Scoop: vaccino HPV rimborsato da Telecom!

Ah bè…

Ricominciamo. Questo è un blog ed io non sono un medico. Sono una disoccupata, diploma di ragioniera, attestato di operatore periferico di rete.

Ne consegue che qui non trovate articoli giornalistici e che non potete riferirvi a me come ad un esperta di vaccinazioni.

Sapete… meglio pararselo il cul* dopo la sentenza Ruta!

A sostegno che questo è un blog in cui io scrivo dei fattarelli miei avete a disposizione circa 400 post. Un centinaio di post sono invece dedicati al vaccino HPV (la premessa è lunga lo so, ma mica vorrete che venga oscurata, no?) che mi riguarda in quanto ho operato in ambito oncologico per circa 8 anni come segretaria. Come SEGRETARIA, va bene?

Mi riguarda perché mi riguarda anche la Birmania, la fame nel mondo, la realizzazione di un rigassificatore accanto alla valle dei templi. Nei blog infatti ci si fa i fatti degli altri oltre che i propri, si spettegola e si dice la propria opinione sui massimi sistemi e sui propri successi intestinali.

Premesso ciò…

La telecom ha deciso di rimborsa la vaccinazione contro l’HPV per le figlie dei propri dirigenti nate dal 1990 al 1996 .

Ah bé.

La notizia l’ho avuta per caso. Nessun link a sostegno, poi questo è un blog, non ho mica l’obbligo di citare le fonti, lo faccio quando mi va, quando ho un bel link, quando mi gira di farlo.

Lo so, non è mica professionale dare così una notizia ed infatti non è una notizia e io non sono una professionista della notizia. Questo è un pettegolezzo ed essendo un pettegolezzo come tale va trattato.

Spettegolando sulla telecom e il vaccino si potrebbero fare parecchie libere associazioni…

Non le farò, tanto sono certa che i miei 4 lettori ci arrivino da soli alle libere associazioni. Tutti gli altri lettori pseudo anonimi (vedete a in alto a destra? è un contatore, scarsissimo e gratuito ma sa fare il suo dovere) sono ferrati sull’argomento vaccini, quindi le associazioni le hanno ben chiare.

Per i giornalisti il discorso è diverso: so che non ci arrivate e dovrei spiegarvelo per bene, ma accidenti se continuate a visitare questo blog per avere notizie qualcuno dovrebbe riconsiderare la vostra iscrizione all’ordine dei giornalisti!

Vi ricapitolo la situazione: c’è un vaccino che non è stato sufficientemente sperimentato da un lato e dall’altro c’è una multinazionale sull’orlo della bancarotta per una bruttissima vicenda di farmaci killer.

il Vaccino viene approvato e i giornalisti di tutto il mondo (Italia esclusa) scavano in quella che senza sforzo appare chiaramente un’operazione intricatissima di inciuci tra finanza e politica.

In concomitanza col Vaccino della Merck viene approvato solo in Europa il Vaccino della Glaxo-Smith (ad oggi non ancora approvato dagli Stati Uniti)

Una bella guerra dei vaccini, insomma.

In Italia bho. Garantito: l’arrivo del vaccino in Italia è uno spettacolo di non so, non so per che fascia, non so perché, non so quale, non so se. E mentre si sussurrano i bho e i giornalisti si occupano di gossip viene messo in vendita nelle farmacie.

Il vaccino più caro della storia dei vaccini.

Che forse, poi, ed è la cosa che a me fa veramente piangere, non sono le donne che dovrebbero vaccinarsi, ma gli uomini.

A parte le discussioni puramente accademiche sull’efficacia, la sicurezza, la durata nel tempo e la possibilità che abbia una spiacevole controindicazione oncogenetica, il vaccino ha un iter abbastanza anomalo: viene somministrato solo quest’anno e solo alle dodicenni. Cioè (giornalisti: attenti!) non c’è un piano vaccinale, no, non è che ogni anno si vaccineranno le dodicenni, no, si fa solo quest’anno. 280.000 dodicenni. Poi non so, vedremo.

Cosa può significare una tale scelta? si chiede una segretaria diplomata ragioniera…

FORSE che meglio salvarne 280.000 che niente. Va bene, è una risposta, (visto che le domande me le faccio da sola e le risposte me le dò da me non vogliatemene se devo anche cercarmi le risposte che contestano le mie teorie!)

OPPURE che intanto compriamo 280.000 dosi di vaccino e mettiamo su un bel business oncologico su soggetti sani, ché fare un favore ad una multinazionale del farmaco male non fa, se poi sono due meglio ancora!

E nel frattempo studiamo se effettivamente il vaccino non è dannoso.

Vi state annoiando vero? sapeste io!

