alle sette

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Inferno ad Agrigento.

A Lampedusa si muore ingoiando lamette spezzate.
Si muore impiccandosi.
O almeno si tenta di morire perché non c’è altro da fare, lo capisco, lo farei anch’io.
A Lampedusa si muore perché muore la speranza e nessuno sopravvive al lutto.
Si muore perché non ci sono fratelli.
Perché ci sono pistole e sbarre e tornatene a casa tua.
Si muore perché qui non ti vogliamo.
Si muore perché ci sono i limiti al numero di bestie che ci necessitano nei campi, nelle fabbriche, dentro le nostre case.
Perché dopo aver lasciato ed essere sopravvissuto all’inferno scopri di essere arrivato in un posto peggiore.
Allora è inutile restare vivo, scoprire che quel mare che ti ha inghiottito, te, la tua famiglia, i tuoi risparmi, si può sor vo la re. In poco meno di un ora. Gratis. In senso inverso. Ci pensano le istituzioni a riprenderti e ricacciarti via, indietro, nella vita da cui sei scappato sfidando il mare.
A Lampedusa si muore, si inghiottono bulloni e lamette spezzate, ci si impicca con le lenzuola ed io lo capisco, capisco che si possa morire quando il tuo vivere diventa illegale, non autorizzato.
Alla tv sentirete che ad Agrigento c’è la Sagra del Mandorlo in Fiore e non è vero: ad Agrigento oggi si muore.

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Tempio di Zeus a Porto Empedocle

Rigassificare sul Kaòs

tempio-giove

creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 03/02/2009 15:08

Nota di Alessio Lattuca – Confimpresa

 

 

Il molo di ponente è stato costruito con i resti del tempio di Zeus tra il  1746 e il 1763 per iniziativa del re Carlo Sebastiano di Borbone.

Per lungo tempo fu accusato dello scempio il Vescovo di Giorgenti Lorenzo Gioieni, circostanza smentita dal filologo agrigentino Angelo Palillo e dall’archeologo Giuseppe Castellana che avendo condotto delle ricerche più accurate sostengono che Gioieni scrisse a Carlo III nel 1746 chiedendo l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo porto a San Leone.

Carlo III fu irremovibile e affidò l’incarico della progettazione all’ing. Salvatore Lanza, mentre il conte Juan Filangeri fu il primo sovrintendente generale dell’opera. 
 Il molo in questione è quello vecchio, per intenderci quello vicino alla Torre di Carlo V.

 Non è noto a tutti che nel XIX secolo, in occasione della costruzione dell’attuale  molo di ponente   (quello prossimo alla capitaneria che comprende la spiaggia), è stato realizzato con gli stessi blocchi che erano stati semplicemente spostati.

Pertanto in passato i resti del tempio di Zeus erano stati cercati nel vecchio molo e nessuno era mai andato a cercarli nel nuovo molo.

Oppure se qualcuno si è interessato,  non lo ha divulgato.

E’ certo che i marinai della zona lo sapevano e forse anche i responsabili della capitaneria che forse per ignoranza non hanno mai fatto nessuna segnalazione alle autorità competenti (soprintendenza) come la Legge impone.
 
Alcuni mesi fa Marco Falzone, operatore tecnico scientifico per i beni archeologici, ha reso noto che molti resti del tempio di Zeus sono ancora ben visibili nel molo di Ponente del porto di Porto Empedocle. 

Nel mese di ottobre  in occasione di un incontro svoltosi all’interno del tempio di Zeus il Prof. Beste dell’ Istituto Germanico di Archeologia di Roma, ha dichiarato di non sapere nulla dei suddetti resti.

Pertanto su  sua richiesta è stata organizzata una visita all’interno del  porto a seguito di informale richiesta rivolta  alla Capitanieria che ha fornito l’assistenza di un Ufficiale per la ricognizione. 

Lungo il tragitto verso il porto il professore rivelò che secondo le sue indagini in situ mancavano tracce di 18 semicolonne e che pertanto a parer suo il tempio era rimasto incompiuto. 

Dopo aver visto i resti del tempio, che incredibilmente presentano ancora interessanti  particolari architettonici, il professore ha ritirato le  considerazioni espresse in quanto i resti mancanti erano evidenti.

Il professore era perfettamente a conoscenza che il tempio era stato usato come cava per il porto. Tuttavia, gli era sempre stato riferito che non esisteva più nulla.

Insomma è paradossale che non fosse mai stata effettuata una ricognizione dei resti all’interno del porto.

Il Prof. Beste ha evidenziato che la visione dei resti in parte coperti dall’acqua marina è risultata estremamente significativa per i suoi studi ed ha manifestato riconoscenza per le preziosa  informazioni.
 
In occasione delle Giornate Gregoriane e successivamente nell’ambito delle iniziative organizzate per il decennale  dell’inserimento della Valle dei Templi nell’Heritage List - UNESCO ha confermato di avere riconosciuto i resti del tempio.

Ciò ha suscitato particolare interesse da parte degli archeologi presenti e in particolare, del  Prof Mertens (uno dei più importanti esperti di archeologia classica del Mondo) i quali hanno convenuto sulla opportunità di apporre il vincolo archeologico.

Con la consapevolezza delle enormi difficoltà di procedere al recupero rispetto all’erosione marina e  al tempo stesso della necessità di proteggerli dall’uomo. 

D’altrocanto anche i resti del tempio di Zeus in situ sono in cattive condizioni e soggetti all’erosione ma, grazie al vincolo archeologico, sono protetti dall’uomo. 
 Pure i resti del tempio gettati nel mare dai  predecessori, ignoranti e irresponsabili, meritano un vincolo che ad oggi non posseggono. 

Al di là dell’importanza che possono rivestire sotto il profilo storico risulterebbero una formidabile risorsa per attrarre   turisti e viaggiatori nella città di Porto Empedocle.
 
E’ urgente adoperasi per la salvaguardia dell’importante risorsa ai fini occupazionali per evitare soprattutto che – con la futura ristrutturazione del porto – i resti del tempio scompaiano del tutto.

Le responsabilità di tale scempio saranno in capo a tutta la classe dirigente locale, regionale e nazionale e, ovviamente,  in misura maggiore in capo a chi ha il dovere di proteggere, recuperare, conservare e valorizzare i beni culturali, ambientali e paesaggistici.

A tale proposito è indispensabile interrogarsi su come sia possibile conciliare la tutela dei beni culturali  della loro valorizzazione con la collocazione di un impianto di  rigassificazione nel Porto di Porto Empedocle.

