alle sette

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nientedimportante

La sentenza

Queste sono le cose che mi piacciono :-(

 Mettete un articolo da un giornale online locale, tipo il giornale di Vicenza, che vi informa di una sentenza che entra nel merito scientifico di una disputa…

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/199060/

Mettete che avete un interesse maniacale per quell’argomento e volete leggervi la sentenza …. Impossibile.

Allora andate sul sito della Regione Veneto e trovate  il decreto n° 57 del 23 marzo 2009 che autorizza a resistere in giudizio…

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/SommarioDecreti.aspx

il dettagli decreto

http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDecreto.aspx?id=214243

 

Allora  fate un altra ricerca quasi veloce e trovate che la Regione Veneto si è costituita in giudizio nel ricorso di cui quella sentenza… http://89.96.55.13:5656/Odg%20Giunta%20Regionale/44)%20O.d.g.%20numerato%20e%20delibere%20del%2030%20marzo%202009/ordine%20del%20giorno%20numerato.pdf

 

Insomma prendo il BUR e leggo :

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

n. 57 del 23 marzo 2009

Autorizzazione a resistere in giudizio nel ricorso proposto

avanti il Tar Veneto da GlaxoSmithKline Spa c/

Regione Veneto.

[Affari legali e contenzioso]

Galan

Va bene, adesso so esattamente quanto ne sapevo prima sulla sentenza…

 

Vaccino Hpv, il Tar boccia
la gara gestita dall’Ulss 6

SANITÀ. I giudici accolgono il ricorso della GlaxoSmithKline ed entrano nel merito: sospeso l’appalto vinto dalla parigina Sanofi Pasteur Msd

Fantuz:«Mai successo» La fornitura era regionale Scorte garantite però per la campagna vicentina

·         15/04/2009

·     Vicenza. Niente stop alle vaccinazioni obbligatorie contro il papilloma virus, l’infezione che provoca il 70 per cento dei casi di tumore al collo dell’utero. Tutto resta come prima. Almeno per il momento.
La decisione, con cui il Tar ha accolto il ricorso della GlaxoSmithKline dichiarando nulla per illegittimità la gara regionale che aveva visto la Sanofi Pasteur Msd vincitrice dell’appalto per la fornitura del vaccino anti-cancro, non blocca il programma dell’Ulss 6.
Nei 4 distretti di residenza si continuerà a somministrare gratuitamente il siero alle bambine di 12 anni sulla base del calendario stilato dal responsabile dell’ufficio vaccinazioni Andrea Todescato. La Regione, dopo la sentenza-shock (”non era mai successo – commenta il ds dell’Ulss Eugenio Fantuz – che il Tar entrasse nel merito scientifico”), si è presa qualche giorno di riflessione e poi ha sciolto la riserva. «Ci ha fatto sapere – spiega Todescato – che si potrà andare avanti con il Gardasil della Sanofi. Unico suggerimento: usare prudenza negli acquisti. Niente grandi numeri. Dovremo comprare solo i quantitativi che servono per la campagna in corso».
In effetti la lotta a colpi di carte bollate fra i due giganti farmaceutici – la Sanofi multinazionale parigina che produce il Gardasil e in Europa è l’unica a dedicarsi esclusivamente alla produzione di vaccini, e la GlaxoSmithKline multinazionale con sede italiana a Verona che produce il Cervarix e vanta un fatturato da secondo posto nel mondo – è appena iniziata. Ora, dopo il primo round vinto dalla Gsk, è atteso il ricorso al Consiglio di Stato da parte dei francesi, e lo stesso potrebbe fare la Regione per difendere il proprio provvedimento. La partita, dunque, è ancora tutta da giocare per garantirsi la commessa d’oro. L’anti-Hpv è, infatti, uno dei vaccini più cari in assoluto, e la posta in palio è molto alta. Basti pensare che il Gardasil costa al pubblico 188,15 euro per dose, per cui il ciclo completo delle tre dosi da assumere in 6 mesi viene a costare 564,45 euro, anche se poi l’Ulss è riuscita a spuntare un prezzo di 95 euro e per un ciclo intero paga 285 euro, conto meno salato ma che resta gruzzolo da far gola. Il Cervarix costa, invece, 156,79 euro per dose, 470,37 per un ciclo completo.
Ma non è stato il costo più soft a far pendere dalla parte di Gsk la bilancia dei giudici del Tar, che hanno sconfessato, appunto, nei parametri scientifici, l’appalto bandito – a nome della Regione e sulla base di criteri qualità-prezzo stabiliti da una commissione tecnica veneziana – proprio da Vicenza, come azienda capofila per tutto il Veneto. «E questo – dice Fantuz – ci ha fatto trasecolare, perché normalmente la loro valutazione si limita alla procedure».
Vicenza, comunque, si era messa al riparo da sorprese: «In magazzino – dice ancora il direttore sanitario -abbiamo una scorta di 2 mila dosi. Comprandone altre mille riusciamo a coprire tutte le esigenze. Completeremo il ciclo delle dodicenni che hanno già fatto la prima dose e inizieremo il nuovo.
No, l’annullamento del Tar non ci stravolge nulla».

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UE / HPV … che confusione!!!

Ricercatori finanziati dall’UE affrontano il cancro della cervice

Grazie alla piattaforma prototipo ASSIST i ricercatori possono archiviare ed elaborare i dati riguardanti il cancro della cervice, la forma tumorale più diffusa

Il cancro della cervice è la forma tumorale più comune a livello mondiale. Ogni anno viene diagnosticato in circa 60.000 donne e in più o meno nella metà di esse è causa di decesso. Bloccare il problema sul nascere è un’impresa difficile se la malattia non viene scoperta e curata in uno stadio sufficientemente precoce. Il progetto ASSIST (”Association studies assisted by inference and semantic technologies”), finanziato dall’UE con 2,63 milioni di euro, aveva l’obiettivo di risolvere questo problema attraverso la creazione di collegamenti tecnologici tra centri medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento del cancro della cervice, nonché di aumentare lo scambio dei dati e la creazione di maggiori quantità di dati.

Mentre gli scienziati accettato il fatto che il papillomavirus (HPV) rappresenta il maggiore rischio per il cancro della cervice, essi riconoscono anche che l’HPV non è l’unico responsabile. I ricercatori hanno valutato il ruolo dei fattori genetici e ambientali specifici nella determinazione della persistenza dell’HPV e la conseguente progressione della malattia. Studi precedenti avevano suggerito meccanismi patogenici che avrebbero potuto fornire nuovi marcatori del rischio, diagnosi e prognosi e avrebbero condotto a potenziali nuovi trattamenti.

Il progetto ASSIST intendeva combinare i diversi tipi di dati raccolti dai ricercatori, automatizzare il processo di valutazione delle ipotesi mediche, fornire un motore di inferenza capace di valutare il materiale statisticamente, riunire le cartelle cliniche dei pazienti delle istituzioni partecipanti, e sviluppare strumenti grafici espressivi per i ricercatori medici dove indirizzare i loro quesiti.

I ricercatori medici usano studi associativi per individuare i fattori comuni presenti nelle varie malattie. Essi valutano i dati clinici dei test ospedalieri, dati sullo stile di vita (come il fumo o le abitudini alimentari) e dati genetici. I ricercatori confrontano anche i dati dei pazienti con quelli di soggetti sani.

“Quello che cerchiamo di fare è di permettere ai ricercatori medici impegnati negli ospedali e nei centri medici specializzati di usare i dati reciproci e di combinarli in un contesto più ampio”, ha detto il professor Pericles Mitkas del Centro per la ricerca e la tecnologia – Hellas, Informatics and Telematics Institute, in Grecia. “Il problema è che ogni ospedale usa formati diversi, regole diverse per la conservazione dei dati, anche se si tratta di esattamente lo stesso test,” ha detto il coordinatore del progetto. “Perfino nello stesso ospedale, ogni medico potrebbe avere il suo modo particolare di fare le cose.”

