Alle sette del mattino


Colazione. un caffè tiepido e dolce, non so bene come far andare il cervello. Non è troppo presto, non è tardi, è che non mi interesserà nulla questa settimana. Niente di niente. La Birmania attenderà che mi passino le preoccupazioni, d’altra parte già dimenticata la Birmania, finita insieme al Darfur, insieme a tutte le tragedie di cui non vogliamo essere testimoni. Il Gardasil continuerà a non far discutere nessuno e di Pietro non si dimetterà. Dovrebbe. Ha le palle per farlo. Pare lo farà se dovessero imbavagliare i blog. Domani discussione in commissione cultura. Non deve passare la registrazione dei blog. Se passa io sarei tra quelli che ne pagherebbero in termini di libertà. Insieme a chi scrive troppo bene, talmente bene da poter sembrare che faccia racconti, romanzi. Eh, no, i racconti e i romanzi si tassano in Italia. Si tassa anche il tuo parere. Il tuo parere diventerà l’editoriale del tuo blog. Quindi ti registri. Faccio finta di essere buono e non ti faccio pagare le tasse. Ma se te la prendi con chi non dovresti, se quello che dici può darmi fastidio, denuncia. Voi capite un caffè tiepido e dolce e le mie piante che chiedono compagnia. Dovrei comprare una kentia. O una serra. Di certo non vorrei andare in ufficio. Potrei chiedere una settimana di ferie. Ma non ha senso. Potrei aver bisogno davvero di una settimana di ferie. Le ragazze sono già andate, io faccio i cazzi miei. Non timbro. Non ho altri orari se non i miei. Una doccia lunga con i capelli raccolti. L’acqua sul primo anello, è lì che si concentra la tensione. I miei capelli. Sembro il mio leone oggi. Non voglio domarli. Non voglio domarmi oggi. Né domani. Voglio sfidare la tempesta. Sono incazzata. Detesto svegliarmi incazzata. Dovrei far l’amore. Non da sola. Dovrei far l’amore con un uomo e si scioglierebbe tutta la tensione. Mi scioglierei io. Non so se sono ancora capace di baciare. Forse solo di mordicchiare labbra. Colazione. Caffè tiepido e dolce. Non so dove far andare il cervello per non incontrare le mie preoccupazioni.

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6 commenti »

  1. nuvolepensierose said

    Belle parole, Angie.
    Un abbraccio, un sorriso e un altro abbraccio.

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  2. tasti said

    @Nuvolepensierose… mi prendo l’abbraccio, il sorriso e un altro abbraccio. e aggiungo un bacio per ringraziarti.

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  3. Mariottola said

    Tesò la prox volta chiama, che il caffè tiepido e dolce ce lo prendiamo mentre ti accompagno al lavoro…

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  4. tasti said

    @Mariottola… la prox volta resto a letto….e ti chiamo per un infuso di alloro e limone, vuoi mettere?
    abbbbraccio
    🙂

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  5. Mauro said

    Noi proviamo a non far dimenticare il Darfur e le altre crisi umanitarie dimenticate, da maggio 2006.
    Firmate il nostro appello!
    http://www.italianblogsfordarfur.it

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  6. tasti said

    @Mauro… benvenuto e grazie per la segnalazione, la farò senz’altro girare.

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