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Agrigento

Vivere qui è dover ogni giorno combattere contro l’assurdo, contro la sensazione che il limite si sia superato ormai da molto ed è impossibile tornare indietro, devi solo adattarti e cercare di capire come muoverti in questa terra in cui…  voci parlano.

Voci senza corpo, senza vita, senza relazioni con il resto del mondo. Vivere in questo modo non è vivere in Italia, dev’essere successo qualcosa perché qui, ad Agrigento, l’Italia non c’è.

O forse mi sbaglio ed è vero l’esatto opposto, qui c’è l’Italia più vera, quella che non conosce legalità, che non ha senso dello Stato né della cittadinanza, quell’Italia che altrove si intuisce solamente e qui prospera e si mostra senza vergogna.

Vedete è che Agrigento è veramente bella, non perché è la mia città, Agrigento è davvero di una bellezza a tratti sconvolgente, e questo rende tutto più doloroso.

Dovrebbe essere donata al mondo questa bellezza, dovremmo accogliere chi viene a farci visita con l’emozione negli occhi, aspettando con ansia l’espressione che avrà il loro volto quando da lontano scorgeranno i templi stagliati sul mare, quando si affretteranno per raggiungerli e piano piano, diminuendo l’andatura, si accosteranno alla bellezza.

Parlando di Empedocle, immaginandolo camminare perché Empedocle te lo immagini così, che cammina lungo la via Aurea, mai fermo, sempre in cerca di cose, attento, vigile, pronto, una mente capace di spaziare dalla filosofia alla medicina, capace di ingegno tecnico e poesia…  lo vedi  che cammina maestoso nella sua tunica bianca e oro, con i suoi pensieri che iniziano la storia del pensiero, con le sue parole che iniziano la storia delle parole. E tramite le sculture di un Greg Wyatt ispirato da empedoclee suggestioni fare un balzo dall’alba della cultura all’arte contemporanea.

Parlando di Sciascia, ad nord dei templi, dopo Tomasi di Lampedusa, ad est, opposto rispetto Pirandello, a ovest. Di fronte il mare Africano.

Pirandello. Non c’è persona che sia capace di poche parole su Pirandello, nemmeno l’unica che lo contraddistingue, genio, è sufficiente a dire le emozioni che lascia Pirandello in chi lo studia anche solo per dovere scolastico. Pirandello vicino a Camilleri, nuovo e moderno amore di molti, non so chi ha scritto di immaginare il Commissario Montalbano che esce sulla sua veranda e lancia uno dei suoi penetranti sguardi… ad un rigassificatore; immaginate anche Pirandello che esce di casa, cammina lungo il breve sentiero e si siede sotto il pino, guardando il mare  e di nuovo immagina di spargere le sue ceneri… sul rigassificatore.

Anch’io mi sono fatta prendere dai tecnicismi ed ora che siamo agli sgoccioli credo che sia la strada sbagliata , non m’importa nulla né del fabbisogno energetico né delle direttive Seveso, né  chi e con chi si farà, chi ne trarrà profitti e chi ne godrà vantaggi. Non m’importa, penso solo che non abbiamo saputo difendere la bellezza e di questo siamo tutti colpevoli.

Siamo la provincia più povera d’Italia, non abbiamo acqua corrente, né strade, né sistemi fognari, non abbiamo nulla oltre alla bellezza e, tra poco, non avremo nemmeno quella.

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Il mio grazie ai Cittadini USA

