La Valle, il rigassificatore e i blogger

Mononoke e BastianCuntrari si sono già attivate per la Valle dei Templi, sono grata ad entrambe e entrambe mi hanno fatto trattenere le lacrime.

Se oggi nessuno può negare che sulla vicenda del Vaccino contro l’HPV oltre all’informazione di parte in Italia c’è stata un informazione completa è grazie a noi: prendiamocelo questo merito. I vostri link, lo sapete, ancora portano centinaia di persone su questo blog, che ha avuto ed ha ancora un ruolo piccolo ma non indifferente.

Per me è stata la scoperta che l’informazione in Italia è davvero controllata e pilotata. Ma anche che la rete può innescare processi contrari e ricostruibili grazie ai contatori. Si poteva fare di più ma non avrei potuto farlo io, per motivi che un giorno o l’altro vi racconterò.

Per la Valle possiamo provare a far la stessa cosa, per altro paradossalmente dovrebbe essere una vicenda di più semplice approccio: un rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, basta il buon senso per capire che dire no è un’opzione legittima.

Non occorre nemmeno essere ambientalisti, non occorre appartenere a nessun tipo di schieramento, la scelta è tra una Valle che è stata ed è amata da milioni di nomi illustri ed anonimi sconosciuti e una costruzione che ne mette a rischio l’esistenza.

I rigassificatori sono sicuri. Ma sottoposti alle direttive Seveso, quelle applicate per costruzioni al più alto rischio di pericolosità. I rigassificatori sono sicuri ma è possibile che provichino disastri. Su questa possibilità si vuol giocare il destino di 2500 anni di testimonianza storica.

Il punto è tutto qui. Dietro questo punto c’è il  mondo della finanza, delle scelte politiche, dei piani di sviluppo, degli equilibri internazionali, di tutto quello che volete, ma a noi interessa soprattutto quel punto: esporre la Valle alla possibilità del degrado, del finire per l’essere inserita in un contesto di industrializzazione al massimo grado di pericolosità.

Bastian cuntrario lancia un’idea semplicissima: una mail di protesta al Presidente della Regione Sicilia.

… io so fare tante cose, ma non ho idea di come si faccia una mail di protesta in rete, non sono nemmeno brava a scrivere gli appelli, lo sapete, ognuno ha i suoi limiti, occorre il dono della sintesi e della chiarezza…  ci serve una mano. anche un paio.

Un abbraccio a tutti,

Angela

Non-rigassifichiamo la Valle (3)

Vorrei far tutto con ordine ma anche questa volta (come per il Vaccino contro l’HPV) sono arrivata a giochi fatti e dovrò sia ricostruire le varie fasi che tenermi e tenervi al passo con i fatti.

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E il fatto è che è entrata in vigore la norma del segreto di stato

cioè mi sto mettendo in guai seri, ma questo è solo un inciso…
cioè, intendevo dire, è tutto sottoposto al segreto di stato: dall’iter autorizzativo al monitoraggio, dalla costruzione alla logistica.

Ah bé.

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Quindi nessuno saprà mai come fece la Nuove Energie srl ad ottenere di costruire e gestire il rigassificatore senza avere le autorizzazioni per costruire e gestire il rigassificatore… secondo il garante per la concorrenza- Provvedimento 15464 - il dettaglio è ininfluente …non so secondo la Procura e temo non lo saprò mai…

Nessuno saprà mai se Nuove energie delle famiglie Stabiumi e Lonati di Brescia avessero concordato la vendita del loro 90% all’Enel sin dall’inizio (il resto di Nuove Energie srl è sempre degli stessi Stabiumi e Lonati e quindi restano in società per il loro 10% con l’Enel nella costruzione e gestione del rigassificatore)… sempre secondo il garante no, ma secondo la Procura… non lo sapremo mai.

Nuove energie srl… Margherita Stabiumi Amministratore Delegato e Vito Aurelio Campanella Project Manager… coinvolto nel 2006 nell’inchiesta per la maxi truffa dei fondi europei alle imprese… a meno che non si tratti di un caso di omonimia.

