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Rigassificare la valle – fuori tempo

Premetto che sarà per sempre la mia battaglia mancata, quella in cui avrei dovuto essere e non sono stata, che non mi fa onore aver anteposto i miei problemi ai problemi della mia terra ma ci sono momenti per ognuno di noi in cui si può solo cercare di lottare per se stessi.

Siamo alle fasi finali, a sorpresa il sindaco Zambuto ha dichiarato che ricorrerà al Tar per evitare che il rigassificatore venga realizzato, atto coraggioso seppure arriva veramente in ritardo, lo avesse detto chiaramente e prima che era contrario magari sarebbe stato lui, nelle sue vesti ufficiali, rappresentante della cittadinanza, a diventare simbolo della lotta per la salvare la valle dei templi…
http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_19/Valle_dei_Templi_lite_sul_rigassificatore_ed7bb3ae-b608-11dd-9288-00144f02aabc.shtml

Da cui possiamo leggere insieme: “…dopodomani sbarcherà qui il direttore generale dell’Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura. Che forse incontrerà anche il professor Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei Beni culturali, che da sempre considera «indecoroso» il progetto. “

Qualcuno ha notizie? Magari l’interprete se non i mass media, qualcuno sarebbe così gentile da fornirmi anche una versione non ufficiale, qualche pettegolezzo, qualcosa che mi dia una indicazione sull’idea di sviluppo sostenibile del Presidente Unesco? (si è appena conclusa a Palermo la settimana Unesco sullo sviluppo sostenibile, sarebbe carino che il Presidente Unesco avesse deciso di dire della sua ferma opposizione alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle…) (ehm… perché immagino sia fermamente contrario… o no?)

qui risulta che c’è un progetto Unesco per rilanciare Agrigento,

UNESCO ED EXPEDIA PROMUOVONO AGRIGENTO E PANTALICA
Si sta definendo, fra Expedia e Unesco, un importante accordo per la valorizzazione turistica della Valle dei Templi di Agrigento e della necropoli di Pantalica. Si tratta di un progetto che potrebbe avere importanti ricadute economiche per i due siti siciliani. Expedia (operatore del gruppo Microsoft) e Unesco hanno infatti siglato una intesa per valorizzare attraverso il turismo sostenibile i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità. Una collaborazione che nasce dalla convinzione che i turisti “consapevoli” possono contribuire alla salvaguardia delle risorse naturalistiche, alla conservazione del patrimonio storico e alla riduzione della povertà attraverso un turismo sostenibile. (marzo 2008)

Quindi signori turisti consapevoli, mi raccomando, non sporcate la valle mentre le nostre amministrazioni ci piazzano accanto un bel rigassificatore con annesso metanodotto e traffico pesante.

A proposito: vi ho mai detto che le strade di congiunzione tra Porto Empedocle e l’entroterra attraversano il parco archeologico? Ve l’ho detto, ve l’ho detto… è una cosa che non preoccupa minimamente nessuno, nessun ingegnere, nessun urbanista, nessun paesaggita, nessuno nessuno perché noi ITALIANI tutti ragioniamo in un modo moooolto particolare: a comparti stagni. Stiamo parlando del rigassificatore di Porto Empedocle? Allora vediamo quanti metri è alto, se deturpa il panorama e, ma al limite, se “si vede” dalla Valle dei Templi. Il nuovo molo lo utilizziamo per incrementare il traffico turistico che si sa che tutti i turisti sognano di attraccare ad un molo commerciale, accanto ad un rigassificatore, prima di farsi un paio di foto accanto alle colonne greche… non parliamo della capacità effettiva del sistema viario di sopportare l’inevitabile incremento del traffico pesante… che tanto qualche solduzzo per raddoppiare poi ce lo faremo dare… e in cul* la valle!

