HPV la domenica mattina

Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti!

Domenica mattina e mi viene in mente di cercare se ci sono novità sul vaccino HPV… ci sono.

In Italia l’Istituto Mario Negri sconsiglia la vaccinazione obbligatoria e ripropone in punti i motivi per cui forseforse questa vaccinazione è un attimo avventatella.

In Spagna hanno fatto di meglio: una petizione per bloccare la vaccinazione, firmatari nomi del mondo accademico spagnolo.

Che magari adesso qualcuno in Italia comincia a pensare che forseforse avventatelli meglio non esserlo?

Non sono contro i vaccini, non sono un medico, non ho competenze specifiche eppure da mesi mi sputtano in una campagna contro una vaccinazione che è una spesa folle, che non ha sicurezze scientifiche e che porterà, al meglio una diminuizione  dell’incidenza dei tumori alla cervice dell’utero, al peggio un aumento perché potrebbe infondere una sicurezza non corrispondente alla realtà!!!!

Ma porca meseriaccia: questo blog è conosciuto ormai da tutta la comunità scientifica italiana, lo so per certo, come so che sia la Merk che la Glaxo-Smith sanno di questo blog, oltre ad un certo numero di giornalisti. VOLETE SVEGLIARVIIIIII?????

Non c’è nessun leghista capace di dire “io ce l’ho duro e il vaccino gratis a tre fasce d’età al sud non lo do.. perché al nord è gratis solo per le dodicenni!” Che forse siamo tutti scemi e non lo capiamo che c’entrano le pressioni delle case farmaceutiche al sud? AL SUD LA VACCINAZIONE è  potenzialmente più inutile e dannosa che al nord perché non è coperto dalle strutture di screening!!!!

AAAAARRRRGGGGHHHHHHH

Nessun giornalista vuol sapere perché il Cervarix non è stato approvato dal FDA statunitense????

Nessun universitario è in grado di dire “signori, occhi aperti, la vaccinazione non è sicura”

Nessuno capace di dire che statisticamente non è certa una diminuizione dei tumori alla cervice dell’utero?

Nessuno capace di dire che forse ma forse se questi soldi andassero alle strutture di screening qualche ritorno in termini di salute pubblica ci sarebbe?

Aspettare di essere certi che abbia un senso vaccinare tutte le ragazzine, no eh? Aspettare di essere certi che non saranno  loro a pagare il nostro menefreghismo di nuovo no, vero? C’è chi si chiede se non si svilupperà nuovi fattori oncogeni, mica se procura brufoli! non me lo chiedo io, io mi chiedo solo se oltre a queste voci inutili di blog, altroconsumo, vaccini.net c’è qualcuno capace di capire che RIMANDARE LA VACCINAZIONE è NECESSARIO, non opportuno, non UN’OPZIONE, è l’unica strada che dovrebbe seguire uno Stato che davvero si prende cura dei propri cittadini e non li UTILIZZA invece per gigantesche scommesse!

E ‘fanculo alla moderazione!

Elezioni incostituzionali - l’ultima sentenza.

Cartastraccia e Nadia ancora una volta collaborano a tenerci informate sugli esiti delle sentenze dei ricorsi contro la costituzionalità di queste elezioni. (QUI il documento word)

Sintesi: ricorso respinto in quanto inammissibile.

Ma essendo che tutti noi siamo più che rompicoglioni della domenica… diamo un’occhiata da vicino alla sentenza che in 4 punti liquida la possibilità di ricorrere contro una qualunque legge elettorale…

a mio ignorantissimo parere, eh?

Il punto A) e B) sono davvero troppo tecnici per me che li traduco con

A) il ricorso è dichiarato inammissibile per carenza di utilità dell’eventuale accoglimento. Cioè: a che pro sospendere gli atti con cui si indicono le elezioni? Al fine di dimostrare la tesi non occorre la sospensione.

B) “il ricorso è incentrato sulla ricostruzione del patente conflitto tra la legge elettorale vigente ed il sistema costituzionale di sovranità popolare, di cui si chiede di investire la Corte Costituzionale. In attesa della pronuncia del giudice delle leggi, il ricorrente chiede di assicurare provvisoriamente gli effetti delle decisioni di merito “al fine di evitare l’irreparabile pregiudizio che deriverebbe dall’impossibilità di esercitare il proprio diritto di voto, costituzionalmente garantito nel suo esercizio libero e diretto

e

“Non può in proposito sfuggire come la mancata adeguata specificazione dell’azione cautelanda, oltre ad incidere in via generale sotto il profilo processuale sulla ammissibilità del ricorso, impedirebbe peraltro qualunque valutazione di rilevanza della dedotta incostituzionalità.

cioè: non accogliamo la richiesta e se l’accogliessimo, poi, come potremmo studiare l’incostituzionalità della legge?

papero che strabuzza gli occhi

I punti C) e D) sono più comprensibili….

