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Videomessaggio del Presidente Nazionale ENS sul disegno di legge LIS (il nuovo che avanza)

Videomessaggio del Presidente Nazionale ENS sul disegno di legge LIS

Come si era intuito l’ENS approva il parere contrario della Commissione Cultura sulla Proposta di Legge 4207.

Tutti con l’animo in pace: il Comitato LISSubito ha deciso che subito-subito non occorre… si può prendere tempo se si vogliono far le cose bene-bene.

Quindi cambieranno il nome del Comitato… quanto prima verrà aggiornato anche il logo che vedete nella mia blogroll: perché di certo lo cambieranno con LisTraUnPo.

Pare che il testo della PdL nazionale non fosse adeguato… nascondete la legge 23 della Regione Sicilia o al Presidente Petrucci viene un coccolone!

Ah… quella Siciliana è buona… sarà mica per via dell’art. 1? No, malpensante, la legge siciliana è buona perchè riconosce la LIS come lingua… no? Non la riconosce? Bene la legge siciliana è buona perché anche i sordociechi… no? nemmeno i sordociechi?… accidentaccio…. i sordi della Legge 23 … cioè i soggetti con handicap auditivo della Legge 23,  però, possono usare la LIS come strumento, e basta, chi ha parlato di lingua? Strumento che si promuove. Va bene, va bene, festeggiamenti di una settimana da parte di tutte le sedi ENS siciliane.

Grande Sicilia all’avanguardia della legislazione Nazionale!

… Faccio confusione? Ma perché? Io non sto incitando nessuno a far confusione… basterà mettere d’accordo tutte le varie associazioni, presentare un nuovo testo di legge condiviso, attraversare le due aule, resistere alle audizioni, agli emendamenti, e vedere la Lingua dei Sordi, di tutti i Sordi, riconosciuta. Un’altra decina di anni dovrebbero bastare.

Poi.

Per altro.

Io…. io avrei già da ridire sul nuovo testo di  legge.

Non lo avete ancora scritto? No, vero… ma lo so che ho da ridire.

Non voglio che sia la Lingua dei Sordi.

Eh, no.

Ho aperto la mia mente a nuove frontiere.

Ah, sì?

Eh, sì.

Niente riconoscimento della Lingua dei Segni come lingua dei Sordi.

NO, nemmeno di tutti i sordi.

(Avete idea di che casino si potrebbe scatenare se qualcuno mi prendesse sul serio?)

Io voglio il riconoscimento della Lingua dei Segni di tutti.  Sordo o non sordo non mi interessa. Che entri a far parte dei programmi ministeriali, accanto alla lingua inglese.

Il nuovo disegno di legge mi sa che me lo scrivo da me.

Commenti (1)

Questioni etiche. Lingua dei Segni, Facebook e Ens.

Questo il messaggio che gira su Facebook dopo che si è saputo del parere contrario espresso dall Commissione Cultura della Camera dei Deputati sulla proposta di Legge 4207 Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva

SI COMUNICA A TUTTI SORDI D’ITALIA, AI DIRIGENTI REGIONALI, PROVINCIALI ED INTERCOMUNALI DELL’ENS DI TUTTA ITALIA CHE LA COMMISSIONE CAMERA VII (CULTURA, SCIENZA, EDUCAZIONE ED ISTRUZIONE) NON E’ FAVOREVOLE AL RICONOSCIMENTO DELLA LIS [LINGUA DEI SEGNI ITALIANA]!!!
IL PRESIDENTE NAZIONALE ENS [GIUSEPPE PETRUCCI] HA GIA’ AVUTO CONTATTI CON ONOREVOLI E HA FATTO UN ACCORDO DI AFFONDARE QUESTO E DI FARE UN NUOVO DISEGNO DI LEGGE CHE RISPETTA TUTTI I SORDI E RICONOSCE LA LIS PER DARE DIGNITA’ E PARI DIRITTI…!!!
AVVISO TUTTI EVITATE CONFUSIONE E NON SEGUITE FACEBOOK PER MANIFESTAZIONE!!!
SE SEGUITE ALTRI, RISCHIO PER NOI PERCHE’ NOI SUBIAMO DEI DANNI!!!
ADESSO NOI DOBBIAMO ASPETTARE SOLO NUOVO COMUNICATO DALL’ENTE NAZIONALE SORDI E SICURAMENTE PUBBLICANO SUL SITO ENS [www.ens.it] PASSA PAROLA, PASSA LIS, PASSA EMAIL, PASSA SMS, PASSA ECC…

Qualunque cosa giri su Facebook è inviata negli aggiornamenti, ti passano sotto il naso centinaia di informazioni su chi, che cosa, come, dove, in che modo ecc… quindi se non si vuole far sapere a mezzo mondo qualcosa… non la si pubblica su facebook.