 

da leggere:

http://go-willywonka.blogspot.com/2008/11/la-sicilia-come-metafora.html

http://busetta.blogspot.com/2008/11/giornalista-del-corriere-della-sera.html

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Il mio grazie ai Cittadini USA

Mia madre ha pianto di commozione, mio padre (mio padre!!!) ha pianto di commozione, non perché ha vinto un democratico, no, i miei genitori hanno pianto perché un “abbronzato” (vogliamo ancora sprecare parole su Silvio? Gliene dedico una: scusati) è diventato Presidente degli Stati Uniti d’America ed io mi sono sentita fiera di loro che sono anziani, che hanno saputo cogliere quello che Berlusconi ha voluto sminuire: un nero è Presidente degli Stati Uniti d’America e questo rende gli Statunitensi grandi, un popolo che merita il rispetto di tutti i popoli dell’intero pianeta.
Siamo in Italia, qui il razzismo è di casa e chi lo nega è un razzista oppure è uno che gira con le fette di salame sugli occhi.
Gli Statunitensi hanno cambiato il mondo eleggendo come loro Presidente Obama. Hanno reso possibile il possibile, non era impossibile, era possibile così com’è possibile in Italia che una donna diventi Presidente della Repubblica… nessun divieto, vero? E peccato che ci vorrà parecchio tempo ancora, per l’Italia, prima che il possibile accada.
Ricordo un altro giorno importante come quello dell’elezione di Obama: un muro veniva abbattuto, in moltissime case si piangeva e si capiva di essere testimoni di un avvenimento incredibile, ritenuto impossibile, per cui molti si erano battuti perdendo, venendo stesi, lasciati Ko al tappeto.
Così l’elezione di Obama, mia madre e mio padre sono stati dolcissimi, hanno avuto parole semplici, hanno gioito per tutti i popoli della terra, per un popolo che ha avuto il suo riscatto.
Non importa se sembra che metto enfasi in una cosa che le buone maniere richiedono di far passare sotto tono ma ha ragione Berlusconi a sottolineare il colore della pelle di Obama: è meticcio, sposato con una nera, foglio di un’antropologa sposata prima con un nero e poi con un asiatico, una che certo di quello che pensava l’America bianca e per bene se n’è fregata alla grande.
Accanto al suo nome seguirà sempre “primo Presidente nero degli Stati Uniti d’America” e per me e per milioni di persone questo significa che il mondo lo hanno già cambiato i cittadini degli Stati Uniti d’America.
Grazie.

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Obama

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Cicli storici

Va bene, che non sono simpatica tanto lo si sa… eheheh: la premessa dovrebbe anticiparvi che il post è antipatico.

Uno di quelli in cui dico la mia… sapete (qualcuno no che non lo sa: è il mio blog, dico la mia) MICA è una pubblicazione, un prodotto editoriale, un organo di informazione, un sito specialistico, strafigo, stracult… no: questo è un bblog, qui potete leggere di quante volte evacuo e come vanno le vicende della mia famiglia, tra una cosa e l’altra ANCHE le MIE personali riflessioni sui massimi sistemi, che essendo mie hanno una caratteristica imprescindibile: le condivido. Se non le condividete non tenetene conto, non posso che ringraziare per l’attenzione, ovvio, vi voglio bene lo stesso, grazie di esistere, ma che qui si dicano banalità MICA determina sconvolgimenti nella vita delle nazioni! Cambiate canale, basta poco perché mi pare un tantino stupido (ma giusto un tantino) perdere tempo a far discussioni su qualcosa che si considera banale o altro epitetto a piacere.

Tanto io lo so da tempo che ci sarà sempre qualcuno che non la pensa come me, MICA mi sconvolgo per questo, e non ho mai preteso che la si pensasse come me a tutti i costi (sono contro la pena di morte anche per i delitti più efferati)

OK?

Conclusa la premessa…

cicli storici.

Perché non mi stupisce ricevere una mail in cui mi si invita in una mostra in cui il mito e la semplicità sono i protagonisti?

Mito e semplicità, per gli appassionati rimanderei al decadentismo per ritrovare le origini moderne dell’affermarsi del mito e del mito della semplicità… per altro non so se ne siamo mai usciti dal decadentismo…

E quindi (NON sono un critico d’arte, tutto quello che scrivo è frutto di mie speculazioni fondate sui ricordi confusi di un paio di paginette lette alle medie)… dove sarebbe la novità?

Mi pareva mancasse, in effetti, il manifesto artistico del ritorno al mito e alla semplicità…

Le voglie totalitariste le abbiamo.

Il controllo dell’informazione pure.

La propaganda di regime ce l’ho.

L’opposizione che non si oppone anche.

La superiorità della razza ce l’abbiamo eccome se ce l’abbiamo.