Mia madre ha pianto di commozione, mio padre (mio padre!!!) ha pianto di commozione, non perché ha vinto un democratico, no, i miei genitori hanno pianto perché un “abbronzato” (vogliamo ancora sprecare parole su Silvio? Gliene dedico una: scusati) è diventato Presidente degli Stati Uniti d’America ed io mi sono sentita fiera di loro che sono anziani, che hanno saputo cogliere quello che Berlusconi ha voluto sminuire: un nero è Presidente degli Stati Uniti d’America e questo rende gli Statunitensi grandi, un popolo che merita il rispetto di tutti i popoli dell’intero pianeta.
Siamo in Italia, qui il razzismo è di casa e chi lo nega è un razzista oppure è uno che gira con le fette di salame sugli occhi.
Gli Statunitensi hanno cambiato il mondo eleggendo come loro Presidente Obama. Hanno reso possibile il possibile, non era impossibile, era possibile così com’è possibile in Italia che una donna diventi Presidente della Repubblica… nessun divieto, vero? E peccato che ci vorrà parecchio tempo ancora, per l’Italia, prima che il possibile accada.
Ricordo un altro giorno importante come quello dell’elezione di Obama: un muro veniva abbattuto, in moltissime case si piangeva e si capiva di essere testimoni di un avvenimento incredibile, ritenuto impossibile, per cui molti si erano battuti perdendo, venendo stesi, lasciati Ko al tappeto.
Così l’elezione di Obama, mia madre e mio padre sono stati dolcissimi, hanno avuto parole semplici, hanno gioito per tutti i popoli della terra, per un popolo che ha avuto il suo riscatto.
Non importa se sembra che metto enfasi in una cosa che le buone maniere richiedono di far passare sotto tono ma ha ragione Berlusconi a sottolineare il colore della pelle di Obama: è meticcio, sposato con una nera, foglio di un’antropologa sposata prima con un nero e poi con un asiatico, una che certo di quello che pensava l’America bianca e per bene se n’è fregata alla grande.
Accanto al suo nome seguirà sempre “primo Presidente nero degli Stati Uniti d’America” e per me e per milioni di persone questo significa che il mondo lo hanno già cambiato i cittadini degli Stati Uniti d’America.
Grazie.

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La Valle dei Templi e della vergogna.

“La Valle dei Templi è inserita in uno scenario… “

“La Valle dei Templi è la testimonianza di un passato… “

La Valle dei Templi.

Mi vergogno. Ci sono state altre volte in cui mi sono vergognata di essere siciliana, ma ho sempre reagito con fierezza, come parte innocente ed incolpevole, come vittima. Questa volta mi è più difficile e mi vergogno. Non sto trattando l’argomento con il dovuto distacco, non riesco a mettere giù la vergogna degli inciuci, delle parentele politiche, dello scenario in cui adesso è inserita la Valle dei Templi.

I miei concittadini al meglio credono che anche questo progetto, il rigassificatore accanto alla valle, fallirà, ma credono e lo urlerebbero in coro che meglio questo tipo di sviluppo che niente.

Il sindaco di Porto Empedocle gran sostenitore del progetto? Impiegato Enel.

La mia è una città mafiosa. Il mio è un territorio mafioso. Ci sono cresciuta. Figlia di sbirro, selezionare le compagnie, meglio i morti di fame mi ripeteva mio padre, poveri se onesti in Sicilia.

La mia è una città in cui la mafia controlla ogni cosa e chi non la vede è perchè ha gli occhi chiusi.

La mafia dell’acqua. La mafia dei traffici internazionali di droga. Interi paesi trasformati in piazza per lo smercio della droga. La mafia dell’agricoltura. La mafia dell’edilizia. La mafia dei fondi europei. Il pizzo. Le tangenti. I morti ammazzati. I latitanti. La mafia a cui i politici sono soggetti, mai avuto l’impressione che la politica controllasse in alcuna misura la mafia, da noi la mafia controlla la politica come nei migliori film di mafia. Il reclutamento massiccio di voti attraverso la costituzione di centinaia di cooperative, mi ci sono iscritta anch’io, non so chi fossero i referenti, si andava a gruppi di centinaia, ore di fila per sperare che davvero arrivasse il finanziamento e potessi ottenere un lavoretto, un qualunque lavoretto.

Molti miei concittadini mi direbbero che non è vero e diffamo una provincia. Molti si vergognerebbero di me, per le mie parole, per le mie accuse, io mi vergogno di loro e siamo pari.

Il rigassificatore è cosa di Cuffaro. Condannato in primo grado per favoreggiamento semplice in un processo di mafia. Non significa che il rigassificatore è cosa di mafia. No. Dalle nostre parti è così facile trovarsi gomito a gomito con un mafioso… e non è una battuta, triste ma non è una battuta, ci sono quelli che lo sai, ci sono quelli che forse e ci sono quelli che non lo avresti mai sospettato.

Nella mia terra ancora si differenzia tra “paciere” e mafioso. Il paciere è l’uomo che ha influenza e a cui ci si rivolge per dirimare le controversie, è alternativo ad un giudice di pace. Non si chiamano più uomini d’onore perchè uomo d’onore è il mafioso, il “paciere” è un uomo di cui si rispetta il verdetto. Nessuno saprebbe dire perché, è così, poi ogni tanto qualche “paciere” finisce sui giornali come boss mafioso e no, la popolazione non crede che non fosse altro che un “paciere”.