Vedo questo comunicato, lo vedo anche perché mi interessa l’argomento, lo leggo e non capisco. Anzi si. Ma no, facciamo che non capisco e mi pongo delle domande.

Se il Presidente dell’ENS ha avuto un incontro con gli onorevoli (immagino della Commissione Cultura) e hanno deciso di ritirare (il termine usato è AFFONDARE) la PdL 4207… perché sul sito dell’ENS non ce n’è traccia? Perché una notizia come questa circola su Facebook e non arriva ai comuni non social mortali?

La notizia è di quelle importanti per un intero popolo (in senso lato, non sobbalzate) che sta attendendo il riconoscimento di una lingua e che, ad oggi, sa di un parere contrario e di una dura reazione da parte dell’ENS… dura reazione solo per chi legge di fretta, perché a ben leggere c’è scritto che il parere negativo è assolutamente condiviso dall’ENS…

Popolo in attesa dunque sappiate che non c’è problema: il Presidente dell’ENS ha già preso accordi, la legge si farà, non sarà questa ma un altra… circa un paio di anni (o un decennio) ad andar bene e una legge sulla LIS dovrebbe vedere la luce. Parola di Social Network.

Ricapitolando le ultime vicende della pdl 4207:

- La Commissione Cultura esprime parere contrario (dandone motivazione)
L’ENS approva (ma non per le motivazioni addotte)
– I Social Network fremono e vorrebbero organizzare proteste
– Partono le catene per le proteste
– Si diffonde la richiesta di non fare nulla perché l’ENS ha affondato questa legge per averne un altra.

… L’Ens non potrebbe diramare un secondo comunicato così da renderci tutti più sollevati per la bocciatura della 4207, tirare un respiro di sollievo e rimetterci in posizione di fiduciosa attesa? Credevamo di doverci incazzare…

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Switched at Birth…. all’italiana.

Sono basita. E non essendo mia abitudine basirmi (e tantomento usare questa espressione) la cosa è veramente anomala.

Nel senso che effettivamente è la prima volta che seguo in diretta dagli U.S.A. una serie televisiva (con tanto di strategia per trovare gli episodi in lingua originale e poi aspettare i sottotitoli in italiano) prima volta dunque che noto come si stravolgano le cose che hanno l’Atlantico nel mezzo. Perché la colpa dev’essere dell’Atlantico, s’è messo lì, in mezzo,  e vuoi che qui arrivino le cose tali e quali come le hanno ideate e realizzate lì? Sia mai.

Ora, chiunque sia arrivato qui cercando notizie utili… no, puoi andar via subito, non ho intenzione di darne. Egoismo? No. Mi deve prima passare. Nessuna intenzione di andare a colmare le lacune degli idioti che stanno trasmettendo e straparlando di questa serie: vedetevela. No, non dico a chi povero udente s’è già appassionato, mi spiace per te ma di certo saprai cavartela, naviga, cerca, trova. Cosa? Ecco, cerca se hai voglia di cercare e magari qualcosa la trovi. E non dico nemmeno a te, povero sordo, che hai sperato di trovare qui la sensibilità giusta per darti una mano a seguire una serie televisiva che, lasciandoci basiti, ti impediscono di seguire. Povero sordo e povero udente. In una parola povero telespettatore privato del giusto diritto di comprendere ciò che sta, o vorrebbe, godere: una serie televisiva.

Una qualunque?. No. Una serie televisiva che infrange un tabù, che prende posizione, che fa discutere (oltre Atlantico) perché qui, negli articoletti di presentazione sfugge il dettaglio, al meglio si accenna appena a un problema di … sordità, mi sembra… o qualcosa del genere.

Ma anche andarci a quel paese, ogni tanto.

