Diversamente sensibile? …No, piu intelligente, grazie.


E’ riduttivo.

Lo sapevo.

E’ un pò come il “ti fa onore” “tu hai una sensibilità diversa” … praticamente sono diversamente abile nella sensibilità… eh, che farci…
No.
A me lo hanno insegnato a guardare la realtà nella sua interezza e, nonostante sia molto impopolare di questi tempi e anche a ragione, me lo hanno insegnato in chiesa. Che farci, proprio il prete che ancora oggi non mi perdona le scelte politiche che poi ho fatto… sant’uomo. Guardare la realtà, tutto qui.

Vero, hanno fatto molto anche i libri, ha fatto molto la mia famiglia e le vicende della vita, ma è in chiesa che ho scoperto che non era scontato essere “normali”. Che sei fortunata quando nasci e hai due gambe e che non solo ce le hai, ma persino ti funzionano! Non è scontato avere due braccia. Non è scontato avere occhi e orecchie. Non è scontato essere “normali”

Non me lo hanno spiegato. No, mi hanno immersa in un gioco strano a quei tempi, si chiamava già volontariato ma non dovevi iscriverti a nessun albo, dovevi solo trascorrere qualche ora a giocare con chi non giocava mai. Non ti diceva nessuno che eri sensibile più di nessun altro, se non lo facevi eri solo abbastanza stronza. Un’altra ottica, a quei tempi. Il volontario non era diversamente abile e santificato come oggi, non aveva possibilità di carriera nel non profit, soprattutto, il volontario era solo meno stronzo del non volontario. Era un bel modo di sentirsi, eri “normale”.
Non riducetelo ad un dono dell’individuo, mi spiace che ci sia chi si accorge che esiste il mondo solo quando ci entra nel mondo, non il QUEL mondo, separato e inaccessibile ai … normalente abili?…nel mondo, nel mondo nella sua interezza.

Bella scusa, sapete, la “sensibilità speciale”. Così tutti giustificati.

No, è questione di educatori.

Il che, senza offesa, vi rende tutti maleducati.

Colpa di insegnanti impreparati e non dei genitori a cui nessuno ha insegnato, che nessuno ha educato, esattamente come voi.

Colpa di chi non insegna educazione civica, che pure c’era nei programmi scolastici.

Di chi non insegna educazione sociale, che pure c’è nei programmi scolastici.

Colpa di chi dovrebbe mostrare il mondo, la tv, e ne mostra solo i beverly hills e i supereroi, che adoro, ma che non sono esattamente rappresentativi della realtà.

Ai miei nipoti sto insegnando che non è un dono qualunque la normalità, che è meglio che se li godino i doni che hanno perchè potrebbero perderli, che si muore, tò, guarda un pò, ogni essere vivente ad un certo punto muore e magari pure dopo dolori di entità variabile.

Dite che li traumatizzo? No, i miei nipoti hanno sorrisi, amano la vita, hanno i problemi dedicati all’adolescenza e non sono “specialmente sensibili”, ce l’abbiamo messa tutta per far loro vedere il mondo, la vita. Che vedete, diventa brutta solo se ve la presentano diversa da quella che è, se vi avevano detto che questo è un mondo in cui avrete sempre il meglio e che è solo per i migliori, poi ci credo che vi vengono le depressioni o aspettate gli alieni che vi portino via!

Questo mondo è splendido. Questa vita è splendida. Ma non è perfetta. Non è normata.

E quindi potrebbe persino essere che sono più intelligente di voi ed è per questo che io lo capisco e voi no.

Quindi, cortesemente, aggiustate il tiro: sono più intelligente, non più sensibile.

Ecchecazz.

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8 commenti »

  1. Arya said

    E’ naturale che tu riconosca di non essere “più sensibile” perchè sei più intelligente. Il mio non voleva essere un ti fa onore, me ne guarderei da insultarti in quel modo. Solo che ci sono pochi che ragionano come te, troppo pochi. Te lo dico da volontaria quale sono stata e te lo dico da diversamente abile quale sono ora (o quasi), ciò che dici a te sembra scontato per molti altri non lo è. Un bacio e un sorriso.

