alle sette

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nientedimportante

Disponibilità di sé

Ma francamente tra la puntatona sulla morte di Eluana e non so quanti deficienti isterici rinchiusi… non so, ma credo che a mia nipote avrei consigliato il GF e poi  le avrei parlato con calma di quello che significa il caso Eluana, lo scontro tra chi vuole introdurre il testamento biologico in Italia e chi no e come questo sia uno scontro tra titani perché si passa dall’era in cui l’individuo era di proprietà dello Stato all’era in cui è padrone di se stesso e ci saremmo interrogate se questo significhi necessariamente libertà.

Il tema è complesso e come al solito viene spacciato per beghe condominiali, conferire la proprietà di se stesso all’individuo modifica nelle radici il nostro ordinamento giuridico e la nostra struttura sociale

Quanto mi rompe i coglioni che sempre e sempre e sempre tutto venga ridotto allo scontro tra religione e laicità, come se bastasse dire che se lo dicono i cristiani allora è un’idiozia, allora è una prevaricazione, allora non sei un libero pensatore.

Il punto è modificare nel midollo la società conferendo all’individuo la piena disponibilità di sé.

Questo avrei detto a mia nipote e da questo avrei cominciato a spiegarle quante leggi, comportamenti, divieti derivano dall’indisponibilità in cui viviamo:  il suicidio come reato, la vendita di organi umani come reato, lo sfruttamento della prostituzione come reato. E avremmo ragionato della struttura sociale, del ruolo dello Stato, dei confini della libertà individuale, del senso di essere cittadini, dei diritti fondamentali di tutti, e avremmo riso di chi immagina sia cristiano negare le cure a qualcuno e altrettanto cristiano imporle ad altri.

Ci sono i principi e ci sono le conseguenza, qui mi pare si vogliano attaccare le conseguenze per poter modificare i principi e potremmo parlarne, ma con grande onestà intellettuale.

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Il mio grazie ai Cittadini USA

Mia madre ha pianto di commozione, mio padre (mio padre!!!) ha pianto di commozione, non perché ha vinto un democratico, no, i miei genitori hanno pianto perché un “abbronzato” (vogliamo ancora sprecare parole su Silvio? Gliene dedico una: scusati) è diventato Presidente degli Stati Uniti d’America ed io mi sono sentita fiera di loro che sono anziani, che hanno saputo cogliere quello che Berlusconi ha voluto sminuire: un nero è Presidente degli Stati Uniti d’America e questo rende gli Statunitensi grandi, un popolo che merita il rispetto di tutti i popoli dell’intero pianeta.
Siamo in Italia, qui il razzismo è di casa e chi lo nega è un razzista oppure è uno che gira con le fette di salame sugli occhi.
Gli Statunitensi hanno cambiato il mondo eleggendo come loro Presidente Obama. Hanno reso possibile il possibile, non era impossibile, era possibile così com’è possibile in Italia che una donna diventi Presidente della Repubblica… nessun divieto, vero? E peccato che ci vorrà parecchio tempo ancora, per l’Italia, prima che il possibile accada.
Ricordo un altro giorno importante come quello dell’elezione di Obama: un muro veniva abbattuto, in moltissime case si piangeva e si capiva di essere testimoni di un avvenimento incredibile, ritenuto impossibile, per cui molti si erano battuti perdendo, venendo stesi, lasciati Ko al tappeto.
Così l’elezione di Obama, mia madre e mio padre sono stati dolcissimi, hanno avuto parole semplici, hanno gioito per tutti i popoli della terra, per un popolo che ha avuto il suo riscatto.
Non importa se sembra che metto enfasi in una cosa che le buone maniere richiedono di far passare sotto tono ma ha ragione Berlusconi a sottolineare il colore della pelle di Obama: è meticcio, sposato con una nera, foglio di un’antropologa sposata prima con un nero e poi con un asiatico, una che certo di quello che pensava l’America bianca e per bene se n’è fregata alla grande.
Accanto al suo nome seguirà sempre “primo Presidente nero degli Stati Uniti d’America” e per me e per milioni di persone questo significa che il mondo lo hanno già cambiato i cittadini degli Stati Uniti d’America.
Grazie.

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Moratoria hpv

 
La moratoria è proposta dalla Scuola di Medicina Omeopatica di Verona.
Io ho già firmato.