Il prof. Mitkas ha fatto notare che il più grande successo raggiunto da ASSIST è stato quello di rafforzare il dialogo tra medici, biologi molecolari e esperti informatici. “Finalmente si parlano e capiscono il rispettivo ‘linguaggio tecnico’,” ha spiegato.

Tre ospedali in Belgio, Germania e Grecia hanno partecipato alla prima parte del progetto. Dopo essersi trovati d’accordo sulla terminologia e sulla rappresentazione e consultazione dei dati, il team di ricerca ha sviluppato una piattaforma software prototipo che assicura ai ricercatori la ricezione dei dati nel formato richiesto. “Lo facciamo usando la rappresentazione semantica, il ché significa che assegniamo un’interpretazione ad ogni valore per aiutare il computer a capire a cosa si riferisce un determinato dato,” ha spiegato il capo del progetto.

Facilitiamo anche l’interpretazione di valori soggettivi come “alto rischio” o “basso rischio”, “caso serio” e “caso non serio”, e usiamo tecniche inferenti basate su una serie di norme mediche fornite dai medici per dire al computer quali risultati sono più validi,” ha detto. “I risultati delle biopsie, ad esempio, sono più attendibili dei risultati del Pap test e potrebbero indicare uno stato precanceroso che il Pap test non ha rivelato.”

La piattaforma prototipo ASSIST ha offerto ai ricercatori accesso ai dati dei pazienti dei reparti di ginecologia e ostetricia dei tre ospedali. “Man mano che andiamo avanti, aggiungiamo funzionalità, ma almeno ora i medici hanno tra le mani qualcosa con cui lavorare e valutare,” ha detto il prof. Mitkas.

“Più in là, capire il percorso della malattia e i fattori che influiscono su di essa, aiuterà i singoli medici a diagnosticarla più precocemente, prevenirla dando indicazioni alle loro pazienti, e sviluppare farmaci o procedure per curare la malattia,” ha detto. “Ma ASSIST è soprattutto uno strumento per i ricercatori, che attraverso i risultati delle loro ricerche potranno aiutare tutte le donne.

Fonte: Cordis (28/01/2009)  ?

Qualcuno vuol dire all’UE che c’è il vaccino contro il Papilloma Virus, che si stanno vaccinando tutte le giovani donne europee con il Vaccino contro il Papilloma Virus, che tutti quei soldi si potrebbero spendere in altro visto che è universalmente noto che il cancro alla cervice è procurato dal Papilloma Virus?

O l’Unione Europea crede che una cosa è una strategia di marketing, altra cosa la ricerca scientifica seria?

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HPV Vaccine: Premio giornalismo libero a…. Messina News!

http://www.messinanews.com/cultura-societa/le-lobbyes-del-farmaco-costruttrici-di-allarmismi/

Lobbyes del farmaco ed allarmismi infondati

2 dicembre 2008 | Di Domenico Majorana | Categoria: Cultura e Società, Focus

<!– –>Fino ad un paio di anni fa l’HPV (Human papilloma virus) era una patologia semi sconosciuta alla maggioranza della popolazione; ma dal 2007, guarda caso dal periodo in cui è stato messo in commercio dalla Merck un vaccino anti HPV, è cominciata una vera e propria campagna informativa di massa sui rischi del papilloma virus. Il contagio di questo patogeno avviene attraverso i rapporti sessuali non protetti e, secondo alcuni studiosi, questo virus potrebbe essere responsabile di buona parte dei tumori al collo dell’utero.

Negli ultimi tempi si è detto molto sulla pericolosità di questo virus e sui danni che esso può causare sia nella donna che nell’uomo. La campagna informativa creata attorno all’HPV consiglia di vaccinare tutti i soggetti a rischio, per evitare la possibilità di contrarre l’ agente patogeno, in alcuni casi creando dei veri e propri allarmismi. A seguito di ciò in Canada il governo conservatore di Stephen Harper ha annunciato lo stanziamento di 300 milioni di dollari per una vaccinazione di massa a tutte le ragazze in età compresa tra i 9 e i 13 anni (età in cui ancora il virus non dovrebbe essere stato contratto) nonostante le parecchie perplessità che lo stesso Gardasil (vaccino prodotto dalla Merck ndr) aveva fatto evidenziare nel 2007 negli States, con i gravi effetti avversi registrati nei 20 Stati in cui era stata portata avanti la campagna di vaccinazione, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista…”, “segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d’urgenza.

Dopo aver causato tutti i sovra citati effetti collaterali è chiaro che l’attuale vaccino anti HPV sia poco sicuro. Nonostante ciò in diversi stati (anche in Europa) si sta attuando una campagna di vaccinazione di massa “gratuita” per tutti i soggetti “a rischio”, ma con i soldi dei contribuenti, perché è lo stato che di fatto compra questi vaccini dall’unico fornitore che attualmente è la Merck. In realtà esiste un vaccino HPV concorrente, il Cervarix della Glaxo Smith Kline, ma non sarà disponibile prima del gennaio 2008. Questo significa che mentre più bambini saranno vaccinati col Gardasil, ne rimarranno sempre meno che potranno ricevere il richiamo da un vaccino concorrente incompatibile, la Merck sta quindi tentando di catturare la quota maggiore di mercato possibile, intascando milioni di dollari dei contribuenti, grazie probabilmente alla compiacenza di alcuni esponenti politici.

In Italia non vogliamo essere da meno, infatti l’ex Ministro della Salute Livia Turco ha avviato dal gennaio 2008, in gran parte delle regioni tra cui anche la Sicilia, un programma di vaccinazione gratuito per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla propria ASL a vaccinarsi, la quale ha dichiarato con orgoglio che «Siamo stati il primo paese in Europa
– disse ai tempi l’ex ministro – ad offrire gratuitamente tramite il servizio sanitario pubblico questo vaccino”. I finanziamenti in Italia ammontano a circa 100 milioni di euro, denaro che sicuramente fa gola a molti.

C’è da dire che l’infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi e solo una piccola parte di queste infezioni è destinata, se non trattata, a causare un cancro. I tipi di virus del papilloma umano che possono infettare le mucose genitali possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (5 ceppi) e HPV ad alto rischio (15 ceppi). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni da HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino. In alcuni casi invece, l’infezione si può manifestare con condilomi in sede genitale. E’ da evidenziare che l’attuale vaccino, composto da virus vivi ma geneticamente modificati per non indurre la malattia, copre solo verso due dei 15 ceppi potenzialmente cancerogeni.

Ma è davvero necessario, alla luce dei gravi effetti collaterali, inoculare a delle dodicenni, che non corrono alcun rischio in quanto non attive sessualmente, inoculare un vaccino potenzialmente pericoloso che garantisce solo una protezione quinquennale? O è una furba azione di marketing da parte dell’Industria farmaceutica per esagerare questa malattia e creare dei falsi bisogni allo scopo di giustificare l’acquisto del suo farmaco al fine di bruciare le altre concorrenti sul tempo ed assicurarsi una grossa fetta di mercato anche per gli anni a venire?

Sarebbe opportuno che lo stato finanziasse invece una campagna informativa per ricordare che per ridurre le possibilità di contagio di tutte le malattie sessualmente trasmissibili (anche per quanto riguarda l’HPV) sarebbe sufficiente usare il preservativo, finchè non si avrà a disposizione un vaccino realmente sicuro. Nel frattempo si permette alle lobbyes del farmaco di lucrare sulla pelle dei cittadini.