Gli artisti che si dissociano dalle mostre di stato ben vengano… ma almeno sui temi un po’ di originalità no, eh?

No, l’ho letto, l’ho letto con attenzione e mi pare scritto tra la fine dell800 o tra le due guerre mondiali… e la frammentazione dell’individuo dove la mettiamo? NO, lo sapete, amo Pirandello, ci fosse un posticino anche per lui…

Anticonformisti e antimoderni…

Il guaio è che c’è ggente come me che invece non è né l’uno né l’altro, ignoranti MICA semplici, e insomma invece di anticonformisti e antimoderni avreste dovuto scrivere in linea con la tradizione artistica dell’ultimo secolo e classicamente moderni, quella modernità iniziata oltre un secolo fa. Detto ovviamente da una conformista moderna… deduco.

Individualismo. Evasione dalla realtà. Mioddio la poetica del fanciullinooooooo???? Mi stava antipatica già alle media la poetica del fanciullino, figurati se adesso mi metto a discutere con novelli Pascoli!

E perché io già sono ignorante e se voi poi ci mettete le mistificazioni… m’incazzo eccheccazzo!

Ecchevedi nellle campagne ci sono le zanzare selvagge, i serpenti, i topi, i cani, le carcasse di gatti schiacciati, il fetore delle stalle. Ai bbbordi delle strade ci sono gli aliti che puzzano di alcool alle 8 del mattino, quelli che puzzano perché non hanno una casa dove andare a lavarsi ed in ogni caso non hanno abiti per cambiarsi. Non metterli nel tuo quadro ché deturpano l’effetto naif.

Certo che magari studiarlo il ‘900 all’ultimo anno di scuole superiori… e se la storia non la studia mi pare difficile che possa insegnare qualcosa! 

Volete che vi presenti io? Vi presento: individui che cercano il loro posto al sole conformandosi allo stereotipo dell’artista in voga negli anni del fascismo: droghe per indimenticabili visioni private, mitizzazione di qualunque cosa sia mitizzabile: da Odisseo alla ggente che vive ai bbordi.

Individualismo, nessun interesse ai cambiamenti sociali, solo la “protesta” per non essere considerati i grandi artisti quali voi vi sentite. E chi cavolo lo dice che siete grandi artisti? i vostri amici grandi artisti (o almeno da voi riconosciuti tali).

non ho visto le opere e quindi potrebbe trattarsi di una pessima presentazione per una splendida mostra.

Oppure sono nervosa. Sì, carino, magari per farmi scandalizzare da una mostra però cercherò da qualche altra parte, senza offesa.

 

 

 

 

 

 

 

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Riflessioni mafiose

Mi sto facendo una cultura, com’era prevedibile.

La cosa ovvia sin dall’inizio è che il mio senso della legalità mi porta a filtrare diversamente la realtà, non è cosa da poco né un atteggiarsi, essere figlia di un “servo dello stato” ti fa essere dall’altra parte della barricata, hai il privilegio di avere un’educazione alla legalità in una terra in cui l’educazione è alla mafiosità.

Parole dure, dure parole; forse le cose sono diverse per le nuove generazioni così come erano diverse per quelle precedenti alla mia… quelle precedenti alla mia, sorrido: la mafia rurale che nessuno riesce a condannare, quella che non la chiameresti criminalità… a meno che non sei un giovane carabiniere venuto dal nord e si scontra con l’assenza della consapevolezza dello stato nella popolazione, che si scontra con l’antistato.

C’è che davvero ancora oggi è difficile parlare di mafia con chi vive in terre mafiose.

Una cosa su tutte: le cose davvero tremende non le fanno mai i mafiosi, sono sempre altri, altre mafie, altri clan, altri gruppi. Insomma la mafia ancora gode di rispetto, questa la sensazione.

Ma occorre fare scelte di campo e togliere le santificazioni, capire che sono al meglio retaggi del passato al peggio EDUCAZIONE. Lo scrivo maiuscolo, perché venga colto meglio, perché possa essere il punto di partenza di una riflessione sulla mafia.

La mafia educa. Questo il suo modo per radicarsi ed educa come un bravissimo pedagogo, fornendo esempi e impartendo lezioni, ma per farlo le si deve riconoscere autorità.

