Un pò di nostalgia


Qualche giorno fa ho letto una poesia sul mare.

Sono tornata a casa di un umore strano, nervosa, avrei voluto far le valigie e andarmene via, tornare a casa.

vivo a Verona da sei anni, interrotti da una epocale decisione… ma poi di nuovo un’offerta di quelle che non si fanno rifiutare e quindi… valigie con dentro la promessa che sarebbe stato per poco.

Mi manca tutta la mia famiglia, la mia riserva d’amore.

E mi manca il mare. Esiste un altro mal di mare, non procura nausee ma lacrime, ti prende allo stomaco come un amore finito troppo presto, come il ricordo di qualcosa che ti appartiene e ti è stato strappato.

Mi alzo al mattino e vado in terrazza, non guardo il cielo per primo, io guardo il mare per sapere che giorno è.  Blu. Verde. Grigio.

Postato in Mare, Poesia  di erika

herb-ritts-woman-in-sea-hawaii-1988-205553.jpg

Il mare è mi è madre
(tra le mie braccia ti cullai)

Di onda in onda venni a riva,
figlia di spuma iquieta
e inquietudine mi accompagna in ogni strada.

Ahimè, natura ingrata
(che ondina strappasti al frangiflutti)

Ahimè natura ingrata,
che mi vesti di umana parvenza .
Perversione che perpetri nei miei giorni privi di branchie.

Il mare mi è madre
(tra le mie braccia ti cullai)

Grembo ovattato che mai scordo
tra questi cumuli di cemento,
asfissia per l’anima.
Agonia di non respiro,
gabbie vischiose
di soffocanti silenzi.

Il mare fu madre.
(non mi scordare)

Tra questo baratro che ci divide,
di queste onde che incrementano distanze.

Chiudo gli occhi.

(Ascolta il mio canto
nenia che ti culla.
Placenta che ti avvolge e protegge.
Nutrimento per le tue urla
che mai sento affievolire.
Io ti son madre,
figlia persa in anfratti di cemento
che edifichi con puntigliosa costanza,
in un periplo immaginario
che non ha mai sosta.)

Il mare mi è madre.
Non lo scordare.

Del mare ho quiete e potenza che tutto distrugge,
in questi giorni di equilibrista,
mia condanna terrena.

Il mare mi è madre,
non lo scordare.

Seme di vento in grembo di mare.
Natura incerta.
Il mare mi è madre.
Non lo scordare.

erika

foto di Herb Ritts, “Woman in sea”

Mille grazie ad Erika per questo che considero un regalo, ho preferito non modificarne nulla, fotografia inclusa, perchè credo che debbano andare assolutamente insieme.

 

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9 commenti »

  1. erika said

    Comprendo cosa provi. Ho vissuto un anno a riccione. Anche lì c’era il mare. a due passi da casa mia.Ma non era il mio mare. Non aveva il profumo che mi ha cresciuto.
    certo che puoi usare la poesia. Tutta o in parte. Come preferisci.
    🙂 mi fa un piacere immenso…..

    ciao

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  2. tasti said

    Grazieeeeeeee!!!!!!!!!! E posso anche aggiungerti tra i miei siti? Scusa sai , ma non sono una blogger esperta e non so se questa cosa si chiede o si fa….

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  3. Gianluca said

    Io non vedo l’ora di passare 4 giorni a Varazze in vacanza al mare.
    A me piace il mare grigio, cupo, ventoso.
    Il mare d’Inverno.

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  4. tasti said

    Grigio, cupo e ventoso, sembra malinconico ed invece è l’energia che ti avvolge, che ti scuote, che ti attraversa.
    Ma c’è anche il tramonto col sole che esplode sul mare fermo, che dà la grandezza dello spettacolo di cui siamo parte.
    io andrò per tre settimane in quella casa da cui ho scattato le foto, quello è quel che vedo al mattino quando mi sveglio.

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  5. erika said

    certo che puoi. Io l’ho già fatto!
    🙂

    grazie.

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  6. pescefuordacqua said

    Ciao
    Arrivo al tuo blog da quello di Erika …. ho letto il messaggio che le hai lesciato
    Le tue parole sono molto belle …
    Ho vissuto anch’io per diverso tempo lontano dal “mio mare” …. e per quanto avessi continuato a vivere in altri mari, altrettanto belli, la nostalgia del “mio mare” mi inseguiva sempre …
    Adesso la cosa più bella è condividere il “mio mare” col mio “gatto di mare” …. Erika

    Miky

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  7. tasti said

    Benvenuto!
    tra te ed Erica potrò avere un mare in cui tuffarmi anche da Verona!
    Grazie!

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  8. Mariottola said

    In molti paesi latini il mare si traduce con el mar (maschile) nell’interno e con la mar (femminile) sulle coste…questo è, per chi di mare vive, e per chi magari non ci è cresciuto vicino, ma una volta che lo ha assaporato ne sente la nostalgia ogni singolo giorno della sua vita.

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  9. tasti said

    “Grembo ovattato che mai scordo
    tra questi cumuli di cemento,
    asfissia per l’anima.
    Agonia di non respiro,
    gabbie vischiose
    di soffocanti silenzi.

    Il mare fu madre.
    (non mi scordare)”
    Erika

    Questa è la mia sensazione ogni giorno, per quanto solare e sorridente, in un angolo di cuore c’è questa morsa che lo stringe, che mi toglie il respiro. C’è sempre un momento in cui le lacrime vanno ricacciate indietro perchè chiudi gli occhi e aspetti il profumo ed il profumo non c’è. Lo so, i miei nipoti, la mia famiglia, ma sono con me in ogni momento seppure lontani, parlo con loro, ne sento la voce…. è un altro dolore, diverso, coraggioso e necessario.
    Ma il mare è la mia anima, i miei silenzi guardandolo e facendolo parte di me, il mare sono io, la mia storia, le prove superate e i fallimenti, il luogo dove pregare e piangere e ridere e vivere.

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