alle sette

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nientedimportante

92100 Tinturia

Ieri una buona notizia e quindi… concerto! Uno di quei gruppi che puoi ballare sotto il palco e divertirti… musica gggiovane ma accidenti a tratti persino raffinata a prova che c’è chi invecchiando migliora…

E quindi ho ballato sotto il palco con i Tinturia che se c’è una cosa che sanno fare sono i tormentoni, cosa che è stata evidente sin dal loro esordio con “l’ambulante”… per arrivare alla divertente I don’t know che poi il testo è pure di quelli impegnati, i ragazzi di testi impegnati ne sfornano e li sanno anche impastare bene…

Il genere è sbrong… insomma un poco di questo e un poco di quello… partite da Modugno e finite da Brecovic… shakera shakera ed avete quella musica che dovete muovervi sotto il palco.

Ma il merito dei Tinturia è un altro: l’inno agrigentino che mi ha fatto compagnia negli anni veronesi. L’inno agrigentino dei Tinturia è innanzitutto agrigentino, se volete conoscermi meglio leggete il testo e ci trovate anche Tasti: il pallino del passato e del futuro e la voglia di cantare un motivetto. E quest’amore viscerale per la nostra terra, carnale, sensuale, sfrontato, passionale e tormentato.

E stasera notte bianca.

(Avete firmato  la petizione per la moratoria della vaccinazione hpv?)

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Francesco Giunta – E semu cca

Questo post si autodistruggerà entro 48 ore….

Se andate subito forse sarete tra i pochi privileggiati che vedrano il suo sito dedicato a me…. flap-flap

Perché come sono insistente io credo pochi…

ma volevo solo il testo di una canzone che ascolto e riascolto e….

bé, ascoltatela da voi, si tratta di e semu cca e se anche non capite le parole gustatevi la musica e il timbro, poi ne parliamo, poi se volete avrete la traduzione, per il momento ascoltatela e basta.

E poi chianchi di ferra e cala lu suli

Quando questo post si sarà autodistrutto e nessun link sarà più… su myspace potete ritrovare Francesco Giunta e continuare a scoprirlo.

E se questo blog desse la possibilità di accogliervi con una musica “E semu cca” sarebbe la musica che trovereste, sarebbero le parole che vi canterei, sarebbero le note che vi farebbero muovere i pensieri e il corpo.

Il titolo significa “e siamo qui” ed è esattamente dove siamo tutti. Però c’è la musica che no, non indica immobilità. E’ dove sono io, tra luce e buio, è dove siete voi, a cuore nudo. Punto di arrivo? Di partenza? Fremiti. Ma se parto a dirvi di questa musica e di queste parole vien fuori uno di quei miei incomprensibili post di parole e suoni, per ora gustatela con le vostre papille.

Grazie Francesco.

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Rosa Balistreri. Rosa corre ancora.

“lei era una persona anticonformista, non mandava giù le persone che cercano di sfruttare le occasioni, era genuina, sincera, altruista, ma quando perdeva le staffe non guardava in faccia nessuno, e perdeva anche lavoro quando trovava persone che non gli piacevano.”

Luca Torregrossa descrive così Rosa nei commenti al post Folk Siciliano: Rosa Balistreri, ed è la descrizione esatta delle donne della mia terra, di parte di esse, di quelle che non chinano la testa e sono pronte a graffiare non come gatte, sono tigri. Luca è parte della storia di Rosa, storia nella storia, come un quadro con prospettive che si intrecciano: la storia della Sicilia, la storia d’Italia, la storia della musica, la storia dell’impegno politico, la storia di una donna, la storia di un uomo, l’intimità di un rapporto filiale.

C’è un quadro nella home page del sito aperto da Luca, http://www.balistrerirosa.it/, è stato fatto da chi Rosa l’ha accompagnata per un tratto di vita, Manfredi, guardatelo con attenzione e avrete chiara l’idea della donna che intendo, una donna che ha fragilità ma che deve proteggersi da sé, uno sguardo attento, non sognante, uno sguardo che punge, che vede dentro e dietro e non puoi sfuggire, non lo inganni uno sguardo così.