Nella mia terra.

Non sono tutti mafiosi i cittadini della mia città. Sono onesti cittadini che si muovono come su un campo minato, ma ci viviamo da sempre e sappiamo come muoverci. Sappiamo che i diritti sono cose scritte sulle carte. Ma il furto di diritti è stato totale e quel che conosciamo meglio sono le concessioni di favori.

La Valle dei Templi è il riscatto per molti agrigentini. E’ quello che non ci hanno tolto, come le spiagge, come il sole, è l’unico vanto, l’unica cosa di cui andiamo fieri e ci inalberiamo perché sappiamo che l’abbiamo protetta, perchè non è al centro della città, perché è lì, tra noi e il mare. E ci consola. Ci ricorda chi siamo, l’amore per la bellezza, per la cultura, per il passato. La grandiosità di cui godremmo se non fossimo schiavi di ombre. Quasi una promessa, qualcosa a cui tornare, la testimonianza che un tempo c’è stato e potrebbe di nuovo esserci.

Mi vergogno. Penso che stiamo rubando alle generazioni future la bellezza. La speranza. La consolazione. E mi vergogno.

 

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La possibilità.

Siamo praticamente ammutolite dopo aver visto Che tempo che fa

Quelle notizie che nemmeno val più la pena, che Schifani sia un amico di mafiosi è riportato su Wikipedia tanto è dato oggettivo. [nota: il giorno successivo alla pubblicazione di questo post la voce "Renato Schifani" in wikipedia è stata modificata e Schifani non è più oggettivamente amico di mafiosi...]

Commentiamo, io e Mononoke, poi di nuovo affrontiamo l’argomento che da qualche giorno non riusciamo a districare.

Il pericolo del mio rientro in Sicilia con la testa che mi ritrovo, si potrebbe riassumere così.

Pericolo che Mononoke adesso sente più vicino, ho iniziato ad interessarmi alla vicenda del rigassificatore della Valle dei Templi, caratterizzata anche questa vicenda da un’assenza di informazione, come se fosse un dettaglio ininfluente che accanto ci sia un’Area Archeologica sotto tutela Unesco.

Ne parlo a Verona, sorrisi: è una delle solite vicende siciliane, non sarebbe mai successo in un altro luogo. Ancora una volta la sensazione che per sempre la mia origine mi renderà “diversa”, il marchio delle vittime che mai si ribellano, che tutto subiscono, che non hanno consapevolezza dell’essere cittadini.

Cerco appoggio morale: mi batterò perché non avvenga questo scempio e i volti cambiano, diventano tesi, si legge l’affetto e la preoccupazione.

Mononoke. Mononoke ha l’esatta percezione delle mie parole e si preoccupa. Sa che Gian Joseph Morici ha già ricevuto due minacce di morte, Gian Joseph Morici si oppone anche facendo informazione .

Mononoke. Spiego, non mi giustifico, spiego perché tornare nella mia terra significa chiedermi come ci tornerò e spiego la mia scelta, maturata da mesi, la scelta di combattere per la legalità. Carlo con una frase mi blocca per giorni, “persone come voi” ed io non saprei dire che tipo di persone, non c’è un tipo di persona, però forse c’è un tipo di rabbia. Non ho risolto, non so cosa dire, non dovrebbe esserci Carlo, Carlo non dovrebbe pensare che per fortuna ci sono altre persone che osano dire, Carlo dovrebbe chiedersi perché non si dovrebbe poter dire senza avere la sensazione che sia pericoloso… ma ha ragione lui.

E’ che non dovrebbe essere così. Non dovrei dover mettere in conto che se comincio a difendere la Valle dei Templi da una costruzione potenzialmente pericolosa potrei finire io stessa in pericolo. Non dovrei chiedermi se sono disposta ad affrontare un rischio di questo tipo, non dovrei pensare a come dirlo alla mia famiglia, a come inciderà sulla mia ricerca di un nuovo lavoro.

Invece devo interrogarmi e lucidamente chiedermi se sono disposta ad andare fino in fondo, fare i conti con la possibilità che “dire” diventi un’attività pericolosa. La possibilità.

La mafia si combatte con la parola, con l’informazione, la mafia vince quando riesce a far calare il silenzio, quando la verità diventa qualcosa di pericoloso, da cui è meglio stare lontano.