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  2. tasti said

    @Arya & Nuvole…acc… Arya, mi hai battuta sul tempo e non hai letto il mio commento sull’altro post per te e Nuvole, ho solo preso spunto, non è diretto a voi due questo post e per questo non l’ho messo come commento. Un poco poco ti conosco Arya e non è poca la stima che ho per te, dolcezza a parte, per il tuo modo di essere attenta alla realtà, di guardare oltre il tuo orto. Di giudicare la realtà, contrariamente a molti mi piace chi sa analizzare e trarre giudizi conseguenziali.
    Conosco molto meno Nuvole, ma ad occhio e croce lo farei sveglio il ragazzo, proprio questa mattina sono stata tentata di chiedergli se potevo appropriarmi di parte del suo ultimo commento al post More Human Than Uman, lo trovo… esaustivo, non so come dire, riassuntivo.
    E’ proprio perchè non è scontato che ho voluto scriverlo visibile, usando il tono colloquiale di chi sta rispondendo e metterò un link sotto il post di riferimento, in modo che chiunque vada a leggere poi abbia la mia risposta al suo primo, normalissimo, automatico pensiero: una persona “diversamente sensibile”.
    L’intelligenza c’è ( eheheh)….. ma è formazione culturale, è soprattutto educazione.
    vi abbraccio

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  3. […] …… dopo i commenti ho sentito di dover scivere, per chi arriverà a leggere questo post e non lascerà traccia di sé, un altro pezzettino…. […]

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  4. Mariottola said

    mmmh io ci andrei piano con il fare “caste” di più sensibili, più intelligenti, definitori di normalità e anormalità.

    il volontariato non risolve i problemi, il volontario non è onnisciente e onnipotente. ti dirò di più, il volontario, spesso, è arrogante e ignorante. te lo dice una che volontariato ne ha fatto parecchio (non so se più o meno di te ma non è importante stabilirlo) .

    l’uomo cerca e stabilisce un concetto di normalità, da cui esclude giocoforza molti. e chi lo dice che incazzarsi con chi non capisce il diversamente abile sia santo e invece non ammettere altri tipi di “diversità” vada bene?

    non è questione di intelligenza o sensibilità, e nemmeno di educazione, semplicemente qualcuno ha maggiore a cuore certe tematiche e chi non è uguale in questo a te ha tutto il diritto, credo, di pensare che un certo atteggiamento “ti faccia onore” .

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  5. tasti said

    @Mariottola… ecco, il volontariato io lo vedo esattamente come lo vedi tu, anzi, anche in un modo diverso perchè per me il volontariato vero è solo quello di denuncia, quel volontariato che ha in sé la propria eliminazione, o si tratta di altro. Come quello a cui mi riferivo che era un “mettere insieme” ragazzini abili con regazzini gravemente inabili e veniva chiamato volontariato… in realtà si giocava insieme, si imparava a stare insieme.

    Noi partiamo dagli stessi concetti e poi chissà perchè analizziamo e ci “scontriamo” sulle sfumature… il che è sempre stimolante per approfondimenti.

    Non me lo prendo il “ti fa onore”, inutile, nonostante sappia che dietro c’è solo ed esclusivamente buonafede. Ma “facendomi onore” si offende qualcun altro e non ci sto. Non perchè le persone con problemi fisici o mentali che ho conosciuto siano da difendere a spada tratta, ne ho conosciuti di stronzi a qualunque grado di abilità e quindi non ci sto, dici di non voler far casta… appunto… non capisco perchè dovrebbe farmi onore considerare ogni individuo esattamente come un individuo. Non fa onore la normalità di un comportamento, l’onore scomodiamolo per l’eccezionalità.

    Avevo non poche remore a trattare e raccontare proprio a causa delle reazioni che suscita. Il punto ancora una volta stava finendo sul “che sensibile”… no.

    Il punto di quel post era raccontare un’esperienza per invitare a “capire” a “ricordare” a “predete atto che per quanto si faccia finta di essere tutti giovani e belli non è così” e questa finzione procura disagi infiniti.

    Non mi prendo nemmeno il “diversamente sensibile” perchè toglierei meriti a chi ha costruito la mia sensibilità. E perchè parrebbe che esistono insensibili per definizione, cosa che è vera ma non così estesa come si fa credere.
    L’intelligente era provocatorio….l’educazione no.
    I comportamenti che abbiamo in Italia rispetto alle difficoltà quotidiane di chi ha altre possibilità, altri modi, altri ausili, è assolutamente indecente, non CE NE RICORDIAMO, al massimo buttiamo un imprecazione davanti ad un parcheggio riservato. E’ una questione di educazione, non di sensibilità o cuore.

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  6. mimhe said

    sta nuova cosà del “diersamente” sta lasciando liberi tanti termini da riciclare! sia per gli accettivi fisici che morali…
    ci rifletterei e riformulerei il dizionario della lingua italiana!

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  7. tasti said

    @mimhe… benvenuto… qui di orrido ci sono solo le mie battute… piuttosto che riformulare il dizionario continuerei a riflettere: l’esercizio fisico della mente porta sempre a qualche risultato!

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  8. […] settembre 20, 2007 a 12:31 pm · Archiviato in Diritti, Esistenzialmente, Riflessi, Varie ed eventuali, diario, famiglia E’ riduttivo. […]

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