Vaccino anti-HPV: una scelta da ripensare

 

 

Nel mondo, l’appello per una moratoria è; stato già lanciato da più di 4000 ricercatori spagnoli di cui il primo firmatario è; C. Alvarez-Dardet, direttore del Journal of Epidemiology and Community Health. Recentemente il parlamento della Virginia ha deliberato di rimandare la decisione di vaccinare fino al 2010, il governo finlandese ha deciso di pianificare uno studio di popolazione per evitare scelte non scientificamente avvalorate. Negli Stati Uniti, primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006, solo 5 Stati su 50 lo raccomandano.

Il Washington Time riporta che effetti negativi sono stati verificati in 20 Stati con reazioni che vanno dalla perdita di coscienza al collasso e con 13 casi di Guillame-Barré; il National Vaccine Information Center segnala 5 casi di morte, 51 di invalidità e 1358 ricoverate d’urgenza, L’EMEA ( European Medicines Agency ) ha comunicato che due giovani donne sono morte improvvisamente dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il papillomavirus. Una delle morti è; avvenuta in Austria e l’altra in Germania. La causa dei decessi non è; stata identificata.Queste due morti fanno seguito al decesso di altre tre ragazze ( 12, 19 e 22 anni ), avvenuto negli Stati Uniti, alcuni giorni dopo la somministrazione del vaccino.

L’FDA ha ricevuto anche 28 segnalazioni di aborto dopo somministrazione del vaccino anti-HPV in donne in stato di gravidanza. L’EMEA ha annunciato che continuerà a monitorare strettamente la sicurezza del vaccino , ma al momento ritiene che i benefici della vaccinazione siano superiori ai rischi. (Xagena2008) (Fonte:EMEA, 2008), Il Ministro Livia Turco nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008 scrive che” l’offerta pubblica gratuita della vaccinazione è; rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è; massimo il profilo beneficio – rischio “ senza però enunciare i rischi.

Propone “ particolare cautela di somministrazione nell’età fertile “ perché “i dati attualmente disponibili non sono sufficienti”e che “ saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma Virus ad altre categorie di giovani donne…”.

CHIEDIAMO UNA MORATORIA DI ALMENO TRE ANNI PERCHE’:

  1. mancano informazioni corrette ed esaustive sui reali effetti indesiderati di questa vaccinazione
  2. stanno diventando sempre più numerose le segnalazioni di gravi danni da vaccino anti HPV nel mondo;
  3. mancano completamente informazioni sulla durata della protezione e sulla reale capacità di prevenire veramente il carcinoma del collo dell’utero;
  4. non sappiamo ancora come si modificheranno i numerosissimi tipi di HPV in risposta allo stimolo vaccinale: gli altri tipi virali ancora non coperti da vaccino diventeranno ancora più cancerogeni?
  5. mancano studi clinici longitudinali condotti da ricercatori indipendenti dalla case farmaceutiche sull’efficacia del vaccino.
  6. il più efficace sistema di prevenzione esiste già ed è; il Pap-Test che può dare risposte su tutti i tumori dell’utero di qualsiasi eziologia.

La maggior parte delle analisi costo-efficacia condotte fino ad ora è; stata finanziata dalle compagnie che commercializzano i vaccini anti-HPV e gli studi di efficacia pubblicati, tutti, senza eccezione, sono sponsorizzati dalle case produttrici dei vaccini .
La prudenza nell’accettare per valide le conclusioni cui sono giunti quegli studi è; d’obbligo e sarebbe stato doveroso condurre delle sperimentazioni indipendenti prima di pronunciarsi in merito ad una vaccinazione di massa effettuata su bambine in una fascia di età particolarmente delicata.

Gli effetti indesiderati locali sono molto frequenti. Il 70% dei vaccinati lamenta dolori di lieve e media entità nelle sedi di inoculazione, il 5% dolori di intensità maggiore. Si sono registrati 5 eventi seri su 11.640 vaccinati, fra i quali un caso di broncospasmo, uno di gastroenterite, uno di cefalea ed ipertensione, uno di emorragia vaginale, un altro di dolore e deficit di mobilità.

Comunque, pur omettendo del tutto i dubbi sulla sicurezza a medio e lungo termine, solo considerando gli eventi più seri e supponendo un’adesione del 90% alla vaccinazione, dovremmo attenderci nel nostro Paese, di qui a 30 anni, prima di osservare il benché minimo risultato positivo, 3247 casi indesiderati di una certa gravità che i servizi sanitari saranno chiamati a gestire.

