Archive for Gardasil

HPV la domenica mattina


Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti!

Domenica mattina e mi viene in mente di cercare se ci sono novità sul vaccino HPV… ci sono.

In Italia l’Istituto Mario Negri sconsiglia la vaccinazione obbligatoria e ripropone in punti i motivi per cui forseforse questa vaccinazione è un attimo avventatella.

In Spagna hanno fatto di meglio: una petizione per bloccare la vaccinazione, firmatari nomi del mondo accademico spagnolo.

Che magari adesso qualcuno in Italia comincia a pensare che forseforse avventatelli meglio non esserlo?

Non sono contro i vaccini, non sono un medico, non ho competenze specifiche eppure da mesi mi sputtano in una campagna contro una vaccinazione che è una spesa folle, che non ha sicurezze scientifiche e che porterà, al meglio una diminuizione  dell’incidenza dei tumori alla cervice dell’utero, al peggio un aumento perché potrebbe infondere una sicurezza non corrispondente alla realtà!!!!

Ma porca meseriaccia: questo blog è conosciuto ormai da tutta la comunità scientifica italiana, lo so per certo, come so che sia la Merk che la Glaxo-Smith sanno di questo blog, oltre ad un certo numero di giornalisti. VOLETE SVEGLIARVIIIIII?????

Non c’è nessun leghista capace di dire “io ce l’ho duro e il vaccino gratis a tre fasce d’età al sud non lo do.. perché al nord è gratis solo per le dodicenni!” Che forse siamo tutti scemi e non lo capiamo che c’entrano le pressioni delle case farmaceutiche al sud? AL SUD LA VACCINAZIONE è  potenzialmente più inutile e dannosa che al nord perché non è coperto dalle strutture di screening!!!!

AAAAARRRRGGGGHHHHHHH

Nessun giornalista vuol sapere perché il Cervarix non è stato approvato dal FDA statunitense????

Nessun universitario è in grado di dire “signori, occhi aperti, la vaccinazione non è sicura”

Nessuno capace di dire che statisticamente non è certa una diminuizione dei tumori alla cervice dell’utero?

Nessuno capace di dire che forse ma forse se questi soldi andassero alle strutture di screening qualche ritorno in termini di salute pubblica ci sarebbe?

Aspettare di essere certi che abbia un senso vaccinare tutte le ragazzine, no eh? Aspettare di essere certi che non saranno  loro a pagare il nostro menefreghismo di nuovo no, vero? C’è chi si chiede se non si svilupperà nuovi fattori oncogeni, mica se procura brufoli! non me lo chiedo io, io mi chiedo solo se oltre a queste voci inutili di blog, altroconsumo, vaccini.net c’è qualcuno capace di capire che RIMANDARE LA VACCINAZIONE è NECESSARIO, non opportuno, non UN’OPZIONE, è l’unica strada che dovrebbe seguire uno Stato che davvero si prende cura dei propri cittadini e non li UTILIZZA invece per gigantesche scommesse!

E ‘fanculo alla moderazione!

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Istituto Negri sul vaccino HPV


il parere dell’istituto mario negri

VACCINO HPV NON PUO’ ESSERE TRA GLI OBBLIGATORI

   (AGI/ ISTITUTO MARIO NEGRI) – Roma – Il vaccino per il papilloma virus (Hpv) non possiede caratteristiche tali da essere posto fra le vaccinazioni obbligatorie, perche’ non rientra fra le azioni prioritarie per la sanita’ pubblica; cio’ non toglie che esso possa essere comunque valido per singoli casi. E’ il parere dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. I tumori del collo dell’utero (o della cervice uterina) rappresentano in Italia l’1,6% di tutti i tumori femminili e sono in costante diminuzione.

 

Ogni anno secondo i dati del Ministero della Salute vengono diagnosticati circa 3500 nuovi casi che determinano circa 1000 decessi. Il virus HPV e’ la causa del tumore della cervice uterina. Tuttavia non tutte le donne infettate da HPV sono destinate ad avere un tumore. Su 100,000, donne solo 10-15.000 hanno un’ infezione persistente, e di esse solo pochi casi che non effettuano il PAP-test avranno un cancro della cervice uterina. Il tempo fra l’infezione e una lesione pre-cancerosa e’ di circa 5 anni; il tempo fra la lesione pre-cancerosa e il tumore e’ di alcuni decenni (20-40anni).

 

Esistono circa 150 genotipi del virus HPV, ma il 65% delle lesioni pre-cancerose e’ associato al tipo 16, al tipo 18 o ad entrambi. La prevenzione secondaria (soggetti che possono essere stati infettati) e’ assicurata dal PAP-test e dal test per HPV – strumenti altamente efficaci, che consistono in un esame citologico che segue ad un prelievo di cellule dall’utero da eseguire ogni tre anni a partire dai 25 anni di eta’.

 

Per la prevenzione primaria (soggetti che non hanno avuto l’infezione) sono disponibili due vaccini : il Gardasil che vaccina contro 4 tipi (6,11 – responsabili dei condilomi genitali – 16 , 18 ) del HPV ed il Cervarix che agisce contro 2 tipi ( 16 e 18 ) del HPV. I vaccini rappresentano una scoperta importante che apre una nuova via per la prevenzione dei tumori di origine virale.