Ora la telecom potrebbe non essere l’unica che ha deciso che piuttosto che rimborsare in paio di occhiali meglio pensare alle figlie dei propri dirigenti (e i semplici impiegatiiiii?????!!!!) e che in fondo non è generoso pensare solo alle dodicenni, meglio abbondare, e magari ha anche pensato che lo farà ogni anno, quindi significa che (giornalisti… un caffé?) FORSE la vaccinazione non si farà solo quest’anno ma ogni anno e sarebbe un piano vaccinale avviato da un’azienda e non dallo Stato…

Lo so, questo è difficile che lo capiate. Ve lo rispiego: lo Stato Italiano ha deciso che copre la vaccinazione solo per il 2008 e solo per le dodicenni (ma le varie regioni hanno ampliato le fascie in relazione alla collocazione geografica… significa che più a sud d’Italia sei più sono state previste fasce d’età rimborsabili) sottolineo: solo per il 2008 e solo per le dodicenni.

La Telecom forse no, forse la Telecom mette il rimborso nel modulo prestampato e anche il prossimo anno e anche tra due anni e anche tra tre e dieci e venti, quando si studierà la vaccinazione HPV si dovranno chiedere i dati alla Telecom!

GGGRannndeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

“Sto facendo la tesi sull’introduzione della vaccinazione HPV in Italia, dal 2008 al 2028, potrebbe fornirmi i dati di tutti i dipendenti che richiesero il rimborso per le proprie figlie?”

Ma magari sono molte altre le aziende che metteranno il rimborso del vaccino, noi mica lo sappiamo ché del vaccino più controverso del mondo mica c’è un solo dannato giornalista che se ne occupi!!!!!

E per tutti i dipendenti telecom che adesso saranno costretti a tenere d’occhio questo blog: benvenuti, appena capisco come vi metto a disposizione una bella pagina in cui potete incontrarvi con gli altri miei silenziosi lettori… no, tranquilli, la stampa continuerà a considerare di nessuna importanza la vicenda… e questo è solo un blog!

Che esprime la propria solidarietà a Carlo Ruta, reo di aver continuato ad occuparsi del caso Spampinato.

 

HPV la domenica mattina

Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti!

Domenica mattina e mi viene in mente di cercare se ci sono novità sul vaccino HPV… ci sono.

In Italia l’Istituto Mario Negri sconsiglia la vaccinazione obbligatoria e ripropone in punti i motivi per cui forseforse questa vaccinazione è un attimo avventatella.

In Spagna hanno fatto di meglio: una petizione per bloccare la vaccinazione, firmatari nomi del mondo accademico spagnolo.

Che magari adesso qualcuno in Italia comincia a pensare che forseforse avventatelli meglio non esserlo?

Non sono contro i vaccini, non sono un medico, non ho competenze specifiche eppure da mesi mi sputtano in una campagna contro una vaccinazione che è una spesa folle, che non ha sicurezze scientifiche e che porterà, al meglio una diminuizione  dell’incidenza dei tumori alla cervice dell’utero, al peggio un aumento perché potrebbe infondere una sicurezza non corrispondente alla realtà!!!!

Ma porca meseriaccia: questo blog è conosciuto ormai da tutta la comunità scientifica italiana, lo so per certo, come so che sia la Merk che la Glaxo-Smith sanno di questo blog, oltre ad un certo numero di giornalisti. VOLETE SVEGLIARVIIIIII?????

Non c’è nessun leghista capace di dire “io ce l’ho duro e il vaccino gratis a tre fasce d’età al sud non lo do.. perché al nord è gratis solo per le dodicenni!” Che forse siamo tutti scemi e non lo capiamo che c’entrano le pressioni delle case farmaceutiche al sud? AL SUD LA VACCINAZIONE è  potenzialmente più inutile e dannosa che al nord perché non è coperto dalle strutture di screening!!!!

AAAAARRRRGGGGHHHHHHH

Nessun giornalista vuol sapere perché il Cervarix non è stato approvato dal FDA statunitense????

Nessun universitario è in grado di dire “signori, occhi aperti, la vaccinazione non è sicura”

Nessuno capace di dire che statisticamente non è certa una diminuizione dei tumori alla cervice dell’utero?

Nessuno capace di dire che forse ma forse se questi soldi andassero alle strutture di screening qualche ritorno in termini di salute pubblica ci sarebbe?

Aspettare di essere certi che abbia un senso vaccinare tutte le ragazzine, no eh? Aspettare di essere certi che non saranno  loro a pagare il nostro menefreghismo di nuovo no, vero? C’è chi si chiede se non si svilupperà nuovi fattori oncogeni, mica se procura brufoli! non me lo chiedo io, io mi chiedo solo se oltre a queste voci inutili di blog, altroconsumo, vaccini.net c’è qualcuno capace di capire che RIMANDARE LA VACCINAZIONE è NECESSARIO, non opportuno, non UN’OPZIONE, è l’unica strada che dovrebbe seguire uno Stato che davvero si prende cura dei propri cittadini e non li UTILIZZA invece per gigantesche scommesse!

E ‘fanculo alla moderazione!