Secondo le ultime rivelazioni del pentito Campanella… Vito Aurelio Campanella sarebbe la mente delle maxi truffe, lo schema seguito era quello di fare società fittizie per accedere ai finanziamenti… cioè :

““Facevano una srl scatola, utilizzavano attestazioni bancarie false o vere duplicate, come nel caso di Oasi, e ottenevano un decreto di finanziamento nel settore turistico-alberghiero. Poi, con una serie di compiacenze all´interno dei ministeri e della banche concessionarie, trasferivano, vendendoli, i decreti di finanziamento a società terze e ne lucravano il corrispettivo”. da Articolo21

ah bé.

e qualcuno può dirmi se è questa la società di cui stiamo parlando?

La possibilità.

Siamo praticamente ammutolite dopo aver visto Che tempo che fa

Quelle notizie che nemmeno val più la pena, che Schifani sia un amico di mafiosi è riportato su Wikipedia tanto è dato oggettivo. [nota: il giorno successivo alla pubblicazione di questo post la voce "Renato Schifani" in wikipedia è stata modificata e Schifani non è più oggettivamente amico di mafiosi...]

Commentiamo, io e Mononoke, poi di nuovo affrontiamo l’argomento che da qualche giorno non riusciamo a districare.

Il pericolo del mio rientro in Sicilia con la testa che mi ritrovo, si potrebbe riassumere così.

Pericolo che Mononoke adesso sente più vicino, ho iniziato ad interessarmi alla vicenda del rigassificatore della Valle dei Templi, caratterizzata anche questa vicenda da un’assenza di informazione, come se fosse un dettaglio ininfluente che accanto ci sia un’Area Archeologica sotto tutela Unesco.

Ne parlo a Verona, sorrisi: è una delle solite vicende siciliane, non sarebbe mai successo in un altro luogo. Ancora una volta la sensazione che per sempre la mia origine mi renderà “diversa”, il marchio delle vittime che mai si ribellano, che tutto subiscono, che non hanno consapevolezza dell’essere cittadini.

Cerco appoggio morale: mi batterò perché non avvenga questo scempio e i volti cambiano, diventano tesi, si legge l’affetto e la preoccupazione.

Mononoke. Mononoke ha l’esatta percezione delle mie parole e si preoccupa. Sa che Gian Joseph Morici ha già ricevuto due minacce di morte, Gian Joseph Morici si oppone anche facendo informazione .

Mononoke. Spiego, non mi giustifico, spiego perché tornare nella mia terra significa chiedermi come ci tornerò e spiego la mia scelta, maturata da mesi, la scelta di combattere per la legalità. Carlo con una frase mi blocca per giorni, “persone come voi” ed io non saprei dire che tipo di persone, non c’è un tipo di persona, però forse c’è un tipo di rabbia. Non ho risolto, non so cosa dire, non dovrebbe esserci Carlo, Carlo non dovrebbe pensare che per fortuna ci sono altre persone che osano dire, Carlo dovrebbe chiedersi perché non si dovrebbe poter dire senza avere la sensazione che sia pericoloso… ma ha ragione lui.

E’ che non dovrebbe essere così. Non dovrei dover mettere in conto che se comincio a difendere la Valle dei Templi da una costruzione potenzialmente pericolosa potrei finire io stessa in pericolo. Non dovrei chiedermi se sono disposta ad affrontare un rischio di questo tipo, non dovrei pensare a come dirlo alla mia famiglia, a come inciderà sulla mia ricerca di un nuovo lavoro.

Invece devo interrogarmi e lucidamente chiedermi se sono disposta ad andare fino in fondo, fare i conti con la possibilità che “dire” diventi un’attività pericolosa. La possibilità.

La mafia si combatte con la parola, con l’informazione, la mafia vince quando riesce a far calare il silenzio, quando la verità diventa qualcosa di pericoloso, da cui è meglio stare lontano.

