Racconti d’amore – Le parole


Ho scritto più di un paio di milioni di parole per te. Canzoni. Racconti. Poesie. Penelopopea atto unico. Ballate, forse soprattutto ballate. Ma più di ogni altra cosa ho scritto lettere per te. La maggior parte delle quali non hai mai letto. Ti si innumidivano gli occhi e dicevi “bella” come fosse un esercizio letterario ben risolto.

Ti ho sempre lasciato senza parole. Spesso te le rubavo di bocca. Tu iniziavi una frase e ti fermavi in cerca della parola che era già sulla mia bocca, ti arrabbiavi per il furto.

Io scrivevo e tu cantavi e recitavi. In fondo solo mimica di emozioni che non provavi e prestito di parole che non avevi.

In teatro no, soprattutto in teatro avevamo le stesse parole in occhi diversi, come per poter afferrare l’insieme, le parole volavano silenziose sulle parole degli attori, sulle musiche, sulla sceneggiatura e persino sui macchinari inventati per la scena, si poggiavano, ascoltavano  e poi ce le scambiavamo per strada.

Tutte le parole che hai saputo buttare fuori e bloccare su carta per paura che ti sfuggissero via. Per farle prigioniere e consegnarle al mio insindacabile giudizio.

Tu trovavi le parole per accarezzarmi il corpo, le cercavi nel mio odore, nel fragore del mare, nel ricordo del futuro.

Ti sei innamorato delle parole ed hai cominciato a leggere in esse. Ma ne sei diventato geloso. Ingordo. Proprietario. Me le rubavi di notte, mentre dormivo ti alzavi e le nascondevi dovunque. Non volevi più condividerle. Io ho cominciato a non darti più le parole che ti scrivevo. Le trovavi lo stesso e le scrivevi al mio posto. Parole nello specchio, deformi, snaturate, ritagliate ed incollate.

Le rubavi anche ad altri e le ripetevi senza coglierne l’uso. Potevo sapere chi stavi ingannando dall’uso errato delle sue parole. Le parole si usano, questo non te lo avevo spiegato. Sono la tua carta di identità e se le rubi sei come il re nudo: gli idioti s’inchinano, i bimbi ridono.

Così non potevo che riprendermele.

Una alla volta, cominciando dalle più facili per non fartene accorgere, eliminando le più corti, semplici, popolari. Hai cominciato poi a parlare misurando le parole e escludendo tutte quelle inferiori alle quattro lettere, il che cominciò a comportare qualche problema con gli articoli ed i pronomi, ma l’uso del vocabolo ricercato poneva in ombra il senso del discorso e strappava comunque l’applauso. Ti ho avviato senza scosse al linguaggio di settore, terminologicamente esatto, facendoti scartare con decisione ed orrore il non attinente, l’inesatto, l’etimologicamente scorretto. Mentre continuavi a credere di rubarmi le parole non ti accorgevi che le parole erano già finite tra noi. E delle tue parole non era rimasto altro che il suono spezzato nell’aria.

Adesso

chissà

se

balbetti

ancora.

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8 commenti »

  1. Mariottola said

    te la ricordi Giudizi Universali di Samuele Bersani? a me la ricorda molto questo tuo post.
    e mi ricordi molto me, tu.
    la tristezza fa venire il raffreddore, ricordatelo, patrina.
    ma fa bene, fa bene buttare fuori le parole, buttarle come se le rompessi per terra, come i piatti che volevi rompere qualche settimana fa.
    ‘bbraccio

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  2. tasti said

    @Mariottola…

    Mangiati le bolle di
    sapone intorno al mondo
    e quando dormo
    taglia bene l’aquilone
    togli la ragione e lasciami
    sognare, lasciami
    sognare in pace

    … non a caso, non a caso Donna Mafalda, è il momento del vomito sound.
    😀

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  3. nuvolepensierose said

    Non so, non capisco, forse dormivo e/o non c’ero.
    Però le tue parole mi piacciono molto.

    PS non dovrei dirlo, però mi piacciono quei capelli mossi e voluminosi… 😉

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  4. demone said

    Ne incrociavo lo sguardo, accennavamo un sorriso trattenuto e guardavamo altrove convinti di aver compreso.


    questo commento non ha carattere informativo ed è esclusivamente ad uso personale. :mrgreen:

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  5. Gianluca said

    Come Demone, le tue parole mi hanno colpito: Tasti sei una scrittrice.

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  6. tasti said

    @nuvolepensierose…. certe parole vanno assimilate, non comprese…. (questa è la risposta intellettualstronza) in realtà fai bene, mi preoccuperebbe il contrario.
    (… sono andata a guardare le foto in chisono e non ci sono i capelli mossi e voluminosi, però vero, ho i capelli mossi e voluminosi… ?) (ah, si.. l’altro post?)

    @demone…ho visto come sorridevate guardando altrove convinti di aver compreso…ma non vorrei entrare nel personale…
    :mrgreen:

    @gianluca…moi? mais non… flap-flap
    😀

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  7. Arya said

    Tasti, le tue parole farebbero balbettare il cuore di chiunque, un po’ infondo bisogna capire chi ha provato a rubartele…sono troppo belle. 😀

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  8. tasti said

    @Arya…il furto di parole è cosa grave assai. Mi piace regalarle. E insomma mi state facendo arrossire adesso!
    😀

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