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Vulpio, Travaglio e i rigassificatori

copertina del libro di carlo vulpioRicevo una mail da Gaetano Graziano, componente del Comitato no rigassificatore, che mi segnala l’uscita del libro di Carlo Vulpio 

“Roba nostra:storie di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare”- Edizioni Il Saggiatore-.

Bene, eccovi il testo della mail

“Carlo Vulpio è l’inviato del “Corriere della Sera” che per primo si occupò dell’affaire rigassificatore di Porto Empedocle, dalle pagine del Corriere il 26 marzo dello scorso anno, con una coraggiosa inchiesta dal titolo “Scontro sul rigassificatore vicino alla Valle dei Templi”.

Vulpio appartiene a quei pochi giornalisti italiani di razza che possono a buon diritto definirsi “dalla schiena dritta”; non a caso la prefazione del libro è stata curata da Marco Travaglio che, nel concluderla, avverte “nessuno, grazie a questo libro, potrà più dire di non aver saputo”.
Vulpio denuncia, senza peli sulla lingua, gli intrighi, le connessioni tra politica (di destra e di sinistra), sindacati, magistratura e malaffare che hanno attraversato gli anni della cosiddetta seconda repubblica. Mi piace riportare l’incipit del primo risvolto di copertina del libro: “Bisogna far sistema. Questa ricetta con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano trova da noi un’applicazione tipicamente all’italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche”.
E al saccheggio (fino ad oggi tentativo di saccheggio) della Valle dei Templi di Agrigento Vulpio ha dedicato un intero paragrafo dall’eloquente titolo “Gas nella Valle dei Templi di Agrigento”, inserito nel capitolo più vasto dal titolo altrettanto eloquente “Le mani sul patrimonio dell’umanità”.
Senza timori riverenziali per nessuno Vulpio ci spiega, attraverso un excursus di10 pagine, l’intrigo di politici, sindacalisti, funzionari infedeli, faccendieri, ecologisti pentiti (dagli accorati appelli alle repentine ritrattazioni “illuminati” sulla via del rigassificatore) che hanno potuto ideare, progettare e, a vario titolo, sostenere e avallare ciò, che se realizzato, potrà a buon diritto essere considerato un crimine contro il patrimonio culturale universale.
Non vi anticipo altro: correte in libreria a comprare il libro di Carlo Vulpio.
Gaetano Gaziano”

Mille grazie,

corro.

 

Archiviato in:Agrigento, Arte, Bellezza, Diritti, Futuro, Incazzamenti, Iniziative, Mafia, Presente, Pubblicità, Romanzi, Scrittori, Sicilia, Siti amici, Varie ed eventuali, Vi presento..., diario, politica , , , , , , , , , , , , ,

Rosa Balistreri. Rosa corre ancora.

“lei era una persona anticonformista, non mandava giù le persone che cercano di sfruttare le occasioni, era genuina, sincera, altruista, ma quando perdeva le staffe non guardava in faccia nessuno, e perdeva anche lavoro quando trovava persone che non gli piacevano.”

Luca Torregrossa descrive così Rosa nei commenti al post Folk Siciliano: Rosa Balistreri, ed è la descrizione esatta delle donne della mia terra, di parte di esse, di quelle che non chinano la testa e sono pronte a graffiare non come gatte, sono tigri. Luca è parte della storia di Rosa, storia nella storia, come un quadro con prospettive che si intrecciano: la storia della Sicilia, la storia d’Italia, la storia della musica, la storia dell’impegno politico, la storia di una donna, la storia di un uomo, l’intimità di un rapporto filiale.

C’è un quadro nella home page del sito aperto da Luca, http://www.balistrerirosa.it/, è stato fatto da chi Rosa l’ha accompagnata per un tratto di vita, Manfredi, guardatelo con attenzione e avrete chiara l’idea della donna che intendo, una donna che ha fragilità ma che deve proteggersi da sé, uno sguardo attento, non sognante, uno sguardo che punge, che vede dentro e dietro e non puoi sfuggire, non lo inganni uno sguardo così.