Non so se e quanta mafia ci sia dietro la vicenda del rigassificatore accanto alla Valle dei Templi, non so se sia davvero pericoloso tentare di difenderla, ma pensare preventivamente che sia meglio lasciar perdere perché potrebbe essere pericoloso… no, tanto vale non tornare nella mia terra se dovesse essere questo il mio modo di pormi.

Non mi sto giustificando, vorrei solo spiegare. Anche perché ho bisogno che se ne parli il più possibile e che salvare la Valle non resti un fatto di Sicilia.

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Ancora riflessioni elettorali

E sarà sempre più dura, mancano due settimane e c’è spazio per altre considerazioni.

Oggi mi è stata inoltrata una mail interessante da Mononoke (conosciuta anche come “la fulminata sulla via del pentagramma”). Mi riporta l’articolo di Paolo Flores d’Arcais – da MicroMega che ha pubblicato anche sul suo blog…. la trovate qui

Il punto è: io non vado a votare e consegno l’Italia in mano a Berlusconi.

Ne sono consapevole, prendetevela pure con me, è quello attraverso cui si deve passare per ricostruire la sinistra italiana. Non credo che il PD sia fuori dalle logiche berlusconiane, non vedo nel PD la speranza di una politica anche solo vagamente di sinistra, la vedo molto, troppo democristiana.

La scelta è tra la destra e il centro? Ma lasciate stare il significato ideologico, non è quello, leggete in destra il liberismo più sfrenato e in centro il liberismo più inquinato. E’ questa la scelta? Spiacente, qualcosa di profondamente sbagliato dev’essere successo perchè in Italia c’è un terzo polo, identificatela pure con i comunisti, seppure non è Marx né Lenin il punto di riferimento, e questo terzo polo è destinato a morire soffocato dai casi di necessità. Comunisti che nella legislazione passata invece di fare i comunisti hanno fatto i solidali con il Governo, hanno votato di tutto pur di non consegnare l’Italia a Berlusconi…

Ognuno fa i conti col proprio carattere: io sotto ricatto non ci so vivere. Se ne fossi capace avrei avuto qualche soddisfazione materiale in più nella vita!

Se vince Berlusconi mammasantissima! E se vince il PD invece? Questo PD? Questo centro che va avanti per compromessi stiracchiati e che ovviamente resta immobilizzato dal non poter fare? Questo PD che ha un odore democristiano che scusate, è l’età, ha me risveglia solo brutti ricordi? No, io l’Italia la dò consapevolmente a Berlusconi. Che i centristi e i sinistri si facciano una bella doccia fredda di realtà, Berlusconi non è il demonio, non farà bene alla società averlo per 5 anni, ma forse si deve andare nella merd* per recuperare le facoltà di intendere e volere che la sinistra ha perso. E che Prodi sia l’ispiratore della sinistra italiana è da prendere una pistola e spararsi un colpo in bocca!

Se vince Berlusconi non è perché io non vado a votare, è perché la sinistra italiana non ha mantenuto la sua identità. Cazzetti del PD se il PD non vince, cominciamo a ridefinire meglio i confini. Se dovessi votare contro Berlusconi avrei votato PD, mi pare ovvio. Se avessi voluto votare un rappresentante delle mie posizioni avrei votato qualcosa a sinistra, ma senza l’idea di dover mandare in Parlamento qualcuno che tenesse alte le mie posizioni VISTO che nella passata legislazione NON sono state tenute in alto affatto.

Scurdammocce ‘o passato? E’ perché ce lo scordiamo troppo spesso il passato che siamo a questo punto!

Non è una questione di coscienza, è una questione di costruire il futuro con atti nel presente: non voto perché ritengo che solo negando il voto alla sinistra la sinistra si chiederà seriamente cosa vuol fare da grande e con chi vuol stare, se col popolo o con le poltrone.

Non voto perché negli ultimi 15 anni ho votato per il male minore e si parlava di dimensioni anche notevoli per essere considerate “minori”… e non mi pare di aver ottenuto né l’indebolimento del baubauBerlusconi né una società anche vagamente migliore di quella di 15 anni fa. (sempre che l’ondata di oscurantismo e ignoranza non la si voglia considerare miglioramento…)

E’ una società peggiore. Il malaffare e il malcostume ha lasciato le sue nicchie e ha infettato regioni e apparati, il malaffare e il malcostume è l’unica cosa veramente trasversale ad ogni gruppo e lo dico perché ci sono stata dentro, non perché non ho altro da dire stamattina! E chiunque c’è stato dentro, se è minimamente onesto, sa che i compromessi a cui è scesa la sinistra italiana hanno distrutto la sinistra italiana.