Perché a volerla dire si tratterebbe di una serie che potrebbe far sobbalzare qualcuno, in Italia.

E perché andarci con le dita negli occhi? Meglio non dirla.

Facciamo che non non lo sapevamo. Non mettiamo i sottotitoli a prova provata che noi non lo sapevamo e vai, magari passa senza che se ne accorga nessuno.

Idea malefica: e se qualcuno informasse gli yankee?  Com’è che si scrive “sottotitoli” in inglese?

 

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Art.36 Statuto Regione Sicilia: sentenza.

In questi giorni le informazioni sono confuse e frammentarie, le rivendicazioni delle categorie coinvolte le abbiamo comprese sino ad un certo punto perché poi si è innestata la strumentalizzazione e ci siamo persi nella solita disinformazione che fa la politica pur di avere consensi.

Ci sarebbe da fare anni di studi per cogliere sino a dove i politici sono arrivati con l’arte della retorica (… si fa per dire) e l’arte della propaganda. Siamo ormai all’esercizio dell’arte della menzogna pura e semplice.

Allora per informarsi occorre avere tempo a disposizione, molto tempo, e gettarsi in folli ricerche della verità dei dati, almeno per poter esprimere un giudizio che sia frutto di analisi e non di emozioni e sensibilità. Ovviamente questo lavoro lo dovrebbero fare i giornalisti ma i giornalisti in Italia non risultano né liberi né divulgatori di fatti, in quanto ormai opinionisti quando va bene, strumenti della propaganda quando va male.

Questa premessa per dire che il tanto invocato

art.36 è già stato oggetto di discussione nelle corti ed è già stato sentenziato che no, non è possibile invocarlo per non pagare allo Stato Italiano le accise sui carburanti.

QUI una buona sintesi della Sentenza: n. 115 del 25 marzo 2010

e QUI invece la sentenza integrale

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Autotrasportatori ai Prefetti

Diario Facebook Trasportounito

Eccellenze
Prefetti delle Provincie italiane
Oggetto: Manifestazione di protesta dal 23 al 27 gennaio 2011.

Eccellenza,
la scrivente organizzazione di rappresentanza delle imprese di autotrasporto di merci ha proclamato un fermo nazionale dei servizi dal 23 al 27 ottobre 2011.
Tale manifestazione è stata preceduta numerose altre iniziative locali per evidenziare la disperazione degli imprenditori del settore coinvolti in una crisi irreversibile, su una strada che conduce ormai solo al fallimento, alla illegalità ed alla chiusura delle aziende.
Gli autotrasportatori non sono anarchici e ne tantomeno ribaltonisti, essi vogliono soltanto lavorare con la dignità economica nell’ambito di condizioni corrette e trasparenti in applicazione dei valori e dei principi della Costituzione Italiana.
Il Governo non ha colto i segnali di forte preoccupazione espressi negli ultimi anni ed il Parlamento ha approvato delle leggi, a beneficio del settore, che purtroppo sono inapplicate se non inapplicabili. Le aspettative che si erano generate si sono quindi trasformate in delusione e rabbia. Nel frattempo i debiti delle aziende sono cresciuti e le condizioni di lavoro sono peggiorate a scapito sia della trasparenza che soprattutto della sicurezza stradale.
La scrivente ha più volte chiesto modifiche ai provvedimenti di legge ma la politica ha ecceduto nella mediazione determinando in questo modo condizioni di vantaggio per i committenti industriali e commerciali con norme che di buono hanno solo il titolo, ma nel contenuto sono confuse se non contraddittorie. A tal proposito alleghiamo il documento sottoscritto dal precedente Governo con il quale si era impegnato a verificare la disciplina del settore (costi minimi di sicurezza, tempi di pagamento ecc..) al quale non è stato dato corso.
Con la volontà, più volte dichiarata, di svolgere l’azione di protesta in modo corretto e pacifico, Vi inviamo i più cordiali saluti.