Rosa tutto questo lo ha riversato nei suoi testi, nulla di verghiano, nessun vinto, la forza di non conformarsi e se non hai nulla, se perdi tutto per non scendere a compromessi…sei comunque tu il vincitore. Quando si parla di Rosa non si parla solo di musica, la musica per lei era mezzo, non fine, imparò a suonare la chitarra su suggerimento di Ignazio Buttitta, poeta… poeta? Bè, Ignazio Buttitta è un’altro post, è un’altro pezzo della storia della Sicilia, della storia d’Italia, dell’antifascismo, delle lotte contadine…

Non è quindi per cambiare discorso che oggi dedico il mio post a Rosa, è per dire, per dire come lo avrebbe detto lei, per far mia la sua rabbia, la sua grinta, la sua capacità di guardare dietro e dentro.

Stasira vaju e curru cu lu ventu
a grapiri li porti di la storia.
Stasira vogliu dari p’un mumentu
la vita a lu passatu i a la memoria.
Stasira cu la vampa di l’amuri
scavu na fossa, na fossa a lu duluri.
C’è chiù duluri, c’è chiù turmentu
ca gioia e amuri pi l’umanità
Nun è lu chiantu ca cancia lu distinu,
nun è lu scantu ca ferma lu caminu,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Nuddu binidicì lu me caminu,
mancu la manu nica d’un parrinu
e vaju ancora comu va lu ventu
cercari paci sulu p’un mumentu.
Vogliu spaccari…spaccari li cieli
pì fari chioviri…chioviri amuri.
C’è cu t’inganna, c’è cu cumanna
e cu ‘n silenziu mutu si nni sta.
È lu putiri ca nforza li putenti,
è lu silenziu ca ammazza li ‘nnuccenti,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Vinni a stu munnu quannu lu “Voscienza”
si schifiava pi li strati strati.
Tempi d’abbusi, di fami e di guerra
criscivu mmenzu di li malannati.
Lacrimi muti ni chiancivi e quanti,
la me nnuccenza si la sparteru ‘n tanti.
La mala genti, li priputenti,
tanti su tanti nni sta sucità.
Nun è l’amuri ca crisci ad ogni banna,
ma lu favuri ca sparti cu cumanna,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri… lu cuntu.
(Rosa Balistreri)

Traduzione

Stasera vado e corro insieme al vento
ad aprire le porte della storia.
Stasera, per un momento,
voglio ridare vita al passato e alla memoria.
Stasera, con la vampa dell’amore,
scavo una fossa al dolore.
C’è più dolore, c’è più tormento
che gioia e amore per l’umanità.
Non è il pianto che cambia il destino,
non è la paura che arresta il cammino,
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Nessuno ha benedetto il mio cammino
neanche la piccola mano di un prete
e vado ancora come va il vento
a cercare pace solo per un momento,
voglio spaccare… spaccare i cieli
per far piovere, piovere amore.
C’è chi ti inganna, c’è chi comanda
e chi in silenzio, zitto se ne sta.
È il potere che rafforza i potenti
è il silenzio che ammazza gli innocenti
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Sono venuta al mondo quando il “Vossignoria”
si profferiva ad ogni angolo di strada.
Tempi di abusi, di fame e di guerra,
sono cresciuta in mezzo ai malandati.
Lacrime mute ne ho piante, e quante,
la mia innocenza se la sono divisa in tanti
La cattiva gente, i prepotenti,
sono tanti e tanti in questa società.
Non è l’amore che cresce ad ogni angolo
ma il favore che elargisce chi comanda
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.

(testo e traduzione dal blog sulle spalle dei giganti)

dai ‘rRO potete ascoltare questo ed altri brani di Rosa interpretati dal gruppo agribolognese…

Ciao Luca e grazie, spero il tuo sito continui ad arricchirsi di ricordi della tua mamma, della sua musica e delle sue grandi lezioni di vita.

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Obama e Hillary? …. Yes We Can.

Non l’ho proprio seguita la vicenda e ad un tratto mi chiedo come sia possibile non seguire la vicenda, va bene tutto ma un po’ di attenzione al fatto che potrebbe esserci la prima donna Presidente degli Stati Uniti d’America o il Primo Presidente afro-americano… un po’ di attenzione sarebbe un obbligo.

