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gennaio 18, 2012 a 12:08 pm · Archiviato in Agrigento, diario, Diritti, Esistenzialmente, Futuro, Incazzamenti, Iniziative, Mafia, politica, Presente, Sicilia, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ARS, campagna elettorale, diario, Diritti, Futuro, Iniziative, la mafia, Parlamento Siciliano, piazza pulita, politica, proposte elettorali, Sicilia, Sprechi, storia, sviluppo, Tagli
Da questa mattina ho deciso che sono a favore dell’abolizione del Parlamento Siciliano. Via, piazza pulita, anno nuovo vita nuova e che i nostri rappresentanti siciliani vadano a cercarsi un lavoro. Non posso sciogliere il Parlamento italiano, quantomeno liberarmi dei parassiti siciliani, sì, fatemelo almeno sognare.
Il Parlamento più antico d’Europa… ricordiamolo per gli antichi fasti. Un unico grande atto di coraggio e rinunciamo all’autonomia, ché i tempi son cambiati ed è ora di globalizzare. Facciamolo questo sfregio alla Lega: rendiamoci totalmente italiani e magari sconfiggiamo pure la mafia se ci liberiamo della politica…
Ed essendo in vena di cambiamenti vado oltre, volo libero e plano su campi immensi e sconfinati, nessun confine, tutti diversi tutti uguali, prometto di fare persino campagna elettorale a favore di chi si assumerà l’impegno di abolire il Parlamento Siciliano, da qualunque parte stia, destra sinistra centro, (tanto non è che siano proprio differenti-differenti tra loro) vado in apnea, mi tappo naso orecchie e gola e prometto il mio totale appoggio.
Basta con l’autodifesa, con NOI invece di VOI, basta, che ognuno cominci dal pulire dentro casa propria, noi siciliani un popolo di mafiosi? Sì, eccome, altroché. Mafiosi, corrotti e collusi. Confesso. Noi siciliani diversi dagli altri italiani? No, mica tanto, corrotti e collusi ovunque, tra noi italiani, ma la mafia le sue radici le ha tra noi quindi noi siamo i responsabili. Fuori dai denti e smettiamola con le chiacchiere. Che ognuno si assuma la responsabilità della propria vocazione criminale. Le altre regioni? Non mi interessa, ci pensino su e decidano per sé.
Io basta. Stufa di questa sicilianità, di questa vuota illusione di essere un popolo grande… ma quanto mai, ma grande dove e perché? Di nostro, noi, questa mia generazione, di grande e di bello e di utile per il mondo ma che diavolo ha fatto? Prodotto martiri morti ammazzati? Ah, bè… non me ne vanterei troppo. Non ha prodotto né ricchezza né stato sociale, né arti né mestieri, diciamocelo: le potenzialità le avevamo e le abbiamo ancora ma no, noi no, noi non siamo capaci. Noi siamo sempre pronti a lamentarci e mai a rimboccarci le maniche. Perché “tanto le cose si sa come vanno”. E “siccome le cose è così che vanno io vado allo stesso modo”.
E’ tempo di tagli e sacrifici che i Siciliani siano almeno capaci del sacrificio più grande, rinuncino ad un organismo ormai divenuto davvero dannoso.
Inutile stare a rimarcare come le regioni lontane dal centro abbiano diritto ad una certa garanzia di autonomia… lontani da che? Lo teniamo di conto che dire che Roma è lontana significa avere oltre 95 anni, non conoscere internet, avere un impossibilità ad usare un telefono e agli spostamenti in aereo… Lontani dal centro no, per cortesia, era frase valida 50 anni fa. Meritarsi uno stato centrale no, eh? no, noi ci meritiamo di essere tenuti a distanza, ci pagano per starcene così distanti… ci pagano troppo. In quanto italiana prima che siciliana è ora di fare risparmi seri.
Viva l’Unità d’Italia, abbasso il Parlamento Siciliano.
