cartacei”. Infine, la formazione degli operatori è stata già effettuata in quattro Regioni (Veneto, Liguria, Basilicata, Valle d’Aosta).

“In Emilia-Romagna - continua - sono già state organizzate molte iniziative formative: il programma proseguirà nei prossimi mesi. In altre sei Regioni la formazione è stata pianificata e verrà condotta nel prossimo semestre (Lazio, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Calabria). Basilicata e Valle d’Aosta hanno riferito di avere messo a punto del materiale per la comunicazione. Molte Regioni hanno indicato la necessità di disporre di materiale per la formazione degli operatori e di materiale divulgativo messo a punto a livello nazionale”.

Pubblicato in: on Ottobre 28, 2007 at 6:10 pm Commenti (0)

Gardasil: affari e finanza per il Sole24ore.com (40)

da Il sole 24ore.com4 ottobre 2007

Vaccini, Merck prepara il grande colpo: Gardasil anche agli uomini

Il Gardasil, primo vaccino utilizzato contro il cancro della cervice uterina causato dal papillomavirus (Hpv), si candida, scrive
l’agenzia Bloomberg, ad arricchire chi lo produce, il colosso farmaceutico americano Merck. Utilizzato finora solo per proteggere direttamente le donne, il farmaco sarà prodotto anche per la somministrazione agli uomini (che giocano un ruolo-chiave nella trasmissione per via sessuale) e questo dovrebbe fare decollare definitamente le vendite, che in soatanza potrebbero raddoppiare.

Le previsioni, scrive ancora Bloomberg, parlano di ricavi record per 1,4 miliardi dollari soltanto nell’arco dei primi dodici mesi, dal momento che una spinta decisiva arriverà delle politiche governative di prevenzione. La Merck, che dal via libera delle autorità sanitarie negli Stati Uniti a giugno 2006 ha guadagnato il 50% del valore in Borsa, in questa fase sta testando l’efficacia del Gardasil sugli uomini. Un successo che ha contribuito in maniera decisiva al danno causato dal Vioxx, l’antidolorifico accusato di provocare infarti cardiaci il cui ritiro dagli scaffali a settembre 2004 causò la caduta del titolo (-31%). Il boom del vaccino anti-papillomavirus, che costa tra i 300 e i 360 euro, porterà benefici a cascata anche da questa parte dell’oceano, in particolare alla francese Sanofi-Aventis, che vende Gardasil in Europa: entro il 2012 i ricavi potrebbero crescere a 1,1 miliardi di dollari.

La diffusione del Gardasil è stata contrastata da un’azione di lobbying di gruppi religiosi preoccupati che il farmaco possa dare forza a comportamenti sessuali sempre più promiscui. D’altra parte il vaccino è sostenuto dal Centro per il controllo e la prevenzione della malattie degli Stati Uniti, che lo ritiene essenziale per ridurre l’incidenza delle neoplasie della cervice uterina, tumore secondo solo al carcinoma mammario nella classifica delle cause di morte tra le donne in America.

Il papillomavirus è sospettato di essere responsabile dell’incremento del tumore alla gola anche in soggetti che non sono forti bevitori né accaniti fumatori: in questo giocherebbe un ruolo primario il sesso orale e la letteratura scientifica attribuisce la metà dei carcinoma alla gola proprio all’Hpv. Merck ha tratto vantaggi considerevoli anche dall’avere battuto sul tempo la concorrenza britannica di GlaxoSmithKline, che ancora non ha ottenuto il via libera per un prodotto analogo, il Cervarix, negli Usa. Le vendite sono appena partite in Europa, un anno dopo il Gardasil.

Al sole 24 ore non sanno evidentemente che oltre la lobbying di gruppi religiosi ci sono università prestigiose che esprimono dubbi sul vaccino. Dubbi scientifici, non etici o morali. Dice bene il nostro caro Ministro della Salute Livia Turco:
“quella del vaccino HPV, come voi sapete, è una questione molto delicata, sulla quale è in corso una discussione non indifferente all’interno del mondo medico e della comunità scientifica, in ordine ai seguenti temi: la sua efficacia; quale sia l’uso più appropriato; come fare per non agire sotto l’impulso delle case produttrici; come fare sì che ci sia una concorrenza anche tra case produttrici; come conciliare la libertà dell’uso di un vaccino con la vaccinazione pubblica.”

