Articoli taggati storia

Sambuca di Sicilia chiama Hebron, Palestina

Da Hebron il vetro per dar luce a Sambuca
Dagli artigiani palestinesi le bocce per illuminare il paese siciliano

C’è un filo sottile che in questi giorni unisce Sambuca di Sicilia, l’antica Zabut fondata dagli arabi, a Hebron, uno dei luoghi più martoriati della Cisgiordania.

Un legame nuovo e antico allo stesso tempo che affonda le sue radici nelle tradizioni religiose e in quelle artigianali, nella pace e nella fratellanza tra i popoli del Mediterraneo.

Un legame testimoniato da mille bocce di vetro che il 20 maggio prossimo illumineranno a festa le strade del paesino siciliano in un abbraccio ideale con la Palestina. E allora, cominciamo dall’inizio.[...]

[...]alcuni dicono che siano stati proprio i veneziani, allora padroni del Mediterraneo, a importare la lavorazione del vetro soffiato in Palestina. Una visita autunnale da Fares Natsche, il più importante vetraio di Hebron, apre una possibilità. Centinaia di bocce di vetro entro la primavera? Perché no? L’accordo si fa, in poche settimane. E il numero delle palle di vetro soffiato aumenta, sino a giungere a un totale di mille. Mille bocce ordinate da una piccola comunità siciliana, per adornare una festa religiosa, cattolica, sentitissima.

Mille bocce realizzate una a una da una squadra di vetrai palestinesi, musulmani, in una delle città più tradizionali, conservatrici e devote della Palestina. Mille bocce spedite da uno spedizioniere israeliano, ebreo, che ha curato personalmente la raccolta della merce, il trasporto, l’invio. Se fosse stato per loro, per tutti i protagonisti di questa storia, la pace sarebbe già arrivata.

1,000 blown-glass ornaments unite Hebron and Sambuca
Sicilian Saint’s day revived, thanks to Palestinian crafts 15 MAY, 18:10

(ANSAmed) – SAMBUCA DI SICILIA (AGRIGENTO), MAY 15 – A fine thread currently joins the ancient town of Sambuca in Sicily (its ancient Arab name, Zabut), with Hebron, one of the most tormented areas on the West Bank. The link between the two places is at once a new and a very ancient one, with roots reaching down to ancient religious as well as artisan traditions: the peaceful, shared heritage of the peoples of the Mediterranean. Bearing witness to this link will be the thousands of blown glass ornaments that will light up the streets of the Sicilian town for a festival that now enfolds a Palestinian connection. This is how the story begins: the feast of the patron saint of the town of Sambuca in Sicily is the biggest event of the year. The festival is that of the Madonna dell’Udienza and it commemorates a miracle that saved the town from a plague that was ravaging the whole of Sicily in the year 1575. On the third Sunday of May each year, the marble statue of the Madonna with Infant is taken from its usual place in the Chiesa del Carmine to be borne in procession throughout the town: a procession that lasts the entire night, concluding with the statue’s return to the Church on the following morning. This festival involves the whole of the township and many people who have emigrated from Sambuca return there for the occasion. Indeed, it was these émigrés who, 120 years ago, financed the ‘Venice-style illumination’ of the town using glass globes that were blown in Murano, to decorate the arcades erected along the procession route. The cost of these glass globes was covered by the Sambuca communities living in Chicago, Rockford, Kansas City, Brooklyn, Newark and New Orleans, in a collection of funds that maintained the bond between the US immigrants and the town of their birth.

But over the years, this tradition died: many of the original glass globes were broken, with just a few rare examples surviving the ravages of time. Added to which, the antique wooden arcades of the procession route fell into disrepair. So, why not try and renovate the whole thing? This is exactly what was started last autumn. The first funds were collected by means of a lottery, then through a door-to-door campaign that lasted months. In the meantime, carpenters and electricians, blacksmiths, students and office workers have been spending their winter evenings in a sports hall, refurbishing the wooden posts, electric cables and renovating the ”tambours” and ”trees”, the Triumphal Arch and the smaller arcades. But what about the globes of glass? Well, Murano had to be ruled out: an initial probe soon showed that the cost would be prohibitive, and the glass blowers of the Venetian lagoon were no longer much interested in a job done 120 years ago in very different times. But on the other side of the Mediterranean, in Hebron, there is a living tradition of glass manufacture.