Il Segretario Generale
Maurizio Longo

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Sicilia: stato di crisi

da Facebook pagina del Movimento dei Forconi – Foto

“L’incontro svoltosi in data odierna, nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, tra i rappresentanti del movimento dei Forconi e di Forza d’urto ed dei produttori e i deputati dei Gruppi Parlamentari esistenti all’A.R.S, ha evidenziato la gravità della situazione socio-economica siciliana e le possibili concrete misure da adottare immediatamente. Le richieste avanzate dai signori Bertolone, Calderone, Ferro, BEROMATI, Santobono, Zorba, Ciaculli, per il movimento di protesta e ripresa, discusse, precisate e accolte dai parlamentari Cimino, Minardo, Ragusa, Incardona, Leontini, Bufardeci, Adamo, Ammatuna, Caputo, Fallica, Scilla, Mineo, hanno costituito la seguente agenda:

1) Richiesta al presidente dell’ARS On. Cascio di pretendere la presenza del Governo in Aula martedì 24 gennaio per discuter con priorità assoluta la dichiarazione dello stato di crisi della Sicilia e le conseguenti misure da adottare immediatamente;

2) Immediata attivazione di tutti gli strumenti parlamentari e di Governo per attuare soluzioni concrete come il congelamento delle cartelle Serit e la modifica della normativa relativa al fermo amministrativo Serit per le autovetture, attuazione della legge regionale n.25 con particolare riferimento alle norme agro-alimentari; ed all’attivazione dei bandi per il caro-gasolio anche per la pesca per l’acquisto, con procedura semplificata dei mezzi agricoli ed al pacchetto relativo all’accesso al credito.

3) Coinvolgimento dei parlamentari nazionali siciliani e di tutti i loro gruppi alla Camera ed al Senato per l’ottenimento delle seguenti soluzioni:

A) eliminazione dell’ICI e dell’IMU su fabbricati rurali ed i terreni;

B) eliminazione delle accise sul costo dei carburanti ed approvazione della legge riguardante la modifica dell’art.36 dello Statuto siciliano;

C) Controllo più efficace della regolarità delle merci in entrata;

D) Riduzione del pedaggio e del costo del traghettamento sullo Stretto di Messina;

E) Modifica della norma riguardante i vincoli in zona SIC e ZPS. Palermo, Li 22 gennaio 2012″.

Seguono le firme autografe.

Cimino      Forza del Sud,

Minardo   MPA,

Ragusa      UDC,

Incardona    Grande Sud,

Leontini       PdL,

Bufardeci    Grande Sud,

Adamo          UDC,

Caputo          PdL,

Fallica          Forza del Sud,

Scilla             Grande Sud,

Mineo          Grande Sud,

Ammatuna         PD.

documento di programma firmato da parlamentari siciliani e rappresentanti degli autotrasportatori

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Questa inascoltata rivolta siciliana.

Che ci fosse confusione si sapeva, che la confusione avrebbe finito per generare strane alleanze si poteva immaginare, ma che “silenzio” sarebbe divenuta la parola d’ordine no, questo per me è abbastanza imprevisto.

A disconoscere quanto sta succedendo si fa solo la figura di chi vuole guardare da un altra parte o, persino, di chi aspetta per vedere da che parte schierarsi. E a delegittimare la protesta ce la stanno mettendo tutta, da ogni parte: è berlusconiana, è mafiosa, è fascista.

Io non sono d’accordo con i tempi della protesta, questo è un già detto, e  che il movimento della protesta sia alleato alla politica siciliana non mi piace. Che poi siano i fascisti ad aver organizzato (?) bé, al limite onore al merito, non è che una rivolta possa piacere o meno a seconda degli organizzatori… è comunque una rivolta di popolo, quello che lavora e non ce la fa, quel popolo che trascorre le notti in autostrada, l’alba al mare o in campagna, il popolo dei lavoratori, che se incrocia le braccia e protesta  come minimo andrebbe ascoltato.

E’ una protesta reale, non è sorta con la caduta del governo Berlusconi, le richieste degli autotrasportatori sono sul tavolo da tempo, l’MPA condivide, nei suoi programmi, almeno parte di quelle richieste. Quindi a me può non piacere ma l’unione tra il Governo Siciliano e questo movimento non è un invenzione dell’ultima ora. Seppure anche il Governo Siciliano non abbia ascoltato, sino ad oggi, le richieste degli autotrasportatori… troppo preso a giocare alle nuove alleanze politiche.