… e per quest’anno di nemici dovrei essermene fatta a sufficienza.
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agosto 4, 2010 a 11:01 am · Archiviato in diario, Diritti ·Contrassegnato da tag Assistenti alla comunicazione, Diritti, educazione, Futuro, Lingua dei Segni, LIS, Sordi, sviluppo
Nel 1880 il Congresso Internazionale degli educatori per Sordi sancì la scelta dell’oralismo… ovviamente non è che siete tenuti a sapere cosa sia l’oralismo, a meno che non stiate facendo un corso di lingua italiana dei segni o non siate un assistente alla comunicazione o un interprete della Lingua Italiana dei Segni, o un docente di sostegno, o un insegnante di una qualunque disciplina, o un genitore di un bambino sordo, o un logopedista o un… in effetti sono in parecchi che dovrebbero sapere che cos’è l’oralismo.
In ogni caso nel 1880 tale Congresso sancì che per i sordi l’educazione andava impartita innanzitutto attraverso l’educazione forzata alla parola.
Tra i sordi si vocifera che non fu una scelta felice.
Dopo 130 anni un nuovo Congresso, sempre degli educatori per sordi, rigetta le tesi del Congresso di Milano del 1880.
Come dire… meglio tardi che mai.
Così infuria la polemica tra oralisti e segnanti.
Gli uni tesi a sostenere che se si può parlare perché no?
Gli altri tesi a sostenere che avendo i sordi una lingua perché mai starsene anni ed anni in terapia per apprendere un linguaggio per cui… come dire… non sono predisposti.
Il dibattito non è ozioso. Perché vero è che in fondo vale il principio della libertà di scelta, per cui ognuno sceglie quale via seguire per il proprio figlio, ma è pur vero che ad oggi le scuole non erano esattamente preparate per l’integrazione e l’educazione e l’istruzione di un ragazzo sordo. Peggio ancora se segnante.
Il mio problema massimo ad esempio, in quanto assistente alla comunicazione di una ragazza sorda grave, è far comprendere ai suoi docenti che la ragazza ha una sua competenza linguistica e che l’italiano per lei è lingua appresa, non acquisita. Ovviamente complica le cose il fatto che la ragazza non è segnante ed ha un discreto recupero uditivo con l’apparecchio acustico. Che però ha avuto a 12 anni, prima era nella classica bolla d’aria, voci ovattate, frasi spezzate, bocche che si muovevano senza che alcun suono giungesse davvero.
Sta studiando, adesso che di anni ne ha 15, la Lingua dei Segni, ne è affascinata, come tutti quelli che iniziano a studiarla, per le possibilità espressive che offre, come vedere l’albatro che finalmente vola.
Il punto è che speriamo di vedere finalmente una scuola che sia preparata alla diversità dei ragazzi sordi, che una frase del genere faccia incazzare mi spiace, ma che ognuno di noi è portatore di diversità dovrebbe essere concetto acquisito, quantomento in ambito educativo.
La Lingua dei Segni esiste, impossibile non tenerne conto, esiste ed è lingua naturale, per questo continua a riapparire, sono i linguaggi artificiali quelli che subiscono l’usura del tempo, ma una lingua naturale no, impossibile, si evolve, si modifica, cresce, si adatta.
Il Congresso di Vancouver pone l’inizio della fine ad un era che prima o poi si avrà il coraggio di dire buia e assurda.
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aprile 20, 2009 a 10:33 am · Archiviato in Agrigento, Amore, beni culturali, diario, Diritti, energia, Iniziative, Rete, Rigassificatori, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, archeologia, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, energia, informazione, Iniziative, musica, politica, rigassificatore, Rigassificatori, Sicilia, sviluppo, templi, unesco, Valle dei Templi

E da oggi si firma per dire NO al rigassificatore nella Valle.
