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Ieri ad Agrigento

nogassificare la valle1

 

E da oggi si firma per dire NO al rigassificatore nella Valle.

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Tempio di Zeus a Porto Empedocle

Rigassificare sul Kaòs

tempio-giove

creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 03/02/2009 15:08

Nota di Alessio Lattuca – Confimpresa

 

 

Il molo di ponente è stato costruito con i resti del tempio di Zeus tra il  1746 e il 1763 per iniziativa del re Carlo Sebastiano di Borbone.

Per lungo tempo fu accusato dello scempio il Vescovo di Giorgenti Lorenzo Gioieni, circostanza smentita dal filologo agrigentino Angelo Palillo e dall’archeologo Giuseppe Castellana che avendo condotto delle ricerche più accurate sostengono che Gioieni scrisse a Carlo III nel 1746 chiedendo l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo porto a San Leone.

Carlo III fu irremovibile e affidò l’incarico della progettazione all’ing. Salvatore Lanza, mentre il conte Juan Filangeri fu il primo sovrintendente generale dell’opera. 
 Il molo in questione è quello vecchio, per intenderci quello vicino alla Torre di Carlo V.

 Non è noto a tutti che nel XIX secolo, in occasione della costruzione dell’attuale  molo di ponente   (quello prossimo alla capitaneria che comprende la spiaggia), è stato realizzato con gli stessi blocchi che erano stati semplicemente spostati.

Pertanto in passato i resti del tempio di Zeus erano stati cercati nel vecchio molo e nessuno era mai andato a cercarli nel nuovo molo.

Oppure se qualcuno si è interessato,  non lo ha divulgato.

E’ certo che i marinai della zona lo sapevano e forse anche i responsabili della capitaneria che forse per ignoranza non hanno mai fatto nessuna segnalazione alle autorità competenti (soprintendenza) come la Legge impone.
 
Alcuni mesi fa Marco Falzone, operatore tecnico scientifico per i beni archeologici, ha reso noto che molti resti del tempio di Zeus sono ancora ben visibili nel molo di Ponente del porto di Porto Empedocle. 

Nel mese di ottobre  in occasione di un incontro svoltosi all’interno del tempio di Zeus il Prof. Beste dell’ Istituto Germanico di Archeologia di Roma, ha dichiarato di non sapere nulla dei suddetti resti.

Pertanto su  sua richiesta è stata organizzata una visita all’interno del  porto a seguito di informale richiesta rivolta  alla Capitanieria che ha fornito l’assistenza di un Ufficiale per la ricognizione. 

Lungo il tragitto verso il porto il professore rivelò che secondo le sue indagini in situ mancavano tracce di 18 semicolonne e che pertanto a parer suo il tempio era rimasto incompiuto. 

Dopo aver visto i resti del tempio, che incredibilmente presentano ancora interessanti  particolari architettonici, il professore ha ritirato le  considerazioni espresse in quanto i resti mancanti erano evidenti.

Il professore era perfettamente a conoscenza che il tempio era stato usato come cava per il porto. Tuttavia, gli era sempre stato riferito che non esisteva più nulla.

Insomma è paradossale che non fosse mai stata effettuata una ricognizione dei resti all’interno del porto.

Il Prof. Beste ha evidenziato che la visione dei resti in parte coperti dall’acqua marina è risultata estremamente significativa per i suoi studi ed ha manifestato riconoscenza per le preziosa  informazioni.
 
In occasione delle Giornate Gregoriane e successivamente nell’ambito delle iniziative organizzate per il decennale  dell’inserimento della Valle dei Templi nell’Heritage List - UNESCO ha confermato di avere riconosciuto i resti del tempio.

Ciò ha suscitato particolare interesse da parte degli archeologi presenti e in particolare, del  Prof Mertens (uno dei più importanti esperti di archeologia classica del Mondo) i quali hanno convenuto sulla opportunità di apporre il vincolo archeologico.

Con la consapevolezza delle enormi difficoltà di procedere al recupero rispetto all’erosione marina e  al tempo stesso della necessità di proteggerli dall’uomo. 