Istituto Negri sul vaccino HPV

il parere dell’istituto mario negri

VACCINO HPV NON PUO’ ESSERE TRA GLI OBBLIGATORI

   (AGI/ ISTITUTO MARIO NEGRI) - Roma - Il vaccino per il papilloma virus (Hpv) non possiede caratteristiche tali da essere posto fra le vaccinazioni obbligatorie, perche’ non rientra fra le azioni prioritarie per la sanita’ pubblica; cio’ non toglie che esso possa essere comunque valido per singoli casi. E’ il parere dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. I tumori del collo dell’utero (o della cervice uterina) rappresentano in Italia l’1,6% di tutti i tumori femminili e sono in costante diminuzione.

 

Ogni anno secondo i dati del Ministero della Salute vengono diagnosticati circa 3500 nuovi casi che determinano circa 1000 decessi. Il virus HPV e’ la causa del tumore della cervice uterina. Tuttavia non tutte le donne infettate da HPV sono destinate ad avere un tumore. Su 100,000, donne solo 10-15.000 hanno un’ infezione persistente, e di esse solo pochi casi che non effettuano il PAP-test avranno un cancro della cervice uterina. Il tempo fra l’infezione e una lesione pre-cancerosa e’ di circa 5 anni; il tempo fra la lesione pre-cancerosa e il tumore e’ di alcuni decenni (20-40anni).

 

Esistono circa 150 genotipi del virus HPV, ma il 65% delle lesioni pre-cancerose e’ associato al tipo 16, al tipo 18 o ad entrambi. La prevenzione secondaria (soggetti che possono essere stati infettati) e’ assicurata dal PAP-test e dal test per HPV - strumenti altamente efficaci, che consistono in un esame citologico che segue ad un prelievo di cellule dall’utero da eseguire ogni tre anni a partire dai 25 anni di eta’.

 

Per la prevenzione primaria (soggetti che non hanno avuto l’infezione) sono disponibili due vaccini : il Gardasil che vaccina contro 4 tipi (6,11 - responsabili dei condilomi genitali - 16 , 18 ) del HPV ed il Cervarix che agisce contro 2 tipi ( 16 e 18 ) del HPV. I vaccini rappresentano una scoperta importante che apre una nuova via per la prevenzione dei tumori di origine virale.

 

La discussione riguardante l’ utilita’ di vaccinare le ragazze dodicenni, in base a quanto stabilito dalla legge finanziaria 2008, deve tener conto delle seguenti considerazioni :

1. Il vaccino copre solo il 65% delle infezioni che possono dar luogo ad un tumore della cervice uterina. Occorre ricordare che vaccinando quest’anno tutte le 250.000 ragazze di dodici anni solo fra alcuni decenni si potr?vere un impatto sul tumore della cervice uterina che sar?omunque piccolo e in funzione del PAP-test.

2. L’utilizzo del vaccino non implica l’abbandono del PAP test che deve essere eseguito regolarmente, perche’ solo il PAP-test puo’ rilevare lesioni pre-cancerose che devono essere curate. Il vaccino non agisce nelle donne che hanno gia’ contratto l’infezione.

3. Per ora la immunita’ e’ garantita per 5-6 anni e bisognera’ attendere per sapere se non si debba rinnovare la somministrazione del vaccino.

4. Sono gia’ stati messi a punto vaccini piu’ efficaci che arriveranno a coprire piu’ 95% dei genotipi HPV associati al tumore del collo dell’utero.

5. Non e’ noto se la neutralizzazione dei tipi HPV 6,11,16 e 18 non determini una maggior probabilita’ di infezione da parte degli altri genotipi, ne’ e’ prevedibile se negli anni il virus HPV subisca mutazioni che cambino la relativa virulenza dei vari tipi.

6. Il presunto costo del solo vaccino (60 milioni di euro per vaccinare 250,000 ragazze) potrebbe essere utilizzato per aumentare la copertura del PAP-test che e’ ancora insufficiente soprattutto nel Sud-Italia.

7. Si dovrebbe prendere in considerazione l’utilita’ di vaccinare i maschi qualora fosse disponibile un vaccino di maggior efficacia a causa di un piu’ largo spettro d’azione.

Dossier HPV

Stavo rispondendo ad un altro commento sul vaccino, sono ormai oltre 50 i post che questo blog gli ha dedicato, ho diverse richieste di commenti, articoli (altri blog eh, siamo in questo mondo) e continuo a declinare per “motivi personali”.

In realtà sto preparando un blog totalmente dedicato al vaccino contro il Papilloma Virus, volevo tenermi la notizia per me… sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… ?

Sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… bene: sto preparando un dossier completo sulla vicenda vaccino HPV, tutta la controinformazione che in Italia non è passata, l’arrivo del vaccino nella sua fase di sperimentazione 5 anni fa, gli istituti coinvolti, tutto quello che una non giornalista può recuperare dalla rete.