No, al sole24ore non lo sanno. Qualcuno li informi.

da xagenasalute.it

Vaccinazione anti papillomavirus: dati di sicurezza del vaccino Gardasil dal database VAERS
Giovedì 11 Ottobre 2007 - La sicurezza del vaccino Gardasil non è ancora ben definita.
Le informazioni contenute nel database VAERS ( Vaccine Adverse Reporting System ) fanno ipotizzare che il vaccino quadrivalente ( HPV4 ) sia associato anche ad eventi avversi gravi.Il sistema VAERS è un’iniziativa dei CDC ( Cennters for Disease Control and Prevention ) e dell’FDA ( Food and Drug Administration ), e raccoglie a partire dal 1990 le segnalazioni di reazioni avverse dopo somministrazione di vaccini, approvati negli Stati Uniti.
Tuttavia, non tutte le reazioni avverse riportate nel sistema VAERS sono da attribuire ai vaccini.
Pubblicato in: on Ottobre 24, 2007 at 2:19 pm Commenti (0)

Il vaccino contro il tumore dell’utero NON esiste: Vaccino contro il Papilloma Virus

IO NON SONO UN MEDICO; QUANTO SCRITTO DI SEGUITO NON HA ALCUN VALORE MEDICO, CHIUNQUE NUTRISSE DUBBI CIRCA LA PROPRIA SALUTE SI AFFIDI AL PROPRIO MEDICO DI BASE.

Il vaccino contro il tumore dell’utero NON esiste. Forse esisterà a breve, forse non lo avremo mai, ma in questo momento NON esiste alcun vaccino contro il tumore dell’utero.

Esiste un vaccino contro il Papilloma Virus che , secondo L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanita’, è CAUSA NECESSARIA per il cancro alla cervice dell’utero. La cervice dell’utero è il collo della vagina, per intenderci. L’utero è più su.

Questo vaccino è stato dimostrato che previene le verruche genitali che appunto sono provocate dal papilloma virus. Non è un virus simpatico, sia chiaro. Ed è stato anche provato che previene le lesioni precancerose. Le lesioni pre cancerose non sono il cancro. Possono divenirlo.

l’HPV Papilloma Virus è un virus. Si trasmette soprattutto sessualmente, ma anche per contatto, il preservativo può non essere sufficente ed immagino possa essere sufficiente invece strofinarsi “senza farlo”… se avete su i jeans no, potete strofinarvi quanto vi pare.

L’HPV non è un tumore.

Se hai l’HPV NON hai un tumore, hai un’infezione e te la devi curare, se sei una persona carina informa il/la tizio/a da cui l’hai preso che deve controllarsi e curarsi anche lui/lei. Se sei una persona carina fai da un ginecologo e fatti spiegare come diminuire la possibilità di trasmetterlo ad altri. Se il ginecologo ti consiglia l’astinenza sino al matrimonio esci dalla sagrestia e cerca un ginecologo vero.

Perchè da un certo tipo di HPV si passi a forme tumorali occorrono almeno 15 anni, se avete già contratto l’HPV il vaccino non lo cura, se avete avuto in passato l’HPV e ve lo siete curato il vaccino avrà un bassissimo effetto, forse persino nullo.

Quindi: per certo il vaccino contro l’HPV è contro alcuni tipi di HPV.

NON TUTTI: ce ne sono oltre 100, il vaccino immunizza da 4 (Gardasil) o 2 (Cervarix).

Ci sono studi in corso che dovrebbero dimostrare che il Gardasil protegge da oltre 10 tipi di HPV e il Cervarix da almeno 4.

Ci sono studi che indicano un’effetto del Gardasil sui tumori alla gola e all’ano.

Ci sono studi che dovrebbero dimostrare che è efficace anche per gli uomini.

Ci sono persino studi per dimostrare che è efficace sugli omnosessuali ed io spero sia la prima ed ultima volta che si fanno studi per dimostrare l’efficacia di una qualunque cosa sugli omosessuali che se qualcosa di anatomia capisco, sono uomini e/o donne con comportamenti sessuali identici a quegli degli eterosessuali. Quindi se vostro marito dovesse avere un HPV all’ano o alla gola NON andate da uno psicologo. Potete averglielo trasmesso voi. O la sua amante. O il suo amante.

Ci sono studi per non farsi le tre dosi di vaccino in un unico anno, si sta provando con intervalli diversi, persino 6, 12, 24 mesi e pare l’immunizzazione resti tanto quanto.

Il vaccino va fatto in tre dosi a distanza di 0, 3, 6 mesi.

Costo italiano 188,15 euro a dose, costo totale 564,45 euro.

Sarà gratuito dal 2008 per tutte le nate nel 1995.

In Sicilia e Basilicata sarà gratuito anche per chi avrà, nel 2008, 16, 18 e 26 anni. Ovviamente paga il Servizio Sanitario Nazionale, qualcuno ne informi Calderoli.