 

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HPV Vaccine: Premio giornalismo libero a…. Messina News!

http://www.messinanews.com/cultura-societa/le-lobbyes-del-farmaco-costruttrici-di-allarmismi/

Lobbyes del farmaco ed allarmismi infondati

2 dicembre 2008 | Di Domenico Majorana | Categoria: Cultura e Società, Focus

<!– –>Fino ad un paio di anni fa l’HPV (Human papilloma virus) era una patologia semi sconosciuta alla maggioranza della popolazione; ma dal 2007, guarda caso dal periodo in cui è stato messo in commercio dalla Merck un vaccino anti HPV, è cominciata una vera e propria campagna informativa di massa sui rischi del papilloma virus. Il contagio di questo patogeno avviene attraverso i rapporti sessuali non protetti e, secondo alcuni studiosi, questo virus potrebbe essere responsabile di buona parte dei tumori al collo dell’utero.

Negli ultimi tempi si è detto molto sulla pericolosità di questo virus e sui danni che esso può causare sia nella donna che nell’uomo. La campagna informativa creata attorno all’HPV consiglia di vaccinare tutti i soggetti a rischio, per evitare la possibilità di contrarre l’ agente patogeno, in alcuni casi creando dei veri e propri allarmismi. A seguito di ciò in Canada il governo conservatore di Stephen Harper ha annunciato lo stanziamento di 300 milioni di dollari per una vaccinazione di massa a tutte le ragazze in età compresa tra i 9 e i 13 anni (età in cui ancora il virus non dovrebbe essere stato contratto) nonostante le parecchie perplessità che lo stesso Gardasil (vaccino prodotto dalla Merck ndr) aveva fatto evidenziare nel 2007 negli States, con i gravi effetti avversi registrati nei 20 Stati in cui era stata portata avanti la campagna di vaccinazione, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista…”, “segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d’urgenza.

Dopo aver causato tutti i sovra citati effetti collaterali è chiaro che l’attuale vaccino anti HPV sia poco sicuro. Nonostante ciò in diversi stati (anche in Europa) si sta attuando una campagna di vaccinazione di massa “gratuita” per tutti i soggetti “a rischio”, ma con i soldi dei contribuenti, perché è lo stato che di fatto compra questi vaccini dall’unico fornitore che attualmente è la Merck. In realtà esiste un vaccino HPV concorrente, il Cervarix della Glaxo Smith Kline, ma non sarà disponibile prima del gennaio 2008. Questo significa che mentre più bambini saranno vaccinati col Gardasil, ne rimarranno sempre meno che potranno ricevere il richiamo da un vaccino concorrente incompatibile, la Merck sta quindi tentando di catturare la quota maggiore di mercato possibile, intascando milioni di dollari dei contribuenti, grazie probabilmente alla compiacenza di alcuni esponenti politici.

In Italia non vogliamo essere da meno, infatti l’ex Ministro della Salute Livia Turco ha avviato dal gennaio 2008, in gran parte delle regioni tra cui anche la Sicilia, un programma di vaccinazione gratuito per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla propria ASL a vaccinarsi, la quale ha dichiarato con orgoglio che «Siamo stati il primo paese in Europa
– disse ai tempi l’ex ministro – ad offrire gratuitamente tramite il servizio sanitario pubblico questo vaccino”. I finanziamenti in Italia ammontano a circa 100 milioni di euro, denaro che sicuramente fa gola a molti.

C’è da dire che l’infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi e solo una piccola parte di queste infezioni è destinata, se non trattata, a causare un cancro. I tipi di virus del papilloma umano che possono infettare le mucose genitali possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (5 ceppi) e HPV ad alto rischio (15 ceppi). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni da HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino. In alcuni casi invece, l’infezione si può manifestare con condilomi in sede genitale. E’ da evidenziare che l’attuale vaccino, composto da virus vivi ma geneticamente modificati per non indurre la malattia, copre solo verso due dei 15 ceppi potenzialmente cancerogeni.

Ma è davvero necessario, alla luce dei gravi effetti collaterali, inoculare a delle dodicenni, che non corrono alcun rischio in quanto non attive sessualmente, inoculare un vaccino potenzialmente pericoloso che garantisce solo una protezione quinquennale? O è una furba azione di marketing da parte dell’Industria farmaceutica per esagerare questa malattia e creare dei falsi bisogni allo scopo di giustificare l’acquisto del suo farmaco al fine di bruciare le altre concorrenti sul tempo ed assicurarsi una grossa fetta di mercato anche per gli anni a venire?

Sarebbe opportuno che lo stato finanziasse invece una campagna informativa per ricordare che per ridurre le possibilità di contagio di tutte le malattie sessualmente trasmissibili (anche per quanto riguarda l’HPV) sarebbe sufficiente usare il preservativo, finchè non si avrà a disposizione un vaccino realmente sicuro. Nel frattempo si permette alle lobbyes del farmaco di lucrare sulla pelle dei cittadini.

Fonti Maggiori:

  • lifesitenews.com
  • laleva.org
  • ministerosalute.it
  •  

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    Rigassificatore – raccolta firme

    da Agrigentoweb.it

    Rigassificatore. Si mobilitano le associazioni

    Giovedì 22 gennaio alle 11:00 ha avuto luogo, all’interno di un’apposita sala del Municipio, un’ importante riunione operativa, nella quale sono state sviscerate varie strategie di contrasto alla realizzazione del Rigassificatore prevista nel territorio di Porto Empedocle.

     Durante l’incontro, al quale ha partecipato il vice-Sindaco Massimo Muglia, si è creato un vero e proprio “cartello” di Associazioni e di Movimenti di varia estrazione politica e culturale che hanno scelto, come comune denominatore, di porre in essere tutte le azioni civili utili allo scopo di impedire la costruzione del tanto discusso impianto industriale.

    Il fine apertamente dichiarato dai Rappresentanti delle Associazioni intervenute è quello di riuscire a far indire, in tempi ragionevolmente brevi, un Referendum comunale teso a far esprimere liberamente e democraticamente  la volontà degli Agrigentini in riferimento al Rigassificatore.

    La genesi di questa scelta referendaria è supportata dall’ormai sempre più fondato sospetto che la popolazione sia in maggioranza decisamente contraria all’idea di dover convivere a contatto di gomito con un simile “ecomostro” del quale non sono mai state garantite da nessun Ente né la sicurezza, né l’affidabilità, né tanto meno la compatibilità ambientale.