Perché nonostante tutti i dubbi e le incertezze documentate è; stata deliberata la somministrazione della Vaccinazione anti-HPV? Non c’è; il rischio di una sperimentazione sulle nostre figlie?

Ogni cittadino ha il dovere ed il diritto ad un’informazione aggiornata e indipendente perché ognuno possa trovarsi nella condizione di fornire il proprio consenso o diniego con conoscenza, coscienza e consapevolezza

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30 agosto 2008

… mai lasciarmi disoccupata ché poi non riesco a trovare il tempo per far tutto! Datemi un lavoro, piuttosto, così ho il mio compito quotidiano a cui adempiere e a quello mi limito…

Ieri Cefalù, presto per scriverne, solo la comunicazione ufficiale per i tanti che sono stati in pena, l’operazione è riuscita ed è confermato: nessuna traccia di malattia, le aderenze sono state causate dalla radioterapia.

Doveroso segnalare la Fondazione San Raffaele Giglio, uno dei centri d’eccellenza della sanità siciliana, ne riparleremo, anche oggi si va di fretta!

Altro saluto a I love Agrigento che mi ha mappata… per altro devono aver ritoccato la mia foto e…. ancora più carina!!! :mrgreen:

mappa dei blog agrigentini in I Love AG

mappa dei blog agrigentini in I Love AG

 Poi ci sarebbero i ringraziamenti a chi continua a linkare il mio blog segnalandolo nei modi più svariati, ma ”sito dedicato al vaccino contro il Papilloma Virus” è decisamente quello più inesatto essendo che sarei semplicemente un blog…

Grazie anche per i giri folli che fanno alcuni dei miei post, fa sempre piacere anche se ho abbandonato da tempo l’idea di raggiungere il successo attraverso le mie doti di scrittrice… l’abbandono è stato inevitabile quando ho capito la differenza tra scrittrice, appunto, e grafomane…  mmmuhauhauha…

Adesso i miei progetti (ri-muhauhauhauha), dicevo dei miei progetti (mmmmmmuhauhauhauha) sgrunt… i miei progetti prevedono di ricominciare a distribuire curriculum e riuscire ad aggiornare e dare ‘na regolata a ’sto blog… ovviamente non oggi, per oggi solo un altro grandissimo abbraccio

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Riflessioni mafiose

Mi sto facendo una cultura, com’era prevedibile.

La cosa ovvia sin dall’inizio è che il mio senso della legalità mi porta a filtrare diversamente la realtà, non è cosa da poco né un atteggiarsi, essere figlia di un “servo dello stato” ti fa essere dall’altra parte della barricata, hai il privilegio di avere un’educazione alla legalità in una terra in cui l’educazione è alla mafiosità.

Parole dure, dure parole; forse le cose sono diverse per le nuove generazioni così come erano diverse per quelle precedenti alla mia… quelle precedenti alla mia, sorrido: la mafia rurale che nessuno riesce a condannare, quella che non la chiameresti criminalità… a meno che non sei un giovane carabiniere venuto dal nord e si scontra con l’assenza della consapevolezza dello stato nella popolazione, che si scontra con l’antistato.

C’è che davvero ancora oggi è difficile parlare di mafia con chi vive in terre mafiose.

Una cosa su tutte: le cose davvero tremende non le fanno mai i mafiosi, sono sempre altri, altre mafie, altri clan, altri gruppi. Insomma la mafia ancora gode di rispetto, questa la sensazione.

Ma occorre fare scelte di campo e togliere le santificazioni, capire che sono al meglio retaggi del passato al peggio EDUCAZIONE. Lo scrivo maiuscolo, perché venga colto meglio, perché possa essere il punto di partenza di una riflessione sulla mafia.

La mafia educa. Questo il suo modo per radicarsi ed educa come un bravissimo pedagogo, fornendo esempi e impartendo lezioni, ma per farlo le si deve riconoscere autorità.

Questa la differenza. Per me e per molti altri la mafia è un’organizzazione criminale, nata come organizzazione criminale, che uccideva per imporre la propria autorità, che ha creato un antistato, che ha organizzato una società piramidale meritocratica su basi feudali e terriere. Meritocrazia data dall’asservaggio, dalle capacità di accettare e non recar danno alla struttura ai vertici. Leggi non scritte spesso in contrasto con le leggi scritte.