Rosa tutto questo lo ha riversato nei suoi testi, nulla di verghiano, nessun vinto, la forza di non conformarsi e se non hai nulla, se perdi tutto per non scendere a compromessi…sei comunque tu il vincitore. Quando si parla di Rosa non si parla solo di musica, la musica per lei era mezzo, non fine, imparò a suonare la chitarra su suggerimento di Ignazio Buttitta, poeta… poeta? Bè, Ignazio Buttitta è un’altro post, è un’altro pezzo della storia della Sicilia, della storia d’Italia, dell’antifascismo, delle lotte contadine…

Non è quindi per cambiare discorso che oggi dedico il mio post a Rosa, è per dire, per dire come lo avrebbe detto lei, per far mia la sua rabbia, la sua grinta, la sua capacità di guardare dietro e dentro.

Stasira vaju e curru cu lu ventu
a grapiri li porti di la storia.
Stasira vogliu dari p’un mumentu
la vita a lu passatu i a la memoria.
Stasira cu la vampa di l’amuri
scavu na fossa, na fossa a lu duluri.
C’è chiù duluri, c’è chiù turmentu
ca gioia e amuri pi l’umanità
Nun è lu chiantu ca cancia lu distinu,
nun è lu scantu ca ferma lu caminu,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Nuddu binidicì lu me caminu,
mancu la manu nica d’un parrinu
e vaju ancora comu va lu ventu
cercari paci sulu p’un mumentu.
Vogliu spaccari…spaccari li cieli
pì fari chioviri…chioviri amuri.
C’è cu t’inganna, c’è cu cumanna
e cu ‘n silenziu mutu si nni sta.
È lu putiri ca nforza li putenti,
è lu silenziu ca ammazza li ‘nnuccenti,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Vinni a stu munnu quannu lu “Voscienza”
si schifiava pi li strati strati.
Tempi d’abbusi, di fami e di guerra
criscivu mmenzu di li malannati.
Lacrimi muti ni chiancivi e quanti,
la me nnuccenza si la sparteru ‘n tanti.
La mala genti, li priputenti,
tanti su tanti nni sta sucità.
Nun è l’amuri ca crisci ad ogni banna,
ma lu favuri ca sparti cu cumanna,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri… lu cuntu.
(Rosa Balistreri)

Traduzione

Stasera vado e corro insieme al vento
ad aprire le porte della storia.
Stasera, per un momento,
voglio ridare vita al passato e alla memoria.
Stasera, con la vampa dell’amore,
scavo una fossa al dolore.
C’è più dolore, c’è più tormento
che gioia e amore per l’umanità.
Non è il pianto che cambia il destino,
non è la paura che arresta il cammino,
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Nessuno ha benedetto il mio cammino
neanche la piccola mano di un prete
e vado ancora come va il vento
a cercare pace solo per un momento,
voglio spaccare… spaccare i cieli
per far piovere, piovere amore.
C’è chi ti inganna, c’è chi comanda
e chi in silenzio, zitto se ne sta.
È il potere che rafforza i potenti
è il silenzio che ammazza gli innocenti
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Sono venuta al mondo quando il “Vossignoria”
si profferiva ad ogni angolo di strada.
Tempi di abusi, di fame e di guerra,
sono cresciuta in mezzo ai malandati.
Lacrime mute ne ho piante, e quante,
la mia innocenza se la sono divisa in tanti
La cattiva gente, i prepotenti,
sono tanti e tanti in questa società.
Non è l’amore che cresce ad ogni angolo
ma il favore che elargisce chi comanda
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

(testo e traduzione dal blog sulle spalle dei giganti)

dai ‘rRO potete ascoltare questo ed altri brani di Rosa interpretati dal gruppo agribolognese…

Ciao Luca e grazie, spero il tuo sito continui ad arricchirsi di ricordi della tua mamma, della sua musica e delle sue grandi lezioni di vita.

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L’altra America

I sogni di mio padre di Barack Obama… e dopo averlo letto d’un fiato cambia se non tutto…. tanto.

il volto di Obama, una foto di una donna nera con un bimbo in braccio e la foto di un uomo bianco in divisa con in braccio una bambina.

Per le prime pagine continui a ricordare che si tratta del candidato alla Casa Bianca e si delinea l’uomo che verrebbe eletto.