Così oggi mi interrogo non sul Obama o Hillary, mi interrogo sulla mia disattenzione.

Il sospetto è che ci sono stati talmente tanti avvenimenti a casa nostra tra scandali, dimissioni, sospensioni, elezioni e quant’altro che la politica internazionale è passata in secondo piano… per altro se si vuol alzare un attimo lo sguardo sul mondo ci sarebbero così tante e tali cose di cui dire che in effetti di Obama e Hillary….

Ma è un errore, sono elezioni storiche. E quando mia nipote mi chiederà cosa pensavo quando venne eletto uno dei due io che dirò? Ai cannoli di Cuffaro? Cuffaro chi?

Ma potrei dirle che in realtà la prima Presidente donna non si presentò come la Prima Presidente donna e il Primo Presidente afro-americano non si presentò come il Primo Presidente afro-americano…. credo che questo sia stato determinante allo stimolo della mia distrazione.

Sono riusciti a imporre il silenzio sull’unico fatto che verrà di seguito al loro nome se divenissero Presidente degli Stati Uniti d’America, tipo prolungamento onomastico: Hillary Clinton Prima Presidente Donna USA /Barack Hussein Obama jr. Primo Presidente afro-americano USA.

Lo dico subito: tifo Obama.

Mi chiedo i poteri forti americani chi preferiscono tra una donna e un afroamericano e non ho nessuna esitazione considerato che la donna è Hillary, sponsorizzata da lobby, soprattutto farmaceutiche, ancora moglie di Bill… sarebbe la prima volta che una coppia riesce a scambiarsi la poltrona più importante d’America, sino ad ora l’unica possibilità era per discendenza dinastica, ma i tempi cambiano…

Che sieda Hillary e non Bill sulla poltrona può solo pareggiare col fatto che quando sedeva Bill il sospetto era che fosse Hillary sulla poltrona….nel nome della continuità e che dio benedica l’America.

Obama è la discontinuità. Non sai dove possa portare la discontinuità, se resterà comunque entro i limiti o se sterzerà bruscamente da un lato o l’altro.
E visto che qualcosa a mia nipote dovrò pur dirla…. le dirò che in Italia la faccenda non ebbe un’eco poi particolarmente importante, eravamo presi dai nostri problemi… Napoli era sommersa dalla spazzatura… Roma pure ma senza nemmeno un commissario che si occupasse di avviare la raccolta differenziata… in Sicilia il cannolo diventava un simbolo di appartenenza politica…

Posso andare a votare negli Stati Uniti d’America solo per questa volta?

Song & video, featuring a star cast, by will.i.am of The Black Eyed Peas. Inspired by Barack Obama’s ‘Yes We Can’ speech.

http://www.yeswecansong.com

It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.

Yes we can.

It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.

Yes we can.

It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.

Yes we can.

It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land.

Yes we can to justice and equality.

Yes we can to opportunity and prosperity.

Yes we can heal this nation.

Yes we can repair this world.

Yes we can.

We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.

We have been told we cannot do this by a chorus of cynics…they will only grow louder and more dissonant ……….. We’ve been asked to pause for a reality check. We’ve been warned against offering the people of this nation false hope.

But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope.

Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea –

Yes. We. Can.

Celebrities featured include: Scarlett Johansson, Tatyana Ali, John Legend, Herbie Hancock, Kate Walsh, Kareem Abdul Jabbar, Adam Rodriquez, Kelly Hu, Adam Rodriquez, Amber Valetta and Nick Cannon

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Stranizza d’amuri – Franco Battiato

L’era del cinghiale bianco – 1979

Stranizza d’amuri

‘Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli…
‘a litturina da ciccum-etnea
i saggi ginnici ‘u Nabuccu
‘a scola sta finennu.
Man manu ca passunu li jonna
sta frevi mi trasi ‘nda ll’ossa
‘ccu tuttu ca fora c’è ‘a guerra
mi sentu stranizza d’amuri… l’amuri
e quannu t’ancontru ‘nda strata
mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
‘ccu tuttu ca fora si mori
na’ mori stranizza d’amuri… l’amuri.

