Zitella


L’intento è solitamente dispreggiativo, ovvio, non poteva essere diversamente, perchè la zitella è una donna che non necessita di un uomo e …..quale peggiore aberrazione poteva produrre madre natura?

Ma la zitella ha una sua storia ed un suo senso.

Togliamo il campo dall’equivoco: non c’entra nulla con la single, la single al peggio è una che ha sfiga in amore, al meglio è una che non riesce proprio a decidersi tra chi, sono quelle donne che ce lo hanno scritto in faccia che aspettano il prossimo perchè varrà decisamente più di quello a cui son dovute abbassarsi in attesa. In effetti progrediscono da un compagno all’altro, vanno sempre in meglio. Non essendo il mio campo mi limito ad ammirarne la sicurezza e lo stile.

No, niente confusione tra single e zitella, please.

Abbiam una storia da rivendicare, modi, peculiarità, caratteristiche innate ed inalienabili.

Contestualizziamo.

Chi ci vien in mente se pensiamo alla zitella? Una con abito ottocentesco, scuro, decisamente non scollato, cappello storto in testa, occhialetti, libri.

Cominciate a delinearla?

La zitella, quella odiosa ed acida, affatto amichevole, era una donna intellettuale. Che la pensava, la capiva e la diceva.

La zitella fondamentalmente non si sente sola, spaiata, incompleta. Anzi, sente uno strano esubero di materia grigia solo quando si accompagna a qualcuno, i neuroni non rispondono più ai comandi e tendenzialmente la zitella innamorata soffrirà di vere e proprie crisi di panico.

Non voglio certo dire che oggi l’intellettuale sia zitella, ci sono fior di intellettuali felicemente accompagnate…. ma difficilmente troverete una zitella (no, non una che non si è sposata: una zitella!) che non abbia una buona biblioteca.

Perchè i suoi amanti sono tutti, li sugli scaffali.

Oggi la zitella ha ritrovato il buon umore secondo me… perchè non è più aberrante che una donna non abbia bisogno di un uomo e sia in possesso di un cervello. Credo che la zitella oggi si riconosca dall’ironia… (parlo di me, ovvio, di chi altro?). La single ha l’aria un pò più triste della zitella, almeno di questi tempi.

Perchè l’ironia? Perchè ci vuol davvero tanta ironia per star in mezzo a fiumi di donne e uomini che si incontrano scontrano cercano evitano desiderano detestano imbrogliano ingannano e tutto quello che senza rendervene conto fate dalle primi luci dell’alba alle ultime ore della sera!!!!! E se non si incontrano scontrano cercano evitano desiderano detestano imbrogliano ingannano certi… oh, si certi…. che saranno con i loro occhioni disperati perchè sono SOLI!

Nonostante una parte di umanità si sia evoluta vi riporto quanto di meglio riesce a produrre un “uomo non al passo con l’evoluzione” sul discorso zitella:

“Terribile esempio di come un essere umano possa degenerare, le Brutte Zitelle ScassaCa**o sono una vera e propria mina vagante.  Generalmente orribili, questi esseri circolano liberamente con tutto il loro pesante carico di odio e invidia verso tutti gli altri generi femminili, con la sola esclusione delle Cozze, con le quali intrattengono spesso rapporti di pettegolezzo. Sovente la Brutta zitella scassacazzi viene accompagnata dalla madre o dalla nonna, la quale fa opera di carita al mondo, sottraendole tempo che altrimenti sarebbe destinato alla devastazione dei rapporti altrui. Purtroppo, perà, le appartenenti a questa categoria hanno in genere una predisposizione naturale al disbrigo rapido di tutte le faccende e lavori che altri esemplari eseguono in tempi standard, rendendo quindi difficile la loro alienazione da troppo lavoro. Non è sicuramente un evento isolato, il caso in cui la Brutta zitella scassacazzi, data la sua cronica inapplicazione sessuale, perde la testa per qualche esemplare maschile, subendo una temporanea trasformazione che la riporta alla famiglia delle cozze, dalla quale passa spesso alla famiglia delle MOSR Maialone Orrende Senza Ritegno.
Tali transizioni sono generalmente temporanee, tranne in casi rarissimi in cui l’esemplare migra definitivamente all’ultima categoria e ci rimane fino alla vecchiaia che trascorrerà decisamente più serena e rilassata.”

….
Noterete che lo steriotipo è immutato dalla notte dei tempi: é fondamentalmente scassaca**o, tale prerogativa la distingue dalle cozze, e le impedisce di arrivare alla meravigliosa categoria delle maialone orrende senza ritegno. Cioè, nell’elementare linguaggio di cui è capace lo scrivente, la zitella usa la parola e se ne avvale: “devasta i rapporti altrui”, a completa dimostrazione della mia tesi.