Una gestione del potere arrogante, una giustizia sommaria, la pena di morte come soluzione finale delle controversie.

No, non può avere nessun tipo di rispetto una struttura di questo tipo, ancor di più se si considera che veniva imposta con i non detto, con l’imposizione dei confini entro cui brucare.

Non conferire alcuna autorità educativa alla mafia, questo il primo passo, capire che essere uno schiavo ricco non toglie nulla alla propria condizione di schiavo.

Uno stato di legalità deve garantire ai propri cittadini la libera espressione della propria personalità, delle proprie capacità, educa al rispetto di regole valide per tutti, stabilite nei secoli, che tiene conto dei progressi di civiltà delle nazioni. Dei diritti fondamentali dell’individuo. Di ogni individuo, che ci piaccia o no. E sembrano parole banali, buone per comizi elettorali…

Dire che “in ogni caso oggi la mafia non è più quella di una volta” significa ancora conferirle dignità, ancora si riconosce una mafia buona, una mafia che non è mai esistita. La mafia nasce dalla prepotenza dei propretari terrieri, nasce dall’imposizione del dominio dei forti sui deboli attraverso l’uso di questa forza e l’abuso delle altrui debolezze, spesso solo generate dalla sfiga di nascere povero.

Discorsi lontani, noiosi, inutili? Mai come in questo momento è necessario ricominciare a farli, la mafia è entrata nella gestione del potere statale, è nelle sedi legislative, si è alleata con la massoneria, con la politica, con la finanza.

Si è alleata? Forse sarebbe più esatto dire che si è infiltrata e infiltrandosi ha cominciato a corrompere, a contaggiare con le sue logiche.

Ma ancora è possibile far la differenza tra chi è funzionale alla mafia è chi è mafioso: il mafioso è un criminale. E non importa se è diventato sindaco o segetario di partito, resta il fatto che è un criminale. Il politico che sistema le cose per conto del mafioso non è altro che un suo strumento, il politico che sistema le cose per i propri traffici criminali… è un criminale.

No, non è inutile ripeterle queste cose, forse ce le siamo dimenticate, qualcuno non le ha mai volute capire, altri non le capirebbero nemmeno se venisse mostrato loro il cadavere di una vittima della mafia. O le statistiche di emigrazione della propria terra.

 

 

 

 

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Walter come Cappuccetto Rosso?

Il capo dell’opposizione che non c’è s’è svegliato ed orrore invece della nonnina ha trovato le fauci del lupo!

Accidenti se vien voglia di picchiarlo! A Capuccetto Rosso, non al lupo, il lupo fa il suo dovere di lupo, lo sapevano tutti tranne Walter che a fidarsi dei lupi non ci si guadagna!

A bene, caro, adesso cosa stai lì ad urlare? Guarda che noi lo sappiamo da tempo che c’è il lupo, e da tempo ci stiamo organizzando per non farci sbranare. Una delle strategie per non farci sbranare era quella di non eleggere come pastore uno che non sa distinguere un lupo da un agnello. Ché è cosa che dà poca fiducia agli agnelli!

Vero, se il lupo è al suo posto di lupo è anche colpa mia che non ho scelto il pastorello Walter… ho capito, ma Walter non lo sceglierei come socio se dovessi avviare un’impresa, abbiamo idee gestionali diverse, io, ad esempio, in Afghanistan o in qualunque altro luogo, non ci voglio andare a fare la guerra.

Eri il male minore ma vivere di mali minori è poco dignitoso, questione di scelte di vita, di coerenza, di non voler iniziare a vivere mettendo le toppe ai danni delle altrui furbizie…

C’è che sempre e ancora e spero anche domani io vorrei vivere in un posto migliore di quello del meno peggio.

Adesso Walter sta alzando la vocina, s’è anche quasi incazzato, quasi, insomma fa l’offeso e non vuol più parlare con Berlusconi.

