Sindrome della crocerossina


L’ho sentita per un paio di minuti, in punta di piedi voleva prendermi alle spalle, mi sono girata e le ho dato un bel pugno in faccia, alla crocerossina, che era da tanto che aspettavo di farlo.

La crocerossina m’ha fatto vivere le esperienze peggiori della mia vita, sia in campo amicale che sentimentale.

Viene portata in vita da una qualunque frase che dice una cosa, quella cosa lì, specifica, semplice comunicazione di una constatazione, ed invece viene traslata in “Io ti salverò”. Da te, ovviamente.

Altrettanto ovvio che non sono mai riuscita a salvare nessuno da se stesso.

Ad onor del vero molte erano davvero richieste di salvezza, sfacciate anche: contrito “io sono così”, occhio disperato, tono da confessionale, attesa dell’assoluzione. Seguito da un “ti farei del male”.

Il meccanismo è questo: “io non piaccio a me e so che anche a te io fa schifo, quindi se ci alleiamo te e me possiamo distruggere io”… il più delle volte le alleanze saltano e giù calci nelle costole per la povera crocerossina. T’ha avvisata che t’avrebbe fatto male, no?

Dopo la confessione si inizia con ore di discussione sui pro e i contro del vizio.

Psicoanalisi dei motivi di origine e radicamento.

Segue accusa standard del “tu sei fortunata”.

E se dite ad una crocerossina “tu sei fortunata” possiamo avviarci verso la fase due.

Il primo calcio ti arriva quando dev’esser dimostrato che il vizio- i vizi di tal io in fondo ce li hai pure tu o comunque piacerebbe anche a te.

Proprio subito, tra la prima e la seconda costola. Che sia alcool, droga, sesso, tendenze suicida, desideri patologici. “Prova con me che così capisci e mi salvi”. La mia grande fortuna è che fondamentalmente sono una vigliacca e posso voler salvarti la vita ma mai mi viene in mente di fottermi la mia. Nell’aggrapparmi alla mia vigliaccheria in genere comunque perdo un paio di denti per i graziosi pugni in faccia dell’aspirante salvato.

Superata la prova del “tu sei come me” e dimostrato che no, non sono come te, la crocerossina viene promossa alla fase tre del corso di salvazione: “comunque ci sono altri come me”.

.

Gli orizzonti si allargano. Si fanno nuove conoscenze che ti detestano. Si conoscono mondi che detesti. L’aspirante salvato è a suo agio mentre tira qualche calcio alla tua autostima, saltano almeno un paio di anelli dalla colonna vertebrale.

Di nuovo urge dimostrare che in fondo anche tu hai quelo vizio lì e stavolta sono altre persone che non intendono affatto essere salvate che tentano di smerciartelo per scelta esistenziale di eletti. Che sia alcool, droga, sesso, patologia. Ciò che ti salva è proprio quanto credi al tuo ruolo di crocerossina, perchè se hai un minimo dubbio… cedi. Certo, a questo punto qualche crocerossina getta via la divisa e manda a ‘fanculo, ma mica vera crocerossina una che molla a metà del percorso!

Si combattono quindi i mondi: ti salverò prima da questo mondo, poi da te.

Generalmente sei già diventata la controfigura di un mastino, non ti fidi di nessuno, sospetti menzogne che non esistono e ti bevi tranquillamente menzogne mal camuffate.

Cosa credete che abbia fatto nel frattempo l’aspirante salvato? Amico o compagno che sia, a questo punto, vi dirà che siete cambiata. Che è cambiato. Che non vuol più essere salvato perchè “Io sono così”

.

La povera crocerossina però ha già dedicato tutte le sue energie alla tua salvezza e cazzo adesso ti salvo, che tu lo voglia o no. L'”Io sono così” non lo vuole più e non vuole più nemmeno la crocerossina, se sei intelligente prendi giusto un paio di vaffanculo pubblici e ti ritiri, se no continui ad oltranza sino allo sfinimento.

Sia detto per inciso che, se ti ritiri, l'”Io sono così” perde terreno sotto i piedi e torna a chiederti di salvarlo. Continui ad oltranza sino allo sfinimento.

______________

Ci sono frasi campanello che permettono di riconoscere un aspirante salvato: prime tra tutte “Io sono così” (e non vi sta mostrando come le sta un vestitino) seguite a stretto giro da “Ti farei del male”.

Se le sentite… fuggite, sciocchi!