Si parla di infiltrazioni mafiose e in sincerità sì, possibile, difficile trovare luoghi, fisici e non, in cui si possa aver certezza che la mafia non ci entri, ma che la mafia organizzi la protesta no, arrivare a pensare questo è avere l’idea di una mafia rurale e locale che non esiste più. O ci riferiamo ad una mafia che vuole dare una spallata al Governo Monti organizzando rivolte? Riuscendo a convogliare forze di destra, di sinistra, giovani, lavoratori, tutti condotti per mano dalla mafia per mettere in difficoltà il Governo Monti?… possibile, ma se si va tra chi protesta non vedi la mafia o l’intento di far favori alla mafia, vedi lavoratori che non si sentono garantiti dallo Stato e giovani a cui non sono date prospettive.

Gli organizzatori del blocco sono in fermento da anni, potete visitare il sito dell’A.I.A.S. per avere un idea dell’evoluzione che ha portato al blocco di questi giorni. Adesso i politici siciliani (in particolare gli autonomisti)  strumentalizzano la protesta e la mafia cerca di infilarci qualcosa di suo (ma non è detto che ci riesca).

Quando una protesta prende piede si deve mettere tutto di conto politica, diatribe, infiltrazioni e che possa spegnersi così come si è accesa, senza colpo ferire. O che possa sfuggire di mano e far esplodere rabbie troppo a lungo represse.

Fa piuttosto impressione il silenzio dei blogger, delle testate giornalistiche, poche analisi, nessun commento, nessun improvvisato inviato speciale per fotografare i blocchi, le code, le auto della polizia a tutela dei distributori. Sono poche le voci che parlano della vera faccia della protesta, pochi quelli che si domandano i perché.

Io non sono d’accordo sui tempi della protesta, mi sembra un momento troppo delicato per la nostra Italia, potrebbe essere un colpo di troppo, ma capisco che se onesti lavoratori si fermano e chiedono attenzione il minimo che possiamo fare tutti noi è ascoltarli.

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Sicilia: Forza d’Urto. Le richieste della rivolta.

Nelle tante e litigiose anime della rivolta Forza d’Urto quantomeno dà una sistemata organica e comprensibile delle richieste dei rivoltosi: 

20 gennaio 2012 -

Il Movimento Forza d’Urto si propone di restituire fiducia e dignità ai Siciliani e a tal fine volendo rilanciare l’economia dell’Isola chiede al Governo Regionale e Nazionale di voler intervenire su una serie di punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie che il Movimento rappresenta.

Questo è l’elenco sottoposto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che a sua volta sottoporrà quelle di competenza nazionale al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti.

1. Defiscalizzazione del Carburante.
2. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle Famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica).
3. Rilascio del DURC anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (SERIT, EMPAIA, INPS) in anni 10, con interessi legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento).
4. Abolizione dell’IMU sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale.
5. Dotare la CRIAS di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricolo e delle PMI.
6. No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento e blocco per due anni delle cartelle esattoriali.

Per le Categorie della Produzione Agricola:
1. Arginare con leggi che limitino le strategie commerciali messe in atto dalla GDO che fa cartello nei confronti di un’offerta frazionata ed a tutela del consumatore pensare anche ad un ricarico massimo ammissibile.
2. Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della Guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti.
3. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta e prodotti ittici, devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l’agricoltura italiana e la pesca.
4. Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali che la riforniscono, e pagamenti più celeri secondo il modello francese.
5. Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende agricole siciliane .
6. Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali ad oggi accertate ed in mancanza di fondi, la creazione di una carta di credito per compensare tasse, Inps ed energia elettrica.
7. Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un massimo del 50% la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana.
8. Applicazione di una tassa su “cibi spazzatura” ed introduzione della TAXA SODA applicata in Francia ed altri paesi.
9. Allineamento in relazione agli oneri previdenziali con gli altri Stati Europei, circa 5 Euro al giorno per agricoltura, pesca e cassa edile.

Per la Categoria trasporto e logistica:

1. Abbattimento dei costi autostradali.
2. Abbattimento dei costi di attraversamento dello Stretto per continuità territoriale per le Imprese Siciliane (e per tutti i Residenti)
3. Allineamento dell’imposta sulle immatricolazioni rispetto alle Regioni Italiane a Statuto speciale.
4. Oltre allo stanziamento di Euro 30 milioni dell’ecobonus per l’anno 2010, si chiede l’ulteriore stanziamento per l’anno 2011 per un importo di Euro 70 milioni.
5. Individuazione di una Zona Franca.
6. Vigilanza sull’applicazione dei costi minimi di sicurezza sulla base dell’art. 83 bis.

