alle sette

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nientedimportante

Per avere un orgasmo occorre far sesso.

così, en passant, giusto perché ogni tanto mi viene da pestare i piedi a terra e urlare un paio di frasi tipo Mafalda dei tempi migliori..

insomma certe cose non le sopporto, va ben gigi d’alessio e la tatangelo, dopo il divorzio di albano e romina eravamo rimasti orfani di coppie simboli, i tempi cambiano ed oggi abbiamo chi meritiamo…. va ben, così è.

va ben i baci peruggina e tutti quelli che ne hanno tratto una filosofia di vita, va ben, il mondo è bello perché ci sei anche tu..

va ben i corsi di autostima, di valorizzazione, di autonomia, il linguaggio da “mi sento un prodotto vincente e se mi compri fai un affare”, va ben, tollero, un paio di chilometri tra noi e tollero anche che esisti…

ma smielare come un fuco in calore no, ti prego, ci deve pur essere un controllo elettronico del sentimentalpatetico, un vaccino, qualcosa che salvi tutti gli esseri che non sbrodolano davanti alle foto di gattini e non hanno un orgasmo sentendo la più banale delle rime baciate!

Uomini con un cuore ecco… io vi vorrei dire la verità: non ci fate impazzire, non restiamo trasognate a pensare che vi commuovete vedendo un cartone animato, era vero 20 anni fa, l’uomo era rude e puzzone e incontrarne uno sensibile era interessante… adesso mi commuoverei se incontrassi un uomo che non gioca con  la play station e che non compra tutti ma proprio tutti i libri ai primi tre posti della classifica delle vendite per oltre un mese (ma poi li leggiiiii????), ma soprattutto che non deve vedere l’ultimo film di …  altrimenti la sua vita perde di significato!

Ok, sono snob, i miei parameri non  sono quelli in auge, non sbavo per battisti-baglioni-antonacci, detesto le foto dei gattini, detesto gli uomini di 40 anni che se li leggi pensi ne abbiano 16 e che non siano sedicenni particolarmente interessanti e svegli, ma soprattutto detesto i preliminari ad oltranza e a distanza.

Le donne amano i preliminari, vi hanno detto ed era vero, sempre per la realtà storica: gli uomini erano rudi e puzzoni, mica facile che ti dessero piacere.

Adesso che ne dite di smetterla di preliminare e andare, giusto un poco, al sodo? Perché per avere un orgasmo occorre ancora fare del buon sesso, vorrei ve lo ricordaste tra un gattino e l’altro.

Archiviato in:diario, sesso

Single

Bè… qualcosa è cambiato, ne prendo atto: non sono più zitella, sono entrata nella categoria dei single, ovvero desidero avere qualcuno da amare, quasi un bisogno, un po’ meno di un bisogno, un… desiderio.

E’ che penso che potrei dividere qualche peso, un anno esatto di badilate sulle gengive qualche effetto lo doveva pure produrre! E prendermi qualche momento di leggerezza.

Non è esattamente equo lo scambio, dite? E va bé: sono in una fase egoistica, cedo pesi in cambio di risate. Lo so, se penso di starmene tra le braccia di qualcuno sbuffo, non sono geneticamente predisposta, ognuno ha i suoi limiti, l’idea più romantica che sono capace di elaborare è… aspettate, devo ancora elaborare un’idea romantica. A lume di candela perché? Problemi con le bollette? Combattere insieme contro i mali del mondo no, eh? Un film, vada per un film, è romantico vedere un film insieme, no? Scambiarsi un libro? Coccole? Coccoleeee?

Dio: un uomo che non voglia le coccole, ti prego.

Guardare il cielo estivo di notte (senza candeleeeee!) ecco, questa è romantica. Possiamo parlare di astronomia.

Il primo effetto di essermi trasformata in una single è che mi vedo brutta. Ah, bé. Io che mi vedo brutta non è normale, si potrebbe pensare male. Il secondo effetto è che guardo gli uomini come fossero quarti di manzo, ho elaborato un complesso sistema di unità di misura per valutarne peso, altezza e funzionalità.

Ho scoperto che sono implacabile e che l’aspetto fisico conta più di quanto abbia mai ammesso: gli strafigi sono immediatamente cassati, potrei appenderli sulla parete con un paio di puntine ma non me li vedo accanto. Che ci faccio io con uno strafigo? Una cosa normale con un paio di neuroni funzionanti è più che sufficiente, giusto per evitare di dover diventare scacciafighe a tempo pieno.

Va bene… vale anche nel senso opposto, ma insomma non è che si possa essere mentalmente sani e desiderare un brutto! Poi lo incontri e te ne innamori follemente, non dico no, ma non lo avevi immaginato così!

E cassati anche i concilianti, mi piace lo scontro e mi diverte l’ironia. Tra un uomo silenzioso ed un logorroico scelgo il logorroico, poi lo imbavaglio. Tra un cuor gentile e uno strafottente scelgo lo strafottente, poi lo insulto. Tra chi ha tre dico tre pensieri messi in croce e chi vive come fosse stato messo in croce non ci penso un secondo: viva la semplicità, poi ti presto qualche libro.

Così mi guardo attorno e ci sarebbe di che deprimersi se non fossi un’inguaribile ottimista. Ho sempre trattato la questione come se non mi riguardasse, adesso che mi riguarda vorrei dire agli uomini che stanno messi male, una smossa non sarebbe inutile, chiedetevi cosa volete voi e scegliete di conseguenza, mi pare che siate messi lì ad incarnare l’ideale di uomo del vostro ideale di donna!

E certo che poi non funziona: non potete restare in posa per sempre!

Tempi moderni? A me sembrano antichi come il cucco, nonostante sia stato chiarito che l’amore romantico esiste solo nelle opere e che per far funzionare un rapporto occorra intelligenza e volontà, tutti lì a cercare l’anima gemella che annulli ogni desiderio di fuga. Non lo annulla, anche se si ama follemente ci sarà sempre una parte che desidera altro e lontano, prenderne atto può limitarne gli effetti indesiderati.

Dichiaro aperta la stagione della caccia.

Archiviato in:Amore, Presente, Varie ed eventuali, diario, sesso ,

Un posto libero

Frase dell’anno:

“sai, ho per caso un posto libero qui sul mio pene”

Applauso a scena aperta e sventolata di mutandine.

Grande House. Qui il video

Imparate uomini, imparate.

Post a blog unificati con Mononoke

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arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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