La possibilità.
Siamo praticamente ammutolite dopo aver visto Che tempo che fa
Quelle notizie che nemmeno val più la pena, che Schifani sia un amico di mafiosi è riportato su Wikipedia tanto è dato oggettivo. [nota: il giorno successivo alla pubblicazione di questo post la voce "Renato Schifani" in wikipedia è stata modificata e Schifani non è più oggettivamente amico di mafiosi...]
Commentiamo, io e Mononoke, poi di nuovo affrontiamo l’argomento che da qualche giorno non riusciamo a districare.
Il pericolo del mio rientro in Sicilia con la testa che mi ritrovo, si potrebbe riassumere così.
Pericolo che Mononoke adesso sente più vicino, ho iniziato ad interessarmi alla vicenda del rigassificatore della Valle dei Templi, caratterizzata anche questa vicenda da un’assenza di informazione, come se fosse un dettaglio ininfluente che accanto ci sia un’Area Archeologica sotto tutela Unesco.
Ne parlo a Verona, sorrisi: è una delle solite vicende siciliane, non sarebbe mai successo in un altro luogo. Ancora una volta la sensazione che per sempre la mia origine mi renderà “diversa”, il marchio delle vittime che mai si ribellano, che tutto subiscono, che non hanno consapevolezza dell’essere cittadini.
Cerco appoggio morale: mi batterò perché non avvenga questo scempio e i volti cambiano, diventano tesi, si legge l’affetto e la preoccupazione.
Mononoke. Mononoke ha l’esatta percezione delle mie parole e si preoccupa. Sa che Gian Joseph Morici ha già ricevuto due minacce di morte, Gian Joseph Morici si oppone anche facendo informazione .
Mononoke. Spiego, non mi giustifico, spiego perché tornare nella mia terra significa chiedermi come ci tornerò e spiego la mia scelta, maturata da mesi, la scelta di combattere per la legalità. Carlo con una frase mi blocca per giorni, “persone come voi” ed io non saprei dire che tipo di persone, non c’è un tipo di persona, però forse c’è un tipo di rabbia. Non ho risolto, non so cosa dire, non dovrebbe esserci Carlo, Carlo non dovrebbe pensare che per fortuna ci sono altre persone che osano dire, Carlo dovrebbe chiedersi perché non si dovrebbe poter dire senza avere la sensazione che sia pericoloso… ma ha ragione lui.
E’ che non dovrebbe essere così. Non dovrei dover mettere in conto che se comincio a difendere la Valle dei Templi da una costruzione potenzialmente pericolosa potrei finire io stessa in pericolo. Non dovrei chiedermi se sono disposta ad affrontare un rischio di questo tipo, non dovrei pensare a come dirlo alla mia famiglia, a come inciderà sulla mia ricerca di un nuovo lavoro.
Invece devo interrogarmi e lucidamente chiedermi se sono disposta ad andare fino in fondo, fare i conti con la possibilità che “dire” diventi un’attività pericolosa. La possibilità.
La mafia si combatte con la parola, con l’informazione, la mafia vince quando riesce a far calare il silenzio, quando la verità diventa qualcosa di pericoloso, da cui è meglio stare lontano.
Non so se e quanta mafia ci sia dietro la vicenda del rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, non so se sia davvero pericoloso tentare di difenderla, ma pensare preventivamente che sia meglio lasciar perdere perché potrebbe essere pericoloso… no, tanto vale non tornare nella mia terra se dovesse essere questo il mio modo di pormi.
Non mi sto giustificando, vorrei solo spiegare. Anche perché ho bisogno che se ne parli il più possibile e che salvare la Valle non resti un fatto di Sicilia.