Questa la differenza. Per me e per molti altri la mafia è un’organizzazione criminale, nata come organizzazione criminale, che uccideva per imporre la propria autorità, che ha creato un antistato, che ha organizzato una società piramidale meritocratica su basi feudali e terriere. Meritocrazia data dall’asservaggio, dalle capacità di accettare e non recar danno alla struttura ai vertici. Leggi non scritte spesso in contrasto con le leggi scritte.

Una gestione del potere arrogante, una giustizia sommaria, la pena di morte come soluzione finale delle controversie.

No, non può avere nessun tipo di rispetto una struttura di questo tipo, ancor di più se si considera che veniva imposta con i non detto, con l’imposizione dei confini entro cui brucare.

Non conferire alcuna autorità educativa alla mafia, questo il primo passo, capire che essere uno schiavo ricco non toglie nulla alla propria condizione di schiavo.

Uno stato di legalità deve garantire ai propri cittadini la libera espressione della propria personalità, delle proprie capacità, educa al rispetto di regole valide per tutti, stabilite nei secoli, che tiene conto dei progressi di civiltà delle nazioni. Dei diritti fondamentali dell’individuo. Di ogni individuo, che ci piaccia o no. E sembrano parole banali, buone per comizi elettorali…

Dire che “in ogni caso oggi la mafia non è più quella di una volta” significa ancora conferirle dignità, ancora si riconosce una mafia buona, una mafia che non è mai esistita. La mafia nasce dalla prepotenza dei propretari terrieri, nasce dall’imposizione del dominio dei forti sui deboli attraverso l’uso di questa forza e l’abuso delle altrui debolezze, spesso solo generate dalla sfiga di nascere povero.

Discorsi lontani, noiosi, inutili? Mai come in questo momento è necessario ricominciare a farli, la mafia è entrata nella gestione del potere statale, è nelle sedi legislative, si è alleata con la massoneria, con la politica, con la finanza.

Si è alleata? Forse sarebbe più esatto dire che si è infiltrata e infiltrandosi ha cominciato a corrompere, a contaggiare con le sue logiche.

Ma ancora è possibile far la differenza tra chi è funzionale alla mafia è chi è mafioso: il mafioso è un criminale. E non importa se è diventato sindaco o segetario di partito, resta il fatto che è un criminale. Il politico che sistema le cose per conto del mafioso non è altro che un suo strumento, il politico che sistema le cose per i propri traffici criminali… è un criminale.

No, non è inutile ripeterle queste cose, forse ce le siamo dimenticate, qualcuno non le ha mai volute capire, altri non le capirebbero nemmeno se venisse mostrato loro il cadavere di una vittima della mafia. O le statistiche di emigrazione della propria terra.

 

 

 

 

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Walter come Cappuccetto Rosso?

Il capo dell’opposizione che non c’è s’è svegliato ed orrore invece della nonnina ha trovato le fauci del lupo!

Accidenti se vien voglia di picchiarlo! A Capuccetto Rosso, non al lupo, il lupo fa il suo dovere di lupo, lo sapevano tutti tranne Walter che a fidarsi dei lupi non ci si guadagna!

A bene, caro, adesso cosa stai lì ad urlare? Guarda che noi lo sappiamo da tempo che c’è il lupo, e da tempo ci stiamo organizzando per non farci sbranare. Una delle strategie per non farci sbranare era quella di non eleggere come pastore uno che non sa distinguere un lupo da un agnello. Ché è cosa che dà poca fiducia agli agnelli!

Vero, se il lupo è al suo posto di lupo è anche colpa mia che non ho scelto il pastorello Walter… ho capito, ma Walter non lo sceglierei come socio se dovessi avviare un’impresa, abbiamo idee gestionali diverse, io, ad esempio, in Afghanistan o in qualunque altro luogo, non ci voglio andare a fare la guerra.

Eri il male minore ma vivere di mali minori è poco dignitoso, questione di scelte di vita, di coerenza, di non voler iniziare a vivere mettendo le toppe ai danni delle altrui furbizie…

C’è che sempre e ancora e spero anche domani io vorrei vivere in un posto migliore di quello del meno peggio.

Adesso Walter sta alzando la vocina, s’è anche quasi incazzato, quasi, insomma fa l’offeso e non vuol più parlare con Berlusconi.

