HPV nelle scuole. Qualcuno ne sa qualcosa? (37)


Intanto, mentre la nostra Gentile Ministra tace (lavandosi le mani, immagino) la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia inizia in 10 scuole italiane a spiegare cosa è il cancro alla cervice dell’utero e cosa è il vaccino contro il papilloma virus.

http://www.gynevra.it/news/News_834-Uniti_contro_il_Papillomavirus_nelle_scuole.html
Il progetto Uniti contro il Papillomavirus, promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) nelle scuole secondarie superiori italiane, toccherà quest’anno 10 città sparse sul territorio nazionale (Bari, Firenze, Roma, Milano, Lecco, Novara, Udine, Pesaro, Palermo e Napoli), coinvolgerà più di 5.000 studenti di 72 scuole.
Obiettivo dell’iniziativa, far conoscere ai ragazzi, sin dai banchi di scuola, le regole per proteggersi dal papillomavirus umano, responsabile di una tra le più importanti forme tumorali, il cancro del collo dell’utero ma anche di importanti infezioni genitali che colpiscono sia gli uomini che le donne: i condilomi.

“Diffondere la cultura della prevenzione, sia primaria che secondaria, è il principale obiettivo della campagna SIGO. I risultati ricavati dalla campagna intrapresa l’anno scorso mostrano l’elevato grado di interesse dei ragazzi verso la tematica”, afferma Antonio Ambrosini, Presidente della SIGO. “Abbiamo il dovere di spiegare sia alle donne che agli uomini come attuare correttamente questo obiettivo di salute: fondamentale, perciò, educare i ragazzi, sin dai banchi di scuola, all’importanza della prevenzione primaria e secondaria, ricorrendo alla vaccinazione ed effettuando periodicamente il pap test dai 25 anni in poi.”
A formare i ragazzi, saranno gli stessi ginecologi della SIGO con interventi mirati a spiegare ai ragazzi come prevenire le infezioni causate dal Papillomavirus. In particolare come le infezioni più gravi comportino ogni anno il contagio di circa 3.500 donne e la morte di 1.700, circa 5 decessi al giorno, per cancro al collo dell’utero, facendo di questa malattia la seconda causa di morte per tumore tra le giovani donne con un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Inoltre, se è vero che la vaccinazione si rivela più efficace quando ancora non si è entrati in contatto con il virus è altrettanto importante sottolineare come il picco d’infezione al Papillomavirus Umano si verifichi nella fascia d’età che va dai 16 ai 24 anni, una fascia quindi altrettanto importante da proteggere con la vaccinazione.
“Esprimo il mio plauso verso il Ministro della Salute, Livia Turco, che ha consentito in Italia l’accesso alla vaccinazione gratuita per tutte le ragazze di 12 anni. La campagna di vaccinazione, già intrapresa da alcune regioni – come la Basilicata – dovrebbe partire in tutte le altre dal 1° gennaio 2008. Mi auguro che realmente tutte le regioni possano realizzare questo importante obiettivo entro quella data. Ma l’unico modo per raggiungere questo scopo è che la vaccinazione sia inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Solo in questo modo infatti si garantiranno pari opportunità per tutte le regioni, che al momento vengono invece trattate diversamente in materia di sanità”, afferma Gero Grassi, membro della Commissione affari Sociali della Camera dei deputati. Ugualmente dovrebbero essere rivisti i criteri di ripartizione del Fondo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che, attualmente, rispondono al solo criterio dell’anzianità, mentre sarebbe assolutamente opportuno inserire anche quello della povertà. Il criterio dell’anzianità, soprattutto riguardo il tumore del collo dell’utero, le cui premesse per la sua evoluzione si collocano in giovane età, risulta da solo del tutto insoddisfacente”.
“La vaccinazione – aggiunge Carlo Maria Stigliano, ginecologo e membro del direttivo della SIGO – è l’unica strategia sicura che permette la prevenzione effettiva dell’infezione da parte dei più comuni tipi di Papillomavirus e quindi delle malattie causate da questi virus”. Oltre al cancro al collo dell’utero, al tumore della vulva e della vagina e alle lesioni precancerose di alto e basso grado che coinvolgono questi organi a seguito dello sviluppo di un’infezione da Hpv, non bisogna sottovalutare che questo virus può anche causare la formazione di escrescenze esterne, note con il nome di condilomi genitali: un problema che colpisce indiscriminatamente sia gli uomini che le donne.
Dopo la lezione di formazione con il ginecologo, seguita da un domande e risposte, verrà consegnato ai ragazzi un questionario, per valutare il loro grado di comprensione sui temi trattati.

