C’erano due volte….


Mi piacciono le favole. Le invento davanti gli occhi spalancati di un bimbo che comincia a viaggiare nel mondo che gli costruisco attorno, no…in realtà costruiamo insieme quel mondo perchè i particolari vengono arricchiti dalle sue reazioni, un cavallo può passare innosservato o occupare tutta la storia, dipende dalla luce che ci sarà negli occhi del bimbo al suo apparire.

Un ragazzo che oggi ha oddioventicinqueanni ricorda la favola che gli raccontai, ogni tanto mi chiede perchè non l’ho mai scritta, e se lo facessi… la vorrebbe.

Mi piace raccontare favole.

Mi piace perchè non sono mai nella mia testa, nascono da qualche parte e le scolto anch’io dalla mia voce per la prima volta.

E se un fianale è triste mi commuovo, ma non posso cambiarlo perchè è il suo finale, perchè le favole se le inventi non sono più favole, le favole sono nell’aria e aspettano qualcuno che le respiri e le trasformi in parole.

Da qualche tempo non riesco più ad iniziare le favole con c’era una volta.

Ridono i miei nipoti perchè le favole che racconto adesso iniziano con

C’erano due volte….

Perchè le mie due sorelle han deciso di aver contemporaneamente un bimbo, adesso ci son due bimbi della stessa età che non capiscono bene perchè hanno due mamme e due papà e credo che non abbiano nemmeno afferrato bene la differenza tra “fratelli” e “cugini”… sono piccole meraviglie del mondo i discorsi dei bimbi.

Da quando sono arrivati si è raddoppiato tutto a casa della nonna e anche la zia ha dovuto trovare nuovi strumenti di comunicazione per non escludere dall’abbraccio amoroso delle favole.

Così è nato C’erano due volte….

Oppure è nato perchè c’era il bisogno di non avere un’unica strada, un’unica volta, forse è questo quello che intendo quando chiedo nuove parole.

Forse oggi è necessario che ci siano state due volte.

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15 commenti »

  1. luciano said

    Ricordo che qualche anno fa avrei voluto chiedere a mia nonna di ri-raccontarmi le favole di quando ero piccino per registrarle e metterle su carta ma purtroppo non sono riuscito e non riuscirò più, scrivile le tue favole e dagli un foglio di memoria affinchè restino ed i tuoi nipoti possano un giorno raccontarle ai loro nipoti…

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  2. demone said

    Forse quel “c’era una volta” serve a dare creibilità al racconto. Cioè se non vedrai mai un cavallo con le ali non è perchè non esiste ma solo perchè è rilegato in un tempo passato. E se le volte sono due allora potrebbero divenatre anche tre e la terza potrebbe essere domani…

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  3. …credo proprio che i tuoi nipoti ti adorino!! 🙂

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  4. tasti said

    @luciano….dovrei scriverle, vero. Un giorno la smetterò di rimandare? Ma…tu perchè non provi a scrivere quello che ricordi delle favole della nonna?

    @demone…che dirti?
    “E se le volte sono due allora potrebbero diventare anche tre e la terza potrebbe essere domani…” posso utilizzarlo nelle mie favole? dirò che
    l’ho saputo da un demone….

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  5. tasti said

    @capitanmongozo… tutti i nipoti del mondo dovrebbero avere una rincozia!!! Ed io li adoro… no, di più, mi esplode il cuore d’amore!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (rincozia?…. trattasi di zia che promette una gita, sbaglia percorso, finisce in un paese arroccato solo per fare benzina, prende la strada di casa, si ritrova con una coda di 10 auto della polizia ed il corteo della fiamma olimpica…. e su una panda verdeforestale vengono accolti da applausi e telecamere….. )

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  6. ahahahah…ma quando ti è capitata ‘sta storia? Ci sono foto che testimoniano l’evento?
    ciao ciao

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  7. tasti said

    @capitanmongozo… tutto vero, 2005, … nessuna foto (che io sappia)… solo testimoni oculari e … persone informate dei fatti.
    (il Segreto: prima di diventare zia ero solo una rinco causa patologica distrazione… e fantozziano destino)

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  8. giosannino said

    la cosa che non smette di stupirmi è proprio quell’ascoltarmi. quando mi rileggo, intendo. non racconto favole ma scrivo cose. e rileggerle fa l’effetto di sentirsi per la prima volta. come se le cose scritte fossero già lì, sospese. ed io non avessi fatto altro che poggiarle su carta. una volta due volte… se scrivi la favola la mandi anche a me? curioso.

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  9. Mariottola said

    Tasti, ci voglio venire pure io in gita con te!!!!! dai dai dai
    E comunque ci devono QUANTOMENO essere due volte, una seconda, terza, quarta possibilità.
    Una seconda, terza, quarta via per fare le cose.
    Un cancellare e riscrivere e ricancellare, e barrare, e spostare un pensiero due righe più sotto, non solo quando scrivi e racconti, ma quando vivi.
    E’ il nostro lasciapassare per la felicità, secondo me.
    Solito abbraccio, a stasera!!!

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  10. tasti said

    @giosannino….e così quella difficoltà a spiegare i temi d’italiano…. “cosa volevi dire? “…” …. “..?..credo significhi….”….
    Ho sempre pensato che il motivo siano i troppi libri letti troppo precocemente, come se fossero andati a depositarsi nell’inconscio. Oppure è un dono….

    ……

    Anch’io ho tasti delicati…. la scrittura è uno di questi. Questo blog sta “curando” un blocco di due anni.
    Quindi…sono curiosa anch’io di sapere se te la manderei…
    🙂

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  11. tasti said

    @mariottola…..ESATTOOOOOO!!!!!!!!
    E per le gite sai che non aspetto altro che accompagnarvi nei miei posti e raccontarvi miti, leggende, sapori e … svelarvi i segreti più segreti del mondo…
    🙂
    a stasera!

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  12. Blimunda said

    Oh, ma chissà come si divertono i tuoi nipotini con una “rincozia” come te! Sono proprio fortunati! In ogni fiaba c’è un messaggio, una verità che sfugge agli occhi dell’adulto, un seme da piantare nel cuore di un bambino. Leggere, raccontare, inventare fiabe è une medicina per l’anima….Ti abbraccio!

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  13. Tasti said

    @Blimunda….Sono fortunata io ad avere 5 splendidi nip-nip. (…non conto gli adottivi, sarebbero troppi!)
    Quand’ero bimba mi sono seduta sul balcone di casa (quarto piano) e ho strappato il libro delle favole. Un pezzettino di foglio. lo guardavo volare giù dal balcone, non strappavo le figure, ma le parole, piccoli pezzettini che volavano via. Ricordo il volo di quei piccoli pezzi di foglio.
    Non ricordo la punizione. Solo quel volo.
    🙂
    Abbraccio

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  14. demone said

    “posso utilizzarlo nelle mie favole? dirò che l’ho saputo da un demone….”

    Certo che puoi 😛 ( ma forse è meglio se ometti la parte sui demoni, i bambini si impressionano facilmente 🙂 )

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  15. tasti said

    @demone… mi spiace ma la parte sul demone DEVE esserci o l’attesa della terza volta non sarebbe intensa e possibile… i bimbi di tutti i tempi son cresciuti con orchi streghe e demoni….
    grazieeeee!!!!!!!!
    🙂

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