Non so se e quanta mafia ci sia dietro la vicenda del rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, non so se sia davvero pericoloso tentare di difenderla, ma pensare preventivamente che sia meglio lasciar perdere perché potrebbe essere pericoloso… no, tanto vale non tornare nella mia terra se dovesse essere questo il mio modo di pormi.

Non mi sto giustificando, vorrei solo spiegare. Anche perché ho bisogno che se ne parli il più possibile e che salvare la Valle non resti un fatto di Sicilia.

Non-rigassifichiamo la Valle (2)

post precedente:
non rigassifichiamo la Valle (1)
in sintesi: ad un chilometro dal confine dell’Area Archologica di Agrigento si vuol fare un rigassificatore.
L’area è patrimonio dell’Umanità dal 1997. Cioè dal 1997 è sotto tutela dell’UNESCO.

…………….

Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.

……………

Non -rigassifichiamo la Valle (2)

Giovanni Puglisi - Unesco

………..

Paragrafi in cui è diviso questo post:

1- La posizione di Puglisi PRIMA

2 - La posizione di Puglisi DOPO

3 - Da Puglisi a Unicredit in una mossa

4 - Da Puglisi a Mediaset in una mossa

5 - Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)

6 - CONCLUSIONI

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1 - PRIMA:

Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro

Roma, 27/04/2007

Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:

A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO - scrive Puglisi - evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”

Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”

(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento

da: lavalledeitepli.net

2 - DOPO:

– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007

se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.

Lo so, lo so, sono maligna.

Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?

e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!

Parola di presidente Unesco.

……

3 e 4 - DA PUGLISI A….

da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.

Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri

tra le altre attività è Presidente della Fondazione Banco di Sicilia

….. che ha una quota Unicredit….

…. è rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano….

…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”

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5 - Dillo a Profumo .org

Unicredit e Puglisi però ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori - per un totale di 280 milioni di euro - del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case - denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????
DILLO A PROFUMO. ORG

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6 - CONCLUSIONI

Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?

Non rigassifichiamo la Valle. (1)

Signori… è in arrivo il prossimo tormentone di questo Blog.

Spero mi aiuterete ancora una volta.

Si tratta della Valle dei Templi.

Dal sito dell’UNESCO:

Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.

Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

I criteri che vengono citati:

  • (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  • (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
  • (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
  • (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.

Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.

Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.

Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.

Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:

ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.

ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.

ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.

ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.

Queste le più ovvie.

Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:

la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…

Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!

C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.

Passando dalla Valle.

ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni (laValledeiTempli.net)

Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.

Valle dei Templi - Requiem

Volevo chiudere la giornata e non è stato possibile, la dovrò prolungare di un post e chiuderla incazzata come una iena.

Ma prima vorrei parlarvi di uno dei miei più grandi amori, la valle dei templi, così, di getto, senza consultare siti né fornirvi link, solo due parole due.

Non è vero che è stata deturpata, la valle dei templi è uno dei panorami archeologici meglio conservati al mondo, ci sono, sì, ci sono le case abusive e sono ormai parteintegrante del paesaggio, saranno una decina all’interno della velle vera e propria, perchè quello che non sapete è che la valle risale al V sec. a.c. e che ci siano una decina di case è un miracolo, gli agrigentini dovrebbero essere premiati, non derisi né offesi, premiati per il grande amore ed il rispetto profondo che hanno sempre avuto per la valle.

I templi sono stati abbattuti e ricostruiti, ma sono lì, fu un vescovo a determinare la sparizione totale del più grande tempio mai realizzato nell’intero bacino mediterraneo, prese quelle colonne, quelle statue, quei tufi e li gettò in mare per costruire il porto. Credo che sapesse dove prendere altro materiale ma dovette piacergli l’idea di sbarazzarsi di quei ruderi.

Da Agrigento si vede il costone con i tre templi in fila stagliati contro il mare.