    L’unico elemento sin’ora “garantito” è un vorticoso giro d’affari (per svariati miliardi delle vecchie lire) che ruota intorno alla progettazione e all’edificazione dell’opera; nonché l’interesse poco limpido malcelato da alcuni esponenti della politica nostrana.  Segnaliamo un elenco approssimativo delle Associazioni interessate alla delicata tematica e dei rispettivi rappresentanti:

    Associazione Culturale “Il Tamburino”(Domenico Vinti, Marco Lombardo);

    Camera di Commercio Industria e Artigianato (Alessio Lattuca);

    Consorzio Turistico “Valle dei Templi” (Gaetano Pendolino);

    Comitato Civico “Agrigento Viva”(Marco Padula, Nuccio Cremone);

    Cittadinanza Attiva (Camillo Lentini);

    Fondo Siciliano per la Natura (Barberi);

    Agrigento Forum (Alessandro Sardone);

    Legambiente Circolo “Rabat”(Giuseppe Riccobene);

    W.W.F. (G. Russo);

    Associazione “John Belushi”(R. Piscopo);

    Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Gian Joseph Morici); 

    Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Toti Cinque);

    Comitato No Rigassificatore (Giuseppe Lo Iacono);

    Associazione “Salviamo la Valle dei Templi” (Gaetano Gaziano);

    Touristour (G. Tortorici);

    CE.P.A.S.A. (Paolo Cilona);

    Gruppo Guide Turistiche (Marco Falzone).

     Un riconoscimento particolare va dato all’Ing. Giuseppe Riccobene per l’impegno e la dedizione che sta dedicando con spirito di abnegazione al coordinamento generale di questa notevole iniziativa.

     Tra le forze politiche scese in campo, annoveriamo:

    Il Partito Socialista (Giovanni Palillo); Italia dei Valori (Francesca Eccelso); la Destra (Roberto Gallo).

    Non è esclusa, nelle prossime ore, l’adesione ufficiale di altri movimenti politici.

     Il primo appuntamento è fissato per sabato 24 gennaio, dalle ore 17:00  in poi, a Porta di Ponte (ingresso di Via Atenea), per dare inizio e impulso alla raccolta delle firme, basata sul nuovo Regolamento comunale per i Referendum Consultivi (Del. C.C. 77/2008), su appositi moduli in corso di predisposizione.

     Ad Agrigento non è cosa di tutti i giorni poter constatare come si siano unite le forze sociali più fresche e libere al fine comune di dar voce a tutti coloro i quali temono che un impianto del genere possa costituire una triste ipoteca per il futuro dei propri figli.

     L’idea di proporre un Referendum consultivo è solo una delle forme di azione che le Associazioni agrigentine stanno ponendo in essere per contrastare il Rigassificatore. Tale idea è stata proposta giorni fa, nel corso di un’affollata Conferenza, presso la C.C.I.A.A., dal Segretario regionale del Partito Socialista GIOVANNI PALILLO, ed è stata subito sposata dal Sindaco Marco Zambuto, il quale sta approntando tutta una serie di adempimenti propedeutici alla celebrazione del Referendum.

    La cittadinanza tutta è invitata a partecipare attivamente

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    Figure di merda: rigassifichiamo la Valle nel mondo…

    http://www.independent.co.uk/news/world/europe/gas-plant-to-overshadow-greek-temples-1026327.html

    http://www.nzherald.co.nz/history/news/article.cfm?c_id=500832&objectid=10544240

    Ah bé… c’era da aspettarselo che si faceva una gran figura di merda e consentitemi di usare il delicato eufemismo perché ne avrei di peggio da dire e scrivere….

    Sull’Indipendent, giornaletto oltremanica, ci si chiede se gli Italiani siano tutti deficienti e se non sia il caso di discutere delle cose importanti, tipo la tutela del patrimonio dell’Umanità, fuori dall’Italia…

    Oltremanica infatti si chiedono se per caso non si debba giustificare il popolo italiano ed i suoi governanti adducendo la solita scusa della mafia, lasciamo che lo credano, sempre meglio essere considerati vittime innocenti che imbecilli impenitenti!

    Infatti cosa altro saremmo noi Agrigentini se non imbecilli?

    Se si sente dire ad ogni dove: ci hanno forse dato lavoro e ricchezza (i templi intendendo) ?

    Se non ce ne può fregare di meno di quelle quattro colonne che c’è voluto ancora una volta un inglese a tirarle su, utilizzando il proprio patrimonio per farlo, ché se fosse stato per noi ci facevamo un altro braccio del molo di Porto Empedocle con quei quattro ruderi!

    Un’altro…

    Perché in fondo a pensarci bene Porto Empedocle ed i templi sono nemici giurati da sempre: il primo molo venne costruito distruggendo il tempio più grande che il mondo greco abbia mai conosciuto, Giove Olimpico, quello dei Telamoni per capirci… non avete presente… diciamo allora che si trattava dell’unico tempio su più piani.

    Ma che farsene dell’unico tempio su più piani mai costruito dalla cultura greca? Un molo, un bel molo ché così almeno puliamo un pò.

    Adesso cosa altro stiamo barattando se non i templi con un altro molo? infatti l’altro molo si farà, lo farà Enel, perché è noto che il turista ama attraccare accanto ai rigassificatori, infatti anche in Spagna, ci dicono, c’è il molo turistico ed il molo per il rigassificatore… no, distano l’uno dall’altro poche centinaia di metri, ma d’altra parte Agrigento non è certo Barcellona e quindi noi i due moli, quello turistico e quello industriale, li facciamo uno di fronte all’altro!

    E a me piacerebbe che lo dicessero senza ipocrisia che si sta barattando la vocazione turistica mai diventata realtà per un’altro tipo di sviluppo, meno dorico… diciamo.

    Quindi… ditelo senza fare le vittime immolate, brutti stronzi agrigentini, che diventi apertamente una guerra tra chi l’arte e la cultura la difende e chi se la vende senza pensarci su, brutti stronzi agrigentini e brutti stronzi italiani, Pecoraro Scanio in testa e tutti gli altri a seguire!

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    Rigassifichiamo la Valle…

    ENERGIA: SGARBI, NO A RIGASSIFICATORE NELL’AGRIGENTINO

    (ANSA) – SALEMI (TRAPANI), 8 GEN – ”Il sindaco di Porto Empedocle, invece di gingillarsi con un grottesco bando per una scultura a grandezza naturale del ‘commissario Montalbano’ che doveva essere scelta da una giuria presieduta dal perdigiorno Andrea Camilleri, farebbe buona cosa a difendere la sua citta’ dall’infame progetto del rigassificatore, estrema violenza ad una citta’ devastata dalla criminalita’ e dalla nuova mafia delle pale eoliche”. Lo dice il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. ”Che senso ha – si chiede Sgarbi – dedicare la scultura a un personaggio fantastico che ha agito in una citta’ che si chiama ‘Vigata’ negando perfino il nome di Porto Empedocle che glorifica un eroe inesistente? Il sindaco di Porto Empedocle scambia i romanzi e la televisione per la realta’. Potrebbe fare il sindaco di un programma televisivo”. (ANSA). COM-FK/GIU
    08/01/2009 16:50

    http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20090108165034800604.html

    A me Sgarbi non piace, sia chiaro, ma gli rendo atto di aver speso qualche parola contro il rigassificatore, poche, in realtà, se si pensa a tutte quelle spese contro l’abusivismo nella Valle

    Sempre meglio poche parole che niente, vien da dire…

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    Anno nuovo vita vecchia?