C) “Nell’odierna discussione orale il ricorrente ha ritenuto di individuare l’azione in questione come di “accertamento del diritto al libero voto …. “ non pare al Tribunale che una così generica enunciazione possa rivestire i requisiti di specificazione richiesti per la valida instaurazione di un procedimento cautelare

… bé, l’avv.to Bozzi qui deve aver toppato qualcosa perché il voto resta libero anche col porcellum, in senso stretto, 115 partiti in lizza, la scelta c’è, non è DIRETTO, che è cosa diversa, ma l’avv.to Bozzi lo sa meglio di me… dev’essersi espresso male… o non è stato compreso… chissà?

D) ma soprattutto D) l’unica che ho capito bene, le altre potete chiarirmele meglio ma la D) l’ho capita da me e ve la spiego:

se in Italia una legge elettorale non piace al popolo italiano… cazzi sua!

Non c’è organo a cui puoi rivolgerti, hai voluto la bicicletta? Pedala!

Eppure le nostre leggi escono fuori da una costituzione che conosceva la dittatura, qualcosina avrebbe dovuto prevederla per casi come questi, pensi tu che sei un ingenuo… no, no, e ancora no: in Italia se il popolo sbaglia… paga.

Ove, per assurdo, si potesse prescindere dalla radicale inammissibilità del ricorso, pare anche a questo Tribunale di dovere convenire con l’AGA in relazione alla assoluta carenza di giurisdizione in relazione alle pretese qui azionate in via cautelare. Come accennato, il ricorrente chiede di sospendere una serie di provvedimenti con cui il Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Interno hanno dato avvio al complesso procedimento delle operazioni elettorali, disapplicandoli, previa valutazione della loro illegittimità (derivata dalla illegittimità costituzionale della legge elettorale vigente). Come è noto (cfr. Cass. S.U., ord. 16/5/06 n. 11623) vi sono atti che non sono, per i loro caratteri intrinsechi, soggetti a controllo giurisdizionale, in quanto attraverso di essi si realizzano scelte di specifico rilievo costituzionale e politico; atti che non sarebbe corretto qualificare come amministrativi e in ordine ai quali l’intervento del Giudice determinerebbe un’interferenza del potere giudiziario nell’ambito di altri poteri.

Quindi grazie all’Avv.to Bozzi

E’ STATO SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATO CHE:

SE IN ITALIA

VENISSE APPROVATA

UNA LEGGE ELETTORALE

ANTICOSTITUZIONALE

I CITTADINI ITALIANI

POTREBBERO

ESCLUSIVAMENTE…

COMINCIARE A PREGARE!

Dossier HPV

Stavo rispondendo ad un altro commento sul vaccino, sono ormai oltre 50 i post che questo blog gli ha dedicato, ho diverse richieste di commenti, articoli (altri blog eh, siamo in questo mondo) e continuo a declinare per “motivi personali”.

In realtà sto preparando un blog totalmente dedicato al vaccino contro il Papilloma Virus, volevo tenermi la notizia per me… sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… ?

Sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… bene: sto preparando un dossier completo sulla vicenda vaccino HPV, tutta la controinformazione che in Italia non è passata, l’arrivo del vaccino nella sua fase di sperimentazione 5 anni fa, gli istituti coinvolti, tutto quello che una non giornalista può recuperare dalla rete.

Non è facile, sono una blogger, ma visto che nessuno ha risposto al mio appello mi tocca far da me, dopo chiaramente chiederò a tutta la rete di diffonderlo e i media italiani e i giornalisti italiani dovranno ammettere che non ne sanno nulla della più imponente e controversa vaccinazione della storia in assenza di epidemia. 

Vorrei ricordare che stiamo parlando del vaccino che non piace ai cattolici, per capirci e questo è quanto spacciano per informazione: è vero che il vaccino non piace ai cattolici (quelli a cui non piace nemmeno il presevativo, per intenderci) ma la controversia di cui questo blog si è occupato è sul piano scientifico, riguarda l’efficacia e coinvolge enti universitari di tutto il mondo.

Quindi… si sa mai che qualche giornalista mi rubasse l’idea.

Walter e la castrazione chimica.

Detto questo detto tutto.