Dalla città ai templi è un susseguirsi di uliveti e giardini, non dista molto la città dal tempio di Giunone, estremità est, un paio di chilometri, si va a piedi. Passeggiata archeologica. Passeggiata con gli occhi che si riempiono di immagini, di odori, di storie di conquiste e di contaminazioni. Il tempio di Giunone era il tempio dove si celebravano le nozze. Poi c’è il tempio della Concordia, ricordo di una qualche pace firmata, il tempio meglio conservato, il più bello. Però non sono imponenti, sono fragili, con il loro color tufo, sabbia compatta che pare pronta a sgretolarsi al primo vento d’Africa.

Non voglio annoiarvi, quindi passeggio in silenzio sino al giardino della Kolimbetra, ricordo che Aristotele parlava dell’olio di Akragas, primo petrolio della storia dell’umanità e proseguo tra gli ulivi, la clinica privata abusiva e arrivo alla casa di Pirandello, dopo aver riflettuto sulle necropoli conficcate dai piedi di un ponte.

Pirandello. Altro grande amore, in realtà io non so parlare dei miei amori, li vivo come intimità, come debolezze, ma Pirandello l’ho amato e studiato e sfogliato fino a sentirne le pulsioni, fino a chiudere gli occhi per sentirne i passi sulle rocce attorno al pino, vederlo scrutare il mare in piedi, col suo abito bianco e il vento ad agitargli la mente.

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Confindustria e Cgil: “Rigassificatore è sviluppo”

Confindustria Agrigento e Cgil intervengono nell’ambito del dibattito sul rigassificatore dopo la presa d’atto del favorevole parere di compatibilità ambientale rilasciato dal ministero dell’Ambiente.

Il presidente degl’industriali, Giuseppe Catanzaro, ha rilevato che i commenti al riguardo, anche quelli critici, da parte di diversi attori Istituzionali, del sindacato e di associazioni rispetto agli effetti sociali prodotti dal rigassificatore vanno letti ed apprezzati quali azioni di stimolo per sostenere lo sviluppo economico connesso all’iniziativa.

“Confindustria Agrigento - ha precisato Catanzaro - è pronta a confrontarsi con gli attori sociali per sviluppare iniziative in ordine alla questione socio-economica che può e deve diventare occasione di sviluppo della nostra realtà.

Gli interessi diffusi che rappresentiamo ci impongono di metterci responsabilmente a servizio delle nostre comunità perché nel rispetto delle regole produrre benessere e ricchezza sociale sono il fine dell’impresa che è chiamata a svilupparsi nel territorio in cui opera e quindi responsabilmente a impedire che si possano ripetere pregresse negative esperienze di processi di sviluppo non adeguatamente supportati”.

Secondo Piero Mangione “Fa giustizia sulle tante strumentalizzazioni messe in atto da chi ha la vocazione a stoppare ogni iniziativa imprenditoriale e dovrebbe l’approvazione ministeriale rassicurare quella parte di opinione pubblica che, invece, in perfetta buona fede e per intima convinzione ha manifestato obiezioni, riserve e paure.

E’ chiaro che la Cgil avrebbe preferito progetti imprenditoriali all’indirizzo delle produzioni agro alimentari, dell’economia del turismo e di centri di sanità pubblica di qualità e di eccellenza competitiva, capaci, come si sa, di esprimere una più alta offerta di lavoro qualificato e specializzato. Ma tali ipotesi in altre aree hanno avuto esiti modesti e travagli tormentosi come ci raccontano le vicende da Sciacca mare a Rocco Forte ed i viticoltori del Belice.

Formuliamo al sindaco di Porto Empedocle, cui spetta la titolarità del negoziato sulle contropartite da pretendere dall’Enel per l’uso del territorio, l’esplicita richiesta di dare continuità alle relazioni con le forze sociali sul futuro del porto e sul suo sostegno alle attività produttive e commerciali, partendo proprio dagli effetti collaterali positivi, derivanti dalla presenza del rigassificatore”.

Un rigassificatore è un impianto che consente la trasformazione di un gas in energia, tutto qui, niente di più niente di meno. da wikipedia:

“L’impianto di rigassificazione, trattando gas altamente infiammabile in determinate condizioni desta parecchie preoccupazioni nelle comunità locali, le quali temono i rischi di esplosione nell’ambito di un incidente rilevante. Considerando la massa di gas i rischi potenziali sono concreti, seppure le condizioni di sicurezza sono garantite (come nel caso di una centrale nucleare) dall’impianto stesso.”