Per la Categoria Pesca e Marineria:

1. Caro Gasolio.
2. Defiscalizzazione carburante e olio motore.
3. Carburante ritorni ad essere dotazione di bordo.
4. Approccio migliore alla normativa per l’aumento dell’Iva al 21% sul pescato, anziché defiscalizzare.
5. A vantaggio della piccola pesca chiedere che la Regione Sicilia applichi il suo statuto autonomo a chiedere la gestione delle licenze entro le 12 miglia.
6. Leggi e normative – le nuove assurde ed inconcepibili normative U.E. – Leggi, D.M. e Leggi Regionali che sono sempre più restrittive sull’utilizzo degli attrezzi e delle zone di pesca.
7. Tonno Rosso – come si pensa di affrontare le problematiche relative alla cattura accidentale del tonno rosso da parte della piccola pesca inerenti lo sbarco assistito.
8. Pesce Spada – come si pensa di affrontare la proposta ICCAT di sottoporre a TAC la cattura del pesce spada.
9. Pesche speciali.
10. Che il Governo Regionale si faccia promotore della necessità della pesca con il Governo Nazionale e Comunitario.

FORZA D’URTO.  TUTTE LE RICHIESTE

Comunicato Stampa di Forza d’Urto  / Pagina Facebook di Forza d’Urto / Il sito ufficiale della protesta di Forza d’Urto

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Non-rigassifichiamo la Valle (2)

post precedente:
non rigassifichiamo la Valle (1)
in sintesi: ad un chilometro dal confine dell’Area Archologica di Agrigento si vuol fare un rigassificatore.
L’area è patrimonio dell’Umanità dal 1997. Cioè dal 1997 è sotto tutela dell’UNESCO.

…………….

Ne deriva che il parere dell’Unesco sulla costruzione di un rigassificatore a un chilometro di distanza dall’area Archeologica è di notevole interesse.

……………

Non -rigassifichiamo la Valle (2)

Giovanni Puglisi – Unesco

………..

Paragrafi in cui è diviso questo post:

1- La posizione di Puglisi PRIMA

2 – La posizione di Puglisi DOPO

3 – Da Puglisi a Unicredit in una mossa

4 – Da Puglisi a Mediaset in una mossa

5 – Puglisi dillo a Profumo! Petizione per salvare un’altra valle archeologica (della serie: allora è vizio!)

6 – CONCLUSIONI

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1 – PRIMA:

Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO scrive al Presidente della Regione Sicilia Cuffaro

Roma, 27/04/2007

Progetto di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle:

A seguito delle notizie recentemente divulgate dalla stampa sull’impianto di rigassificazione che la società Nuove Energie vorrebbe realizzare a Porto Empedocle, delle numerose lamentele pervenute al riguardo alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, della preoccupazione espressa in merito anche dal Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha fatto il punto della situazione in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

La Regione Sicilia, con i numerosi siti iscritti nella Lista (*) “ha più volte legato il proprio nome a quello dell’UNESCO – scrive Puglisi – evidenziando l’impegno delle autorità siciliane nel fare della cultura uno degli strumenti principali di valorizzazione e promozione del proprio territorio.”

Ma, ha continuato Puglisi, “Mi onoro e mi sento in dovere…di porre alla Tua cortese attenzione l’effetto deturpante che potrebbe avere l’impianto di rigassificazione sull’area archeologica di Agrigento, mettendo a rischio la permanenza del sito nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e conseguentemente arrecando grave pregiudizio all’attività turistica dell’area.”