Che sia brutta è inevitabile e non perchè le sue caratteristiche fisiche la includano o escludano da un qualunque schema di beltà o bruttezza. La zitella è brutta perchè è scassaca**i, come naturale manifestazione del suo essere.

Vi parrà esagerato il brano che vi ho riportato ed invece è davvero esemplificativo di quanto si sia detto sulla zitella nei secoli, non sarebbe stato diverso se detto da un uomo pre- rivoluzione industriale. (Ovviamente chi lo ha scritto non  sa che c’è stata una rivoluzione industriale nel frattempo che ha cambiato un tantino le cose nel mondo, ma a noi ciò non tange)

La caratteristica che amabilmente ci ricorda il suddetto è, oltre alla parola,  la “cronica inapplicazione al sesso”.

Cronica inapplicazione al sesso, vi sembra deficiente, invece ha perfettamente ragione perche la zitella “non la dà”, per parecchi motivi e non certo per fioretto,  se devo dirvi la mia motivazione  è che gli uomini risultano parecchio noiosi senza il filtro dell’innamoramento.

E l’espiazione per la donna che parla (ovvio solo per invidia) e non la dà è, chiaramente, che diventi una maiala etc etc.

So che è stato scorretto prendere a comparazione una roba del genere, ma è stato funzionale poichè il termine zitella e la personalità della zitella si è definita in quel contesto e con quella meraviglia di uomini terrorizzati dalle donne pensanti ed indipendenti.

Oggi molte single hanno il terrore di restare zitelle, esattamente come ieri e l’altro ieri. Giovani donne intellettualmente preparate, capaci, vivaci ma sentimentalmente non altrettanto indipendenti. E’ questo quel che fa la differenza. Per fortuna le rivoluzioni ci sono state ed ogni donna ha libertà di parola, l’essere intellettuale oggi non comporta più per necessità l’essere sola.

L’indipendenza dall’idea di coppia, questo è essere zitella e tale concezione perdura anche durante i periodi di accoppiamento, ci saranno richieste di letti separati, camere separate ed il mio sogno personale è sempre stato due appartamenti separati da un pianerottolo, ma è che in fondo sono molto romaltica.

E per questo non siete zitelle: la zitella non ha questo terrore, ma non gliene può “fregà de meno” di non trovare un compagno, anzi, per l’esattezza non vuole trovarlo affatto. Un figlio forse, ma quanti nipoti e nipotini si possono raccogliere e accompagnare per un pò?

Forse non vi sposerete presto, come è prevedibile avvenga in una società di precari e mammoni, ma lo troverete il compagno e fintanto che non lo trovate ….siete e restate single.

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13 commenti »

  1. Arya said

    Prometto non pronuncerò nè scriverò più la parola zitella senza prima pensare a tutte le cose che hai scritto qui! Un abbraccio e vuoi un po’ di cioccolata? Ultimamente ne mangio parecchio 😀 Un abbraccio

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  2. tasti said

    @Arya… sempre grazie a te per gli spunti… ma anche gli spuntini?
    Antidepressivi naturali estivi: gelato dai colori bianchi e rossi (non lo so perchè, i colori marroni mi deprimono d’estate) quindi amarene, variegati, frutti di bosco, fior di panna etc etc. Rigorosamente 1/2 ora prima di andare a letto.
    Abbracci-bbraccio
    😀

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  3. Mariottola said

    mumble mumble.
    che le donne non abbiano bisogno degli uomini è una gran balla. le uniche che non ne hanno bisogno sono le lesbiche. non neghiamo please il nostro sano bisogno di uomini e non sostituiamone l’idea con libri, cibo o passatempi intellettuali.

    la zitella quindi secondo te non è una che si è arroccata dietro muri di difesa? non è una che piuttosto che soffrire ancora come una bbestia preferisce dire “no grazie” e salvaguardarsi da ulteriori sofferenze?

    cara Tasti, la zitella che descrivi qui mi sembra somigliare molto a una versione femminile dell’Uomo in Blocco…
    sbaglierò…

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  4. Tasti said

    Mariottola…. assolutamente in disaccordo.
    🙂

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  5. Elena said

    Un ritardo trovo questo bel post.
    Sono zitella per vocazione (e lesbica come orientamento sessuale) e sono con te al cento per cento.
    Del resto, gli uomini sono utili alle donne come le bici ai pesci.
    Certo che i maschietti capissero che di loro non ne voglio sapere!

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  6. tasti said

    @Elena…zitella per vocazione e lesbica per orientamento… non combaciano i termini e ovviamente ti spiego il perchè: tu non applichi zitella all’orientamento sessuale, ma se hai una compagna o senti il bisogno di una compagna niente da fare, non sei zitella. Che tu non voglia un uomo accanto mi pare coerente col tuo orientamento sessuale, saresti ben strana altrimenti… quindi ripensaci e fammi sapere se sei una lesbica che non ha bisogno delle donne… questo potrebbe farti rientrare nella categoria “zitella” da cui, per il momento, ti sospendo in attesa di ulteriori elementi!
    E benvenuta…
    🙂
    ah, sugli uomini, le bici e i pesci… non sono d’accordo, credo che siano utili… altrimenti io sarei sfinita dalle lacrime delle amiche single!

