Racconti d’amore – La tazza


Dentro gli occhi sul letto. Dietro la tua testa c’è una parete bianca con una macchia grigia. Nella pupilla l’eco delle tue parole per dirmi ma in piedi, solo in piedi il ricordo per far cadere la tazza dalla mano che resta a forma di tazza.

Una parete di compensato allinea il mio sgomento al tuo viso, tra le righe su cui dovevo morire confessi che mi spezzarai non potendo più sopportare la mia piega.

Un tetto a volta per strapparmi il cuore dal petto in futuro prometti e prometti ancora di annusare il mio odore.

Il mio corpo non ti ha mai rifiutato e la mia mente non ti ha mai accettato. Il cuore pulsa. Un giro di valzer nella notte in strada ed ancora dal balcone dalle scale dal tetto dalla finestra dal corridoio le tue spalle, mille volte le tue spalle. Mille bastardissime volte le tue spalle.

E i ritorni necessari ad un altro addio.

Un pò di amore non è follia ma abbiamo aumentato le gradazioni il sistema si incrina i neuroni si esaltano la corrente passa dalle punte delle tue dita all’epidermide del braccio al muscolo rigido la spalla il collo la colonna vertebrale la pianta del piede.

Non si riesce a non desiderare di morire quando si superano le giuste gradazioni dell’amore. Così mentre ci prendiamo per un’altro rimorso di domani liberandoci dei rimpianti di una vita, così mentre diventiamo liquidi allacciati alla notte, così si può morire.

Flutti e flussi. Spirali di vita ed ancore nel porto dei ricordi. Fughe.
Cambiando il luogo abbiamo cambiato la persona altre possibilità di redimersi e sconti di pena, treni aerei automobili ali zattere soprattutto zattere accanto a palafitte. Si allungano gli affetti elastici e si spezzano i legami rigidi. I ricordi non cambiano di sostanza.

Ti colpiscono alle spalle ancora spalle qualunque cosa non vuoi che avvenga ha come protagonista delle spalle.

Le tue spalle circondate dalle sue braccia c’è un problema Houston rispondi Houston le sue braccia salgono sino alle spalle sino al collo sino al viso con gli occhi socchiusi sul naso sulla bocca circondata dalla barba confusa con la tua barba. Houston rispondi. Abbiamo un problema. Houston.

La mano a forma di tazza lascia scivolare la tazza che si frantuma in mille frammenti di tazza.

La domanda già cretina in sè non ha più motivo non posso non capire che è altro diverso leggittimo potremmo essere civili ma non c’è civiltà in amore e il senso del possesso non discrimina nessuno, le visioni trasformano il corpo di una lei in un lui e non cambia, peggiora.

Lacrimazione continuativa in esistenze prescelte. Lacerazioni per scissione. Strappi esistenziali e distonie cerebrali. Troppe complesse semplificazioni nei succhi gastrici che vomiti. Lettere poste a radici di un albero di gelso per concludere il recupero della vita sfilettata in corpo offeso in mente offesa.

Tra le foglie dell’albero di gelso il sole arriva alla pupilla per bruciare l’impressione d’amore.

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6 commenti »

  1. giosannino said

    tu mi spaventi. e lungi da me qualsiasi colpo basso. solo stupore per la tua profondità, intelligenza, sensibilità. bello tastimania, mi sto ammalando.

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  2. tasti said

    @Giosannino…tu mi irriti. ed è stato un colpo basso. scrivi che è una meraviglia, alle volte scrivi troppo per essere letto e non mi piace, ma quando scrivi davvero… scrivi che è una meraviglia. devo ancora riprendermi.

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  3. giosannino said

    scrivere davvero non può essere regola, cerca le chicche senza irritarti Tasti cara. riprenditi che poi non c’è nessuna coda, quindi… 🙂

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  4. tasti said

    @Giosannino…sulla coda menti sapendo di mentire…c’è un modulo predisposto?
    😉

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  5. giosannino said

    non mento mai. vabbé non esiste il mai. ma non mento oggi. il nulla il vuoto. a meno che non consideri – coda – i blog commenti. ma no, tu no, tu capisci e bene. e neppure mi ti sto offrendo tanto al chilo. semplicemente prendo atto e nulla faccio per adoperarmi. passerà. poi quelle come te sono sempre talmente irraggiungibili ed io non faccio che limare la mia autostima. tipo, ora mi verrebbe da scrivere un polpettone che ti risparmio, non voglio lasciar fare alle mie dita un’altra volta, non sono a casa mia. anche perché forse ho già detto tutto. e fai bene a mettere l’occhiolino in coda alla faccenda del modulo, sono a tratti permaloso 😉 notte Tasti.

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  6. tasti said

    @Giosannino… per un pò ho riflettuto, poi ho cominciato a scriverti una mail privata, infine ho deciso che no.
    Al momento sono irraggiungibile, è innegabile, ma causa il tuo non adoperarti; di mio non so se lo sono, dipende dal significato che al momento, causa confusione mentale, non mi è chiaro.
    Si, perchè mi hai confusa.
    Quindi rilancio e ti invito all’isola che non c’è.
    Per indicazioni stradali la mail è: angeladue@hotmail.it

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