E’ solo una questione di amore


Grandi manovre questa mattina, la mia famiglia è attaccata e ci scopriamo per quel che siamo: militari. Tutti a lucidar alamari e stivali, sul campo di battaglia ci si va in ordine, prendere i contatti, cercare le alleanze, studiare strategie. E tra un autobus ed un altro capisco che si scrive per amore, è sempre e solo una questione d’amore, tutta la nostra esistenza. Non sono pericolosa ma giuro che il piano cartesiano, i punti cardinali, sono solo una convenzione così come la destra e la sinistra, l’amore e l’odio, l’andare avanti e indietro. E’ antropocentrico, non esiste nulla di tutto ciò. L’esistenza è su una linea dritta e tutto è sulla stessa linea dritta. Così vorrà dire che apri gli occhi e ascolti e guardi e sei piccolo e hai paura e la paura è il primo istinto, la prima scintilla di emozione. Ne deriva chiaramente la diffidenza e l’odio e molti si fermano a quel punto, non proseguono, sono sulla retta delle emozioni e si sono fermati, non non hanno proseguito sino alla curiosità. Per arrivare alla scoperta. La scoperta. L’amicizia. L’amore.

Siamo militari da almeno 5 generazioni. Piccoli difensori, nessun generale. E capisco mio padre e mia madre questa mattina, il loro equilibrio, il loro amore. Il nostro amore. Mentre i nostri corpi addestrati secernono le sostanze che ci preparano alla battaglia, volti e voci forti, timbro fermo, certezze nel cuore non della vittoria, ma della battaglia, dell’opposizione, dell’unione, dell’esserci.

E credo che potrei scrivere senza interruzione per raccontare di queste ordinarie persone, per renderne i tratti e l’umanità, per raccontarne le vicende, così come scriverei senza interruzioni per raccontare di personaggi che non conosco ma che da qualche parte attendono di essere conosciuti, di come ci si innamora anche di loro, della certezza che non li hai dipinti tu, sono arrivati. Si scrive per raccontare e si racconta per amore.

Credevo che il mio cuore pieno di nipoti sarebbe stato stretto in una morsa. Credevo che avrei faticato ad aprire gli occhi, ad alzarmi, a parlare. Ma no, non è così, il mio cuore non si è fatto stringere, combatte, mi sono alzata e mi sono pure vestita con cura, ridendo: praticamente come quando avevo 14 anni, maxipull dello stesso verde di allora. Ridendo. Perchè sono viva. Perchè la vita è una linea dritta. Perchè su questa linea ho incontrato subito l’amore. E non si torna indietro, l’indietro non esiste, è antropocentrico, in natura possiamo solo continuare a consumare l’avanti. Ed io so che la mia forza vi arriverà perchè siamo un unico corpo, un piccolo battaglione, ben addestrati e con gli alamari lucidi.

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5 commenti »

  1. Mariottola said

    ti abbraccio forte forte forte, io sono disponibile anche a fare il mozzo o a stare in cucina, se occorre. questo per dire che quando vuoi SONO QUI!
    ps: e se stasera vieni mi fai felice

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  2. tasti said

    @Mariottola…sono una donna fortunata e non lo dimentico mai, ho amore in ogni momento della mia giornata, quello di familiari e quello di amiche come te. Ma non questa sera, Mariottola. Abbraccio

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  3. demone said

    Un saggio disse: “Non importa per quante volte sbatterai contro un muro, e dopo un po’ non importerà neppure il perché tu lo faccia, l’unica cosa importate sarà rialzarsi e riprovare ancora, fino a quando non sarai passato/a oltre. ”

    Una linea appunto, che si può percorrere solo in un verso. Se hai bisogno di un altro soldato conta pure su di me.

    p.s.
    Potevi dirmelo prima che i piani cartesiani sono inutili, non avrei sprecato la mia vita :mrgreen:

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  4. tasti said

    @Demone…no, non sono inutili-inutili, possono darti un’indicazione utile per porti in un punto nello spazio, ma è uno spazio che hai inventato tu per poter darti un punto.
    : sei a destra di qualcosa e a sinistra di qualcos’altro, ma chi è accanto a te sarà in una destra e sinistra diversa, se poi ti metti sulla testa di qualcuno sarai tu sopra sotto e lui sotto sopra. e quindi è ovvio che stiamo parlando di concetti assolutamente convenzionali che ci aiutano ad orientarci, nient’altro, non esistono. e se vuoi metterci in una griglia per poter definire esattamente le coordinate su un piano… si, avrai ragione, ma la griglia l’hai fatta tu per orientarti. e’ funzionale, non reale.
    e’ funzionale mettere bene e male in antitesi, come nord e sud, per farti capire dove sei tu sulla retta, ma sono su una retta e se sono su una retta vuol dire che sono percorsi. non opposizioni. sono opposizioni nel fotografare la tua posizione, ma se invece non volessimo fare una fotografia per determinare la posizione ma un guardare la retta? e il movimento sulla retta? forse torno indietro di secoli, può darsi, non ne sono sicura ma potrebbe darsi. però se lasciassimo le nostre esigenze di orientamento spaziale alla loro funzione specifica e riunissimo le opposizioni su una retta… nella nostra testa qualcosa cambierebbe.
    se non si potesse scegliere tra bene o male ma proseguire un cammino da un punto all’altro punto? in direzione obbligata, l’unica possibilità di scelta sarebbe proseguire o fermarsi e determinare le proprie coordinate (appunto) ma non puoi tornare indietro.
    dormi? ops, scusa
    😀

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  5. demone said

    no no, anzi è interessante, cervellotico ma interessante … 🙂

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