In una qualunque realtà del sud chiunque conosce i nomi degli esponenti mafiosi che controllano il territorio, le indagini sono necessarie per trovare le prove, ma il potere mafioso non è occulto. I nomi delle famiglie mafiose sono conosciuti in quanto rivestono sul territorio un ruolo importante: regolano l’andamento della società sotto quasi tutti gli aspetti: commerciale, politico, salute ( il pizzo è di fatto una tassa sulla salute?… di certo la sanità meridionale è controllata e condizionata dalle organizzazioni mafiose), criminale (anche la microcriminalità è organizzata e supervisionata dalle mafie).
L’assioma è facile facile: chi dice che la mafia non esiste è un mafioso o un omertoso. Non c’è margine di errore.
Al nord la situazione è diversa, non è dato conoscere i poteri mafiosi locali, è una mafia che si comporta in modo diverso dalla mafia che conosciamo, che tiene al mantenimento della facciata di rispettabilità nel senso comune, non certo nel senso meridionale in cui “rispettabile” e “galantuomo” sono termini che nell’accezione popolare indicano uomini di mafia.
La mafia regna anche al nord. Significa che lo Stato italiano è debole, inquinato e che questa gravissima situazione italiana è in parte legata alla congiuntura e alle vicende mondiali, ma un’altra parte è causata dal potere mafioso.
Cominciare a prenderne atto, cominciare a individuare non solo nella cattiva gestione della parte politica avversaria (come siamo soliti fare) le cause di tutti i mali… forse non sarebbe una perdita di tempo.
Avendo deciso che per un po’ eviterò di parlare di politica (è duraaaa)…. mi sono trovata un’argomento alternativo: la mafia al nord.
Anni Ottanta – Novanta: Verona, la “Bangkok italiana”
Dagli inizi degli anni Ottanta oggetto di attenzioni criminali mafiose, nel giro di una quindicina di anni, Verona diventò un punto di snodo dei traffici di droga così cruciale da conquistarsi il triste soprannome di “Bangkok d’Italia”. A rendere la città scaligera una piazza strategica per il circuito del narcotraffico europeo contribuì in primo luogo la sua posizione geografica nevralgica, perché centrale lungo le rotte dell’est, del Mediterraneo e del nord Europa; in secondo luogo furono rilevanti gli accordi stipulati tra le mafie italiane e le associazioni criminali mediorientali, su tutte la mafia turca, per il passaggio attraverso gli stessi canali, oltre che della droga, anche di armi leggere e pesanti, di componenti per la fabbricazione di ordigni nucleari e di segreti dell’industria bellica.
All’interno di questo patto trovarono spazio numerosi soggetti, in gran numero incensurati e insospettabili, che, singoli o associati con altri criminali, si dedicarono allo spaccio al minuto dell’eroina turca, dell’hascisc e della cocaina colombiana che le organizzazioni siciliane, campane e calabresi fornivano loro, disinteressandosi completamente delle modalità di organizzazione del traffico e ritagliandosi invece ampi margini di utili.
Questo scenario davvero inquietante venne alla luce quando, dopo molti mesi di minuziose indagini, in data 14 giugno 1994, scattò a Verona, e contemporaneamente negli altri capoluoghi veneti e in tutta Italia, una vasta operazione delle forze dell’ordine che portò all’esecuzione di 183 mandati di cattura, di cui 66 in carcere. L’operazione “Arena”, che scompaginò le fila di questa rete di narcotrafficanti, fu possibile grazie allo sviluppo delle intuizioni investigative che furono alla base della famosa indagine avviata un decennio prima da Carlo Palermo, giudice istruttore di Trento, il quale, nello svelare i meccanismi e i retroscena degli scambi tra droga ed armi, individuò Verona tra le città coinvolte nel traffico.
da Omicron – Osservatorio milanese sulla mafia organizzata nel nord
“Benché, contrariamente a quanto si crede, la presenza economica della mafia nelle regioni settentrionali si sia sviluppata fondamentalmente al di fuori del capitalismo di borsa, i contatti e gli accordi con le imprese e i gruppi di prima grandezza testimonierebbero e spiegherebbero meglio sia le straordinarie capacità di pressione lobbistico-politica della mafia sul piano nazionale sia anche i condizionamenti visibilmente operati sul mondo dell’informazione anche al Nord.”La mafia al nord - di Nando dalla Chiesa
… i collegamenti portano a pagine rimosse? Lo so. Che farci?
Se avete voglia potete leggervi la relazione della Commissione Antimafia 2008 in cui è dato ampio spazio alle mafie del nord
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