Ero quasi tentata di ripensarci e andare a votare PD, insomma se si deve votare almeno si voti per vincere… ma il programma di Walter, che in 12 punti dice dell’Italia che non vorrei, si è arricchito di una componente che no, io non voglio averci niente a che fare: la castrazione chimica.

Per chiunque ritenesse che agire sull’uomo con farmaci per ottenere un risultato di diminuizione della pericolosità sociale sia cosa giusta abbiamo il favoloso Depo-Proveda (della Pfizer, la maggiore casa farmaceutica del mondo, quella che in questi giorni ha un problemino con la Nigeria a causa di alcune “ irregolarità“)

Il Depo-Proveda diminuisce il testosterone e quindi l’impulso sessuale, così il criminale è privato dell’impulso al crimine, come all’impulso sessuale in generale, anche quello non criminale. Ma a noi non importa del criminale, noi dobbiamo impedire il crimine. E probabilmente il crimine non verrebbe diminuito perché non è dimostrato da nessuno studio che il pedofilo abbia necessità di un’impulso sessuale da testosterone per perpetrare il crimine, ma se abbiniamo al Depoproveda un paio di farmaci che stordiscono… “calmanti”… forse ci si riesce. Una bella curetta ed il pedofilo diventa socialmente innocuo. Due pillolette non sono un elettrochoc… tu chiamalo, se vuoi, progresso.

Quando voto io mi sento corresponsabile delle scelte e degli indirizzi politici, mi sono sentita corresponsabile per i due anni di Governo Prodi dei finanziamenti delle “missioni di pace”, corresponsabile delle morti dei soldati italiani e delle vittime dei soldati italiani, corresponsabile delle scelte politiche ed economiche. Colpe e meriti.

Il signor Walter ha espresso un’intenzione legislativa che va in una direzione che mai potrebbe vedermi corresponsabile.

La comunità scientifica italiana pro-vaccinazione hpv

Uffff…. sul vaccino ce n’è quante se ne vogliono, di nuovo, il dibattito è riesploso in tutto il mondo.

Nel resto del mondo, paesi cirillici inclusi di cui non so dirvi nulla e non so cosa dicano in quanto, appunto, cirillici, il dibattito sul vaccino contro il papilloma virus CHE il VACCINO CONTRO IL CANCRO NON ESISTE, cortesemente, il vaccino è contro il papilloma virus e tra 10-15 anni sapremo SE è ANCHE contro il cancro. CHIAROOOO?????

Nel resto del mondo il dibattito è riesploso perchè si vuol estendere la vaccinazione agli uomini….

In Italia la comunità scientifica è compatta per la vaccinazione. Le Università Italiane sono compatte per la vaccinazione.

Non è una notizia con link, è pura constatazione: in Italia non c’è uno che dico sia uno che abbia detto un solo ma. Deduco che la comunità scientifica italiana non abbia dubbio alcuno sull’opportunità dell’avvio delle campagne di vaccinazione contro il Papilloma Virus.

E’ importante che si sappia. Ne va della serietà della nostra comunità scientifica nel mondo. La comunità scientifica italiana ritiene in modo compatto e deciso che il vaccino sia efficace e sicuro.

Se domani qualcuno dicesse il contrario non credeteci.

Tutte le massime autorità in campo oncologico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo epidemiologico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo profilattico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo pediatrico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo ginecologico approvano la vaccinazione. Chi dimentico? Chiunque abbia dimenticato… approva la vaccinazione.

…. il dibattito è riesploso perchè si vuol estendere la vaccinazione agli uomini.

Che sarebbe anche, pare, una cosa intelligente e vi spiego a parole mie perché: perché il papilloma virus lo prende e trasmette l’uomo alla donna.

….secondo voi io a quanto ce l’ho la pressione arteriosa in questo momento?

No, non vi linko articoli, cercateveli, il Financial Times, il New York Times, ne parlano tutti nel resto del mondo, fatevi le ricerche da soli!

Leggetelo voi che la vaccinazione meno sperimentata della storia dei vaccini non solo ha cambiato target in corsa passando dalle donne dai 16 ai 26 anni alle bambine, no, non solo, ha cambiato sesso adesso, tempi moderni, sugli uomini è stato sperimentato anche meno, ma a noi ce ne importa nulla?

Quale vaccino? Il Gardasil; no, il Cervarix non è stato ancora approvato negli Stati Uniti, forse a fine 2008… certo che se oggi qualcuno volesse scegliere tra quale vaccino dovrebbe saperlo che il CERVARIX non è stato approvato dal FDA statunitense perché… perché non si sa, si sa che ha richiesto altra documentazione in appoggio.