Poi lo dimentichi, poi è una storia, un romanzo, una vita ben raccontata e ben scritta… ci verrebbe fuori un gran film, nessun dubbio.

Non è il ghetto americano, è il ghetto del mondo quello descritto, i ghetti di ogni latitudine e il più brutto di tutti: quello dell’autoghettizzazione. Quello del disagio. Quello di non appartenere a niente, di non aver nulla che ti rappresenti fino in fondo, quello di essere andato oltre alla storia mentre molti non la vedono nemmeno la storia.

E’ un uomo contaminato Barack Obama e quindi pericoloso, è stato esposto a culture profondamente diverse tra loro, non te li scrolli certi momenti di vita vissuta, sei quei momenti, sei il prodotto radioattivo di mille bombardamenti che hanno lasciato ferite e morti sul campo.

Pericoloso, Barack, con la sua religiosità, con i suoi sogni visionari di un mondo e un individuo frammentato ma non sconfitto, che fa di ogni frammento una ricchezza. Il libro, la trama…. il consiglio è di leggerlo, ha tanti, tanti spunti, racconti nei racconti, momenti nei momenti. Non è un libro distante, soprattutto non è un libro distante da nessuno, con lo smarrimento di identità trapiantate, di famiglie allargate, di usi e costumi che devono fondersi in un nuovo individuo. La ricerca. La ricerca di sé e degli altri.

E l’Africa. I miti, gli archetipi, tutto si sgretola per rivivere nel presente, per essere guardato per quello che è e riappropriarsene.

Che Barack Obama sia candidato alla Casa Bianca… cambia. Vuol dire che si può arrivare sin lì nonostante l’idea sia quella di dare una gran spallata al sistema statunitense. Non è immune da scivoloni e critiche anche fondate, ma se può dare una svolta alla politica estera degli States… mi sa che vado in America.

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Assolo. Giorgio Sannino

Ultimo libro letto: Assolo.

Questo post potrebbe iniziare così: mai sottovalutare.

Letto perchè l’autore è un blogger, altrimenti non so per quali altre strade sarebbe mai giunto sul mio comodino.

Sottovalutare. Anche a causa del “conoscere” l’autore che alle volte scrive da lasciar senza fiato e alle volte è un cazz*ne (scusa, è vero e lo sai)….. alle volte no (incartata, passate oltre)

Ma poichè alle volte… ho ordinato il libro.

Sottovalutare. Dubbio dell’autobiografico. Adolescenziale introspettivo, va di moda, non è il genere che preferisco. Ben scritto, non dico di no mentre lo leggo, punte di bellezza che conosco e riconosco, ritrovo lo stile, la lentezza mai lenta, l’incoerenza tra l’affermazione e l’azione. I dubbi volutamente inseriti per darti la senzazione di poter capire il malcelato.

Sottovalutare sino a quella splendida pagina, ancora sottovalutare nonostante la stiva, i corpi, il corpo, il fiato.

Sino al corsivo.

In quel corsivo finale vieni smascherato, prosa elementare, frasi e presentazione non della soluzione, non del colpo di scena, coro finale che ti dice che sei un’idiota e devi rileggerti da capo il libro.

E cercare la pagina in cui si prende definitivamente per il culo il lettore, dicendoti che non sa indagare, lui, mentre ti sta accompagnando dentro, non rappresentazione tragica, non moderno per caso, per mano in un percorso senza drammatizzazioni superflue, senza scatti, senza palcoscenico.

Molto di più ma…. ho il mio ego di lettrice da andar a medicare.

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Ho letto un libro

No, non è che l’evento sia raro.

E’ che stavolta ho letto un libro….

in realtà l’ho letto circa un mese fa.

Speravo di averlo metabolizzato ed invece no, ancora mi irrita.

Dal vulcano al caos. Diario siciliano, La Héronnière Edith de. Scrittrice e filosofa.

Il fatto è che non indica le fonti.

A me questa cosa fa generalmente incaz**re abbondantemente.

E in questo caso anche di più.

Perchè in questo diario siciliano si dicono cose che non sapevo della Sicilia.

O le sapevo diverse.