    Secondo me no, però un po’ ci assomiglia…
    Aggiornamenti: il mondo spera che Obama dia una sterzata verso la giustizia sociale, il rigassificatore di Porto Empedocle si farà, io continuo a cercare lavoro.
    Nel frattempo sono diventata una segnante, ormai parlo la lingua dei segni in modo quasi corretto, tra pochi mesi sarò un tecnico L.I.S qualificato.
    Un paio di nuove voci contro la vaccinazione HPV: sospetti sull’assegnazione del nobel all’inventore del vaccino e da Milano ancora richieste di prudenza, sempre, ovviamente, inascoltate.
    Per quanto mi riguarda sono nella fase che non mi sento sufficientemente in forma per salvare il mondo…
    Ah, le notizie sul vaccino continuano ad avere uno strano andamento nel mondo virtuale delle news: compaiono, scompaiono, ci sono, non ci sono più…
    dal mondo:
    http://www.diariopanorama.com/diario/noticias/2009/01/21/a-33733.html

    http://www.farodevigo.es/secciones/noticia.jsp?pRef=2009011700_20_289137__Cartas-virus-corrupto

    Sul rigassificatore… sempre premesso che non lo vorrei manco se fosse fatto in ceramica di Caltagirone con colonnato di tufo…
    ma il fatto che si sia scoperto uno dei più grossi giacimenti del Mediterraneo proprio di fronte al sito destinato al rigassificatore è cosa che so soltanto io o qualcun altro ne è a conoscenza?

    Addio mia bella Valle, il tuo destino, dopo 2500 anni, è ormai segnato.
    E se tra qualche decennio vi chiederete come sia stato possibile ridurre a sito industriale uno dei siti archeologici più belli del mondo… chiedete all’ing. Noto Campanella, all’ ex Presidente della Regione Sicilia Cuffaro, all’attuale Presidente della Regione Sicilia Lombardo, al ministro dell’Ambiente Pecorario Scanio, all’ambientalista Giuseppe Arnone, al Presidente dell’UNESCO Italiana Giovanni Puglisi e a quanti, e sono tanti, sono responsabili.

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    Rigassificare la valle – fuori tempo

    Premetto che sarà per sempre la mia battaglia mancata, quella in cui avrei dovuto essere e non sono stata, che non mi fa onore aver anteposto i miei problemi ai problemi della mia terra ma ci sono momenti per ognuno di noi in cui si può solo cercare di lottare per se stessi.

    Siamo alle fasi finali, a sorpresa il sindaco Zambuto ha dichiarato che ricorrerà al Tar per evitare che il rigassificatore venga realizzato, atto coraggioso seppure arriva veramente in ritardo, lo avesse detto chiaramente e prima che era contrario magari sarebbe stato lui, nelle sue vesti ufficiali, rappresentante della cittadinanza, a diventare simbolo della lotta per la salvare la valle dei templi…
    http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_19/Valle_dei_Templi_lite_sul_rigassificatore_ed7bb3ae-b608-11dd-9288-00144f02aabc.shtml

    Da cui possiamo leggere insieme: “…dopodomani sbarcherà qui il direttore generale dell’Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura. Che forse incontrerà anche il professor Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei Beni culturali, che da sempre considera «indecoroso» il progetto. “

    Qualcuno ha notizie? Magari l’interprete se non i mass media, qualcuno sarebbe così gentile da fornirmi anche una versione non ufficiale, qualche pettegolezzo, qualcosa che mi dia una indicazione sull’idea di sviluppo sostenibile del Presidente Unesco? (si è appena conclusa a Palermo la settimana Unesco sullo sviluppo sostenibile, sarebbe carino che il Presidente Unesco avesse deciso di dire della sua ferma opposizione alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle…) (ehm… perché immagino sia fermamente contrario… o no?)

    qui risulta che c’è un progetto Unesco per rilanciare Agrigento,

    UNESCO ED EXPEDIA PROMUOVONO AGRIGENTO E PANTALICA
    Si sta definendo, fra Expedia e Unesco, un importante accordo per la valorizzazione turistica della Valle dei Templi di Agrigento e della necropoli di Pantalica. Si tratta di un progetto che potrebbe avere importanti ricadute economiche per i due siti siciliani. Expedia (operatore del gruppo Microsoft) e Unesco hanno infatti siglato una intesa per valorizzare attraverso il turismo sostenibile i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità. Una collaborazione che nasce dalla convinzione che i turisti “consapevoli” possono contribuire alla salvaguardia delle risorse naturalistiche, alla conservazione del patrimonio storico e alla riduzione della povertà attraverso un turismo sostenibile. (marzo 2008)

    Quindi signori turisti consapevoli, mi raccomando, non sporcate la valle mentre le nostre amministrazioni ci piazzano accanto un bel rigassificatore con annesso metanodotto e traffico pesante.

    A proposito: vi ho mai detto che le strade di congiunzione tra Porto Empedocle e l’entroterra attraversano il parco archeologico? Ve l’ho detto, ve l’ho detto… è una cosa che non preoccupa minimamente nessuno, nessun ingegnere, nessun urbanista, nessun paesaggita, nessuno nessuno perché noi ITALIANI tutti ragioniamo in un modo moooolto particolare: a comparti stagni. Stiamo parlando del rigassificatore di Porto Empedocle? Allora vediamo quanti metri è alto, se deturpa il panorama e, ma al limite, se “si vede” dalla Valle dei Templi. Il nuovo molo lo utilizziamo per incrementare il traffico turistico che si sa che tutti i turisti sognano di attraccare ad un molo commerciale, accanto ad un rigassificatore, prima di farsi un paio di foto accanto alle colonne greche… non parliamo della capacità effettiva del sistema viario di sopportare l’inevitabile incremento del traffico pesante… che tanto qualche solduzzo per raddoppiare poi ce lo faremo dare… e in cul* la valle!