Traduzione:

Nel vallone di Scammacca
i carrettieri ogni tanto
lasciavano i loro bisogni
e i mosconi ci volavano sopra
andavamo a caccia di lucertole
il vagone della circum-etnea
i saggi ginnici al Nabucco
la scuola sta finendo
man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori  c’è guerra
mi sento una stranezza d’amore…l’amore
e quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
con tutto che fuori si muore
non muore questa stranezza d’amore…l’amore.

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L’albero pazzo e l’albero nero

Un post.

Una canzone che dice in musica e parole quel che il post narrava… grazie Capitanmongozo.

Gli Afterhours, non conosco la canzone e quando l’ascolto su youtube tra gli accordi ne sento altri nella memoria, lontanissimi tanto da non essere colti.

In effetti più che una musica ricordo delle parole che cantavo… insieme agli Litfiba, questo è certo, due musicasette, i Litfiba e…?

Cane, tetto letto mostro… che cos’era?

e pianopiano ma veramente un attimo prima che venissero risucchiati per sempre dall’oblio…

mia sorella ed io in coro

non solo in coro … un braccio alzato

con un braccio alzato

tira su la mano

no, chi ha ucciso l’albero.

SBRANG!

Chi è cattivo

tiri su la mano

chi ha ucciso l’albero nero!

Eccola solo questa.

Nient’altro.

Solo

Chi è cattivo

tiri su la mano

chi ha ucciso l’albero nero

SBRANG!

Capitanmongozo ipotizza i Diaframma e si, li ricordo, ma no, non i Diaframma, era altro, altro…

ma chi?

Hafterhours, litfiba, diaframma e…?

Diaframma, Litfiba e..?

E SBRANG………………….. I MODAAAAAAAAA!!!!!!!!

E non so come posso fare per ritrovare i tre LP dei Moda, ma nel frattempo Andrea Chimenti che mi ha combinato?

L’albero c’è ancora tutto sommato e non è quello di allora, ma vale la pena di ascoltarlo, adesso è l’albero pazzo ,  lo riconosco meglio in Cuore di carne e ne Il gioco…. no, forse non lo riconosco, ma non fa nulla, è una scoperta nuova.

(Lo so, lo so, tutti conoscono Andrea Chimenti, io me lo sono persa per 20 anni, va bene?!!!)

 

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Con Veltroni abbiamo scelto il più fresco di tutti

Aspettando Godot

Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot,
dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.

Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so
mia madre che mi allatta è un ricordo che ho
ma credo che già in quel giorno però
invece di poppare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia
nei luoghi azzurri di cieli e acquiloni,
nei giorni sereni che non rivedrò
io stavo già aspettando Godot.
L’adolescenza mi strappò di là,
e mi portò ad un tavolo grigio,
dove fra tanti libri però,
invece di leggere aspettavo Godot.
Giorni e giorni a quei tavolini,
gli amici e le donne vedevo vicini,
io mi mangiavo le mani però,
non mi muovevo e aspettavo Godot.

Ma se i sensi comandano l’uomo obbedisce,
così sposai la prima che incontrai,
ma anche la notte di nozze però,
non feci nulla aspettando Godot.
Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò,
piccolo e tondo urlava ogni sera,
ma invece di farlo giocare un po’,
io uscivo fuori ad aspettare Godot.
E dopo questo un altro arrivò,
e dopo il secondo un altro però,
per esser del tutto sincero dirò,
che avrei preferito arrivasse Godot.
Sono invecchiato aspettando Godot,
ho sepolto mio padre aspettando Godot,
ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
Sono andato in pensione dieci anni fa,
ed ho perso la moglie acquistando in età,
i miei figli son grandi e lontani però,
io sto ancora aspettando Godot

Questa sera sono un vecchio di settantanni,
solo e malato in mezzo a una strada,
dopo tanta vita più pazienza non ho,
non posso più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna,
c’è un pozzo laggiù che specchia la luna,
è buio profondo e mi ci butterò,
senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti,
ho il viso sudato e le mani tremanti,
è la prima volta che sto per agire,
senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l’abitudine di tutta una vita,
ha fatto si che ancora una volta,
per un momento io mi sia girato,
a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita,
l’oblio mi ha coperto di luce infinita,
e ho capito che non si può,
coprirsi le spalle aspettando Godot

Non ho mai agito aspettando Godot,
per tutti i miei giorni aspettando Godot,
e ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte,
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.