Per dirla tutta si dicono cose che a me paiono errate.

Quindi, avesse indicato le fonti avrei potuto verificarle.

Poi ci son cose che invece sono errate.

Piccoli dettagli, nulla di grave, ad esempio che la Sicilia era unita al continente…

Mi piacerebbe lanciare un concorso a premi per scoprire tutti gli errori che sono contenuti in questo libro.

Ma l’autrice non è una sconosciuta autrice.

Ed il libro è stato letto e riletto e insomma se tutti questi errori fossero veri errori se ne sarebbero già accorti in tanti.

Però è che a me resta questa sensazione, che ci siano errori mica da poco.

Un esempio?

Camico.

Qualcuno sa nulla di Camico?

In due righe si tratta di una città mitologica della Sicania, costruita da Dedalo per il tesoro di re Kokalos,  presso cui si sarebbe rifuggiato  dopo esser fuggito da Creta, e alla cui corte avrebbe trovato la morte Minosse.

Camico viene contesa da Caltabellotta, S.Angelo Muxaro, Naro (io personalmente l’avrei individuata a Camastra).

Non è una cosa da niente scrivere su un libro che Camico sarebbe sotto Agrigento, che per labirintica è labirintica, ma è un’altra storia quella degli ipogei agrigentini, non è la storia di Camico, non credo ci sia mai stato nessuno che abbia anche solo preso in considerazione l’ipotesi che gli ipogei di Agrigento potessero essere la mitica Camico. Non collegano la città al mare, per altro, si fermano alla valle, collegano la città alla valle e alla periferia. Non al mare. Soprattutto non è Camico e se lo fosse io dovrei proprio andarci, esplorarla, studiarla, carezzarne le pareti perche caz**o sarei a Camico!

Quindi sono pronta a credere che si tratti di Camico…. posso sapere qual è la fonte? Vorrei studiarla.

Non riesco a scrivere di questo libro, sto cercando ancora di calmarmi e quindi farò uno studio sistematico di tutti gli errori che ho incontrato alla prima lettura e seconda lettura (necessaria: speravo di aver sbagliato).

E’ trascorso un mese e non mi sono ancora calmata.

“S.Calogero era patrono di Agrigento”

.

Scusi, che gli è successo per essere stato sostituito da S.Gerlando che è patrono di Agrigento?
Solo questo?
No, questo per non togliere il gusto a chi vuole partecipare al concorso a premi “scopri l’errore”.
Per il resto il libro è una splendida panoramica di credo tutti i letterati che hanno amato la Sicilia, nel senso che non ne è sfuggito nessuno, quindi propongo venga introdotto nella scuola dell’obbligo come bignami della produzione letteraria sulla Sicilia.

La Sicilia c’è, tra una citazione e l’altra c’è anche la Sicilia. Se non ci fosse quella sensazione di dover andare a chiedere le fonti per verificare sarebbe stata una gradevole lettura.
Forse.

Perchè contiene la più brutta presentazione della Sicilia che abbia mai letto.

“La sicilia dov’e'? Paesaggi non ce ne sono. Monumenti? Crollano. Da ogni parte, i puntelli, i contrafforti, le travi e gli archi di spinta conducono la danza. Senza sostegni e senza stampelle tutto si schianterebbe. Nobili pietre, muri ocra ed ecru’ erosi dalla salsedine e dallo scirocco, campanili corrosi, facciate sbocconcellate dai venti e dai terremoti, tutte le costruzioni vanno in rovina. Il sottosuolo assorbe e seppellisce, talvolta di colpo, talvolta molto lentamente nei rituali di un’antica chiesa. La Sicilia somiglia a una vecchia che precipiti a scatti verso la morte. Dicono che la mafia vi mantenga la rovina per regnare meglio. Il suo campo d’azione e’ la cloaca. Fango e marciume formano il fondale di un teatro architettonico e umano unico in Europa. I gioielli bisogna cercarli. Nulla viene dato immediatamente. Il viaggiatore vi ha bisogno di coraggio. La Sicilia e’ negli sguardi.


(Edith de la Héronnière, Dal vulcano al caos – diario siciliano)

Pesaggi non ce ne sono??!!