E che l’Agenzia europea per i farmaci poteva fornirglieli visto che invece lei lo ha approvato per l’Europa e non lo avrebbe mai fatto se ci fossero voluti ALTRI documenti in appoggio… si saran persi nella trasvolata?

Poi io ho un dubbio che mi assilla da tempo ma dovrei fare giornalismo per togliermelo oppure sperare che in Europa qualcuno si svegli giornalista, stiam messi male a giornalisti in tutta Europa, almeno questo è consolante, peggio dell’Italia nessuno, ma insomma non son messi bene anche gli altri….

Se mi svegliassi giornalista trascorrerei un paio di anni a studiare il caso dell’approvazione europea del vaccino, dei collegamenti tra case farmaceutiche e OMS, tra Sanofi- Pasteur (la faccia europea della Merck) e i centri che in Europa hanno avviato all’inizio del 2000 la sperimentazione di fase I e II, in Italia erano 5 centri, mi piacerebbe sapere gli inciuci con la politica… quello mi piacerebbe davvero tanto sarebbe capire, ad esempio, quale sia di destra e quale di sinistra perché le cose non son chiare: il Gardasil è di destra o di sinistra?

Stando ad un’interrogazione parlamentare di Forza Italia per capire quali siano i criteri di scelta forniti dal ministero sembrerebbe che le Regioni stiano acquistando il Cervarix perché più economico anche se meno protettivo, certo che essendo il Cervarix più europeo del Gardasil forse si tratta solo di spingere l’industria farmaceutica europea e non essere di destra o di sinistra….

Chissà se mai qualcuno si sveglierà giornalista in questo paese….

Svezia: il Vaccino contro l’HPV è un inganno alle donne (46)

A cura di La Leva di Archimede

L’Agenzia medica svedese: I vaccini anti papilloma (HPV) potrebbero creare problemi per la salute oltre ad aggiungere costi alla prevenzione.

In un recente rapporto, l’agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU), ha raccomandato al Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza di revisionare la strategia di prevenzione del cancro al collo dell’utero.
L’uso spropositato del vaccino HPV, promosso e pubblicizzato in grande scala dai produttori, aggiungerà una spesa sostanziosa all’ormai striminzito budget riservato alla prevenzione del cancro mentre l’efficacia dello stesso vaccino non potrà essere provato per duo o tre decenni.
L’articolo sotto riportato, apparso su un giornale svedese, sottolinea come la spinta eccessiva del governo ad inserire il vaccino HPV nel programma vaccinale dei bambini, ha creato false speranze non sostenute dalle evidenze scientifiche.La spinta del vaccino HPV inganna le donneUn nuovo studio di esperti sulla protezione contro il cancro al collo dell’utero.Testo originale in svedese
Traduzione in inglese
La commercializzazione menzognera di un nuovo vaccino contro il cancro è un incredibile inganno alle donne svedesi e rischia di creare nuovi pericoli per la salute. Sono state poste alte aspettative su due nuovi vaccini contro certi virus che potrebbero causare cancro al collo dell’utero. Il Consiglio Nazionale svedese per la salute e previdenza sta subendo pressioni per inserire questi vaccini nel programma vaccinale dei bambini. Una valutazione scientifica presentata nel gennaio 2008 dimostra che gli studi sono insufficienti e incerti sugli effetti preventivi del vaccino contro il cancro. Con la vaccinazione generale esiste un serio rischio che un minor numero di donne si sottoporrà a visite ginecologiche di controllo causando nuovi rischi per la salute.

“Il modo in cui la pubblicità ingannevole fatta al vaccino aumenta le speranze, è un tradimento alle donne” scrivono la direttrice e il manager dell’agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU).

La Svezia ha fatto passi da gigante nella lotta contro il cancro all’utero. Dal 1960, dopo l’introduzione di esami ginecologici su campioni di cellule (PAP test), il numero di nuovi casi di cancro è più che dimezzato. Nonostante questo, 450 donne ogni anno vengono diagnosticate di cancro all’utero e 150 muoiono a causa della malattia.

Perciò, è positivo vedere che la ricerca in questo campo negli ultimi anni ha fatto progressi dando come risultato due vaccini (Gardasil e Cervarix) contro le infezioni di due tipi di papilloma virus, che in alcuni casi potrebbero causare una mutazione delle cellule che col tempo, in alcune donne, potrebbero trasformarsi in cancro al collo dell’utero.

