Harold e Maude


E’ anche una commedia in teatro.

Un film che per anni ho cercato dovunque e non ho mai più ritrovato adesso è dovunque.

Immagino ci siano già in giro tazze, piatti e magliette di Harold e Maude.

Lo merita.

Però un pò mi sento defraudata.

Fintanto che non lo trovavo era solo mio.

Un pò come Hair.

Provateci a trovarlo, mica uno scherzo da niente… dite che anche quello è in fila per cinque in tutti i grandi magazzini?

In ogni caso, vedeteli entrambi.

Harold e Maude per me non è solo un film, ma anche come film ve lo consiglio fortemente e… si, in effetti credo che vada visto dopo il post  “egoflessa”. Non un aggancio voluto,  in questo mese niente è voluto ma… tutto sta capitando.

Si stanno ritrovando le estremità del cerchio. Tutto il mio passato ed il mio presente ed il mio futuro stanno confluendo in questi giorni, in questo mese.

Da questi giorni strani in cui le cose accadono.

Ricordo spesso Baricco e… la faccenda dei quadri

“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce
 E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all’Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave”.
Ci rimasi secco.
Fran.”

Si, c’entrano anche Baricco e Novecento in questi giorni.

Non lo sapevo che potessero esistere questi tipi di giorni, i giorni in cui vedi chiaramente che le due estremità del cerchio arrivano da parti opposte e si ricongiungono. Giudizio universale. Non lo so se sono sul banco degli imputati, stanno allestendo l’aula e non so quale sia il mio ruolo, se verrò giudicata o se giudicherò. O se sarà semplicemente sciolto un legame indissolubile.

Immaginavo che sarebbe capitato qualcosa ma francamente non è che si realizzi proprio sempre che quel che immagino.

Poi c’era il sogno ed anche lì a dirla tutta anche se vedi che nella realtà esiste un posto conosciuto in sogno… il dubbio resta sempre, ho trovato la prima casa, poi la seconda, vivo nella terza ed ancora non credo davvero che ci sarà anche la quarta.

Avevo scritto altro per raccontare questo secondo incontro con Harold e Maude, ma in realtà non era il modo giusto, era carico e intenso, e lo è stato, ma sino all’altro ieri.

Harold e Maude.

Io e lui.

Ho sempre detto che non potevo pentirmi di avere vissuto una passione ed è vero, non ci si pente, ma l’immagine è da focalizzare bene quando si parla di passione, oppure significa non averla vissuta. La passione è Cristo che spinge la croce, corona di spine, sangue che cola. Questa è la passione. Non sono pentita. Se non diventi totalmente folle superi un limite che ti apre altri modi di guardare, ascoltare, percepire. Se non diventi completamente folle.

Perchè si può diventare folli per amore. E la passione è un’amore che non si riesce a mettere dritto.

Potete scrivere tutto quello che vi pare sull’amore ma la realtà è che si può anche diventare folli per amore e tendiamo a rimuoverla questa realtà, se non si sente la follia dell’amore parliamo di altro, di affinità elettive, di piacevole compagnia, di altro.

E l’amore può curare dalla follia, per questo c’entrano Harold e Maude e per questo non poteva che iniziare così la mia storia d’amore, perchè non ne volevo un’altra, perchè non avrei mai potuto viverla diversamente, perchè conosco l’amore ed è presuntuoso dirlo, ma se sopravvivi all’amore un pò di presunzione puoi averla.

Sopravvivere all’amore… no, in effetti è ancora troppo presto per dire se effettivamente sono sopravvissuta all’amore, diciamo che sino ad oggi non mi ha uccisa. Quello che ancora aspetto di scoprire è se si finisce di amare e no, il tempo non cura, rimargina, accumula polvere, basta un poco di vento e….

un film su uno scaffale.

(nota dopo la rilettura…. e questo è quanto di meno carico e intenso dopo aver ritrovato Harold e Maude.

E…non voglio mettere trailler o spezzoni e non vi consiglio di vederne prima del film, godetevelo senza saperne nulla, magari come ho detto a Mariottola “se hai un giorno insolito, un momento di quelli in cui  bho… guarda Harold e Maude, è il momento”)

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