Questo rende un rigassificatore qualcosa che la ggente non vuole nel proprio giardino.

Gli Agrigentini, i miei concittadini, hanno ben pensato che sarebbe troppo figo averne uno nella Valle dei Templi. Solo un po’ più distante delle case abusive che altrimenti si rovina il panorama (quello che si gode dalle case abusive, ovvio)

Come leggete nell’articolo si sarebbe gradito altro, ma visto che non si riesce, ci prendiamo un rigassificatore, posizionato ben benino tra Valle dei templi, casa di Pirandello, scuola elementare e supermercato occhio agli incastri, mi raccomando.

Vero che già la zona ha una centrale Enel ed una serie di antenne ed antennine riceventi che nulla hanno a che fare con l’alto tasso di tumori e malattie metaboliche che nella zona procurano qualche ansia. D’altra parte non è mai stato fatto uno studio sulla strana alta incidenza di malattie nella zona di Monserrato, ad esempio, sono quelle cose di cui si sa, ma nessuno dice. Dove altro volete mettere un rigassificatore? Allargare la zona “industriale” di Porto Empedocle verso la Valle dei Templi è una scelta condivisa da tutte le forze politiche cittadine e regionali, per Cuffaro era una questione d’onore portarlo a termine!

Da qualche tempo io ho voglia di farmi denunciare, sono irrequieta, che farci, saranno i 40 anni in arrivo, sarà la Primavera, ma quanto mi piacerebbe sapere chi ci guadagna davvero a svendere la vocazione turistica di Agrigento per diventare il sottoscala con bombola di metano!

Non capite?

Mi sono spiegata male?

La ggente non vuole un rigassificatore lì, nelle pianure dove non c’è di certo un fico secco, forse qualche campo di mais ed un paio di capannoni agricoli, lì. Lì la ggente non li vuole.

NOI lo mettiamo tra la Valle dei Templi e la casa di Pirandello!

Con il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente.

E il Ministero dei Beni culturali che ne dice?

Frega niente a nessuno che il 19 marzo 2008, dal Consiglio dei Ministriha approvato i due decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni integrative e correttive del Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLG n. 42 del 2004).

:

Paesaggio
Le modifiche alla parte Terza del Codice riguardante il paesaggio muovono dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale con sentenza 14 novembre 2007 n. 367, che il paesaggio è un valore “primario e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio.
Partendo da questo presupposto le novità introdotte dal provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli:

definizione di paesaggio. Sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale è stata formulata una nuova definizione di “paesaggio” adeguata ai principi della Convenzione Europea ratificata nel 2004 nonché alle finalità di tutela del Codice.

- pianificazione paesaggistica. Viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di disciplina del territorio. Pur rientrando la redazione del piano tra le competenze delle regioni, è riconosciuta al Ministero dei beni culturali la partecipazione obbligatoria alla elaborazione congiunta con le regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici (vincolati in base alla Legge Galasso o in base ad atti amministrativi di vincolo). Ciò dovrebbe servire a stabilire fin da principio delle regole certe e univoche dalle quali non possono sottrarsi gli strumenti urbanistici e gli atti di autorizzazione alla realizzazione di interventi sul paesaggio. La finalità è anche quella di eliminare, data la certezza delle regole, un inutile e attualmente cospicuo contenzioso sulle autorizzazioni oggi richieste in base all’insussistenza di regole.