E’ importante innanzitutto chiarire che non stiamo parlando di vaccini contro il cancro al collo dell’utero. Stiamo parlando di vaccini contro solo due dei 13 o più tipi di infezione HPV associati al cancro del collo dell’utero. La maggior parte delle volte, queste infezioni si risolvono da sole, in alcuni casi potrebbero diventare permanenti e causare un cambiamento cellulare, che potrebbe poi trasformarsi in cancro.
La ragione per la quale i ricercatori mirano esclusivamente a questi due tipi di papilloma virus è perché in vari paesi ne è stata dimostrata la presenza in 2/3 delle donne con il cancro al collo dell’utero. La percentuale media d’infezione varia di paese in paese. Gli studi effettuati dimostrano che nei paesi nordici la proporzione di cancri al collo dell’utero che potrebbero trarre beneficio dai vaccini contro HPV 16 e 18 è minore.

L’agenzia governativa svedese al momento non è in grado di dire quanto una vaccinazione generale ai bambini potrebbe aiutare a prevenire futuri casi di cancro. Esistono alcuni documenti scientifici che proverebbero che il vaccino può prevenire mutazioni cellulari dovuti al papilloma virus 16 e 18, ma gli effetti sul cancro possono essere verificati solo decenni dopo. Gli studi di controllo effettuati dopo il vaccino sono ancora troppo pochi per trarre conclusioni sul cancro. Un calcolo approssimativo dimostra che una vaccinazione generalizzata contro i virus HPV16 e 18 ai bambini potrebbe prevenire lo sviluppo di metà dei casi di cancro al collo dell’utero.
Il vaccino in questione inoltre non deve assolutamente essere di sostituzione ai periodici controlli ginecologici (pap-test) in quanto le aspettative sull’efficacia del vaccino sono esagerate e non c’è certezza. Non è stata ancora stabilita né la durata dell’efficacia del vaccino né se saranno necessari richiami periodici per una protezione prolungata. Inoltre non è possibile stabilire attraverso analisi del sangue quali livelli di anticorpi sono collegati alla protezione dall’infezione. Le agenzie di ricerca medica stanno monitorando gli effetti indesiderati riscontrati fino ad ora.

Un altro punto da chiarire è il costo della campagna. La spesa diretta per ogni lotto è di circa 21 milioni di euro per vaccinare tutte le ragazze e gli effetti potranno solo essere visti dopo 20-30 anni. Ogni dose di richiamo costerà circa 6 milioni di euro. Se dovranno essere vaccinati anche i maschi, visto che sono portatori sani del virus, le spese raddoppieranno. L’interrogativo principale a questo punto è se varrebbe la pena spendere questi fondi per altri metodi di prevenzione e/o cura del cancro e di altre malattie.

La scorsa estate, il produttore del Gardasil ha fatto una campagne pubblicitaria su giornali e cartelloni diretti al consumatore finale. Le campagne pubblicitarie di farmaci che necessitano prescrizione medica non sono permesse, ma per i vaccini esiste un’eccezione. Ancora non è chiaro come viene interpretata questa eccezione. E’ chiaro comunque che la pubblicità per il vaccino HPV 16 e 28 ha aumentato le aspettative delle donne aumentando la richiesta del vaccino.

Secondo una statistica moltissime donne credevano che la campagna pubblicitaria fosse promossa dal governo e che il vaccino proteggesse contro il cancro al collo dell’utero. Questo è un chiaro segno che la pubblicità dovrà essere affiancata da informazioni neutrali indipendenti dai produttori dei vaccini.

Ogni altro tipo d’informazione sarà un tradimento e un inganno alle donne.

La pressione dell’opinione pubblica sta avendo effetti su legislatori e politici. Alcuni consigli comunali vorrebbero diminuire il numero di vaccini in attesa di una decisione del Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza. Questo crea un’ineguaglianza tra i sistemi sanitari delle varie città.

L’agenzia governativa svedese di valutazione medica sta provvedendo ad una valutazione scientifica delle procedure medico/farmaceutiche e non prende posizione riguardo all’inclusione o meno del vaccino anti papilloma nel programma vaccinale dei bambini.

Sono state controllate le informazioni riguardanti la decisione del Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza e sono state trovate numerose falle: gli studi sono insufficienti e incerti sugli effetti preventivi del vaccino contro il cancro.

A cura di La Leva di Archimede

Pubblicato in: on Febbraio 25, 2008 at 11:28 am Commenti (4)

Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)

Papilloma virus, una campagna vaccinale con tanti dubbi

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/194133.htm
Costoso e con dubbi sulla sua utilità. Sono queste le nostre principali perplessità sul vaccino contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero. La campagna vaccinale, ora entrata nel vivo, ha ottenuto la copertura economica con la legge finanziaria 2008: l’obiettivo è raggiungere la progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di questa infezione. A essere vaccinate gratuitamente saranno ogni anno le dodicenni italiane (in alcune Regioni l’offerta è estesa ad altre fasce d’età).

