Il Governo della Vergogna.


da Demone

la segnalazione per la petizione Appello per la Giustizia.

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Il testo val la pena di essere letto con attenzione:

“I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, ED IN PARTICOLARE NOI CALABRESI,

in questo particolare momento storico nel quale la regione Calabria si trova drammaticamente stretta nella morsa della Mafia, della Malapolitica e del Malaffare, rivendichiamo il diritto alla Giustizia e alla Legalità e chiediamo con fermezza che si faccia chiarezza negli oscuri intrecci tra politica, affari, massonerie deviate e criminalità organizzata.

Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni, ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele calabresi, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di vergognosi attacchi e di delegittimazioni anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni democratiche.

Su questa nuova sfida, che non è solo contro i nemici storici della civile convivenza, come la ‘ndrangheta per intenderci, ma contro poteri forti e trasversali che si sono insinuati e propagati dappertutto, nessun cittadino onesto può restare indifferente.

Noi rappresentanti della società civile, delle associazioni, del movimentismo, del mondo cooperativistico, del sindacato, dell’università, delle professioni e delle imprese, dei giovani, ci opponiamo con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, l’azione di questi Magistrati coraggiosi, e volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nell’impegno di questi Magistrati che incondizionatamente e con equilibrio seguono l’ideale del proprio dovere istituzionale e morale. “

Si chiede di appoggiare la Magistratura contro i poteri forti. Si chiede aiuto ai cittadini perchè si sostenga l’operato dei magistrati contro il tentativo di deleggitimarli. Tentativo che parte dallo Stato.

Stato in cui Presidente della Repubblica è tale Giorgio Napolitano, PCI.

Presidente del Consiglio è Romano Prodi, DC.

Ministro della Giustizia Clemente Mastella, DC.

Presidente della Camera è Fausto Bertinotti, PCI e del Senato Franco Marini, DC

Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, PCI

Questo Governo, il Governo in cui Antonio di Pietro, pool mani pulite, che purtroppo NON azzerò una classe politica dirigente corrotta, è Ministro delle Infrastrutture.

Questo Governo DELEGITTIMA il lavoro dei Magistrati.

Questo Governo è il Governo della Vergogna per ogni cittadino che proviene dalla sinistra storica. Non alternativa, radicale o antagonista. Sinistra storica. Quelli che avevano una bandiera rossa, un’utopia, una tessera da difendere contro la borghesia e i benpensanti, un’appartenenza che era una scelta di vita difficile e scomoda. Che era la lotta per la collettività, per la legalità, per i diritti dei lavoratori.

Questo Governo è il Governo della Vergogna per ogni cittadino che crede nei valori della democrazia, nella possibilità della politica di rappresentare una classe di cittadini, di operare cambiamenti, di rappresentare bisogni e soluzioni, per ogni giovane che gli ha affidato mandato di trovare una soluzione al furto di presente che è stato perpetrato nei confronti di un’intera generazione.

La corruzione dei vecchi partiti è trasmigrata nei nuovi e chiunque non viva con la testa sotto la sabbia sa che è vero. Sappiamo tutti che la corruzione, l’arroganza, il clientelismo sono ormai sfacciati, non c’è più nemmeno la decenza di vergognarsi e farlo di nascosto. Non c’ è in Sicilia e non c’è in Veneto. Il pool mani pulite ha fallito. E’ stato vinto e di Pietro lo sa bene, se gli è rimasto, ed io credo di si, un pò di senso della legalità e della giustizia, farebbe bene a dissociarsi dal Governo della Vergogna.

Non mi importa se questo Governo è contrapposto al pericolo del ritorno delle destre. So che questo è il Governo della Vergogna ed io non voglio, non tollero che possa essere il governo che mi rappresenta. Non morirò democristiana, non sarò complice dei vergognosi inciuci che partono dalla Sicilia per finire in parlamento tra l’ex PCI e l’ex DC gattopardeschemente alleati in un “deve cambiare tutto perchè tutto possa restare com’è”.

Questo è il Governo della mia Vergogna perchè è anche a causa della mia ingenuità e della mia stupidità che è a capo di un Paese. Paese che non meritava di vedere la sinistra storica, ricca di onore e di orgoglio, trascinata nel fango da una classe dirigente cresciuta nel compromesso e nella paura di perdere la poltrona, disposta a tutto pur di restare al potere e di godere dei privilegi, disposta alla corruzione, al tradimentro, all’infamia.