D’altrocanto anche i resti del tempio di Zeus in situ sono in cattive condizioni e soggetti all’erosione ma, grazie al vincolo archeologico, sono protetti dall’uomo. 
 Pure i resti del tempio gettati nel mare dai  predecessori, ignoranti e irresponsabili, meritano un vincolo che ad oggi non posseggono. 

Al di là dell’importanza che possono rivestire sotto il profilo storico risulterebbero una formidabile risorsa per attrarre   turisti e viaggiatori nella città di Porto Empedocle.
 
E’ urgente adoperasi per la salvaguardia dell’importante risorsa ai fini occupazionali per evitare soprattutto che – con la futura ristrutturazione del porto – i resti del tempio scompaiano del tutto.

Le responsabilità di tale scempio saranno in capo a tutta la classe dirigente locale, regionale e nazionale e, ovviamente,  in misura maggiore in capo a chi ha il dovere di proteggere, recuperare, conservare e valorizzare i beni culturali, ambientali e paesaggistici.

A tale proposito è indispensabile interrogarsi su come sia possibile conciliare la tutela dei beni culturali  della loro valorizzazione con la collocazione di un impianto di  rigassificazione nel Porto di Porto Empedocle.

 

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Agrigento

Vivere qui è dover ogni giorno combattere contro l’assurdo, contro la sensazione che il limite si sia superato ormai da molto ed è impossibile tornare indietro, devi solo adattarti e cercare di capire come muoverti in questa terra in cui…  voci parlano.

Voci senza corpo, senza vita, senza relazioni con il resto del mondo. Vivere in questo modo non è vivere in Italia, dev’essere successo qualcosa perché qui, ad Agrigento, l’Italia non c’è.

O forse mi sbaglio ed è vero l’esatto opposto, qui c’è l’Italia più vera, quella che non conosce legalità, che non ha senso dello Stato né della cittadinanza, quell’Italia che altrove si intuisce solamente e qui prospera e si mostra senza vergogna.

Vedete è che Agrigento è veramente bella, non perché è la mia città, Agrigento è davvero di una bellezza a tratti sconvolgente, e questo rende tutto più doloroso.

Dovrebbe essere donata al mondo questa bellezza, dovremmo accogliere chi viene a farci visita con l’emozione negli occhi, aspettando con ansia l’espressione che avrà il loro volto quando da lontano scorgeranno i templi stagliati sul mare, quando si affretteranno per raggiungerli e piano piano, diminuendo l’andatura, si accosteranno alla bellezza.

Parlando di Empedocle, immaginandolo camminare perché Empedocle te lo immagini così, che cammina lungo la via Aurea, mai fermo, sempre in cerca di cose, attento, vigile, pronto, una mente capace di spaziare dalla filosofia alla medicina, capace di ingegno tecnico e poesia…  lo vedi  che cammina maestoso nella sua tunica bianca e oro, con i suoi pensieri che iniziano la storia del pensiero, con le sue parole che iniziano la storia delle parole. E tramite le sculture di un Greg Wyatt ispirato da empedoclee suggestioni fare un balzo dall’alba della cultura all’arte contemporanea.

Parlando di Sciascia, ad nord dei templi, dopo Tomasi di Lampedusa, ad est, opposto rispetto Pirandello, a ovest. Di fronte il mare Africano.

Pirandello. Non c’è persona che sia capace di poche parole su Pirandello, nemmeno l’unica che lo contraddistingue, genio, è sufficiente a dire le emozioni che lascia Pirandello in chi lo studia anche solo per dovere scolastico. Pirandello vicino a Camilleri, nuovo e moderno amore di molti, non so chi ha scritto di immaginare il Commissario Montalbano che esce sulla sua veranda e lancia uno dei suoi penetranti sguardi… ad un rigassificatore; immaginate anche Pirandello che esce di casa, cammina lungo il breve sentiero e si siede sotto il pino, guardando il mare  e di nuovo immagina di spargere le sue ceneri… sul rigassificatore.

Anch’io mi sono fatta prendere dai tecnicismi ed ora che siamo agli sgoccioli credo che sia la strada sbagliata , non m’importa nulla né del fabbisogno energetico né delle direttive Seveso, né  chi e con chi si farà, chi ne trarrà profitti e chi ne godrà vantaggi. Non m’importa, penso solo che non abbiamo saputo difendere la bellezza e di questo siamo tutti colpevoli.