 

La discussione riguardante l’ utilita’ di vaccinare le ragazze dodicenni, in base a quanto stabilito dalla legge finanziaria 2008, deve tener conto delle seguenti considerazioni :

1. Il vaccino copre solo il 65% delle infezioni che possono dar luogo ad un tumore della cervice uterina. Occorre ricordare che vaccinando quest’anno tutte le 250.000 ragazze di dodici anni solo fra alcuni decenni si potr?vere un impatto sul tumore della cervice uterina che sar?omunque piccolo e in funzione del PAP-test.

2. L’utilizzo del vaccino non implica l’abbandono del PAP test che deve essere eseguito regolarmente, perche’ solo il PAP-test puo’ rilevare lesioni pre-cancerose che devono essere curate. Il vaccino non agisce nelle donne che hanno gia’ contratto l’infezione.

3. Per ora la immunita’ e’ garantita per 5-6 anni e bisognera’ attendere per sapere se non si debba rinnovare la somministrazione del vaccino.

4. Sono gia’ stati messi a punto vaccini piu’ efficaci che arriveranno a coprire piu’ 95% dei genotipi HPV associati al tumore del collo dell’utero.

5. Non e’ noto se la neutralizzazione dei tipi HPV 6,11,16 e 18 non determini una maggior probabilita’ di infezione da parte degli altri genotipi, ne’ e’ prevedibile se negli anni il virus HPV subisca mutazioni che cambino la relativa virulenza dei vari tipi.

6. Il presunto costo del solo vaccino (60 milioni di euro per vaccinare 250,000 ragazze) potrebbe essere utilizzato per aumentare la copertura del PAP-test che e’ ancora insufficiente soprattutto nel Sud-Italia.

7. Si dovrebbe prendere in considerazione l’utilita’ di vaccinare i maschi qualora fosse disponibile un vaccino di maggior efficacia a causa di un piu’ largo spettro d’azione.

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Dossier HPV


Stavo rispondendo ad un altro commento sul vaccino, sono ormai oltre 50 i post che questo blog gli ha dedicato, ho diverse richieste di commenti, articoli (altri blog eh, siamo in questo mondo) e continuo a declinare per “motivi personali”.

In realtà sto preparando un blog totalmente dedicato al vaccino contro il Papilloma Virus, volevo tenermi la notizia per me… sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… ?

Sai mai che qualcuno si svegliasse e mi rubasse l’idea… bene: sto preparando un dossier completo sulla vicenda vaccino HPV, tutta la controinformazione che in Italia non è passata, l’arrivo del vaccino nella sua fase di sperimentazione 5 anni fa, gli istituti coinvolti, tutto quello che una non giornalista può recuperare dalla rete.

Non è facile, sono una blogger, ma visto che nessuno ha risposto al mio appello mi tocca far da me, dopo chiaramente chiederò a tutta la rete di diffonderlo e i media italiani e i giornalisti italiani dovranno ammettere che non ne sanno nulla della più imponente e controversa vaccinazione della storia in assenza di epidemia. 

Vorrei ricordare che stiamo parlando del vaccino che non piace ai cattolici, per capirci e questo è quanto spacciano per informazione: è vero che il vaccino non piace ai cattolici (quelli a cui non piace nemmeno il presevativo, per intenderci) ma la controversia di cui questo blog si è occupato è sul piano scientifico, riguarda l’efficacia e coinvolge enti universitari di tutto il mondo.

Quindi… si sa mai che qualche giornalista mi rubasse l’idea.

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Financial Times: efficacia limitata del vaccino Gardasil


dal Financial Times:Merck’s Gardasil vaccine shows limited efficacy on precancerous grade 3 cervical lesions, physicians say
By Klara Czobor and Sasha Damouni

March 6 2008 13:49

This article is provided to FT.com readers by Pharmawire—a news service focused on providing insight into the most price sensitive issues in the global pharmaceutical market. www.pharmawire.com

Merck’s Gardasil vaccine showed only a small efficacy margin on grade 3 cervical intraepithelial neoplasia in FUTURE II study, physicians told Pharmawire.

Cervical intraepithelial neoplasia (CIN) is an irregular growth of precancerous cells in the cervix. A large percentage of CIN’s are caused by high-risk types of human papillomavirus (HPV) infection.

Gardasil did not show efficacy for grade 3 CIN (CIN3) in the FUTURE II trial, according to an article published in the New England Journal of Medicine (NEJM) titled ‘More Answers, More Questions.’ However, the vaccine showed statistically significant results for grade 2 (CIN2) cervical intraepithelial neoplasia.

Dr Rick Haupt, head of biological clinical research and head of the HPV vaccine program at Merck commented, “We stand behind the clinical results.”

The company conducted the analyses in several different sub-populations in the FUTURE II study, which could tend to be “very confusing to a lot physicians,” Haupt emphasized.

