Mestieri


Cio sono mestieri a cui non tutti dovrebbero avere accesso.

E’ quel che penso guardando i loro visi. Il Gatto e la Volpe. E credono io sia Pinocchio. Così si dovrebbe recitare stamattina ma non ne ho proprio voglia, scusate se rovino lo spettacolo ma vedete, sarebbe la mia vita questo spettacolo.

No, grazie.

Stupore. Non è previsto il “no, grazie” di fronte a codesto camice, Lei deve adeguarsi al ruolo, stia in trepida attesa, ci scruti gli occhi per leggere l’assoluzione o la condanna, mostri reverenziale timore.

No, grazie.

C’è che io ho già avuto contatto con la mia mortalità, è successo tanti anni fa, quando altre gatte ed altri volpini sussurravano “mio dio, così giovane”… lo so, signori, sono mortale, più mortale dei mortali, ho già dato all’acquisizione di tale concetto quindi adeguatevi voi, adesso, io non ho più paura della mia mortalità.

E tu dovrai concentrarti sul tuo mestiere, stavolta, lo hai scelto e ti costringerò a farlo, nessuno sguardo che cerca di instaurare complice accondiscendenza, non mi priverai della mia dignità ponendomi sotto i tuoi poteri, non farfuglierai cercando di spiegare per far intendere che non puoi spiegare, che devo aver fiducia nella tua onniscienza.

No, non sono più il burattino di legno e ho imparato un secolo fa che la malattia non deve diventare un problema diverso da quello che è: un problema fisico, un problema psicologico, ma non un problema esistenziale. E non sarete voi due stamattina a farmi perdere anni di cammino, voi due stamattina farete una cosa diversa dal solito: i dottori, lo so, vi verrà difficile non essere considerati la mia unica speranza, dovrete scontrarvi col mio sguardo duro che vi scruta e vi giudica, perchè andrete giudicati se non saprete fare il vostro mestiere. E lasciate che la vita, se vuole, me la salvi Dio.

(dopo un rilettura:  … scusate la chiusa drammatica: non sono in imminente pericolo di vita… non più del solito…non più di chiunque altro….)

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6 commenti »

  1. Mariottola said

    Prenditi cura della tua vita, cara, così com’è. Sai come me che un peso si porta, lo si fa entrare nella propria vita per le modifiche che ha da fare in essa, buone o cattive, ma si porta. Tutti ne hanno uno, identificabile oppure no, mortale oppure no, pesante oppure no.
    E tu pretendi, tutto quello che ti è dovuto, compreso gli abbracci di chi ti circonda…
    Su su, Tasti pigiati, tiriamole su queste molle e i tasti tornino ad essere scattanti!

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  2. tasti said

    @Mariottola… Fortuna che è sfiga…(non destino).
    uahuahuah… non ho più il controllo di quel che scrivo…. ovviamente: mai avuto il controllo di quel che penso….
    Hai ragione, ci son modifiche da fare, abbracci da abbracciare, pesi da portare… ma qualche pedata nelle pal**e da dare eccome se c’è!
    Tasti… a me proprio piace chiamarmi Tasti…
    🙂

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  3. ufff per fortuna che hai aggiuno una chiusa alla chiusa, mi stavi facendo preoccupare!

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  4. Blimunda said

    Cara, sono pochi i medici che fanno il proprio mestiere…anziché considerarci malattie o casi da studiare, se ci considerassero esseri umani nella nostra interezza! Ti abbraccio, sii forte…

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  5. Arya said

    Scusa ma a me viene da ridere… 🙂 non per te ma per le scene che devo subire troppo spesso in ospedale, quando qualche nuovo medico fa una diagnosi di “nuova” malattia (solo perchè non l’hanno scoperta prima), e si indispettisce perchè non trova in me il giusto grado di paura che vorrebbe incutermi, non hanno ancora capito che ci hanno talmente spaventato la prima volta che tutto il resto beh è solo un aggiunta, e come tale la trattiamo. E poi io mi sento abbastanza bella da non fare il ratto da laboratorio per loro!
    Comunque un caro abbraccio, tu sei più forte della malattia. Arya

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  6. tasti said

    @capitanmongozo… effettivamente mi son preoccupata anch’io a rileggerlo e mi son data una toccatina scaramantica alle tet**e!!!!
    🙂
    @Blimunda…
    forte come le pedate che ho intenzione di dare!
    🙂
    @Arya…e’ vero che vien da ridere… è anche vero che il gatto e la volpe non riescono a fregare nemmeno Pinocchio!
    “ci hanno talmente spaventato la prima volta…” è vero, ed oggi no, non avevo voglia di farmi spaventare. Ti abbraccio.
    🙂

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