Siamo la provincia più povera d’Italia, non abbiamo acqua corrente, né strade, né sistemi fognari, non abbiamo nulla oltre alla bellezza e, tra poco, non avremo nemmeno quella.

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Rigassificatore – raccolta firme

da Agrigentoweb.it

Rigassificatore. Si mobilitano le associazioni

Giovedì 22 gennaio alle 11:00 ha avuto luogo, all’interno di un’apposita sala del Municipio, un’ importante riunione operativa, nella quale sono state sviscerate varie strategie di contrasto alla realizzazione del Rigassificatore prevista nel territorio di Porto Empedocle.

 Durante l’incontro, al quale ha partecipato il vice-Sindaco Massimo Muglia, si è creato un vero e proprio “cartello” di Associazioni e di Movimenti di varia estrazione politica e culturale che hanno scelto, come comune denominatore, di porre in essere tutte le azioni civili utili allo scopo di impedire la costruzione del tanto discusso impianto industriale.

Il fine apertamente dichiarato dai Rappresentanti delle Associazioni intervenute è quello di riuscire a far indire, in tempi ragionevolmente brevi, un Referendum comunale teso a far esprimere liberamente e democraticamente  la volontà degli Agrigentini in riferimento al Rigassificatore.

La genesi di questa scelta referendaria è supportata dall’ormai sempre più fondato sospetto che la popolazione sia in maggioranza decisamente contraria all’idea di dover convivere a contatto di gomito con un simile “ecomostro” del quale non sono mai state garantite da nessun Ente né la sicurezza, né l’affidabilità, né tanto meno la compatibilità ambientale.

L’unico elemento sin’ora “garantito” è un vorticoso giro d’affari (per svariati miliardi delle vecchie lire) che ruota intorno alla progettazione e all’edificazione dell’opera; nonché l’interesse poco limpido malcelato da alcuni esponenti della politica nostrana.  Segnaliamo un elenco approssimativo delle Associazioni interessate alla delicata tematica e dei rispettivi rappresentanti:

Associazione Culturale “Il Tamburino”(Domenico Vinti, Marco Lombardo);

Camera di Commercio Industria e Artigianato (Alessio Lattuca);

Consorzio Turistico “Valle dei Templi” (Gaetano Pendolino);

Comitato Civico “Agrigento Viva”(Marco Padula, Nuccio Cremone);

Cittadinanza Attiva (Camillo Lentini);

Fondo Siciliano per la Natura (Barberi);

Agrigento Forum (Alessandro Sardone);

Legambiente Circolo “Rabat”(Giuseppe Riccobene);

W.W.F. (G. Russo);

Associazione “John Belushi”(R. Piscopo);

Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Gian Joseph Morici); 

Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Toti Cinque);

Comitato No Rigassificatore (Giuseppe Lo Iacono);

Associazione “Salviamo la Valle dei Templi” (Gaetano Gaziano);

Touristour (G. Tortorici);

CE.P.A.S.A. (Paolo Cilona);

Gruppo Guide Turistiche (Marco Falzone).

 Un riconoscimento particolare va dato all’Ing. Giuseppe Riccobene per l’impegno e la dedizione che sta dedicando con spirito di abnegazione al coordinamento generale di questa notevole iniziativa.

 Tra le forze politiche scese in campo, annoveriamo:

Il Partito Socialista (Giovanni Palillo); Italia dei Valori (Francesca Eccelso); la Destra (Roberto Gallo).

Non è esclusa, nelle prossime ore, l’adesione ufficiale di altri movimenti politici.

 Il primo appuntamento è fissato per sabato 24 gennaio, dalle ore 17:00  in poi, a Porta di Ponte (ingresso di Via Atenea), per dare inizio e impulso alla raccolta delle firme, basata sul nuovo Regolamento comunale per i Referendum Consultivi (Del. C.C. 77/2008), su appositi moduli in corso di predisposizione.

 Ad Agrigento non è cosa di tutti i giorni poter constatare come si siano unite le forze sociali più fresche e libere al fine comune di dar voce a tutti coloro i quali temono che un impianto del genere possa costituire una triste ipoteca per il futuro dei propri figli.