Non so se tra moglie e marito vi risulta che sia sano mettere il dito…

Fatto è che a me continua a sembrare una pagliacciata, mentre in Italia c’è chi sa di star rischiando la galera solo perché fa informazione, mentre in Italia (quella vera, non quella che vede Walter) c’è una gravissima crisi democratica, mentre in Italia ci sono cittadini che combattono battaglie di tutti da soli, drammaticamente da soli, mente in Italia c’è un’assalto ai diritti fondamentali… Walter dice che con Berlusconi non ci parla più.

Va bé, ne prenderà atto, immagino, il cavaliere, che, mentre eravate fuori dall’aula, si approvava la sua leggina del giorno…

Opposizione dura e senza paura eh?

Occhio a non respirare tutti insieme nei corridoi che potreste scaldare l’aria provocando un fastidioso aumento della temperatura!

Intanto la società civile, quella che non va più alle urne grossomodo insieme a quella che c’è andata ostruendosi chirurgicamente il naso, (e sì, persino qualcuno che preso da un’ondata di ottimismo aveva voluto vedere in Veltroni il novello Obama) si organizza come può, senza tentare di far movimento o costruire alternative politiche, ma lottando seriamente e quotidianamente, facendo esperienza di cosa significhi fare resistenza. Civile e non violenta.  

 E… vi presento il vignettista del momento, andate a visitarlo e capovolgetevi dalle risate!

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Cassandrerie: la stidda agrigentina.

E lo sapete: ogni tanto devo sfogarmi e lasciare uscire i pensieri più assurdi o rischio l’implosione!

Innanzitutto vorrei mettere una massaia alla guida della Regione Sicilia, una di quelle splendide donne che con entrate finanziarie minime riesce a gestire una famiglia e garantire un’istruzione ai figli, sempre meglio di quello che abbiamo e visto che è storicamente dimostrato che il patriacato ha fallito comincerei col togliere agli uomini il diritto di voto…

eheheh… rigurgiti femministi? macché, quella è preistoria, io sono oltre: il potere alle massaie!

Va bene, l’ho detta, non chiedo nemmeno perdono.

E’ che vista da qui la situazione è disperata: la sinistra istituzionale è defunta, ma poiché esiste ancora un centro ed una destra  i conti non tornano…

Mentre tutti paventano un ritorno della dittatura stile anni ‘20 io lamento che almeno quella fu un età di lotta alla criminalità organizzata, non ho fatto studi approfonditi ma secondo voci accreditate il duce a cui Berlusconi gongolando si ispira non aveva alleanze mafiose…

E quindi rivendico un primato tutto berlusconiano: aver portato la criminalità organizzata al potere.

Va bene, lo so, verrò internata, lasciatemi sragionare fino ad allora!

E’ che vedere un baciamafiosi come Ministro della Giustizia mi ha rotto gli equilibri mentali, per non dire del Presidente del Senato, sì, quello che ieri finalmente ha risvegliato Walter dal coma con la requisitoria contro la magistratura… Walter non rimetterti a sognare l’italia che non c’è, facci la cortesia!

Ho una speranza da delirio: non ci credo che mettere l’esercito per le strade sia una mossa adeguata, dovevano continuare a mandare i rambi nostrani in missioni strapagate, l’esercito italiano non ama gli scontri di piazza checché ne pensino i gagliardi e destreggianti politicuzzoli, nell’esercito l’alleanza la si fa con la massoneria, non con le mafie! E se metti l’esercito nelle strade quelli si esaltano, cominciano a pensare che possono portare ordine nel proprio paese e poi, si sa, non fanno molta distinzione tra delinquenti e criminali…

Eh stavolta la matassa non la sbrogli, Cavaliere,  ti stai costruendo un vespaio che ti si rivolterà contro!

Al limite ci transiti al fascismo, ma non ci sosti insieme a noi, se sei fortunato verrai liquidato con una bella carica di senatore a vita, manco la Presidenza, eheheh, non hai fatto le scuole di politica, hehehe, pari volpe e sei tacchino… eheheh

Quando la stagione delle pulizie arriverà verrai risucchiato dall’aspirapolvere… eheheh…

L’errore è madornale, a breve verrai cerchiato di rosso dalle potenze del resto del mondo e additato come amicizia da non frequentare, fai perdere prestigio, esserti amico significherà far allungare ombre su ogni capo di stato…

Eheheh… promuovere la mafia siciliana a classe politica e cedere la totalità dei traffici illeciti alla mafia campana può esserti sembrata una buona idea ma tsé tsé lungimiranza zero…