E morire democristiana votando il PD non è nelle mie ambizioni, non lo era 20 anni fa quando essere comunista in Sicilia non era esattamente una scelta intelligente, non lo è oggi.

Votare per il male minore fa parte della logica della scelta tra due mali, spiacente, fate voi, scannatevi per l’osso, imbarbaritevi per evitare di finire a vivere dentro una macchina, ad avercela la macchina, mentre Berlusconi e Prodi giocano a chi ce l’ha più grosso.

L’Italia a Berlusconi l’avete consegnata voi già da tempo, ma se volete prendetevela pure con me.

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No all’astensione attiva al seggio

Astensionismo attivo con verbalizzazione, poco ma sicuro che ormai tutti i Presidenti di Seggio sono allertati e si stanno informando su come rispondere a quella che potrebbe essere la prima uscita pubblica dell’astensionismo politico e attivo.

Però sulla verbalizzazione io due domande due me le farei.

Nessun partito mi rappresenta… avete letto i programmi di tutti i partiti? Io dopo qualche ricerca ho trovato una lista con cui mi trovo in perfetta sintonia. Nonostante questo non andrò a votare perché mi riconosco in una formazione politica, infatti io non voto la mia formazione politica.

Verbalizzare circa le elezioni anticostituzionali (come quelle precedenti) è pretestuoso. Reale ma pretestuoso. Perché se avessimo rappresentanti politici da votare non ce ne saremmo accorti che abbiamo una legge elettorale anticostituzionale, l’avremmo chiamata porcellum e avremmo comunque votato.

Non ho una mentalità astensionistica ma parecipativa, mi è difficile astenermi ma per me il mio voto ha un senso e quindi anche il mio non voto, disilluso ma non disaffezionato, sanzionatorio, io non voto la mia parte politica perché mi ha delusa, probabilmente tornerò a votarla se recupera la ragione ANCHE dopo la campagna elettorale.

L’astensionismo organizzato per dare un colpo nello stomaco alla politica mi sa di vendetta e effettivamente anch’io avrei voglia di vendetta, ma a ragionarci su non è un comportamento che perseguo, io non sono così. Io costruisco, non amo distruggere. E costruire un elettorato che sa che può utilizzare il voto per sanzionare la politica è una sfumatura diversa dal restituire la scheda elettorale al mittente, che è un gesto dal sapore antipolitico.

Chiunque ama la politica e la considera parte integrante della propria vita, chi si rende conto che davvero le scelte politiche influiscono sulla propria vita quotidiana dovrebbe considerare l’astensionismo con attenzione, gli appelli a comportamenti leggeri e per altro rischiosi perché esistono i reati elettorali, dovrebbero essere molto più cauti.

Vogliamo essere visibili nella nostra scelta astensionistica: facciamoci un paio di foto davanti al seggio dove non abbiamo votato e raccogliamole in un album. Stop. Discutiamo dell’astensione come strumento sanzonatorio della propria parte politica, raccolgiamo dati, informiamo, ma non lanciamoci in campagne folli con catene di Sant’Antonio, senza spiegare, solo per raccogliere consensi facili come qualunque becero politicante.

Perché verbalizzare il mio dissenso? Qual è il risultato che mi attendo? Io non ho ancora capito questo, cosa ti attendi in risposta? Ti senti meglio perché sei andato al seggio e hai rifiutato la scheda puntando il dito contro tutto l’arco di partiti italiani e contro tutti i politici italiani?

Io non riesco a farlo, io qualcosa di buono ancora lo vedo, qualche speranza ancora ce l’ho e se non voto è un discorso tra me e la mia parte politica. Ma credo nel sistema politico e nella sua migliorabilità. E credo che l’astensione possa essere uno strumento di indirizzo politico, non una violenza gratuita contro lo Stato.

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Un posto libero

Frase dell’anno:

“sai, ho per caso un posto libero qui sul mio pene”

Applauso a scena aperta e sventolata di mutandine.

Grande House. Qui il video

Imparate uomini, imparate.