Non è facile, sono una blogger, ma visto che nessuno ha risposto al mio appello mi tocca far da me, dopo chiaramente chiederò a tutta la rete di diffonderlo e i media italiani e i giornalisti italiani dovranno ammettere che non ne sanno nulla della più imponente e controversa vaccinazione della storia in assenza di epidemia. 

Vorrei ricordare che stiamo parlando del vaccino che non piace ai cattolici, per capirci e questo è quanto spacciano per informazione: è vero che il vaccino non piace ai cattolici (quelli a cui non piace nemmeno il presevativo, per intenderci) ma la controversia di cui questo blog si è occupato è sul piano scientifico, riguarda l’efficacia e coinvolge enti universitari di tutto il mondo.

Quindi… si sa mai che qualche giornalista mi rubasse l’idea.

Financial Times: efficacia limitata del vaccino Gardasil

dal Financial Times:Merck’s Gardasil vaccine shows limited efficacy on precancerous grade 3 cervical lesions, physicians say
By Klara Czobor and Sasha Damouni

March 6 2008 13:49

This article is provided to FT.com readers by Pharmawire—a news service focused on providing insight into the most price sensitive issues in the global pharmaceutical market. www.pharmawire.com

Merck’s Gardasil vaccine showed only a small efficacy margin on grade 3 cervical intraepithelial neoplasia in FUTURE II study, physicians told Pharmawire.

Cervical intraepithelial neoplasia (CIN) is an irregular growth of precancerous cells in the cervix. A large percentage of CIN’s are caused by high-risk types of human papillomavirus (HPV) infection.

Gardasil did not show efficacy for grade 3 CIN (CIN3) in the FUTURE II trial, according to an article published in the New England Journal of Medicine (NEJM) titled ‘More Answers, More Questions.’ However, the vaccine showed statistically significant results for grade 2 (CIN2) cervical intraepithelial neoplasia.

Dr Rick Haupt, head of biological clinical research and head of the HPV vaccine program at Merck commented, “We stand behind the clinical results.”

The company conducted the analyses in several different sub-populations in the FUTURE II study, which could tend to be “very confusing to a lot physicians,” Haupt emphasized.

He said the company demonstrated in the clinical trials, women who were negative to the vaccine HPV types 6, 11, 16, 18, who received Gardasil, the efficacy was virtually 100% against disease endpoints, Haupt said. “Another thing we showed is population analyses. We looked at women who entered the study and we looked at the impact of the vaccine, regardless of their baseline status,” he said.

The efficacy is high in women who are naïve, and the population efficacy benefit is lower in women who have HPV, he noted.

The company looked at several multiple disease endpoints, external lesion, vulvar and vaginal precancers. As a result the CIN2/3 endpoint was used as the regulatory authorities, such as the FDA and the World Health Organization (WHO) recognized CIN2 and CIN3 as a composite endpoint and as an appropriate surrogate of prevention of cervical cancer with Gardasil, said Haupt

In discussions with these authorities, it was recognized that it was not possible to use cancer itself as an endpoint, Haupt said. ”What was recognized to do was to use the next most important precursor endpoints which are immediate precursors to cancer and that would be the high grade precancers like CIN2 and CIN3 as appropriate endpoints,” Haupt reiterated.

“The question is would the CIN2 lesions in the study have resolved on their own, or was it due to Gardasil,” said Abby Lippman professor of epidemiology at McGill University said.

“I can understand the methodological reasons why researchers might want to combine CIN2 and CIN3,” said Lippman. “But doing so,” she continues, “is problematic insofar as the two have different prognoses and it may be that Gardasil’s effect on each is different. CIN2 lesions very often resolve on their own, whereas CIN3 is more likely to persist and progress to cancer if it is not picked up by PAP testing.

According to the NEJM study, 40% of CIN2 resolves on its own. On the other hand, grade CIN3 has the lowest chance of being cleared by the immune system.

Gynecologists are not united in how to treat CIN2 lesions, said Dr Howard Jones III, director of gynecologic oncology at Vanderbilt-Ingram Cancer Center. If a younger woman who has not yet given birth develops CIN2 lesions, most gynecologists would not treat them, he explained. However, CIN2 lesions are always treated in older women. But Jones added that physicians face a moral dilemma regarding where to draw the line since it is not precisely known who will develop cervical cancer.

The study results might be further confounded because CIN2 and CIN3 look so much alike, said Dr Warner Huh, a gynecological oncologist at the University of Alabama at Birmingham. CIN2 – which is between CIN1 and CIN3 not only in pathology but appearance – is almost impossible for pathologists to define on their own. They can very easily mistake CIN2 lesions for CIN3 lesions. If a CIN2 was defined as CIN3 in the study, it could have resolved on its own and affected the study results.

Dr Erick Suba, a physician who is affiliated with the Vietnam Cervical Cancer Association, who has written extensive research on cervical cancer, said that three pathologists are needed to confirm a CIN2 diagnosis in the lab. It cannot be called a CIN2 unless the majority of them agree.