He said the company demonstrated in the clinical trials, women who were negative to the vaccine HPV types 6, 11, 16, 18, who received Gardasil, the efficacy was virtually 100% against disease endpoints, Haupt said. “Another thing we showed is population analyses. We looked at women who entered the study and we looked at the impact of the vaccine, regardless of their baseline status,” he said.

The efficacy is high in women who are naïve, and the population efficacy benefit is lower in women who have HPV, he noted.

The company looked at several multiple disease endpoints, external lesion, vulvar and vaginal precancers. As a result the CIN2/3 endpoint was used as the regulatory authorities, such as the FDA and the World Health Organization (WHO) recognized CIN2 and CIN3 as a composite endpoint and as an appropriate surrogate of prevention of cervical cancer with Gardasil, said Haupt

In discussions with these authorities, it was recognized that it was not possible to use cancer itself as an endpoint, Haupt said. ”What was recognized to do was to use the next most important precursor endpoints which are immediate precursors to cancer and that would be the high grade precancers like CIN2 and CIN3 as appropriate endpoints,” Haupt reiterated.

“The question is would the CIN2 lesions in the study have resolved on their own, or was it due to Gardasil,” said Abby Lippman professor of epidemiology at McGill University said.

“I can understand the methodological reasons why researchers might want to combine CIN2 and CIN3,” said Lippman. “But doing so,” she continues, “is problematic insofar as the two have different prognoses and it may be that Gardasil’s effect on each is different. CIN2 lesions very often resolve on their own, whereas CIN3 is more likely to persist and progress to cancer if it is not picked up by PAP testing.

According to the NEJM study, 40% of CIN2 resolves on its own. On the other hand, grade CIN3 has the lowest chance of being cleared by the immune system.

Gynecologists are not united in how to treat CIN2 lesions, said Dr Howard Jones III, director of gynecologic oncology at Vanderbilt-Ingram Cancer Center. If a younger woman who has not yet given birth develops CIN2 lesions, most gynecologists would not treat them, he explained. However, CIN2 lesions are always treated in older women. But Jones added that physicians face a moral dilemma regarding where to draw the line since it is not precisely known who will develop cervical cancer.

The study results might be further confounded because CIN2 and CIN3 look so much alike, said Dr Warner Huh, a gynecological oncologist at the University of Alabama at Birmingham. CIN2 – which is between CIN1 and CIN3 not only in pathology but appearance – is almost impossible for pathologists to define on their own. They can very easily mistake CIN2 lesions for CIN3 lesions. If a CIN2 was defined as CIN3 in the study, it could have resolved on its own and affected the study results.

Dr Erick Suba, a physician who is affiliated with the Vietnam Cervical Cancer Association, who has written extensive research on cervical cancer, said that three pathologists are needed to confirm a CIN2 diagnosis in the lab. It cannot be called a CIN2 unless the majority of them agree.

Still, Dr Murali Duggirala, a physician who practices internal medicine in Rochester, Minnesota, said the vaccine efficacy against CIN2 or CIN3 is in the intention-to-treat analysis (women aged 15-26) is 17%. The number may be on the lower side because of HPV non-naïve patients in the study, he said, but added, “A vaccine that contains most (if not all) oncogenic HPV serotypes if administered before sexual activity has the potential for a big public health impact.”

The vaccine demonstrated an efficacy of 17% against CIN2 or CIN3 cervical lesions combined. “I believe a 17% reduction in the pre-cancerous lesions is significant,” said Duggirala. ”The total number of CIN that is actually reduced at a population level is actually quite high, even though the percentage reduction is lower than it appears,” said Haupt.

Combining CIN2 and CIN3 ”makes the study easier to conduct and increases power,” said Jones. The definitions of CIN2 and CIN3 are arbitrary and there might be some ”wishy-washiness” in the study as a result, he said.

Despite increasing the power of the study, Duggirala believes this is a reasonable surrogate because about 60% of the CIN2 lesions do not regress spontaneously and using CIN3 alone as a primary endpoint will increase the sample size needed.

Haupt explained that Gardasil’s 17% efficacy against CIN2 and CIN3 should not be interpreted at face value. The number represents the reduction of CIN caused by any type of HPV in the Gardasil arm compared to the placebo arm. It takes into account women in both groups who are already infected with the virus, not only with vaccine strains of HPV but HPV types which Gardasil has no impact on, he said.

For the time being, marketing enthusiasm about Gardasil has reached a peak, said Suba. “The manufacturers had an important role in promoting premature enthusiasm,” he added.

Suba mentioned that there are many unknowns in cervical cancer pathology and women need to know that it is possible that Gardasil may be ineffective. ”Suggestions for vaccination are premature, because there are unanswered questions about the vaccine for females,” he concluded.

http://www.ft.com/cms/s/2/7886b9be-eb82-11dc-9493-0000779fd2ac,dwp_uuid=e8477cc4-c820-11db-b0dc-000b5df10621.html

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La comunità scientifica italiana pro-vaccinazione hpv


Uffff…. sul vaccino ce n’è quante se ne vogliono, di nuovo, il dibattito è riesploso in tutto il mondo.