Fonti Maggiori:

  • lifesitenews.com
  • laleva.org
  • ministerosalute.it
  •  

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    Vaccino Papilloma virus – HPV18: innocente!?

    La notizia è certa: la presenza del ceppo HPV 18 del Papilloma virus umano non è indicativo di una futura insorgenza di cellule precancerose…

    Non so, non essendo medico, se è come dire che il virus HPV18 non è in relazione alcuna con il cancro alla cervice dell’utero… a me pare di sì, ma sono ignorante e voi che continuate a leggere sapete bene che dovete cavarvela da soli a tentare di capire, vi dò ancora una volta il link dello studio pubblicato su http://jnci.oxfordjournals.org/  Journal of the Cancer Istitute :

    HPV18 DNA Levels Are Not Prognostic For Precancerous Cervical Lesions

    L’editoriale di accompagnamento, a me che non sono un medico, pare una scalata sugli specchi, ma anche questo ve lo leggete da soli in ottimo inglese al link:

    Prognostic Value of Measuring Load of Human Papillomavirus DNA in Cervical Samples: An Elusive Target  

     di EL Franco, F Coutlée

    Alla prossima entusiasmante puntata del serial

    Vaccino HPV: ascesa e caduta.

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    Vaccino HPV – Primi passi indietro negli U.S.A.

    01/22/2009

    HPV Vaccine Program May Be Eliminated

    One proposed cut to the state budget includes the HPV vaccine. It will still be available to girls but the state will no longer foot the billl. 

    The HPV, or human papilloma virus, is a virus connected with cervical cancer. The HPV vaccine has been shown to help prevent cervical cancer.  In 2007, the state began vaccinating girls between the ages of 11 and 18 for free. 
    Last year, that state modified it so that only girls who are 12 years old can be vaccinated and the state would pay for the shots but things are about to change again. 

    It’s one of the first types of vaccines found to prevent a type of cancer and families may soon have to pay for it by themselves. 

    “It’s a new vaccine that we’ve been very excited about to prevent some cancer later in life,” Vice President of Avera Center for Public Policy Deb Fischer-Clemens said.
     
    Thursday, the governor announced proposed budget cuts that would eliminate the funding once used to pay for 12-year-old females to receive the vaccine. 

    The governor’s hope is that eliminating the program would free $277,000 from the budget, but that’s leaving health officials concerned. 

    “As this recession continues to hit the economic problems of individuals go on, this will be one of those things that is not on their top list of priorities to pay for and to get so it certainly raises questions,” Fischer-Clemens said.

    The vaccine is a combination of three shots. Each shot costs around $200 for a total bill of $600 if insurance doesn’t pay for the vaccine. Health officials call it preventative care and by not taking those steps, it could have a big impact on women in the future. 

    “All of those things we know prevent increased health care costs and increased illnesses as we age and those are the keys to decreasing health care costs in the future.  So anything we can do in regards to preventative health care, we need to do,” Fischer-Clemens said.

    It’s important to note that these are proposed cuts and we won’t know the final budget cuts until March. Some insurance companies will cover the vaccine but you will have to check with your provider

    Com’era prevedibile?
    Qualcuno pensava che sarebbe accaduto che, salvata la Merck e cambiato il governo, il vaccino HPV sarebbe uscito fuori dai programmi di vaccinazione?
    Infatti pare che, dopotutto, la vaccinazione contro il Papilloma virus, a ben pensarci, non sia così prioritaria come si riteneva solo pochi mesi fa…

    Vediamo quanto tempo passa prima che il vaccino venga completamente sconfessato dalla nuova amministrazione statunitense?
    Si accettano scommesse.

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    Guerra in Sicilia per la vaccinazione anti HPV

    (lo so che ormai è tipo trastullamento privato in pubblico… tant’è.)

    era stato detto:

    «Vaccini, bene l’ inchiesta della Regione»

    MILANO – «Bene ha fatto l’ assessore alla Sanità, Massimo Russo, a disporre l’ indagine interna che ha scoperto lo spreco per l’ acquisto dei vaccini per la prevenzione del carcinoma del collo dell’ utero (virus Hpv)». Lo ha detto ieri Renato Costa, segretario Cgil-medici in Sicilia, commentando l’ ispezione che ha svelato gli alti costi sostenuti dalla Regione per i vaccini. Per l’ assessorato la Sicilia ha speso nel 2008 molto di più rispetto alla media nazionale. «Non ricorrere a gare pubbliche – conclude Costa – ma ad acquisti “in esclusiva” dei vaccini contro l’ Hpv, ha dimostrato la superficialità con cui sono stati spesi fondi pubblici».
    http://archiviostorico.corriere.it/2008/novembre/03/Vaccini_bene_inchiesta_della_Regione_co_9_081103030.shtml

    poi venne la replica (in cui si spiega anche il perché Agrigento paghi comunque di più…) :

    Precisazione Sanofi Pasteur MSD su campagna di vaccinazione anti HPV in Sicilia
    martedì 04 novembre 2008
    A seguito di quanto pubblicato su alcuni organi di stampa, in merito alla campagna regionale per la vaccinazione anti-papillomavirus in Sicilia, la Sanofi Pasteur MSD, azienda titolare di uno dei due vaccini citati, precisa quanto segue:

    In Sicilia l’attuale prezzo di cessione del vaccino quadrivalente Gardasil® è di 78,49 euro e non di 104 euro.

    Infatti, a seguito dell’aggiudicazione della gara in Lombardia (Giugno 2008) del vaccino quadrivalente, al prezzo di 68,49 euro per un presunto consumo di 120 mila dosi, si è svolta la gara nella Asl di Palermo (unica basata sul decreto dirigenziale dell’11 marzo 2008), per un presunto consumo di 12 mila dosi, con la quotazione di 78,49 euro a dose: cifra che rappresenta il prezzo più basso praticato a livello nazionale nelle gare di Asl (ossia non regionali) per il quadrivalente.

    Immediatamente dopo la gara di Palermo, la Sanofi Pasteur MSD ha adeguato questo prezzo a tutte le altre Asl siciliane aggiudicatarie del vaccino quadrivalente (Caltanissetta-Enna e Catania-Messina-Ragusa-Siracusa-Trapani, asl nelle quali le procedure d’acquisto per permettere l’avvio della vaccinazione delle allora dodicenni si erano svolte a Settembre 2007, ossia quando era disponibile solo il vaccino quadrivalente), per non creare disparità sul territorio siciliano e in attesa di un’eventuale gara regionale.

    Non è stato possibile, invece, applicare tale prezzo per l’Asl di Agrigento che, basandosi sul solo criterio del prezzo, nel frattempo si era aggiudicata il vaccino bivalente al prezzo di 89,92 euro.

    In merito all’opportunità di avviare gare di acquisto del vaccino anti-HPV basate esclusivamente sul criterio del prezzo, e facendo riferimento alla gara svoltasi nella Asl di Agrigento, il 20 Marzo 2008 si è espressa l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori servizi e forniture con un parere a favore dello svolgimento di gare basate sui criteri di qualità e di prezzo per determinare l’offerta economicamente più vantaggiosa. Nel parere si legge che: “L’Autorità ha chiarito, con parere n. 78 del 20.3.2008 in merito ad una gara per la fornitura di vaccini, che il criterio di scelta del contraente più idoneo è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in quanto garantisce l’esigenza di un’effettiva comparazione dei farmaci”.

    http://www.etribuna.com/aas/index.php?option=com_content&task=view&id=15778&Itemid=85

    Controreplica alla replica:

    Sanità: Russo, prezzi ridotti farmaco dopo indagine interna
    emanuele cosentino
    Martedì, 4 Novembre 2008
    Sanità

    “La nostra campagna contro gli sprechi andrà avanti con intensità sempre maggiore.