Still, Dr Murali Duggirala, a physician who practices internal medicine in Rochester, Minnesota, said the vaccine efficacy against CIN2 or CIN3 is in the intention-to-treat analysis (women aged 15-26) is 17%. The number may be on the lower side because of HPV non-naïve patients in the study, he said, but added, “A vaccine that contains most (if not all) oncogenic HPV serotypes if administered before sexual activity has the potential for a big public health impact.”

The vaccine demonstrated an efficacy of 17% against CIN2 or CIN3 cervical lesions combined. “I believe a 17% reduction in the pre-cancerous lesions is significant,” said Duggirala. ”The total number of CIN that is actually reduced at a population level is actually quite high, even though the percentage reduction is lower than it appears,” said Haupt.

Combining CIN2 and CIN3 ”makes the study easier to conduct and increases power,” said Jones. The definitions of CIN2 and CIN3 are arbitrary and there might be some ”wishy-washiness” in the study as a result, he said.

Despite increasing the power of the study, Duggirala believes this is a reasonable surrogate because about 60% of the CIN2 lesions do not regress spontaneously and using CIN3 alone as a primary endpoint will increase the sample size needed.

Haupt explained that Gardasil’s 17% efficacy against CIN2 and CIN3 should not be interpreted at face value. The number represents the reduction of CIN caused by any type of HPV in the Gardasil arm compared to the placebo arm. It takes into account women in both groups who are already infected with the virus, not only with vaccine strains of HPV but HPV types which Gardasil has no impact on, he said.

For the time being, marketing enthusiasm about Gardasil has reached a peak, said Suba. “The manufacturers had an important role in promoting premature enthusiasm,” he added.

Suba mentioned that there are many unknowns in cervical cancer pathology and women need to know that it is possible that Gardasil may be ineffective. ”Suggestions for vaccination are premature, because there are unanswered questions about the vaccine for females,” he concluded.

http://www.ft.com/cms/s/2/7886b9be-eb82-11dc-9493-0000779fd2ac,dwp_uuid=e8477cc4-c820-11db-b0dc-000b5df10621.html

Pubblicato in: on Marzo 7, 2008 at 12:53 pm Commenti (0)
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Walter e la castrazione chimica.

Detto questo detto tutto.

Ero quasi tentata di ripensarci e andare a votare PD, insomma se si deve votare almeno si voti per vincere… ma il programma di Walter, che in 12 punti dice dell’Italia che non vorrei, si è arricchito di una componente che no, io non voglio averci niente a che fare: la castrazione chimica.

Per chiunque ritenesse che agire sull’uomo con farmaci per ottenere un risultato di diminuizione della pericolosità sociale sia cosa giusta abbiamo il favoloso Depo-Proveda (della Pfizer, la maggiore casa farmaceutica del mondo, quella che in questi giorni ha un problemino con la Nigeria a causa di alcune “ irregolarità“)

Il Depo-Proveda diminuisce il testosterone e quindi l’impulso sessuale, così il criminale è privato dell’impulso al crimine, come all’impulso sessuale in generale, anche quello non criminale. Ma a noi non importa del criminale, noi dobbiamo impedire il crimine. E probabilmente il crimine non verrebbe diminuito perché non è dimostrato da nessuno studio che il pedofilo abbia necessità di un’impulso sessuale da testosterone per perpetrare il crimine, ma se abbiniamo al Depoproveda un paio di farmaci che stordiscono… “calmanti”… forse ci si riesce. Una bella curetta ed il pedofilo diventa socialmente innocuo. Due pillolette non sono un elettrochoc… tu chiamalo, se vuoi, progresso.

Quando voto io mi sento corresponsabile delle scelte e degli indirizzi politici, mi sono sentita corresponsabile per i due anni di Governo Prodi dei finanziamenti delle “missioni di pace”, corresponsabile delle morti dei soldati italiani e delle vittime dei soldati italiani, corresponsabile delle scelte politiche ed economiche. Colpe e meriti.

Il signor Walter ha espresso un’intenzione legislativa che va in una direzione che mai potrebbe vedermi corresponsabile.

Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)

Papilloma virus, una campagna vaccinale con tanti dubbi

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/194133.htm
Costoso e con dubbi sulla sua utilità. Sono queste le nostre principali perplessità sul vaccino contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero. La campagna vaccinale, ora entrata nel vivo, ha ottenuto la copertura economica con la legge finanziaria 2008: l’obiettivo è raggiungere la progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di questa infezione. A essere vaccinate gratuitamente saranno ogni anno le dodicenni italiane (in alcune Regioni l’offerta è estesa ad altre fasce d’età).