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gennaio 24, 2009 a 1:14 pm · Archiviato in Agrigento, Amore, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, Diritti, energia, Parole, Rigassificatori, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, archeologia, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, Diritti, energia, politica, rigassificatore, Rigassificatori, Sicilia, storia, sviluppo, templi, unesco, Valle dei Templi
Vivere qui è dover ogni giorno combattere contro l’assurdo, contro la sensazione che il limite si sia superato ormai da molto ed è impossibile tornare indietro, devi solo adattarti e cercare di capire come muoverti in questa terra in cui… voci parlano.
Voci senza corpo, senza vita, senza relazioni con il resto del mondo. Vivere in questo modo non è vivere in Italia, dev’essere successo qualcosa perché qui, ad Agrigento, l’Italia non c’è.
O forse mi sbaglio ed è vero l’esatto opposto, qui c’è l’Italia più vera, quella che non conosce legalità, che non ha senso dello Stato né della cittadinanza, quell’Italia che altrove si intuisce solamente e qui prospera e si mostra senza vergogna.
Vedete è che Agrigento è veramente bella, non perché è la mia città, Agrigento è davvero di una bellezza a tratti sconvolgente, e questo rende tutto più doloroso.
Dovrebbe essere donata al mondo questa bellezza, dovremmo accogliere chi viene a farci visita con l’emozione negli occhi, aspettando con ansia l’espressione che avrà il loro volto quando da lontano scorgeranno i templi stagliati sul mare, quando si affretteranno per raggiungerli e piano piano, diminuendo l’andatura, si accosteranno alla bellezza.
Parlando di Empedocle, immaginandolo camminare perché Empedocle te lo immagini così, che cammina lungo la via Aurea, mai fermo, sempre in cerca di cose, attento, vigile, pronto, una mente capace di spaziare dalla filosofia alla medicina, capace di ingegno tecnico e poesia… lo vedi che cammina maestoso nella sua tunica bianca e oro, con i suoi pensieri che iniziano la storia del pensiero, con le sue parole che iniziano la storia delle parole. E tramite le sculture di un Greg Wyatt ispirato da empedoclee suggestioni fare un balzo dall’alba della cultura all’arte contemporanea.
Parlando di Sciascia, ad nord dei templi, dopo Tomasi di Lampedusa, ad est, opposto rispetto Pirandello, a ovest. Di fronte il mare Africano.
Pirandello. Non c’è persona che sia capace di poche parole su Pirandello, nemmeno l’unica che lo contraddistingue, genio, è sufficiente a dire le emozioni che lascia Pirandello in chi lo studia anche solo per dovere scolastico. Pirandello vicino a Camilleri, nuovo e moderno amore di molti, non so chi ha scritto di immaginare il Commissario Montalbano che esce sulla sua veranda e lancia uno dei suoi penetranti sguardi… ad un rigassificatore; immaginate anche Pirandello che esce di casa, cammina lungo il breve sentiero e si siede sotto il pino, guardando il mare e di nuovo immagina di spargere le sue ceneri… sul rigassificatore.
Anch’io mi sono fatta prendere dai tecnicismi ed ora che siamo agli sgoccioli credo che sia la strada sbagliata , non m’importa nulla né del fabbisogno energetico né delle direttive Seveso, né chi e con chi si farà, chi ne trarrà profitti e chi ne godrà vantaggi. Non m’importa, penso solo che non abbiamo saputo difendere la bellezza e di questo siamo tutti colpevoli.
Siamo la provincia più povera d’Italia, non abbiamo acqua corrente, né strade, né sistemi fognari, non abbiamo nulla oltre alla bellezza e, tra poco, non avremo nemmeno quella.
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gennaio 23, 2009 a 9:07 pm · Archiviato in Agrigento, beni culturali, diario, Diritti, energia, Iniziative, politica, Rigassificatori, Sicilia, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, archeologia, beni culturali, diario, energia, Iniziative, politica, rigassificatore, Rigassificatori, Sicilia, sviluppo, templi, unesco, Valle dei Templi
da Agrigentoweb.it
Giovedì 22 gennaio alle 11:00 ha avuto luogo, all’interno di un’apposita sala del Municipio, un’ importante riunione operativa, nella quale sono state sviscerate varie strategie di contrasto alla realizzazione del Rigassificatore prevista nel territorio di Porto Empedocle.