 L’idea di proporre un Referendum consultivo è solo una delle forme di azione che le Associazioni agrigentine stanno ponendo in essere per contrastare il Rigassificatore. Tale idea è stata proposta giorni fa, nel corso di un’affollata Conferenza, presso la C.C.I.A.A., dal Segretario regionale del Partito Socialista GIOVANNI PALILLO, ed è stata subito sposata dal Sindaco Marco Zambuto, il quale sta approntando tutta una serie di adempimenti propedeutici alla celebrazione del Referendum.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare attivamente

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Figure di merda: rigassifichiamo la Valle nel mondo…

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/gas-plant-to-overshadow-greek-temples-1026327.html

http://www.nzherald.co.nz/history/news/article.cfm?c_id=500832&objectid=10544240

Ah bé… c’era da aspettarselo che si faceva una gran figura di merda e consentitemi di usare il delicato eufemismo perché ne avrei di peggio da dire e scrivere….

Sull’Indipendent, giornaletto oltremanica, ci si chiede se gli Italiani siano tutti deficienti e se non sia il caso di discutere delle cose importanti, tipo la tutela del patrimonio dell’Umanità, fuori dall’Italia…

Oltremanica infatti si chiedono se per caso non si debba giustificare il popolo italiano ed i suoi governanti adducendo la solita scusa della mafia, lasciamo che lo credano, sempre meglio essere considerati vittime innocenti che imbecilli impenitenti!

Infatti cosa altro saremmo noi Agrigentini se non imbecilli?

Se si sente dire ad ogni dove: ci hanno forse dato lavoro e ricchezza (i templi intendendo) ?

Se non ce ne può fregare di meno di quelle quattro colonne che c’è voluto ancora una volta un inglese a tirarle su, utilizzando il proprio patrimonio per farlo, ché se fosse stato per noi ci facevamo un altro braccio del molo di Porto Empedocle con quei quattro ruderi!

Un’altro…

Perché in fondo a pensarci bene Porto Empedocle ed i templi sono nemici giurati da sempre: il primo molo venne costruito distruggendo il tempio più grande che il mondo greco abbia mai conosciuto, Giove Olimpico, quello dei Telamoni per capirci… non avete presente… diciamo allora che si trattava dell’unico tempio su più piani.

Ma che farsene dell’unico tempio su più piani mai costruito dalla cultura greca? Un molo, un bel molo ché così almeno puliamo un pò.

Adesso cosa altro stiamo barattando se non i templi con un altro molo? infatti l’altro molo si farà, lo farà Enel, perché è noto che il turista ama attraccare accanto ai rigassificatori, infatti anche in Spagna, ci dicono, c’è il molo turistico ed il molo per il rigassificatore… no, distano l’uno dall’altro poche centinaia di metri, ma d’altra parte Agrigento non è certo Barcellona e quindi noi i due moli, quello turistico e quello industriale, li facciamo uno di fronte all’altro!

E a me piacerebbe che lo dicessero senza ipocrisia che si sta barattando la vocazione turistica mai diventata realtà per un’altro tipo di sviluppo, meno dorico… diciamo.

Quindi… ditelo senza fare le vittime immolate, brutti stronzi agrigentini, che diventi apertamente una guerra tra chi l’arte e la cultura la difende e chi se la vende senza pensarci su, brutti stronzi agrigentini e brutti stronzi italiani, Pecoraro Scanio in testa e tutti gli altri a seguire!

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Rigassifichiamo la Valle…

ENERGIA: SGARBI, NO A RIGASSIFICATORE NELL’AGRIGENTINO

(ANSA) – SALEMI (TRAPANI), 8 GEN – ”Il sindaco di Porto Empedocle, invece di gingillarsi con un grottesco bando per una scultura a grandezza naturale del ‘commissario Montalbano’ che doveva essere scelta da una giuria presieduta dal perdigiorno Andrea Camilleri, farebbe buona cosa a difendere la sua citta’ dall’infame progetto del rigassificatore, estrema violenza ad una citta’ devastata dalla criminalita’ e dalla nuova mafia delle pale eoliche”. Lo dice il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. ”Che senso ha – si chiede Sgarbi – dedicare la scultura a un personaggio fantastico che ha agito in una citta’ che si chiama ‘Vigata’ negando perfino il nome di Porto Empedocle che glorifica un eroe inesistente? Il sindaco di Porto Empedocle scambia i romanzi e la televisione per la realta’. Potrebbe fare il sindaco di un programma televisivo”. (ANSA). COM-FK/GIU
08/01/2009 16:50

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20090108165034800604.html

A me Sgarbi non piace, sia chiaro, ma gli rendo atto di aver speso qualche parola contro il rigassificatore, poche, in realtà, se si pensa a tutte quelle spese contro l’abusivismo nella Valle

Sempre meglio poche parole che niente, vien da dire…

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Anno nuovo vita vecchia?