In Veneto sarà al 50% per tutte le donne, promessa dell’assessore Martini. Qualcuno informi Totò vasavasa.

Gli studi parlano di quattro anni di copertura del vaccino: dopo quattro anni dovrebbe essere rifatto.

Le raccomandazioni italiane sono di NON co-somministrare il vaccino insieme ad altri.

Di non farlo al di sotto dei 10 anni.

Di non farlo se siete in gravidanza.

SE AVETE QUALCHE CURIOSITA’ tecnica o medica potete visitare il forum HPV dottssajiepa

Se avete tempo da perdere e curiosità da buttare, potete leggervi gli ormai 40 post dedicati al vaccino HPV, di come salvò il mondo dal papilloma virus e la Merck dal fallimento.

Dubbi sull’efficacia avanzati dall’Università di Harvard, Montreal, San francisco.

Io non sono un medico e sono anche sgarbata con i medici, questione di principio. Niente in confronto a come tratterei un giornalista se passasse da questo blog.

Questo blog chiama la vaccinazione contro l’HPV la prima sperimantazione globale e ne chiede la sospensione.

Vaccino HPV: si ritiri dalle farmacie.

Prima puntualizzazione: questo è un blog. In questo blog io esercito una dittatura.

Sul vaccino la mia scelta è stata da un lato prendere una posizione netta: una richiesta di sospensione della vaccinazione, mi piace la chiarezza, non la pretendo da nessuno se io per prima non sono capace di darne.

L’altra scelta fondamentale è stata di non dar spazio a voci “contro”. Io sono per la medicina ufficiale.

Tanto da scriverci un post ieri. Perchè devo la mia vita alla medicina ufficiale. Persino in più di un senso.

Sul vaccino ho dunque riportato le voci istituzionali, università in primo luogo.

Non unica eccezione il NVCI, ente non governativo che è contro i vaccini in generale, là dove l’ho citato l’ho anche riportato, ma è anche l’unico ente che produce l’accesso ai dati sugli eventi avversi.

La lunga premessa è d’obbligo per spiegare come mai esercito forme di censura, alcuni commenti non passano, si tratta dei commenti che non seguono la mia linea sul vaccino, che ne seguono una di dura polemica, di messa in discussione dei principi vaccinali, che propongono strade diverse.

Il motivo è non togliere forza alle perplessità leggittime sulla vaccinazione.

Esistono legittime perplessità su questa vaccinazione e il mio scopo è dar spazio a queste.

Il resto non mi interessa. E’ per puro caso che mi ritrovo in questa discussione, volevo informare circa l’esistenza del vaccino. Null’altro. Ho scoperto che c’è un ampio dibattito internazionale che in Italia è stato ignorato. Totalmente ignorato.

Continuerò a censurare chi si autopromuove, che sia un futuro benefattore dell’umanità o un poco cortese ospite.

Seconda puntualizzazione: chiunque abbia notizie od usi del vaccino diversi da quelli che vengono raccomandati dovrebbe indicare le fonti e qualificarsi, sarebbe corretto. O seguirà il destino di chi sopra: cestino. Io indico le fonti, ho sempre detto che NON HO COMPETENZE MEDICHE che possano dare autorevolezza alla mia posizione sul vaccino contro il papilloma virus.

Sinceramente credo che questo blog possa occuparsi anche di altro, il muro di gomma è crollato e le notizie sul vaccino adesso sono un pò dovunque.

Se vi infastidisce che ci sia un blog in cui si forniscono altre informazioni oltre a quelle di comodo… non me ne dolgo. Che in Italia si abbia accesso al dibattito internazionale è un’auspicio, non una minaccia.

Io non la seguirò con costanzaimpegnoedabnegazione, mi ci sono trovata coinvolta per caso e temo di avere una pessimismo cosmico riguardo certi argomenti,  questa campagna di vaccinazione è partita male, in Italia peggio e  continuerà solo a peggiorare.

Vedasi cominciare l’informazione nelle scuole prima del necessario alla campagna di vaccinazione. Si chiama terrorismo, son incazzata e non modero i termini, si chiama terrorismo iniziare con l’andare nelle scuole a dire ehi! sai che c’è? Che se fai sesso ti prendi il cancro alla cervice dell’utero, ma tranqui: da domani potrai vaccinarti con il magico Gardasil!  Ah, si: a 25 anni ricordati di fare uno screening. Chi paga? Se hai più di 12 anni (ed è probabile che alle scuole superiori abbiano più di 12 anni) TU. Il Cervarix? Funziona meglio/peggio, non abbiam deciso. Fatti prescrivere quel che ti consiglia il tuo medico.