Durante l’incontro, al quale ha partecipato il vice-Sindaco Massimo Muglia, si è creato un vero e proprio “cartello” di Associazioni e di Movimenti di varia estrazione politica e culturale che hanno scelto, come comune denominatore, di porre in essere tutte le azioni civili utili allo scopo di impedire la costruzione del tanto discusso impianto industriale.
Il fine apertamente dichiarato dai Rappresentanti delle Associazioni intervenute è quello di riuscire a far indire, in tempi ragionevolmente brevi, un Referendum comunale teso a far esprimere liberamente e democraticamente la volontà degli Agrigentini in riferimento al Rigassificatore.
La genesi di questa scelta referendaria è supportata dall’ormai sempre più fondato sospetto che la popolazione sia in maggioranza decisamente contraria all’idea di dover convivere a contatto di gomito con un simile “ecomostro” del quale non sono mai state garantite da nessun Ente né la sicurezza, né l’affidabilità, né tanto meno la compatibilità ambientale.
L’unico elemento sin’ora “garantito” è un vorticoso giro d’affari (per svariati miliardi delle vecchie lire) che ruota intorno alla progettazione e all’edificazione dell’opera; nonché l’interesse poco limpido malcelato da alcuni esponenti della politica nostrana. Segnaliamo un elenco approssimativo delle Associazioni interessate alla delicata tematica e dei rispettivi rappresentanti:
Associazione Culturale “Il Tamburino”(Domenico Vinti, Marco Lombardo);
Camera di Commercio Industria e Artigianato (Alessio Lattuca);
Consorzio Turistico “Valle dei Templi” (Gaetano Pendolino);
Comitato Civico “Agrigento Viva”(Marco Padula, Nuccio Cremone);
Cittadinanza Attiva (Camillo Lentini);
Fondo Siciliano per la Natura (Barberi);
Agrigento Forum (Alessandro Sardone);
Legambiente Circolo “Rabat”(Giuseppe Riccobene);
W.W.F. (G. Russo);
Associazione “John Belushi”(R. Piscopo);
Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Gian Joseph Morici);
Associazione Free – Comitato No Rigassificatore (Toti Cinque);
Comitato No Rigassificatore (Giuseppe Lo Iacono);
Associazione “Salviamo la Valle dei Templi” (Gaetano Gaziano);
Touristour (G. Tortorici);
CE.P.A.S.A. (Paolo Cilona);
Gruppo Guide Turistiche (Marco Falzone).
Un riconoscimento particolare va dato all’Ing. Giuseppe Riccobene per l’impegno e la dedizione che sta dedicando con spirito di abnegazione al coordinamento generale di questa notevole iniziativa.
Tra le forze politiche scese in campo, annoveriamo:
Il Partito Socialista (Giovanni Palillo); Italia dei Valori (Francesca Eccelso); la Destra (Roberto Gallo).
Non è esclusa, nelle prossime ore, l’adesione ufficiale di altri movimenti politici.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 24 gennaio, dalle ore 17:00 in poi, a Porta di Ponte (ingresso di Via Atenea), per dare inizio e impulso alla raccolta delle firme, basata sul nuovo Regolamento comunale per i Referendum Consultivi (Del. C.C. 77/2008), su appositi moduli in corso di predisposizione.
Ad Agrigento non è cosa di tutti i giorni poter constatare come si siano unite le forze sociali più fresche e libere al fine comune di dar voce a tutti coloro i quali temono che un impianto del genere possa costituire una triste ipoteca per il futuro dei propri figli.