- autorizzazione degli interventi sul paesaggio. Attualmente le Soprintendenze rivestono un ruolo marginale, essendo ad esse consentito un mero controllo di legittimità successivo sull’autorizzazione rilasciata dai comuni. Col nuovo Codice le Soprintendenze dovranno emettere un parere vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici ed ai vincoli così rafforzando la tutela del paesaggio. E’ stata accolta la richiesta della Conferenza Unificata di modificare la natura del parere – da vincolante a meramente obbligatorio – quando il Ministero abbia positivamente vagliato l’avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici alle prescrizioni dei piani paesaggistici.
Nel senso della semplificazione e della celerità del procedimento amministrativo viene abbreviato il termine che le Soprintendenze hanno a disposizione per emettere il parere, portato da sessanta a quarantacinque giorni. Scaduto tale termine, può essere indetta una conferenza di servizi nell’ambito della quale il soprintendente ha ancora 15 giorni per emettere il proprio parere. In mancanza, decide la regione o il comune delegato. Infine, la delegabilità ai comuni del potere di autorizzazione è limitata ai casi in cui essi dispongano di adeguati uffici tecnici ed assicurino la separazione tra gli uffici che valutano gli aspetti urbanistici e quelli che valutano gli aspetti paesaggistici;

- revisione dei vincoli. Viene introdotto l’obbligo di rivedere entro un anno i vincoli esistenti, allo scopo di specificare le regole che devono essere osservate in virtù del vincolo (inedificabilità assoluta, ovvero edificabilità entro limiti e con prescrizioni precise e certe);

No, figurarsi se frega niente a nessuno di quello che costruiscono nella valle dei templi!

Pubblicato in: on Aprile 21, 2008 at 5:48 pm Commenti (8)
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HPV la domenica mattina

Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti!

Domenica mattina e mi viene in mente di cercare se ci sono novità sul vaccino HPV… ci sono.

In Italia l’Istituto Mario Negri sconsiglia la vaccinazione obbligatoria e ripropone in punti i motivi per cui forseforse questa vaccinazione è un attimo avventatella.

In Spagna hanno fatto di meglio: una petizione per bloccare la vaccinazione, firmatari nomi del mondo accademico spagnolo.

Che magari adesso qualcuno in Italia comincia a pensare che forseforse avventatelli meglio non esserlo?

Non sono contro i vaccini, non sono un medico, non ho competenze specifiche eppure da mesi mi sputtano in una campagna contro una vaccinazione che è una spesa folle, che non ha sicurezze scientifiche e che porterà, al meglio una diminuizione  dell’incidenza dei tumori alla cervice dell’utero, al peggio un aumento perché potrebbe infondere una sicurezza non corrispondente alla realtà!!!!

Ma porca meseriaccia: questo blog è conosciuto ormai da tutta la comunità scientifica italiana, lo so per certo, come so che sia la Merk che la Glaxo-Smith sanno di questo blog, oltre ad un certo numero di giornalisti. VOLETE SVEGLIARVIIIIII?????

Non c’è nessun leghista capace di dire “io ce l’ho duro e il vaccino gratis a tre fasce d’età al sud non lo do.. perché al nord è gratis solo per le dodicenni!” Che forse siamo tutti scemi e non lo capiamo che c’entrano le pressioni delle case farmaceutiche al sud? AL SUD LA VACCINAZIONE è  potenzialmente più inutile e dannosa che al nord perché non è coperto dalle strutture di screening!!!!

AAAAARRRRGGGGHHHHHHH

Nessun giornalista vuol sapere perché il Cervarix non è stato approvato dal FDA statunitense????

Nessun universitario è in grado di dire “signori, occhi aperti, la vaccinazione non è sicura”

Nessuno capace di dire che statisticamente non è certa una diminuizione dei tumori alla cervice dell’utero?

Nessuno capace di dire che forse ma forse se questi soldi andassero alle strutture di screening qualche ritorno in termini di salute pubblica ci sarebbe?

Aspettare di essere certi che abbia un senso vaccinare tutte le ragazzine, no eh? Aspettare di essere certi che non saranno  loro a pagare il nostro menefreghismo di nuovo no, vero? C’è chi si chiede se non si svilupperà nuovi fattori oncogeni, mica se procura brufoli! non me lo chiedo io, io mi chiedo solo se oltre a queste voci inutili di blog, altroconsumo, vaccini.net c’è qualcuno capace di capire che RIMANDARE LA VACCINAZIONE è NECESSARIO, non opportuno, non UN’OPZIONE, è l’unica strada che dovrebbe seguire uno Stato che davvero si prende cura dei propri cittadini e non li UTILIZZA invece per gigantesche scommesse!