Nel resto del mondo, paesi cirillici inclusi di cui non so dirvi nulla e non so cosa dicano in quanto, appunto, cirillici, il dibattito sul vaccino contro il papilloma virus CHE il VACCINO CONTRO IL CANCRO NON ESISTE, cortesemente, il vaccino è contro il papilloma virus e tra 10-15 anni sapremo SE è ANCHE contro il cancro. CHIAROOOO?????

Nel resto del mondo il dibattito è riesploso perchè si vuol estendere la vaccinazione agli uomini….

In Italia la comunità scientifica è compatta per la vaccinazione. Le Università Italiane sono compatte per la vaccinazione.

Non è una notizia con link, è pura constatazione: in Italia non c’è uno che dico sia uno che abbia detto un solo ma. Deduco che la comunità scientifica italiana non abbia dubbio alcuno sull’opportunità dell’avvio delle campagne di vaccinazione contro il Papilloma Virus.

E’ importante che si sappia. Ne va della serietà della nostra comunità scientifica nel mondo. La comunità scientifica italiana ritiene in modo compatto e deciso che il vaccino sia efficace e sicuro.

Se domani qualcuno dicesse il contrario non credeteci.

Tutte le massime autorità in campo oncologico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo epidemiologico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo profilattico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo pediatrico approvano la vaccinazione. Tutte le massime autorità in campo ginecologico approvano la vaccinazione. Chi dimentico? Chiunque abbia dimenticato… approva la vaccinazione.

…. il dibattito è riesploso perchè si vuol estendere la vaccinazione agli uomini.

Che sarebbe anche, pare, una cosa intelligente e vi spiego a parole mie perché: perché il papilloma virus lo prende e trasmette l’uomo alla donna.

….secondo voi io a quanto ce l’ho la pressione arteriosa in questo momento?

No, non vi linko articoli, cercateveli, il Financial Times, il New York Times, ne parlano tutti nel resto del mondo, fatevi le ricerche da soli!

Leggetelo voi che la vaccinazione meno sperimentata della storia dei vaccini non solo ha cambiato target in corsa passando dalle donne dai 16 ai 26 anni alle bambine, no, non solo, ha cambiato sesso adesso, tempi moderni, sugli uomini è stato sperimentato anche meno, ma a noi ce ne importa nulla?

Quale vaccino? Il Gardasil; no, il Cervarix non è stato ancora approvato negli Stati Uniti, forse a fine 2008… certo che se oggi qualcuno volesse scegliere tra quale vaccino dovrebbe saperlo che il CERVARIX non è stato approvato dal FDA statunitense perché… perché non si sa, si sa che ha richiesto altra documentazione in appoggio.

E che l’Agenzia europea per i farmaci poteva fornirglieli visto che invece lei lo ha approvato per l’Europa e non lo avrebbe mai fatto se ci fossero voluti ALTRI documenti in appoggio… si saran persi nella trasvolata?

Poi io ho un dubbio che mi assilla da tempo ma dovrei fare giornalismo per togliermelo oppure sperare che in Europa qualcuno si svegli giornalista, stiam messi male a giornalisti in tutta Europa, almeno questo è consolante, peggio dell’Italia nessuno, ma insomma non son messi bene anche gli altri….

Se mi svegliassi giornalista trascorrerei un paio di anni a studiare il caso dell’approvazione europea del vaccino, dei collegamenti tra case farmaceutiche e OMS, tra Sanofi- Pasteur (la faccia europea della Merck) e i centri che in Europa hanno avviato all’inizio del 2000 la sperimentazione di fase I e II, in Italia erano 5 centri, mi piacerebbe sapere gli inciuci con la politica… quello mi piacerebbe davvero tanto sarebbe capire, ad esempio, quale sia di destra e quale di sinistra perché le cose non son chiare: il Gardasil è di destra o di sinistra?

Stando ad un’interrogazione parlamentare di Forza Italia per capire quali siano i criteri di scelta forniti dal ministero sembrerebbe che le Regioni stiano acquistando il Cervarix perché più economico anche se meno protettivo, certo che essendo il Cervarix più europeo del Gardasil forse si tratta solo di spingere l’industria farmaceutica europea e non essere di destra o di sinistra….

Chissà se mai qualcuno si sveglierà giornalista in questo paese….

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Svezia: il Vaccino contro l’HPV è un inganno alle donne (46)


A cura di La Leva di Archimede

L’Agenzia medica svedese: I vaccini anti papilloma (HPV) potrebbero creare problemi per la salute oltre ad aggiungere costi alla prevenzione.