L’idea di proporre un Referendum consultivo è solo una delle forme di azione che le Associazioni agrigentine stanno ponendo in essere per contrastare il Rigassificatore. Tale idea è stata proposta giorni fa, nel corso di un’affollata Conferenza, presso la C.C.I.A.A., dal Segretario regionale del Partito Socialista GIOVANNI PALILLO, ed è stata subito sposata dal Sindaco Marco Zambuto, il quale sta approntando tutta una serie di adempimenti propedeutici alla celebrazione del Referendum.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare attivamente
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gennaio 21, 2009 a 4:31 pm · Archiviato in Agrigento, Amore, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, energia, Incazzamenti, Rigassificatori, Sicilia, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, archeologia, Arte, beni culturali, diario, energia, informazione, politica, rigassificatore, Rigassificatori, Sicilia, sviluppo, templi, unesco, Valle dei Templi
| ENERGIA: SGARBI, NO A RIGASSIFICATORE NELL’AGRIGENTINO |
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(ANSA) – SALEMI (TRAPANI), 8 GEN – ”Il sindaco di Porto Empedocle, invece di gingillarsi con un grottesco bando per una scultura a grandezza naturale del ‘commissario Montalbano’ che doveva essere scelta da una giuria presieduta dal perdigiorno Andrea Camilleri, farebbe buona cosa a difendere la sua citta’ dall’infame progetto del rigassificatore, estrema violenza ad una citta’ devastata dalla criminalita’ e dalla nuova mafia delle pale eoliche”. Lo dice il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. ”Che senso ha – si chiede Sgarbi – dedicare la scultura a un personaggio fantastico che ha agito in una citta’ che si chiama ‘Vigata’ negando perfino il nome di Porto Empedocle che glorifica un eroe inesistente? Il sindaco di Porto Empedocle scambia i romanzi e la televisione per la realta’. Potrebbe fare il sindaco di un programma televisivo”. (ANSA). COM-FK/GIU
08/01/2009 16:50
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http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20090108165034800604.html
A me Sgarbi non piace, sia chiaro, ma gli rendo atto di aver speso qualche parola contro il rigassificatore, poche, in realtà, se si pensa a tutte quelle spese contro l’abusivismo nella Valle
Sempre meglio poche parole che niente, vien da dire…
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novembre 20, 2008 a 10:34 am · Archiviato in Agrigento, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, energia, Futuro, Incazzamenti, politica, Presente, Rigassificatori, Sicilia, Siti amici, Sviluppo sostenibile ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, diario, rigassificatore, Sicilia, sviluppo, Valle dei Templi
Premetto che sarà per sempre la mia battaglia mancata, quella in cui avrei dovuto essere e non sono stata, che non mi fa onore aver anteposto i miei problemi ai problemi della mia terra ma ci sono momenti per ognuno di noi in cui si può solo cercare di lottare per se stessi.
Siamo alle fasi finali, a sorpresa il sindaco Zambuto ha dichiarato che ricorrerà al Tar per evitare che il rigassificatore venga realizzato, atto coraggioso seppure arriva veramente in ritardo, lo avesse detto chiaramente e prima che era contrario magari sarebbe stato lui, nelle sue vesti ufficiali, rappresentante della cittadinanza, a diventare simbolo della lotta per la salvare la valle dei templi…
http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_19/Valle_dei_Templi_lite_sul_rigassificatore_ed7bb3ae-b608-11dd-9288-00144f02aabc.shtml
Da cui possiamo leggere insieme: “…dopodomani sbarcherà qui il direttore generale dell’Unesco, il giapponese Koichiro Matsuura. Che forse incontrerà anche il professor Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale dei Beni culturali, che da sempre considera «indecoroso» il progetto. “
Qualcuno ha notizie? Magari l’interprete se non i mass media, qualcuno sarebbe così gentile da fornirmi anche una versione non ufficiale, qualche pettegolezzo, qualcosa che mi dia una indicazione sull’idea di sviluppo sostenibile del Presidente Unesco? (si è appena conclusa a Palermo la settimana Unesco sullo sviluppo sostenibile, sarebbe carino che il Presidente Unesco avesse deciso di dire della sua ferma opposizione alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle…) (ehm… perché immagino sia fermamente contrario… o no?)