    Sulla vicenda dei vaccini abbiamo colto nel segno, toccando evidentemente nervi scoperti. L’acquisto dei vaccini anti-papilloma è stato effettuato, proprio a seguito di un decreto dirigenziale dell’Ispettorato regionale, senza gara pubblica e in difformità da quanto espressamente previsto dal Ministero della salute”.

    Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, dopo aver letto una precisazione dell’azienda Sanofi Pasteur, titolare del vaccino Gardasil, acquistato dalle Ausl siciliane nell’ambito della campagna di vaccinazione per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero, promossa dal Ministero.

    In particolare, gli uffici dell’assessorato precisano che l’acquisto dei vaccini è avvenuto “in esclusiva” e non con una gara ad evidenza pubblica tra ditte concorrenti.

    Il prezzo d’acquisto dei vaccini Gardasil, fino ad agosto 2008, è stato di circa 100 euro per ogni dose.

    L’acquisto del vaccino al prezzo di 85 euro, come documentato dalle delibere di alcune Ausl, è stato effettuato soltanto a partire da agosto 2008.

    Proprio il 7 luglio ha preso avvio l’indagine interna con la richiesta di documenti e pareri. Il prezzo del vaccino è sceso ulteriormente a 78,49 euro nella quasi totalità dei casi soltanto ad ottobre.

    A inizio dello stesso mese di ottobre gli uffici dell’assessorato hanno predisposto la documentazione che ha portato alla direttiva assessoriale formalizzata in data 16 ottobre 2008.

    “Constato – ha aggiunto Russo – che il prezzo del vaccino si è ridotto improvvisamente e che comunque non è il frutto di una procedura concorrenziale.

    Anche con riferimento all’Ausl 6, contrariamente a quanto sostenuto dalla Sanofi, risulta che l’Azienda ha programmato, con delibera del 10 aprile 2008, l’acquisto diretto di 3.500 dosi del vaccino al prezzo unitario di 100 euro oltre Iva”.
    http://capodorlando.blogolandia.it/2008/11/04/sanita-russo-prezzi-ridotti-farmaco-dopo-indagine-interna/

    e – per gli appassionati di letture noiose – riporto per intero la pubblica litigatra tra Sanofi- Pasteur e Glaxo-Smith per aggiudicarsi Agrigento..

    Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
    Parere n.78 del 20.03.2008
    PREC 55/08/F

    Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006, presentata dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. – procedura di gara per la fornitura del vaccino anti papilloma virus bandita dalla AUSL di Agrigento e dall’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento in forma consorziata.

    Il Consiglio
    Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso
    Considerato in fatto

    Con bando pubblicato in data 29 novembre 2007 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, l’AUSL n. 1 di Agrigento e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento, in forma consorziata, hanno indetto una procedura di gara aperta per la fornitura in somministrazione di vaccini, per un importo presunto annuo, iva esclusa, di euro 2.521.300,00. Tra i prodotti oggetto di gara, il lotto n. 30 è destinato alla fornitura del vaccino antipapilloma virus umano, per una quantità pari a 10.900 e un importo presunto di euro 891.000,00. Il criterio di aggiudicazione prescelto dalla stazione appaltante è il prezzo più basso, di cui all’art. 82, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006.

    In data 28 dicembre 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la Sanofi Pasteur MSD S.p.A. contesta il criterio di aggiudicazione previsto nella gara de quo per le seguenti motivazioni. L’istante espone di produrre il vaccino Gardasil che, in data 3 marzo 2007, ha ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco l’autorizzazione alla commercializzazione. In data 21 novembre 2007 è stato immesso sul mercato, a seguito di autorizzazione, il vaccino Cervarix prodotto da GlaxoSmithKline S.p.A.. I due vaccini, secondo quanto descritto dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A., seppur preventivi di alcuni tipi di famiglie di virus, costituiscono due farmaci distinti identificati, come tali, da due differenti codici ATC (Sistema di classificazione anatomico terapeutico e chimico). L’istante sostiene che la diversità di codice identificativo è la prova della diversità dei due vaccini poichè uno, il Gardasil, ha un costo leggermente superiore ed è cosiddetto tetravalente o quadrivalente, prevenendo le lesioni causate dal Papilloma virus umano, sia per i virus tipi 16 e 18, che provocano patologie tumorali, sia per i virus tipi 6 e 11, causa di condilomi genitali; l’altro vaccino, il Cervarix, è, invece, diretto alla prevenzione di lesioni cervicali, limitatamente ai due tipi virali 16 e 18. L’istante sostiene che il vaccino Cervarix riporta dati di un’efficacia percentualmente inferiore rispetto al Gardasil, anche in relazione alla indicazione in comune, quali le lesioni precancerose cervicali tipi 16 e 18. Secondo l’istante l’amministrazione deve farsi carico di detta obiettiva diversità qualitativa, tenendone conto nella predisposizione e nello svolgimento delle procedure di gara, al fine di curare gli interessi pubblici. Rileva, pertanto, che, nella procedura in esame, la scelta del criterio del prezzo più basso risulta essere inidonea, stante la diversità dei vaccini, sui quali viene effettuata una valutazione meramente economica, che non tiene in conto degli aspetti qualitativi del prodotto e che indurrà, in futuro, ad acquisire un diverso ulteriore vaccino, che sopperisca alle carenze di efficacia del Cervarix, con una conseguente spesa superiore al risparmio acquisibile oggi. Infine, viene osservato dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. come il Ministero della Sanità, le ASL e le organizzazioni sanitarie, debbano offrire al paziente il vaccino più completo ed efficace esistente sul mercato, nel momento in cui la prevenzione si rende necessaria, stante l’interesse supremo che è sotteso, nonché il primario interesse alla salute.
    A riscontro dell’istruttoria procedimentale, ha presentato osservazioni la GlaxoSmithKline S.p.A., la quale ha preliminarmente sollevato eccezioni procedurali, contestando che l’istante non ha indicato la GlaxoSmithKline S.p.A. quale soggetto controinteressato. Ha, inoltre, eccepito la non identificabilità del soggetto sottoscrittore dell’istanza di parere, in quanto in calce alla stessa non è riportata alcuna indicazione dell’autore della sottoscrizione. Infine, ha rilevato che la questione oggetto del presente procedimento, sia la stessa a quella pendente innanzi al T.A.R. Campania la cui ordinanza è stata depositata nel corso dell’audizione innanzi all’Autorità del 21.02.2008. Per tutte le summenzionate ragioni, a parere della GlaxoSmithKline S.p.A., l’istanza presentata dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. è da considerarsi improcedibile, poichè in contrasto con il Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, nonché della L. n. 241/90. Nel merito la GlaxoSmithKline S.p.A. replica che entrambi i vaccini sono idonei, ai fini della campagna vaccinale per la prevenzione del cancro alla cervice uterina legato causalmente al Papilloma Virus Umano tipo 16 e 18 del virus. Il Cervarix, secondo quanto rappresentato, è stato sviluppato allo scopo di indurre la migliore e completa risposta immunitaria contro i ceppi tumorali 16 e 18, sui quali non esiste alcuna prova scientifica sulla maggiore efficacia del Gardasil, che ha dimostrato una risposta anticorpale che si affievolisce in relazione al ceppo 18. Le caratteristiche del vaccino Gardasil, indicato per la prevenzione dei tipi virali 6 e 11, fuoriescono dall’obiettivo della campagna vaccinale approvato, nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 20.12.2007, con il documento d’intesa tra il Ministero della Salute e le Regioni e Province Autonome, nel quale è evidenziato che l’obiettivo è la prevenzione primaria del carcinoma della cervice e, non, anche la cura o prevenzione di altre e diverse patologie. Inoltre viene rilevato come nel medesimo documento i due vaccini sono considerati di uguale idoneità alla prevenzione dei ceppi tumorali del virus HPV, come era stato anticipato dal Parere Sezioni Congiunte I e II Consiglio Superiore di Sanità dell’11.1.2007 e come viene riconosciuto da alcuni Paesi europei. GlaxoSmithKline S.p.A. contesta quanto sostenuto dall’istante in ordine ai codici ATC, sostenendo che la diversità del codice è ravvisabile solo al quinto livello (indicante il sottogruppo chimico per ogni singola sostanza chimica contenuta nel farmaco), che confermerebbe la sostituibilità dei due farmaci. Viene, inoltre, osservato dalla GlaxoSmithKline S.p.A., che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha affermato che il terzo livello del codice ATC individua classi di medicinali aventi le stesse proprietà terapeutiche e, quindi, prodotti sostituibili nella cura della stessa patologia. Infine, a sostegno dell’appartenenza dei due vaccini alla stessa categoria terapeutica, la società ha fatto riferimento alla classificazione prevista, ai fini del procedimento amministrativo di contrattazione del prezzo dei farmaci in AIFA, che ha posto Cervarix e Gardasil nella stessa categoria. In ordine al criterio di aggiudicazione scelto, la GlaxoSmithKline S.p.A. rileva che l’unica Regione ad oggi che ha scelto l’offerta economicamente più vantaggiosa è il Veneto, a fronte di significativa parte del territorio italiano che ha scelto il prezzo più basso. Secondo quanto sostenuto, il primo presupposto legittimante l’adozione del prezzo più basso è dato dalla idoneità di entrambi i vaccini, ai fini dell’interesse pubblico perseguito, confermato dalla stessa contrattazione con l’Agenzia Italiano del Farmaco, che si è basata sul prezzo più basso. Infine, una eventuale scelta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa indurrebbe la predisposizione di singole leggi di gara che consentirebbero alla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. di ottenere un indebito vantaggio quanto alla protezione aggiuntiva del suo vaccino, in violazione della par condicio tra i concorrenti, nonché dell’art. 68 del D.Lgs. 163/2006, nella misura in cui le specifiche tecniche figurassero nel bando di gara.
    A riscontro dell’istruttoria procedimentale, l’Azienda Unità Sanitaria Locale n. 1 e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento in forma consorziata, hanno fatto presente che il bando di gara non è stato impugnato e che la Sanofi Pasteur MSD S.p.A. ha partecipato regolarmente alla gara, la quale è stata aggiudicata alla GlaxoSmithKline S.p.A. La stazione appaltante ha precisato che la questione scientifica in quanto tale non è di pertinenza della stazione appaltante medesima, né della commissione di gara, ma dell’Assessorato Regionale per la Sanità della Regione Sicilia.