D’altra parte cosa pretendere da uno che per andare avanti ha sempre dovuto lavorare di toppe? Guardati, egregio signore, hai fallito tutto, in ogni campo, come imprenditore, come politico, come stratega…

uhauhauhaaaaaa

Senti già il fetido odore di carne bruciata? E’ la tua. Pensavi davvero di poter togliere il controllo del territorio alla mafia siciliana? uhauhauhaaaaaaa e regalarlo a quella campana? uhauhauhaaaaaaaa

Ti pare che puoi comprare l’onore? Non hai capito niente, sei un cacasoldi, non ne sai niente di leggi scritte e soprattutto non sai nulla di leggi non scritte. Hai presente? No, non hai presente, credi che qui si faranno da parte e diranno “s’accomodasse” quando arriveranno a voler spadroneggiare? Credi che siano quei quattro pupi a poterti garantire il controllo?  Credi che i siciliani partiranno tutti? Dimentichi 50 anni di antimafia, dimentichi che anche nelle nostre zone ci sono confini tra quello che si può e quello che no, persino la mafia sa sin dove si può esporre e dove meglio che faccia un passo indietro ché non porta mai niente di buono rompere troppo i coglioni.

I Siciliani sono isolani, si sentono siciliani, non hanno paesi di confine ma uno stretto bello alto e profondo e violento, fallo il ponte per tentare di avvicinarci, stai sbagliando a non farlo, non gioca a tuo favore e non credo siano gli ambientalisti a non fartelo fare, vero Silvio? Non sono certo le opposizioni a non permetterti di unire la Sicilia al continente…

 Ti pare che trasformi i nostri capimafia in servi del potere?

uhauhauhaaaaaaaa

O l’esercito in una banda di criminali prezzolati?

uhauhauhauhaaaaaaa

uuuuuuhahhahahhhahaaaaaaaaaaaaaaaa

E a chiunque si stia chiedendo cosa mi succede: provate voi a vivere nella provincia italiana con la più bassa qualità della vita e la più alta densità mafiosa!

Questo è il feudo della Stidda i cui esponenti baciano Ministri della Giustizia, la mafia più giovane e feroce, tò: emergenza rifiuti anche ad Agrigento… quella che fa più paura, quindi non voleteme se divento isterica e vaneggio… 

Bella, splendida, amata terra mia.

Non me ne vado più, statene certi, io resto qui a combattere.

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La Valle dei Templi e della vergogna.

“La Valle dei Templi è inserita in uno scenario… “

“La Valle dei Templi è la testimonianza di un passato… “

La Valle dei Templi.

Mi vergogno. Ci sono state altre volte in cui mi sono vergognata di essere siciliana, ma ho sempre reagito con fierezza, come parte innocente ed incolpevole, come vittima. Questa volta mi è più difficile e mi vergogno. Non sto trattando l’argomento con il dovuto distacco, non riesco a mettere giù la vergogna degli inciuci, delle parentele politiche, dello scenario in cui adesso è inserita la Valle dei Templi.

I miei concittadini al meglio credono che anche questo progetto, il rigassificatore accanto alla valle, fallirà, ma credono e lo urlerebbero in coro che meglio questo tipo di sviluppo che niente.

Il sindaco di Porto Empedocle gran sostenitore del progetto? Impiegato Enel.

La mia è una città mafiosa. Il mio è un territorio mafioso. Ci sono cresciuta. Figlia di sbirro, selezionare le compagnie, meglio i morti di fame mi ripeteva mio padre, poveri se onesti in Sicilia.

La mia è una città in cui la mafia controlla ogni cosa e chi non la vede è perchè ha gli occhi chiusi.

La mafia dell’acqua. La mafia dei traffici internazionali di droga. Interi paesi trasformati in piazza per lo smercio della droga. La mafia dell’agricoltura. La mafia dell’edilizia. La mafia dei fondi europei. Il pizzo. Le tangenti. I morti ammazzati. I latitanti. La mafia a cui i politici sono soggetti, mai avuto l’impressione che la politica controllasse in alcuna misura la mafia, da noi la mafia controlla la politica come nei migliori film di mafia. Il reclutamento massiccio di voti attraverso la costituzione di centinaia di cooperative, mi ci sono iscritta anch’io, non so chi fossero i referenti, si andava a gruppi di centinaia, ore di fila per sperare che davvero arrivasse il finanziamento e potessi ottenere un lavoretto, un qualunque lavoretto.