Claudio Lolli

1972

Aspettando Godot

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215

…Per una questione di assoluta distrazione questo post ha il titolo 215…

Waking life

diretto da r. linklater

http://www.wakinglifemovie.com/

 

La colonna sonora del film merita di essere ascoltata perchè è parte integrante della narrazione, ma… è veramente molto bella la scelta di unire insieme… due sogni.

 

 Imagine

j. lennon

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

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Schiavi

Qualcuno faccia qualcosa
Non un partito perchè il partito è di parte, asserisce con grande semplicità Mononoke
Io non c’ero mai arrivata a questa semplice considerazione
Non un partito di parte, sono d’accordo
Il problema è che ci sono diverse esigenze che ci separano.
Il problema è che io sono di parte
La mia idea di quel che è giusto differisce da quella di altri
La mia soluzione ad un problema diventa un problema in più per te
Il mondo che vorrei ha regole che vanno rispettate, perchè riconosco che ci sono esigenze che fanno assumere atteggiamenti che non condivido
Regole che limitano la mia e la tua libertà, meno liberi tutti e due forse riusciamo a convivere
Il mondo che vorrei è basato sulle conquiste culturali e sociali dell’umanità
Ma so che ci sono nature indomabili
Io lo ricordo il passato, quello in cui l’incesto e la pedofilia era simbolo di ignoranza, di sopraffazione
Ricordo che in Grecia le donne non avevano ruolo sociale
Ricordo che l’Impero Romano assoggettava con la violenza i popoli
Ricordo che durante il fascismo qualcuno spariva per sempre e nei paesi sovietici qualcuno spariva per sempre
Anche a Cuba qualcuno sparisce per sempre
Nonostante io ricordi Fidel Castro e l’amicizia che lo ha unito al Che.
Ma non è il posto in cui vorrei vivere, non lo vorrei per nessu altro
Ricordo l’Inquisizione.
Ricordo Bush che gioca a golf il giorno del primo attacco in Afganistan e
ricordo Bertinotti che mostra al mondo la Folgore, vetrina d’Italia.
Immagino Mussolini che applaude Bertinotti.
Ricordo che milioni di bambini, uomini e donne muoiono di fame e di malattia ogni giorno
Ricordo che ci sono stati Gesù Cristo e Gandhi.
Ricordo
E cerco nel futuro qualcuno che sappia conquistare l’anima delle folle con un messaggio semplice
Invece vedo qualcuno che conquista le folle con messaggi folli
Ascolto
Ascolto follie conclamate come verità assolute
Ma ho anch’io verità assolute
Vorrei libertà per l’espressione di tutte le religioni che mi assomigliano
Quelle troppo distanti no, non voglio si possano esprimere liberamente.
Io so qual è il mio guaio: divido il mondo in bene e male con le mie misure
E pongo a misura di tutto le mie unità
Lo so, è un male, ma l’opposto non è un’altra misura, è non prendere posizione
Un’altra misura mi violenta il cervello, quella in cui ognuno è libero di fare quel che vuole a danno di chi non è così scaltro da opporsi
La misura del consenso
La democrazia è basata sul consenso
Eppure alle volte il consentire non è libertà, solo incapacità al dissenso
Ci sono alcune follie a cui non riusciamo ad opporci: la mercificazione dell’essere umano, la distruzione dell’ambiente, la soppraffazione dei deboli
Siamo complici consenzienti
Non cerchiamo più il bene, cerchiamo di scappare dal male maggiore.
Il Bene è sparito dai nostri traguardi
Il Giusto non ha più alcun contorno
E temiamo l’Amore tanto quanto la Felicità, ci rendono vulnerabili, esposti
Il Padre Padrone ha sostiutito il Buon Padre e, scioltosi da ogni legame parentale, è rimasto il Padrone.
Della mia vita.
Dei miei sogni
Della mia aria
Del mio cibo
Dei miei organi
Dei miei figli
Della mia anima
Alcune cose dovrebbero essere impossibili da contestare.
Invece vengono perseguite
Non mi fido di chi nasconde egoismi meschini dietro citazioni importanti.
Giudico chiunque, con la mia testa, con le mie ignoranze, con i miei limiti
Giudico me stessa
Giudico te
Giudico gli intellettuali
Giudico i governanti
Io lo faccio
Perchè sono schiava, non complice del mio padrone