AAAAAHHHHHRRRRGGGGGGGG

Magari prima delle linee guida, delle raccomandazioni. Poi distribuire le competenze: se ne occuperanno i Pediatri? i Medici di Base? Occorre il consenso informato? L’autorizzazione dei genitori?  Istituire un centro per il controllo un registro della popolazione vaccinata avviare campagne di formazione per gli operatori sanitari?

No, eh? Abbiamo scoperto oggi che esiste il cancro alla cervice dell’utero? No, abbiam scoperto che ci si posson far su tanti soldi, perchè far le cose per bene? Perchè pensare DAVVERO alla salute dei nostri figli?

Non nascondetevi dietro un dito, sappiamo tutti che una vaccinazione di queste proporzioni richiede un approccio diverso, una rete accuratamente preparata, formazione e informazione e se non lo sapete meglio che cambiate mestiere. I dubbi sono leggittimi e la prudenza sarebbe d’obbligo persino se non lo fossero, non mi rivolgo a chi ha gentilmente esposto il suo puntodi vista su questo blog, il contraddittorio serve ad approfondire, non a dare indicazioni.

Ma anche a chi ha usato toni gentili vorrei rivolgere la stessa domanda: è questo il modo di gestire una vaccinazione di questa portata? Nessuno sa quante siano le donne e le ragazze già vaccinate. Riguarda tutta la popolazione femminile italiana, riguarda ogni genitore, riguarda ogni marito, ogni uomo, riguarda anche me, la mia famiglia e le mie nipoti.

Io chiedevo e chiedo ancora e con più forza la sospensione della campagna di vaccinazione partita senza il contributo del Ministero della Salute, lasciata alla responsabilità di gruppi, di corporazioni, senza un organo di vigilanza nazionale e senza delle linee guida valide a livello nazionale e per tutti.

Non è possibile sentire che si si può vaccinare anche a chi ha contratto un’altro ceppo di HPV e no, occorre non avere mai contratto l’HPV. Tanto per dirne solo una, perchè se ne leggono quante se ne cercano di fantasie sul vaccino HPV.

La mia richiesta resta sempre la stessa: SI SOSPENDA LA SPERIMENTAZIONE GLOBALE.

O quanto meno si approcci una vaccinazione nazionale con criterio e serietà.

E…se qualcuno volesse chiedere le dimissioni alla Ministra Turco…

HPV nelle scuole. Qualcuno ne sa qualcosa? (37)

Intanto, mentre la nostra Gentile Ministra tace (lavandosi le mani, immagino) la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia inizia in 10 scuole italiane a spiegare cosa è il cancro alla cervice dell’utero e cosa è il vaccino contro il papilloma virus.

http://www.gynevra.it/news/News_834-Uniti_contro_il_Papillomavirus_nelle_scuole.html
Il progetto Uniti contro il Papillomavirus, promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) nelle scuole secondarie superiori italiane, toccherà quest’anno 10 città sparse sul territorio nazionale (Bari, Firenze, Roma, Milano, Lecco, Novara, Udine, Pesaro, Palermo e Napoli), coinvolgerà più di 5.000 studenti di 72 scuole.
Obiettivo dell’iniziativa, far conoscere ai ragazzi, sin dai banchi di scuola, le regole per proteggersi dal papillomavirus umano, responsabile di una tra le più importanti forme tumorali, il cancro del collo dell’utero ma anche di importanti infezioni genitali che colpiscono sia gli uomini che le donne: i condilomi.