Molti miei concittadini mi direbbero che non è vero e diffamo una provincia. Molti si vergognerebbero di me, per le mie parole, per le mie accuse, io mi vergogno di loro e siamo pari.

Il rigassificatore è cosa di Cuffaro. Condannato in primo grado per favoreggiamento semplice in un processo di mafia. Non significa che il rigassificatore è cosa di mafia. No. Dalle nostre parti è così facile trovarsi gomito a gomito con un mafioso… e non è una battuta, triste ma non è una battuta, ci sono quelli che lo sai, ci sono quelli che forse e ci sono quelli che non lo avresti mai sospettato.

Nella mia terra ancora si differenzia tra “paciere” e mafioso. Il paciere è l’uomo che ha influenza e a cui ci si rivolge per dirimare le controversie, è alternativo ad un giudice di pace. Non si chiamano più uomini d’onore perchè uomo d’onore è il mafioso, il “paciere” è un uomo di cui si rispetta il verdetto. Nessuno saprebbe dire perché, è così, poi ogni tanto qualche “paciere” finisce sui giornali come boss mafioso e no, la popolazione non crede che non fosse altro che un “paciere”.

Nella mia terra.

Non sono tutti mafiosi i cittadini della mia città. Sono onesti cittadini che si muovono come su un campo minato, ma ci viviamo da sempre e sappiamo come muoverci. Sappiamo che i diritti sono cose scritte sulle carte. Ma il furto di diritti è stato totale e quel che conosciamo meglio sono le concessioni di favori.

La Valle dei Templi è il riscatto per molti agrigentini. E’ quello che non ci hanno tolto, come le spiagge, come il sole, è l’unico vanto, l’unica cosa di cui andiamo fieri e ci inalberiamo perché sappiamo che l’abbiamo protetta, perchè non è al centro della città, perché è lì, tra noi e il mare. E ci consola. Ci ricorda chi siamo, l’amore per la bellezza, per la cultura, per il passato. La grandiosità di cui godremmo se non fossimo schiavi di ombre. Quasi una promessa, qualcosa a cui tornare, la testimonianza che un tempo c’è stato e potrebbe di nuovo esserci.

Mi vergogno. Penso che stiamo rubando alle generazioni future la bellezza. La speranza. La consolazione. E mi vergogno.

 

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Vulpio, Travaglio e i rigassificatori

copertina del libro di carlo vulpioRicevo una mail da Gaetano Graziano, componente del Comitato no rigassificatore, che mi segnala l’uscita del libro di Carlo Vulpio 

“Roba nostra:storie di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare”- Edizioni Il Saggiatore-.

Bene, eccovi il testo della mail

“Carlo Vulpio è l’inviato del “Corriere della Sera” che per primo si occupò dell’affaire rigassificatore di Porto Empedocle, dalle pagine del Corriere il 26 marzo dello scorso anno, con una coraggiosa inchiesta dal titolo “Scontro sul rigassificatore vicino alla Valle dei Templi”.

Vulpio appartiene a quei pochi giornalisti italiani di razza che possono a buon diritto definirsi “dalla schiena dritta”; non a caso la prefazione del libro è stata curata da Marco Travaglio che, nel concluderla, avverte “nessuno, grazie a questo libro, potrà più dire di non aver saputo”.
Vulpio denuncia, senza peli sulla lingua, gli intrighi, le connessioni tra politica (di destra e di sinistra), sindacati, magistratura e malaffare che hanno attraversato gli anni della cosiddetta seconda repubblica. Mi piace riportare l’incipit del primo risvolto di copertina del libro: “Bisogna far sistema. Questa ricetta con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano trova da noi un’applicazione tipicamente all’italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche”.
E al saccheggio (fino ad oggi tentativo di saccheggio) della Valle dei Templi di Agrigento Vulpio ha dedicato un intero paragrafo dall’eloquente titolo “Gas nella Valle dei Templi di Agrigento”, inserito nel capitolo più vasto dal titolo altrettanto eloquente “Le mani sul patrimonio dell’umanità”.
Senza timori riverenziali per nessuno Vulpio ci spiega, attraverso un excursus di10 pagine, l’intrigo di politici, sindacalisti, funzionari infedeli, faccendieri, ecologisti pentiti (dagli accorati appelli alle repentine ritrattazioni “illuminati” sulla via del rigassificatore) che hanno potuto ideare, progettare e, a vario titolo, sostenere e avallare ciò, che se realizzato, potrà a buon diritto essere considerato un crimine contro il patrimonio culturale universale.
Non vi anticipo altro: correte in libreria a comprare il libro di Carlo Vulpio.
Gaetano Gaziano”

Mille grazie,

corro.