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  7. Elena said

    Beh diciamo che al momento sono una zitella che non cerca donne. Con gli uomini è un discorso chiuso sul nascere.
    Del resto, nella lista gay a cui sono iscritta siamo numerose ad essere lesbiche e zitelle allo stesso tempo. Ho anche scoperto chi è la nostra patrona (di tutte le zitelle): santa Zita, 27 aprile!

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  8. tasti said

    @Elena… ho già il mio santo protettore: San Giuda Taddeo, santo delle cause senza rimedio. Mi si addice.
    Per correttezza… sai che sono contraria ai DICO? Forse dovresti leggere i miei post al riguardo, se poi vorrai confrontarti con me sarà un onore, non sono, almeno spero e nella vita lo ho dimostrato, contro (si può essere contro le persone?) le persone omosessuali, ma ho difficoltà a unirmi alla richiesta di pari diritti (rabbrividisco da me). Ho difficoltà ad accettare l’idea della famiglia omosessuale, è evidente che questo nasce da una difficoltà di accettazione dell’omosessualità, pensa che è venuta fuori solo dal dibattito dei DICO. Non lo sapevo. E’ stato uno choc anche per me.
    Ho scritto su questo blog che per dialogare si devono eliminare le ipocrisie, non mi piace chi proclama emancipazione pubblica e vive private meschinità, a modo mio offro e chiedo rispetto nel dialogo e nella vita. A modo mio, dicendo “non riesco ad avere questa idea della società”.
    Spero che tu voglia continuare a dialogare con me, ti chiedo scusa se ti ho, involontariamente, ferita.
    ti abbraccio

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  9. Elena said

    Sono di nuovo la Elena dell’altra volta, ho ritrovato questo post e devo dire che sono sempre più d’accordo con quello che viene scritto.
    Voglia di uomini zero, voglia di donne quasi zero, viva i libri, i gatti, i viaggi e la mia libertà.
    E a quasi 40 anni, mi sono messa contro tutti, e ho ricominciato la mia vita da zero, riprendendo a studiare; e sta cosa la puoi fare solo se sei una zitella.

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  10. tasti said

    @Elenaaaa!!! Bentornata!
    E grazie per avermi fatto rileggere questo post: sono ancora d’accordo con me stessa…
    :mrgreen:
    nel frattempo ho scelto la disoccupazione al sud piuttosto che il lavoro al nord, studio la lingua dei segni, spero di trascorrere qualche mese felicemente disoccupata prima di tornare a guadagnarmi la pagnotta… in realtà me la guadagno abbondantemente anche da disoccupata!!!
    E… zitella per natura, non per scelta.
    Ti abbraccio forte!
    😉

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  11. Elena said

    Aggiornamento: sempre zitella e sempre più felice di esserlo, sempre più infelice invece di essere disoccupata: e ora ho aggiunto pure un master. Le donne pensanti purtroppo spaventano anche agenzie per il lavoro e aziende oltre agli uomini, e questo non mi fa piacere.
    Ah qui al Nord di lavoro ce ne è ben poco, anzi, l’unico lavoro che ti viene propinato è la meraviglia del XXI secolo, il call center, cioé rompere l’anima a poveracci per proporre offerte commerciali inutili e dannose. E a quel punto lì, capisco un poveraccio fermo ad un semaforo, almeno prende di più

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  12. tasti said

    @Elena… so che essere disoccupate in una realtà operosa come quella del nord non è la stessa cosa dell’essere disoccupate nel povero sud… quindi hai tutta la mia solidarietà, speriamo nel master allora!

    le donne pensanti per secoli sono state credute un’aberrazione della natura per l’appunto…
    ed io in questo momento rifletto proprio sull’essere ancora in un mondo a struttura patriarcale e immagino possa essere la mia ultima battaglia quella di ricominciare a dircela tutta.
    ti abbraccio.

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  13. hastalamilonga said

    “gli uomini risultano parecchio noiosi senza il filtro dell’innamoramento” è la pietra filosofale di ogni vera zitella d’oc. Una vedad inalienabile.
    Confesso, io appartengo ad una variante molto evoluta, sono zitella mistica, ho conquistato una spece di pax armoniosa tra me e tutte le creatura del mondo, mi sento benvoluta da masculi e fimmine e per niente scassacazzi. Il genere maschile sorride da lontanto, quello femminile da vicino. E’ la distanza tra la fatica e l’adorazione. Zitella è bello, ma è per poche. 😉

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