Non so se tra moglie e marito vi risulta che sia sano mettere il dito…

Fatto è che a me continua a sembrare una pagliacciata, mentre in Italia c’è chi sa di star rischiando la galera solo perché fa informazione, mentre in Italia (quella vera, non quella che vede Walter) c’è una gravissima crisi democratica, mentre in Italia ci sono cittadini che combattono battaglie di tutti da soli, drammaticamente da soli, mente in Italia c’è un’assalto ai diritti fondamentali… Walter dice che con Berlusconi non ci parla più.

Va bé, ne prenderà atto, immagino, il cavaliere, che, mentre eravate fuori dall’aula, si approvava la sua leggina del giorno…

Opposizione dura e senza paura eh?

Occhio a non respirare tutti insieme nei corridoi che potreste scaldare l’aria provocando un fastidioso aumento della temperatura!

Intanto la società civile, quella che non va più alle urne grossomodo insieme a quella che c’è andata ostruendosi chirurgicamente il naso, (e sì, persino qualcuno che preso da un’ondata di ottimismo aveva voluto vedere in Veltroni il novello Obama) si organizza come può, senza tentare di far movimento o costruire alternative politiche, ma lottando seriamente e quotidianamente, facendo esperienza di cosa significhi fare resistenza. Civile e non violenta.  

 E… vi presento il vignettista del momento, andate a visitarlo e capovolgetevi dalle risate!

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’sti magistrati del cazzo.

Lo trovate troppo forte come titolo? E perché? Non è questo quanto ci viene suggerito dall’informazione tutta, oggi?

’sti magistrati del cazzo che avevano i nomi a gennaio e li escono adesso facendo una retata… e perché oggi?

E la retata credete che l’abbiano fatta contro malfattori e malviventi? No, contro onesti amministratori, quelli che avrebbero dovuto risolvere il problema dei rifiuti… e quindi significa che non vogliono che si risolva ’sto problema.

Vi sembro impazzita? No, le ho sentite in tv queste splendide analisi, non con il linguaggio che sto usando io, ma è una traslazione fedele del senso.

Ovviamente a gennaio avrebbero detto che ’sti magistrati del cazzo volevano inquinare le elezioni. Che avrebbero dovuto aspettare magari fino… a maggio.

Siamo allo scontro tra potere giudiziario e potere esecutivo (ricordate la differenza?). Ed ovviamente se la classe politica che abbiamo è ancora quella della “casta” non è che mi appaia veramente strano che si sia arrivati a questo scontro…

Vivere momenti storici di questo tipo è persino esaltante se non fosse così amaro… scoprire come i giornalisti manipolino l’informazione, come la maggioranza della popolazione non abbia gli strumenti per filtrare le notizie, come l’arroganza diventi manifesta, come si indignano quando viene toccato il privilegio di delinquere e restare impuniti.

Qualche tempo fa mi chiedevo se per caso non fossimo in uno stato mafioso.

Certo pure io perdere tempo con domande così idiote….

Quello che non credo sappiate, voi ricco popolo del nord, è che se il nostro è uno stato mafioso presto la vostra vita cambiarà, non ve ne accorgerete nemmeno, non è “come sempre”, non è la storia d’Italia. La mafia non ha mai conquistato il cuore del potere politico nemmeno nei momenti più neri della nostra storia.

… e ’sti cazzo di magistrati che ancora tentano di salvare lo Stato!

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La Valle dei Templi e della vergogna.

“La Valle dei Templi è inserita in uno scenario… “

“La Valle dei Templi è la testimonianza di un passato… “

La Valle dei Templi.

Mi vergogno. Ci sono state altre volte in cui mi sono vergognata di essere siciliana, ma ho sempre reagito con fierezza, come parte innocente ed incolpevole, come vittima. Questa volta mi è più difficile e mi vergogno. Non sto trattando l’argomento con il dovuto distacco, non riesco a mettere giù la vergogna degli inciuci, delle parentele politiche, dello scenario in cui adesso è inserita la Valle dei Templi.

I miei concittadini al meglio credono che anche questo progetto, il rigassificatore accanto alla valle, fallirà, ma credono e lo urlerebbero in coro che meglio questo tipo di sviluppo che niente.

