Provate a capire


Questo post nasce da una promessa, stavo girovagando tra blog e sono arrivata in un bel posto che mi ha risvegliato ricordi. Certi argomenti sono delicati da affrontare, ma voglio provarci. E per farlo raccontare un’asperienza particolare.

Mi sono innamorata qualche anno fa di un ragazzo che somigliava a Kevin Costner. Che sfiga, penseranno le lettrici, no, nessuna sfiga, solo molto complicato scoprire cosa significa amare un paraplegico.

Non è facile perchè ancora non so se l’ho ferito più io o se mi ha ferita più lui, comunque non è finita bene per le solite storie, per la mia incapacità alle relazioni.

Mi sono innamorata di lui al primo sguardo, è entrato nella hall della scuola che frequentavamo entrambi, non ho ripreso a respirare sino a che non l’ho visto scomparire nella sua aula.

La solita storia di sguardi e battute, sino al primo appuntamento, la scoperta di una sessualità diversa, gli sguardi della “gente”. Credo che non perdonerò mai chi, sentendo il racconto del mio amore, rispose: ti fa onore. Mi fa onore? Cosa? Amare un uomo? Non osate lasciare commenti di questo tipo, non c’è onore o disonore nell’amore.

Ero già attenta e coinvolta nel “mondo delle disabilità”, non ero e non sono mai stata indifferente a certi problemi, ma viverli nella quotidianità è un altro discorso.

Se lo avessi voluto presentare ai miei non avrebbe superato la soglia: una scala maestosa e inespugnabile per lui. Per andare a mangiare una pizza locale obbligato, idem per i pub.

Così iniziò il mio incubo, uscivo di casa, camminavo e notavo tutte le difficoltà che avrebbe incontrato. Non avrebbe potuto fare insieme a me più di una ventina di metri.

Viveva nella sua macchina. Vivevamo nella sua macchina.

Il mio incubo era la sua realtà quotidiana.

L’umiliazione quotidiana di dover chiedere per favore, di dover attendere un gesto gentile, di dover ringraziare per la buona volontà e non poterti nemmeno incazzare e urlare che non è un favore, che non esiste motivo al mondo per cui chiunque debba vivere in attesa di favori.

La nostra storia finì perchè uno che assomiglia a Kevin Costner si comporta di conseguenza. Niente di drammatico, di certo niente di quello che fantasie malate e morbose possono pensare. Nessun problema sessuale, per essere chiari, anzi.

Quella storia però mi fece guardare dal di dentro una situazione che avevo sempre e solo guardato dal di fuori, mi fece capire quante difficoltà creiamo a chi ha già i suoi problemi, a chi già deve convivere con le proprie barriere, mi fece capire di quanta indifferenza siamo capaci. Come se non ci riguardasse. Come se non fosse una nostra responsabilità. Come se volessimo rimuovere.

E ci mettiamo la coscienza a posto magari facendo volontariato e perdonatemi tutti, io non credo che in un paese civile dovrebbe esserci bisogno di volontari, è segno solo della grande inciviltà di un popolo. Nessuno dovrebbe avere qualcuno che lo aiuta nelle sue necessità primarie. Quelle gli sono dovute in un Paese civile.

Quando fate volontariato prendetevi mezz’ora per andare a rompere le pall* in amministrazione, farete qualcosa di più importante se insieme al servizio per immediati bisogni date servizio per eliminare quel bisogno.

Chiudete gli occhi quando siete per strada e provate a vivere la città come un non vedente.

Provate a immaginare di avere delle ruote invece dei piedi.

Provate a non sentire quando tutti parlano.

provate a navigare in internet usando un lettore vocale e magari la finiremo di mettere immagini senza spiegazioni, di usare codici non accessibili.

Provateci.

Provate a capire.

Grazie Barbara per la tua piccola semplice storia.

…… dopo i commenti ho sentito di dover scivere, per chi arriverà a leggere questo post e non lascerà traccia di sé, un altro pezzettino….