    Le parti interessate sono state ascoltate in audizione dove hanno ribadito quanto già esposto in via documentale.

    Ritenuto in diritto

    In via preliminare, deve essere esaminata la censura procedurale sollevata dalla GlaxoSmithKline S.p.A. in ordine alla improcedibilità dell’istanza, sotto più profili, poiché in contrasto con il Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, ai sensi dell’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, nonché della L. n. 241/90.

    In ordine a dette censure, deve osservarsi come, tra le caratteristiche peculiari che contraddistinguono lo strumento del c.d. “precontenzioso”, di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del D.Lgs. 163/2006, vi sono la flessibilità e l’agilità di tale procedura di componimento, per la quale non sono richiesti particolari formalismi.

    Per quanto riguarda la sostenuta identità tra la questione sottoposta a questa Autorità e la questione attualmente pendente innanzi al T.A.R. Campania, si rileva che dagli atti depositati, nonché dall’ordinanza che respinge l’istanza cautelare della Sanofi Pasteur MSD S.p.A., l’oggetto del giudizio risulta differente. Il ricorso innanzi al giudice napoletano è stato, infatti, presentato dalla Sanofi Pasteur MSD S.p.A. per sospendere la determinazione dirigenziale adottata dalla Società Regionale per la Sanità campana, con la quale la stessa disponeva il ritiro degli atti della procedura negoziata afferente al lotto 12, relativo alla fornitura di vaccino per la cura del papilloma virus umano anti HPV.

    Venendo, dunque, al merito del procedimento in questa sede attivato, la questione riguarda se il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso prescelto dalla ASL n. 1 di Agrigento e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento, nell’ambito della gara di appalto per l’acquisto del vaccino anti papilloma virus, sia o meno il più idoneo per il tipo di prodotto da acquistare.

    La disciplina relativa ai criteri di scelta del contraente, di cui al D. Lgs. n. 163/2006, è stata innovata in coerenza con la normativa e la giurisprudenza comunitaria (cfr. sentenza della Corte di Giustizia del 7 ottobre 2004 nella causa C-2472), secondo cui i due criteri di aggiudicazione del prezzo più basso e dell’offerta economicamente più vantaggiosa sono da considerarsi equivalenti, superando, pertanto, definitivamente, lo sfavore verso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, presente nel dettato normativo nazionale precedente per quanto atteneva alla materia dei lavori.

    L’articolo 81, al comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, rubricato “criteri per la scelta dell’offerta migliore” dispone che “nei contratti pubblici, fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. L’uso della formula disgiuntiva “o” indica, chiaramente, che esiste una perfetta e sostanziale equivalenza tra i due sistemi, i quali possono essere liberamente scelti dall’amministrazione.

    Pertanto, posta l’assenza di alcun indirizzo preferenziale previsto dal legislatore a favore dell’uno o dell’altro criterio e considerata l’ampia discrezionalità nella scelta di cui gode la stazione appaltante, la stessa, all’atto di decidere quale criterio utilizzare, dovrà, tuttavia, fondare la propria scelta sulla base di due linee di indirizzo e di presupposti.

    Il primo è contenuto al comma 2 dell’art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006, il quale letteralmente dispone: “Le stazioni appaltanti scelgono, tra i criteri di cui al comma 1, quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto del contratto, e indicano nel bando di gara quale dei due criteri di cui al comma 1 sarà applicato per selezionare la migliore offerta”. Dunque, ai sensi del sopra citato articolo, le stazioni appaltanti sono vincolate a scegliere il criterio, in relazione a fattori oggettivamente riconducibili alle caratteristiche specifiche del contratto e delle relative prestazioni. Tale scelta dovrà essere motivata in funzione degli elementi oggettivi del contratto e congruente con le sue caratteristiche oggettive.
    In secondo luogo, la finalità cui deve tendere l’amministrazione aggiudicatrice nella scelta del criterio di aggiudicazione è descritta nel considerando 2 della direttiva n. 2004/18/CE, dove viene chiaramente evidenziato come “l’aggiudicazione dell’appalto deve essere effettuata, applicando criteri obiettivi che garantiscano il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento e che assicurino una valutazione delle offerte in condizioni di effettiva concorrenza.” Secondo l’interpretazione fornita dal giudice di Lussemburgo, per sviluppo di una concorrenza effettiva, deve intendersi una modalità di attribuzione degli appalti tale che l’amministrazione aggiudicatrice sia in grado di comparare diverse offerte e scegliere la più vantaggiosa in base a criteri obiettivi (si vedano le sentenze della Corte di Giustizia 16 settembre 1999, causa C-27/98, Fracasso e Leitschultz, Racc. pag. I-5697, punto 26; 27 novembre 2001, cause riunite C-285/99 e C-286/99, Lombardini e Mantovani, Racc. pag. I-9233, punto 34, e 12 dicembre 2002, causa C-470/99, Universale-Bau e a., Racc. pag. I-11617, punto 89).

    Caratteristiche dell’oggetto del contratto e valutazione delle offerte in condizioni di effettiva concorrenza sono, dunque, i punti di riferimento, nonché i vincoli alla discrezionalità nella scelta del criterio di aggiudicazione, cui le stazioni appaltanti devono soggiacere e tenere presente nella preparazione delle strategia di gara e nelle finalità da raggiungere con le procedure espletate.

    Nel caso di specie, oggetto della gara è la fornitura di vaccini, raggruppati in trenta lotti a seconda del tipo di vaccinazione, in relazione ai quali è stato previsto per tutti, il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso. Al lotto n. 30, relativo al vaccino contro il papilloma virus HPV, hanno partecipato le sole due aziende che, come ampiamente descritto in narrativa, hanno ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) le autorizzazioni all’immissione del vaccino in commercio.

    Le tesi sostenute rispettivamente da ciascuna ditta, a difesa della legittimità del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (la Sanofi Pasteur MSD S.p.A.) ovvero del prezzo più basso (la GlaxoSmithKline S.p.A.), si basano sulla diversità dei due vaccini nel primo caso e, al contrario, sulla sostanziale equivalenza dei due nel secondo caso.

    A fondamento delle rispettive tesi le due società hanno prodotto documentazione scientifica che, nell’evidenziare le specifiche e peculiari qualità dell’uno e dell’altro vaccino, sostanzialmente confermano, di fatto, la possibilità di mettere i due vaccini a confronto dal punto di vista qualitativo. La dottrina scientifica fornita nel presente procedimento dalle stesse due ditte, infatti, pone in luce differenze tra i due vaccini sotto vari profili, quali ad esempio la differenza nella risposta anticorporale relativamente alla indicazione in comune delle lesioni precancerose cervicali tipi 16 e 18.

    A fronte di dette diversità e specificità dei due vaccini, nonché tenuto conto della recente immissione in commercio dei due farmaci, sui quali sono ancora in corso le sperimentazioni, sarebbe utile per l’azienda sanitaria mettere in concorrenza i farmaci anche dal punto di vista qualitativo, al fine di dare la possibilità di trovare soluzioni migliorative rispetto a quanto previsto nel capitolato tecnico.

    Pertanto, il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sembra essere, in questo caso, maggiormente idoneo rispetto al criterio meccanico del prezzo più basso, perché consente l’individuazione dell’offerta davvero “migliore”, mettendo in concorrenza altri fattori. Come viene evidenziato, infatti, nel considerando 46 della direttiva n. 2004/18/CE, i criteri sia economici, sia qualitativi, nel loro insieme, devono consentire di determinare l’offerta economicamente più vantaggiosa per l’amministrazione aggiudicatrice.
    Tale criterio, invero, è da preferire in quanto risulta soddisfare i due presupposti sopra evidenziati. Infatti con riferimento alle caratteristiche dell’oggetto dell’appalto, l’offerta economicamente più vantaggiosa potrà consentire di valutare il livello di prestazione che ciascuna offerta presenta rispetto all’oggetto dell’appalto, quale definito nelle specifiche tecniche, nonché di misurare il rapporto qualità/prezzo di ciascuna offerta.

    A titolo esemplificativo, possono essere posti quali elementi di valutazione, la reattività dei vaccini con altri tipi di ceppi virali, l’eventuale protezione di altri ceppi virali, la tollerabilità di ciascun vaccino, la dimostrazione dell’efficacia clinica, la durata dell’efficacia di ciascun vaccino, i giorni di consegna del prodotto, etc. A detti elementi di valutazione devono essere attribuiti dei parametri di ponderazione che, in ogni caso, devono poter essere misurabili sul piano scientifico/quantitativo.

    Particolare attenzione nella predisposizione dei parametri di valutazione dovrà, comunque, essere posta nel non creare dei criteri preferenziali, data la specificità della gara ed il mercato ristretto a sole due imprese. In altre parole, i parametri qualitativi di ponderazione devono essere scelti in modo da non precostituire l’aggiudicazione a favore di una impresa determinata, così da garantire il rispetto del secondo sopra citato criterio della concorrenza effettiva e da raffrontare le offerte, valutandole in maniera oggettiva.

    Invero, posto che solo uno dei due vaccini presenta, rispetto all’altro, già in partenza, un livello qualitativo aggiuntivo relativo a due genotipi virali per la prevenzione dei condilomi genitali e delle patologie correlate (vaccino tetravalente) che, tuttavia, non rientra nell’obiettivo principale della campagna vaccinale nazionale la quale, come descritto in narrativa, è finalizzata alla prevenzione del carcinoma della cervice, tale caratteristica aggiuntiva potrà essere considerata quale elemento di valutazione in termini di prestazione aggiuntiva, con un peso ponderale, tuttavia, che non potrà assumere una incidenza tale da pregiudicare l’effettiva concorrenza, nonché costituire una violazione della par condicio dei due concorrenti. Sul punto, appare opportuno segnalare come la Corte di Giustizia, valutando se uno dei criteri adottati dall’amministrazione aggiudicatrice per individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa possa essere soddisfatto soltanto da un piccolo numero di imprese, si è pronunciata nel senso di non ritenere che tale condizione sia di per sé in violazione del principio della parità di trattamento (Corte di Giustizia 17 settembre 2002, C-513/99, Concordia Bus Finland Oy Ab, già Stagecoach Finland Oy Ab).

    D’altra parte deve rilevarsi che, a compensare l’elemento di valutazione qualitativo aggiuntivo, vi è l’elemento prezzo il cui peso ponderale dovrà essere stabilito in una misura tale da non risultare, a sua volta, sotto valutato rispetto agli altri elementi.

    L’azienda sanitaria, pertanto, attraverso il proprio personale medico, potrà individuare detti elementi di valutazione ed i rispettivi parametri, che siano idonei a porre i due vaccini in concorrenza sotto il profilo qualitativo, aspetto, peraltro, questo, che, nelle gare dei farmaci, può essere ulteriormente esaminato al di là delle valutazioni di merito effettuate dagli organi deputati nell’ambito del complesso meccanismo autorizzatorio. Infatti, essendo quello dei farmaci un “mercato amministrato”, il prezzo non può essere l’unico criterio per raffrontare i prodotti, dal momento che esso è sin dall’inizio già stabilito dalle autorità amministrative. Pertanto, anche in previsione della futura immissione nel mercato di altri vaccini, che presumibilmente avranno un prezzo di mercato inferiore al primo vaccino introdotto in commercio, le procedure ad evidenza pubblica dovranno essere tali da poter consentire un confronto dei prodotti anche sul piano qualitativo per evitare che le graduali immissioni a prezzi via via inferiori determinino automaticamente il criterio di scelta del prodotto.

    In base a quanto sopra considerato

    Il Consiglio ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

    - il criterio di aggiudicazione ritenuto più idoneo, per il caso di specie, è l’offerta economicamente più vantaggiosa.

    I Consiglieri Relatori Il Presidente
    Piero Calandra Guido Moutier Luigi Giampaolino

    Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 20 marzo 2008
    http://massimario.avcp.it/cgi-bin/showdoc.pl?id=3380

    Archiviato in:Cervarix, Diritti, Farmaci, Gardasil, GlaxoSmith, Incazzamenti, Merck, Rete, Sicilia, Siti amici, Sperimentazioni, Vaccino, clinica, diario, politica , , , , , , , , ,

    Il mondo frena sul vaccino HPV, l’Italia no.

    Merck in difficoltà

    http://industry.bnet.com/pharma/1000308/at-merck-desperation-sets-in-over-gardasil/

    http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601103&sid=abBXvNuLbKq8&refer=us

    pare che le vendite siano calate del 33% e che le perplessità sull’efficacia e sul rapporto costi-benefici stiano arrivando al pettine…

    Mentre in Italia ci avviamo felici alle prime intensive campagne di vaccinazione senza che nessun organo di informazione di massa abbia anche solo accennato alle polemiche attorno al vaccino, alla sua sicurezza, alla sua efficacia, al fatto che la Merck abbia praticamento corrotto parechci funzionari per ottenere l’autorizzazione a commercializzare il prodotto (la merck che stava chiudendo bottega dopo lo scandalo Vioxx) e che il Cervarix, autorizzato in Europa ed Asia, non è passato invece negli Stati Uniti…

    ma quello che mi fa veramente dispiacere è che in Italia nessun giornalista si è accorto di nulla e nessun istituto abbia speso una parola sulla prudenza.

    Carne da macello.

    Ai giornalisti italiani:

    Vi riporto nuovamente l’elenco dei post su questo blog, ve li ho pure messi in ordine, vedete di darvi una mossa!

    25/09/2008  Vaccinazione cancro collo utero: critiche  Fondazione consumatori

          10/09/2008   Moratoria hpv
          2 mins fa      HPV vaccine one year later
         7 mins fa     FDA: Gardasil sì, Cervarix no.
       24 hours fa   Panorama su Vaccinazione HPV
      08/09/2008 Cervical cancer vaccine Gardasil can cause an allergic reaction    
     
      26/08/2008 Human Papillomavirus Vaccination — Reasons for Caution  
     
      16/07/2008 vaccino contro il papilloma virus: ma anche no.  
     
     
      16/06/2008 Scoop: vaccino HPV rimborsato da Telecom!  
     
      20/04/2008 HPV la domenica mattina  
      20/04/2008 Istituto Negri sul vaccino HPV  
      25/03/2008 Dossier HPV
     
      07/03/2008 Financial Times: efficacia limitata del vaccino Gardasil
     
         
     
     
      26/02/2008 La comunità scientifica italiana pro-vaccinazione hpv    
     
     
      25/02/2008 Svezia: il Vaccino contro l’HPV è un inganno alle donne (46)      
     
      30/01/2008 Vaccino HPV: Altroconsumo conferma perplessità (45)    
     
     
      21/01/2008 Vaccino HPV – La Repubblica (44)    
     
     
      29/10/2007 Gardasil: Thelegraph.uk.co. (43)      
     
      28/10/2007 Italia: stato dell’arte vaccino HPV (42)  
     
      11/10/2007 Gardasil: In Canada si estende la prudenza (39)        
      11/10/2007 FDAnews: Gardasil Adverse Events Include Deaths, Seizures, Judicial Watch Says (38)        
      10/10/2007 Il vaccino contro il tumore dell’utero NON esiste: Vaccino contro il Papilloma Virus  
     
      09/10/2007 Vaccino HPV: si ritiri dalle farmacie.      
     
      09/10/2007 HPV nelle scuole. Qualcuno ne sa qualcosa? (37)    
     
      09/10/2007 Vaccino HPV: banner prudenza su xagena.it, nuovi dati eventi avversi. (36)      
     
      24/09/2007 Vaccini: Cervarix approvato (34)      
     
     
      23/09/2007 Sul vaccino anti HPV: link italiani (33)        
         
     
     
      19/09/2007 Consiglio Superiore Sanità su Gardasil: NO cosomministrazione!!! (33)    
     
      19/09/2007 Scoop: Google News Italia scopre Gardasil!!!    
     
     
      18/09/2007 Gardasil: Camera dei Deputati, 27 giugno 2007        
      13/09/2007 MHRA accoglie querela contro Gardasil (32)      
      12/09/2007 Mhra su Gardasil e Cervarix (31)    
     
      10/09/2007 VeronaComunica su Convegno HPV (30)      
     
      05/09/2007 Gardasil: Harvard University, dubbi (29)    
     
      01/09/2007 HPV Vaccine: Prof. Monsonego a Verona (28)  
     
     
      31/08/2007 Gardasil: nuova revisione della letteratura in Canada (27)    
      28/08/2007 Gardasil: Comunicato stampa dell’ULSS 20 di Verona      
      26/08/2007 Gardasil a Verona ma paga Glaxo-Smith (25)    
     
      24/08/2007 Giornalista italiana sopravvive a Gardasil: Merck sotto choc! (24)    
     
      22/08/2007 Edizione straordinaria: dubbi sull’efficacia del Gardasil in Commissione Affari Sociali! (23)      
     
      22/08/2007 Codacons con le vittime del Vioxx: denuncia anche tu la Merck!      
      21/08/2007 Scaramucce in Canada. Macleans.ca versus Gardasil (22)      
      21/08/2007 Il mio bel blog… sig!….wow!  
     
      21/08/2007 Gardasil: scaramucce anche in Veneto “solo a dodicenni”. (21)      
      20/08/2007 Gardasil aumenta il rischio di Sindrome Guillain-Barre se coamministrato con altri vaccini (20)    
     
     
      20/08/2007 STOP Gardasil: Lazio blocca… (19)  
     
      11/08/2007 News Gardasil: nel Lazio petizione per ridurre i costi (18)    
      19/07/2007 Gardasil: piano di sorveglianza in Francia (17)  
     
      19/07/2007 Gardasil: e in Italia?…. (16)    
     
     
      19/07/2007 Gardasil: Canada, Australia, Nuova Zelanda (15)  
     
     
      18/07/2007 Caso Vioxx: Merck e FDA compagni di merenda?  
     
      18/07/2007 Spettegulesss: Cervarix migliore di Gardasil, ma chissenefrega (13)    
      18/07/2007 Altroconsumo su Gardasil – 5 aprile 2007 (12)      
      18/07/2007 AlterNet Healt & Wellness su Gardasil – 4 articoli (11)          
      16/07/2007 Gardasil: richiesta certificazione di sicurezza all’OMS (10)    
     
     
      15/07/2007 …e Gardasil per maschi etero e gay…. (9)    
      15/07/2007 Gardasil: la Spagna attenderà tre anni. Forse si. Forse no. (8)    
     
      14/07/2007 Segnalazione post        
      13/07/2007 Nota (molto importante) sul Gardasil (7)  
     
      12/07/2007 University of California versus Gardasil (6)  
     
      12/07/2007 Gardasil. Regione Basilicata (5)    
     
     
      11/07/2007 Gardasil: consenso informato? (4)    
     
      10/07/2007 Gardasil: s.o.s. per bloccare la vaccinazione (3)    
     
     
      06/07/2007 Gardasil… parte 2: The New York Times (2)    
     
      05/07/2007 Gardasil, cronaca di una vaccinazione a rischio. (1)      
     
      28/10/2007 banner vaccino hpv (41)  
     
      24/10/2007 Gardasil: affari e finanza per il Sole24ore.com (40)
      27/09/2007 Gardasil: Merck dona 3 milioni di dosi (35)
      19/07/2007 Gardasil: Los Angeles Times. (14)

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    Vaccinazione cancro collo utero: critiche Fondazione consumatori

    tratto da
    http://www.swissinfo.ch/ita/index.html

    L’Informazione Svizzera nel mondo

    23 settembre 2008

    Vaccinazione cancro collo utero: critiche Fondazione consumatori

    BERNA – Le adolescenti e i loro genitori non sono abbastanza informati sui programmi cantonali di vaccinazione contro l’HPV, il virus del papilloma umano che può tra l’altro causare il cancro al collo dell’utero: è quanto sostiene la Fondazione per la protezione dei consumatori (FPC), richiamando l’attenzione su parecchie incognite.

    Il senso e lo scopo della vaccinazione, i suoi effetti e la durata della protezione che offre sono spesso spiegati male, scrive in una nota odierna la FPC, presieduta dalla consigliera agli Stati Simonetta Sommaruga (PS/BE).