[....]. (ANSAmed).

Lascia un commento

Monti-choc

Dopo Berlusconi, al mondo,  Monti deve essere sembrato un nuovo miracolo italiano… a pensare che ci rappresentava ancora arrossisco di vergogna per la mia povera patria che sì, di mandolinisti, cinepanettoni e pippifranchi ne ha prodotti sempre in abbondanza ma che si sarebbe arrivati a al berlusconipremier… potrebbe essersi ancora trattato di un incubo, ci svegliamo e siamo lì, lancio di monete contro Craxi e l’Italia conosce una nuova stagione di risveglio politico.

Macché. Tutto reale. Tutto vero.

No, non è mai stato il male assoluto, non per me, per me c’erano anche altri mali che crescevano e distruggevano la sinistra italiana sino a trasformarla in qualcosa che non c’è. Rosy Bindi presidente del Partito Democratico. A pensarci seriamente ci si dovrebbe metter lì a studiare tutti i passaggi e le svolte che hanno prodotto Rosy Bindi presidente del PD.

Ma così è.

Molti pensano che io appoggi Monti. No. L’appoggio è un altra cosa. Sostengo invece che data la situazione un  Monti vale l’altro, ma va bene questo: un distinto signore che non racconta barzellette, capisce quello che dice e lo spiega persino in modo degnamente comprensibile.  Sempre meglio degli imbonitori da fiera a cui ormai eravamo abituati …

Ma poi, se mi è lecito chiedere, non siamo dove ci avete portati, dove dovevamo arrivare? io non ci vedo niente di incoerente in questi tempi, bastava leggere letture serie invece di star dietro alle lucciole e ci si sarebbe resi conto che si andava dove gli osservatori dei fatti internazionali continuavano a dire si sarebbe andati…  anche l’Europa avrà necessità del suo sud,  della sua questione meridionale. Si chiama sistema capitalistico, ha le sue regole e le sue necessità.

Quindi Monti non è altro che l’uomo giusto per mantenere la rotta, continuare a costruire l’Europa e dare nuova vitalità al capitalismo. Meglio di lui solo un altro come lui, uno che dell’Italia si interessa solo in quanto Europa.

Se poi mi si volesse chiedere allora io chi sostengo… no, non c’è nessuno nessuno che possa avere il  mio sostegno, ma già da tempo.  A me non interessa, ancora come sempre, partecipare a questa corsa al possedere, all’apparire, all’avere. All’esser-ci. No, sono di un altra generazione e ne sono rimasta orgogliosamente ancorata, nessun cambio di sostanza,   nessun trasformismo di convenienza. La mia epoca è finita, quella in cui o la chiamavi anima o la chiamavi psiche… era sempre qualcosa con cui fare i conti. Adesso siamo al comportamentismo, via l’anima e via la psiche.

Appoggiare Monti? No, mi piace che sia stato scelto il pezzo giusto per questo quadro, Berlusconi era veramente un orrore, un non-sense, una parodia surreale e volgare. Monti e chi come lui non da’ spazio al confronto, non ci sono possibilità di dialogo, è uno che impone, che non ha nulla di democratico in sé, ma almeno te la dice chiara e senza prenderti per i fondelli, come purtroppo hanno fatto tutti negli ultimi 20 anni.

Così, mentre tutti sono sconvolti che ci sia Monti io dico che era conseguenziale, l’uomo giusto per continuare la strada su cui siamo voluti andare, preferivamo l’ipocrisia della sinistra e l’impotente arroganza della destra? No, meglio un uomo senza la maschera, che mostri a tutti noi il posto esatto in cui siamo ed eviti di farci rimanere secchi nell’orgia di potere e denaro che ha sconvolto la nostra classe politica.

Magari adesso ci riprendiamo tutti e ricominciamo ad usare i cervelli, a chiederci se davvero questo è il migliore dei mondi possibili o se, per caso, non c’erano altre strada percorribili.