     

    da leggere:

    http://go-willywonka.blogspot.com/2008/11/la-sicilia-come-metafora.html

    http://busetta.blogspot.com/2008/11/giornalista-del-corriere-della-sera.html

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    Guerra in Sicilia per la vaccinazione anti HPV

    (lo so che ormai è tipo trastullamento privato in pubblico… tant’è.)

    era stato detto:

    «Vaccini, bene l’ inchiesta della Regione»

    MILANO – «Bene ha fatto l’ assessore alla Sanità, Massimo Russo, a disporre l’ indagine interna che ha scoperto lo spreco per l’ acquisto dei vaccini per la prevenzione del carcinoma del collo dell’ utero (virus Hpv)». Lo ha detto ieri Renato Costa, segretario Cgil-medici in Sicilia, commentando l’ ispezione che ha svelato gli alti costi sostenuti dalla Regione per i vaccini. Per l’ assessorato la Sicilia ha speso nel 2008 molto di più rispetto alla media nazionale. «Non ricorrere a gare pubbliche – conclude Costa – ma ad acquisti “in esclusiva” dei vaccini contro l’ Hpv, ha dimostrato la superficialità con cui sono stati spesi fondi pubblici».
    http://archiviostorico.corriere.it/2008/novembre/03/Vaccini_bene_inchiesta_della_Regione_co_9_081103030.shtml

    poi venne la replica (in cui si spiega anche il perché Agrigento paghi comunque di più…) :

    Precisazione Sanofi Pasteur MSD su campagna di vaccinazione anti HPV in Sicilia
    martedì 04 novembre 2008
    A seguito di quanto pubblicato su alcuni organi di stampa, in merito alla campagna regionale per la vaccinazione anti-papillomavirus in Sicilia, la Sanofi Pasteur MSD, azienda titolare di uno dei due vaccini citati, precisa quanto segue:

    In Sicilia l’attuale prezzo di cessione del vaccino quadrivalente Gardasil® è di 78,49 euro e non di 104 euro.

    Infatti, a seguito dell’aggiudicazione della gara in Lombardia (Giugno 2008) del vaccino quadrivalente, al prezzo di 68,49 euro per un presunto consumo di 120 mila dosi, si è svolta la gara nella Asl di Palermo (unica basata sul decreto dirigenziale dell’11 marzo 2008), per un presunto consumo di 12 mila dosi, con la quotazione di 78,49 euro a dose: cifra che rappresenta il prezzo più basso praticato a livello nazionale nelle gare di Asl (ossia non regionali) per il quadrivalente.

    Immediatamente dopo la gara di Palermo, la Sanofi Pasteur MSD ha adeguato questo prezzo a tutte le altre Asl siciliane aggiudicatarie del vaccino quadrivalente (Caltanissetta-Enna e Catania-Messina-Ragusa-Siracusa-Trapani, asl nelle quali le procedure d’acquisto per permettere l’avvio della vaccinazione delle allora dodicenni si erano svolte a Settembre 2007, ossia quando era disponibile solo il vaccino quadrivalente), per non creare disparità sul territorio siciliano e in attesa di un’eventuale gara regionale.

    Non è stato possibile, invece, applicare tale prezzo per l’Asl di Agrigento che, basandosi sul solo criterio del prezzo, nel frattempo si era aggiudicata il vaccino bivalente al prezzo di 89,92 euro.

    In merito all’opportunità di avviare gare di acquisto del vaccino anti-HPV basate esclusivamente sul criterio del prezzo, e facendo riferimento alla gara svoltasi nella Asl di Agrigento, il 20 Marzo 2008 si è espressa l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture con un parere a favore dello svolgimento di gare basate sui criteri di qualità e di prezzo per determinare l’offerta economicamente più vantaggiosa. Nel parere si legge che: “L’Autorità ha chiarito, con parere n. 78 del 20.3.2008 in merito ad una gara per la fornitura di vaccini, che il criterio di scelta del contraente più idoneo è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in quanto garantisce l’esigenza di un’effettiva comparazione dei farmaci”.

    http://www.etribuna.com/aas/index.php?option=com_content&task=view&id=15778&Itemid=85

    Controreplica alla replica:

    Sanità: Russo, prezzi ridotti farmaco dopo indagine interna
    emanuele cosentino
    Martedì, 4 Novembre 2008
    Sanità

    “La nostra campagna contro gli sprechi andrà avanti con intensità sempre maggiore.

    Sulla vicenda dei vaccini abbiamo colto nel segno, toccando evidentemente nervi scoperti. L’acquisto dei vaccini anti-papilloma è stato effettuato, proprio a seguito di un decreto dirigenziale dell’Ispettorato regionale, senza gara pubblica e in difformità da quanto espressamente previsto dal Ministero della salute”.

    Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, dopo aver letto una precisazione dell’azienda Sanofi Pasteur, titolare del vaccino Gardasil, acquistato dalle Ausl siciliane nell’ambito della campagna di vaccinazione per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero, promossa dal Ministero.

    In particolare, gli uffici dell’assessorato precisano che l’acquisto dei vaccini è avvenuto “in esclusiva” e non con una gara ad evidenza pubblica tra ditte concorrenti.

    Il prezzo d’acquisto dei vaccini Gardasil, fino ad agosto 2008, è stato di circa 100 euro per ogni dose.

    L’acquisto del vaccino al prezzo di 85 euro, come documentato dalle delibere di alcune Ausl, è stato effettuato soltanto a partire da agosto 2008.

    Proprio il 7 luglio ha preso avvio l’indagine interna con la richiesta di documenti e pareri. Il prezzo del vaccino è sceso ulteriormente a 78,49 euro nella quasi totalità dei casi soltanto ad ottobre.

    A inizio dello stesso mese di ottobre gli uffici dell’assessorato hanno predisposto la documentazione che ha portato alla direttiva assessoriale formalizzata in data 16 ottobre 2008.

    “Constato – ha aggiunto Russo – che il prezzo del vaccino si è ridotto improvvisamente e che comunque non è il frutto di una procedura concorrenziale.

    Anche con riferimento all’Ausl 6, contrariamente a quanto sostenuto dalla Sanofi, risulta che l’Azienda ha programmato, con delibera del 10 aprile 2008, l’acquisto diretto di 3.500 dosi del vaccino al prezzo unitario di 100 euro oltre Iva”.
    http://capodorlando.blogolandia.it/2008/11/04/sanita-russo-prezzi-ridotti-farmaco-dopo-indagine-interna/

    e – per gli appassionati di letture noiose – riporto per intero la pubblica litigatra tra Sanofi- Pasteur e Glaxo-Smith per aggiudicarsi Agrigento..

    Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
    Parere n.78 del 20.03.2008
    PREC 55/08/F

    Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006, presentata dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. – procedura di gara per la fornitura del vaccino anti papilloma virus bandita dalla AUSL di Agrigento e dall’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento in forma consorziata.

    Il Consiglio
    Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso
    Considerato in fatto

    Con bando pubblicato in data 29 novembre 2007 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, l’AUSL n. 1 di Agrigento e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento, in forma consorziata, hanno indetto una procedura di gara aperta per la fornitura in somministrazione di vaccini, per un importo presunto annuo, iva esclusa, di euro 2.521.300,00. Tra i prodotti oggetto di gara, il lotto n. 30 è destinato alla fornitura del vaccino antipapilloma virus umano, per una quantità pari a 10.900 e un importo presunto di euro 891.000,00. Il criterio di aggiudicazione prescelto dalla stazione appaltante è il prezzo più basso, di cui all’art. 82, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006.