qui risulta che c’è un progetto Unesco per rilanciare Agrigento,
UNESCO ED EXPEDIA PROMUOVONO AGRIGENTO E PANTALICA
Si sta definendo, fra Expedia e Unesco, un importante accordo per la valorizzazione turistica della Valle dei Templi di Agrigento e della necropoli di Pantalica. Si tratta di un progetto che potrebbe avere importanti ricadute economiche per i due siti siciliani. Expedia (operatore del gruppo Microsoft) e Unesco hanno infatti siglato una intesa per valorizzare attraverso il turismo sostenibile i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità. Una collaborazione che nasce dalla convinzione che i turisti “consapevoli” possono contribuire alla salvaguardia delle risorse naturalistiche, alla conservazione del patrimonio storico e alla riduzione della povertà attraverso un turismo sostenibile. (marzo 2008)
Quindi signori turisti consapevoli, mi raccomando, non sporcate la valle mentre le nostre amministrazioni ci piazzano accanto un bel rigassificatore con annesso metanodotto e traffico pesante.
A proposito: vi ho mai detto che le strade di congiunzione tra Porto Empedocle e l’entroterra attraversano il parco archeologico? Ve l’ho detto, ve l’ho detto… è una cosa che non preoccupa minimamente nessuno, nessun ingegnere, nessun urbanista, nessun paesaggita, nessuno nessuno perché noi ITALIANI tutti ragioniamo in un modo moooolto particolare: a comparti stagni. Stiamo parlando del rigassificatore di Porto Empedocle? Allora vediamo quanti metri è alto, se deturpa il panorama e, ma al limite, se “si vede” dalla Valle dei Templi. Il nuovo molo lo utilizziamo per incrementare il traffico turistico che si sa che tutti i turisti sognano di attraccare ad un molo commerciale, accanto ad un rigassificatore, prima di farsi un paio di foto accanto alle colonne greche… non parliamo della capacità effettiva del sistema viario di sopportare l’inevitabile incremento del traffico pesante… che tanto qualche solduzzo per raddoppiare poi ce lo faremo dare… e in cul* la valle!
da leggere:
http://go-willywonka.blogspot.com/2008/11/la-sicilia-come-metafora.html
http://busetta.blogspot.com/2008/11/giornalista-del-corriere-della-sera.html
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maggio 24, 2008 a 2:49 pm · Archiviato in Agrigento, Amore, Arte, Bellezza, diario, Diritti, Esistenzialmente, Futuro, Incazzamenti, Iniziative, Mafia, Mare, Parole, Pensieri in verticale, politica, Presente, radici, Riflessi, Sicilia, Varie ed eventuali ·Contrassegnato da tag Agrigento, Amore, Architettura, Arte, Bellezza, beni culturali, cultura, energia, Italia, Mafia, politica, rigassificatore, Sicilia, sviluppo, turismo., unesco, Valle dei Templi
“La Valle dei Templi è inserita in uno scenario… “
“La Valle dei Templi è la testimonianza di un passato… “
La Valle dei Templi.
Mi vergogno. Ci sono state altre volte in cui mi sono vergognata di essere siciliana, ma ho sempre reagito con fierezza, come parte innocente ed incolpevole, come vittima. Questa volta mi è più difficile e mi vergogno. Non sto trattando l’argomento con il dovuto distacco, non riesco a mettere giù la vergogna degli inciuci, delle parentele politiche, dello scenario in cui adesso è inserita la Valle dei Templi.
I miei concittadini al meglio credono che anche questo progetto, il rigassificatore accanto alla valle, fallirà, ma credono e lo urlerebbero in coro che meglio questo tipo di sviluppo che niente.