(*) la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, il Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa con la necropoli di Pantalica, l’area archeologica di Agrigento

da: lavalledeitepli.net

2 – DOPO:

– Professor Puglisi, lei in una sua lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro dello scorso aprile lei ha parlato di Valle dei Templi e di rigassificatore…
«È vero, ho inviato quella lettera nella quale ho parlato di buon senso».
– Come stanno le cose? Esiste per davvero il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata
dai siti patrimonio dell’Unesco?
«I desideri di qualcuno non sempre sono la realtà. Questa storia dell’Unesco che può cancellare o non cancellare i siti dalla lista è ormai un leit motiv. Mi spiego: quando qualcuno vuole o non vuole una cosa, secondo il suo punto di vista, dice che o si fa così o viene cancellata dall’Unesco. E viceversa. Sono dei meccanismi che spesso rispondono ai desideri dei soggetti e non alla realtà».
– Chiariamo: c’è il rischio che la Valle dei Templi possa essere cancellata nel caso in cui dovesse essere costruito il rigassificatore a Porto Empedocle?
«Allo stato attuale dei fatti il rischio è inesistente. Nel caso della Valle dei Templi, grazie a Dio, non c’è nessun problema. C’è come si sa il problema che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, ma è un problema che dal punto di vista tecnico è già stato esaminato dalle autorità competenti».
– L’Unesco che cosa può fare su una vicenda del genere?
«Vorrei mettere in evidenza un aspetto importante: l’Unesco non ha competenze dirette su questa vicenda. Si muove con le regole e le consulenze dei paesi membri e dunque se è stato dato un permesso al rigassificatore, vuol dire che ci sono competenze istituzionali territoriali che si sono espresse favorevolmente. Poi, e questo è il senso della mia lettera al presidente della Regione, ci sono problemi di buon senso. Non sono un esperto di trasferimento di risorse energetiche da una parte all’altra dei continenti. Che il gas proveniente dall’Africa abbia bisogno di essere trasformato in una struttura a ridosso della Valle dei Templi o possa essere trasformato in un’altra struttura e in un altro posto magari a mille chilometri è un tema che può appassionare.
Io da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Ma poi mi vengono a spiegare che si tratta un’operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e mi spiegano anche che non c’è un fatto negativo per l’ambiente, senza contare che chi ha la competenza per giudicarlo ha detto che non c’è un impatto negativo, a questo punto, penso che da cittadino posso forse amareggiarmi perché una cosa certamente non bella viene realizzata a margine, e non davanti, ma a margine della Valle dei Templi. E certamente non è una bellissima costruzione. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c’è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e
verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il
problema è che l’Italia è tutta un patrimonio dell’Umanità, a prescindere dall’Unesco. È un territorio tutto splendido ma sappiamo anche che non si può ingessare l’Italia. Occorre appunto buon senso, quello che citavo nella mia lettera. Serve rendere compatibile l’innovazione con la tutela del patrimonio. Ma le innovazioni le dobbiamo pure fare».
F.R. da LA SICILIA del 12 dicembre 2007

se capisco quello che leggo il povero Puglisi dice: è un orrore ma hanno detto tutti di sì e io non posso farci niente. Allo stato attuale non c’è motivo di credere che la Valle possa essere cancellata dai siti Unesco.
Essendo che sono in malafede ritengo che cambiando lo stato attuale la posizione dell’Unesco possa cambiare.

Lo so, lo so, sono maligna.

Ciò che conta è che l’esimio Puglisi avrebbe evitato di costruirlo in quanto siciliano ed amante della valle… come presidente della commissione italiana dell’Unesco no, che problema c’è?

e’ una necessità di sviluppo economico, l’Italia è bella tutta, qualcosa la dobbiamo pur sacrificare!

Parola di presidente Unesco.

……

3 e 4 – DA PUGLISI A….

da questo punto in poi divento cattiva, faziosa e di parte, prendete tutto con le dovute cautele.

Non ho nulla contro il sig. Puglisi che, per quanto ne so, non mi è nemmeno parente (facile in Sicilia scoprire parentele con chiunque)…. cosa di cui mi dolgo perché a leggerne il curriculum è un siciliano di cui si può andar fieri

tra le altre attività è Presidente della Fondazione Banco di Sicilia

….. che ha una quota Unicredit….

…. è rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano….