Non è ancora cambiato nulla, solo i modi, il risultato è sempre another brik in the wall:

Pink Floyd

Another brik in the wall

We don’t need no education
We don’t need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teacher leave those kids alone
Hey, teacher, leave those kids alone!
All in all it’s just another brick in the wall
All in all you’re just another brick in the wall
 

Archiviato in:Esistenzialmente, Testi, diario

Verie ed eventuali

Guccini Benigni ed i fichi:


Compagni di vita

Ho attacchi nostalgicoadolescenziali, scusate se è poco visto che come periodo potremmo tranquillamente catalogarlo come “piuttosto” nero…. “abbondantemente” nero…. nero pesto.

Ho sognato l’ex (non ha più un nome, piccola vendetta), ovviamente in un sogno che metterebbe in crisi anche il buon Sigmund.

Ma s’ io avessi previsto tutto questo

Guccini nei periodi di crisi, lo so, qualcuno lo crede personaggio triste, a me rilassa come un buon amico che sa dirmi le priorità, che sa ridimensionare, che sa offrirmi un bicchiere di vino.

Ho preso i fichi secchi e penso li mangerò qui a Verona, sognando i fichi del mio giardino sicano.

Erano i tempi dell’università quando sognai di far l’amore con Benigni.

L’ex rise per una settimana.

L’ex potrebbe spuntare altre volte nei miei pensieri.

E musica, tanta musica in questo momento.

Claudio Lolli per Mononoke: Borghesia

perchè forse è questo quello da cui scappa, perchè comunque volevo lo conoscesse e che conoscesse questa canzone. L’altra, la mia, un’altra volta.

Ci sono altre emozioni da provare, nuove sensazioni, è vita, è sempre vita, e per me oggi cerco una canzone che mi parli di lui, di noi, occorre farlo come un’ antitetanica, necessaria dopo la ferita per evitare l’infezione. Una malattia l’ex, una dipendenza, una passione, un grande amore, una follia, una droga, un legame, tanto dolore, davvero tanto dolore. E la comprensione che ci sono altri modi di comunicare e altri modi di ascoltarsi. Non ho mai avuto rimpianti. Mai. Esplorare le proprie possibilità, i propri limiti, la propria follia è un’esperienza che non lascia rimpianti, se sopravvivi.
Ho avuto la storia d’amore che volevo vivere, non mi sarei accontentata di meno. Ho avuto l’uomo che speravo di incontrare. E’ stato un massacro da cui nessuno dei due si è salvato. Forse non lo sai ma pure questo è amore.
Compagni di vita, nemici, non è facile mettersi in discussione, non è facile avere qualcuno che ti ama davvero, non è facile amare, non è facile quando l’altro diventa troppo importante, quando non puoi più far a meno di lei, di lui. Compagni di vita, nemici, so che non posso ancora affrontarti.

Si può amare sino a fondersi in un unico spirito.

Si può amare sino a sentirsi strappare l’anima.

Si può amare sino a dover separarsi per sopravvivere.

Non posso odiarti.

Ti ho sognato, ex, e non posso che prendere atto di quello che mi sono detta nel sogno.

Eravamo in un gran letto matrimoniale, tu eri al mio fianco e volevi fare l’amore ma io ti avevo in braccio e dovevo posarti nella culla mentre adolescente chiedevi se potevi andare fuori…. stupido sogno venuto a dirmi che non posso odiarti.

Pink Floyd, The wall: Outise the wall

All alone, or in twos
The ones who really love you
Walk up and down outside the wall
Some hand in hand
Some gather together in bands
The bleeding hearts and the artists
Make their stand
And when they’ve given you their all
Some stagger and fall
After all its not easy
Banging your heart against some mad buggers
Wall

Archiviato in:Amore, Testi, Varie ed eventuali, diario

arrestateci tutti

ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

questo blog non rappresenta una testata giornalistica, non è da considerarsi un prodotto editoriale, legge 62/2001 quindi...

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