L’equo-solidale che tira


Esco di casa con un vestitino molto qualunque, lunghezza sotto ginocchio, smanicato, nessuna scollatura se non quella essenziale per i movimenti del collo. Capelli umidi che fanno riecheggiare la voce di mia nonna “asciugati ‘sti capelli prima di nesciri! ha, pò ti nni penti, pò vidi”. Occhiale scuro. Solito poco trucco. Niente di strano.

Il cancelletto di casa si chiede con il solito clang dietro di me, il ragazzo universitario mi guarda sorride rallenta. Sorrido perplessa aumento il passo. Panificio. Quattro pezzi di pizza perchè oggi si tira pranzo e merenda in ufficio ed io non sono a dieta. Panettiera chiede la marca del profumo che uso… deodorante. Quale? Crisi, quello sul bancone del supermercato, alla vaniglia… amo la vaniglia e tutte le fragranze floreali, meglio se ricordano le caramelle… il giovane universitario prende un succo di frutta, continua a sorridermi, continuo ad essere perplessa, ma sorrido. La panettiera sorride ad entrambi. Pago. Esco. Paga. Esce. Sorride. Aspetta. Giro le spalle e dico addio ad un ragazzo di 15 anni più giovane di me che mi avrebbe giovato più di qualunque vacanza, cura termale, ricostituente, intervento chirurgico, seduta psicanalitica o tutto questo tutto insieme. 

Fermata dell’autobus. Autobus. Mi maledico per averlo fatto di nuovo: ho messo il deodorante quando sapevo che avrei preso un autobus. Può costare la vita. Puoi essere quell’odore in più che fa saltare i nervi allo stressato di turno. Ne individuo due che potrebbero strangolarmi… anzi no… distolgo lo sguardo imbarazzata, mi sposto, vado incontro ad un altro che potrebbe strangolarmi… anzi no, adesso non so più da che parte guardare, le scarpe sono un rifuggio ideale.

Stazione per cambio di bus. Ma se è la tua giornata quantomeno salta una corsa. 20 minuti. trascorsi con un ragazzo di colore che gioca a farmi da satellite, un ragazzo jeansaderente munito che per qualche strano teorema sull’abbordare per strada dopo avermi puntato, e valutato il satellite, ha deciso che oltre il davanti dovevo valutare il dietro inguainato, a lungo, per poi rigirarsi e ripuntarmi.

Sino a questo punto l’unica mia reazione ad quest’inizio giornata decisamente fuori dal comune era stata una scoperta: stavo commentando con la voce di Mariottola… i miei pensieri erano diventati i suoi commenti, anzi, cercavo di migliorarli per avere lo stile Mariottola perchè certe situazioni, credetemi, solo Mariottola è in grado di commentarle.

Poi si è aggregato un bel fustacchione. Poi mi sono accorta che due signore mi sorridevano.

Quindi ho cominciato a cercare l’etichetta del vestito, evidentemente doveva pandere da qualche parte un bel cartellino perchè a quel punto la sensazione era che tutti mi guardassero. Va bene, forse poco indicato il vestito per l’ufficio, ma voi mica lo sapete che sto andando in ufficio!!!

L’incubo finisce dopo 20 minuti, a quel punto era panico. Autobus, salgo insieme al fustacchione e a una mamma con figlia di 10-12 anni che, ovviamente, comincia a fissarmi. Mi tolgo gli occhiali pronta a lasciarmi andare ad una crisi d’isterismo, ma la bimba innocente continua a sorridermi semplicemente, non mi prende in giro, è proprio che oggi tutti mi vedono. Il fustacchione non trova di meglio che chiedere a quale fermata si scende per…. dopo aver saltato un paio di interposti e la porta d’uscita, resta posizionato accanto a me e quando scendiamo di nuovo mi guarda, sorride, ce ne andiamo per strade diverse.

So che pensate che il problema è mio e non è oggi.

Vi sbagliate tutti.

Il problema non è mio ed è proprio oggi che tutti mi hanno vista e poichè non ho proprio niente di diverso da ieri ad eccezione di un vestitino equo e solidale…

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13 commenti »

  1. Mariottola said

    sorrido,e mi intenerisco, Tasti.

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  2. mononoke said

    io proprio con i lacrimoni caldi tra sorrisi e dolci pensieri! la vita a volte sa di così semplicemente buonooooooooooooooooo

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  3. tasti said

    @Mariottola… mi riesce ancora poco bene pensare con la tua voce…
    @Mononoke… con te non ci parlo lacrimoni caldi tra sorrisi e cannoli!

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  4. annina said

    uè…giovane donzella ma cosa mi combini?
    a quando un aperitivo?
    mi sento in pensione……..

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  5. tasti said

    Annina! in qualunque momento, passa da casa e andiamo. Sono stati giorni… di rigurgiti di passato. Mononoke credo abbia estinto il pesce in Sicilia, è tornata ieri ed era … come una tornata da un altro pianeta! Il mio…. credo di essere gelosa. Non farglielo sapere…. ti abbraccio e ti aspetto.

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  6. annina said

    se volete domani verso sera vi aspetto nella mia casetta così vi mostro camera da letto, tasvolo e sedie appena arrivate, e dopo aperitivo.. cosa ne dici?

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  7. Tasti said

    Per me va benissimo. Alle 19.00/19.30 e non riuscirai a strapparmi un appuntamento più preciso…. troppa fatica la puntualità, mi vien l’ansia!
    A domani Annina.
    🙂

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  8. tasti, per l’aperitivo di domani mi raccomando, vestitino equo-solidale e birra equa-solidale…la Mongozo!!
    😉

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  9. Tasti said

    ahahaha!
    … e compagnia equa-solidale… soprattutto.
    Chiederò ai citiemmini (CTM) la birra…
    😦 e questa (“citiemmini”) Mononoke potrebbe non farmela passare liscia….

    😉

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  10. giosannino said

    …che gioca a farmi da satellite… bellissimo

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  11. mononoke said

    cara tasti.. mononoke qui dice che citiemmini esisteva già.. ti è andata bene! lo siento por l’aperitivo.. ma insomma direi che comunque ne fai una scorpacciata di eqo solidale.. un po’ di distrazione valà.. farà anche bene! eppoi anninaaaaaaaaaaa ripetiamo a breve!!!

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  12. Tasti said

    @giosannino… bè, è il mio motto: se ne dici mille almeno un paio dovrebbero risultare buone…
    grazie.
    😉

    @citiemmina mia… : por l’aperitivo sienti… por eqo solidal scorpaccio… por te stravedo…

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  13. Blimunda said

    Oh, ma ti immagino proprio con questo bel vestitino, attenzione ti sto ossevando! 🙂 Un bacione!

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