Post a blog unificati con Mononoke

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Racconti d’amore – La mano

La prima cosa era la mano destra che volava sulle corde della chitarra possedendole senza preliminari, l’attacco improvviso saliva lungo la schiena per sostare sulle spalle e accarezzare il timpano quando tutto era ormai consumato. L’occhio ancora seguiva le dita che pizzicavano e volteggiavano sino al colpo improvviso alla cassa. Stop alle vibrazioni di corda tesa. il capo chino a godere del momento di fermo. ricomincia il pizzicare sensuale.

Due sedie vuote e due contrapposte per collocazione e occupanti, simboliche trasformazioni della memoria e dietro la chitarra il muro bianco su cui disegnare una nuvola da cui cadrai per forza di gravità sopravvenuta. Dietro le mie spalle i soliti cieli le solite stelle i soliti universi i soliti nulla che divorano le poche certezze.

La mano destra si univa alla sinistra nel suono e nel massaggio di schiena e diventavano quattro mani e quaranta dita nel ballo scandito da silenzi e respiri, sul tavolo il vino e il bicchiere senza cornice, nei corpi nessun quadro. Nei sessi gli odori. Nella mano destra le dita.

che disegnavano linee.

Nella stanza di china nella luce il capo chinato.

Produzioni antropomorfiche di possibili mutamenti partendo dall’ottocento sino all’esistenzialismo francese per definire la costruzione della libreria e della videoteca innamorati entrambi del bianco e nero dello schermo di una tv in bianco e nero. Come noi. Fingere una vita nel bianco e nero di un ti amo contrapposto al bisogno d’amare.

Gli uccelli volano se sono uccelli ed hanno ali per volare. e becchi per beccare. gli uccelli non possono mettere in catene se sono uccelli. e becchi per beccare. Nella stanza di china al buio il capo chinato.

Paralipomeni.

La mano sinistra era dell’alta borghesia con recenti passati scoutistici da cui le istanze pressanti.

Attraverso il vetro la scossa di sguardi sorpresi per la piccola morte di un incontro improvviso. Orgasmo al contrario che inizia dal vuoto ripieno di nulla. Totale fusione di sguardi che non conoscono il tempo. Lacerazioni senza dolore né movimento. Separazione.

La prima cosa è stata la mano destra impegnata a fornire la giusta oscillazione all’oggetto prominente, nessuna incertezza nel fermo immagine successivo: attraverso il vetro la mano destra bloccata.

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Mentre attendiamo le dimissioni di Cuffaro…

Invece di leggere qui potreste anche andare a firmare le petizioni che ne chiedono le dimissioni

http://www.petitiononline.com/cuffaro1/petition.html

http://www.petitiononline.com/d1i2m3i4/petition.html

Prima considerazione: perché sono rivolte ai cittadini siciliani?… Esistono i cittadini siciliani? Quando vivevo in Sicilia non mi sono mai definita cittadina siciliana, dietro al “cittadina” mettevo istintivamente “italiana”, anche nei moduli di qualunque tipo alla voce cittadinanza mettevo ITALIANA e nessuno mi ha mai contestato… al limite specificavo il comune di iscrizione delle liste elettorali, spesso anche il comune in cui ero iscritta per il vecchio ufficio collocamento… però non ricordo nessun modulo in cui mi venisse chiesto la Regione di appartenenza per definire la mia cittadinanza…. Scusate, sto divagando…. e continuo.

Perché mica me la bevo che il fatto che ci sia un Presidente di Regione condannato per i reati suddetti sia un problema regionale, se volete farlo passare così bene, ma io dissento.

Il New York Times (il solito giornaletto americano) non commenta più di tanto la notizia che riporta elegantemente: Carcere per il Governatore che aiutava la Mafia. E spiega che in Italia non si è colpevoli sino alla conclusione di tutti i gradi di processo.

http://www.nytimes.com/2008/01/19/world/europe/19briefs-mafia.html?ref=world

Italy: Jail for Governor Who Aided Mafia

Published: January 19, 2008

A court in Palermo convicted the governor of Sicily, Salvatore Cuffaro, of helping a Mafia boss by providing him with confidential investigator’s information, sentencing him to five years in prison and banning him from holding public office. Mr. Cuffaro, who was re-elected two years ago, while his trial was under way, said he would continue as governor while an appeal is in progress. In Italy, convictions are not considered final until all appeals are exhausted; the process can take years.

Il New York Times ha capito che il problema non è siciliano ma italiano, perché noi invece no?

Perché continuate a credere che la Mafia sia un problema regionale?