Io l’ho votato. E questa è la mia Vergogna.

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6 commenti »

  1. Arya said

    Dovremo dirlo più spesso: l’ho votato e me ne vergogno! Senza aggiungere nulla e facendo sentire tutto il peso di quello che ci portiamo dentro. Perchè questo governo non ci sta bene e al potere ci sono andati per colpa nostra portando come bandiera idee che noi volevamo vedere realizzate e che invece sono diventate nulla, perchè dove sono i pacs? dov’è il welfare? dov’è il governo? E non ditemi che la destra è la soluzione 😦

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  2. tasti said

    @Arya… no, la destra non è mai stata la soluzione, non la mia almeno. Ma che la sinistra debba ripulirsi e staccarsi dal centro è inevitabile ormai. Si deve tornare a sinistra. Credo che Prodi, Mastella, “Massimino” e Veltroni staranno benissimo accanto a Berlusconi e Fini. Ti par impossibile? A me no. Certe schifezze io non le perdono, credo molti italiani la pensino esattamente così. Barra a sinistra, si torna tra i piccoli numeri, non saremo dentro i governi e non avremo le poltrone, ecchesaràmai, si torna a parlare di politica, di idee, si torna ad usare il cuore ed il cervello. Contro tutte le dittature, contro tutti i regimi, contro tutte le caste. Non è cambiato nulla ed io… so ancora da che parte stare.

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  3. demone said

    Sono d’accordo: ” l’ho votato e me ne vergogno! ”
    Però, Tasti mi perdonerà, non credo che sia più una questione di destra o sinistra. La verà invalicabile distinzione è più semplice, più radicale, se vogliamo anche molto più partica. C’è un intero ecosistema che vive di politica, di incarichi, di consulenze, di raccomandazioni, di amicizie e conoscenze, di bandi truccatti e concorsi a personam. E poi ci sono gli altri, quelli che quel poco (o molto) che hanno se lo sono guadagnati da soli.
    Ciò che distingue oggi la sinistra dalla destra è solo l’illusione di parlare a nome di questi ultimi per poi tornare verso i primi una volta al potere. Io lo chiamo inganno. Per questo non posso dirmi ne di destra ne di sinistra.

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  4. tasti said

    @Demone… l’applicazione concreta è questa, ma non farti togliere gli ideali e le idee, di destra, sinistra, centro che siano. Alternativi. Antagonisti. Conservatori. Radicali. Puffaldi. Simpsoniani. Qualunque siano, non farteli togliere. Ogni momento della tua vita incroci scelte politiche che la determinano. Il tuo stipendio. Le ore che dedichi al lavoro e quelle per il tempo libero. La possibilità di viaggiare e di curarsi. Ogni singolo cibo che compri determina la vita di qualcun altro. I vestiti che usi. La spazzatura che produci e come scegli di smaltirla: un volo dal balcone o sotterrata nel giardino. Tutto è determinato da quell’ecosistema di cui parli in modo esatto, purtoppo.
    Ma Destra e Sinistra sono concetti universali, slegati da qualunque teoria politica, sono due modi di sentire. in qualunque parte del mondo, in qualunque grado dello sviluppo delle società puoi applicare questa distinzione: è più di sinistra, è più di destra. A sinistra trovi società che intendono partire dal basso per migliorare la società, a destra trovi chi vuol partire dall’alto per migliorare la società. il resto temo siano frottole e contingenze.
    Io sono dell’opinione che si debba partire dal basso e che migliorando le condizioni di vita dal basso lo sviluppo economico sia conseguenziale e distribuito.
    Le contingenze sono trattabili.
    Partire dal basso significa partire dalle condizioni di vita del popolo, proletariato e sottoproletariato si diceva qualche anno fa e si dovrebbe tornare a dire anche oggi.
    per questo so sempre da che parte sto: non credo che ci possa essere vero progresso di civiltà se si fa la scelta opposta: partire dall’alto. Se aiuti gli imprenditori questi, per arricchirsi ancora di più, assumeranno altri operai. Vero. Però ci sarebbe il problema che magari mi tengo anche una sacca di povertà da cui attingere manodopera a basso costo. anzi, metto anche i bimbi a lavorare che così non studiano e non diventano sindacalisti rompipalle.
    Non esiste un centro immobile, in realtà credo che il centro siano solo le diverse gradazioni di destra e sinistra.
    Non significa che a sinistra son buoni e a destra son cattivi. A sinistra si predilige la collettività a destra l’individualità. Entrambi possono essere buoni o cattivi.
    La cosa peggiore che possiamo fare è perdere il senso della necessità della scelta politica.
    un abbraccio
    🙂