 

 

Commenti (2)

Questa inascoltata rivolta siciliana.

Che ci fosse confusione si sapeva, che la confusione avrebbe finito per generare strane alleanze si poteva immaginare, ma che “silenzio” sarebbe divenuta la parola d’ordine no, questo per me è abbastanza imprevisto.

A disconoscere quanto sta succedendo si fa solo la figura di chi vuole guardare da un altra parte o, persino, di chi aspetta per vedere da che parte schierarsi. E a delegittimare la protesta ce la stanno mettendo tutta, da ogni parte: è berlusconiana, è mafiosa, è fascista.

Io non sono d’accordo con i tempi della protesta, questo è un già detto, e  che il movimento della protesta sia alleato alla politica siciliana non mi piace. Che poi siano i fascisti ad aver organizzato (?) bé, al limite onore al merito, non è che una rivolta possa piacere o meno a seconda degli organizzatori… è comunque una rivolta di popolo, quello che lavora e non ce la fa, quel popolo che trascorre le notti in autostrada, l’alba al mare o in campagna, il popolo dei lavoratori, che se incrocia le braccia e protesta  come minimo andrebbe ascoltato.

E’ una protesta reale, non è sorta con la caduta del governo Berlusconi, le richieste degli autotrasportatori sono sul tavolo da tempo, l’MPA condivide, nei suoi programmi, almeno parte di quelle richieste. Quindi a me può non piacere ma l’unione tra il Governo Siciliano e questo movimento non è un invenzione dell’ultima ora. Seppure anche il Governo Siciliano non abbia ascoltato, sino ad oggi, le richieste degli autotrasportatori… troppo preso a giocare alle nuove alleanze politiche.

Si parla di infiltrazioni mafiose e in sincerità sì, possibile, difficile trovare luoghi, fisici e non, in cui si possa aver certezza che la mafia non ci entri, ma che la mafia organizzi la protesta no, arrivare a pensare questo è avere l’idea di una mafia rurale e locale che non esiste più. O ci riferiamo ad una mafia che vuole dare una spallata al Governo Monti organizzando rivolte? Riuscendo a convogliare forze di destra, di sinistra, giovani, lavoratori, tutti condotti per mano dalla mafia per mettere in difficoltà il Governo Monti?… possibile, ma se si va tra chi protesta non vedi la mafia o l’intento di far favori alla mafia, vedi lavoratori che non si sentono garantiti dallo Stato e giovani a cui non sono date prospettive.

Gli organizzatori del blocco sono in fermento da anni, potete visitare il sito dell’A.I.A.S. per avere un idea dell’evoluzione che ha portato al blocco di questi giorni. Adesso i politici siciliani (in particolare gli autonomisti)  strumentalizzano la protesta e la mafia cerca di infilarci qualcosa di suo (ma non è detto che ci riesca).

Quando una protesta prende piede si deve mettere tutto di conto politica, diatribe, infiltrazioni e che possa spegnersi così come si è accesa, senza colpo ferire. O che possa sfuggire di mano e far esplodere rabbie troppo a lungo represse.

Fa piuttosto impressione il silenzio dei blogger, delle testate giornalistiche, poche analisi, nessun commento, nessun improvvisato inviato speciale per fotografare i blocchi, le code, le auto della polizia a tutela dei distributori. Sono poche le voci che parlano della vera faccia della protesta, pochi quelli che si domandano i perché.

Io non sono d’accordo sui tempi della protesta, mi sembra un momento troppo delicato per la nostra Italia, potrebbe essere un colpo di troppo, ma capisco che se onesti lavoratori si fermano e chiedono attenzione il minimo che possiamo fare tutti noi è ascoltarli.

Lascia un commento

Sicilia: Forza d’Urto. Le richieste della rivolta.

Nelle tante e litigiose anime della rivolta Forza d’Urto quantomeno dà una sistemata organica e comprensibile delle richieste dei rivoltosi: 

20 gennaio 2012 -

Il Movimento Forza d’Urto si propone di restituire fiducia e dignità ai Siciliani e a tal fine volendo rilanciare l’economia dell’Isola chiede al Governo Regionale e Nazionale di voler intervenire su una serie di punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie che il Movimento rappresenta.