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Racconti d’amore – La notte

Notte dev’esser notte perchè è buio. Attorno domani non ci sarai e nemmeno dopodomani e ti dovrò aspettare mentre attendo troppo. Lo so che il pennello scivola veloce sulla tela. Ma non l’ho tessuta io. Né mi è stato dato di scegliere i colori. Io dipingevo. Talmente assorta a dipingere da non vedere il quadro che stavamo deliniando. No, non era tela di quadro. Era di ragno. Non ti amavo, lo sai, non ti amavo e non avevo bisogno di te come questa notte non ha bisogno di me.

Il pavimento raffredda solo la pianta del piede nuda e non riesce a freddare nient’altro. La spalla nuda spinge il vetro sporco. La fronte cede. La fronte cede e potrei tirarla indietro e dare uno scatto inprovviso in avanti e il vetro sporco non verrebbe più spinto dalla spalla.

Se ti avessi attorno potrei aspettare l’alba invece che guardare il buio. Invece sei nel letto e dormi lontano da questo pavimento curvo e dall’intonaco scrostato, dal balcone, dalla strada illuminata a stento da un lampione ronzante. Non posso andare via e non te ne andrai via e ti addormenterò, ogni notte ti addormenterò. Poi verrò qui a guardare il buio che ci ha avvolti e chi vince tra il vetro e la spalla e se mai la fronte deciderà di porre fine allo scontro.

Un’altra donna. Ancora e ancora e ancora. E il tuo bisogno di me. Commoventi parole di addio sulla lettera d’addio, drammatico particolare le correzioni grammaticali, avrei preferito sorridere dell’errore sentendomi crudele date le circostanze ed invece date le circostanze riesci a restare vigile sull’errore. Una lettera di addio, cazzo, nemmeno quella lasci all’istinto. Un cappio. Un volo dal quarto piano. Mi allontano tra la folla e penso che potrei sentire l’urlo e non mi volterò, continuerò a camminare lentamente mentre tutti mi correranno incontro per superarmi. Un tuffo sotto un treno. Tagli di ogni genere in ogni parte del corpo. Io penso che se dovessi uccidermi ci riuscirei, non fallirei nemmeno in quello. Non ti ucciderai. Lo sappiamo entrambi, ancora troppo legato alle correzioni grammaticali.

Non mi interessano i tuoi tradimenti, non lo sopporti. Non posso farci nulla se non ho bisogno di te e se non posso liberarti dal tuo bisogno di me. Il primo non te lo perdono, degli altri puoi farne quello che vuoi. Ti inganno ogni notte. Vendette sottili come sottile è il filo che regge insieme la mente, ogni notte ti addormento e me ne vado lontana e tu non mi raggiungi, non puoi, non sai. Ti inganno ogni giorno scavando il fosso che scoprirai ci divide quando crederai che basta stendere una mano per ritrovarmi. Allunghi il braccio, stendi la mano, tremito di dita sentendo nell’epidermide il contatto anticipato del calore e sentirai il gelo del nulla. Il nulla al posto di me.

Poi ti ho amato. Senza alcun bisogno. Insegnandoti a percorrere le strade interne, poco battute, a guardare da un’altra parte ad ascoltare senza orecchie senza naso senza mani senza cuore. Si ama anche senza cuore. Esasperando i sensi non distratti dall’osservazione della vita. Usare il cuore per vivere ed i sensi per amare. Abbastanza confuso imparavi ad amare solo il vortice.

E’ una sola la bugia che non ammetto, la prima, le altre ne sono conseguenza e non me ne frega niente, non mi interessa sentire un’altro odore tra noi, è una sola bugia quello per cui pagherai. Le altre sono la tua sfida, il tuo urlo di dolore, la tua richiesta di perdono. Colpisci sempre più a fondo per vedere se puoi farmi soffrire ancora una volta e no, non puoi, hai già distrutto tutto con una sola minima bugia. Tutti i tuoi colpi li sto conservando con cura. Serviranno a completare. Lo sai. Mi guardi smarrito. Senti nella notte l’odore della tua morte. Ti addormento.

Torno accanto a te alle prime luci dell’alba. Aspetto. Ti svegli piangendo anche oggi. Perchè non mi senti più accanto e ti pare di non sentire più nulla accanto a te nel buio della notte. Ti consolo e giuro che mai ti lascerei solo, amore mio. Un altro giorno.

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arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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