“Diffondere la cultura della prevenzione, sia primaria che secondaria, è il principale obiettivo della campagna SIGO. I risultati ricavati dalla campagna intrapresa l’anno scorso mostrano l’elevato grado di interesse dei ragazzi verso la tematica”, afferma Antonio Ambrosini, Presidente della SIGO. “Abbiamo il dovere di spiegare sia alle donne che agli uomini come attuare correttamente questo obiettivo di salute: fondamentale, perciò, educare i ragazzi, sin dai banchi di scuola, all’importanza della prevenzione primaria e secondaria, ricorrendo alla vaccinazione ed effettuando periodicamente il pap test dai 25 anni in poi.”
A formare i ragazzi, saranno gli stessi ginecologi della SIGO con interventi mirati a spiegare ai ragazzi come prevenire le infezioni causate dal Papillomavirus. In particolare come le infezioni più gravi comportino ogni anno il contagio di circa 3.500 donne e la morte di 1.700, circa 5 decessi al giorno, per cancro al collo dell’utero, facendo di questa malattia la seconda causa di morte per tumore tra le giovani donne con un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Inoltre, se è vero che la vaccinazione si rivela più efficace quando ancora non si è entrati in contatto con il virus è altrettanto importante sottolineare come il picco d’infezione al Papillomavirus Umano si verifichi nella fascia d’età che va dai 16 ai 24 anni, una fascia quindi altrettanto importante da proteggere con la vaccinazione.
“Esprimo il mio plauso verso il Ministro della Salute, Livia Turco, che ha consentito in Italia l’accesso alla vaccinazione gratuita per tutte le ragazze di 12 anni. La campagna di vaccinazione, già intrapresa da alcune regioni - come la Basilicata – dovrebbe partire in tutte le altre dal 1° gennaio 2008. Mi auguro che realmente tutte le regioni possano realizzare questo importante obiettivo entro quella data. Ma l’unico modo per raggiungere questo scopo è che la vaccinazione sia inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Solo in questo modo infatti si garantiranno pari opportunità per tutte le regioni, che al momento vengono invece trattate diversamente in materia di sanità”, afferma Gero Grassi, membro della Commissione affari Sociali della Camera dei deputati. Ugualmente dovrebbero essere rivisti i criteri di ripartizione del Fondo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, attualmente, rispondono al solo criterio dell’anzianità, mentre sarebbe assolutamente opportuno inserire anche quello della povertà. Il criterio dell’anzianità, soprattutto riguardo il tumore del collo dell’utero, le cui premesse per la sua evoluzione si collocano in giovane età, risulta da solo del tutto insoddisfacente”.
“La vaccinazione – aggiunge Carlo Maria Stigliano, ginecologo e membro del direttivo della SIGO - è l’unica strategia sicura che permette la prevenzione effettiva dell’infezione da parte dei più comuni tipi di Papillomavirus e quindi delle malattie causate da questi virus”. Oltre al cancro al collo dell’utero, al tumore della vulva e della vagina e alle lesioni precancerose di alto e basso grado che coinvolgono questi organi a seguito dello sviluppo di un’infezione da Hpv, non bisogna sottovalutare che questo virus può anche causare la formazione di escrescenze esterne, note con il nome di condilomi genitali: un problema che colpisce indiscriminatamente sia gli uomini che le donne.
Dopo la lezione di formazione con il ginecologo, seguita da un domande e risposte, verrà consegnato ai ragazzi un questionario, per valutare il loro grado di comprensione sui temi trattati.

Intanto apprendiamo anche che

L’anti-HPV nei LEA
Bisognerebbe inserire il vaccino contro il Papillomavirus umano all’interno dei livelli essenziali di assistenza”. Parola di Gero Grassi, responsabile della Salute della Margherita e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, intervenuto oggi a Roma alla presentazione della campagna d’informazione nelle scuole ‘Uniti contro il Papillomavirus’, promossa dalla Società italiana di Ginecologia e ostetricia (Sigo). Il vaccino, che secondo le indicazioni del ministro della Salute Livia Turco sarà disponibile gratuitamente per tutte le dodicenni italiane a partire dal primo gennaio, combatte il papillomavirus umano, responsabile del cancro del collo dell’utero e di infezioni genitali. Ma secondo Grassi, il primo gennaio, non tutti saranno pronti per iniziare. “Già oggi - spiega il deputato - alcune Regioni sono in ritardo perchè non hanno fatto una campagna d’informazione capillare. E questo avviene perchè tra le regioni italiane ci sono sensibilità diverse e approcci differenti al problema”. Proprio per questo motivo bisognerebbe inserire la vaccinazione nei Lea, “in modo che - sottolinea Grassi - nessuno possa più sfuggire a questa forma di prevenzione primaria”. Il discorso del deputato si estende anche alla ripartizione economica del fondo Ssn tra le regioni. “Andrebbe ripensata - sostiene Grassi - perchè attualmente la distribuzione viene fatta secondo leggi di 10 anni fa, e tiene conto di criteri ormai ’superati’, come l’anzianità della popolazione”. Secondo il parlamentare “è sbagliato dare più soldi a Regioni anziane. Alcune, come la Liguria, godono infatti di un sostegno importante, mentre altre come la Campania - termina - si trovano in difficoltà”.

Insomma la campagna di vaccinazione contro il Papilloma Virus continua, in sordina, partendo al contrario: innanzitutto lo abbiam messo in vendita in farmacia, adesso informiamo i ragazzi e forse poi verranno formati i genitori e poi gli operatori sanitari, dopo di ciò verrà istituito un registro per la vigilanza della vaccinazione ed infine, proprio a campagna vaccinale conclusa, il ministero della salute emanerà le linee guida sulla vaccinazione contro il papilloma virus.

Ineccepibile.