Nulla viene dato immediatamente??!!

I gioielli bisogna cercarli??!!

Ma, Edith, scusi, ma…. ma Lei in Sicilia c’è stata davvero?

Archiviato in:Agrigento, Romanzi, Scrittori

Un pò di sesso

Quando la guerra infuria meglio dedicare il pensiero alla vita.

Oggi manifestazione a Padova delle lucciole, le professioniste del sesso, pare non ci saranno i professionisti del sesso (l’uomo puttano ancora è un tabù),  mentre l’animazione sarà garantita dai trans.

Sulla prostituzione… io  per anni son stata combattente…. il corpo oggetto di compravendita non poteva essere il mio tema…. dignità…. rispetto…. consumismo…. etc etc etc. Vi risparmio.

Oggi non lo so. Da un lato c’è anche la stanchezza di essere sempre quella che non vede il lato divertente delle cose; dall’altro c’è che forse un pò di sesso a pagamento  in questo periodo…fa bene. Considerato che non se ne fa più moltissimo di quello gratis.

“Oggi come oggi sono rarissime le donne in grado di dare piacere e disposte a darne. Ormai sedurre e far sesso con una donna che non si conosce è quasi esclusivamente fonte di problemi e frustrazioni. Se si pensa al livello di conversazione che bisogna subire per portarsi a letto una ragazza, se si pensa che nella maggior parte dei casi la suddetta ragazza si rivelerà una pessima amante, decisa a spaccarti i coglioni coi suoi problemi e ad attaccarti bottoni infiniti sui suoi ex amichetti -facendoti capire, per inciso, che non sei proprio all’altezza – e che ti toccherà per forza passare con lei quantomeno il resto della notte… bè, credo che a quel punto non ci sia molto da stupirsi se tanti uomini preferiscono togliersi il pensiero sganciando una piccola somma.

Appena hanno un minimo di età e di esperienza, gli uomini preferiscono evitare l’amore; trovano molto più semplice andare a puttane [...]

Quello che succederà, probabilmente, è che le donne diventeranno sempre più simili agli uomini; per il momento, comunque, hanno ancora la fissa della seduzione; invece agli uomini non gliene frega niente di sedurre, vogliono soprattutto scopare. La seduzione è importante solo per i maschi privi di una vita professionale eccitante o di altre forma di interesse.”

Michel Houellebecq “Piattaforma” 2001
…e dopo ricordatevi di diffondere l’appello per il parlamento europeo (2 post più sotto)….

Archiviato in:Amore, Esistenzialmente, Romanzi, Scrittori, diario

5 incipit….

…volevo far finta di nulla… ma   CapitanMongozo  e Erika  hanno gettato l’invito e… ecco i 5 libri che mi hanno accompagnata e a cui devo qualcosa. Appartenendo al meraviglioso popolo dei migranti non li ho con me e vi riporto quanto trovato in rete, credo fedelmente. Ve li presento in ordine di apparizione nella mia vita.

ImageLettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci.         

Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qua, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato.

 

nome rosaIl nome della rosa di Umberto Eco.

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l’unico immodificabile evento di cui si possa asserire l’incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell’errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell’attesa di perdermi nell’abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l’Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.

 

Image I mandarini di  Simone de Beauvoir.

“Henri gettò un ultimo sguardo al cielo : un cristallo nero.
Mille aerei a saccheggiare questo silenzio, erano difficili a immaginarsi; ma le parole continuavano a urtarsi nella sua testa con un rumore allegro: offensiva arrestata, disfatta tedesca, presto me ne potrò andare.
Voltò l’angolo del lungofiume.”

 

ImageLa compagnia dei celestini  di   Stefano Benni

“E’ stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati.” Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perchè componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche.

 

silmarillionSilmarillion di Jhon Ronald Rouel Tolkien.

Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; che ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilúvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.
E accadde che Ilúvatar convocò tutti gli Ainur ed espose loro un possente tema, svelando cose più grandi e più magnifiche di quante ne avesse fino a quel momento rivelate; e la gloria dell’inizio e lo splendore della conclusione lasciarono stupiti gli Ainur, sì che si inchinarono davanti a Ilúvatare stettero in silenzio

E passo l’invito a Mononoke, a Mariottola, che mi ameranno per ciò…, alle due simpatiche nippo di questo piccolo grande banzai, con cui oggi inizio le mie lezioni di giapponese, un nuovo amico 404db e Demone ….