 

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Non rigassifichiamo la Valle (4)

Breve aggiornamento sulla Valle: a breve sarà pronta la petizione e dovrebbero arrivare le prime adesioni di gruppi sostenitori, teniamo le dita incrociate.

Quello che mi avvilisce sono i commenti dei miei interlocutori: quando dico che si vuol costruire un rigassificatore accanto alla Valle  dei Templi… si torna alle solite considerazioni sul sud, perché che tutti lo vogliano, questo rigassificatore, anche coloro che sono deputati alla salvaguardia dei beni culturali… bé… non depone a favore né dei cittadini né delle istituzioni, al di là delle considerazioni sull’energia si/no, rigassificatori si/no, ambiente si/no.

Perché la Valle è amata anche fuori dalla Sicilia.

Ed è quello che continuo a spiegare, la Valle non è siciliana, non è agrigentina.

E’ protagonista di una manifestazione che ha un alto valore simbolico: la Sagra del Mandorlo in fiore, festa della Primavera e festa dei popoli. Non oggi, ma ve ne parlerò.

Provo ad immaginarla a rigassificatore costruito e capisco che non sarà più. Perché si vuol abbandonare lo sviluppo turistico per privileggiare l’industrializzazione del territorio, e per quanto si voglia far credere che la nuova banchina e il nuovo molo saranno d’aiuto per il turismo… bé, le scelte politiche dicono gli indirizzi e a me non pare che un rigassificatore, un termovalorizzatore, un inceneritore – tutto previsto attorno alla città di Agrigento – a me non pare che significhino sviluppo turistico.

Pare che il problema dell’impatto ambientale non esista, che tanto le acque marine sono già inquinate e che anzi l’immissione di acque fredde potrebbero persino contrastare l’effetto serra… insomma un rigassificatore ambientalista, il nostro!

Una sola cortesia chiedo agli italiani: se dovessimo perdere questa battaglia e dovessero costruire il rigassificatore… non permetteteci di avere un aereoporto, vi supplico, son anche soldi vostri quelli che utilizziamo, non finanziate un aereoporto richiesto per sviluppare il turismo se vogliono industrializzare la provincia. A noi un aereoporto non serve, checché vi dicano, non credeteci, non ci serve, possiamo fare un’ora e mezza ed andare a prenderlo a Palermo o Catania, state tranquilli, lo abbiam sempre fatto e continueremo a farlo.

giusto perché non vorrei passare per una del popolo del no: io ho tanti sì. Agrigento ha solo una cosa che ne impedisce uno sviluppo forte: la classe politica e la mafia, ma ha tutto per poter diventare un grande centro turistico. Nessuno vuole che continui a restare così com’è, meno che mai io che sono dovuta emigrare per tentare di avere un futuro; le scelte di oggi, di questi mesi potrebbero determinare non solo uno scenario diverso ma la perdita di quelle possibilità che ancora abbiamo.

E allora avremmo perso tutti, anche quelli che si son fatti convincere a sacrificare la valle.

Perché vedete, e poi per oggi non rompo più, noi agrigentini abbiamo un rapporto ambivalente con la valle: potrebbe essere un bene prezioso ed invece spesso è stato un ostacolo. Persino al naturale sviluppo della città, si interpone tra noi e  il mare, limite invalicabile, dobbiamo arroccarci e andare verso l’interno mentre tutto spinge verso il mare. Condiziona ogni cosa, inclusa la viabilità, i collegamenti tra il porto (Porto Empedocle) e la zona commerciale, la zona industriale, le altre città. Quindi non mi stupisce se l’idea di far perdere importanza alla Valle, di costruirle attorno un corollario diverso, ad altissimo impatto ambientale… sia qualcosa che molti, ma davvero molti, auspicano.

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Valledeitempli.net è il sito che continua a documentare in modo approfondito l’intera vicenda

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ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

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