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  5. demone said

    Nel mio mondo si sceglie a patto di condividere. Le mie idee forse mi collocorebbero a sinistra, ma non per iodeologia ma perché, come dici te, dovendo partire da qualche parte anc’io partirei dal basso.

    Il problema è un altro. Quella specie di coalizione che governa può dirsi di sinistra? E possono dirsi di sinistra i partiti che più di altri ne rivendicano la tradizione? Io penso di no, e penso anche che si siano legati ad aspetti anacronistici dello stare a sinistra. Non si può stare conteporaneamente nella stanza dei bottoni ed in piazza. Non si può chiedere una riforma previdenziale che scarichi tutto il suo costo sul futuro. Non ci si può avvolgere nella bandiera della pace e poi rifinaziare missioni di guerra.

    Il mio pensiero è di sinistra? In parte si, specie in tema di valori.
    Sono di sinistra? Non posso esserlo, non con questi compremessi.

    Non è una questione di fare una scelta. Le scelte, anche le più scomode, le ho sempre fatte. Il problema è sceglire difronte a questo panorama di indecenza, dove dovrei scendere a compromessi troppo bassi con la mia coscenza per poter dire di stare da una parte o dall’altra. In realtà io scelgo, scelgo di stare dalla mia parte, che evidentemente non ha, e forse non merita, una rappresentanza politica.

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  6. tasti said

    @Demone… questo è un governo di centro, per essere esatti democristiano, per essere esatti della peggiore specie.
    democristiano in senso politico, quindi anche nel senso di quel partito che era portatore di ideali della media borghesia, non c’è solo l’accezione negativa dell’essere democristiano.
    Ma questo governo lo è in accezione negativa. Non solo nelle scelte politiche economiche etc. Ma nella ricaduta sulla società, il clientelismo dilaga e le connivenze pure, le grandi litigate con l’opposizione nel concreto si risolvono in nette divisioni della torta: un pezzo a te, un pezzo a me.
    L’accesso all’informazione è diminuito e non eravamo ben messi neanche prima.
    Le PAROLE, che fine hanno fatto le parole? Quelli della mia generazione son cresciuti con la consapevolezza delle parole, avevamo proprio la fissazione, le femministe volevano un linguaggio a misura di tutti, i compagni volevano un linguaggio che rendesse la realtà.
    Adesso, quelle persone che son cresciuti con la consapevolezza delle parole, usano termini tipo “bamboccione”, che è una “persona adulta e lavoratrice con un reddito al di sotto della sussistenza”.
    Io sono una “giovane precaria”: 39 anni, la dizione esatta potrebbe essere “precaria storica”,che significa fondamentalmente che non avrò accesso ad una pensione, come non ho accesso oggi ad una finanziaria, il mio presente è precario ed il mio futuro abbastanza nero. “Precario storico”, se usato, darebbe la realtà e le contraddizioni delle politiche di contenimento della realtà sarebbero vistose.
    il panorama che ci offrono è indecente, ma non è l’unico panorama. Puoi scegliere di cercare la realtà della società civile e dei movimenti politicizzati o puramente politici che esistono e non sono nel panorama che ci offono.
    Un esempio: Beppe Grillo. Panorama offerto: un comico che fa antipolitica. realtà: i meetup. I meetup fanno politica da un paio di anni, sono una realtà che sta crescendo, hanno una dimensione fortemente locale.
    Uno tra veramente tanti, che sono ufficialmente cancellati dal panorama ufficiale, ma esistono. A destra, centro e sinistra.
    Io sono di sinistra, non lo sono D’alema, Veltroni, Bertinight. Merito una rappresentanza politica di sinistra, e se non la trovassi…. prendo una casseta di frutta, la capovolgo in una piazza e comincio il mio comizio!
    Eccheccazz!
    🙂

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