Intanto apprendiamo anche che

L’anti-HPV nei LEA
Bisognerebbe inserire il vaccino contro il Papillomavirus umano all’interno dei livelli essenziali di assistenza”. Parola di Gero Grassi, responsabile della Salute della Margherita e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, intervenuto oggi a Roma alla presentazione della campagna d’informazione nelle scuole ‘Uniti contro il Papillomavirus’, promossa dalla Società italiana di Ginecologia e ostetricia (Sigo). Il vaccino, che secondo le indicazioni del ministro della Salute Livia Turco sarà disponibile gratuitamente per tutte le dodicenni italiane a partire dal primo gennaio, combatte il papillomavirus umano, responsabile del cancro del collo dell’utero e di infezioni genitali. Ma secondo Grassi, il primo gennaio, non tutti saranno pronti per iniziare. “Già oggi – spiega il deputato – alcune Regioni sono in ritardo perchè non hanno fatto una campagna d’informazione capillare. E questo avviene perchè tra le regioni italiane ci sono sensibilità diverse e approcci differenti al problema”. Proprio per questo motivo bisognerebbe inserire la vaccinazione nei Lea, “in modo che – sottolinea Grassi – nessuno possa più sfuggire a questa forma di prevenzione primaria”. Il discorso del deputato si estende anche alla ripartizione economica del fondo Ssn tra le regioni. “Andrebbe ripensata – sostiene Grassi – perchè attualmente la distribuzione viene fatta secondo leggi di 10 anni fa, e tiene conto di criteri ormai ‘superati’, come l’anzianità della popolazione”. Secondo il parlamentare “è sbagliato dare più soldi a Regioni anziane. Alcune, come la Liguria, godono infatti di un sostegno importante, mentre altre come la Campania – termina – si trovano in difficoltà”.

Insomma la campagna di vaccinazione contro il Papilloma Virus continua, in sordina, partendo al contrario: innanzitutto lo abbiam messo in vendita in farmacia, adesso informiamo i ragazzi e forse poi verranno formati i genitori e poi gli operatori sanitari, dopo di ciò verrà istituito un registro per la vigilanza della vaccinazione ed infine, proprio a campagna vaccinale conclusa, il ministero della salute emanerà le linee guida sulla vaccinazione contro il papilloma virus.

Ineccepibile.

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3 commenti »

  1. maria paradisi (lega tumori Bz) said

    Concordo pienamente. La campagna si svolge al contrario. Noi siamo alla fase informativa ai ragazzi e genitori. I medici di base, chi li coinvolgera, ammesso che si facciano coinvolgere?!

    Avete un esempio di questionario consegnato ai ragazzi alla fine degli incontri? In caso affermativo mi farebbe piacere averlo.
    Cordialmente
    Maria Paradisi (consigliere e volontaria Lega tumori)

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  2. tasti said

    @Maria Paradisi… come detto diverse volte… io non sono un’addetto ai lavori, mi interesso al vaccino per le sue straordinarie caratteristiche: vaccino poco sperimentato sulla fascia di età cui è destinato, pressioni politiche per l’approvazione negli Stati Uniti, prestigiose università che consigliano prudenza etc etc etc… non so nulla di questionari, mi spiace, né saprei a chi indirizzarla per averne notizia. (provi sui link degli articoli che ho qui riportato)
    Le auguro di trovare il materiale che Le occorre e un buon lavoro.

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  3. […] HPV nelle scuole. Qualcuno ne sa qualcosa? (37) […]

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