momenti di stress: la vita è una retta e pure finita.


qualcuno aveva detto felicità a tratti.

questo è il tratto in cui la felicità è un pò in ombra.

quando la mia felicità si mette un pò in ombra io comincio a studiare.

qualunque cosa.

un modo come un altro per contenere lo stress.

nemmeno tanto insolito, negli esaurimenti nervosi non è affatto raro.

dai miei “esaurimenti nervosi” (che sarebbero anche cose serie quindi chiedo scusa se lo utilizzo con leggerezza) son venuti fuori sempre belle cosa, per fortuna, vado orgogliosissima del mio giardino, l’ex tradiva, io zappavo… un grande giardino, in effetti… un uomo molto virile.

e le teorie. le torie sono meno salutari dei giardini, ma possono portare anche a ritrovamenti archologici e quindi un pò di camminate all’aria aperta le devi fare.

le meno salutari sono le teorie linguistiche, ma danno grandi soddisfazioni. e quelle evoluzionistiche.

prima o poi l’umanità perverrà alla radice comune del linguaggio umano, a me basta averla trovata e sono troppo pigra e modesta per mettermi in mostra così, poi umiliare tutti quegli esimi studiosi, no, non è da me…

ed anche alla scoperta che l’evoluzione umana passa attraverso l’estro scomparso delle donne, alle gravidanze multiple, evento tale alla differenziazione del pollice, due cuccioli di età diverse hanno fatto la differenza. si, vi apro un mondo nuovo, lo so, lo so, lo sanno tutti ma significa ammettere che le donne sono il motore dell’evoluzione e voi sapete che è ancora dura da far mandar giù. (sig. scienziati: vi ho già detto tutto, il resto potete farlo da soli, lascite stare il pollice che lo abbiamo capito e concentratevi sulla differenziazione dell’allevamento)

insistono anche col voler separare i neandetharliani dai sapiens, non credeteci, io sono neanderthaliana, ultima conferma pochi giorni fa: avevano i capelli rossi. E’ che i sapiens erano restati senza donne, i neanderthaliani invece erano pieni di donne(quelle senz’estro*) in una società pacifica che progradiva in totale serenità. I sapiens erano dei prepotenti zucconi incapaci persino di esprimersi in un linguaggio organizzato. Ma uccisero i maschi neanderthaliani e si presero le donne da cui impararono anche il linguaggio (non sono ancora riusciti ad egualiarci, lo so, non si cancellano migliaia di anni di anticipo delle donne sugli uomini). se analizzassero e studiassero davvero il dna mitocondriale sono certa che avremmo anche questa di storia, ma sapete bene che certe verità…

*…. senza estro ci sarai tu.

dell’elettromagnetismo dei legami amorosi vi avevo già accennato, un solo piccolo misuratore di elettromagnetismo umano e sapremmo da subito il tipo di rapporto a cui andiamo incontro con chiunque. Elementare: se cedi elettroni diventi negativo, se li acquisti ti diventa negativo lui-lei, si devono mettere gli elettroni insieme, due nuclei separati con orbite che, non a caso, disegnano l’infinito.

il mio nuovo interesse è di natura filosofica per questo momentino niente male: intendo continuare là dove Hegel ha fallito, la riunificazione degli opposti, potrei uccider Dio se sbagliassi come Nietzsche, ma ho già l’intuizione e avendo già l’intuizione cercherò solo le prove a dimostrazione, fregandome altamente di quelle contrarie e sennò che bello c’è? Mica sono uno studioso serio che se ha una teoria cerca le prove CONTRO, io sono una studiosa dello stress, non della domenica, faccio le cose come più garbano a me.

il presupposto teorico è semplicissimo (come deve essere ogni ricerca filosofica che si rispetti): la vita è su una retta.

mi dimostrerò che l’esistenza è un percorso su una retta che parte da zero per arrivare all’amore. in cui l’odio è una tappa obbligata del percorso, non un’opposizione all’amore.

conseguentemente il male sarebbe precedente al bene e non si può pervevire al bene se non passando dal male. una vita santa senza conoscenza del male sarebbe, quindi, mistificazione. in realtà si tratterebbe di un individuo che non ha iniziato il percorso, si è fermato alla paura. Puro come un bambino, certo, ma non adulto.

dio lo lasciamo vivo.

certo.

ma.

se è il massimo dell’amore, il punto finale della retta…. se abbiam detto che per arrivare all’amore tappa obbligata è l’odio…dovremo ammettere che il  male è una tappa del percorso divino.

non riunificazione degli opposti ma loro collocazione in percorso.

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6 commenti »

  1. Mariottola said

    essendo io una studiosa non dello stress, non della domenica, ma del maluchiffari, e tu sai bene cosa sia, ti devo contestara, patrina.
    la vita non è affatto una linea retta, o, almeno, non per tutti. per molti è una serie di spirali, angoli, infiniti e ripetuti, in cui l’amore si raggiunge, si perde, si riraggiunge, si riperde.
    se il traguardo fosse l’amore, vorremmo tutti diventare 80enni domani, e non mi pare proprio che ci sia in giro di questo desiderio…

    se il momento fosse meno difficile lancerei l’ennesimo post a blog unificati, facciamo che ci riaggiorniamo tra qualche settimana, sull’argomento, come i veri studiosi.

    abbraccio

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  2. tasti said

    @Mariottola… “malucchiffari” merita un mhuamhuamhua storico, ti rendo onore, merito e pure una corona d’alloro….