    In data 28 dicembre 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la Sanofi Pasteur MSD S.p.A. contesta il criterio di aggiudicazione previsto nella gara de quo per le seguenti motivazioni. L’istante espone di produrre il vaccino Gardasil che, in data 3 marzo 2007, ha ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco l’autorizzazione alla commercializzazione. In data 21 novembre 2007 è stato immesso sul mercato, a seguito di autorizzazione, il vaccino Cervarix prodotto da GlaxoSmithKline S.p.A.. I due vaccini, secondo quanto descritto dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A., seppur preventivi di alcuni tipi di famiglie di virus, costituiscono due farmaci distinti identificati, come tali, da due differenti codici ATC (Sistema di classificazione anatomico terapeutico e chimico). L’istante sostiene che la diversità di codice identificativo è la prova della diversità dei due vaccini poichè uno, il Gardasil, ha un costo leggermente superiore ed è cosiddetto tetravalente o quadrivalente, prevenendo le lesioni causate dal Papilloma virus umano, sia per i virus tipi 16 e 18, che provocano patologie tumorali, sia per i virus tipi 6 e 11, causa di condilomi genitali; l’altro vaccino, il Cervarix, è, invece, diretto alla prevenzione di lesioni cervicali, limitatamente ai due tipi virali 16 e 18. L’istante sostiene che il vaccino Cervarix riporta dati di un’efficacia percentualmente inferiore rispetto al Gardasil, anche in relazione alla indicazione in comune, quali le lesioni precancerose cervicali tipi 16 e 18. Secondo l’istante l’amministrazione deve farsi carico di detta obiettiva diversità qualitativa, tenendone conto nella predisposizione e nello svolgimento delle procedure di gara, al fine di curare gli interessi pubblici. Rileva, pertanto, che, nella procedura in esame, la scelta del criterio del prezzo più basso risulta essere inidonea, stante la diversità dei vaccini, sui quali viene effettuata una valutazione meramente economica, che non tiene in conto degli aspetti qualitativi del prodotto e che indurrà, in futuro, ad acquisire un diverso ulteriore vaccino, che sopperisca alle carenze di efficacia del Cervarix, con una conseguente spesa superiore al risparmio acquisibile oggi. Infine, viene osservato dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. come il Ministero della Sanità, le ASL e le organizzazioni sanitarie, debbano offrire al paziente il vaccino più completo ed efficace esistente sul mercato, nel momento in cui la prevenzione si rende necessaria, stante l’interesse supremo che è sotteso, nonché il primario interesse alla salute.
    A riscontro dell’istruttoria procedimentale, ha presentato osservazioni la GlaxoSmithKline S.p.A., la quale ha preliminarmente sollevato eccezioni procedurali, contestando che l’istante non ha indicato la GlaxoSmithKline S.p.A. quale soggetto controinteressato. Ha, inoltre, eccepito la non identificabilità del soggetto sottoscrittore dell’istanza di parere, in quanto in calce alla stessa non è riportata alcuna indicazione dell’autore della sottoscrizione. Infine, ha rilevato che la questione oggetto del presente procedimento, sia la stessa a quella pendente innanzi al T.A.R. Campania la cui ordinanza è stata depositata nel corso dell’audizione innanzi all’Autorità del 21.02.2008. Per tutte le summenzionate ragioni, a parere della GlaxoSmithKline S.p.A., l’istanza presentata dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. è da considerarsi improcedibile, poichè in contrasto con il Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, nonché della L. n. 241/90. Nel merito la GlaxoSmithKline S.p.A. replica che entrambi i vaccini sono idonei, ai fini della campagna vaccinale per la prevenzione del cancro alla cervice uterina legato causalmente al Papilloma Virus Umano tipo 16 e 18 del virus. Il Cervarix, secondo quanto rappresentato, è stato sviluppato allo scopo di indurre la migliore e completa risposta immunitaria contro i ceppi tumorali 16 e 18, sui quali non esiste alcuna prova scientifica sulla maggiore efficacia del Gardasil, che ha dimostrato una risposta anticorpale che si affievolisce in relazione al ceppo 18. Le caratteristiche del vaccino Gardasil, indicato per la prevenzione dei tipi virali 6 e 11, fuoriescono dall’obiettivo della campagna vaccinale approvato, nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 20.12.2007, con il documento d’intesa tra il Ministero della Salute e le Regioni e Province Autonome, nel quale è evidenziato che l’obiettivo è la prevenzione primaria del carcinoma della cervice e, non, anche la cura o prevenzione di altre e diverse patologie. Inoltre viene rilevato come nel medesimo documento i due vaccini sono considerati di uguale idoneità alla prevenzione dei ceppi tumorali del virus HPV, come era stato anticipato dal Parere Sezioni Congiunte I e II Consiglio Superiore di Sanità dell’11.1.2007 e come viene riconosciuto da alcuni Paesi europei. GlaxoSmithKline S.p.A. contesta quanto sostenuto dall’istante in ordine ai codici ATC, sostenendo che la diversità del codice è ravvisabile solo al quinto livello (indicante il sottogruppo chimico per ogni singola sostanza chimica contenuta nel farmaco), che confermerebbe la sostituibilità dei due farmaci. Viene, inoltre, osservato dalla GlaxoSmithKline S.p.A., che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha affermato che il terzo livello del codice ATC individua classi di medicinali aventi le stesse proprietà terapeutiche e, quindi, prodotti sostituibili nella cura della stessa patologia. Infine, a sostegno dell’appartenenza dei due vaccini alla stessa categoria terapeutica, la società ha fatto riferimento alla classificazione prevista, ai fini del procedimento amministrativo di contrattazione del prezzo dei farmaci in AIFA, che ha posto Cervarix e Gardasil nella stessa categoria. In ordine al criterio di aggiudicazione scelto, la GlaxoSmithKline S.p.A. rileva che l’unica Regione ad oggi che ha scelto l’offerta economicamente più vantaggiosa è il Veneto, a fronte di significativa parte del territorio italiano che ha scelto il prezzo più basso. Secondo quanto sostenuto, il primo presupposto legittimante l’adozione del prezzo più basso è dato dalla idoneità di entrambi i vaccini, ai fini dell’interesse pubblico perseguito, confermato dalla stessa contrattazione con l’Agenzia Italiano del Farmaco, che si è basata sul prezzo più basso. Infine, una eventuale scelta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa indurrebbe la predisposizione di singole leggi di gara che consentirebbero alla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. di ottenere un indebito vantaggio quanto alla protezione aggiuntiva del suo vaccino, in violazione della par condicio tra i concorrenti, nonché dell’art. 68 del D.Lgs. 163/2006, nella misura in cui le specifiche tecniche figurassero nel bando di gara.
    A riscontro dell’istruttoria procedimentale, l’Azienda Unità Sanitaria Locale n. 1 e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento in forma consorziata, hanno fatto presente che il bando di gara non è stato impugnato e che la Sanofi Pasteur MSD S.p.A. ha partecipato regolarmente alla gara, la quale è stata aggiudicata alla GlaxoSmithKline S.p.A. La stazione appaltante ha precisato che la questione scientifica in quanto tale non è di pertinenza della stazione appaltante medesima, né della commissione di gara, ma dell’Assessorato Regionale per la Sanità della Regione Sicilia.