Il sindaco di Porto Empedocle gran sostenitore del progetto? Impiegato Enel.
La mia è una città mafiosa. Il mio è un territorio mafioso. Ci sono cresciuta. Figlia di sbirro, selezionare le compagnie, meglio i morti di fame mi ripeteva mio padre, poveri se onesti in Sicilia.
La mia è una città in cui la mafia controlla ogni cosa e chi non la vede è perchè ha gli occhi chiusi.
La mafia dell’acqua. La mafia dei traffici internazionali di droga. Interi paesi trasformati in piazza per lo smercio della droga. La mafia dell’agricoltura. La mafia dell’edilizia. La mafia dei fondi europei. Il pizzo. Le tangenti. I morti ammazzati. I latitanti. La mafia a cui i politici sono soggetti, mai avuto l’impressione che la politica controllasse in alcuna misura la mafia, da noi la mafia controlla la politica come nei migliori film di mafia. Il reclutamento massiccio di voti attraverso la costituzione di centinaia di cooperative, mi ci sono iscritta anch’io, non so chi fossero i referenti, si andava a gruppi di centinaia, ore di fila per sperare che davvero arrivasse il finanziamento e potessi ottenere un lavoretto, un qualunque lavoretto.
Molti miei concittadini mi direbbero che non è vero e diffamo una provincia. Molti si vergognerebbero di me, per le mie parole, per le mie accuse, io mi vergogno di loro e siamo pari.
Il rigassificatore è cosa di Cuffaro. Condannato in primo grado per favoreggiamento semplice in un processo di mafia. Non significa che il rigassificatore è cosa di mafia. No. Dalle nostre parti è così facile trovarsi gomito a gomito con un mafioso… e non è una battuta, triste ma non è una battuta, ci sono quelli che lo sai, ci sono quelli che forse e ci sono quelli che non lo avresti mai sospettato.
Nella mia terra ancora si differenzia tra “paciere” e mafioso. Il paciere è l’uomo che ha influenza e a cui ci si rivolge per dirimare le controversie, è alternativo ad un giudice di pace. Non si chiamano più uomini d’onore perchè uomo d’onore è il mafioso, il “paciere” è un uomo di cui si rispetta il verdetto. Nessuno saprebbe dire perché, è così, poi ogni tanto qualche “paciere” finisce sui giornali come boss mafioso e no, la popolazione non crede che non fosse altro che un “paciere”.
Nella mia terra.
Non sono tutti mafiosi i cittadini della mia città. Sono onesti cittadini che si muovono come su un campo minato, ma ci viviamo da sempre e sappiamo come muoverci. Sappiamo che i diritti sono cose scritte sulle carte. Ma il furto di diritti è stato totale e quel che conosciamo meglio sono le concessioni di favori.
La Valle dei Templi è il riscatto per molti agrigentini. E’ quello che non ci hanno tolto, come le spiagge, come il sole, è l’unico vanto, l’unica cosa di cui andiamo fieri e ci inalberiamo perché sappiamo che l’abbiamo protetta, perchè non è al centro della città, perché è lì, tra noi e il mare. E ci consola. Ci ricorda chi siamo, l’amore per la bellezza, per la cultura, per il passato. La grandiosità di cui godremmo se non fossimo schiavi di ombre. Quasi una promessa, qualcosa a cui tornare, la testimonianza che un tempo c’è stato e potrebbe di nuovo esserci.
Mi vergogno. Penso che stiamo rubando alle generazioni future la bellezza. La speranza. La consolazione. E mi vergogno.
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maggio 19, 2008 a 12:08 pm · Archiviato in Agrigento, Amore, Arte, Bellezza, diario, Diritti, Futuro, Incazzamenti, Iniziative, Mafia, politica, Presente, Rete, Sicilia, Siti amici, Varie ed eventuali ·Contrassegnato da tag Agrigento, ambiente, Arte, Bellezza, beni culturali, diario, Iniziative, Mafia, Mare, petizione, politica, rigassificatore, Sicilia, sviluppo, unesco, Valle dei Templi
Breve aggiornamento sulla Valle: a breve sarà pronta la petizione e dovrebbero arrivare le prime adesioni di gruppi sostenitori, teniamo le dita incrociate.