Cominciamo dai costi: attualmente i vaccini disponibili sono due, Gardasil Merck (distribuito in Europa da Sanofi Pasteur) che copre i ceppi Hpv 6, 11, 16 e 18 (prezzo al pubblico circa 170 euro a dose e servono tre iniezioni) e Cervarix Glaxo, contro i ceppi Hpv 16 e 18 (prezzo circa 150 euro a dose e anche in questo caso servono tre dosi). Come si capisce da questi dati, la spesa per il Servizio sanitario sarà notevole, intorno ai 75 milioni di euro l’anno. Sono soldi ben spesi? Ne dubitiamo, soprattutto perché non pensiamo che i benefici della vaccinazione, i cui effetti potranno essere misurati tra una trentina d’anni, siano tali da giustificare costi così alti. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi del papilloma (i ceppi 16 e 18), responsabili del 70% dei casi di cancro alla cervice uterina.

Anche se coperte dal vaccino, le donne dovranno dunque continuare a fare il pap test per individuare precocemente i tumori della cervice uterina causati da altri ceppi di Hpv (e sappiamo che l’organizzazione degli screening è carente in molte Regioni italiane).

A questo bisogna aggiungere che le sperimentazioni disponibili sull’efficacia del vaccino finora non si sono protratte per un tempo sufficientemente lungo, per dire che abbiamo a disposizione una dimostrazione certa della riduzione dei tumori (e delle relative morti).

Siamo perplessi anche sulla durata della copertura: il vaccino viene offerto alle ragazze di 12 anni perché il virus si trasmette per via sessuale e con la vaccinazione si vorrebbe indurre lo sviluppo dell’immunità prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Ma la copertura vaccinale è stata sperimentata solo per cinque anni: dopo questo tempo, quando le ragazze avranno circa 17 anni (e cioè inizieranno presumibilmente a essere sessualmente attive), nessuno può sapere fino a che punto il suo effetto sarà ancora valido.

Vaccino HPV - La Repubblica (44)

http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2008/01/17/primopiano/008rag5638.html

Ragazze vaccinate

Approvata con fondi nella Finanziaria 2008 la campagna sull’HPV : coinvolte in 280 mila. Iniziata già in Basilicata e Val d’Aosta. Ora i piani di intervento e le gare d’appalto

di Mariapaola Salmi

Non c’è madre in questo momento nel Paese che non si chieda: “devo far vaccinare mia figlia per proteggerla dal tumore del collo dell’utero, oppure no?”.
E non c’è giovane donna che non pensi alla possibilità di sottoporsi alla vaccinazione. La battaglia pro e contro si è scatenata tra la gente, tra i medici, tra le aziende sanitarie. E naturalmente tra Merck e Glaxo SmithKline, l’una ha prodotto Gardasil commercializzato da Sanofi-Pasteur, il vaccino tetravalente che protegge dai ceppi HPV 16-18 ad alto rischio per tumore al collo dell’utero, e 6-11 meno pericolosi, ma responsabili dell’insorgenza di condilomi acuminati, l’altra ha realizzato Cervarix, il vaccino bivalente che immunizza contro i più pericolosi ceppi HPV 16 e 18.
Entro i primi mesi del nuovo anno la campagna di vaccinazione attiva contro il Papilloma virus umano (HPV) offerta alle quasi 280 mila dodicenni italiane dovrebbe partire su tutto il territorio nazionale. La Basilicata, la prima ad iniziare a giugno 2007, ha allargato la somministrazione del vaccino a quattro fasce d’età: 12-15- 18-25 anni.
Dopo è arrivata la Val d’Aosta che ha ampliato a due fasce: 12-16 anni. Le altre Regioni, in attesa dei primi 40 milioni di euro su un totale di 75 che il ministero sborserà per finanziare la coorte da vaccinare, si preparano a farlo con piani vaccinali e gare per l’acquisto del vaccino tra discussioni e incertezze infinite. Malgrado il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità e del ministero della Salute che in tempi e modi diversi hanno spiegato l’importanza di questa vaccinazione in termini di sanità pubblica e auspicato di coprire più fasce d’età, la comunità scientifica è divisa, il dibattito infuocato.

