Why not…..



Ci sono tante cose su cui dovremmo riflettere di più. Questo blog mi ha dato modo di farlo insieme a voi, pare che statisticamente il mondo blogger sia mediamente più informato del resto della popolazione, non ho la fonte ma non mi è difficile crederlo. Vorrei che leggeste quanto segue, la lettera di Salvatore Borsellino pubblicata da Grillo, la lettera aperta al Capo dello Stato di Ciotti e Zanotelli a cui vi invito a aderire, dal sito www.ammazzatecitutti.org

E le mie riflessioni, fintanto che mi è possibile condividerle. Perchè il comma all’articolo 7 non è una vittoria per i blog, è la vittoria dell’ambiguità.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris


“La notizia dell’avocazione da parte della Procura Generale dell’inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e’ di quelle che lascia senza fiato.
Solo un’altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d’animo.
Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell’attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all’origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.
Morto Paolo Borsellino l’ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita’ mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.
Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l’altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e’ sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.
Oggi non serve piu’ neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un’indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli “intoccabili”, perche’ tutto continui a procedere come stabilito.
Perche’ questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l’indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.
Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche’ tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa’ quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l’avocazione di un’indagine e quindi l’inoffensivita’ di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.
Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell’inchiesta in cui e’ indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.
Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell’indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.
Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.
Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche’ ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita’ era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu’ che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l’illegalita’ e’ diventata la legge dello Stato.” Salvatore Borsellino
(Lettera inviata a Beppe Grillo)

Lettera aperta al Capo dello Stato

di Luigi Ciotti, Alex Zanotelli, Ferdinando Imposimato, Emilio Lupo, Renato Monaco, Marco Rossi Doria
venerdì 12 ottobre 2007
I sottoscritti cittadini della Repubblica Italiana, sentono il dovere di rappresentare profonda preoccupazione per la tenuta dei valori costituzionali di indipendenza e autonomia della Magistratura che recenti iniziative – intraprese dall’attuale Ministro della Giustizia – pongono in concreto pericolo.
Da notizie di stampa si è infatti appreso che il Ministro della Giustizia, all’esito di una attività ispettiva svolta presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, ha ritenuto di formulare – sulla base della recentissima legge di riforma dell’ordinamento giudiziario che gli conferisce tale potere – richiesta di trasferimento immediato ad altra sede e ad altre funzioni del sostituto procuratore della repubblica dott. Luigi De Magistris .
Per ciò che è dato sapere, tale sostituto sta svolgendo da alcuni anni delicatissime attività di indagine in tema di reati contro l’amministrazione della giustizia ed in tema di reati contro la pubblica amministrazione, con accertamenti che hanno coinvolto magistrati del distretto di Potenza, pubblici amministratori, imprenditori, faccendieri, soggetti appartenenti a gruppi politici di diverso orientamento.
A fronte di tale ultimo dato – che appare altamente meritorio, specie se correlato alle note e gravi difficoltà operative che si registrano in tutti gli uffici giudiziari del mezzogiorno d’Italia – l’iniziativa ministeriale ‘contrappone’ delle risultanze che, per espresso dettato normativo, dovrebbero concretizzare ‘gravi elementi di fondatezza’ di un illecito disciplinare ed unirsi a motivi di ‘particolare urgenza’ che siano tali da impedire la prosecuzione delle attività in corso da parte del magistrato ‘incolpato’ .

E’ appena il caso di ricordare che la Costituzione Repubblicana del 1948 – nel suo testo ancora vigente – pone a garanzia del legittimo dispiegarsi dell’attività giudiziaria il principio di inamovibilità dei magistrati ( art. 107 Cost.) ed affida al Consiglio Superiore della Magistratura, con le garanzie stabilite dalla legge di ordinamento giudiziario, ogni decisione in proposito.
Troppo semplice sarebbe, infatti, per il potere esecutivo porre nel nulla le attività conoscitive poste in essere anche nei confronti di esponenti politici o di soggetti a questi vicini mediante la ‘rimozione’ o il ‘trasferimento’ dell’investigatore scomodo e indipendente. Di questo i Costituenti avevano timore, memori degli attentati in passato subìti dal principio della separazione dei poteri, primo fondamento della democrazia moderna .

Di questo è lecito preoccuparsi anche adesso, visto che con estrema disinvoltura il Ministro della Giustizia ha chiesto l’applicazione di un istituto giuridico come il trasferimento immediato di un magistrato, istituto da poco introdotto nel sistema non senza vive preoccupazioni per i possibili effetti distorsivi sui principi costituzionali, che potrebbero derivare dalla sua applicazione .
A base di una simile richiesta dovrebbero porsi elementi di fatto di tale gravità da poter ribaltare una garanzia costituzionale fondamentale, posta a presidio dello stesso principio di legalità democratica.
Dalle notizie di stampa diffuse sul punto non emerge alcuna particolare gravità di tali addebiti, né emergono – in verità – i motivi di ‘particolare urgenza’ cui la legge fa espresso riferimento.
Vi è invece particolare urgenza di offrire tutela, dignità, apprezzamento a tutti i soggetti che nelle regioni del mezzogiorno d’Italia combattono – con grande sacrificio e gravi rischi personali – l’illegalità diffusa, la criminalità organizzata, la corruzione.

Per questo esprimiamo piena solidarietà al dott. Luigi De Magistris, e ci diciamo convinti del fatto che il Consiglio Superiore della Magistratura valuterà i fatti con serenità, equilibrio e pieno rispetto dei valori costituzionali.

Primi firmatari:
Luigi Ciotti
Alex Zanotelli
Ferdinando Imposimato
Emilio Lupo
Renato Monaco
Marco Rossi Doria

Per sottoscrivere la lettera aperta basta scrivere una e-mail con i propri dati anagrafici all’indirizzo perdemagistris@perlacalabria.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo <!– document.write( ” ); //–> . I nominativi dei sottoscrittori saranno pubblicati su internet e sugli organi di stampa.

____________________________

 

E poi ci sarebbe qualcosa che penso da un pò ed ho voglia di dire: non è finita. Non siamo mai passati alla Seconda Repubblica, chi gli anni’80 e 90 li ha vissuti lo sa bene, la spallata di tangentopoli non è servita e le stragi sono servite solo a poter far commemorazioni. Ma non è vero: non è finita.

C’era e c’è la Società Civile, non ci avete imbavagliati e dispersi, non ci avete comprati tutti, sappiamo che credete di aver vinto e forse ci avete anche fottuto la vita con la vostra finta vittoria, con il clientelismo, con la compravendita di voti e di favori, con la collusione mafiosa, ma non è vero: voi non avete vinto. Vi siete fatti vincere.

E’ diverso.

Io vi conosco, so quando avete rinunciato ad un piccolo principio per ottenere qualcosa, so quando avete chiuso per la prima volta un occhio, quando avete girato la testa per non guardare. Quando avete concesso il primo favore. Il momento esatto in cui concedere un favore vi ha dato la sensazione di potenza.

Quella stessa potenza con cui oggi dovete fare i conti, la potenza della criminalità. Che è più forte di voi. Che è più spietata. E più potente. Che vi fa saltare sull’attenti e non dormire, perchè siete terrorizzati, non avete vinto nulla. Burattini.

E noi l’Italia ce la riprenderemo, democraticamente, senza violenza, facendo aprire gli occhi a chi non sa chi siete e chi eravate, smascherandovi,  mostrando i fili in cui vi siete intrecciati.

Siete solo la manovalanza politica della criminalità organizzata. Non siete niente, solo burattini.

 

 

perdemagistris@perlacalabria.it

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