Cominciamo dai costi: attualmente i vaccini disponibili sono due, Gardasil Merck (distribuito in Europa da Sanofi Pasteur) che copre i ceppi Hpv 6, 11, 16 e 18 (prezzo al pubblico circa 170 euro a dose e servono tre iniezioni) e Cervarix Glaxo, contro i ceppi Hpv 16 e 18 (prezzo circa 150 euro a dose e anche in questo caso servono tre dosi). Come si capisce da questi dati, la spesa per il Servizio sanitario sarà notevole, intorno ai 75 milioni di euro l’anno. Sono soldi ben spesi? Ne dubitiamo, soprattutto perché non pensiamo che i benefici della vaccinazione, i cui effetti potranno essere misurati tra una trentina d’anni, siano tali da giustificare costi così alti. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi del papilloma (i ceppi 16 e 18), responsabili del 70% dei casi di cancro alla cervice uterina.

Anche se coperte dal vaccino, le donne dovranno dunque continuare a fare il pap test per individuare precocemente i tumori della cervice uterina causati da altri ceppi di Hpv (e sappiamo che l’organizzazione degli screening è carente in molte Regioni italiane).

A questo bisogna aggiungere che le sperimentazioni disponibili sull’efficacia del vaccino finora non si sono protratte per un tempo sufficientemente lungo, per dire che abbiamo a disposizione una dimostrazione certa della riduzione dei tumori (e delle relative morti).

Siamo perplessi anche sulla durata della copertura: il vaccino viene offerto alle ragazze di 12 anni perché il virus si trasmette per via sessuale e con la vaccinazione si vorrebbe indurre lo sviluppo dell’immunità prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Ma la copertura vaccinale è stata sperimentata solo per cinque anni: dopo questo tempo, quando le ragazze avranno circa 17 anni (e cioè inizieranno presumibilmente a essere sessualmente attive), nessuno può sapere fino a che punto il suo effetto sarà ancora valido.

Vaccino HPV - La Repubblica (44)

http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2008/01/17/primopiano/008rag5638.html

Ragazze vaccinate

Approvata con fondi nella Finanziaria 2008 la campagna sull’HPV : coinvolte in 280 mila. Iniziata già in Basilicata e Val d’Aosta. Ora i piani di intervento e le gare d’appalto

di Mariapaola Salmi

Non c’è madre in questo momento nel Paese che non si chieda: “devo far vaccinare mia figlia per proteggerla dal tumore del collo dell’utero, oppure no?”.
E non c’è giovane donna che non pensi alla possibilità di sottoporsi alla vaccinazione. La battaglia pro e contro si è scatenata tra la gente, tra i medici, tra le aziende sanitarie. E naturalmente tra Merck e Glaxo SmithKline, l’una ha prodotto Gardasil commercializzato da Sanofi-Pasteur, il vaccino tetravalente che protegge dai ceppi HPV 16-18 ad alto rischio per tumore al collo dell’utero, e 6-11 meno pericolosi, ma responsabili dell’insorgenza di condilomi acuminati, l’altra ha realizzato Cervarix, il vaccino bivalente che immunizza contro i più pericolosi ceppi HPV 16 e 18.
Entro i primi mesi del nuovo anno la campagna di vaccinazione attiva contro il Papilloma virus umano (HPV) offerta alle quasi 280 mila dodicenni italiane dovrebbe partire su tutto il territorio nazionale. La Basilicata, la prima ad iniziare a giugno 2007, ha allargato la somministrazione del vaccino a quattro fasce d’età: 12-15- 18-25 anni.
Dopo è arrivata la Val d’Aosta che ha ampliato a due fasce: 12-16 anni. Le altre Regioni, in attesa dei primi 40 milioni di euro su un totale di 75 che il ministero sborserà per finanziare la coorte da vaccinare, si preparano a farlo con piani vaccinali e gare per l’acquisto del vaccino tra discussioni e incertezze infinite. Malgrado il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità e del ministero della Salute che in tempi e modi diversi hanno spiegato l’importanza di questa vaccinazione in termini di sanità pubblica e auspicato di coprire più fasce d’età, la comunità scientifica è divisa, il dibattito infuocato.

Ma costa tanto
Secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione sanità del Senato, “il vaccino per ora costa tanto, è vero, molte sono le domande ancora senza risposta, ma parliamo di un vaccino contro il cancro, non di una malattia qualunque. Come non investire su un mezzo che può prevenire il tumore?”. Di opposto parere Luisella Grandori dell’Associazione culturale pediatri che lamenta ben altre priorità di salute pubblica e scarsa conoscenza sull’efficacia e la sicurezza del vaccino. Negativo il giudizio di Michele Grandolfo dell’Istituto Superiore di Sanità che lascia intendere e nemmeno tanto velatamente quanto si tratti in realtà di una operazione di marketing utile alle case farmaceutiche e che, sia o non sia efficace, il vaccino toglie risorse allo screening con il Pap test l’unica arma finora efficace per prevenire il tumore del collo dell’utero. Punto sul quale è in disaccordo Mario Sideri dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano che fa notare come la maggior parte delle donne colpite da questo tumore ha fatto regolarmente il Pap-test.