2 NOTE:

Credo che l’incipit più bello sia però quello di Novecento di Alessandro Baricco;

Notato che sono riuscita a mettere il testo in linea con l’immagine?… eheheh…

Archiviato in:Romanzi, Scrittori

Aggravamento

rosa balistreri

 Ultimo libro letto: le uova del drago.  Sicilia anni ‘43-’44, storia di spie e piani nazi-apocalittici… racapricciante particolare è che la storia è vera. Scritta da Pietrangelo Buttafuoco racconta di tale Eughenia Lenbach, giovane spia nazista da new York paracadutata nell’isola per direttissimo ordine di Hitler in persona essendo, la bella Eughenia, la migliore tra le spie. Viene posta  a capo di 12 nazimilitari arabi che trovarono riparo come frati cappuccini…. per covare la rinascita del nazismo. Non credo sia solo per gli storici questo libro scritto con una delicata commistione di dialetto e italiano; bella l’idea di dare i nomi dei paladini del teatro dei pupi ai personaggi (c’è un Orlando che più vittima non si può e la sua bella Angelica); ci sono gli americani alleati alla mafia e Lucky Luciano. C’è la sicilia e un giovanissimo Franco Franchi che imita il fuhrer… Mi ha subito rimandato alla possibilità di vederne un giorno la traduzione cinematografica. Il ritmo è serrato, fluido, lo consiglio a chi ama il genere spy-story e soprattutto a chi ama le finestre sulla storia.

Fuorviante o politicamente scorretto? no, e non mi pare racconti l’altra faccia della resistenza, quella dei vinti, quanto e piuttosto …l’ultimo botto di  hitleriana follia da un lato e qualche pesante schifezzuola di cui si sa, non si sa, comunque non si direbbe se si sapesse, dall’altro. Abbastanza equo dopotutto per essere stato scritto da Pietrangeo Buttafuoco, dichiaratamente filofascista (e di più). Ma in fondo certe storie chi altri dovrebbe raccontarle?

Ultimo film visto: I cento passi, storia vera di Peppino Impastato, (ricordo che risale solo al 7 aprile scorso lo sdradicamento dell’albero a lui intitolato a Termini Imerese con scritta “viva la mafia”… ) vi risparmio la sintesi che immagino tutti conosciate. Solo una considerazione: è un pò strano vederlo con due bellunesi ed una milanese e poi discuterne quasi sentendosi testimone… anzi, volendo essere testimone che quella realtà è ancora – e porca miseria persino di più – radicata nella nostra svenduta isola. E scusate ma per chi nega che in Sicilia ci sia la mafia ci sono solo due opzioni: un’indagine seria sulle sue frequentazioni o un’indagine seria sulle sue capacità mentali.

Ultima canzone cercata su internet “li birritti e li cappidda” di Ciccio Busacca. Che immagino non troverò mai.

.Però….. credo che la mia nostalgia di casa stia diventando patologica………  :-(

Archiviato in:Romanzi, Scrittori, Sicilia

Premio Galassia

nano nano

Non tutti lo apprezzano e di certo in molti nemmeno la accostano perchè la fantascienza continua ad essere letteratura di serie B nonostante i nomi e le espressioni che ha raggiunto. Tant’è.

In ogni caso, per gli amanti, è aperto il premio letterario Galassia della città di Piacenza, partecipazione libera e tema classico “civiltà e culture aliene”, in 20 cartelle. 

Trovate i dettagli  http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/9310/ sul Corriere della Fantascienza

il comitato è presieduto da Vittorio Curtoni, scrittore e diffusore della fantascienza in Italia, con traduzioni, riviste, racconti.

Scadenza: 31 agosto 2007

Ai primi tre classificati verranno assegnati in premio…. salumi e formaggi… non è uno scherzo! Mentre il vincitore assoluto vedrà il suo racconto pubblicato sulla rivista Robot

Nano-Nano, Mork.

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arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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