E ‘fanculo alla moderazione!

A Roma.

La discussione si è già accesa tra i sostenitori della morte della sinistra e noi poveri fantasmi vaganti…

m’era già venuto un coccolone quando Walter annunciò che la classe operaia non esisteva più (porc… la lega non se l’è bevuta!)

avevo qualche crisi d’identità sentendomi chiamare giovane precaria… preferirei precaria storica, sapete com’è, giusto per capire di cosa parliamo

e finalmente adesso non esisto più… sono un ciclo concluso… appartengo al secolo trascorso.

Immagino dovrò portare via con me la solidarietà, l’interrazzismo, la multiculturalità, l’equosolidale eh, non dimentichiamo di mettere in valigia l’equosolidale!, il comunismo, soprattutto il comunismo per favore ché nessuno sospettava che ancora ce ne fosse in giro… e poi il femminismo, l’ambientalismo, qualunque ismo ché se ne beccano anche un solo grammo finisce male!

pare che dei diritti se ne possa occupare Pannella in taciturno, colui che non disse nulla alla sparizione dall’arco Parlamentare della sinistra, dopo aver fatto fiamme e fuoco e scioperi della fame per non essere buttato fuori, dopo essere stato sostenuto da chiunque egli TACQUE.

della Giustizia IdV, cosa fatta, opposizione e tutele garantite.

dei lavoratori ovviamente, già detto, se ne occupa la lega… indipendentemente dal sesso, colore, religione, inclinazione dialettale…

Bè, io però credo che abbiamo fatto una cosa che potrebbe anche dare qualche pensiero alla classe dirigente di questo Paese: abbiamo punito la nostra rappresentanza politica, tutti insieme, chi votando un’altra idea, chi dando il suo utile voto, chi astenendosi, non importa come, lo abbiamo fatto e abbiamo spazzato via dal parlamento la nostra rappresentanza traditrice…

un ottimo aiuto ce lo ha dato un sistema elettorale a nodo scorsoio… vero, ad ognuno il proprio.

Le riforme quindi verranno fatte senza un’opposizione di sinistra, le farà Berlusconi e Walter e Pierferdinando si opporranno… con garbo, sempre con garbo.

pare un bel quadretto… e visser tutti felici e contenti…

… se non che….

si narra cominciassero a scambiarsi idee in rete, ognuno diceva quello che avrebbe fatto per modificare la realtà, si dice che cominciò già grande, che era già pronto il nuovo movimento che voleva cambiare la realtà, pacifista, non violento, ambientalista, con la politica del “noi ci siamo” e sapevano scegliere, e avevano parole, progetti, fili da intrecciare, percorsi da seguire, sapevano quello che volevano, soprattutto ancora sapevano quello che volevano.

semplicemente.

e sarebbe bello incontrarsi con le nostre bandiere colorate per il concerto del 1 maggio a Roma. Giusto per vedere quanti fantasmi ci sono in Italia…

Pubblicato in: on Aprile 17, 2008 at 5:02 pm Commenti (5)
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Dopo le elezioni.

Non sono rimasta senza parole… è un influenza senza precedenti che mi ha impedito la lucidità necessaria, oggi pare possa essere l’ultimo giorno, quindi subito qualche considerazione post elettorale:

Siamo usciti dal Parlamento. Significa alcune cose: faranno le riforme senza alcuna reale opposizione parlamentare. Tutto da dimostrare che ci fosse stata questa sinistra invece ci sarebbe stata opposizione…

significa anche un maggiore controllo sociale, non minore, va da sé che una sinistra reale non rappresentata con un governo berlusconi avrebbe incendiato le piazze, va da sé, altrettanto, che una sinistra extraparlamentare guiderà le piazze. Incendi domabili.