    I cantoni propongono alle ragazze a partire dagli 11 anni di farsi vaccinare quest’autunno contro i due tipi di HPV più frequenti. La FPC consiglia alle adolescenti e ai genitori di non lasciarsi mettere sotto pressione da questi programmi, attuati spesso nell’ambito scolastico: bisogna prendersi il tempo sufficiente per informarsi prima di accettare o no.

    Il Forum pediatria pratica, che riunisce i pediatri svizzeri, ha criticato lo scorso 15 settembre in un comunicato il “programma di vaccinazione di massa”, che a suo avviso non consentirebbe un vero colloquio con ogni ragazza per informarla sulla sessualità, i mezzi contraccettivi e la salute in generale. I pediatri criticano inoltre il fatto che i cantoni possano raccogliere indicazioni sulle pazienti per introdurle nei registri di vaccinazione. A loro avviso, questo modo di procedere viola gravemente la sfera privata delle giovani donne e la protezione dei dati. Essi chiedono dunque che la vaccinazione si faccia nell’ambito medico abituale.

    Anche la Lega svizzera contro il cancro, se da un lato apprezza il principio di tale campagna, dall’altra critica il prezzo del vaccino, ritenuto troppo elevato: 480 franchi a carico delle casse malattia per le tre iniezioni necessarie, per un costo totale di 100-120 milioni di franchi nei primi tre anni. Inoltre vuole avere maggiori informazioni sull’impatto di questo tipo di trattamento.

    Nonostante i costi elevati, le autorità restano convinte della fondatezza della campagna di vaccinazione. Il direttore dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Thomas Zeltner, si è detto convinto la settimana scorsa che con l’elevata copertura si potranno raggiungere gli obiettivi: evitare ogni anno circa 2000 casi di lesioni precancerose, 160 casi di tumore conclamato e 50 decessi. Attualmente circa 5000 forme precancerose e 250 nuovi casi di tumori sono diagnosticati ogni anno e causano la morte di 90 donne

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    Hpv: guerra dei vaccini ad Agrigento

    cosa non si trova in rete!
    E chissà se ci sono stati ulteriori sviluppi… non ho molto tempo ma vedrò se riesco a sapere com’è andata a finire: avrà vinto il gardasil o il cervarix? E che interessante scoperta che un documento ufficiale affermi che i vaccini sono ancora in sperimentazione! sarebbe un punto da approfondire…

     

    Autorità per la vigilanza

    sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

      http://massimario.avcp.it/cgi-bin/showdoc.pl?id=3380

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    Moratoria hpv

     
    La moratoria è proposta dalla Scuola di Medicina Omeopatica di Verona.
    Io ho già firmato.

    Vaccino anti-HPV: una scelta da ripensare

     

     

    Nel mondo, l’appello per una moratoria è; stato già lanciato da più di 4000 ricercatori spagnoli di cui il primo firmatario è; C. Alvarez-Dardet, direttore del Journal of Epidemiology and Community Health. Recentemente il parlamento della Virginia ha deliberato di rimandare la decisione di vaccinare fino al 2010, il governo finlandese ha deciso di pianificare uno studio di popolazione per evitare scelte non scientificamente avvalorate. Negli Stati Uniti, primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006, solo 5 Stati su 50 lo raccomandano.

    Il Washington Time riporta che effetti negativi sono stati verificati in 20 Stati con reazioni che vanno dalla perdita di coscienza al collasso e con 13 casi di Guillame-Barré; il National Vaccine Information Center segnala 5 casi di morte, 51 di invalidità e 1358 ricoverate d’urgenza, L’EMEA ( European Medicines Agency ) ha comunicato che due giovani donne sono morte improvvisamente dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il papillomavirus. Una delle morti è; avvenuta in Austria e l’altra in Germania. La causa dei decessi non è; stata identificata.Queste due morti fanno seguito al decesso di altre tre ragazze ( 12, 19 e 22 anni ), avvenuto negli Stati Uniti, alcuni giorni dopo la somministrazione del vaccino.

    L’FDA ha ricevuto anche 28 segnalazioni di aborto dopo somministrazione del vaccino anti-HPV in donne in stato di gravidanza. L’EMEA ha annunciato che continuerà a monitorare strettamente la sicurezza del vaccino , ma al momento ritiene che i benefici della vaccinazione siano superiori ai rischi. (Xagena2008) (Fonte:EMEA, 2008), Il Ministro Livia Turco nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008 scrive che” l’offerta pubblica gratuita della vaccinazione è; rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è; massimo il profilo beneficio – rischio “ senza però enunciare i rischi.

    Propone “ particolare cautela di somministrazione nell’età fertile “ perché “i dati attualmente disponibili non sono sufficienti”e che “ saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma Virus ad altre categorie di giovani donne…”.

    CHIEDIAMO UNA MORATORIA DI ALMENO TRE ANNI PERCHE’:

    1. mancano informazioni corrette ed esaustive sui reali effetti indesiderati di questa vaccinazione
    2. stanno diventando sempre più numerose le segnalazioni di gravi danni da vaccino anti HPV nel mondo;
    3. mancano completamente informazioni sulla durata della protezione e sulla reale capacità di prevenire veramente il carcinoma del collo dell’utero;
    4. non sappiamo ancora come si modificheranno i numerosissimi tipi di HPV in risposta allo stimolo vaccinale: gli altri tipi virali ancora non coperti da vaccino diventeranno ancora più cancerogeni?
    5. mancano studi clinici longitudinali condotti da ricercatori indipendenti dalla case farmaceutiche sull’efficacia del vaccino.
    6. il più efficace sistema di prevenzione esiste già ed è; il Pap-Test che può dare risposte su tutti i tumori dell’utero di qualsiasi eziologia.

    La maggior parte delle analisi costo-efficacia condotte fino ad ora è; stata finanziata dalle compagnie che commercializzano i vaccini anti-HPV e gli studi di efficacia pubblicati, tutti, senza eccezione, sono sponsorizzati dalle case produttrici dei vaccini .
    La prudenza nell’accettare per valide le conclusioni cui sono giunti quegli studi è; d’obbligo e sarebbe stato doveroso condurre delle sperimentazioni indipendenti prima di pronunciarsi in merito ad una vaccinazione di massa effettuata su bambine in una fascia di età particolarmente delicata.

    Gli effetti indesiderati locali sono molto frequenti. Il 70% dei vaccinati lamenta dolori di lieve e media entità nelle sedi di inoculazione, il 5% dolori di intensità maggiore. Si sono registrati 5 eventi seri su 11.640 vaccinati, fra i quali un caso di broncospasmo, uno di gastroenterite, uno di cefalea ed ipertensione, uno di emorragia vaginale, un altro di dolore e deficit di mobilità.

    Comunque, pur omettendo del tutto i dubbi sulla sicurezza a medio e lungo termine, solo considerando gli eventi più seri e supponendo un’adesione del 90% alla vaccinazione, dovremmo attenderci nel nostro Paese, di qui a 30 anni, prima di osservare il benché minimo risultato positivo, 3247 casi indesiderati di una certa gravità che i servizi sanitari saranno chiamati a gestire.

    Perché nonostante tutti i dubbi e le incertezze documentate è; stata deliberata la somministrazione della Vaccinazione anti-HPV? Non c’è; il rischio di una sperimentazione sulle nostre figlie?

    Ogni cittadino ha il dovere ed il diritto ad un’informazione aggiornata e indipendente perché ognuno possa trovarsi nella condizione di fornire il proprio consenso o diniego con conoscenza, coscienza e consapevolezza

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    arrestateci tutti

    ASSOCIAZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE: norigassificatore

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