Quello che mi avvilisce sono i commenti dei miei interlocutori: quando dico che si vuol costruire un rigassificatore accanto alla Valle dei Templi… si torna alle solite considerazioni sul sud, perché che tutti lo vogliano, questo rigassificatore, anche coloro che sono deputati alla salvaguardia dei beni culturali… bé… non depone a favore né dei cittadini né delle istituzioni, al di là delle considerazioni sull’energia si/no, rigassificatori si/no, ambiente si/no.
Perché la Valle è amata anche fuori dalla Sicilia.
Ed è quello che continuo a spiegare, la Valle non è siciliana, non è agrigentina.
E’ protagonista di una manifestazione che ha un alto valore simbolico: la Sagra del Mandorlo in fiore, festa della Primavera e festa dei popoli. Non oggi, ma ve ne parlerò.
Provo ad immaginarla a rigassificatore costruito e capisco che non sarà più. Perché si vuol abbandonare lo sviluppo turistico per privileggiare l’industrializzazione del territorio, e per quanto si voglia far credere che la nuova banchina e il nuovo molo saranno d’aiuto per il turismo… bé, le scelte politiche dicono gli indirizzi e a me non pare che un rigassificatore, un termovalorizzatore, un inceneritore – tutto previsto attorno alla città di Agrigento – a me non pare che significhino sviluppo turistico.
Pare che il problema dell’impatto ambientale non esista, che tanto le acque marine sono già inquinate e che anzi l’immissione di acque fredde potrebbero persino contrastare l’effetto serra… insomma un rigassificatore ambientalista, il nostro!
Una sola cortesia chiedo agli italiani: se dovessimo perdere questa battaglia e dovessero costruire il rigassificatore… non permetteteci di avere un aereoporto, vi supplico, son anche soldi vostri quelli che utilizziamo, non finanziate un aereoporto richiesto per sviluppare il turismo se vogliono industrializzare la provincia. A noi un aereoporto non serve, checché vi dicano, non credeteci, non ci serve, possiamo fare un’ora e mezza ed andare a prenderlo a Palermo o Catania, state tranquilli, lo abbiam sempre fatto e continueremo a farlo.
giusto perché non vorrei passare per una del popolo del no: io ho tanti sì. Agrigento ha solo una cosa che ne impedisce uno sviluppo forte: la classe politica e la mafia, ma ha tutto per poter diventare un grande centro turistico. Nessuno vuole che continui a restare così com’è, meno che mai io che sono dovuta emigrare per tentare di avere un futuro; le scelte di oggi, di questi mesi potrebbero determinare non solo uno scenario diverso ma la perdita di quelle possibilità che ancora abbiamo.
E allora avremmo perso tutti, anche quelli che si son fatti convincere a sacrificare la valle.
Perché vedete, e poi per oggi non rompo più, noi agrigentini abbiamo un rapporto ambivalente con la valle: potrebbe essere un bene prezioso ed invece spesso è stato un ostacolo. Persino al naturale sviluppo della città, si interpone tra noi e il mare, limite invalicabile, dobbiamo arroccarci e andare verso l’interno mentre tutto spinge verso il mare. Condiziona ogni cosa, inclusa la viabilità, i collegamenti tra il porto (Porto Empedocle) e la zona commerciale, la zona industriale, le altre città. Quindi non mi stupisce se l’idea di far perdere importanza alla Valle, di costruirle attorno un corollario diverso, ad altissimo impatto ambientale… sia qualcosa che molti, ma davvero molti, auspicano.
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Altri post
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Valledeitempli.net è il sito che continua a documentare in modo approfondito l’intera vicenda
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