Gli effetti solo nel tempo
Per infettivologi, igienisti, pediatri, ginecologi, oncologi e ricercatori la novità c’è, è interessante, e nonostante il mercato prema in modo eccessivo e le risorse economiche e organizzative in sanità siano all’osso, tutti augurano che l’intera operazione venga condotta con estrema serietà e attenzione per le ricadute positive che potrebbero esserci tra quindici, vent’anni.
Le questioni che restano da approfondire e da risolvere sono tante e complesse. Vedere se il vaccino sarà efficace anche sulla popolazione femminile generale, un po’ diversa da quella selezionata per le sperimentazioni, quanto durerà l’immunità e se saranno necessari i richiami. Capire se la vaccinazione potrebbe provocare la selezione di ceppi oggi innocui. Si dovrà ragionare sull’opportunità di vaccinare anche i maschi e le donne già infette. Il problema etico è drammatico, questi vaccini sono molto costosi e difficilmente arriveranno ai paesi poveri dove il tumore della cervice uterina uccide l’80% delle donne colpite nel mondo.

L’efficacia sull’uomo?
Ma la domanda principale riguarda l’efficacia. Questo vaccino è davvero capace di prevenire le lesioni precancerose genitali e il conseguente tumore invasivo? Parecchie cose sono state accertate in oltre dieci anni di studi. “Si tratta di vaccini profilattici altamente immunogenici, ossia in grado di provocare una elevata risposta anticorpale nelle donne non infette”, spiega Antonio Perino, direttore della clinica ginecologica dell’Università di Palermo e coordinatore dello studio internazionale multicentrico FUTURE, “e di garantire una certa protezione (cross protection) anche alle donne che sono già entrate in contatto con l’HPV. Gli studi sui maschi sono piuttosto avanti, entro l’anno usciranno i primi dati di efficacia, ma in nessun Paese è partita la vaccinazione - nonostante gli igienisti abbiano ribadito che la copertura trasversale uomo-donna assicura la maggiore protezione - eccezion fatta per l’Austria dove il vaccino è raccomandato anche per l’uomo”.
Oltre alle lesioni pre-neoplastiche del collo e della cervice dell’utero, l’HPV è implicato in quelle di vulva, vagina e ano. Senza considerare che il 30-40% dei cancri di faringe, laringe, lingua e corde vocali è dovuto al genotipo 16 dell’HPV. La medicina è una scienza non esatta e costosa, va avanti per prove, errori e successi. Per ora questi vaccini un traguardo l’hanno raggiunto e non sarà l’ultimo.

Gardasil: affari e finanza per il Sole24ore.com (40)

da Il sole 24ore.com4 ottobre 2007

Vaccini, Merck prepara il grande colpo: Gardasil anche agli uomini

Il Gardasil, primo vaccino utilizzato contro il cancro della cervice uterina causato dal papillomavirus (Hpv), si candida, scrive
l’agenzia Bloomberg, ad arricchire chi lo produce, il colosso farmaceutico americano Merck. Utilizzato finora solo per proteggere direttamente le donne, il farmaco sarà prodotto anche per la somministrazione agli uomini (che giocano un ruolo-chiave nella trasmissione per via sessuale) e questo dovrebbe fare decollare definitamente le vendite, che in soatanza potrebbero raddoppiare.

Le previsioni, scrive ancora Bloomberg, parlano di ricavi record per 1,4 miliardi dollari soltanto nell’arco dei primi dodici mesi, dal momento che una spinta decisiva arriverà delle politiche governative di prevenzione. La Merck, che dal via libera delle autorità sanitarie negli Stati Uniti a giugno 2006 ha guadagnato il 50% del valore in Borsa, in questa fase sta testando l’efficacia del Gardasil sugli uomini. Un successo che ha contribuito in maniera decisiva al danno causato dal Vioxx, l’antidolorifico accusato di provocare infarti cardiaci il cui ritiro dagli scaffali a settembre 2004 causò la caduta del titolo (-31%). Il boom del vaccino anti-papillomavirus, che costa tra i 300 e i 360 euro, porterà benefici a cascata anche da questa parte dell’oceano, in particolare alla francese Sanofi-Aventis, che vende Gardasil in Europa: entro il 2012 i ricavi potrebbero crescere a 1,1 miliardi di dollari.

La diffusione del Gardasil è stata contrastata da un’azione di lobbying di gruppi religiosi preoccupati che il farmaco possa dare forza a comportamenti sessuali sempre più promiscui. D’altra parte il vaccino è sostenuto dal Centro per il controllo e la prevenzione della malattie degli Stati Uniti, che lo ritiene essenziale per ridurre l’incidenza delle neoplasie della cervice uterina, tumore secondo solo al carcinoma mammario nella classifica delle cause di morte tra le donne in America.

Il papillomavirus è sospettato di essere responsabile dell’incremento del tumore alla gola anche in soggetti che non sono forti bevitori né accaniti fumatori: in questo giocherebbe un ruolo primario il sesso orale e la letteratura scientifica attribuisce la metà dei carcinoma alla gola proprio all’Hpv. Merck ha tratto vantaggi considerevoli anche dall’avere battuto sul tempo la concorrenza britannica di GlaxoSmithKline, che ancora non ha ottenuto il via libera per un prodotto analogo, il Cervarix, negli Usa. Le vendite sono appena partite in Europa, un anno dopo il Gardasil.