    Le parti interessate sono state ascoltate in audizione dove hanno ribadito quanto già esposto in via documentale.

    Ritenuto in diritto

    In via preliminare, deve essere esaminata la censura procedurale sollevata dalla GlaxoSmithKline S.p.A. in ordine alla improcedibilità dell’istanza, sotto più profili, poiché in contrasto con il Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, nonché della L. n. 241/90.

    In ordine a dette censure, deve osservarsi come, tra le caratteristiche peculiari che contraddistinguono lo strumento del c.d. “precontenzioso”, di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, vi sono la flessibilità e l’agilità di tale procedura di componimento, per la quale non sono richiesti particolari formalismi.

    Per quanto riguarda la sostenuta identità tra la questione sottoposta a questa Autorità e la questione attualmente pendente innanzi al T.A.R. Campania, si rileva che dagli atti depositati, nonché dall’ordinanza che respinge l’istanza cautelare della Sanofi Pasteur MSD S.p.A., l’oggetto del giudizio risulta differente. Il ricorso innanzi al giudice napoletano è stato, infatti, presentato dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. per sospendere la determinazione dirigenziale adottata dalla Società Regionale per la Sanità campana, con la quale la stessa disponeva il ritiro degli atti della procedura negoziata afferente al lotto 12, relativo alla fornitura di vaccino per la cura del papilloma virus umano anti HPV.

    Venendo, dunque, al merito del procedimento in questa sede attivato, la questione riguarda se il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso prescelto dalla ASL n. 1 di Agrigento e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento, nell’ambito della gara di appalto per l’acquisto del vaccino anti papilloma virus, sia o meno il più idoneo per il tipo di prodotto da acquistare.

    La disciplina relativa ai criteri di scelta del contraente, di cui al D. Lgs. n. 163/2006, è stata innovata in coerenza con la normativa e la giurisprudenza comunitaria (cfr. sentenza della Corte di Giustizia del 7 ottobre 2004 nella causa C-2472), secondo cui i due criteri di aggiudicazione del prezzo più basso e dell’offerta economicamente più vantaggiosa sono da considerarsi equivalenti, superando, pertanto, definitivamente, lo sfavore verso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, presente nel dettato normativo nazionale precedente per quanto atteneva alla materia dei lavori.

    L’articolo 81, al comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, rubricato “criteri per la scelta dell’offerta migliore” dispone che “nei contratti pubblici, fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. L’uso della formula disgiuntiva “o” indica, chiaramente, che esiste una perfetta e sostanziale equivalenza tra i due sistemi, i quali possono essere liberamente scelti dall’amministrazione.

    Pertanto, posta l’assenza di alcun indirizzo preferenziale previsto dal legislatore a favore dell’uno o dell’altro criterio e considerata l’ampia discrezionalità nella scelta di cui gode la stazione appaltante, la stessa, all’atto di decidere quale criterio utilizzare, dovrà, tuttavia, fondare la propria scelta sulla base di due linee di indirizzo e di presupposti.

    Il primo è contenuto al comma 2 dell’art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006, il quale letteralmente dispone: “Le stazioni appaltanti scelgono, tra i criteri di cui al comma 1, quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto del contratto, e indicano nel bando di gara quale dei due criteri di cui al comma 1 sarà applicato per selezionare la migliore offerta”. Dunque, ai sensi del sopra citato articolo, le stazioni appaltanti sono vincolate a scegliere il criterio, in relazione a fattori oggettivamente riconducibili alle caratteristiche specifiche del contratto e delle relative prestazioni. Tale scelta dovrà essere motivata in funzione degli elementi oggettivi del contratto e congruente con le sue caratteristiche oggettive.
    In secondo luogo, la finalità cui deve tendere l’amministrazione aggiudicatrice nella scelta del criterio di aggiudicazione è descritta nel considerando 2 della direttiva n. 2004/18/CE, dove viene chiaramente evidenziato come “l’aggiudicazione dell’appalto deve essere effettuata, applicando criteri obiettivi che garantiscano il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento e che assicurino una valutazione delle offerte in condizioni di effettiva concorrenza.” Secondo l’interpretazione fornita dal giudice di Lussemburgo, per sviluppo di una concorrenza effettiva, deve intendersi una modalità di attribuzione degli appalti tale che l’amministrazione aggiudicatrice sia in grado di comparare diverse offerte e scegliere la più vantaggiosa in base a criteri obiettivi (si vedano le sentenze della Corte di Giustizia 16 settembre 1999, causa C-27/98, Fracasso e Leitschultz, Racc. pag. I-5697, punto 26; 27 novembre 2001, cause riunite C-285/99 e C-286/99, Lombardini e Mantovani, Racc. pag. I-9233, punto 34, e 12 dicembre 2002, causa C-470/99, Universale-Bau e a., Racc. pag. I-11617, punto 89).

    Caratteristiche dell’oggetto del contratto e valutazione delle offerte in condizioni di effettiva concorrenza sono, dunque, i punti di riferimento, nonché i vincoli alla discrezionalità nella scelta del criterio di aggiudicazione, cui le stazioni appaltanti devono soggiacere e tenere presente nella preparazione delle strategia di gara e nelle finalità da raggiungere con le procedure espletate.

    Nel caso di specie, oggetto della gara è la fornitura di vaccini, raggruppati in trenta lotti a seconda del tipo di vaccinazione, in relazione ai quali è stato previsto per tutti, il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso. Al lotto n. 30, relativo al vaccino contro il papilloma virus HPV, hanno partecipato le sole due aziende che, come ampiamente descritto in narrativa, hanno ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) le autorizzazioni all’immissione del vaccino in commercio.

    Le tesi sostenute rispettivamente da ciascuna ditta, a difesa della legittimità del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (la Sanofi Pasteur MSD S.p.A.) ovvero del prezzo più basso (la GlaxoSmithKline S.p.A.), si basano sulla diversità dei due vaccini nel primo caso e, al contrario, sulla sostanziale equivalenza dei due nel secondo caso.