In un recente rapporto, l’agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU), ha raccomandato al Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza di revisionare la strategia di prevenzione del cancro al collo dell’utero.
L’uso spropositato del vaccino HPV, promosso e pubblicizzato in grande scala dai produttori, aggiungerà una spesa sostanziosa all’ormai striminzito budget riservato alla prevenzione del cancro mentre l’efficacia dello stesso vaccino non potrà essere provato per duo o tre decenni.
L’articolo sotto riportato, apparso su un giornale svedese, sottolinea come la spinta eccessiva del governo ad inserire il vaccino HPV nel programma vaccinale dei bambini, ha creato false speranze non sostenute dalle evidenze scientifiche.La spinta del vaccino HPV inganna le donneUn nuovo studio di esperti sulla protezione contro il cancro al collo dell’utero.Testo originale in svedese
Traduzione in inglese
La commercializzazione menzognera di un nuovo vaccino contro il cancro è un incredibile inganno alle donne svedesi e rischia di creare nuovi pericoli per la salute. Sono state poste alte aspettative su due nuovi vaccini contro certi virus che potrebbero causare cancro al collo dell’utero. Il Consiglio Nazionale svedese per la salute e previdenza sta subendo pressioni per inserire questi vaccini nel programma vaccinale dei bambini. Una valutazione scientifica presentata nel gennaio 2008 dimostra che gli studi sono insufficienti e incerti sugli effetti preventivi del vaccino contro il cancro. Con la vaccinazione generale esiste un serio rischio che un minor numero di donne si sottoporrà a visite ginecologiche di controllo causando nuovi rischi per la salute.

“Il modo in cui la pubblicità ingannevole fatta al vaccino aumenta le speranze, è un tradimento alle donne” scrivono la direttrice e il manager dell’agenzia governativa svedese per la valutazione medica (SBU).

La Svezia ha fatto passi da gigante nella lotta contro il cancro all’utero. Dal 1960, dopo l’introduzione di esami ginecologici su campioni di cellule (PAP test), il numero di nuovi casi di cancro è più che dimezzato. Nonostante questo, 450 donne ogni anno vengono diagnosticate di cancro all’utero e 150 muoiono a causa della malattia.

Perciò, è positivo vedere che la ricerca in questo campo negli ultimi anni ha fatto progressi dando come risultato due vaccini (Gardasil e Cervarix) contro le infezioni di due tipi di papilloma virus, che in alcuni casi potrebbero causare una mutazione delle cellule che col tempo, in alcune donne, potrebbero trasformarsi in cancro al collo dell’utero.

E’ importante innanzitutto chiarire che non stiamo parlando di vaccini contro il cancro al collo dell’utero. Stiamo parlando di vaccini contro solo due dei 13 o più tipi di infezione HPV associati al cancro del collo dell’utero. La maggior parte delle volte, queste infezioni si risolvono da sole, in alcuni casi potrebbero diventare permanenti e causare un cambiamento cellulare, che potrebbe poi trasformarsi in cancro.
La ragione per la quale i ricercatori mirano esclusivamente a questi due tipi di papilloma virus è perché in vari paesi ne è stata dimostrata la presenza in 2/3 delle donne con il cancro al collo dell’utero. La percentuale media d’infezione varia di paese in paese. Gli studi effettuati dimostrano che nei paesi nordici la proporzione di cancri al collo dell’utero che potrebbero trarre beneficio dai vaccini contro HPV 16 e 18 è minore.

L’agenzia governativa svedese al momento non è in grado di dire quanto una vaccinazione generale ai bambini potrebbe aiutare a prevenire futuri casi di cancro. Esistono alcuni documenti scientifici che proverebbero che il vaccino può prevenire mutazioni cellulari dovuti al papilloma virus 16 e 18, ma gli effetti sul cancro possono essere verificati solo decenni dopo. Gli studi di controllo effettuati dopo il vaccino sono ancora troppo pochi per trarre conclusioni sul cancro. Un calcolo approssimativo dimostra che una vaccinazione generalizzata contro i virus HPV16 e 18 ai bambini potrebbe prevenire lo sviluppo di metà dei casi di cancro al collo dell’utero.
Il vaccino in questione inoltre non deve assolutamente essere di sostituzione ai periodici controlli ginecologici (pap-test) in quanto le aspettative sull’efficacia del vaccino sono esagerate e non c’è certezza. Non è stata ancora stabilita né la durata dell’efficacia del vaccino né se saranno necessari richiami periodici per una protezione prolungata. Inoltre non è possibile stabilire attraverso analisi del sangue quali livelli di anticorpi sono collegati alla protezione dall’infezione. Le agenzie di ricerca medica stanno monitorando gli effetti indesiderati riscontrati fino ad ora.

Un altro punto da chiarire è il costo della campagna. La spesa diretta per ogni lotto è di circa 21 milioni di euro per vaccinare tutte le ragazze e gli effetti potranno solo essere visti dopo 20-30 anni. Ogni dose di richiamo costerà circa 6 milioni di euro. Se dovranno essere vaccinati anche i maschi, visto che sono portatori sani del virus, le spese raddoppieranno. L’interrogativo principale a questo punto è se varrebbe la pena spendere questi fondi per altri metodi di prevenzione e/o cura del cancro e di altre malattie.

La scorsa estate, il produttore del Gardasil ha fatto una campagne pubblicitaria su giornali e cartelloni diretti al consumatore finale. Le campagne pubblicitarie di farmaci che necessitano prescrizione medica non sono permesse, ma per i vaccini esiste un’eccezione. Ancora non è chiaro come viene interpretata questa eccezione. E’ chiaro comunque che la pubblicità per il vaccino HPV 16 e 28 ha aumentato le aspettative delle donne aumentando la richiesta del vaccino.