Al sole 24 ore non sanno evidentemente che oltre la lobbying di gruppi religiosi ci sono università prestigiose che esprimono dubbi sul vaccino. Dubbi scientifici, non etici o morali. Dice bene il nostro caro Ministro della Salute Livia Turco:
“quella del vaccino HPV, come voi sapete, è una questione molto delicata, sulla quale è in corso una discussione non indifferente all’interno del mondo medico e della comunità scientifica, in ordine ai seguenti temi: la sua efficacia; quale sia l’uso più appropriato; come fare per non agire sotto l’impulso delle case produttrici; come fare sì che ci sia una concorrenza anche tra case produttrici; come conciliare la libertà dell’uso di un vaccino con la vaccinazione pubblica.”

No, al sole24ore non lo sanno. Qualcuno li informi.

da xagenasalute.it

Vaccinazione anti papillomavirus: dati di sicurezza del vaccino Gardasil dal database VAERS
Giovedì 11 Ottobre 2007 - La sicurezza del vaccino Gardasil non è ancora ben definita.
Le informazioni contenute nel database VAERS ( Vaccine Adverse Reporting System ) fanno ipotizzare che il vaccino quadrivalente ( HPV4 ) sia associato anche ad eventi avversi gravi.Il sistema VAERS è un’iniziativa dei CDC ( Cennters for Disease Control and Prevention ) e dell’FDA ( Food and Drug Administration ), e raccoglie a partire dal 1990 le segnalazioni di reazioni avverse dopo somministrazione di vaccini, approvati negli Stati Uniti.
Tuttavia, non tutte le reazioni avverse riportate nel sistema VAERS sono da attribuire ai vaccini.
Pubblicato in: on Ottobre 24, 2007 at 2:19 pm Commenti (0)

Gardasil: In Canada si estende la prudenza (39)

Saskatchewan waiting on public health agency recommendation on HPV vaccine 

RON WALTER
The Moose Jaw Times Herald

Saskatchewan is holding off on doing anything with a new vaccination program to prevent cervical cancer in women.
    “Sask Health has decided to wait for a recommendation on HPV  (human pappavillus vaccine) vaccination from the Public Health Agency of Canada (PHAC) before we go ahead with a publicly-funded vaccination program,” said Five Hills Health Region’s medical health officer Dr, Mark Vooght.
    PHAC has asked the provinces to wait awhile for more information before implementing a public program, he said.
    “For one thing, we don’t know how long the immunity lasts. We need to know before embarking on an expensive immunization program.”
     But four provinces, including Ontario, went ahead with the public vaccine program anyway.
    There is no risk to women taking the vaccine other than the one to three cases in one million with severe allergic reactions, he said.
    Available funding will be the key factor in the decision to implement the program, he said.
    The federal government only funds these programs for three years, and has allocated $300 million for 2007.
    “We have to determine whether it will impact funding for other vaccination programs now used to prevent disease.”
    With three shots needed, the HPV vaccine now available privately, costs between $400 and $550. Cost of all child vaccines averages $550.             Adopting the vaccine for one age group, as is likely, will cost $2.9 million annually of the province’s $9.8 million vaccination budget.
    “Ultimately, the vaccine would be excellent for prevention of venereal diseases that cause cervical cancer.”
    Alternate and less expensive prevention strategies are in use.
    “Having fewer sexual partners is a prevention we can’t forget about.” And the use of condoms is another, but neither is foolproof, he said.
    The Gardasil vaccine isn’t foolproof either.
    “It doesn’t prevent all strains of the venereal diseases. but is very effective on four strains — especially two main ones — that cause cervical cancer.”

Riassunto in italiano: la provincia canadese Saskatchewan decide che prima di avviare vaccinazioni a carico del servizio sanitario pubblico è meglio attendere un po’, come chiesto dalla Agenzia Canadese per la Salute Pubblica (Public Health Agency of Canada), per avere maggiori informazioni sul vaccino stesso,  quanto tempo duri l’immunità , per esempio. “Dobbiamo sapere prima di intraprendere un programma costoso di immunizzazione„ o, comunque, si è deciso a Saskatchewan, attendere sino a quando la stessa agenzia non pubblicherà delle raccomandazioni per la campagna di vaccinazione.

Il vaccino non è rischioso, se non per allergie specifiche, sarà eccellente per la prevenzione, intanto ci affidiamo al preservativo e magari ad un pò di astinenza…. intanto che non venga costituito un fondo pubblico per la vaccinazione. 

ehm… la notizia sarebbe che l’Agenzia Canadese per la Salute Pubblica raccomanda di attendere prima di avviare campagne di vaccinazioni.

Pubblicato in: on Ottobre 11, 2007 at 11:14 am Commenti (0)