Ed ora? Lo dico con sincera commozione: nessuno degli elettori di sinistra mi ha considerata un mostro per non essere andata a votare, non c’è stata nessuna frattura, mi hanno telefonato chiededomi “ed ora cosa facciamo?”, noi, insieme.

Mentre valanghe di insulti dagli elettori del PD che hanno perso anche a causa mia. Far loro capire che io non avrei vinto anche se avessi votato PD è impresa a cui ho rinunciato.

La responsabilità dell’uscita della sinistra dal parlamento sì, me l’assumo, come i dirigenti della sinistra si sono assunti la responsabilità dell’aver perso il consenso del proprio elettorato.

Difendere la mia scelta del non voto? C’è chi non riesce a guardarmi in faccia e me ne dispiace, ho esercitato il mio diritto di esprimere la mia opinione, come chiunque altro, ero convinta che la cesura tra la sinistra al parlamento e la sinistra reale fosse drammatica e così era, ero convinta che solo così si poteva ripartire e pare che si ripartirà, siamo in un altro paese dal dopo elezioni, meglio che ce ne rendiamo conto tutti subito e che tutti subito facciano le proprie scelte di vita.

L’obiettivo innanzitutto qual è per ciascuno di noi?

Per me ricostruire la sinistra, contrastare i danni che faranno i due partiti maggioritari, elaborare proposte referendarie che possano riportare democrazia al paese, denunciare lo Stato mafioso.

Se si tornasse al voto domani continuerei a non votare PD, avessi voluto scendere a questo tipo di compromessi avrei avuto la tessera della Dc e un posto fisso da una ventina di anni.

E fintanto che sarà possibile continuare ad usare la rete per fare controinformazione.

 

Astensione totale

L’astensionismo atteso è attorno al 18%
Nel 2006 ha raggiunto il 16%.

Grazie alle listarelle dell’ultimo minuto (a cui si deve perdonare le cose fatte in fretta) l’astensionismo non sarà delle misure epocali cui si poteva sperare.

Grazie a quelle listarelle che non faranno altro che prendersi i rimborsi elettorali e mandare in parlamento un totale di pochissime persone che saranno costate carissime ai cittadini italiani…

l’astensionismo non avrà il posto che meritava avere.

In Europa, ad esempio, sapete che bei titoloni ci potevano essere e che analisi dei perché e percome un paese come l’Italia si trovava a fronteggiare un astensionismo esploso a bomba?

le analisi degli osservatori internazionali.

L’Italia al voto non vota
Astensionismo italiano
Il vaffanculo Italiano non va alle urne

Bello. Peccato. Grazie ai figli di una lista minore.

Ma se proprio dovete votare, se non potete fare a meno di votare ché altrimenti vi spuntano i brufoli del rimoso civile… per favore, spendete bene i soldi dei cittadini italiani, non date il voto a chi vi ha convinto che siete incapaci di liberarvi dai condizionamenti sociali!

Partecipazione politica e astensionismo
secondo un approccio di genere

Ministero PariOpportunutà - ricerca ISTAT

L’astensionismo diventa quindi una risposta naturale, quasi fisiologica, ad una situazione
complessa e il più delle volte incomprensibile, relativa allo stato dei partiti. Ma
l’astensionismo non è necessariamente sintomo di sfiducia totale, né rifiuto aperto e
categorico, esso può anche rappresentare un’attesa per un successivo riallineamento.
Gli elettori hanno imparato ad affrancarsi dalla dipendenza dai partiti, votano con
maggiore razionalità e soppesano l’offerta politica, alzando il livello della richiesta in
termini di conquista della loro fiducia. E quando i partiti non meritano la fiducia degli
elettori, questi ultimi hanno imparato ad usare l’arma del non voto come mezzo ulteriore
per esprimere il loro giudizio. L’astensionismo può essere quindi “sanzionatorio”: si sceglie
di non votare ad una elezione per inviare un segnale al proprio partito di riferimento, se
non all’intero sistema dei partiti. Si usa il non voto, in altre parole, così come ieri si usava
solo il voto.”

Pubblicato in: on Aprile 10, 2008 at 5:41 pm Commenti (0)
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