Ma costa tanto
Secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione sanità del Senato, “il vaccino per ora costa tanto, è vero, molte sono le domande ancora senza risposta, ma parliamo di un vaccino contro il cancro, non di una malattia qualunque. Come non investire su un mezzo che può prevenire il tumore?”. Di opposto parere Luisella Grandori dell’Associazione culturale pediatri che lamenta ben altre priorità di salute pubblica e scarsa conoscenza sull’efficacia e la sicurezza del vaccino. Negativo il giudizio di Michele Grandolfo dell’Istituto Superiore di Sanità che lascia intendere e nemmeno tanto velatamente quanto si tratti in realtà di una operazione di marketing utile alle case farmaceutiche e che, sia o non sia efficace, il vaccino toglie risorse allo screening con il Pap test l’unica arma finora efficace per prevenire il tumore del collo dell’utero. Punto sul quale è in disaccordo Mario Sideri dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano che fa notare come la maggior parte delle donne colpite da questo tumore ha fatto regolarmente il Pap-test.

Gli effetti solo nel tempo
Per infettivologi, igienisti, pediatri, ginecologi, oncologi e ricercatori la novità c’è, è interessante, e nonostante il mercato prema in modo eccessivo e le risorse economiche e organizzative in sanità siano all’osso, tutti augurano che l’intera operazione venga condotta con estrema serietà e attenzione per le ricadute positive che potrebbero esserci tra quindici, vent’anni.
Le questioni che restano da approfondire e da risolvere sono tante e complesse. Vedere se il vaccino sarà efficace anche sulla popolazione femminile generale, un po’ diversa da quella selezionata per le sperimentazioni, quanto durerà l’immunità e se saranno necessari i richiami. Capire se la vaccinazione potrebbe provocare la selezione di ceppi oggi innocui. Si dovrà ragionare sull’opportunità di vaccinare anche i maschi e le donne già infette. Il problema etico è drammatico, questi vaccini sono molto costosi e difficilmente arriveranno ai paesi poveri dove il tumore della cervice uterina uccide l’80% delle donne colpite nel mondo.

L’efficacia sull’uomo?
Ma la domanda principale riguarda l’efficacia. Questo vaccino è davvero capace di prevenire le lesioni precancerose genitali e il conseguente tumore invasivo? Parecchie cose sono state accertate in oltre dieci anni di studi. “Si tratta di vaccini profilattici altamente immunogenici, ossia in grado di provocare una elevata risposta anticorpale nelle donne non infette”, spiega Antonio Perino, direttore della clinica ginecologica dell’Università di Palermo e coordinatore dello studio internazionale multicentrico FUTURE, “e di garantire una certa protezione (cross protection) anche alle donne che sono già entrate in contatto con l’HPV. Gli studi sui maschi sono piuttosto avanti, entro l’anno usciranno i primi dati di efficacia, ma in nessun Paese è partita la vaccinazione - nonostante gli igienisti abbiano ribadito che la copertura trasversale uomo-donna assicura la maggiore protezione - eccezion fatta per l’Austria dove il vaccino è raccomandato anche per l’uomo”.
Oltre alle lesioni pre-neoplastiche del collo e della cervice dell’utero, l’HPV è implicato in quelle di vulva, vagina e ano. Senza considerare che il 30-40% dei cancri di faringe, laringe, lingua e corde vocali è dovuto al genotipo 16 dell’HPV. La medicina è una scienza non esatta e costosa, va avanti per prove, errori e successi. Per ora questi vaccini un traguardo l’hanno raggiunto e non sarà l’ultimo.

Gardasil: Thelegraph.uk.co. (43)

Scusate, vado di fretta e le traduzioni non sono il mio forte, la sintesi dell’articolo pubblicato dal Thelegraph.uk.co (inghilterra) dice sostanzialmente che il vaccino è collegato a morti e a gravi eventi avversi dagli oppositori, mentre la casa farmaceutica produttrice del vaccino nega il collegamento, che il vaccino è stato studiato su una fascia di età diversa rispetto a quella a cui verrà somministrato, che quindi qualcuno parla di bambini trattati da cavie. Insomma, quanto già sappiamo in pochi in Italia.

Cervical cancer drug Gardasil linked to deaths

http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/10/29/njab129.xml
By Lucy Cockcroft
Last Updated: 1:07am GMT 29/10/2007

Fears have been raised over the safety of a cervical cancer vaccine which health officials plan to give all 12-year-old girls, after it was revealed that the drug has been linked to several deaths.