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13 commenti »

  1. mononoke said

    tasti tasti… ma quante ne sai?!!! rido sorrido e mi rotolo a crepapelle! sarà per osmosi ma qui stanno frullando per la testa tanti pensieri liberi e seminuovi… altro che crocerrossine! e mi ritorna in mente qualcosa che intuii tempo fa… abborro i giochi di potere du qualsiasi specie… la potenza è ben un’altra cosa… segue post da me. bacetti leonessa

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  2. Mariottola said

    aaah beh, allora ditelo, che qui si parla di materia in cui sono moooolto ferrata. Ma poche illusioni, quando si nasce Crocerossine si fa moooolta fatica a togliersi crestina e grembiulino.
    C’è di buono che né Mononoke né Tasti mi sembrate Crocerossine nate, quindi direi che per voi c’è speranza di sicuro.
    Su di me non esprimo più giudizi, il tempo darà tutte le risposte che cerco.
    Nel frattempo bruciate le cassette di Candy Candy che avete a casa, è colpa sua se stiamo ancora aspettando di sposare Terence.
    smack

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  3. mononoke said

    ‘aazzooooooooo è vero è colpa di terence!!!!!

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  4. giosannino said

    questo è un pezzo da manuale. andrebbe pubblicato citato e diffuso. urlato. genesi ed evoluzione della coglionaggine maschile. senza toni da confessionale e nessuna attesa di assoluzione. pura Letteratura di vita.

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  5. mononoke said

    incredibile…

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  6. silvia said

    SEI UN GENIO!! Mi fai morire!!

    Silvia

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  7. tasti said

    @Mariottola… troppo vero, però…. sai che il vero finale di Candy Candy è diverso da quello italiano? Candy in realtà alla fine sta con Albert, quel gran, gran, gran figo di Albert, cooperante in tempi non sospetti, cittiemmino… ma ne avreste mica uno per me lì? ehm… torniamo a noi, Candy Candy fa una cosa troppo furba: lei, quando capisce che è nata crocerossina, ne fa una professione. E manda a ‘fanculo uno per uno tutti gli aspiranti salvati nella vita reale.

    Crocerossina io? si, ma ho trovato la soluzione: mi pesto da me, appena la crocerossina appare io le dò la razione di pugni sul naso che le occorrono per appagarsi e tornare a cuccia. E che ci volemo fa?

    @Mononoke… tutte noi prima o poi incontriamo un Terence… quando ciò accade usare anche la violenza fisica se necessario.

    @Giosannino… non è a letturatura sessista, ci sono anche donne così, che vogliono essere salvate intendo… e la discriminante non è una relazione sentimentale, capita anche tra amici. Noi crocerossine mica abbiam bisogno di scuse per le nostre missioni impossibili!

    @Silvia…tutta vita vissuta, altro che genio… 😦
    😉

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  8. d said

    è quando leggo cose così che mi spiego perchè perdo tempo a girare fra i blog.
    per sorridere, ridere, condividere.
    brava, bravissima!!!
    Però ti sei dimenticata un corollario, di solito a “io sono così” fa seguito “tu l’hai sempre saputo, di che ti meravigli?”

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  9. tasti said

    @d… oh, scusami! Non è che non ti ho risposto per dimenticanza, è che son stata da te, ieri, e volevo risponderti con calma perché mi è piaciuto molto, va letto e riletto, ma sono giorni tempestosi e capita anche questo, che si cerca il tempo che non si ha.
    Il corollario è perfetto… ovvio che occorrerebbe spiegare il tono con cui vien detto, ché son importanti i toni, al tuo corollario va abbinato un tono di accusa, “tu l’hai sempre saputo (ma avevi detto che mi avresti salvato) di che ti meravigli? (ti sei messa da sola sulla traiettoria dei miei calci!)”
    😉

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  10. Mariottola said

    Non c’è che dire Tasti, sei sempre la migliore.

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  11. demone said

    Affogo! Affogo! gridava l’uomo in mare mentre annaspava per tenersi a galla. Era consapevole di non saper nuotare eppure di fronte al desiderio di recuperare quella maledetta cassa galleggiante non aveva esitato un solo attimo a gettarsi in acqua. Ora che la corrente lo allontanava sempre più dalla barca dove erano immobili i suoi compagni, quasi gli sembrava dovuto che questi si tuffassero in mare aperto e riportassero lui e la sua inutile scatola all’asciutto del legno.

    Mentre così combattuto stava per cedere al peso che sembrava volerlo inghiottire, gli arrivo proprio di fianco la ciambella di salvataggio. Vi si aggrappo’ come edera al muro ma appena un istante dopo ricomincio a spingere con le gambe verso quel cubo che tanto valore sembrava avere per lui. All’apice delle sforzo senti improvviso il venir meno la trazione che lo rimorchiava. Riporto lo sguardo verso le vele e capì che nessuno lo avrebbe salvato una seconda volta.

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  12. Mariottola said

    Demone, sei da oggi l’Eccezione (che Conferma la Regola) . Chapeau.

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  13. tasti said

    @Demone…
    Splendido. E triste.
    Ma splendido.

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