Questo è l’elenco sottoposto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che a sua volta sottoporrà quelle di competenza nazionale al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti.

1. Defiscalizzazione del Carburante.
2. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle Famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica).
3. Rilascio del DURC anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (SERIT, EMPAIA, INPS) in anni 10, con interessi legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento).
4. Abolizione dell’IMU sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale.
5. Dotare la CRIAS di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricolo e delle PMI.
6. No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento e blocco per due anni delle cartelle esattoriali.

Per le Categorie della Produzione Agricola:
1. Arginare con leggi che limitino le strategie commerciali messe in atto dalla GDO che fa cartello nei confronti di un’offerta frazionata ed a tutela del consumatore pensare anche ad un ricarico massimo ammissibile.
2. Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della Guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti.
3. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta e prodotti ittici, devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l’agricoltura italiana e la pesca.
4. Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali che la riforniscono, e pagamenti più celeri secondo il modello francese.
5. Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende agricole siciliane .
6. Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali ad oggi accertate ed in mancanza di fondi, la creazione di una carta di credito per compensare tasse, Inps ed energia elettrica.
7. Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un massimo del 50% la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana.
8. Applicazione di una tassa su “cibi spazzatura” ed introduzione della TAXA SODA applicata in Francia ed altri paesi.
9. Allineamento in relazione agli oneri previdenziali con gli altri Stati Europei, circa 5 Euro al giorno per agricoltura, pesca e cassa edile.

Per la Categoria trasporto e logistica:

1. Abbattimento dei costi autostradali.
2. Abbattimento dei costi di attraversamento dello Stretto per continuità territoriale per le Imprese Siciliane (e per tutti i Residenti)
3. Allineamento dell’imposta sulle immatricolazioni rispetto alle Regioni Italiane a Statuto speciale.
4. Oltre allo stanziamento di Euro 30 milioni dell’ecobonus per l’anno 2010, si chiede l’ulteriore stanziamento per l’anno 2011 per un importo di Euro 70 milioni.
5. Individuazione di una Zona Franca.
6. Vigilanza sull’applicazione dei costi minimi di sicurezza sulla base dell’art. 83 bis.

Per la Categoria Pesca e Marineria:

1. Caro Gasolio.
2. Defiscalizzazione carburante e olio motore.
3. Carburante ritorni ad essere dotazione di bordo.
4. Approccio migliore alla normativa per l’aumento dell’Iva al 21% sul pescato, anziché defiscalizzare.
5. A vantaggio della piccola pesca chiedere che la Regione Sicilia applichi il suo statuto autonomo a chiedere la gestione delle licenze entro le 12 miglia.
6. Leggi e normative – le nuove assurde ed inconcepibili normative U.E. – Leggi, D.M. e Leggi Regionali che sono sempre più restrittive sull’utilizzo degli attrezzi e delle zone di pesca.
7. Tonno Rosso – come si pensa di affrontare le problematiche relative alla cattura accidentale del tonno rosso da parte della piccola pesca inerenti lo sbarco assistito.
8. Pesce Spada – come si pensa di affrontare la proposta ICCAT di sottoporre a TAC la cattura del pesce spada.
9. Pesche speciali.
10. Che il Governo Regionale si faccia promotore della necessità della pesca con il Governo Nazionale e Comunitario.

FORZA D’URTO.  TUTTE LE RICHIESTE

Comunicato Stampa di Forza d’Urto  / Pagina Facebook di Forza d’Urto / Il sito ufficiale della protesta di Forza d’Urto

Lascia un commento

Fuori dai denti

Da questa mattina ho deciso che sono a favore dell’abolizione del Parlamento Siciliano. Via, piazza pulita, anno nuovo vita nuova e che i nostri rappresentanti siciliani vadano a cercarsi un lavoro. Non posso sciogliere il Parlamento italiano, quantomeno liberarmi dei parassiti siciliani, sì, fatemelo almeno sognare.