Secondo me no, però un po’ ci assomiglia…
Aggiornamenti: il mondo spera che Obama dia una sterzata verso la giustizia sociale, il rigassificatore di Porto Empedocle si farà, io continuo a cercare lavoro.
Nel frattempo sono diventata una segnante, ormai parlo la lingua dei segni in modo quasi corretto, tra pochi mesi sarò un tecnico L.I.S qualificato.
Un paio di nuove voci contro la vaccinazione HPV: sospetti sull’assegnazione del nobel all’inventore del vaccino e da Milano ancora richieste di prudenza, sempre, ovviamente, inascoltate.
Per quanto mi riguarda sono nella fase che non mi sento sufficientemente in forma per salvare il mondo…
Ah, le notizie sul vaccino continuano ad avere uno strano andamento nel mondo virtuale delle news: compaiono, scompaiono, ci sono, non ci sono più…
dal mondo:

http://www.diariopanorama.com/diario/noticias/2009/01/21/a-33733.html

http://www.farodevigo.es/secciones/noticia.jsp?pRef=2009011700_20_289137__Cartas-virus-corrupto

Sul rigassificatore… sempre premesso che non lo vorrei manco se fosse fatto in ceramica di Caltagirone con colonnato di tufo…
ma il fatto che si sia scoperto uno dei più grossi giacimenti del Mediterraneo proprio di fronte al sito destinato al rigassificatore è cosa che so soltanto io o qualcun altro ne è a conoscenza?

Addio mia bella Valle, il tuo destino, dopo 2500 anni, è ormai segnato.
E se tra qualche decennio vi chiederete come sia stato possibile ridurre a sito industriale uno dei siti archeologici più belli del mondo… chiedete all’ing. Noto Campanella, all’ ex Presidente della Regione Sicilia Cuffaro, all’attuale Presidente della Regione Sicilia Lombardo, al ministro dell’Ambiente Pecorario Scanio, all’ambientalista Giuseppe Arnone, al Presidente dell’UNESCO Italiana Giovanni Puglisi e a quanti, e sono tanti, sono responsabili.

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… Sindrome NimbY?

Oggi assegnazione del numero civico! E’ ufficiale: ho un numero civico, domani lo porto all’anagrafe e vai con la richiesta di residenza!

Ah bé, qualcuno credeva che il mio nuovo inizio fosse un modo di dire? Il numero manco a dirlo, non poteva che essere il 4. Il fatto che sia il 4 lascia presupporre che il prossimo sarà un 3… accidenti, non perdo il vizio, penso già che potrebbe esserci un’altra residenza! (3 e 4 sono i miei numeri, miei perchè mi accompagnano da una vita, ricorrono… persino in amore essendo che ho avuto il piacere di vivere con un uomo a cui i triangoli apparivano  borghesi!)

Uomini… al momento l’unica constatazione è che camminare per le strade di Agrigento è un toccasana per la femminilità, una cura rinforzante per l’autostima, bella la separazione di genere e la delimitazione dei confini: io donna tu uomo e scusate la semplicità!

Ehm… sempre stata femminista (di quelle che mangiano uomini a colazione, d’accordo) ma proprio perché femminista mai stata per l’appiattimento, a me le differenze piacciono.

Uomini, me n’è rimasto uno sul sorriso, altra bella sensazione, un ricordo che arriva sulle labbra, solo un ricordo piccolo piccolo… proprio come un sorriso.

Va bene, passiamo alle cose serie… leggete sui grilli di Agrigento il post sulla qualità della vita e capirete in che momento storico mi sto inserendo… diciamo che forse non era esattamente il momento migliore per tornare a casa e diciamo pure che figurarsi se io facevo per una volta nella vita la cosa più ovvia da farsi… tipo restarmene a Verona.