…che ha il Consorzio Campus Multimedia In·Formazione con Mediaset “Gruppo Mediaset e Università IULM: un polo di eccellenza per la formazione e la ricerca nel digitale, nei media e nella comunicazione”

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5 – Dillo a Profumo .org

Unicredit e Puglisi però ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori – per un totale di 280 milioni di euro – del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case – denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????
DILLO A PROFUMO. ORG

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6 – CONCLUSIONI

Puglisi…. mmmmhhhh….potrei avere piuttosto il parere di Koichiro Matsuura, Direttore generale dell’Unesco, sul rigassificatore che verrà costruito a margine dell’Area Archeologica di Agrigento…. ?

Commenti (5)

Non rigassifichiamo la Valle. (1)

Signori… è in arrivo il prossimo tormentone di questo Blog.

Spero mi aiuterete ancora una volta.

Si tratta della Valle dei Templi.

Dal sito dell’UNESCO:

Agrigento è la superba testimonianza dello splendore di una delle più importanti colonie greche d’occidente. L’antica città si estendeva su di una vasta area, ed è oggi conosciuta come Valle dei Templi dal numero degli edifici religiosi che ospita e che documentano la ricchezza e lo sviluppo culturale sino al IV secolo d.C. Con l’incredibile scenario naturale che tuttora la circonda, fu sede dell’attività e fonte di ispirazione per poeti e filosofi come Pindaro ed Empedocle.

Iscrizione: 1997 Criteri: C (i) (ii) (iii) (iv) Giustificazione: Il Comitato ha deciso di inserire l’area sulla base dei criteri (i) (ii) (iii) (iv) ritenendo che Agrigento è stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo, e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Il complesso dei templi dorici è uno dei principali esempi dell’arte e della cultura greca.

I criteri che vengono citati:

  • (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
  • (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi
  • (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa
  • (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

Adesso vogliono porre a meno di un chilometro un rigassificatore.

Significa che il Parco Archeologico della Valle dei Templi confinerà con una zona che verrà sottoposta alle direttive Seveso.

Ricordo l’indignazione che si alzò in tutta Italia contro l’abusivismo agrigentino, ricordo le parole che furono spese allora e mi chiedo come mai adesso si stia tacendo, come mai abbia fatto clamorosamente scandalo l’esistenza di case abusive e non faccia scandalo la collocazione a margine dello stesso Parco di una zona col più alto grado di pericolo.

Ovviamente dovrò spiegarvi molte cose per aiutarvi a capire come mai è stata scelta la Valle dei Templi e come mai la cittadinanza è sostanzialmente a favore, dovremo capire insieme quali interessi girano attorno ad un rigassificatore e come mai chiunque avesse espresso forti pareri contro abbia deciso di cambiare opinione e dare la sua benedizione.

Le conseguenze della costruzione del rigassificatore non sono tutte ovvie, ma alcune sì:

ovviamente si è deciso di sacrificare la valle.

ovviamente si è deciso di abbandonare lo sviluppo turistico.

ovviamente si è deciso di implementare la viabilità di mezzi pesanti.

ovviamente si è deciso di diventare polo industriale.

Queste le più ovvie.

Mentre ce ne sono un paio non altrettanto ovvie:

la distruzione delle spiaggie, ad esempio, il litorale verrà completamente trasformato dalla costruzione di una nuova banchina e un braccio di 800 metri, la distruzione dell’attuale assetto faunistico, della flora, anche l’alto impatto ambientale e paesaggistico di una struttura di questo tipo non è cosa ovvia…

Ma la cosa veramente poco ovvia è che alle decisioni prese seguano poi le azioni coerenti alla realizzazione. Garantito che in Sicilia si può anche approvare la realizzazione di un ecomostro di questo tipo e poi non creare le infrastrutture territoriali logiche per il suo funzionamento!

C’è uno sviluppo previsto per l’intera provincia: rigassificatore, termovalorizzatore, inceneritore, fanno capo a interessi diversi ma che si intrecciano, dicono quale è lo sviluppo previsto: un polo di transito di merci e per lo smaltimento dei rifiuti.

Passando dalla Valle.

ah, dimenticavo: la cosa più interessante che scopriremo è come tutti fossero d’accordo per la realizzazione del rigassificatore. Tranne poche ma interessanti eccezioni (laValledeiTempli.net)

Cercherò di andare in ordine cronologico per capire le parole e i perché di chi, avendolo avversato, poi si convinse che fosse cosa buona e giusta: il Presidente della Commissione italiana per l’Unesco in primis, ovviamente.

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