Parliamo di amore


Così a mezzanotte e mezza mi riapproprio del mio blog, via da appelli per un attimo, ritorniamo alla vita.

Io ho amato. Poi mi sono innamorata ancora e mi ero innamorata anche prima di amare, ma quell’unico evento determinato dall’aver amato è chiaro che me lo tengo stretto come ricordo.

Non capita tutti i giorno e non capita a tutti di amare. c’è chi non conoscerà mai i picchi dell’amore, c’è chi non conoscerà mai il tormento e la felicità dell’amore, io ho avuto la fortuna di assaporarlo.

Non significa chiudersi al mondo, se la reazione fosse questa sarebbe non aver capito che l’amore è assolutamente indipendente, no conosce ragioni, motivi, pretesti, colpisce e ferisce e regala ricordi.

Se dicessi a me stessa anche una sola volta che non amerò mai più… riderei di me stessa e delle mie infantili protezioni.

Ma quel che so di me è tale da farmi dire che non ho bisogno di un uomo. Se l’amore tornerà di nuovo mi travolgerà come un incidente con un TIR. Non ne sento il bisogno, non l’ho mai sentito il bisogno di un uomo accanto. Nella fase della mia vita più esuberante chiedevo un compagno. Poi ho capito che era una mia bella costruzione intellettuale e non aveva nulla a che fare con l’amore.

Io sono romantica, molto, e penso che potrebbe essere al supermercato, su un autobus, per strada e dovunque, ma  poco probabile che sia ad una festa, ad un pub, ad un aperitivo. A meno che non ci sia stato trascinato a forza la stessa sera che ci sono stata trascinata io.

Ma non sono single. Perchè significa sola dicevo qualche tempo fa ed io non mi sento sola.

ricordo l’immagine di me da vecchia: in una soffitta con le mie carte scritte fitte fitte, con la mia vita vissuta momento per momento e trascritta quasi mai come avvenimenti, sempre come sentimenti. Mi sento parte di tutto e di tutti, sento l’amore, gli affetti, gli sguardi di chiunque e li sento come richieste ed offerte di dialogo, richieste ed offerte di ascolto. Quella che sembra un’immagine triste e solitaria è per me viva di momenti e persone che mi hanno fatto vivere.

Ho sempre percepito la presenza di un uomo accanto come invadente, mi veniva l’orticaria al “cosa mangiamo?” “dove andiamo” come se venissi privata dei miei spazi, anche coll’uomo che per un giorno ho sognato di avere per sempre presente nella mia vita. Un giorno. Per i restanti mi sono piegata alla tirannia del sentimento.

Non sono chiusa all’amore e non  potrei perchè amo l’amore e non lo temo. E’ il paradosso della sofferenza intensa, ci convivi, l’accetti come manifestazione dell’amore.

Se arriverà o no non dipende da me, l’amore non conosce nessuna barriera, nessun ostacolo, non gli necessitano anni se vuole imporsi e alle volte necessita di anni per farsi cogliere nel momento giusto.

Credo fortemente nell’amore ed è per questo che non ho nessuna paura di non trovare un compagno. L’amore non ha leggi di nessun tipo. E’ come la vita.

Preferisco dirmi zitella piuttosto che single, non mi sento deufradata di nulla, non mi manca nulla, non ho il bisogno di un uomo e nonostante creda che non l’avrò mai… non ho paura. Ma di una cosa sono più che certa: se non avessi nella mia famiglia la mia grande riserva d’amore parlerei diversamente. Se non avessi gli affetti che riempiono le mie giornate, le nipotine acquisite, le amiche nuove e vecchie, è probabile che sentirei il bisogno di un uomo. Se sentissi dentro me da qualche parte un vuoto credo che parlerei e sopratutto sentirei diversamente. Ma quel vuoto non c’è e l’uomo che volesse starmi accanto contro questa assenza di vuoto da colmare dovrà farci i conti, come ci ha fatto i conti chiunque abbia avuto accanto. Ed allo stesso modo non  posso colmare vuoti, non fa parte del mio modo di esprimere amore, tolto il bisogno resta la gratuità, la mancanza di necessità, l’assoluta inutilità che sia proprio quel qualcuno e non un altro eppure l’assoluta necessità che sia quel qualcuno e nessun altro. Perchè è il mio modo di amare, improvviso, gratuito, fatale. Assolutamente indipendente dalla mia volontà.

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3 commenti »

  1. mononoke said

    questo è il più bel post che tu abbia mai scritto.. non posso aggiungere null’altro

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  2. demone said

    privete mode = on

    Quando mi accorsi di quanto importante stesse diventando il tempo che passavo con lei e le poche parole che ci scambiavamo capii anche di aver perso quello scudo che pensavo di aver costruito pazientemente attorno a me. Non lo accettai subito e provai a convincermi che sarebbe stata una folata di vento di maggio e nulla più.
    A differenza tua, però, nella mia vita di vuoti da riepire c’è n’erano e ce ne sono molti e forse è per questo che quello che poteva essere solo incrocio si è trasformato in una lunga e stentata salita. Ed per questo che non sono neppure certo di poterla scalare fino in fondo.

    Soggettiva diversa, evidentemente.

    privete mode = off

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  3. tasti said

    @Mononoke… abbbbbbbbracccciooooo
    🙂

    @Demone…. sai che un pò temo di addentrarmi nel tuo privato…credo che tu stia percorrendo la stada dell’amore con grande coraggio, di certo è dificile, ma il tuo guardarlo dritto in faccia si è trasformato in un’importante discorso interiore, ed è quello che è e dev’essere il compito dell’amore. La mia splendida sorella maggiore un giorno mi ha detto una frase che amo riportare: quando si ama è come “guardarsi allo specchio e vedersi per come si è agli occhi degli altri, se riesci a guardare in quello specchio senza fuggire terrorizzato puoi cominciare a crescere”. Per quanto tu sia convinto di non essere stato accettato ingiustamente diventa comunque una grande possibilità di parlarsi e ascoltarsi, è banale dirlo ma… se l’amore non ti trasforma non è amore, la tua strada è in salita ma è una strada importante. E’ guardare dentro quei vuoti, è la possibilità di colmarli. E’ prepararsi a specchiarsi un’altra volta negli occhi di chi ami ed essere specchio a tua volta.
    La sofferenza ha una grande valenza positiva se non la fuggi e se la fuggi diventa… cancerogena per te e per chi ti ama.
    Ti abbraccio
    🙂

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