Il Parlamento più antico d’Europa…   ricordiamolo per gli antichi fasti.  Un unico grande atto di coraggio e rinunciamo all’autonomia, ché i tempi son cambiati ed è ora di globalizzare. Facciamolo questo sfregio alla Lega: rendiamoci totalmente italiani e magari sconfiggiamo pure la mafia se ci liberiamo della politica…

Ed essendo in vena di cambiamenti vado oltre, volo libero e plano su campi immensi e sconfinati, nessun confine, tutti diversi tutti uguali, prometto di fare persino campagna elettorale a favore di chi si assumerà l’impegno di abolire il Parlamento Siciliano, da qualunque parte stia, destra sinistra centro, (tanto non è che siano proprio differenti-differenti tra loro) vado in apnea, mi tappo naso orecchie e gola e prometto il mio totale appoggio.

Basta con l’autodifesa, con NOI invece di VOI, basta, che ognuno cominci dal pulire dentro casa propria, noi siciliani un popolo di mafiosi? Sì, eccome, altroché. Mafiosi, corrotti e collusi. Confesso. Noi siciliani diversi dagli altri italiani? No, mica tanto, corrotti e collusi ovunque, tra noi italiani, ma la mafia le sue radici le ha tra noi quindi noi siamo i responsabili. Fuori dai denti e smettiamola con le chiacchiere. Che ognuno si assuma la responsabilità della propria vocazione criminale. Le altre regioni? Non mi interessa, ci pensino su e decidano per sé.

Io basta. Stufa di questa sicilianità, di questa vuota illusione di essere un popolo grande… ma quanto mai, ma grande dove e perché? Di nostro, noi, questa mia generazione, di grande e di bello e di utile per il mondo ma che diavolo ha fatto? Prodotto martiri morti ammazzati?  Ah, bè… non me ne vanterei troppo. Non ha prodotto né ricchezza né stato sociale, né arti né mestieri, diciamocelo: le potenzialità le avevamo e le abbiamo ancora ma no, noi no, noi non siamo capaci. Noi siamo sempre pronti a lamentarci e mai a rimboccarci le maniche. Perché “tanto  le cose si sa come vanno”. E “siccome le cose è così che vanno io vado allo stesso modo”.

E’ tempo di tagli e sacrifici che i Siciliani siano almeno capaci del sacrificio più grande, rinuncino ad un organismo ormai divenuto davvero  dannoso.

Inutile stare a rimarcare come le regioni lontane dal centro abbiano diritto ad una certa garanzia di autonomia… lontani da che? Lo teniamo di conto che dire che Roma è lontana significa avere oltre 95 anni, non conoscere internet, avere un impossibilità ad usare un telefono e agli spostamenti in aereo… Lontani dal centro no, per cortesia, era frase valida 50 anni fa.  Meritarsi uno stato centrale no, eh? no, noi ci meritiamo di essere tenuti a distanza, ci pagano per starcene così distanti… ci pagano troppo. In quanto italiana prima che siciliana è ora di fare risparmi seri.

Viva l’Unità d’Italia, abbasso il Parlamento Siciliano.

… e per quest’anno di nemici dovrei essermene fatta a sufficienza.

Commenti (3)

SICILIA RICONOSCE LA LINGUA DEI SEGNI ?

Diventa ormai una formalità o sarà lotta dura?
In effetti il risultato della seduta di martedì prossimo non è del tutto scontato, si decide per il riconoscimento della Lingua dei Segni, per l’istituzione di un Registro dei Mediatori Linguistici della Lingua dei Segni e si sentono in audizione l’Ente Nazionale dei Sordi e un non ben definito Coordinamento Sicilia Insieme Sordi che nonostante la mia proverbiale capacità a scovare qualunque cosa transiti in rete… niente da fare, di questo coordinamento non so proprio in che modo si occupi di sordi.

Essendo previsto anche l’istituzione del Registro dei Mediatori Linguistici,  su proposta dell’on. Caronia, ho idea che sia cosa di grande interesse per tutte le Assistenti alla comunicazione a alle Interpreti della Lingua Italiana dei Segni.