Secondo una statistica moltissime donne credevano che la campagna pubblicitaria fosse promossa dal governo e che il vaccino proteggesse contro il cancro al collo dell’utero. Questo è un chiaro segno che la pubblicità dovrà essere affiancata da informazioni neutrali indipendenti dai produttori dei vaccini.

Ogni altro tipo d’informazione sarà un tradimento e un inganno alle donne.

La pressione dell’opinione pubblica sta avendo effetti su legislatori e politici. Alcuni consigli comunali vorrebbero diminuire il numero di vaccini in attesa di una decisione del Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza. Questo crea un’ineguaglianza tra i sistemi sanitari delle varie città.

L’agenzia governativa svedese di valutazione medica sta provvedendo ad una valutazione scientifica delle procedure medico/farmaceutiche e non prende posizione riguardo all’inclusione o meno del vaccino anti papilloma nel programma vaccinale dei bambini.

Sono state controllate le informazioni riguardanti la decisione del Consiglio Nazionale per la Salute e Previdenza e sono state trovate numerose falle: gli studi sono insufficienti e incerti sugli effetti preventivi del vaccino contro il cancro.

A cura di La Leva di Archimede

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Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)


Papilloma virus, una campagna vaccinale con tanti dubbi

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/194133.htm
Costoso e con dubbi sulla sua utilità. Sono queste le nostre principali perplessità sul vaccino contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero. La campagna vaccinale, ora entrata nel vivo, ha ottenuto la copertura economica con la legge finanziaria 2008: l’obiettivo è raggiungere la progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di questa infezione. A essere vaccinate gratuitamente saranno ogni anno le dodicenni italiane (in alcune Regioni l’offerta è estesa ad altre fasce d’età).

Cominciamo dai costi: attualmente i vaccini disponibili sono due, Gardasil Merck (distribuito in Europa da Sanofi Pasteur) che copre i ceppi Hpv 6, 11, 16 e 18 (prezzo al pubblico circa 170 euro a dose e servono tre iniezioni) e Cervarix Glaxo, contro i ceppi Hpv 16 e 18 (prezzo circa 150 euro a dose e anche in questo caso servono tre dosi). Come si capisce da questi dati, la spesa per il Servizio sanitario sarà notevole, intorno ai 75 milioni di euro l’anno. Sono soldi ben spesi? Ne dubitiamo, soprattutto perché non pensiamo che i benefici della vaccinazione, i cui effetti potranno essere misurati tra una trentina d’anni, siano tali da giustificare costi così alti. Il vaccino, infatti, protegge solo da alcuni ceppi del papilloma (i ceppi 16 e 18), responsabili del 70% dei casi di cancro alla cervice uterina.

Anche se coperte dal vaccino, le donne dovranno dunque continuare a fare il pap test per individuare precocemente i tumori della cervice uterina causati da altri ceppi di Hpv (e sappiamo che l’organizzazione degli screening è carente in molte Regioni italiane).

A questo bisogna aggiungere che le sperimentazioni disponibili sull’efficacia del vaccino finora non si sono protratte per un tempo sufficientemente lungo, per dire che abbiamo a disposizione una dimostrazione certa della riduzione dei tumori (e delle relative morti).

Siamo perplessi anche sulla durata della copertura: il vaccino viene offerto alle ragazze di 12 anni perché il virus si trasmette per via sessuale e con la vaccinazione si vorrebbe indurre lo sviluppo dell’immunità prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Ma la copertura vaccinale è stata sperimentata solo per cinque anni: dopo questo tempo, quando le ragazze avranno circa 17 anni (e cioè inizieranno presumibilmente a essere sessualmente attive), nessuno può sapere fino a che punto il suo effetto sarà ancora valido.

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Vaccino HPV – La Repubblica (44)


http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2008/01/17/primopiano/008rag5638.html

Ragazze vaccinate

Approvata con fondi nella Finanziaria 2008 la campagna sull’HPV : coinvolte in 280 mila. Iniziata già in Basilicata e Val d’Aosta. Ora i piani di intervento e le gare d’appalto