    illustre collega, so che le teorie innovative vengono derise al meglio e al rogo al peggio (… o viceversa?), ma intendo perseverare, non immaginavo di trovarti come avversaria ma questo renderà lo studio ancor più interessante…
    è l’illusione quella che descrivi, lo sguardo di chi è per strada e non guarda dall’alto. quando conosci l’amore non lo perdi più, puoi non viverlo per mancanza di individui, ma lo possiedi.
    non desideriamo diventare 80enni? due possibili risposte:
    1- ci hanno culturalmente allontanato dalla percezione esatta dei nostri desideri
    2- ancora nessuno conosce la mia teoria (nemmeno io, mi servono mesi per elaborarla, nonchè alcune riletture alla luce della nuova intuizione)

    aggiornata.

    abbraccio accademico
    (domandina della mattina: chi ha la puzza sotto il naso è perchè odora di merd*?)
    😀

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  3. Luciano said

    Carissima studiosa dello stress, mi permetto di dissentire leggermente sia con te che con Mariottola, anche se essendo io in quanto maschio ovviamente arretrato rispetto a voi esseri di sesso opposto (e non sono sarcastico ma lo credo realmente), timidamente espongo che: concordo la vita è una linea retta ma non porta all’amore bensi’ all’Amore. L’amore di coppia passa necessariamente dalle spirali ed angoli di Mariottola mentre invece l’Amore quello a cui si arriva seguendo la nostra retta via è la profonda accettazione di noi stessi, di quello che siamo insomma si arriva ad amare per prima cosa se stessi, il resto sono come ciliegine sulla torta… Gli opposti servono che capire, perchè, cara Tasti, come puoi sapere che cos’è l’amore se non hai sperimentato il suo opposto? Concordo sul fatto che spesso la paura invece blocca il tragitto e lascia l’individuo (generalmente maschio e non me ne vogliano i miei colleghi masculi) bloccato in una spirale di non crescita. “Puro certo come un bimbo ma non adulto”…. PS: io non voglio diventare 80enne prima del tempo, me ne frego ma il mio rettilineo me lo voglio godere un pezzettino tutti i giorni.

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  4. tasti said

    @Luciano… Amore (non ci sono maiuscole nemmeno dove dovrebbero) ma si intende AMORE, non di coppia, di familiare, di spirituale, AMORE. ma (oggi io poco maiuscola) anche l’amore per sè può dar l’impressione di spirali angoli etc.
    vi manca un pezzo di ragionamento: il tutto nasce da un altro post, “E’ solo una questione d’amore” e dal commento di Demone, per aver chiaro (meno oscuro) cosa intendo per la vita è una retta. forse meglio darci un’occhiata.
    si tratta di togliere le coordinate che abbiamo per orientarci e guardare al percorso, e se guardiamo al percorso l’opposizione bene e male non esiste perchè in natura non esistono opposizioni se non come nostre convenzioni per capire dove collocarci. (in natura non esiste nemmeno bianco e nero, è tutto di un indefinibile grigio/blu/verde)
    sulla mia retta via (mi piace, grazie) pongo le gradazioni sentimentali che sono nella nostra natura, non sono convenzioni amare e odiare, ma gradi di emozioni. che solitamente contrapponiamo come se potessimo scegliere se andare verso il bene o verso il male, verso l’amare o l’odiare. Per me è un percorso progressivo di scoperta delle emozioni e pongo l’odio come precedente all’amore. L’Odio come precedente all’Amore. Non è poco, direi che è persino blasfemo. ma sulla retta va bene perchè meglio concludere in amore che in odio. e’ un gran cambiamento di prospettiva ed è un gran cambiamento IN prospettiva.
    ….finalmente qualcuno che non si incazzerebbe con me in autostrada!
    😀

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  5. Yawn, di prima mattina (ops…sono le 11:00) fatico un poco ad addentrarmi nelle dotte disquisizioni filosofiche qui sopra esposte e commentate da illusti sapienti e sapientesse. 😉
    Che la vita sia una linea retta, già bella e disegnata con il suo punto di arrivo non mi convince troppo. Io me la figuro in modo leggermente diverso. Hai presente quei graifici in cui si studia la dispersione di una serie di rilevazioni dal valore medio? Sai quelli dove vedi una retta con tanti puntini intorno, alcuni più vicini altri più lontani? Dovrebbe avere a che fare con l’estrapolazione lineare.
    Ecco, la retta c’è, la direzione pure, ma noi non siamo sempre su quella retta, ad ogni passo, ad ogni azione ci posiziamo un pò sopra o un pò sotto, a volte vicinissimi a volte un pò meno. Così facendo, però, arriviamo alla fine (più o o meno) esattamente dove la retta vuole condurci.
    A questo punto potremmo disquisire su quale sia il punto di arrivo, quale tipo di amore, cioè con quante lettere maiuscole lo vogliamo intendere. Ma vedo che qui sono stati già esposti interessanti punti di vista.

    Per chiudere, visto che mi pare tu sia una attenta studiosa dello stress, ti lascio con una massima di un noto filosofo francese che recitava, mi pare, “mi stresso, ergo sum”!

    😉

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  6. tasti said

    @Capitanmongozo… interessantissimo apporto questo dell’estrapolazione polare, approfondirò con scienza e coscienza prima di esprimermi in merito.
    Vedo che ti svegli con un cervello parecchio attivo…
    “mi stresso, ergo sum”
    ….come sempre: muhamuhamuha
    😀

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