Cosa notevolmente interessante è la distinzione tra queste due figure che verrebbe finalmente sancita a livello regionale, eliminando un equivoco a lungo alimentato, che si tratti cioè di un unico profilo. In realtà l’Assistente alla Comunicazione per Sordi e l’Interprete Lis sono cose distinte e separate… seppure entrambe abbiano una solida conoscenza della Lingua dei Segni. 

Per il momento… dita incrociate in attesa di martedì.

… Ovviamente l’invito è di andare tutti, meglio essere presenti quando si discute del nostro futuro.

Lascia un commento

Lingua Italiana dei Segni: il 14 ottobre tutti presenti!

protesta mancata approvazione Lingua Italiana dei SegniMobilitazione nazionale per riconoscimento legislativo della Lingua dei Segni

L’ENS annuncia una mobilitazione nazionale per chiedere l’approvazione del Disegno di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni, bloccato da quasi un anno in Commissione Bilancio al Senato, pur avendo ottenuto, su unanime richiesta delle forze parlamentari, l’accelerazione dell’iter legislativo in sede deliberante.

Il 14 ottobre 2010 vi saranno presidi dell’ENS presso tutte le Prefetture italiane ,mentre lo stesso giorno a Roma, una rappresentanza di sordi si troverà dinanzi la Commissione Bilancio del Senato per chiedere lo sblocco del provvedimento.

“I Sordi italiani sono stanchi”, afferma il Presidente ENS Ida Collu, “di attendere ancora il riconoscimento di un sacrosanto diritto, che non comporta oneri a carico dello Stato e che oggi è riconosciuto anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia il 3 marzo 2009 con la legge n. 18.

Questa volta non ci accontenteremo di rassicurazioni o false promesse e la nostra mobilitazione si protrarrà a oltranza, fino a quando non verrà sbloccato l’iter legislativo del provvedimento”.

Ad Agrigento la Lingua Italiana dei Segni sta affasacinando sempre più giovani grazie ad uuna capillare diffusione di corsi di formazione professionale, oltre ad essere una prospettiva di lavoro (cosa che nella nostra provincia non ha importanza secondaria) è una lingua che attiva modalità comunicazionali diverse da quelle a cui siamo abituati a confrontarci, che ha un forte impatto sulla qualità della vita dei sordi che rischiano, finalmente, di incontrare in ogni luogo persone con cui scambiare quattro segni, a cui chiedere un informazione, togliendoli finalmente dall’isolamento a cui per secoli sono stati costretti.

La Lingua dei segni ha finalmente ottenuto diritto di esistenza, sancito da quello che è stato il suo più grande nemico, il Congresso internazionale degli educatori per Sordi, che lo scorso 22 luglio ha finalmente rigettato le tesi del Congrasso di Milano del 1880! (Mille ottocento ottanta, non è un errore)

L’iter per il riconoscimento della lingua italiana dei segni sta però avendo ingiustificabili ritardi, nonostante la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ne faccia espressamente richiesta (Convenzione ratificata dall’Italia con Legge n. 18/2009)

Per tale motivo… tutti insieme giorno 14 davanti la prefettura di Agrigento! Assistenti alla comunicazione, familiari, Sordi, operatori, ma anche operatori del turismo, della pubblica amministrazione, dell’informazione accessibile e tutti coloro che sentono di appartenere alla società dell’inclusione!

Commenti (1)

Il diritto ad usare la lingua dei segni nei programmi didattici

dal sito della Federazione Mondiale dei Sordi una petizione per introdurre la lingua dei segni nelle porogrammazioni didattiche delle scuole di tutto il mondo. In linea con il riconoscimento delle lingue dei segni attuato dal 21° Congresso  degli Educatori per Sordi, un appello a tutte le nazioni e popoli del mondo per ricordare la storia e assicurare che i programmi educativi accettare e rispettare tutte le lingue, comprese le lingue gestuali, e tutte le forme di comunicazione. Il New Era documento è stato presentato e firmato da centinaia di persone nel 21 ° Congresso Internazionale sulla Formazione dei Sordi a Vancouver, Canada nel luglio 2010.

