I giorni della lupa


Costa di Agrigento, vista sul mare:

cipolluzzo

 

Di solito la vedevo arrivare dalla spiaggia, le dieci, le undici del mattino, improvvisa, in una splendida giornata di sole e di mare piatto la vedevo arrivare, già troppo vicina. Si usciva dall’acqua ma si restava in spiaggia, tutti meno le donne incinte che la lupa fa abortire. Un paio di ore di nebbia fitta, un banco di nebbia denso e bianco da cui farsi attraversare. Poi tornava il sole e i bagni e le risate e le corse.

La nebbia dei film dei pirati. Ma in spiaggia, attorno alle case, lenta e imperterrita avanza e inghiotte per poi svanire. Questa volta è stata una lupa eccezionale, due giorni, immensa, è affondata nell’entroterra, nelle strade, nelle campagne per un effetto pianura padana che non ricordo di aver mai visto prima.

Non so perchè la si chiami lupa, lupa di mare, forse perchè assale i pescatori e provoca scontri tra imbarcazioni, forse perchè esce dal mare come un branco di lupi esce dal bosco? No, l’immagine non coincide, la lupa esce lenta e dolce, ti avvolge, a terra non c’è alcuna paura quando la si vede arrivare (sempre ad eccezione delle donne incinte). E ad eccezione di quest’anno, non aveva mai fermato nessuno dal proposito di trascorrere qualche ora al mare. E’ una lupa nuova, fredda, grigia. Non mi piace.

E non mi piace nemmeno quello che ho trovato ad Agrigento. Non mi piace la situazione politica. Non mi piace la rassegnazione. Non mi piace l’involuzione da “questi sono tempi duri”. Non mi piace il ritorno ormai consolidato del potere mafioso, della sua commistione col potere politico e con quello economico, è sfacciato, è sbandierato, ha vinto.

I pochi che resistono e che ancora non sono stati ammazzati rilasciano interviste in cui chiedono aiuto, sono stati emarginati, isolati, l’antimafia la si fa ancora così, non abbiamo imparato nulla.

Questa è l’immagine che porto questa volta della mia terra, guardatela bene, questo è il sole di Sicilia, queste le facce, questa l’aria che si respira perchè se a capo di una regione a forte connatazione mafiosa ci si mettono altri mafiosi… il risultato non può che essere questo. E lo Stato Italiano non fa nulla? No, fa, eccome se fa, fa parte dello stesso sistema mafioso che domina la mia isola, se ne nutre, se ne serve, ci fa affari e colazioni e banchetti. Inaugura strade che non saranno completate, finanzia corsi che non verranno svolti, progetti mal progettati che tanto non verranno mai eseguiti, compone liste elettorali con giovani improbabili e personaggi tipici, destra e sinistra non importa, la torta è spartita.

Tanto che ad Agrigento abbiamo quale nuovo sindaco l’ex pupillo di Cuffaro ed ex presidente provinciale dell’Udc nonchè nell’amministrazione comunale da 15 anni (con il sindaco di centro destra Sodano ora parlamentare doc: condannato in via definitiva) e, i parenti nessuno se li sceglie… figlio di papà già sindaco ai tempi della DC di Andreotti e Lima, genero di tale Ignazio La Russa, democristino di punta dell’agrigentino e testimone di nozze di Cuffaro. Amministrazione di centro destra? No, il giovane volto della politica agrigentina è stato eletto dal centro sinistra sotto protettorato dell’ex Presidente della Regione Angelo Capodicasa. Insomma il giovane ha amici mica da niente da entrambi i lati ed il futuro di politico è garantito!

A voi tutti questi nomi non diranno nulla. A me danno il quadro dei lacci in cui la mia città è irretita.

Ci vuole una passeggiata sul lungomare, un gelato, qualche amico….. un pò di ansia ti viene, in effetti, a passeggiare con la sensazione che da un momento all’altro tutte le sirene si accenderanno e tutte le divise correranno. Abbiamo il lungomare presidiato dalle forze dell’ordine. Pare infatti che i giovani della mia terra abbiano di nuovo ricominciato a sfoderare coltelli per questioni di donne. Ora a me questo pare anche possibile, e inorridisco di me, perchè i giovani della mia terra non hanno speranza alcuna di avere un futuro se non hanno un amico che li protegge, e se sono figli di qualcuno che l’amico ce lo ha, hanno una certa fastidiosissima boria che fa venire anche a me la voglia di dargli un cazzotto sul muso.

Sono i giorni della Lupa in Sicilia, ma questa volta non si dica che li abbiamo lasciati soli, diciamolo che li stiamo ammazzando noi gli ultimi capaci ancora di urlare la verità.

Per fortuna casa mia, la mia famiglia…. quasi tutta ormai orientata per il ritorno del duce, “chè lui la mafia l’aveva sconfitta davvero, non ci andava a braccetto” … per fortuna i miei nipoti, il mare, il sole, gli alberi, il giardino e…. i muratori. Si, perchè noi agrigentini abbiamo questa particolare mania di costruire, ricostruire, ampliare, abbattere… no, abbattere mai. ” Gli akragantini costruiscono come se dovessero vivere cento anni e mangiano come se dovessero morire il giorno dopo”. Vero. Nulla cambia nella mia terra.

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1 commento »

  1. […] a votare. Sarebbe utile, ma non è necessario, che vi leggeste un mio post di qualche mese fa, I giorni della Lupa, un giovane sindaco era stato eletto nella mia città ed io… non ero felice. Eletto nelle […]

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