di Mariapaola Salmi

Non c’è madre in questo momento nel Paese che non si chieda: “devo far vaccinare mia figlia per proteggerla dal tumore del collo dell’utero, oppure no?”.
E non c’è giovane donna che non pensi alla possibilità di sottoporsi alla vaccinazione. La battaglia pro e contro si è scatenata tra la gente, tra i medici, tra le aziende sanitarie. E naturalmente tra Merck e Glaxo SmithKline, l’una ha prodotto Gardasil commercializzato da Sanofi-Pasteur, il vaccino tetravalente che protegge dai ceppi HPV 16-18 ad alto rischio per tumore al collo dell’utero, e 6-11 meno pericolosi, ma responsabili dell’insorgenza di condilomi acuminati, l’altra ha realizzato Cervarix, il vaccino bivalente che immunizza contro i più pericolosi ceppi HPV 16 e 18.
Entro i primi mesi del nuovo anno la campagna di vaccinazione attiva contro il Papilloma virus umano (HPV) offerta alle quasi 280 mila dodicenni italiane dovrebbe partire su tutto il territorio nazionale. La Basilicata, la prima ad iniziare a giugno 2007, ha allargato la somministrazione del vaccino a quattro fasce d’età: 12-15- 18-25 anni.
Dopo è arrivata la Val d’Aosta che ha ampliato a due fasce: 12-16 anni. Le altre Regioni, in attesa dei primi 40 milioni di euro su un totale di 75 che il ministero sborserà per finanziare la coorte da vaccinare, si preparano a farlo con piani vaccinali e gare per l’acquisto del vaccino tra discussioni e incertezze infinite. Malgrado il parere positivo del Consiglio Superiore di Sanità e del ministero della Salute che in tempi e modi diversi hanno spiegato l’importanza di questa vaccinazione in termini di sanità pubblica e auspicato di coprire più fasce d’età, la comunità scientifica è divisa, il dibattito infuocato.

Ma costa tanto
Secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione sanità del Senato, “il vaccino per ora costa tanto, è vero, molte sono le domande ancora senza risposta, ma parliamo di un vaccino contro il cancro, non di una malattia qualunque. Come non investire su un mezzo che può prevenire il tumore?”. Di opposto parere Luisella Grandori dell’Associazione culturale pediatri che lamenta ben altre priorità di salute pubblica e scarsa conoscenza sull’efficacia e la sicurezza del vaccino. Negativo il giudizio di Michele Grandolfo dell’Istituto Superiore di Sanità che lascia intendere e nemmeno tanto velatamente quanto si tratti in realtà di una operazione di marketing utile alle case farmaceutiche e che, sia o non sia efficace, il vaccino toglie risorse allo screening con il Pap test l’unica arma finora efficace per prevenire il tumore del collo dell’utero. Punto sul quale è in disaccordo Mario Sideri dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano che fa notare come la maggior parte delle donne colpite da questo tumore ha fatto regolarmente il Pap-test.

Gli effetti solo nel tempo
Per infettivologi, igienisti, pediatri, ginecologi, oncologi e ricercatori la novità c’è, è interessante, e nonostante il mercato prema in modo eccessivo e le risorse economiche e organizzative in sanità siano all’osso, tutti augurano che l’intera operazione venga condotta con estrema serietà e attenzione per le ricadute positive che potrebbero esserci tra quindici, vent’anni.
Le questioni che restano da approfondire e da risolvere sono tante e complesse. Vedere se il vaccino sarà efficace anche sulla popolazione femminile generale, un po’ diversa da quella selezionata per le sperimentazioni, quanto durerà l’immunità e se saranno necessari i richiami. Capire se la vaccinazione potrebbe provocare la selezione di ceppi oggi innocui. Si dovrà ragionare sull’opportunità di vaccinare anche i maschi e le donne già infette. Il problema etico è drammatico, questi vaccini sono molto costosi e difficilmente arriveranno ai paesi poveri dove il tumore della cervice uterina uccide l’80% delle donne colpite nel mondo.

L’efficacia sull’uomo?
Ma la domanda principale riguarda l’efficacia. Questo vaccino è davvero capace di prevenire le lesioni precancerose genitali e il conseguente tumore invasivo? Parecchie cose sono state accertate in oltre dieci anni di studi. “Si tratta di vaccini profilattici altamente immunogenici, ossia in grado di provocare una elevata risposta anticorpale nelle donne non infette”, spiega Antonio Perino, direttore della clinica ginecologica dell’Università di Palermo e coordinatore dello studio internazionale multicentrico FUTURE, “e di garantire una certa protezione (cross protection) anche alle donne che sono già entrate in contatto con l’HPV. Gli studi sui maschi sono piuttosto avanti, entro l’anno usciranno i primi dati di efficacia, ma in nessun Paese è partita la vaccinazione – nonostante gli igienisti abbiano ribadito che la copertura trasversale uomo-donna assicura la maggiore protezione – eccezion fatta per l’Austria dove il vaccino è raccomandato anche per l’uomo”.
Oltre alle lesioni pre-neoplastiche del collo e della cervice dell’utero, l’HPV è implicato in quelle di vulva, vagina e ano. Senza considerare che il 30-40% dei cancri di faringe, laringe, lingua e corde vocali è dovuto al genotipo 16 dell’HPV. La medicina è una scienza non esatta e costosa, va avanti per prove, errori e successi. Per ora questi vaccini un traguardo l’hanno raggiunto e non sarà l’ultimo.

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Gardasil: Thelegraph.uk.co. (43)


Scusate, vado di fretta e le traduzioni non sono il mio forte, la sintesi dell’articolo pubblicato dal Thelegraph.uk.co (inghilterra) dice sostanzialmente che il vaccino è collegato a morti e a gravi eventi avversi dagli oppositori, mentre la casa farmaceutica produttrice del vaccino nega il collegamento, che il vaccino è stato studiato su una fascia di età diversa rispetto a quella a cui verrà somministrato, che quindi qualcuno parla di bambini trattati da cavie. Insomma, quanto già sappiamo in pochi in Italia.