Right to use sign language in educational programmes

  

World Federation of the Deaf is calling individuals to sign this petition, New Era Document, which rejects the resolutions of the 1880 Milan Congress that banned the use of sign language from educational programmes for deaf children. This is a call upon all nations and people of the world to remember history and ensure that educational programmes accept and respect all languages, including sign languages, and all forms of communication. The New Era Document was first presented and signed by hundreds of people in the 21st International Congress on the Education of the Deaf (ICED) in July 2010 in Vancouver, Canada. The official petition, which you’ll find below, is now open for signatures until the next ICED Congress in Greece 2015. Please sign the petition at the bottom of this page (see below).

 

The New Era Document in English

The New Era Document in International Sign (IS)  

More information:

World Federation of the Deaf: http://www.wfdeaf.org/

ICED: http://www.iced2010.com/

io sono la numero 5171 !!!

Lascia un commento

Disponibilità di sé

Ma francamente tra la puntatona sulla morte di Eluana e non so quanti deficienti isterici rinchiusi… non so, ma credo che a mia nipote avrei consigliato il GF e poi  le avrei parlato con calma di quello che significa il caso Eluana, lo scontro tra chi vuole introdurre il testamento biologico in Italia e chi no e come questo sia uno scontro tra titani perché si passa dall’era in cui l’individuo era di proprietà dello Stato all’era in cui è padrone di se stesso e ci saremmo interrogate se questo significhi necessariamente libertà.

Il tema è complesso e come al solito viene spacciato per beghe condominiali, conferire la proprietà di se stesso all’individuo modifica nelle radici il nostro ordinamento giuridico e la nostra struttura sociale

Quanto mi rompe i coglioni che sempre e sempre e sempre tutto venga ridotto allo scontro tra religione e laicità, come se bastasse dire che se lo dicono i cristiani allora è un’idiozia, allora è una prevaricazione, allora non sei un libero pensatore.

Il punto è modificare nel midollo la società conferendo all’individuo la piena disponibilità di sé.

Questo avrei detto a mia nipote e da questo avrei cominciato a spiegarle quante leggi, comportamenti, divieti derivano dall’indisponibilità in cui viviamo:  il suicidio come reato, la vendita di organi umani come reato, lo sfruttamento della prostituzione come reato. E avremmo ragionato della struttura sociale, del ruolo dello Stato, dei confini della libertà individuale, del senso di essere cittadini, dei diritti fondamentali di tutti, e avremmo riso di chi immagina sia cristiano negare le cure a qualcuno e altrettanto cristiano imporle ad altri.

Ci sono i principi e ci sono le conseguenza, qui mi pare si vogliano attaccare le conseguenze per poter modificare i principi e potremmo parlarne, ma con grande onestà intellettuale.

Commenti (4)

Inferno ad Agrigento.

A Lampedusa si muore ingoiando lamette spezzate.
Si muore impiccandosi.
O almeno si tenta di morire perché non c’è altro da fare, lo capisco, lo farei anch’io.
A Lampedusa si muore perché muore la speranza e nessuno sopravvive al lutto.
Si muore perché non ci sono fratelli.
Perché ci sono pistole e sbarre e tornatene a casa tua.
Si muore perché qui non ti vogliamo.
Si muore perché ci sono i limiti al numero di bestie che ci necessitano nei campi, nelle fabbriche, dentro le nostre case.
Perché dopo aver lasciato ed essere sopravvissuto all’inferno scopri di essere arrivato in un posto peggiore.
Allora è inutile restare vivo, scoprire che quel mare che ti ha inghiottito, te, la tua famiglia, i tuoi risparmi, si può sor vo la re. In poco meno di un ora. Gratis. In senso inverso. Ci pensano le istituzioni a riprenderti e ricacciarti via, indietro, nella vita da cui sei scappato sfidando il mare.
A Lampedusa si muore, si inghiottono bulloni e lamette spezzate, ci si impicca con le lenzuola ed io lo capisco, capisco che si possa morire quando il tuo vivere diventa illegale, non autorizzato.
Alla tv sentirete che ad Agrigento c’è la Sagra del Mandorlo in Fiore e non è vero: ad Agrigento oggi si muore.

Lascia un commento

Post più vecchi »
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.