Il sindaco di Porto Empedocle gran sostenitore del progetto? Impiegato Enel.

La mia è una città mafiosa. Il mio è un territorio mafioso. Ci sono cresciuta. Figlia di sbirro, selezionare le compagnie, meglio i morti di fame mi ripeteva mio padre, poveri se onesti in Sicilia.

La mia è una città in cui la mafia controlla ogni cosa e chi non la vede è perchè ha gli occhi chiusi.

La mafia dell’acqua. La mafia dei traffici internazionali di droga. Interi paesi trasformati in piazza per lo smercio della droga. La mafia dell’agricoltura. La mafia dell’edilizia. La mafia dei fondi europei. Il pizzo. Le tangenti. I morti ammazzati. I latitanti. La mafia a cui i politici sono soggetti, mai avuto l’impressione che la politica controllasse in alcuna misura la mafia, da noi la mafia controlla la politica come nei migliori film di mafia. Il reclutamento massiccio di voti attraverso la costituzione di centinaia di cooperative, mi ci sono iscritta anch’io, non so chi fossero i referenti, si andava a gruppi di centinaia, ore di fila per sperare che davvero arrivasse il finanziamento e potessi ottenere un lavoretto, un qualunque lavoretto.

Molti miei concittadini mi direbbero che non è vero e diffamo una provincia. Molti si vergognerebbero di me, per le mie parole, per le mie accuse, io mi vergogno di loro e siamo pari.

Il rigassificatore è cosa di Cuffaro. Condannato in primo grado per favoreggiamento semplice in un processo di mafia. Non significa che il rigassificatore è cosa di mafia. No. Dalle nostre parti è così facile trovarsi gomito a gomito con un mafioso… e non è una battuta, triste ma non è una battuta, ci sono quelli che lo sai, ci sono quelli che forse e ci sono quelli che non lo avresti mai sospettato.

Nella mia terra ancora si differenzia tra “paciere” e mafioso. Il paciere è l’uomo che ha influenza e a cui ci si rivolge per dirimare le controversie, è alternativo ad un giudice di pace. Non si chiamano più uomini d’onore perchè uomo d’onore è il mafioso, il “paciere” è un uomo di cui si rispetta il verdetto. Nessuno saprebbe dire perché, è così, poi ogni tanto qualche “paciere” finisce sui giornali come boss mafioso e no, la popolazione non crede che non fosse altro che un “paciere”.

Nella mia terra.

Non sono tutti mafiosi i cittadini della mia città. Sono onesti cittadini che si muovono come su un campo minato, ma ci viviamo da sempre e sappiamo come muoverci. Sappiamo che i diritti sono cose scritte sulle carte. Ma il furto di diritti è stato totale e quel che conosciamo meglio sono le concessioni di favori.

La Valle dei Templi è il riscatto per molti agrigentini. E’ quello che non ci hanno tolto, come le spiagge, come il sole, è l’unico vanto, l’unica cosa di cui andiamo fieri e ci inalberiamo perché sappiamo che l’abbiamo protetta, perchè non è al centro della città, perché è lì, tra noi e il mare. E ci consola. Ci ricorda chi siamo, l’amore per la bellezza, per la cultura, per il passato. La grandiosità di cui godremmo se non fossimo schiavi di ombre. Quasi una promessa, qualcosa a cui tornare, la testimonianza che un tempo c’è stato e potrebbe di nuovo esserci.

Mi vergogno. Penso che stiamo rubando alle generazioni future la bellezza. La speranza. La consolazione. E mi vergogno.

 

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Parola di Vito A. Campanella

Dobbiamo arrenderci all’evidenza, lo avessi letto prima non avrei fatto tutto ’sto cancan, ma meglio tardi che mai: Porto Empedocle è il miglior sito AL MONDO dove costruire un rigassificatore. Parola di Vito Aurelio Campanella.