Cervical cancer drug Gardasil linked to deaths

http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/10/29/njab129.xml
By Lucy Cockcroft
Last Updated: 1:07am GMT 29/10/2007

Fears have been raised over the safety of a cervical cancer vaccine which health officials plan to give all 12-year-old girls, after it was revealed that the drug has been linked to several deaths.

Three young women are reported to have died days after the drug Gardasil was administered, while the jab is also suspected of triggering “adverse reactions” in 1,700 patients. The figures were uncovered by campaigners who made a freedom of information request in the US, where the vaccine was approved for use a year ago.

Tom Fitton, the president of Judicial Watch, which extracted the data, said: “Reports on the vaccine read like a catalogue of horrors.”

advertisementThe women – aged 12, 19 and 22 – suffered heart attacks or blood clots after being injected with Gardasil, which protects against the sexually transmitted human papilloma virus which causes most cases of cervical cancer. Hundreds of others reported suffering what could be adverse reactions, including paralysis, seizures and miscarriages.

The news comes just days after the announcement that the drug would be added to the childhood immunisation programme.

However, it has not been conclusively proven that Gardasil had directly caused any of the deaths or reported health problems.

Nicholas Kitchin, from Gardasil, manufacturers Sanofi Pasteur MSD, said the fact that symptoms were reported after a vaccination did not necessarily mean they were caused by the vaccine.

A spokesman for the Medicines and Healthcare products Regulatory Agency said no “proven, serious new risks have been identified”, but added the effects would be monitored when Gardasil is used in the UK.

Jackie Fletcher, from the vaccine damage support group Jabs, said: “Trials of this jab have mostly been on adults, so we don’t have any idea of the long-term effect on children.”

Dr John Oakley, a West Midlands GP, said the trials for Gardasil had been so limited that the children taking it would be like “guinea pigs”.

Many health campaigners have welcomed the plan to vaccinate British girls, although there have been claims it will encourage teenagers to have sex early.

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Italia: stato dell’arte vaccino HPV (42)


http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20071026/thl-tumori-vaccino-anti-hpv-a-singhiozzo-6a24347_1.html

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) – La vaccinazione contro il Papillomavirus, responsabile del tumore alla cervice uterina, partirà ‘a singhiozzo’ in Italia. La decisione del Governo di offrire, a carico del Servizio sanitario nazionale, il vaccino gratuito per le dodicenni si è scontrata con l’autonomia regionale in campo sanitario. A fare il punto della situazione è il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, che ha pubblicato su Epicentro (www.epicentro.iss.it) il rapporto ‘Rilevamento sull’introduzione della vaccinazione anti-Hpv nelle Regioni italiane: risultati preliminari’.

Sono solo due, Valle d’Aosta e Basilicata, ad avere già avviato l’offerta attiva. Altre otto Regioni (Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto) partiranno a gennaio prossimo, mentre Sardegna, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno fissato la data rispettivamente a febbraio, marzo e giugno 2008. All’appello mancano Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Lombardia, Provincia autonoma di Trento.

“Tutte le 13 Regioni che hanno programmato la data di avvio del programma di vaccinazione – riferisce il documento – prevedono l’offerta gratuita per le dodicenni, per cui il vaccino è stato inserito nella fascia H del prontuario farmaceutico nazionale. La gratuità per questa fascia di età è esplicitamente prevista anche in Campania, Lombardia e Marche, anche se in queste Regioni non è stata fissata la data di avvio dell’offerta. Quattro Regioni prevedono la gratuità per altre fasce d’età oltre alle dodicenni, e due stanno valutando questa opportunità. Sette delle undici Regioni che hanno programmato l’offerta del vaccino anti-Hpv ne prevedono anche la disponibilità in co-payment per altre fasce di età; altre due Regioni ne stanno valutando la disponibilità. Anche la Lombardia sta definendo per quali fasce di età prevedere il co-payment”.

Nessuna decisione è invece stata ancora presa da Abruzzo, Molise e Provincia di Trento.”La maggior parte delle Regioni – ricorda il rapporto – ha riferito che registrerà le vaccinazioni effettuate su anagrafi informatizzate. Solo una Regione ha scelto di utilizzare registri cartacei”. Infine, la formazione degli operatori è stata già effettuata in quattro Regioni (Veneto, Liguria, Basilicata, Valle d’Aosta).

“In Emilia-Romagna – continua – sono già state organizzate molte iniziative formative: il programma proseguirà nei prossimi mesi. In altre sei Regioni la formazione è stata pianificata e verrà condotta nel prossimo semestre (Lazio, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Calabria). Basilicata e Valle d’Aosta hanno riferito di avere messo a punto del materiale per la comunicazione. Molte Regioni hanno indicato la necessità di disporre di materiale per la formazione degli operatori e di materiale divulgativo messo a punto a livello nazionale”.

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