Annunci

12 commenti »

  1. giosannino said

    vabbé non ti scrivo cazzate, non sedimento, nulla. ho letto di qua e di là, solo questo. che altro aggiungere? ciao Tasti

    Mi piace

  2. Arya said

    Fa male dire sempre per favore mi aiuti? E ricevere aiuto da occhi che provano pietà per te. In questi giorni le mie gambe hanno ricominciato a non funzionare come dovrebbero e tutto il mondo si è alzato di un livello o forse perchè sono io a dovermi abbassare al livello di una sedia. Il mondo è un ostacolo quando non è fatto per te, che tu abbia un bastone o ti muova in una sedia o semplicemente le cose hanno un’altra dimensione che non è la tua. Anche l’amore diventa difficile non perchè ami di meno ma solo perchè non puoi esprimerlo senza ferire chi hai accanto che deve combattere insieme a te l’ignoranza della gente che pensa che “ti fa onore”, come se amare fosse simile ad un fioretto domenicale. Un abbraccio

    Mi piace

  3. Luciano said

    Grazie Tasti, a volte si cerca di non pensare, di non accorgersi, sii sempre la mia musa guerriera!

    Mi piace

  4. tasti said

    @Giosannino… ciao Giosannino

    @Arya….come fioretto domenicale propongo pedate nei gioielli di famiglia di chiunque deve eliminare berriere e invece le crea…
    Fa male, Arya, fa altrettanto male sentirsi impotenti quando si ama qualcuno che soffre e si chiude nella sua sofferenza, fa male essere rifiutati perchè non si vuole essere un fardello, mi ha ferita il suo “sacrificio” per non coinvolgermi in una vita difficile, preferisco pensare che non mi amava, che ha giocato, se mi avesse amata avrebbe capito che non me ne importava nulla. Fa ancora male.
    ti abbraccio.

    @Luciano….il mio ego si dilata a dismisura …”musa guerriera” probabilmente non mi rappresenta per niente… ma quanto mi piace!
    😀

    Mi piace

  5. nuvolepensierose said

    Io capisco.
    E solo perché sono dall’altra parte della barricata.
    In maniera molto più lieve, ma sono di là.
    Brava ragazza, benedetta la tua sensibilità!
    E non mollare!!! 😉

    Mi piace

  6. Arya said

    @Nuvole. purtroppo ci sono barricate di cui nessuno se non toccato o sfiorato si accorge, e non parlo solo di me che vivo la malattia e il mondo poco adatto a questa. Ma anche degli anziani che non possono fare la spesa o dei bambini che devono respirare il fetore delle auto perchè non esistono marciapiede adatti e protetti dalle macchine. Tasti è un’eccezione, per la sua sensibilità sarebbe stata dall’altra parte della barricata comunque anche se non toccata personalmente. Ma molti altri che fanno: accettano lo slalom nei marciapiede e le scale nei palazzi pubblici. E questo, il loro numero, fa la differenza nella lotta alla accesso ai luoghi e alla sensibilizzazione al problema, perchè se uno può vivere come gli altri vive anche meglio se stesso.

    Mi piace

  7. tasti said

    @Nuvole e Arya…. però ‘sta storia della sensibilità…. merita un post.

    Mi piace

  8. Arya said

    Sei tu che meriti la nostra ammirazione. 😀

    Mi piace

  9. nuvolepensierose said

    Lascia stare il post sulla sensibilità, siamo circondati da pietre. 😉

    Mi piace

  10. tasti said

    @Nuvole e Arya….
    Vi ringrazio: mi avete dato spunto per togliermi un sassolino dalla scarpa… non voletemene, ci sono cose che vanno dette e che sono esse stesse piccole rivoluzioni. La sensibilità è il premio dei fessi…. cominciamo a dire come stanno davverole cose (non sulla mia intelligenza, ovvio, 🙂 e’ culturale l’approccio alla realtà nella sua interezza, non possiamo legarlo all’individualità.
    Non sono pietre, nuvole, sono ignoranti, sono impreparati, non si cambia se non si danno messaggi esatti.
    Vi abbraccerei se riuscissi ad afferrarvi…
    🙂

    Mi piace

  11. erinriver said

    Un saluto all’autrice! Mi sento così vicina a questa conversazione che mi sembra solo di star parlando con me stessa allo specchio…Grazie di esistere!

    Mi piace

  12. tasti said

    @erinriver…
    so cosa intendi, spesso ho dovuto parlarne anch’io allo specchio. Ma appena provi a parlarne fuori… trovi tanti che hanno le tue stesse parole. come in uno specchio.
    benvenuta e…. grazie anche a te di esistere!
    abbraccio
    😀

    Mi piace

RSS feed for comments on this post · TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: