Candy Candy: riabilitiamola.


da un mio commento al post precedente: “…Candy Candy fa una cosa troppo furba: lei, quando capisce che è nata crocerossina, ne fa una professione. E manda a ‘fanculo uno per uno tutti gli aspiranti salvati nella vita reale. “

Urge riabilitazione di un personaggio a cui sono molto legata, una cosa è la sindrome da crocerossina altra cosa è Candy Candy, quella vera, non l’edizione italiana.

da Wikipedia:

Candy Candy nasce come romanzo, scritto all’inizio del 1975 da Keiko Nagita, meglio nota con lo pseudonimo di Kyoko Mizuki, una popolare autrice giapponese, da cui la stessa trasse poi un manga insieme alla giovane disegnatrice Yumiko Igarashi. L’opera attirò l’attenzione della casa editrice Kodansha, che la serializzò sulla rivista mensile Nakayoshi dall’aprile 1975 al marzo 1979. Il clamoroso successo che il manga riscuoteva spinse quindi la Toei Animation a trasporlo in un anime televisivo di ben 115 episodi, trasmessi dal 1° ottobre 1976 al 2 febbraio 1979 sulla Asahi TV, con la regia di Shun’ichi Yukimuro, il character design di Mitsuo Shindo e le musiche di Takeo Watanabe.

[…]

Epilogo [modifica]

I guai però non sono finiti. Infatti, Neal, innamoratosi di Candy e furioso per il suo rifiuto, la fa cacciare da tutti gli ospedali della città. La ragazza decide allora di aiutare un vecchio dottore nella gestione di una piccola clinica di periferia. Una sera però, la sua vita viene nuovamente sconvolta: Albert, che nel frattempo ha segretamente ritrovato la memoria, è partito e Terence, come è annunciato su tutti i giornali, sopraffatto dal dolore, ha abbandonato Susanna ed il teatro. Albert incontra Terence in un bar completamente ubriaco e lo porta a vedere Candy che, nonostante tutti i guai, continua a lottare contro le avversità. Grazie a questo incontro, che resterà segreto, Terence decide allora di riprendere in mano la sua vita e di tornare dall’altra donna che per lui sta terribilmente soffrendo, Susanna. Candy apprende intanto che la famiglia Legan sta organizzando il suo matrimonio con Neal, per volere dello zio William. Furiosa, riesce a rintracciarlo e, quando finalmente lo incontra, scopre con sommo stupore che questi in realtà è Albert, il buon amico che l’ha sempre aiutata. I due chiariscono ogni cosa e il matrimonio viene annullato. Il finale vede una gioiosa festa alla Casa di Pony, dove tutto è cominciato ormai sedici anni prima. Allontanatasi dalla festa, Candy, passeggiando per la collina che tanto ama, sente nuovamente il suono di una cornamusa: si volta e con sorpresa rivede quel “principe” che non ha mai dimenticato e che altri non è che Albert.

[…]

L’edizione italiana dell’anime

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Il doppiaggio italiano, però, stravolge il finale dell’edizione originale giapponese, lasciando intendere che Albert/zio William rimarrà per sempre un caro amico e che Terence lascerà Susanna per tornare da Candy.

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Manga e fumetto [modifica]

Sull’onda del notevole successo di pubblico che la serie animata incontrò anche in Italia, la Fratelli Fabbri Editori importò il manga originale e lo pubblicò in 77 uscite settimanali, anche se sottoponendolo ad una ricolorazione e a censura per renderlo fruibile anche e soprattutto da un pubblico infantile. L’intraprendenza dell’editore portò però la serie ben oltre le 77 uscite dell’originale giapponese, arrivando fino a 326 numeri, con un prosieguo della storia completamente inventato e disegnato in Italia.

Controversie legali [modifica]

Di fronte al successo internazionale di Candy Candy, tradotto in diverse lingue e molto popolare in America, Europa e Sud Est Asiatico, viene da chiedersi come mai la serie animata non sia reperibile sul mercato. La risposta sta tutta nell’annosa controversia legale che ha visto protagoniste le due coautrici del manga a partire dai primi anni ‘90. Il tentativo di Yumiko Igarashi di rivendicare e sfruttare l’intero copyright dell’opera, e l’ovvia reazione di Kyoko Mizuki e della Toei, hanno dato luogo ad una lite giudiziaria durata fino al 2001 che ha avuto come esito il giusto ma inutile riconoscimento del copyright congiunto alle due contendenti, che ora non fanno che ostacolarsi a vicenda impedendo il merchandise dell’opera e finanche la sua trasmissione, bloccata dal 1994.

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6 commenti »

  1. Mariottola said

    Tasti, solo tu potevi andare a farti la ricerca documentale…non ho parole.
    Anzi, un paio ne ho. Chiediamoci perché proprio in Italia c’è stato bisogno di eliminare un finale sano e gudurioso per trasformarlo in tragedia e soprattutto incapacità per la Crocercossina di svincolarsi dall’oggetto delle sue cure!!!

    L’uomo italiano evidentemente era abituato ad avere la sua rassicurante Crocerossina sempre disponibile, e con questa bella idea della minchia (con il permesso di Tasti) ci hanno cresciuto una generazione almeno di baldi giovani, e ora ad averci a che fare siamo NOI però!!!

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  2. Arya said

    Ma ricordate che sberle mollava Candy, quando provavano a baciarla?? Per poi non parliamo del femminismo di Miss Pony? Comunque almeno noi ragazze abbiamo imparato che se vedi uno con una cornamusa su una collina, sai che i tuoi casini iniziano li…. (questa non è una critica ma un elogio alla mia unica raccolta Panini, w Candy Candy) 😀

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  3. ….effettivamente questo post è una ricerca molto approfondita e precisa sul fenomeno Candy Candy che a me, essendo maschietto, non è però mai troppo interessata!

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  4. tasti said

    @Mariottola…permesso accordato, figghiozza, ma non esageriamo ah?

    @Arya… uhauhauha… quindi occhio alle colline e alle cornamuse! 😀

    @Capitanmongozo… e così ti manca un pezzo dell’universo femminile… uhauhauha… no, lascia stare, stanne fuori che è meglio!
    😀

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  5. Viva la Croce Rossa!

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  6. tasti said

    @Mik…. benvenuto! e si, son d’accordo: viva la C.R.I. e viva anche le crocerossine, quelle vere però!
    Buone Feste

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