Three young women are reported to have died days after the drug Gardasil was administered, while the jab is also suspected of triggering “adverse reactions” in 1,700 patients. The figures were uncovered by campaigners who made a freedom of information request in the US, where the vaccine was approved for use a year ago.

Tom Fitton, the president of Judicial Watch, which extracted the data, said: “Reports on the vaccine read like a catalogue of horrors.”

advertisementThe women – aged 12, 19 and 22 – suffered heart attacks or blood clots after being injected with Gardasil, which protects against the sexually transmitted human papilloma virus which causes most cases of cervical cancer. Hundreds of others reported suffering what could be adverse reactions, including paralysis, seizures and miscarriages.

The news comes just days after the announcement that the drug would be added to the childhood immunisation programme.

However, it has not been conclusively proven that Gardasil had directly caused any of the deaths or reported health problems.

Nicholas Kitchin, from Gardasil, manufacturers Sanofi Pasteur MSD, said the fact that symptoms were reported after a vaccination did not necessarily mean they were caused by the vaccine.

A spokesman for the Medicines and Healthcare products Regulatory Agency said no “proven, serious new risks have been identified”, but added the effects would be monitored when Gardasil is used in the UK.

Jackie Fletcher, from the vaccine damage support group Jabs, said: “Trials of this jab have mostly been on adults, so we don’t have any idea of the long-term effect on children.”

Dr John Oakley, a West Midlands GP, said the trials for Gardasil had been so limited that the children taking it would be like “guinea pigs”.

Many health campaigners have welcomed the plan to vaccinate British girls, although there have been claims it will encourage teenagers to have sex early.

Pubblicato in: on Ottobre 29, 2007 at 12:14 pm Commenti (0)

Italia: stato dell’arte vaccino HPV (42)

http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20071026/thl-tumori-vaccino-anti-hpv-a-singhiozzo-6a24347_1.html

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) - La vaccinazione contro il Papillomavirus, responsabile del tumore alla cervice uterina, partirà ‘a singhiozzo’ in Italia. La decisione del Governo di offrire, a carico del Servizio sanitario nazionale, il vaccino gratuito per le dodicenni si è scontrata con l’autonomia regionale in campo sanitario. A fare il punto della situazione è il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, che ha pubblicato su Epicentro (www.epicentro.iss.it) il rapporto ‘Rilevamento sull’introduzione della vaccinazione anti-Hpv nelle Regioni italiane: risultati preliminari’.

Sono solo due, Valle d’Aosta e Basilicata, ad avere già avviato l’offerta attiva. Altre otto Regioni (Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto) partiranno a gennaio prossimo, mentre Sardegna, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno fissato la data rispettivamente a febbraio, marzo e giugno 2008. All’appello mancano Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Lombardia, Provincia autonoma di Trento.

“Tutte le 13 Regioni che hanno programmato la data di avvio del programma di vaccinazione - riferisce il documento - prevedono l’offerta gratuita per le dodicenni, per cui il vaccino è stato inserito nella fascia H del prontuario farmaceutico nazionale. La gratuità per questa fascia di età è esplicitamente prevista anche in Campania, Lombardia e Marche, anche se in queste Regioni non è stata fissata la data di avvio dell’offerta. Quattro Regioni prevedono la gratuità per altre fasce d’età oltre alle dodicenni, e due stanno valutando questa opportunità. Sette delle undici Regioni che hanno programmato l’offerta del vaccino anti-Hpv ne prevedono anche la disponibilità in co-payment per altre fasce di età; altre due Regioni ne stanno valutando la disponibilità. Anche la Lombardia sta definendo per quali fasce di età prevedere il co-payment”.

Nessuna decisione è invece stata ancora presa da Abruzzo, Molise e Provincia di Trento.”La maggior parte delle Regioni - ricorda il rapporto - ha riferito che registrerà le vaccinazioni effettuate su anagrafi informatizzate. Solo una Regione ha scelto di utilizzare registri cartacei”. Infine, la formazione degli operatori è stata già effettuata in quattro Regioni (Veneto, Liguria, Basilicata, Valle d’Aosta).

“In Emilia-Romagna - continua - sono già state organizzate molte iniziative formative: il programma proseguirà nei prossimi mesi. In altre sei Regioni la formazione è stata pianificata e verrà condotta nel prossimo semestre (Lazio, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Calabria). Basilicata e Valle d’Aosta hanno riferito di avere messo a punto del materiale per la comunicazione. Molte Regioni hanno indicato la necessità di disporre di materiale per la formazione degli operatori e di materiale divulgativo messo a punto a livello nazionale”.

Pubblicato in: on Ottobre 28, 2007 at 6:10 pm Commenti (0)