    A fondamento delle rispettive tesi le due società hanno prodotto documentazione scientifica che, nell’evidenziare le specifiche e peculiari qualità dell’uno e dell’altro vaccino, sostanzialmente confermano, di fatto, la possibilità di mettere i due vaccini a confronto dal punto di vista qualitativo. La dottrina scientifica fornita nel presente procedimento dalle stesse due ditte, infatti, pone in luce differenze tra i due vaccini sotto vari profili, quali ad esempio la differenza nella risposta anticorporale relativamente alla indicazione in comune delle lesioni precancerose cervicali tipi 16 e 18.

    A fronte di dette diversità e specificità dei due vaccini, nonché tenuto conto della recente immissione in commercio dei due farmaci, sui quali sono ancora in corso le sperimentazioni, sarebbe utile per l’azienda sanitaria mettere in concorrenza i farmaci anche dal punto di vista qualitativo, al fine di dare la possibilità di trovare soluzioni migliorative rispetto a quanto previsto nel capitolato tecnico.

    Pertanto, il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sembra essere, in questo caso, maggiormente idoneo rispetto al criterio meccanico del prezzo più basso, perché consente l’individuazione dell’offerta davvero “migliore”, mettendo in concorrenza altri fattori. Come viene evidenziato, infatti, nel considerando 46 della direttiva n. 2004/18/CE, i criteri sia economici, sia qualitativi, nel loro insieme, devono consentire di determinare l’offerta economicamente più vantaggiosa per l’amministrazione aggiudicatrice.
    Tale criterio, invero, è da preferire in quanto risulta soddisfare i due presupposti sopra evidenziati. Infatti con riferimento alle caratteristiche dell’oggetto dell’appalto, l’offerta economicamente più vantaggiosa potrà consentire di valutare il livello di prestazione che ciascuna offerta presenta rispetto all’oggetto dell’appalto, quale definito nelle specifiche tecniche, nonché di misurare il rapporto qualità/prezzo di ciascuna offerta.

    A titolo esemplificativo, possono essere posti quali elementi di valutazione, la reattività dei vaccini con altri tipi di ceppi virali, l’eventuale protezione di altri ceppi virali, la tollerabilità di ciascun vaccino, la dimostrazione dell’efficacia clinica, la durata dell’efficacia di ciascun vaccino, i giorni di consegna del prodotto, etc. A detti elementi di valutazione devono essere attribuiti dei parametri di ponderazione che, in ogni caso, devono poter essere misurabili sul piano scientifico/quantitativo.

    Particolare attenzione nella predisposizione dei parametri di valutazione dovrà, comunque, essere posta nel non creare dei criteri preferenziali, data la specificità della gara ed il mercato ristretto a sole due imprese. In altre parole, i parametri qualitativi di ponderazione devono essere scelti in modo da non precostituire l’aggiudicazione a favore di una impresa determinata, così da garantire il rispetto del secondo sopra citato criterio della concorrenza effettiva e da raffrontare le offerte, valutandole in maniera oggettiva.

    Invero, posto che solo uno dei due vaccini presenta, rispetto all’altro, già in partenza, un livello qualitativo aggiuntivo relativo a due genotipi virali per la prevenzione dei condilomi genitali e delle patologie correlate (vaccino tetravalente) che, tuttavia, non rientra nell’obiettivo principale della campagna vaccinale nazionale la quale, come descritto in narrativa, è finalizzata alla prevenzione del carcinoma della cervice, tale caratteristica aggiuntiva potrà essere considerata quale elemento di valutazione in termini di prestazione aggiuntiva, con un peso ponderale, tuttavia, che non potrà assumere una incidenza tale da pregiudicare l’effettiva concorrenza, nonché costituire una violazione della par condicio dei due concorrenti. Sul punto, appare opportuno segnalare come la Corte di Giustizia, valutando se uno dei criteri adottati dall’amministrazione aggiudicatrice per individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa possa essere soddisfatto soltanto da un piccolo numero di imprese, si è pronunciata nel senso di non ritenere che tale condizione sia di per sé in violazione del principio della parità di trattamento (Corte di Giustizia 17 settembre 2002, C-513/99, Concordia Bus Finland Oy Ab, già Stagecoach Finland Oy Ab).

    D’altra parte deve rilevarsi che, a compensare l’elemento di valutazione qualitativo aggiuntivo, vi è l’elemento prezzo il cui peso ponderale dovrà essere stabilito in una misura tale da non risultare, a sua volta, sotto valutato rispetto agli altri elementi.

    L’azienda sanitaria, pertanto, attraverso il proprio personale medico, potrà individuare detti elementi di valutazione ed i rispettivi parametri, che siano idonei a porre i due vaccini in concorrenza sotto il profilo qualitativo, aspetto, peraltro, questo, che, nelle gare dei farmaci, può essere ulteriormente esaminato al di là delle valutazioni di merito effettuate dagli organi deputati nell’ambito del complesso meccanismo autorizzatorio. Infatti, essendo quello dei farmaci un “mercato amministrato”, il prezzo non può essere l’unico criterio per raffrontare i prodotti, dal momento che esso è sin dall’inizio già stabilito dalle autorità amministrative. Pertanto, anche in previsione della futura immissione nel mercato di altri vaccini, che presumibilmente avranno un prezzo di mercato inferiore al primo vaccino introdotto in commercio, le procedure ad evidenza pubblica dovranno essere tali da poter consentire un confronto dei prodotti anche sul piano qualitativo per evitare che le graduali immissioni a prezzi via via inferiori determinino automaticamente il criterio di scelta del prodotto.

    In base a quanto sopra considerato

    Il Consiglio ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

    - il criterio di aggiudicazione ritenuto più idoneo, per il caso di specie, è l’offerta economicamente più vantaggiosa.

    I Consiglieri Relatori Il Presidente
    Piero Calandra Guido Moutier Luigi Giampaolino

    Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 20 marzo 2008
    http://massimario.avcp.it/cgi-bin/showdoc.pl?id=3380

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    Hpv: guerra dei vaccini ad Agrigento

    cosa non si trova in rete!
    E chissà se ci sono stati ulteriori sviluppi… non ho molto tempo ma vedrò se riesco a sapere com’è andata a finire: avrà vinto il gardasil o il cervarix? E che interessante scoperta che un documento ufficiale affermi che i vaccini sono ancora in sperimentazione! sarebbe un punto da approfondire…

     

    Autorità per la vigilanza

    sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

      http://massimario.avcp.it/cgi-bin/showdoc.pl?id=3380

    Archiviato in:Agrigento, Cervarix, Diritti, Farmaci, Gardasil, GlaxoSmith, Merck, Sicilia, Sperimentazioni, Vaccino, clinica, diario , , , , , , , , , ,

    arrestateci tutti

    ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

    questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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