Macché. Torno qui adesso che è peggio di sempre. Oddio… peggio di sempre è esagerato, diciamo che non va bene, ma fortuna vuole che politica e mondo imprenditoriale stiano lavorando per risollevare le sorti della provincia e tha-da presto diventeremo una provincia a sviluppo industriale di ultima generazione!

Qui, signori, si produrrà energia per tutti.

Ora, io vorrei ricordare a chi non lo sapesse cos’è la sindrome nimby. Quella sindrome per cui nel mio cortile no, non ce lo voglio. E vorrei ricordare che in Italia molti ne sono affetti: ti vogliono piazzare un inceneritore sul campo di pomodori? ti viene la sindrome nimby. Non te n’è mai fregato niente di energia pulita e diventi un esperto, tutto perché sui tuoi pomodorini non ce lo vuoi un inceneritore.

Me la sono presa anch’io, confesso, ma solo perché nel mio cortile ci vogliono mettere un inceneritore, un rigassificatore, una maxidiscarica e , ma solo se abbiamo davvero culo, una centrale nucleare. No, l’aereoporto no: l’immonnizza e i gas non viaggiano via aerea, altrimenti…

Qui imperversa la campagna elettorale e si sentono di quelle idiozie che sembrano la parodia delle idiozie che si sentono a livello nazionale… e capirete che dire idiozie è un pietoso tentativo di occultare la realtà…

va bene, ci provo anch’io a fare un discorso elettorale…

“Cittadini! Occorre, ad Agrigento, come in tutta Italia, che i Cittadini! scendano in campo e provino, quantomeno, a contrastare l’arroganzadelpotere per RIportare al suo primatoriginario la politicaqualegestionedellacosapubblica. (applausi)

“Pubblica, di tutti, anche mia e quindi la sindrome nimby non me la curo perché mi appartiene… deficiente ché stavolta te lo devo proprio dire, mi appartiene come mi appartengono i miei pomodorini, i miei polmoncini e il mio diritto ad una qualità della vita che non venga dopo le tue ambizioni di potere.”

APPLAUSI.

 

 

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Non-rigassifichiamo la Valle (2)

post precedente:
non rigassifichiamo la Valle (1)
in sintesi: ad un chilometro dal confine dell’Area Archologica di Agrigento si vuol fare un rigassificatore.
L’area è patrimonio dell’Umanità dal 1997. Cioè dal 1997 è sotto tutela dell’UNESCO.

…………….

Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.

……………

Non -rigassifichiamo la Valle (2)

Giovanni Puglisi – Unesco

………..

Paragrafi in cui è diviso questo post:

1- La posizione di Puglisi PRIMA

2 – La posizione di Puglisi DOPO

3 – Da Puglisi a Unicredit in una mossa

4 – Da Puglisi a Mediaset in una mossa

5 – Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)

6 – CONCLUSIONI

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1 – PRIMA:

Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro

Roma, 27/04/2007

Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:

A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO – scrive Puglisi – evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”

Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”

(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento

da: lavalledeitepli.net

2 – DOPO:

– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007

se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.

Lo so, lo so, sono maligna.

Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?

e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!

Parola di presidente Unesco.

……

3 e 4 – DA PUGLISI A….

da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.

Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri

tra le altre attività è Presidente della Fondazione Banco di Sicilia

….. che ha una quota Unicredit….

…. è rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano….

…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”

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5 – Dillo a Profumo .org

Unicredit e Puglisi però ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori – per un totale di 280 milioni di euro – del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case – denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????
DILLO A PROFUMO. ORG

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6 – CONCLUSIONI

Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?

Commenti (5)

Non rigassifichiamo la Valle. (1)

Signori… è in arrivo il prossimo tormentone di questo Blog.

Spero mi aiuterete ancora una volta.

Si tratta della Valle dei Templi.

Dal sito dell’UNESCO:

Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.

Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

I criteri che vengono citati:

  • (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  • (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
  • (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
  • (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.

Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.

Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.

Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.

Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:

ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.

ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.

ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.

ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.

Queste le più ovvie.

Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:

la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…

Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!

C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.

Passando dalla Valle.

ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni (laValledeiTempli.net)

Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.

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