 

La Sicilia

Rigassifcatore: Sondaggi ok»
Porto Empedocle. Secondo Nuove Energie il sito si conferma ideale
Porto EMPEDOCLE. Promossa a pieni voti. E’ la zona sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie ha proposto nei mesi scorsi e che è in attesa di ottenere le necessarie autorizzazioni. Si tratta del riempimento a mare a circa 2 chilometri dal centro abitato che una ditta di Favara ha scandagliato, trivellato e sondato nei mesi scorsi, fino ad alcuni giorni fa. A stilare la pagella è l’ingegnere Vito Aurelio Campanella, papà del progetto dell’impianto sul quale si continuano a registrare pareri abbastanza variegati sulla reale fattibilità dell’opera. «Sapevamo che il sito era il migliore che potessimo individuare a livello non solo nazionale, ma mondiale. Qui ci sono argille durissime che offrono una straordinaria area di ubicazione per i recipienti interrati che andremmo a realizzare. Siamo anzi convinti di avere ottenuto ulteriori elementi confortanti sulla consistenza ideale dei sito. Nelle prossime settimane – sottolinea Campanella – illustreremo i risultati di questa campagna di sondaggi all’opinione pubblica, per far capire la cura con la quale stiamo lavorando. Abbiamo già incontrato in maniera informale l’amministrazione comunale appena insediata e siamo in attesa che a Roma riprenda l’attività di valutazione dei nostro progetto, giunto già a un ottimo livello».
F.D.M. 

da provinciadiagrigento.it (agosto 2006) al link: http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1406

Ora mi informerò con attenzione perché a me che si costruisca un rigassificatore sull’argilla non è che mi faccia fare i salti di gioia come a Campanella, nelle nostre parti non ci costruisci una casetta sull’argilla, (le mie parti sono le stesse del rigassificatore, poi) perché ti scivola via una casetta costruita sull’argilla… No, ma m’informo eh? Ed eventualmente cominciamo a costruire su argille da oggi in poi. Se ci fanno su i rigassificatori…

 altri post su Vito Aurelio Campanella:

http://tasti.wordpress.com/2008/05/20/nuove-energie-srl-chi-lha-vista/

http://tasti.wordpress.com/2008/05/12/non-rigassifichiamo-la-valle-3/

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Vulpio, Travaglio e i rigassificatori

copertina del libro di carlo vulpioRicevo una mail da Gaetano Graziano, componente del Comitato no rigassificatore, che mi segnala l’uscita del libro di Carlo Vulpio 

“Roba nostra:storie di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare”- Edizioni Il Saggiatore-.

Bene, eccovi il testo della mail

“Carlo Vulpio è l’inviato del “Corriere della Sera” che per primo si occupò dell’affaire rigassificatore di Porto Empedocle, dalle pagine del Corriere il 26 marzo dello scorso anno, con una coraggiosa inchiesta dal titolo “Scontro sul rigassificatore vicino alla Valle dei Templi”.

Vulpio appartiene a quei pochi giornalisti italiani di razza che possono a buon diritto definirsi “dalla schiena dritta”; non a caso la prefazione del libro è stata curata da Marco Travaglio che, nel concluderla, avverte “nessuno, grazie a questo libro, potrà più dire di non aver saputo”.
Vulpio denuncia, senza peli sulla lingua, gli intrighi, le connessioni tra politica (di destra e di sinistra), sindacati, magistratura e malaffare che hanno attraversato gli anni della cosiddetta seconda repubblica. Mi piace riportare l’incipit del primo risvolto di copertina del libro: “Bisogna far sistema. Questa ricetta con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano trova da noi un’applicazione tipicamente all’italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche”.
E al saccheggio (fino ad oggi tentativo di saccheggio) della Valle dei Templi di Agrigento Vulpio ha dedicato un intero paragrafo dall’eloquente titolo “Gas nella Valle dei Templi di Agrigento”, inserito nel capitolo più vasto dal titolo altrettanto eloquente “Le mani sul patrimonio dell’umanità”.
Senza timori riverenziali per nessuno Vulpio ci spiega, attraverso un excursus di10 pagine, l’intrigo di politici, sindacalisti, funzionari infedeli, faccendieri, ecologisti pentiti (dagli accorati appelli alle repentine ritrattazioni “illuminati” sulla via del rigassificatore) che hanno potuto ideare, progettare e, a vario titolo, sostenere e avallare ciò, che se realizzato, potrà a buon diritto essere considerato un crimine contro il patrimonio culturale universale.
Non vi anticipo altro: correte in libreria a comprare il libro di Carlo Vulpio.
Gaetano Gaziano”

Mille grazie,

corro.

 

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arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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